CREMONA invasa da Rinnovabili industriali, Impianti accumulo e Data center

CREMONA invasa da Rinnovabili industriali, Impianti accumulo e Data center

Novembre 1, 2026 0 Di Francesco Cappello

Analizziamo una trasformazione silenziosa ma gigantesca che sta interessando da vicino il territorio della provincia di Cremona

Guardando i dati ufficiali di Terna, l’ente che gestisce la rete elettrica nazionale, emerge una fotografia impressionante: non solo Milano, ma anche Cremona (così come altre province lombarde) si trova al centro di un’esplosione di richieste di connessione elettrica che ne cambierà radicalmente il volto nei prossimi anni.

Per capire la portata di ciò che sta accadendo, dobbiamo mettere a confronto tre numeri fondamentali: la produzione di energia green, i consumi industriali previsti e i sistemi di stoccaggio energetico.

Partiamo dalla produzione. Nella provincia di Cremona ci sono richieste per nuovi impianti di energia rinnovabile per una potenza totale di 0,32 Gigawatt, ovvero 320 Megawatt. La quasi totalità di questa energia – oltre il 95% – verrà dal solare fotovoltaico. Per darvi un’idea dell’impatto visivo, installare tutti questi pannelli a terra richiederebbe tra i 300 e i 350 ettari di terreno agricolo, l’equivalente di oltre 400 campi da calcio messi uno accanto all’altro. Il comune più sollecitato sul fronte del fotovoltaico è Sesto ed Uniti, da solo al centro di oltre il 40% delle richieste provinciali. L’unica eccezione al monopolio del sole si trova a Solarolo Rainerio, dove è concentrato l’unico progetto provinciale per una centrale a biomasse da 20 Megawatt.  

Ma se 0,32 Gigawatt di nuova produzione solare vi sembrano una cifra importante, il dato sui consumi è davvero enorme.  

Sul fronte della domanda elettrica, le richieste di allacciamento per nuovi grandi impianti superano i 2,35 Gigawatt. Stiamo parlando di una quantità di energia richiesta che è oltre sette volte superiore a tutta la nuova energia rinnovabile che si vorrebbe produrre sul territorio.  

A cosa serve tutta questa corrente? La risposta si chiama Data Center. Ben l’80% di questi enormi consumi – quasi 1,9 Gigawatt – è destinato ai giganteschi “Centri dati”  per far funzionare l’Intelligenza Artificiale e i servizi cloud. I data center, a differenza dei pannelli solari, non dormono mai: lavorano e consumano a pieno ritmo 24 ore su 24. Il solo assorbimento elettrico di questi server richiesti nel Cremonese equivale al consumo energetico annuale di oltre 5,5 milioni di famiglie medie italiane. Una richiesta energetica colossale che vede in prima fila i comuni di Castelverde, Cremona capoluogo e Pozzaglio ed Uniti.  

A questo punto sorge una domanda spontanea: come fa la rete elettrica a reggere questo scontro tra una produzione solare discontinua e consumi industriali così voraci e costanti?

Qui entra in gioco il terzo elemento: i sistemi di accumulo, cioè le megabatterie industriali. Terna ha registrato in provincia richieste per ben 2,10 Gigawatt di potenza in sistemi di stoccaggio, quasi interamente del tipo “stand-alone”, cioè grandi parchi batterie autonomi collegati direttamente alla rete ad alta tensione. La presenza di questi accumulatori non è casuale: si concentrano quasi per intero nei comuni di Sesto ed Uniti e di Castelverde, esattamente nei nodi strategici della rete dove si sommano la grande produzione solare e i massicci consumi dei data center.  

Riassumendo questo quadro complessivo: la provincia di Cremona viene candidata a diventare un vero e proprio hub energetico e digitale d’avanguardia. Da un lato abbiamo oltre 300 ettari di campi destinati al fotovoltaico; dall’altro, una concentrazione eccezionale di data center con consumi paragonabili a quelli di una metropoli; e infine, un’infrastruttura di gigantesche batterie da oltre 2 Gigawatt per fare da cuscinetto e garantire stabilità all’intero sistema.  

