abbasso la mascherina!

Maggio 28, 2020 0 Di Francesco Cappello

presidio di sicurezza o pericoloso veicolo di contagio?

Disegno: un allievo avanza camminando con gli occhi bendati

Alle considerazioni del dott. Stefano Montanari tendenti ad argomentare l’inutilità e anzi la pericolosità della mascherina [1] si aggiungono quelle di numerosi studi scientifici e quelle del Coordinamento Internazionale Associazioni per la Tutela dei Diritti dei Minori CIATDM che ha indirizzato una lettera aperta al Presidente della F.I.M.P., il dott. Paolo Biasci, al Ministro della Sanità Roberto Speranza e al Ministro dell’Istruzione Lucia Azzolina nella quali si documentano fortissimi dubbi e perplessità intorno alla imposizione delle mascherine alla “popolazione pediatrica”. Il CIATDM sostiene, basando il proprio giudizio su dati e studi scientifici, che tale misura non “appare solo inutile ma dannosa e controproducente”.
Il dott. P. Biasci, in qualità di presidente della federazione dei pediatri italiani, aveva dichiarato che non vi sarebbero “… rischi per la salute dei bambini dovuti ad un uso prolungato delle mascherine per prevenire il contagio da coronavirus.” La questione non è di poco conto riguardando l’ipotesi di obbligatorietà della mascherina, dai sei anni in su, al rientro a scuola a settembre.
A sostegno della propria tesi il coordinamento riporta la dichiarazione dell’OMS dello scorso 6 aprile valida per la popolazione nel suo complesso

… attualmente non ci sono prove che indossare una maschera (medica o di altro tipo) da parte di persone sane in un contesto di comunità più ampio, incluso il mascheramento della comunità universale, possa impedire loro di contrarre virus respiratori, incluso COVID-19. (…) l’ampio uso di maschere da parte di persone sane in contesti di comunità non è supportato dalle prove attuali e porta incertezze, criticità e rischi …

Non solo non è dimostrata la loro capacità di proteggere ma secondo il direttore regionale dell’OMS Dorit Nitzan:


“Le mascherine fanno parte di una strategia e di un approccio comprensivo e non sono l’unica misura di protezione. In più, a volte le persone le indossano credendo di essere protette, contribuendo a diffondere il virus“. “Continuiamo a raccomandare che le mascherine vengano indossate dagli operatori sanitari, dalle persone infette e da coloro che se ne prendono cura. Se ne avete di extra, donatele ai Paesi in cui medici e infermieri non ne hanno”.


Il documento continua descrivendo la difficoltà di un uso corretto di tale dispositivo volto ad evitare ad esempio rischio di autocontaminazione, potenziali difficoltà respiratorie dovute al loro uso e falso senso di sicurezza.
Le modalità corrette di utilizzo delle mascherine che se non osservate, rischiano di trasformarle, da presidio di sicurezza a pericoloso veicolo di contagio, non sono semplici. Esse comportano la necessità di osservare le seguenti regole, non certo alla portata dei bambini:

  • Posizionare la mascherina con attenzione, assicurandosi che copra la bocca e il naso, e legarla bene per ridurre al minimo qualunque apertura tra il viso e la mascherina.
  • Evitare di toccare la mascherina mentre la si indossa.
  • Rimuovere la mascherina utilizzando la giusta tecnica: non toccare la parte anteriore della mascherina ma slegarla da dietro.
  • Dopo averla rimossa o ogni qualvolta una mascherina usata sia stata toccata inavvertitamente, lavare le mani con un apposito prodotto a base alcolica oppure con acqua e sapone se le mani sono visibilmente sporche.
  • Appena risulta umida, sostituire la mascherina con una mascherina nuova, pulita e asciutta.
  • Non riutilizzare le mascherine monouso.
  • Eliminare le mascherine monouso dopo ogni utilizzo e smaltirle immediatamente dopo averle rimosse.

