Smaterializzazione del contante – Ragioni e conseguenze

Smaterializzazione del contante – Ragioni e conseguenze

Ottobre 1, 2019 0 Di Francesco Cappello

Il sistema bancario, reso instabile dalla scelta liberista che ha privilegiato l’attività bancaria volta alla speculazione finanziaria a discapito del suo tradizionale ruolo di supporto all’economia reale, appare soggetto a grandi crisi sistemiche, come già nel 2007 quando sarebbe dovuto implodere e fu salvato dalle grandi banche centrali (FED, BCE, ecc.). Ignazio Visco, alla seconda conferenza Baffi Carefin ha detto: “Questo shock senza precedenti potrebbe causare qualche vittima tra le banche”.
Si ricordi cosa successe agli islandesi che si videro bloccate carte di credito e bancomat da un giorno all’altro, scoprendolo alla cassa di un qualche negozio o supermercato al momento del pagamento degli aquisti. La stessa cosa accadde negli USA dove Lehmann Brothers fu lasciata fallire. Anche negli Stati Uniti si scatenò la corsa agli sportelli. Ne nacque il movimento Occupy WallStreet.

In pratica le banche si sono (auto)salvate con denaro fiat di banca centrale (creato opportunamente dal nulla) che come si sa sono controllate dalle grandi banche d’affari private. In pratica le cose sono andate come se fosse stato detto loro: ecco, avete provocato una catastrofe finanziaria, vi salviamo comunque perché siete troppo grosse per fallire – too big to fail – nel senso che il loro fallimento sarebbe in grado di innescare una devastante crisi sistemica del settore finanziario e allora si ritiene che conviene lasciarle continuare ad operare come hanno sempre fatto…

Se qualcuno pensasse che dopo aver salvato il sistema bancario con la immissione di migliaia di miliardi di dollari ed euro siano state imposte regole diverse alla finanza internazionale, ebbene, si sbaglia di grosso.

Qualcosa però è cambiato ma non nel senso che ci saremmo aspettati:

il bail-in (se la tua banca fallisce la responsabilità, caro utente, è tua ché non hai saputo ben scegliere)

ci si avvia con determinazione crescente verso la smaterializzazione di tutta quella moneta che ancora conserva forma fisica in modo da rendere vana qualsiasi corsa agli sportelli… Questo si configura come uno tra i più efficaci sistemi di controllo della popolazione. È, infatti, sufficiente un click per impedire l’accesso a chiunque alle proprie risorse finanziarie.

L’abolizione del contante è propagandata quale strumento per combattere l’evasione fiscale. Ci si focalizza sui piccoli favorendo multinazionali, fondi di investimento, grandi gruppi bancari e assicurativi.
Un Report della Commissione Europea (COM(2018) 483 final), basato su uno studio commissionato, evidenzia come la correlazione percettiva tra evasione e utilizzo di contanti sia indimostrata.

sulle pagine di Econopoly (sole 24 ore), in un articolo dal titolo Il contante è un diritto, un presidio di libertà e un baluardo contro i soprusi si legge, tra l’altro:

Il denaro contante è un’infrastruttura pubblica, dato che è l’unico mezzo di pagamento tangibile che consente ai cittadini di regolare istantaneamente una transazione in moneta della banca centrale al valore nominale. Al contrario, tutte le forme di pagamento digitali richiedono una terza parte o un intermediario per il pagamento. Lo status di denaro contante come moneta a corso legale garantisce che sia universalmente accettato, ugualmente accessibile e gratuito per i consumatori, rendendolo un bene pubblico importante e un’infrastruttura pubblica. Il contante rimane vitale in un mondo digitale a causa della sua forma fisica e distribuita nelle società come strumento deliberativo per l’attività politica ed economica. Ciò contrasta con gli account digitali da cui, in teoria, le persone potrebbero essere escluse con la semplice pressione di un interruttore. La valuta fisica ha quindi un ruolo cruciale e costante da svolgere nel panorama dei pagamenti in rapida evoluzione, ora e in futuro.

