Il rischio Nucleare. La nuova guerra fredda
Mancato rinnovo dei trattati nucleari e loro violazione hanno riacceso la guerra fredda. La Russia sta varando armi nucleari con capacità sinora inedite. Gli USA di Trump ordinano la ripresa dei test nucleari. Si moltiplicano le esercitazioni finalizzate all’uso di armi atomiche. I Tomahawk statunitensi armabili con bombe atomiche hanno ottenuto il nullaosta da parte del Pentagono per l’utilizzo da parte dell’Ucraina
Il rinnovo del trattato New START rappresenta l’ultimo baluardo contro la ripresa di una corsa agli armamenti tra Washington e Mosca (vedi “Il New Start – il trattato sulla riduzione delle armi nucleari. Un “Nuovo Inizio”?”). Da tempo è in atto un processo di smantellamento del controllo sugli armamenti nucleari, come dimostrato dal ritiro degli Stati Uniti nel 2002 dal trattato antimissili balistici ABM e dalla fine del trattato sui vettori a raggio intermedio INF nel 2019. La data fatidica per la scadenza del New START è il 5 febbraio 2026. Se l’accordo non venisse rinnovato, i due maggiori stati nucleari del mondo si ritroverebbero per la prima volta dopo due generazioni senza alcun tetto ai loro arsenali atomici, innescando una nuova corsa agli armamenti e una nuova guerra fredda.

In seguito alla richiesta del presidente Trump di riprendere le verifiche sulle capacità nucleari statunitensi, al di là del normale programma ordinario di verifiche della prontezza del sistema, gli Stati Uniti si stanno preparando a un lancio di prova di un missile balistico intercontinentale Minuteman III. Il lancio è programmato dalla Vandenberg Space Force Base in California verso il Reagan Ballistic Missile Defense Test Site, sull’atollo di Kwajalein nelle Isole Marshall; si tratta di un ICBM in grado di trasportare testate nucleari con un missile disarmato (esperimento subcritico).
Secondo le ricostruzioni della traiettoria, la rotta ripeterà quella di un test compiuto a maggio, quando un Minuteman III disarmato volò per circa 4.200 miglia (circa 6.700 km) attraverso il Pacifico fino a Kwajalein. Non è noto se gli Stati Uniti passeranno dagli esperimenti subcritici a detonazioni su larga scala, esplicitamente vietate dai trattati internazionali.
Ricordiamo che il 5 agosto 1963, dopo difficili negoziati, Stati Uniti, Regno Unito e Unione Sovietica firmarono il Trattato per la messa al bando degli esperimenti nucleari CTBT.
La pianificazione di nuovi test sulle armi nucleari da parte statunitense ha indotto il presidente finlandese Alexander Stubb, in un discorso a Helsinki, ad affermare che “siamo entrati in una nuova era di armi nucleari” e che la “logica della deterrenza” e la “stabilità strategica tra le superpotenze” stanno subendo una trasformazione.
Le ispezioni reciproche, già sospese temporaneamente a causa della pandemia dal 2020, sono state interrotte nel 2022 con il conflitto in Ucraina. Il 21 febbraio 2023, Vladimir Putin aveva annunciato la sospensione della partecipazione russa al New START, non considerandola un ritiro formale, pur affermando di voler rispettare i limiti quantitativi e mantenere lo scambio di dati. Gli Stati Uniti hanno definito la sospensione russa “legalmente invalida”. La gestione del conflitto in Ucraina aggiunge benzina sul fuoco: la dottrina nucleare russa prevede che un attacco in profondità sul proprio territorio, anche se convenzionale e condotto dall’Ucraina, se autorizzato da una potenza nucleare, sarebbe considerato un attacco diretto da parte di Washington. L’ipotesi di fornire a Kiev missili a lungo raggio come i Tomahawk americani è considerata una “follia”, poiché solo gli Stati Uniti possono programmare i loro sistemi di guida, rendendo il loro utilizzo contro la Russia un atto di guerra diretto agli occhi del Cremlino, innescando una reazione che potrebbe risultare inevitabile.