Il Coordinamento si appella, inoltre, allo studio del dott. Alberto Donzelli, specialista in igiene e medicina preventiva, che in uno studio pubblicato su Repository di Epidemiologia e Prevenzione, evidenzia che:

“….in soggetti infetti inconsapevoli, in cui l’emissione di virus è massima nei due giorni precedenti i sintomi, la mascherina obbliga a un continuo ricircolo respiratorio dei propri virus, aggiungendo la resistenza all’esalazione, con concreto rischio di spingere in profondità negli alveoli una carica virale elevata, che poteva essere sconfitta dalle difese innate se avesse impattato solo con le vie respiratorie superiori.” (…) “Per chi indossasse le mascherine molto a lungo, questo sembra un rischio assolutamente sproporzionato rispetto a quello di un contatto occasionale in strada/fuori casa con altri, che all’aperto in base alle attuali conoscenze non ha possibilità logiche né riconosciute di causare infezione.”

Si tenga presente che il Ministero della Salute – Direzione generale della prevenzione sanitaria ufficio 5 prevenzione delle malattie trasmissibili e profilassi internazionale, nella sua Nota n. 0010736 del 29/03/2020 ha chiarito che:

“I dati attualmente disponibili non supportano la trasmissione per via aerea di SARS-CoV-2, fatta eccezione per i possibili rischi attraverso procedure che generano aerosol se eseguite in un ambiente inadeguato (non in stanza di isolamento con pressione negativa) e / o in caso di utilizzo di dispositivi di protezione individuali (DPI) inadeguati .”

Preoccupazioni analoghe sono state espresse dallo European Centre for Disease Prevention and Control che in un recente documento “Using face masks in the community” afferma che:

“Esiste il rischio che la rimozione impropria della maschera, la manipolazione di una maschera contaminata o una maggiore tendenza a toccare il viso mentre si indossa una maschera da parte di persone sane possano effettivamente aumentare il rischio di trasmissione .”


e dal dott. Antonio Lazzarino, epidemiologo presso l’University College London, in un articolo sul British medical Journal:

“…È necessario quantificare le complesse interazioni che potrebbero benissimo operare tra effetti positivi e negativi dell’uso di maschere chirurgiche a livello di popolazione. Non è tempo di agire senza prove.” “…(quella) delle Regioni che l’hanno forzata imponendo le mascherine a tutti fuori di casa in qualunque contesto (concedendo eccezioni solo durante la corsa, sempre nel doveroso rispetto del distanziamento) è una forzatura rispetto alle prove esistenti, con possibilità di fare più danni che benefici.

La mascherina, essendo in grado di trattenere per una settimana particelle infettanti sulla sua superficie lungi dall’essere una efficace protezione, costituisce un pericoloso veicolo di contagiosecondo il rapporto nr. 25/2020 pubblicato da ISS COVID 19 contenente le Raccomandazioni sulla sanificazione di strutture non sanitarie.

Uno studio pubblicato su Annals of Internal Medicine dello scorso aprile Effectiveness of Surgical and Cotton Masks in Blocking SARS–CoV-2: A Controlled Comparison in 4 Patients  giunge alla conclusione che, sia le maschere chirurgiche che quelle in cotone sembrano essere inefficaci nel prevenire la diffusione della SARS-CoV-2 dalla tosse dei pazienti con COVID-19 nell’ambiente e sulla superficie esterna della maschera.

Si consideri, inoltre, che la contagiosità degli asintomatici è stata testata nel caso dei 455 contatti avuti, per un tempo medio tra quattro e cinque giorni, da una ventiduenne positiva al coronavirus. Lo studio, pubblicato il 14 maggio scorso da pubmed, “A Study on Infectivity of Asymptomatic SARS-CoV-2 Carriers” ha mostrato che nessuno dei contatti ha mostrato segni di infezione da COVID-19.

Secondo Brainard et al: “Le prove non sono sufficientemente forti per supportare l’uso diffuso di maschere come misura protettiva contro COVID-19. Tuttavia, ci sono prove sufficienti per supportare l’uso di maschere per brevi periodi di tempo da parte di individui particolarmente vulnerabili in situazioni transitorie a rischio più elevato

Su Lancet il preprint di un grande studio controllato randomizzato “Facemask versus No Facemask in Preventing Viral Respiratory Infections During Hajj: A Cluster Randomised Open Label Trial” con lo scopo di chiarire l’efficacia delle mascherine nella protezione da infezioni virali respiratorie. Gli autori hanno randomizzato, dal 2013 al 2015, 7.687 adulti in pellegrinaggio alla Mecca, 3.864 dei quali facenti parte del gruppo con maschere facciali con i rimanenti nel gruppo di controllo. Ecco l’interpretazione sintetica cui giungono gli autori dello studio: “Facemask use does not prevent clinical or laboratory-confirmed viral respiratory infections among Hajj pilgrims.” ossia  ‘L’uso della maschera facciale non previene le infezioni respiratorie virali cliniche o confermate in laboratorio tra i pellegrini Hajj.’