e ancora

I lavori e gli studi internazionali evidenziano l’assenza di un rapporto di causalità tra attività illecita ed utilizzo del contante. In tale contesto il Prof. Razzante (tra i massimi esperti di antiriciclaggio) ha cercato di spiegare che “lo studioso, in questi casi, dovrebbe – come accaduto, e accade, a chi scrive – rimanere esterrefatto, obbligato a chiedersi come faccia il nostro paese ad essere additato quale utilizzatore eccessivo (da criminalizzare) di contante. Il non studioso si aspetterebbe ben altri dati, leggendo le apocalittiche elucubrazioni di stampa, ma anche di altri studiosi e tecnici. La pervicacia narrativa italica continua imperterrita nella sua crociata, infischiandosene di dati, studi e analisi economiche, spacciando un sistema senza contante (cashless) quale soluzione finale: in realtà costituisce una risposta populista, banale e sbagliata a domande complesse.

Tra i tanti effetti collaterali dell’abolizione del contante è facile immaginare cosa accadrebbe in caso di black out energetico per un qualsiasi motivo così come al destino di quelle persone che trovandosi in condizioni di povertà estrema (in Italia 5 milioni … numero in crescita), come i mendicanti, i senza casa, ecc.
Si pensa, forse, di dotarle di pos elettronici wireless con annesso conto corrente?
Elemosine, mance, oboli, piccoli prestiti tra amici, diventerebbero di fatto impossibili se, come richiesto da qualcuno, la smaterializzazione divenisse integrale. Bisogna pensare a cosa accadrebbe nel caso di guasti/attacchi alle reti elettriche o informatiche… meglio tenere sempre una scorta di contanti in casa per superare tali possibili eventi.

Si pensi poi al destino di tutto quel piccolo commercio locale, magari di prodotti tradizionali, tipici, biologici, che si svolge necessariamente in contanti in piccoli mercati rionali, commercio condotto anche da venditori ambulanti che sono spesso anche i produttori delle loro merci e che piuttosto che soddisfare ai vincoli europei, rimangono rispettosi della tradizione italiana, in conflitto con i dettami Ue.
Se sino ad oggi abbiamo potuto ovviare utilizzando i contanti per gli scambi di questo genere di prodotti nel futuro l’unica forma di resistenza utile consisterà nel trovare altri sistemi di pagamento locale come il baratto in reti di mutuo credito locale o l’uso di moneta comunale. Vedi il mio “Torniamo al baratto”

Bisogna domandarsi se è vero che la smaterializzazione del contante riesca ad incidere efficacemente sulla tassabilità delle grandi multinazionali operanti nel nostro paese così come su quella piaga globale dei paradisi fiscali, legata, come moltissime delle difficoltà che viviamo da decenni, alla liberalizzazione dei flussi finanziari non ostacolati, nelle loro scorribande speculative, da nessun confine.

un acquisto con bancomat costa al commerciante circa l’1%. L’esercente per i pagamenti con le carte di credito può spendere sino al 3% del valore del bene di cui si appropria il sistema bancario

Infine: poiché la moneta digitale, avente come vettore carte di credito e bancomat, si esaurisce usandola (vedi immagine) essa sottrae moneta dalla circolazione. Nella condizione di rarefazione monetaria e di moneta a debito in cui viviamo bisogna valutare come la tassazione del contante contribuirà alla spinta del sistema economico sempre più verso il baratro della deflazione soprattutto in considerazione del fatto che siamo già tra i paesi al mondo con, sulle spalle, il più alto carico fiscale senza per questo poter godere di corrispondenti servizi.

Abolizione del contante e sperimentazione del credito sociale sembrano andare di pari passo.
La sperimentazione del credito sociale individuale cinese è un programma nazionale basato su intelligenza artificiale, big data, tecnologia della sorveglianza, progettato per il controllo delle scelte dei cittadini.