Armi nuove, uniche al mondo
La Russia e la Cina sono attualmente in grado di costruire le loro forze nucleari molto più velocemente degli Stati Uniti. La Russia ha completato un vasto e funzionale programma di modernizzazione nucleare, introducendo sistemi come il missile balistico intercontinentale Sarmat, il missile da crociera nucleare 9M730 Burevestnik e il sistema Poseidon, tutti progettati per eludere le difese occidentali. Gli Stati Uniti, al contrario, sono solo all’inizio del loro ciclo di modernizzazione e stanno affrontando difficoltà, anche economiche, a causa di superamenti dei costi e ritardi. Il programma di modernizzazione nucleare USA è stimato a 1,7 trilioni di dollari in circa 30 anni. Progetti cruciali, come il bombardiere B-21 e il missile Sentinel (destinato a sostituire i vecchi Minuteman III degli anni ’70), stanno subendo ritardi e sforamenti di budget; Northrop Grumman, ad esempio, ha registrato una perdita di circa 477 milioni di dollari nel primo trimestre del 2025 relativa al programma B-21, che si aggiunge a una perdita precedente di circa 1,56 miliardi di dollari, e si è reso necessario prolungare la vita operativa dei Minuteman III fino al 2050. Una corsa agli armamenti di tale portata genererebbe per gli Stati Uniti costi stimati fino a circa 4 trilioni di dollari nei prossimi dieci anni, cifra difficile da sostenere a causa della crescente dedollarizzazione.
Nel suo intervento del 26 ottobre 2025, Vladimir Putin ha, tra l’altro, discusso con il Capo di Stato Maggiore Valerij Gerasimov il successo del test del missile a propulsione nucleare Burevestnik [2] un’arma definita “unica al mondo”. Ecco uno stralcio delle sue parole:
“…abbiamo ancora una volta confermato l’affidabilità dello scudo nucleare della russia le forze strategiche sono in grado di garantire pienamente la sicurezza nazionale della federazione russa e dello stato dell’unione e su questo ci siamo già espressi è un fatto ben noto a tutti gli specialisti nel campo militare il livello di modernità delle nostre forze armate o più precisamente delle nostre forze di deterrenza nucleare è ai massimi livelli può dire senza alcuna esagerazione che è almeno superiore a quello di tutti gli altri stati nucleari ora riguardo all’esercitazione che è stata condotta vorrei chiedere al capo di stato maggiore di riferire anche su un altro evento che ho menzionato brevemente nel mio intervento introduttivo si tratta del test del missile da crociera a gittata illimitata, burevestnik, con propulsione nucleare. Ho ricevuto un rapporto anche dall’industria e conosco nel complesso le valutazioni del ministero della difesa; si tratta dopotutto di un prodotto unico che nessun altro paese al mondo possiede, inoltre ricordo perfettamente che quando abbiamo annunciato che stavamo sviluppando un’arma del genere persino specialisti di altissimo livello e di grande valore mi dissero che sì è un obiettivo buono e degno ma nella prossima prospettiva storica non realizzabile. Questa era l’opinione di specialisti ripeto di alto livello e ora i test decisivi sono stati completati ci attende ancora un grande lavoro per mettere quest’arma in servizio di combattimento è chiaramente bisogna attuare tutti i regolamenti. Tuttavia per quanto capisco gli obiettivi chiave sono stati raggiunti e vorrei sentire il parere del capo di stato maggiore compagno comandante supremo”
(Tutto ciò ricorda I SOMMERGIBILI nucleari che portano siluri nucleari e che pattugliano i mari in attesa di ordini di lancio…)
“un simile test è stato condotto il 21 ottobre; in effetti la sua differenza rispetto ai precedenti test è che è stato effettuato un volo prioritario del missile durante il quale ha percorso una distanza di 14.000 km e questo non è il limite con un sistema nucleare. Le sue caratteristiche tecniche permettono in generale di impiegarlo con precisione garantita su obiettivi altamente protetti a qualunque distanza. Inoltre durante il volo del missile sono state eseguite tutte le manovre verticali e orizzontali previste dimostrando così le sue elevate capacità di eludere i mezzi di difesa antimissile e antiaerea; è rimasto in volo circa 15 ore e questo non è il limite”
Putin:
“dovremo decidere a quale classe di armamenti appartiene questo nuovo sistema occorre determinare i possibili modi di impiego e cominciare a predisporre l’infrastruttura per l’allocazione di quest’arma nelle nostre forze armate…”
Si tenga presente che i russi non hanno mai raccontato balle relativamente alle loro capacità militari. Per contrasto è utile ricordare l’annuncio della Von Der Leyen del 14 settembre 2022, quando disse che “l’esercito russo sta prendendo chip da lavastoviglie e frigoriferi. L’industria russa è in rovina.”