I dati ci dicono che la maggior parte delle pratiche burocratiche e tecniche per questi allacciamenti è già in fase avanzata.

Boom di consumi energetici nel Cremonese: richieste di connessione per 2,35 GW trainate dai Data Center

Mentre la produzione da fonti rinnovabili pianificata in provincia di Cremona ammonta a 0,32 GW, la domanda di energia elettrica sul fronte dei consumi viaggia su numeri del tutto sproporzionati. I dati pubblicati da Terna aggiornati al 30 settembre 2026 mostrano istanze di allacciamento alla rete ad alta e altissima tensione per una potenza complessiva richiesta di ben 2,35 Gigawatt (GW).

A spingere questo enorme assorbimento elettrico è l’espansione dei data center – le infrastrutture che ospitano i server destinati al calcolo ad alte prestazioni, al cloud e all’intelligenza artificiale – , che da soli assorbono 1,86 GW, pari al 79,21% dell’intero pacchetto delle richieste provinciali. La quota restante, pari a 0,49 GW (20,79%), è ascrivibile alla categoria altri utenti di consumo (grandi insediamenti industriali o infrastrutture ad alto assorbimento).

Un termine chiave: cos’è la potenza di consumo e come si misura?

In questo caso, i valori in Gigawatt non indicano l’energia prodotta da pannelli o turbine, ma la capacità  elettrica che le nuove strutture chiederanno di prelevare in modo continuo dalla rete elettrica nazionale.

  • Data Center: Strutture energivore che operano a ciclo continuo (24 ore su 24, 7 giorni su 7) per garantire il funzionamento dei server e dei sistemi di raffreddamento.

Quanta energia assorbirebbero questi insediamenti?

I 2,35 GW richiesti equivalgono a 2.350 Megawatt (MW) di potenza prelevabile dalla rete. Trattandosi prevalentemente di data center, caratterizzati da un fattore di carico costante durante tutto l’anno, l’impatto sul sistema elettrico è profondo.

  • La stima del consumo annuo: A differenza del fotovoltaico, che produce solo nelle ore di sole, un data center assorbe potenza in modo continuativo. Un carico continuo di 1,86 GW destinato ai soli data center genererebbe un consumo annuo stimabile in oltre 15 miliardi di chilowattora (kWh).
  • Un paragone con i consumi domestici: Per rendere la cifra comprensibile, il solo assorbimento dei data center richiesti nel Cremonese (1,86 GW) equivale al consumo elettrico annuo di oltre 5,5 milioni di famiglie medie italiane, ovvero una quantità  di energia superiore a quella necessaria per alimentare l’intero fabbisogno domestico di una regione come la Lombardia.
  • Il confronto tra produzione locale e consumo richiesto: Se si confronta la potenza delle rinnovabili in fase di richiesta nella stessa provincia (0,32 GW) con la potenza di consumo richiesta (2,35 GW), emerge un rapporto di oltre 1 a 7: la domanda di prelievo dalla rete supera di oltre sette volte l’intera nuova capacità  di generazione “pulita” prevista nel territorio.

La mappa dei consumi: Castelverde e Cremona in prima fila

Le richieste di connessione per grandi consumi si concentrano in poli ben precisi del territorio provinciale:

  1. Castelverde: Guida la classifica provinciale con oltre 0,70 GW richiesti, interamente dedicati a impianti data center (blu scuro).
  2. Cremona (Capoluogo): Presenta richieste per circa 0,65 GW complessivi, suddivisi tra data center (circa 0,50 GW) e la quota più consistente della provincia per altri utenti di consumo (circa 0,15 GW, in verde).
  3. Pozzaglio ed Uniti: Terzo polo per assorbimento con circa 0,50 GW richiesti, totalmente riferiti a data center.
  4. Spinadesco: Registra un assorbimento richiesto di circa 0,32 GW, costituito interamente dalla categoria “altri utenti di consumo”.
  5. Crema: Riscontra una richiesta di circa 0,10 GW (esclusivamente data center).
  6. Casale Cremasco-Vidolasco: Circa 0,05 GW richiesti per data center.
  7. Sesto ed Uniti: Presenta circa 0,02 GW per data center.
  8. Robecco d’Oglio: Un’istanza di entità  minore riservata ad altri utenti di consumo.

