Potevamo mancare? La portaerei Cavour affianca la A. Lincoln nel bel mezzo di un’esercitazione militare navale congiunta tra Iran, Cina e Russia

Potevamo mancare? La portaerei Cavour affianca la A. Lincoln nel bel mezzo di un’esercitazione militare navale congiunta tra Iran, Cina e Russia

Gennaio 31, 2026 0 Di Francesco Cappello

Il 26 gennaio 2026, il Comando Centrale degli Stati Uniti (CENTCOM) ha ufficializzato l’arrivo del gruppo d’attacco della portaerei Lincoln in Medio Oriente per “promuovere la stabilità”. Insieme alla ITS Cavour, la flotta occidentale si trova attualmente schierata nel Mare Arabico, mantenendosi a una distanza tattica ma vigile dalla zona delle esercitazioni trilaterali della Security Belt che impegna in un’esercitazione militare congiunta Iran, Cina e Russia

In un momento di altissima tensione per gli equilibri mondiali, il Golfo di Oman e le rotte settentrionali dell’Oceano Indiano saranno il teatro della “Security Belt” (Cintura di Sicurezza Marittima), un’imponente esercitazione navale congiunta che vede protagoniste le marine di Iran, Cina e Russia.

Non si tratta di un evento estemporaneo, ma del consolidamento di una tradizione strategica nata nel dicembre del 2019 e giunta ora alla sua settima edizione. Quello che era iniziato come un coordinamento per la lotta alla pirateria si è trasformato in un laboratorio di interoperabilità militare ad alta intensità, dove le tre potenze affinano tattiche di tiro, difesa missilistica e controllo delle rotte energetiche, sfidando apertamente il secolare dominio navale occidentale in queste acque. Ricordiamo inoltre l’interesse russo e quello cinese per i corridoi commerciali in costruzione: il corridoio Nord-Sud russo e la Belt and Road Iniziative, entrambi attraversanti l’Iran e come si vede il golfo di Oman e il Mar indiano del Nord, sede delle esercitazioni militari navali della Security Belt.

In rosso il corridoio Nord Sud russo alternativo al tradizionale percorso in blu…

In rosso la via terrestre della Nuova via della Seta nel suo attraversamento dell’Iran

Questo appuntamento è stato preceduto e collegato ad un’altra imponente esercitazione congiunta appena conclusasi: “Will for Peace 2026“. Anche questa è stata una manovra trilaterale (Russia, Cina e Iran) che si è svolta dal 9 al 16 gennaio 2026 nelle acque del Sudafrica (Simon’s Town). Ora le navi reduci dall’esercitazione africana, tra cui il cacciatorpediniere cinese Baotou e le corvette russe, stanno risalendo l’Oceano Indiano proprio in questi giorni per posizionarsi nel Golfo di Oman in vista della “Security Belt” di marzo.
La gravità della situazione è data dal fatto che, mentre la flotta trilaterale si sposta verso il Golfo, la USS Abraham Lincoln e l’italiana ITS Cavour [1] mantengono una presenza costante a ridosso delle aree di esercitazione.

Esercitazione congiunta Cavour e Lincoln – 2024
Notare la musichetta…

Questo significa che, sebbene le date ufficiali del “fuoco vivo” siano a marzo, il confronto tattico e il monitoraggio radar (con i sistemi russi che tentano di agganciare gli F-35 italiani e americani) sono già in corso in questa fase di posizionamento.
I giorni cruciali per l’apice della tensione nel Golfo di Oman sono quelli della settimana tra l’11 e il 16 marzo 2026, ma la sorveglianza speciale delle intelligence occidentali è attiva da oggi e proseguirà senza sosta per tutto il mese di febbraio.
Oggi, 31 gennaio 2026, le autorità iraniane hanno confermato un’accelerazione rispetto alle edizioni passate, confermando che l’esercitazione si terrà nei prossimi giorni, entro la fine del mese iraniano di Bahman (che termina a metà febbraio) evidenziando l’intenzione dell’asse trilaterale di rispondere con prontezza alla concentrazione navale occidentale nella regione. Vedi Mehr News Agency o WANA News.

La composizione delle flotte racconta una storia di ambizioni diverse ma oggi pericolosamente convergenti.
La Russia ha schierato unità agili della sua Flotta del Pacifico, come le corvette Rezky e la Eroe Aldar Tsydenzhapov, progettate per la difesa missilistica.
La Cina ha inviato il cacciatorpediniere lanciamissili Baotou (Type 052D), un gioiello tecnologico soprannominato “l’Aegis cinese”, armato con il sistema di lancio verticale VLS capace di saturare lo spazio aereo con missili terra-aria e colpire obiettivi navali a lungo raggio.
L’Iran esibisce i suoi nuovi catamarani stealth della classe Shahid Soleimani. Queste unità rappresentano un salto qualitativo per i Guardiani della Rivoluzione: il design a doppio scafo riduce la traccia radar e permette velocità elevatissime, rendendole perfette per attacchi rapidi “mordi e fuggi”.