Rimane una domanda. Se l’uso della mascherina si rivela, ad una analisi meno superficiale, non solo inutile ma addirittura dannoso, come mai se ne vorrebbe imporre l’utilizzo, arrivando ad ipotizzare squadre di bravi e gentili persone – 60 mila attivisti civici nella proposta governativa – che vorrebbero provare ad “educarci” a tenere insieme alle mascherine il “giusto” e “salutare” distanziamento fisicosociale… ?
Forse altri studi dimostreranno che più che di un dispositivo per la sicurezza sanitaria potrebbe trattarsi di uno strumento della propaganda.
D’altronde, quest’ultima, fa leva su paura, minacce, ignoranza, pregiudizi, convinzioni pregresse non sottoposte a necessaria verifica, nonché su un diffuso sadomasochismo.
La propaganda irretisce i più, mentre trasforma tanti altri in paladini del sistema, kapò, al servizio degli interessi di pochissimi; essi pretenderebbero controllare i propri simili, stigmatizzando chi tarda ad allinearsi, facendosi complici, più o meno ignari, più o meno consapevoli, di quei pochissimi. Costoro si propongono, in definitiva, quali strenui difensori della misera condizione in cui stiamo precipitando a velocità crescente.

integrazione all’articolo originale – 14 sett. 2020
importante intervista al dott. A. Donzelli ex-direttore generale di servizi sanitari e di igiene pubblica, membro del consiglio superiore di sanità, specialista in igiene e medicina preventiva e scienze dell’alimentazione

vedi anche l’importante articolo che fa riferimento a 14 studi randomizzati Nonpharmaceutical Measures for Pandemic Influenza in Nonhealthcare Settings—Personal Protective and Environmental Measures
Ecco l’abstract dell’articolo:
Ci sono state 3 pandemie influenzali nel 20 ° secolo, e ce ne sono state 1 finora nel 21 ° secolo. Le autorità sanitarie locali, nazionali e internazionali aggiornano regolarmente i loro piani per mitigare la prossima pandemia influenzale alla luce delle ultime prove disponibili sull’efficacia delle varie misure di controllo nel ridurre la trasmissione. Qui, esaminiamo la base di prove sull’efficacia delle misure di protezione personale non farmaceutiche e delle misure di igiene ambientale in contesti non sanitari e discutiamo la loro potenziale inclusione nei piani pandemici. Sebbene gli studi meccanicistici supportino il potenziale effetto dell’igiene delle mani o delle maschere facciali, le prove di 14 studi randomizzati controllati di queste misure non hanno supportato un effetto sostanziale sulla trasmissione dell’influenza confermata in laboratorio. Allo stesso modo abbiamo trovato prove limitate sull’efficacia di una migliore igiene e pulizia ambientale. Abbiamo identificato diverse importanti lacune di conoscenza che richiedono ulteriori ricerche, soprattutto una migliore caratterizzazione delle modalità di trasmissione da persona a persona.