Integrazione del 2 novembre
Con la crisi sanitaria scatenata dalla pandemia il contante è stato individuato quale presunto vettore di contagio e questo ha dato un ulteriore pretesto al progetto di digitalizzazione di tutta la moneta. In particolare si pensa ad una nuova moneta digitale della Banca Centrale. Gia nel 2018 la Lagarde, dal FMI, aveva affermato che le banche centrali dovrebbero prendere in considerazione l’emissione di moneta digitale, moneta quindi non prelevabile in contanti, perché bit digitali di Banca Centrale. Con un click te la do con un altro te la levo…

Integrazione di Mercoledì 25 Novembre
Dal profilo FB di Salvatore Cincotta
[100 euro spesi con le carte di credito per 60 volte diventano zero e i 100 euro vengono assorbiti totalmente dal sistema bancario]
TUTTI FELICI E CONTENTI CHE IL GOVERNO PER LA “PSEUDO” LOTTA ALL’EVASIONE, LIMITA SEMPRE DI PIÙ LA CIRCOLAZIONE DEL CONTANTI.
DAL PRIMO GENNAIO SI POTRANNO PAGARE IN CONTANTI MAX 1.000 EURO.
MA NON VI RENDETE CONTO CHE PIAN PIANINO CI STANNO TOGLIENDO LA TITOLARITÀ DEL NOSTRO DENARO?
BASTERÀ UN CLICK PER BLOCCARE IL NOSTRO CONTO CORRENTE I NOSTRI DEPOSITI SENZA POTER PIÙ DISPORRE DEL NOSTRO DENARO, DELLE NOSTRE CARTE DI CREDITO E BANCOMAT.

Il consiglio di Salvatore Cincotta
convertire parte dei risparmi in monete auree (tipo sterline oro) e detenerle personalmente, in maniera tale da avere sempre la titolarità del proprio risparmio. Vanno comprate e rivendute esclusivamente nei Banco metalli ufficialmente autorizzati, non nei compra oro, dove normalmente le migliori aziende applicano una commistione dell’ 1,5% in compra e 1% in vendita sul valore corrente dell’oro”

addendum del 12 dicembre
Cashback direzione cashless
Scaricando un’apposita applicazione l’APP IO, a ogni successivo acquisto effettuato con carte di credito o con bancomat (non tutti hanno un bancomat o una carta di credito), dopo essere stati accreditati, riceveremo, a tempo debito, uno sconto del 10% ma per ogni acquisto ti torneranno indietro (back..) al massimo 15 euro. Qualora cioè si spendessero 200 euro non si avrebbe diritto a 20 euro di sconto ma a 15 euro sempreché nel periodo natalizio (extra cashback di natale) tu abbia totalizzato almeno 10 acquisti. Nel seguito la scansione temporale sarà di sei mesi in sei mesi. Nel corso di ogni semestre si dovranno effettuare almeno 50 acquisti. Lo sconto massimo accumulabile sarà di 150 euro a semestre ossia 300 euro/anno. Il pieno sfruttamento dei vantaggi offerti porta ad un ritorno di 300 euro nel corso di un anno in cui la spesa effettuata è stata di 3000 euro maturati qualora si siano effettuate almeno 50 acquisti a semestre. Attenzione non si possono ottenere sconti su acquisti legati alla propria professione. In pratica saranno esclusi, ad esempio, gli acquisti di forniture di cui necessitano i professionisti, artigiani, microimprese, nell’espletazione della propria attività. Una strana scelta dato lo scopo dichiarato di lotta all’evasione fiscale. Pagando il dentista oppure la manutenzione della caldaia la scelta di pagare in contanti senza fattura per evitare l’IVA sulla fattura da una parte e le tasse sul reddito dall’altra, evadendo il fisco, continuerà ad essere quella più conveniente. E’ inoltre previsto il Super Cashback per ogni semestre ossia un ulteriore rimborso di 1.500€ per i primi 100 mila partecipanti che avessero effettuato il maggior numero di acquisti nei sei mesi, senza tener conto degli importi spesi. Si potranno così ricevere fino a 3.000€ l’anno. Facile pensare alla induzione di una inflazione sui prezzi al dettaglio, indotta dall’aumentato potere d’acquisto, seppure più percepito che reale. Oltretutto l’attivazione del sistema del cashback costerà agli esercenti una spesa che varia da 100 a 300€ che cercheranno di recuperare in qualche modo.