Lo stato delle pratiche di allacciamento

Il quadro dello stato procedurale delle soluzioni tecniche di connessione (STMG) mostra che la stragrande maggioranza della potenza richiesta ha già superato le prime fasi d’analisi:

  • STMG accettate (circa 1,55 GW): Rappresentano la quota maggiore delle richieste. Si tratta di progetti i cui preventivi e soluzioni tecniche di allacciamento predisposti da Terna sono già stati ufficialmente accettati dai soggetti proponenti. Questa voce include sia la gran parte dei data center (blu) sia una quota significativa di altri utenti di consumo (verde).
  • STMG da accettare (circa 0,70 GW): Progetti le cui soluzioni di rete sono state elaborate e consegnate da Terna, in attesa dell’accettazione formale da parte dei richiedenti. Comprende sia data center sia altri utenti industriali.

Boom di megabatterie nel Cremonese: richieste di connessione per 2,10 GW di sistemi di accumulo energetico

La terza tessera del mosaico energetico della provincia di Cremona riguarda i sistemi di stoccaggio dell’energia elettrica. I dati Terna aggiornati al 30 settembre 2026 evidenziano richieste di allacciamento alla rete ad alta e altissima tensione per una potenza complessiva di 2,10 Gigawatt (GW) di sistemi di accumulo.

Questa enorme capacità è dominata quasi per intero dagli impianti di Accumulo Stand-Alone (grandi parchi batterie indipendenti collegate alla rete), che ammontano a 2,10 GW e coprono il 99,73% del totale provinciale. La restante quota, del tutto marginale, è rappresentata dall’Accumulo Integrato a Solare (batterie installate direttamente a servizio di impianti fotovoltaici), con appena 0,01 GW (0,27%). Risultano invece completamente assenti le richieste per pompaggi idroelettrici (puro o misto) e per accumuli integrati all’eolico (0,0 GW / 0,00%).

Termini tecnici e acronimi

  • Sistemi di Accumulo (BESS – Battery Energy Storage System): Si tratta di enormi container pieni di batterie industriali (solitamente agli ioni di litio) progettati per immagazzinare energia elettrica nei momenti di supero di produzione o basso costo, per poi ri-immetterla in rete quando la richiesta sale o la produzione da rinnovabili cala.
  • Accumulo Stand-Alone: Una mega-batteria autonoma, direttamente collegata alla rete ad alta tensione, che opera sul mercato elettrico slegata da uno specifico impianto di generazione locale (come un parco solare o eolico).
  • Accumulo Integrato a Solare: Batterie collegate direttamente a un impianto fotovoltaico per accumulare la sola energia prodotta dai pannelli durante il giorno.
  • Pompaggio Puro / Misto: Impianti idroelettrici che usano l’energia in eccesso per pompare acqua da un bacino inferiore a uno superiore, per poi farla scendere attraverso turbine nei momenti di bisogno. Nella provincia di Cremona sono a quota 0,0 GW.

Quanta potenza ed energia rappresentano 2,10 GW di batterie?

I 2,10 GW (ovvero 2.100 Megawatt) esprimono la potenza massima istantanea che questi sistemi possono erogare o assorbire dalla rete elettrica.