Il Poseidon. L’arma di rappresaglia russa cambia l’equilibrio di deterrenza nucleare
Yakov Kedmi, esperto militare, ex capo del servizio di intelligence israeliano « Nativ », ha spiegato come deve essere interpretato il significato strategico dei nuovissimi sistemi russi «Burevestnik» e «Poséidon». La Russia ha adottato tradizionalmente la dottrina della rappresaglia nucleare ossia la risposta nucleare ai primi segni di un attacco atomico nemico. La rappresaglia nucleare può ora servirsi di un’arma che agisce DOPO lo scambio dei primi colpi.
Il robot sottomarino « Poséidon » è in grado di portare un attacco termonucleare sulla costa nemica in qualsiasi momento DOPO l’inizio del conflitto, provocando conseguenze catastrofiche. Il missile da crociera « Burevestnik » a gittata illimitata, può rimanere continuamente in volo, funzionando secondo un principio simile, rendendo inevitabile la rappresaglia indipendentemente dall’esito del primo attacco nemico.

La caratteristica chiave di questi sistemi è, infatti, la loro impossibilità di essere intercettati dopo il lancio.
“In altre parole, dal momento in cui il missile viene lanciato, solo chi lo ha inviato può fermarlo. Questo ha una grande importanza, perché mette il nemico in una situazione molto seria. Per esempio, potrebbe esserci uno scenario in cui la Russia lancia questi missili e informa gli Stati Uniti sul fatto che: « Diverse decine dei nostri missili raggiungeranno i loro obiettivi in 3 ore. Avete quindi solo 2 ore per accettare le nostre condizioni »…
L’esperto militare ha aggiunto che è possibile reindirizzare il missile senza attivare la carica nucleare, il che aggiunge flessibilità alla strategia.
L’apparizione di sistemi come « Burevestnik » e « Poséidon » segna quindi il passaggio a una nuova era di deterrenza nucleare e cambia radicalmente l’equilibrio mondiale delle forze. Questa nuova arma crea una risposta asimmetrica, dove i parametri temporali e l’impossibilità di intercettazione generano un livello qualitativamente nuovo di vantaggio strategico. In pratica la rappresaglia è garantita indipendentemente da quanto il primo attacco nucleare sia andato a segno, indipendentemente dall’entità del danno che ha provocato… Si tratta della attuazione della strategia di Perimeter….
Il sistema di risposta nucleare russo “Perimeter”, noto anche come “Dead Hand (Mano Morta)”, è un sistema di deterrenza che garantisce una risposta nucleare automatica nel caso in cui il comando centrale sia stato distrutto. In pratica, se non riceve segnali di vita, il sistema lancia automaticamente un attacco nucleare di rappresaglia..
“Il sistema Perimeter è stato progettato per comunicare ordini di lancio di ritorsione. Il relativo sistema “Dead Hand” era un sistema automatizzato per determinare se la Russia fosse sotto attacco nucleare”. https://www.globalsecurity.org/wmd/world/russia/perimetr
Nel frattempo, come anticipato, Donald Trump ha accusato Cina, Russia e Corea del Nord di condurre test nucleari segreti.