Si noti che nel caso delle carte di credito con le quali si spende un prestito che ci è stato accreditato si premia una modalità di spesa effettuata con moneta scritturale bancaria a debito. Le risorse per sostenere il cashback verranno naturalmente dai contribuenti. I benefici saranno distribuiti in modo diseguale poiché non tutti hanno eguale capacità di spesa e sono tanti i cittadini che non possiedono carte.
Attenti, nel frattempo, a non sconfinare con le spese perché le nuove norme della autorità bancaria europea (E.B.A.) prevedono “che le banche definiscano automaticamente come inadempiente il cliente che presenta un arretrato da oltre 90 giorni, il cui importo risulti, allo stesso tempo per i Privati e Piccole e Medie Imprese superiore ai 100€ e superiore all’1% del totale delle esposizioni verso il Gruppo bancario” (superiore ai 500€ nel caso di grandi imprese). Questi sconfinamenti autorizzeranno blocchi dei conti correnti, fidi, domiciliazione bancaria delle bollette ecc. Attenzione, in particolare, a chi utilizzasse carte con la speranza di incassi a copertura di spese effettuate nel mese precedente e simili…

Il coordinatore dell’Ufficio studi della Associazione Artigiani e Piccole Imprese Mestre C.G.I.A., Paolo Zabeo, afferma:

Nei prossimi 2 anni le risorse necessarie per finanziare il cashback ammonteranno a 4,7 miliardi di euro. Una spesa  smisurata che tutti gli italiani saranno chiamati a pagare per incentivare l’utilizzo della moneta elettronica, concorrendo così alla riduzione dei pagamenti in nero effettuati con il contante. Nella pratica, però, sarà un provvedimento che favorirà soprattutto coloro che possiedono una elevata capacità di spesa. Persone che, secondo le statistiche, vivono nelle grandi aree urbane del Nord, dispongono di una condizione professionale e un livello di istruzione medio-alto. Insomma, una misura a vantaggio dei ricchi, ma pagata con i soldi di tutti. Un modo veramente molto singolare di combattere l’evasione fiscale.

Sottolinea il segretario della CGIA, Renato Mason:

Rispetto al 2019, quest’anno il nostro erario registrerà, a causa degli effetti negativi provocati dal coronavirus alla nostra economia, una contrazione del gettito tributario pari a 48 miliardi di euro, di cui oltre 7 a seguito della riduzione degli incassi dovuti alle attività di contrasto all’evasione fiscale. Ebbene, a fronte delle difficoltà in cui versano le nostre casse pubbliche e il crollo delle entrate, ha senso aumentare l’indebitamento di quasi 5 miliardi in 2 anni per agevolare chi normalmente spende di più? Queste risorse, forse, non potevano essere impiegate per aiutare in misura più diretta e incisiva i commercianti e in generale tutti i lavoratori autonomi che utilizzano come sistema di pagamento il Pos ?

vedi anche (Attenzione a non andare in rosso sul conto corrente per i clienti di questa banca)

Il Recovery plan
prevede un Piano cashless, per lo stop all’uso del contante, da 10 miliardi in tre anni.

Nel frattempo continua allegramente il gettito evaso annualmente dalle multinazionali che nei paesi UE ammonta a 160-190 miliardi di euro

aggiornamento dell’1 marzo 2021
Texas, il gelo manda in blackout il cuore energetico degli Stati Uniti
Milioni di persone senza luce e riscaldamento, chiuse fabbriche e raffinerie
di Marco Valsania
Maltempo, gli Usa colpiti da un’ondata di gelo polare. Almeno 11 morti
La morsa del grande freddo polare ha stretto d’assedio gli Stati Uniti. Dal Texas alla North Carolina, ha mietuto decine di vittime e lasciato milioni di persone alla mercè degli elementi. Ha paralizzato produzione energetica e reti elettriche di intere regioni, bloccato cruciali attività industriali e tecnologiche. Ha palesato la vulnerabilità di infrastrutture essenziali del Paese, anzitutto nel centro e nel sud, improvvisamente aggravata dai colpi del cambiamento climatico (…). Chi leggesse l’articolo integralmente non troverà alcun cenno alle complicazioni in caso di blackout di una moneta del tutto smaterializzata.
Si suggerisce di mantenere sempre una scorta di contanti in casa per superare eventuali guasti/attacchi alle reti elettriche o informatiche.