[1] “Io non ho nessun problema a mettere una mascherina mezz’ora se devo andare a far la spesa.
Anche se non serve a niente (o meglio serve tanto quanto starnutire nella manica o nel fazzoletto, che preferirei usare) perché i virus sono più piccoli della trama, se siete più felici la metto.
Male per mezz’ora non mi fa.
Ma se mi venite a dire che i miei figli devono tenerla per tutte le ore che andranno a scuola, quando qualunque cardiologo vi dirà che rischiano l’infarto qualunque dermatologo che rischiano micosi e dermatiti, qualunque immunologo che sotto la mascherina i germi si moltiplicheranno e che senza contatti sociali il sistema immunitario si indebolirà, allora NO, non ci sto più. Accendete il lume della ragione mi spegnete la paura, non possiamo ubbidire a ogni ordine assurdo di taskforce di gente in conflitto di interessi. Leggete cosa ne pensa un rispetto vero:
“Qualche anno fa, pochi anni fa, io, mia moglie e il CNR di Bologna, abbiamo studiato un filtro per la respirazione… Questo filtro per la respirazione era stato studiato perché c’era stato chiesto al ministero della difesa, quindi lavoravamo per il ministero…mia moglie, io e il CNR di Bologna…La parte CNR era diretta da Franco Prodi, (fratello di Romano Prodi) che è un ottimo fisico, è andato in pensione da poco, ma è un bravissimo fisico…
Abbiamo lavorato proprio su un problema, che è lo stesso problema di oggi, cioè impedire che qualcosa di estremamente piccolo possa entrare nel nostro organismo.
Quel qualcosa di piccolo allora erano le nanopolveri causate dalle esplosioni, ma le dimensioni sono quelle dei virus.
Il coronavirus è grande 120 nanometri, più o meno come le polveri di cui noi ci occupavamo.
Per un filtro, che sia un virus o che sia un’altra cosa, non importa. Il filtro è, semplificando molto, uno scolapasta: blocca quella determinata dimensione…
Noi, per poter studiare quel filtro, ci abbiamo impiegato un anno e mezzo…abbiamo lavorato su delle apparecchiature, con un gruppo di fisici, abbiamo fatto degli esperimenti, tanti esperimenti…abbiamo fatto dei prototipi di filtro, abbiamo lavorato con Finceramica per produrre questi prototipi, e alla fine ce l’abbiamo fatta.
Vi assicuro, è tutt’altro che facile fare un filtro di quel genere…non tanto per il fatto della dimensione di quello che devi bloccare, ma il problema grosso era il fatto che chi le portava doveva respirare…perché se io ti metto una mascherina di cemento armato è chiaro che fermo tutto, ma dopo due minuti tu muori!
Quindi devo rendere compatibile la mascherina con la tua vita…Noi lavoravamo per il ministero della difesa, quindi per qualcosa che doveva andare ai soldati, ai militari…e il soldato deve scappare, deve inseguire, deve portare dei pesi, deve fare degli sforzi quindi deve respirare bene…assicuro che è difficilissimo…
Allora chi è che può pensare che tutti i nostri sforzi siano stati ridicolizzati da una mascherina di carta o di stoffa…
Cioè noi, un gruppo di scienziati, con apparecchiature costose, tempo, viaggi, non c’eravamo accorti che bastava una mascherina di carta per fare esattamente la stessa cosa…
Purtroppo non è vero…la mascherina di carta è una truffa!
Voi vi mettete questa mascherina, e non importa se è di tipo 1,2,3,4,5,27…voi ve la mettete e respirate, dovete respirare, altrimenti morite
Quando voi respirate emettete del vapore, bagnate la mascherina e quando la mascherina è bagnata prende i virus, i batteri, i funghi, i parassiti e li concentra lì, e voi vi portate per delle ore funghi, batteri, virus, parassiti ad un millimetro dal naso e ve li tenete lì. Quindi vi ammalate o rischiate di ammalarvi a causa di QUEI patogeni…perché adesso la gente è convinta che esiste solo il coronavirus, ma il coronavirus è uno dei molti miliardi di virus che esistono…ma poi ci sono anche i batteri, che sono una quantità enorme, i funghi, i parassiti, …tutta roba che si appiccica lì e voi ve la tenete appiccicata al naso, quindi è follia pura…
E questo basterebbe per dire “abbiamo scherzato”…
Quando porti la mascherina ed espiri, cioè butti fuori quello che i tuoi polmoni hanno deciso essere lo scarto del metabolismo dei tuoi tessuti, delle tue cellule, cioè l’anidride carbonica…hai un impedimento a buttarlo fuori, quindi inevitabilmente ributti dentro al tuo organismo l’anidride carbonica…
Il tuo sangue va in ipercapnia, vuol dire che hai un eccesso di anidride carbonica, porti alle tue cellule il loro scarto…
Quando sei in ipercapnia, vai anche in acidosi, il tuo organismo diventa più acido del dovuto, il ph si abbassa…più è acido l’organismo, più hai facilità ad ospitare malattie…
La malattia più vistosa che si instaura con acidosi è il cancro!….”

pubblicato su
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