  • Esempio pratico sulla potenza di scarica: Una potenza di erogazione pari a 2,10 GW equivale alla capacità  di scarica simultanea necessaria per coprire istantaneamente il consumo massimo di oltre 700.000 abitazioni o per erogare una quantità  di potenza pari a quella generata da due grandi centrali termoelettriche di taglia industriale.
  • Capacità di accumulo stimata (MWh): I sistemi BESS industriali hanno in media un’autonomia di carica/scarica che varia da 2 a 4 ore a piena potenza. Un parco batterie da 2,10 GW con un’autonomia di 4 ore corrisponde a una capacità  di stoccaggio energetico di circa 8.400 Megawattora (8,4 GWh): un volume d’energia sufficiente ad alimentare una città  di medie dimensioni per interi giorni in caso di blackout o picco di domanda.
  • Confronto tra i tre settori analizzati nel Cremonese:
    • Potenza di produzione solare/biomasse richiesta: 0,32 GW
    • Potenza di consumo (data center/industrie) richiesta: 2,35 GW
    • Potenza di accumulo (batterie) richiesta: 2,10 GW

I dati mostrano un equilibrio sistemico in cui la capacità  di accumulo richiesta (2,10 GW) è dimensionalmente allineata con l’imponente assorbimento continuo richiesto dai data center (1,86 GW), creando l’infrastruttura di supporto per garantire la continuità  operativa dei server ed evitare sbalzi sulla rete locale.

La mappa del territorio: concentrazione estrema su due soli poli

A differenza degli impianti fotovoltaici diffusi su più comuni, i sistemi di accumulo si concentrano quasi esclusivamente in due specifici nodi della rete elettrica provinciale:

  1. Sesto ed Uniti: è il comune che registra il volume più impressionante, assorbendo da solo circa 1,38 GW di batterie stand-alone (grigio) (oltre il 65% dell’intera potenza di accumulo richiesta nella provincia). Si noti come Sesto ed Uniti sia anche il comune leader per le richieste di allacciamento solare (0,13 GW).
  2. Castelverde: Secondo polo di accumulo provinciale con circa 0,70 GW di potenza richiesta per batterie stand-alone. Castelverde è esattamente il comune che guida la classifica delle richieste per data center (0,70 GW), evidenziando una perfetta corrispondenza tra i megawatt di consumo previsti e la potenza delle batterie richieste nel medesimo punto della rete.
  3. Rivarolo del Re ed Uniti: Accoglie la quota marginale rappresentata dagli accumuli integrati al solare (arancione), pari a 0,01 GW (10 MW).

A che punto sono le pratiche burocratiche?

L’analisi dello stato di avanzamento delle pratiche (STMG) mostra che le istanze per le batterie sono in gran parte già  inoltrate o in fase preliminare, ma nessuna ha ancora ottenuto il nulla osta definitivo:

  • STMG da accettare (circa 0,77 GW): Quota di progetti con proposta tecnica di allacciamento inviata da Terna e in attesa dell’accettazione finale dei proponenti (esclusivamente stand-alone).
  • Progetti in valutazione (circa 0,75 GW): Progetti per i quali Terna sta ancora eseguendo gli studi preliminari di impatto e fattibilità  di rete (esclusivamente stand-alone).
  • Progetti con nulla osta (0,40 GW): Progetti che hanno completato le fasi autorizzative iniziali (esclusivamente stand-alone).
  • STMG accettate (circa 0,18 GW): Quota di soluzioni tecniche già  accettate dai soggetti proponenti. È l’unico segmento che include, oltre a una fetta di stand-alone, l’intero pacchetto degli accumuli integrati al solare (arancione).

Rinnovabili, la corsa al fotovoltaico travolge la provincia di Cremona: richieste per 0,32 GW e oltre 300 ettari di territorio coinvolti

La transizione energetica in territorio cremonese si muove a trazione quasi esclusiva dal sole. I dati aggiornati al 30 settembre 2026 pubblicati da Terna – il gestore della rete elettrica ad alta e altissima tensione – rivelano una mole imponente di nuove richieste di connessione per impianti di produzione da fonti rinnovabili, per una potenza complessiva di 0,32 Gigawatt (GW).