addendum maggio 2021


Nel Pnrr l’accelerazione delle esecuzioni immobiliari. Una sezione è dedicata agli “Interventi sul processo esecutivo e sui procedimenti speciali” prevista dalla riforma del processo civile. L’obiettivo è quello di garantire una semplificazione delle forme e dei tempi del processo esecutivo per rendere più rapidi ed efficaci i pignoramenti, la messa all’asta delle abitazioni private, negozi, attività (su cui pendono rate e mutui da pagare), le esecuzioni immobiliari in generale in caso di difficoltà economiche. In attesa di essere sbloccate dal prossimo 30 giugno circa 120 mila pratiche per un valore complessivo intorno ai 6-8 miliardi di euro.

Euro Elettronico (EE)
L’EE sarebbe la versione digitale della moneta FIAT della BCE (CBDC: Central Bank Digital Currency è la valuta digitale della BCE) ossia l’equivalente elettronico dell’euro fisico in contanti… (La BCE rassicura che il contante sarebbe integrato dall’EE senza sostituirlo). Contante digitale che simula parzialmente quello fisico perché può essere utilizzato senza l’intermediazione di un istituto bancario. Per utilizzarlo, infatti, non sarà necessario essere intestatari di un conto corrente essendo sufficiente essere dotati di un wallet elettronico. Mentre, però, il contante fisico è anonimo, l’euro elettronico dovrebbe essere tracciabile.
Descritta come moneta virtuale legale in tutta la zona euro, parallela alle banconote. L’EE dovrebbe consentire ai cittadini della zona euro il deposito di denaro direttamente presso la BCE scavalcando le banche commerciali. Esso sarebbe trasferito usando la blockchain – BC (le transazioni registrate indelebilmente su BC quale registro pubblico a blocchi) e custodito in portafogli digitali assegnati ai singoli utenti (wallet) ma emesso e controllato centralmente dalla BCE. Sarebbe legittimato dalla facilità di tracciamento dei reati finanziari a facilitazione dei pagamenti con un euro digitale al dettaglio per banche, imprese e cittadini. Il sospetto è che si preparino le condizioni per la diminuzione progressiva e la completa sostituzione delle banconote cartacee. L’idea è che questi gettoni digitali circolerebbero consentendo l’anonimato nei confronti della BCE come accade con i contanti. Si capisce che questa sarebbe la risposta allo sviluppo di soluzioni di pagamento come le stablecoin globali da parte di grandi aziende private come FB, Amazon e altre… vedi i miei money so they say is the root of all evil today e Tutto cambia perché nulla cambi.

Con la pratica dei tassi negativi, di fatto, la BCE si ritrova a pagare le banche per prestare dei soldi alle stesse come nel caso dei piani di rifinanziamento i TLTRO targeted longer-term refinancing operations prestiti quadriennali alle banche dell’Eurozona e i LTRO (rifinanziamenti a lungo termine – circa 1000 mld) per implementare le politiche di espansione monetaria legittimate dalla necessità di finanziare l’economia reale e gli Stati. A questi si è aggiunto il Programma di acquisto per l’emergenza pandemica (PEPP) da 1850 miliardi che continuerà fino a marzo 2022.
Ma nella congiuntura pandemica ancor più che in quella precovid nessuno investe nell’economia reale. I TLTRO difatti incoraggiano i soliti investimenti nell’economia finanziaria.
I tassi negativi sono via via applicati ai conti dei correntisti che si trovano così a sostenere bilanci bancari sempre più incerti non ultimo a causa di mutui bancari a tasso negativo. In realtà la Banca Centrale riceve obbligazioni governative o anche titoli privi di valore, asset vari, utilizzati come collaterali, che bisogna ritirare dal mercato dei titoli al fine di disintossicarlo mentre se ne alimenta la domanda (inflazione finanziaria). I risparmi intrappolati nella tela bancaria sono così dirottati verso l’economia finanziaria e stornati sistematicamente dall’economia reale. Il prolungamento della crisi pandemica, che ha paralizzato buona parte delle economie nazionali, si rivela funzionale a prolungare indefinitamente il dirottamento delle risorse finanziarie dei cittadini a supporto del carosello finanziario con i suoi corsi borsistici continuamente in rialzo nel pieno della depressione che colpisce le economie nazionali.

