L’idiocrazia europea continua a foraggiare masochisticamente il sistema politico ucraino, corrotto e pericolosissimo

L’idiocrazia europea continua a foraggiare masochisticamente il sistema politico ucraino, corrotto e pericolosissimo

Novembre 16, 2025 0 Di Francesco Cappello

Corruzione e fallimento del sistema politico ucraino: scomparsa massiccia di armamenti, mala gestione del settore energetico, reclutamento coatto, atti di sabotaggio a danno della Ue

L’Italia, al seguito dell’Unione europea, decise da subito di schierarsi a fianco dell’Ucraina inviando armi e supporto finanziario. Il nostro paese continua a contribuire con un sostegno diretto al bilancio ucraino, con prestiti agevolati, aiuti umanitari, accoglienza rifugiati ed aiuti militari, questi ultimi per un valore complessivo superiore al miliardo.
Il totale stimato per gli aiuti europei ha ormai superato i 200 miliardi di euro [1]. Dal 2022 l’Ucraina è diventato il maggiore importatore di armi al mondo.
Molti di questi finanziamenti sono stati tratti orwellianamente dal Fondo Europeo per la Pace a contribuzione obbligatoria in modo che i singoli paesi membri non potessero rifiutare il loro utilizzo in Ucraina.

Pangea Grandangolo aveva denunciato, sin dall’inizio del conflitto, il rischio di sparizione di un numero impressionante di armi destinate poi al mercato nero:

Ad oggi secondo il Ministero dell’Interno ucraino, citato da Analisi Difesa, tra febbraio 2022 e settembre 2025 risultano smarrite o rubate 491.426 armi portatili ­– tra cui fucili d’assalto, pistole, mitragliatrici e lanciagranate che riappaiono successivamente in giro per il mondo in Sudamerica, Africa, Asia ecc.  https://www.analisidifesa.it/2025/10/quasi-mezzo-milione-di-armi-portatili-sono-scomparse-in-ucraina-dallinizio-della-guerra/
Di queste, oltre 149.000 sono fucili d’assalto, e ci sono quasi 21.000 pistole Makarov. Secondo i dati, il 94% dei casi è registrato come “smarrimento” piuttosto che furto denunciato…  
Organizzazioni criminali e clan mafiosi sono indicati quali potenziali beneficiari di tali armi: alcuni reportage parlano della loro possibile circolazione sui mercati neri, perché finite in mano a organizzazioni criminali o milizie irregolari.
Questo quadro è ovviamente foriero di una minaccia transnazionale qualora queste armi venissero reimmesse in circolazione ad uso criminale o terroristico.

Corruzione nel settore energetico
Un secondo scandalo di grande portata riguarda il settore energetico ucraino, che è diventato teatro di un’inchiesta anticorruzione da circa 100 milioni di dollari. L’Ufficio nazionale anticorruzione ucraino (NABU), affiancato dal Procuratore specializzato (SAPO), ha avviato un’indagine che ha portato a oltre 70 perquisizioni, accuse di riciclaggio, mazzette e abuso d’ufficio. Tra gli indagati persone vicine a Volodymyr Zelensky, in particolare Timur Mindich, un suo stretto collaboratore. Alla luce di queste accuse, il presidente Zelensky ha chiesto le dimissioni di due ministri: la ministra dell’Energia Svitlana Hrynchuk e il ministro della Giustizia German Galushchenko. In effetti, il 12 novembre 2025 entrambi hanno presentato le proprie dimissioni.
Secondo gli inquirenti, il sistema di corruzione utilizzava contratti con l’azienda statale per l’energia atomica, Energoatom: appaltatori venivano costretti a restituire percentuali ossia tangenti (“kickback”) tra il 10% e il 15%, secondo le conversazioni intercettate. Questo scandalo non è solo economico. Esso accade, infatti, in un momento in cui il Paese vive blackout ingenti a causa degli attacchi russi, il che rende il tradimento particolarmente grave agli occhi dell’opinione pubblica e degli alleati internazionali.  Vedi il WP
La gravità dell’inchiesta ha suscitato fondati sospetti sull’influenza oligarchica e sulle reti di potere che collegano figure politiche di alto livello a interessi economici.  Vedi anche l’Internazionale