Ma l’elemento che trasforma questo schieramento in una minaccia di primo livello è l’integrazione di tecnologia radar russa avanzata (come i sistemi derivati dal Rezonans-NE) sui piccoli scafi iraniani e la sua connessione con i sistemi cinesi. Queste onde lunghe VHF sfruttano fenomeni di risonanza fisica sulla struttura dei jet stealth americani, permettendo di individuarlo nonostante la sua “invisibilità”. Questa integrazione dati crea una vera e propria “bolla” difensiva A2/AD (Anti-Access/Area Denial): i radar russi individuano i bersagli invisibili e trasmettono le coordinate ai cacciatorpediniere cinesi, che possono colpire senza mai accendere i propri radar di ricerca, annullando il vantaggio degli F-35 della portaerei Lincoln e costringendo i piloti a manovre di avvicinamento estremamente rischiose a bassa quota.

A questa minaccia aerea si aggiunge ora un pericolo invisibile che striscia sotto la superficie: i nuovi droni sottomarini (UUV) iraniani. Durante le esercitazioni, Teheran ha testato veicoli subacquei a guida remota e autonoma, concepiti per la guerra asimmetrica. Queste unità rappresentano una minaccia diretta e insidiosa per giganti come la USS Abraham Lincoln e l’italiana ITS Cavour. Essendo piccoli, silenziosi e difficilmente rilevabili dai sonar tradizionali tarati su sottomarini di grandi dimensioni, questi droni possono essere impiegati per la posa di mine intelligenti o come siluri kamikaze contro i timoni e le eliche delle portaerei. Un loro attacco coordinato “a sciame” potrebbe saturare le difese subacquee dei gruppi di scorta, mirando a immobilizzare le grandi unità occidentali e rendendole bersagli facili per i missili cinesi.

In questo scenario, la portaerei italiana Cavour aggiunge un tassello di complessità operando con i suoi F-35B in piena sinergia con i sistemi Aegis della Lincoln. Gli F-35B italiani agiscono come “nodi” di rete avanzati, scambiando dati per identificare i “buchi” nella copertura radar russa e coordinando le risposte elettroniche per proteggere la flotta dalla saturazione di droni aerei e subacquei. Fonte Marina Militare. In pratica l’Italia vedrebbe il pericolo restando invisibile, l’America riceverebbe i dati inviati dagli italiani e prepara la difesa. Insieme dovrebbero riuscire a creare una rete digitale che dovrebbe riuscire a proteggere l’intera flotta da attacchi di droni o missili. Questo connubio italo-americano dovrebbe rendere impossibile al nemico colpire di sorpresa.

A rendere tutto ciò ancora più grave è la presenza di osservatori provenienti da Pakistan, Oman, Azerbaigian, Kazakistan, Sudafrica e, significativamente, degli Emirati Arabi Uniti. La partecipazione di questi ultimi suggerisce che le monarchie del Golfo stiano seriamente valutando questo asse come un’alternativa di sicurezza. L’atmosfera è oggi una polveriera: con i caccia della Lincoln e della Cavour che devono gestire una rete di rilevamento russa-iraniana sempre più fitta e droni sottomarini che minacciano silenziosamente le loro chiglie, ogni esercitazione di tiro è diventata una dichiarazione d’intenti in un clima di tensione pre-bellica dove il rischio di un errore di calcolo è ai massimi storici.

[1] La missione attuale (Gennaio 2026) segue il modello della grande campagna del 2024. In quell’occasione, la Marina Militare e la US Navy hanno ufficializzato il Multi-Large Deck Event (MLDE), dove la ITS Cavour e la USS Abraham Lincoln hanno operato insieme nell’Indo-Pacifico. Le due portaerei hanno, infatti, protocolli di integrazione già approvati (interoperabilità F-35B/C). La presenza dei caccia F-35B italiani e degli assetti Aegis americani crea una contrapposizione diretta alla “bolla” difensiva sino-russa, trasformando questo tratto di mare in un teatro di guerra elettronica silenziosa ma costante.
Il DPP 2024-2026 esplicita la necessità per l’Italia di proiettare sicurezza nel cosiddetto “Mediterraneo Allargato“, che include il Mare Arabico e l’Oceano Indiano, per proteggere le linee di approvvigionamento energetico. (Ministero della Difesa – Documento Programmatico) Vedi anche Analisi Difesa.

Altre fonti:
China Military Online (Ministero della Difesa Cinese): eng.mod.gov.cn (Cerca “Security Belt” per i report tecnici sul cacciatorpediniere Baotou).
Tasnim News Agency (Iran): tasnimnews.com/en (Per dettagli sui catamarani Shahid Soleimani e droni subacquei).
Maritime Fairtrade: Analisi sulla Security Belt e il blocco navale.
Militarnyi: Approfondimento sulla cooperazione radar e droni.

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