A farla da padrone è il settore solare, che da solo rappresenta ben il 95,09% del totale, equivalente a 0,31 GW. Tutte le altre fonti energetiche – come l’eolico (sia on-shore che off-shore), l’idroelettrico e il geotermico – registrano zero richieste. L’unica eccezione è rappresentata dal comparto delle biomasse, che assorbe la restante quota con una potenza di produzione pari a 0,02 GW (ovvero 20 Megawatt, circa il 4,91% del totale).

Un’impronta sul territorio: quanti ettari servirebbero?

Per comprendere l’impatto visivo e territoriale di una potenza installata da 0,31 GW (pari a 310 Megawatt) di solo solare, occorre considerare i parametri tecnici medi dei campi fotovoltaici a terra.

Tenendo conto sia dell’ingombro dei moduli che degli spazi necessari per le distanze di sicurezza, le cabine elettriche e le vie di servizio, un impianto fotovoltaico moderno necessita mediamente di circa 1 ettaro di terreno per ogni Megawatt (MW) installato.

  • La stima della superficie occupata: Per installare tutti i 0,31 GW di impianti solari richiesti, sarebbe necessaria una superficie totale compresa indicativamente tra 300 e 350 ettari di terreno (pari a oltre 3 milioni di metri quadrati).
  • Un confronto pratico: Un’estensione di 300 ettari equivale alla superficie di circa 420 campi da calcio regolamentari messi uno accanto all’altro.

Quanta energia produrrebbero questi impianti?

I 0,32 GW totali richiesti rappresentano la “potenza nominale di picco”, cioè¨ la capacità  massima di erogazione di energia degli impianti in condizioni ottimali.

  • Esempio di produzione annuale: Applicando le ore medie annue di irraggiamento solare della pianura padana (pari a circa 1.200 – 1.250 chilowattora per ogni kW installato), un complesso di impianti solari da 0,31 GW genererebbe circa 385 milioni di chilowattora (kWh) all’anno.
  • Fabbisogno delle famiglie: Una famiglia tipo consuma in media circa 2.700 kWh all’anno. Di conseguenza, la sola produzione del fotovoltaico richiesto in provincia di Cremona sarebbe teoricamente in grado di coprire il consumo elettrico domestico di circa 140.000 famiglie, ovvero una popolazione pari quasi all’intero bacino della provincia.
  • Il contributo delle biomasse: L’impianto a biomasse da 0,02 GW (20 MW), a differenza del solare, ha il vantaggio di poter funzionare a ciclo continuo giorno e notte. Con un regime medio di circa 7.000 ore annue di funzionamento, questo singolo impianto produrrebbe da solo circa 140 milioni di kWh all’anno, una quantità  di energia idonea a soddisfare le esigenze di ulteriori 50.000 famiglie.

La mappa del fotovoltaico: Sesto ed Uniti in testa

La distribuzione geografica delle domande mostra una forte concentrazione in pochi comuni chiave della provincia:

  1. Sesto ed Uniti: Guida nettamente la classifica provinciale con oltre 0,13 GW (130 MW) di potenza solare richiesta, una quota da sola pari a oltre il 40% del totale provinciale.
  2. Rivarolo del Re ed Uniti: Secondo comune con circa 0,055 GW richiesti (tutti solari).
  3. San Giovanni in Croce: Terzo centro con oltre 0,04 GW di solare.
  4. Paderno Ponchielli: Registra richieste per circa 0,04 GW (solare).
  5. Tornata: Presenta istanze per circa 0,025 GW (solare).
  6. Solarolo Rainerio: Rappresenta un caso unico, poiché concentra su di sé l’intero pacchetto delle biomasse registrato nella provincia, per l’appunto 0,02 GW.

A che punto sono le pratiche burocratiche?

L’iter tecnico per l’allacciamento alla rete elettrica nazionale (gestito tramite la cosiddetta STMG, o Soluzione Tecnica Minima Generale) evidenzia che una quota consistente dei progetti si trova già  in fase avanzata:

  • Progetti con proposta accettata (STMG accettate): Rappresentano la fetta maggiore, pari a circa 0,117 GW. È l’unico gruppo che include sia impianti solari sia la quota a biomasse.
  • Progetti con proposta da accettare (STMG da accettare): Circa 0,096 GW di solare in attesa della firma finale da parte delle aziende proponitrici.
  • Progetti in corso di valutazione: Circa 0,089 GW di solare per i quali Terna sta studiando la fattibilità  tecnica delle connessioni.
  • Progetti con nulla osta: Una quota minore, pari a circa 0,02 GW, che ha già  superato le prime autorizzazioni formali.