L’accusa legata al sabotaggio
Forse la più esplosiva delle accuse riguarda il coinvolgimento militare ucraino nel sabotaggio dei gasdotti Nord Stream nel Mar Baltico. Secondo indagini della giustizia tedesca, citate da fonti come il Wall Street Journal e rilanciate da agenzie come ANSA, una unità militare ucraina d’élite è stata comandata dall’allora capo delle forze armate ucraine, Valeriy Zaluzhny, per portare a termine l’attacco con l’obiettivo dichiarato di colpire le entrate economiche della Russia e indebolire i legami energetici con la Germania, l’Italia e l”Unione in generale.  Vedi anche il Fatto Quotidiano

Il peggioramento del Corruption Perception Index dell’Ucraina
Nel 2022, secondo Transparency International Ukraine, il paese ha ottenuto 33 punti su 100 nel Corruption Perception Index, collocandosi al 116° posto. Nel 2023 la situazione è migliorata: l’Ucraina ha raggiunto 36 punti, salendo al 104° posto. Nel 2024, però, il punteggio è leggermente sceso a 35 punti, con una posizione che è arretrata al 105° posto. Nel complesso, dunque, la percezione della corruzione mostra un miglioramento nel passaggio dal 2022 al 2023, seguito da una lieve regressione nel 2024 secondo i dati ufficialmente riportati da Transparency International Ukraine.
Secondo l’indicatore “Control of Corruption” della Banca Mondiale / World Governance Indicators, l’Ucraina ha un valore di −0,69 (su una scala da −2,5 a +2,5) nel 2023, che è peggiorato rispetto al −0,63 del 2022.  
Nel “Rapporto analitico sulla corruzione in Ucraina 2022” della NAPK (National Agency on Corruption Prevention), emerge che l’81,1% della popolazione crede che la corruzione sia abbastanza o molto diffusa

A seguire alcuni studi accademici (2024-2025) che confermano che la corruzione in Ucraina non è solo percepita, ma è strutturale: coinvolge le istituzioni pubbliche, le élite politiche e amministrative, e il livello locale. 

Essi analizzano la corruzione in Ucraina e mostrano criticità strutturali molto concrete:

Trust as a weapon of war: fighting corruption and corporate crime in Ukraine” — pubblicato su Crime, Law and Social Change (gennaio 2025). Gli autori mostrano come le élite politiche sfruttino la guerra per manipolare la fiducia sociale e perpetuare la corruzione, con riforme anticorruzione che non agiscono realmente sulle reti di potere.  

Anti‑corruption measures in the public administration system of Ukraine — articolo del 2025 che analizza le agenzie anticorruzione (NABU, NACP, SAP, HACC) e conclude che le misure adottate rimangono inefficaci a causa di scarsa cooperazione tra istituzioni e debole trasparenza.  

Anti‑corruption strategies in public administration: challenges and prospects for Ukraine (2024) — lo studio evidenzia che, nonostante l’esistenza di organi anticorruzione, persistono problemi significativi nella giustizia, negli appalti e nella tassazione, aggravati dalla guerra e dalla ricostruzione.  

Corruption prevention in Ukraine: literature review in Scopus database (1991–2024) — una “scoping study” bibliometrica (2024) che fotografa lo stato della ricerca accademica sulla prevenzione della corruzione, sottolineando come molti studi indichino lacune nell’applicazione delle pratiche internazionali e nella capacità istituzionale di prevenire la corruzione.  

Interrelations between transparency of local authorities and corruption: Evidence from municipal surveys in Ukrainian regional cities” — studio del 2024 che mostra che la trasparenza nei governi locali è fortemente correlata ai livelli di corruzione: nelle città regionali ucraine, dove la trasparenza è bassa, la corruzione appare più radicata.  