“Gli Stati Uniti hanno più armi nucleari di qualsiasi altro paese. Questo è stato realizzato, incluso un aggiornamento completo e una ristrutturazione delle armi esistenti, durante il mio primo mandato. A causa dei programmi di test di altri paesi, ho incaricato il Dipartimento della Guerra di iniziare a testare le nostre armi nucleari su base equa.”
Le dichiarazioni hanno immediatamente suscitato la reazione di Pechino, che ha smentito, ribadendo la propria adesione al Trattato per la messa al bando totale degli esperimenti nucleari (CTBT) riaffermando la tradizionale politica della Cina che non sarà mai la prima a usare armi nucleari (“no-first-use”), ossia che prevedono di usarle soltanto in risposta ad un attacco nucleare sul territorio cinese. La portavoce del ministero degli Esteri cinese, Mao Ning, ha invitato Washington a rispettare i propri obblighi internazionali e a contribuire al mantenimento del sistema globale di disarmo e non proliferazione. Pechino, ha aggiunto, resta impegnata a collaborare con altri Paesi per salvaguardare l’autorità del trattato CTBT e la stabilità strategica mondiale.
E sul versante russo il presidente Putin ha detto che: “La dichiarazione di Trump sulla ripresa dei test nucleari è una questione seria. Se gli Stati Uniti conducono test nucleari, anche la Russia lo farà.”
Il 4 novembre 2025, l’agenzia russa di Stato TASS ha citato il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov, il quale ha detto che la Russia «deve ancora ottenere qualche tipo di chiarimento dalla parte americana» per capire cosa intenda davvero Trump con la sua dichiarazione di “riprendere i test nucleari”. https://www.reuters.com/world/russia-awaits-us-clarifications-nuclear-tests-tass-cites-kremlin-2025-11-04/
Intanto Putin ha incaricato il Ministero degli Esteri, il Ministero della Difesa, i servizi segreti e gli enti civili di presentare proposte sulla possibilità di prepararsi a testare armi nucleari. Ha perciò tenuto una riunione operativa con i membri permanenti del Consiglio di Sicurezza della Russia sulla situazione riguardante i test di armi nucleari visualizzabile qui.
Anche il ministro della Difesa russo Andrey Belousov ha espresso preoccupazione per i piani annunciati dal presidente USA Donald Trump di riprendere i test nucleari, definendoli una minaccia per la sicurezza mondiale.
Belousov ha fatto queste dichiarazioni durante un briefing al presidente Vladimir Putin, sottolineando l’importanza per la Russia di rispondere in modo adeguato. Egli ha informato Putin che gli Stati Uniti stanno rafforzando le loro forze strategiche e pianificando l’impiego di nuove armi, avvertendo che la fine della moratoria sui test nucleari da parte degli USA potrebbe “distruggere la sicurezza strategica globale”.
Ha quindi suggerito preparativi immediati per test nucleari russi, affermando: “Saremo guidati dalle azioni degli Stati Uniti”.
Più precisamente, Belousov ha affermato che “gli USA stanno costruendo le loro armi strategiche che potrebbero distruggere la sicurezza globale se riprendono i loro test nucleari”, collegando direttamente l’azione USA a un rischio di instabilità globale.
«Gli Stati Uniti intendono schierare missili in Europa e nella regione Asia-Pacifico, il cui tempo di volo dalla Germania alla Russia centrale sarebbe di 6-7 minuti.»