Focus su Solarolo Rainerio: l’unico polo per la produzione da biomasse nella provincia di Cremona

Mentre nel resto della provincia di Cremona le richieste di produzione rinnovabile sono dominate dal fotovoltaico, la schermata di dettaglio del dashboard Terna al 30 settembre 2026 isola il caso specifico del comune di Solarolo Rainerio. Questo territorio rappresenta l’unico punto della provincia in cui è concentrata la totalità  dei progetti di produzione energetica da biomasse registrati nell’intero bacino cremonese.

La potenza complessiva richiesta nel comune ammonta a 0,02 Gigawatt (GW), pari a 20 Megawatt (MW). Risultano invece completamente azzerate tutte le altre fonti rinnovabili nel territorio comunale (solare, eolico, idroelettrico e geotermico a 0,0 GW / 0,00%).

 

Termini tecnici e acronimi in parole semplici

  • Biomasse: Energia prodotta attraverso la combustione o la fermentazione anaerobica di materia organica (come scarti agricoli, reflui zootecnici, sottoprodotti della lavorazione del legno o colture dedicate). A differenza del fotovoltaico, che produce solo durante le ore diurne, le centrali a biomasse offrono una produzione programmabile e continua (24 ore su 24).
  • STMG accettate (Soluzione Tecnica Minima Generale): La proposta formale elaborata da Terna per definire le modalità tecniche ed economiche di allacciamento dell’impianto alla rete elettrica ad alta tensione è già  stata approvata e accettata dal soggetto proponente.

Quanta energia produrrebbe l’impianto e quali sono gli ingombri?

L’impianto a biomasse previsto a Solarolo Rainerio ha una potenza nominale di 0,02 GW (20 MW).

  • Produzione elettrica stimata: Un impianto a biomasse a regime industriale lavora mediamente per circa 7.000 – 7.500 ore all’anno. Una potenza di 20 MW operativa per questo monte ore genera una produzione annua stimabile in circa 140 – 150 milioni di chilowattora (kWh).
  • Fabbisogno delle famiglie: Considerando un consumo domestico medio italiano di 2.700 kWh all’anno per famiglia, la produzione di questo singolo impianto sarebbe teoricamente in grado di soddisfare il fabbisogno elettrico continuo di oltre 50.000 famiglie.
  • Superficie e impatto territoriale: A differenza di un campo fotovoltaico da 20 MW – che richiederebbe circa 20 ettari di pannelli a terra -, una centrale a biomasse da 20 MW è una struttura industriale concentrata. L’ingombro fisico dell’impianto (comprensivo di digestori/caldaie, stoccaggio delle materie prime, vasche per il digestato e sottostazione elettrica) occupa solitamente un’area compresa tra 3 e 5 ettari (circa 5 campi da calcio). La principale impronta sul territorio riguarda la logistica di approvvigionamento quotidiano delle biomasse necessarie ad alimentare il processo.

Mappa del comune e stato procedurale della richiesta

I grafici e la mappa di dettaglio offrono un quadro chiaro ed esaustivo sulla situazione del progetto:

  • Distribuzione territoriale: Il 100% della potenza da biomasse richiesta nell’intera provincia di Cremona si concentra nel comune di Solarolo Rainerio.
  • Stato della pratica (STMG): Il progetto figura integralmente sotto la voce STMG accettate. L’iter burocratico-tecnico relativo al preventivo di connessione alla rete ad alta e altissima tensione si trova dunque in uno stato avanzato, con la soluzione tecnica stabilita da Terna già  ufficialmente accettata dalla società proponente.

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