Il peggioramento del Global democratic index dell’Ucraina
Nel 2022 l’Ucraina si trovava all’87° posto del Global Democracy Index, con un punteggio di 5,42/10, ed era classificata come “regime ibrido”. Nel 2023 la sua posizione è peggiorata, scendendo al 91° posto con un punteggio di 5,06/10. Nel 2024 il declino è proseguito: l’Ucraina ha infatti ottenuto 4,90/10, collocandosi al 92° posto e mantenendo la stessa classificazione. In sintesi, negli ultimi tre anni la valutazione della qualità democratica del paese secondo l’Economist Intelligence Unit è andata gradualmente peggiorando. Ricordiamo che l’attuale Presidente ha sciolto 11 partiti di opposizione (compreso il secondo per dimensione), impedito l’uso della lingua russa, censurato la cultura russa (arrivando a bruciare i libri di cultura russa in piazza), ha posto la magistratura al suo servizio e ha creato un’unica piattaforma statale alla stampa sotto il rigido controllo governativo.

Fallimento strategico e militare
Oltre ai problemi di corruzione, Kiev, se da una parte riconosce la difficoltà (leggi impossibilità) a riconquistare tutti i territori persi, dall’altra vorrebbe abbassare l’età di leva a 22 anni rischiando di mandare al macello altri 300 mila giovani ucraini.
Zelensky ha dichiarato che la mobilitazione di 30.000 uomini al mese non è sufficiente, e che i partner europei chiedono un'”accelerazione del ritmo di mobilitazione” ottenibile come il sindaco di Kiev, Klitschko, ha già iniziato a dire, abbassando l’età di leva da 25 a 22 anni. Se ciò venisse fatto, le Forze Armate ucraine potrebbero teoricamente ricevere fino a 300.000 giovani soldati in più.

In pratica altri trecentomila caduti invano e la fine di ogni prospettiva demografica dell’Ucraina.

Si tenga inoltre presente che secondo un’inchiesta del quotidiano El País, ripresa da fonti di analisi militare come infodefense, è in atto in Ucraina una vera e propria crisi di mobilitazione in Ucraina con 1,5 milioni di renitenti alla leva. Secondo queste fonti, molti uomini ucraini avrebbero eluso la leva attraverso l’espatrio illegale, la corruzione medica per ottenere certificati di inidoneità, nascondendosi o cambiando residenza, ecc.
L’Ucraina ha inoltre registrato, secondo Ukrainska Pravda circa 290.000 procedimenti penali per diserzione o abbandono non autorizzato dal 2022 al 2025.

Un rappresentante del governo ucraino ha dichiarato che non è realisticamente possibile riprendere al momento tutta la terra occupata solo con mezzi militari. Questa presa di posizione contrasta con le aspettative di molti leader occidentali che avevano ribadito il sostegno a un’Ucraina vincente e in grado di riconquistare i suoi territori in piena contraddizione con i resoconti dal fronte che parlano degli avanzamenti russi. In pratica la guerra sul campo di battaglia è ormai persa. Le truppe russe hanno guadagnato terreno in aree strategiche come la zona di Kherson, mentre le forze ucraine sono state costrette a ritirarsi da villaggi nei dintorni di Zaporižja, lungo il fronte ovest di Kupiansk. Si registra la caduta di Pokrovsk, un importante snodo logistico e strategico del Donetsk e ancora a Siversk e Kostantynivka.

Quanto alla retorica ufficiale, persino il presidente Zelensky ha finalmente ammesso che “la situazione è difficile”, ma per gli analisti più critici la vera diagnosi è più drammatica: non si tratterebbe soltanto di difficoltà tattiche, ma di un problema strategico di lungo termine, in cui la corruzione interna e l’inefficienza mettono a repentaglio l’esistenza stessa dello Stato.

Il sistema politico-mediatico: un velo di omertà?
Malgrado il sistema politico-mediatico cerchi di proteggere l’immagine di Kiev dal momento che l’Ucraina dipende molto dal sostegno occidentale, esse sono ormai di ordine pubblico e tuttavia Zelensky continua la sua recita chiedendo altri 140 miliardi di euro…
Il primo ministro ungherese Viktor Orbán ha dichiarato: “È proprio in questo caos che l’élite di Bruxelles vuole riversare i soldi dei contribuenti europei, dove tutto ciò che non brucia al fronte finisce nelle tasche della mafia militare. Una follia”.

[1]  RSI Info e il Kiev Institute indicano che l’intero sostegno occidentale (UE, USA, altri) ha superato i 360 miliardi di euro entro la fine del 2024. La parte più consistente di questa cifra è attribuibile all’Europa, soprattutto se si includono garanzie, fondi strutturali e aiuti indiretti.

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