[1] Il New START, firmato a Praga l’8 aprile 2010 da Barack Obama e Dmitrij Medvedev, è entrato in vigore il 5 febbraio 2011 ed è stato prorogato nel 2016 e nel 2021. Il suo obiettivo è ridurre il numero di testate nucleari strategiche e dei loro vettori, ripristinando al contempo un sistema di trasparenza e ispezioni reciproche. Il trattato impone che ciascuna parte non superi le 1.550 testate strategiche dispiegate e non più di 700 vettori strategici dispiegati (ICBM, SLBM e bombardieri pesanti). Storicamente, gli Stati Uniti avevano circa 1.968 testate strategiche dispiegate alla fine del 2009, mentre la Russia ne contava circa 2.600 all’inizio del 2010; entro il 2018-2019, entrambe le nazioni erano scese stabilmente al di sotto dei limiti (USA con circa 1.350-1.400 testate e Russia con circa 1.400-1.500). Qualora il trattato scadesse, gli Stati Uniti potrebbero essere pronti a più che raddoppiare il proprio arsenale schierato, passando da 1.550 a una cifra compresa tra 3.000 e 4.000 testate in poco tempo. Uno studio della Federation of American Scientists (FAS) suggerisce che sia gli USA che la Russia potrebbero raddoppiare le loro testate strategiche dispiegate entro uno o due anni, utilizzando testate di riserva già esistenti. Questa capacità di rapido riarmo non è una mera ipotesi, ma una condizione imposta dal Congresso americano per la ratifica del trattato stesso, e la reazione speculare della Russia per mantenere la parità strategica sarebbe inevitabile. Il comandante dell’Air Force Global Strike Command ha espresso l’aspettativa che alla scadenza del trattato possa arrivare l’ordine di aumentare la capacità nucleare USA sia per la componente missilistica terrestre (ICBM) sia per i bombardieri.
Nonostante il presidente statunitense in carica non stia raccogliendo la proposta russa, Vladimir Putin ha dichiarato che la Russia è disposta a rispettare i limiti del trattato per un altro anno dopo la sua scadenza, a condizione che gli Stati Uniti facciano altrettanto. Anche l’ex presidente Donald Trump aveva manifestato il desiderio di mantenere i limiti sugli armamenti strategici. Tuttavia, la negoziazione del rinnovo è resa assai difficile dallo smantellamento delle capacità diplomatiche americane. Il Segretario di Stato, Marco Rubio, ha annunciato una vasta ristrutturazione del Dipartimento di Stato che include la riduzione del personale, con avvisi di licenziamento inviati a oltre 1.100 impiegati civili e 240 Foreign Service Officers, tra cui specialisti in politica nucleare e verifica. Riguardo al ruolo della Cina, il Stockholm International Peace Research Institute (SIPRI) stima che all’inizio del 2025 essa disponesse di almeno 600 testate nucleari e ne aggiunga circa 100 ogni anno. La Cina potrebbe raggiungere 1.000 testate entro il 2030 e forse 1.500 entro il 2035. Sebbene si registri un rinnovato coordinamento nucleare tra Russia e Cina, finora non è stato raggiunto nessun risultato concreto riguardo alla partecipazione formale della Cina a nuovi accordi. L’estensione del trattato New START è considerata un imperativo assoluto per la sopravvivenza della civiltà umana. Già un conflitto nucleare “limitato”, con l’uso di poche centinaia di testate, potrebbe causare un inverno nucleare — ovvero un raffreddamento climatico globale che porterebbe a un drastico calo della produzione agricola e a fame diffusa. Alcuni studi indicano che basterebbe un conflitto regionale minimo con circa 100 testate (50 per parte), ciascuna di piccola potenza, simile a quella di Hiroshima, detonata su altrettante città, per scatenare un raffreddamento globale sufficiente a minacciare la produzione alimentare mondiale. Si consideri che le bombe nucleari più potenti attualmente in servizio sono in grado di produrre esplosioni con potenze che vanno da 1.667 a 3.333 volte quella della bomba di Hiroshima.
[2] Burevestnik=procellaria Il buresnik è un uccello marino che vive in mare aperto,lontano dalla costa, e si distingue per la sua straordinaria capacità di volare sfruttando le correnti d’aria sopra le onde. Ha un’apertura alare che può superare i 2,5 m. Un piumaggio generalmente scuro, spesso grigio o nero. È nota anche per il suo eccellente senso dell’orientamento, che le consente di percorrere lunghe distanze con precisione sorprendente.
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