Pagare per dare la gestione dei propri risparmi alle banche
Siamo ancora liberi di fare del nostro denaro quel che vogliamo? Sono ben 34 i miliardi di euro che le banche dell’Eurozona hanno versato alla Bce dal giugno 2014 come interessi negativi a causa della liquidità proveniente dal rifinanziamento TLTRO detenuta in eccesso nei depositi che non riescono a utilizzare a supporto dell’economia reale con il risultato di spingere molte di esse a scaricare gli interessi negativi sui clienti. Si intende così mobilitare (leggi: spingere) i risparmi “fermi” sui conto correnti (circa 1700 mld di euro), verso titoli di stato a interesse negativo (*), gli investimenti finanziari, le obbligazioni, le azioni e altre forme di investimento che comportano comunque commissioni e spese a favore della banca e commissioni sulle giacenze. Naturalmente le ragioni per cui non si investe più nell’economia reale sono dovute ad anni di austerity e di pressione fiscale insostenibile (sino al 70%) sui proventi peraltro sempre più incerti delle imprese. Vedi la CAMPAGNA PER LA SALVEZZA ECONOMICA DELL’ITALIA di Italia che Lavora.

Verso la chiusura progressiva degli sportelli bancomat
Gli appetiti bancari nei confronti dei depositi custoditi nei conto correnti bancari stanno portando alla costruzione di una sorta di trappola per il risparmio (vedi il mio Attacco al risparmio italiano?) fatta di tassi negativi e limitazione progressivo dell’uso del contante. Dal 1° Gennaio 2022, infatti, non saranno permessi pagamenti in contanti superiori ai 999 € né si potranno prelevare somme in contanti superiori a quella cifra. Allo stesso tempo il ritiro di quei contanti sarà reso sempre più difficoltoso dalla progressiva chiusura degli sportelli bancomat di molti istituti bancari e dall’aumento della commissione da applicare al prelievo. Si aggiunga che la generale condizione di rarefazione monetaria è peggiorata dal ritiro dalla circolazione delle banconote da 500 e 200 euro mentre sono sempre più rare quelle da 100 euro.

Miriam Carraretto su quifinanza

Analizzando il nuovo rapporto “Sussidiarietà e… finanza sostenibile” della Fondazione per la Sussidiarietà, si nota come in 10 anni in Italia siano “spariti” quasi 10mila sportelli bancari: da 34.036 a inizio 2010 a 24.312 all’inizio del 2020, circa il 30% in meno. Ogni 100mila abitanti adulti ci sono ora 39 filiali, rispetto alle 56 di inizio decennio. La media europea si colloca a 22. Negli ultimi cinque anni le reti bancarie continentali hanno subito un taglio di circa un terzo, mentre in Italia è stata di un quinto. Il Sud Italia assomiglia di più al resto d’Europa. Le agenzie ogni 100mila abitanti sono 20 in Calabria, 22 in Campania e 25 in Sicilia. Valori elevati, invece, in Trentino Alto Adige (70), Valle d’Aosta (63) ed Emilia Romagna (56). La classifica per province vede in cima Reggio Calabria, Vibo Valentia e Caserta, con 17 filiali ogni 100mila abitanti. In coda Trento (76), Cuneo (72) e Sondrio (71). Fra i grandi capoluoghi, Milano (41) e Roma (35) sono vicine alla media nazionale. Napoli (20) svetta per efficienza. Bologna (58) invece è indietro.

aggiornamenti interviste con l’autore

(*) i titoli di Stato rimarranno in zona negativa finché regge il mercato borsistico. Nel momento in cui dovessero verificarsi consistenti ribassi i rendimenti dei TdS crescerebbero di conseguenza a causa di un riorientamento degli investimenti.

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