Rifiuti zero? No, grazie! Meglio filiere virtuose. Comunità energetiche

Rifiuti zero? No, grazie! Meglio filiere virtuose. Comunità energetiche

Febbraio 21, 2022 9 Di Francesco Cappello

Vi piacerebbe risparmiare sino all’80% della tassa sui rifiuti urbani (TARI) e guadagnare grazie ad una raccolta differenziata di qualità che eviti di trasformare i nostri scarti in rifiuti, valorizzandoli quali materia prima da vendere alle aziende di settore?

a sinistra RIFIUTI- a destra MATERIE PRIME DIFFERENZIATE DI QUALITÀ

Non rifiuti ma raccolta differenziata di qualità
I contenitori in vetro che portiamo a casa acquistando olio, vino, birra, confetture, e quant’altro, sono di nostra proprietà sino a quando, dopo averne utilizzato il contenuto, non decidiamo di liberarcene affidandoli a chi nel nostro comune di appartenenza si occupa della raccolta dei rifiuti. È precisamente questo gesto a trasformare quello che sarebbe un bene di scarto in rifiuto (vedi lato sinistro dell’mmagine). Se, viceversa, decidessimo di tenerci la bottiglia o la boccia di vetro per metterci la conserva o la marmellata fatta in casa nessuno potrebbe sindacare questa scelta. Con bottiglie, carta, metalli, legnami, olio di frittura, plastiche, multimateriali in genere, organico, e altro, possiamo fare molto di meglio che rifiutarli cedendoli a terzi. Possiamo trasformare il bene di scarto in materie prime paritetiche alle verigini, pronte per essere utilizzate dalle imprese.
Per non produrre alcun rifiuto si utilizzano dei kit domestici, indicati dall’associazione filiere virtuose (FV), reperibili sul mercato che triturando, compattando, permettono di conferire un valore aggiunto allo scarto (si tenga conto che il valore di mercato, ad esempio, della plastica, incrementa da circa 100€ a tonnellata sino a 700/1100€ a tonnellata se trattata secondo le modalità proposte da filiere virtuose (1)). È così che, ad esempio, l’organico diventa compost ammendante, e si producono materie prime di qualità con un piccolo intervento, come in figura (vedi lato destro dell’mmagine). Lo scarto così trattato può essere portato presso, ad esempio, un centro commerciale dove normalmente si fa la spesa e che appartiene come utenza non domestica, anche lui al comitato a cui si è associati. Lì sì potrà pesare il materiale prodotto e ricevere in cambio euro o ecocrediti spendibili all’interno della comunità che fa riferimento al comitato.
Non abbiamo bisogno di generare rifiuti! Evitare che gli scarti che produciamo in città, nelle nostre famiglie, negli alberghi, ristoranti, ecc. siano trasformati in rifiuti urbani è una scelta possibile in grado di ristrutturare virtuosamente, e con vantaggio di tutti, le nostre abitudini. Compiendo tale scelta, alle utenze, domestiche e non, sarà dato risparmiare l’onere finanziario conseguente alla necessità di raccolta e trattamento dei rifiuti prodotti. A guadagnarci, quindi, l’ambiente, le famiglie, gli imprenditori e persino le amministrazioni locali. Il guadagno, per i cittadini che partecipano alla proposta della Associazione Filiere Virtuose, si concreta nella riduzione della Tari sino all’80% (2), a cui si somma il ricavo ottenibile dalla vendita dei materiali ottenuti, grazie ad un riciclaggio di qualità degli scarti. Famiglie ed esercenti, organizzati in comitati cittadini istituiti allo scopo, vengono invitate e guidate dalla AFV verso tali obiettivi.

La associazione filiere virtuose (AFV) ha, infatti, un progetto, riconosciuto dalle istituzioni, che promette la messa in pratica del risparmio realizzabile dalle utenze domestiche e non domestiche. Lo ha messo a punto, da molti anni a questa parte, definendolo in tutti i suoi aspetti.
Esso, giuridicamente, ha assunto forma di legge: la Legge regionale L.R. 45/2020 estendibile alle altre regioni. Tale legge è sorta dalle linee guida di riferimento disponibili sin dal ’97 (decreto Ronchi) che portò alla raccolta differenziata dei rifiuti con tutti i limiti noti. Viceversa la raccolta differenziata di qualità non produce rifiuti ma materiali omogenei di qualità. Nella successiva Legge quadro D.Lgs 152 del 2006 si specifica, infatti, per la gestione dei rifiuti, all’articolo 183 “Definizioni”, comma 1) lettera (m), quale migliore criterio tra le priorità ambientali per la riduzione dei rifiuti, il termine ”prevenzione”, ovverosia: «…misure adottate prima che una sostanza, un materiale o un prodotto diventi rifiuto…».
La prima regione, a vantare un procedimento attuativo dell’articolo 183, adottando il Progetto “Filiere Virtuose Energia ed Eco-Sostenibilità”, è stata l’Abruzzo.
La normativa di riferimento è pienamente compatibile con la Direttiva Ue 2008/89/CEE.

La condizione prima per concretare il progetto è la costituzione di un comitato locale che raccoglierà le adesioni dei cittadini interessati nell’ambito comunale ove verrà avviata l’iniziativa fondando un diverso rapporto tra le parti coinvolte: utenze non-domestiche (ristoratori, commercianti, albergatori, P.IVA in genere), le società di servizi di raccolta differenziata R.D. rifiuti e i Comuni. Sono già stati costituiti i Comitati locali L.C.B.C. dei Comuni di Chieti e Montesilvano che risultano così pronti ad avviare le attività prescritte dalla Legge regionale a favore delle rispettive utenze, domestiche e non-domestiche, che hanno aderito.

L’invito rivolto da Maurizio Rampazzo, vice presidente dell’Associazione Filiere Virtuose, ai cittadini italiani è, perciò, di Costituire il Comitato dei Cittadini virtuosi nel proprio Comune di pertinenza e avviare subito le “filiere virtuose” assistiti dalla Associazione (3).

Circolarità ed autonomia energetica
Il processo proposto traduce in pratica un “principio rigenerativo”, in grado di ridurre al minimo l’impiego di nuove risorse naturali e recuperare al 100% quelle già disponibili rendendo possibile un loro reimpiego circolare. Il modello lineare “usa e getta” che siamo stati abituati a pensare come l’unico possibile o quello correlato per cui “incenerisci e il rifiuto sparisce” insieme alla sua versione più recente “incenerisci per produrre energia” . Lo slogan Rifiuti Zero si rivela alla luce della proposta della AFV assai fuorviante. Non è possibile raggiungere tale condizione ideale partendo a priori dalla produzione di rifiuti che va invece evitata valorizzando gli scarti, evitando cioè di trasformarli in rifiuti adottando la proposta delle filiere virtuose.
In generale, infatti, non abbiamo impianti che riescano a riciclare con successo più del 50% dei rifiuti che generiamo. Il resto viene incenerito o come si dice termovalorizzato con rendimenti energetici bassissimi, produzione di ceneri che sono rifiuto speciale da conferire in discariche speciali e ingente danno ambientale (l’incenerimento riduce il volume sino al 10% del volume originario e il peso al 30% di quello iniziale, il resto finisce in atmosfera).

Consumo critico perché virtuoso
I modi e i materiali usati nel processo di packaging ovvero di impacchettamento del bene saranno sottoposti al vaglio critico del consumatore che rifiuterà confezioni difficili da disassemblare o per le quali siano stati usati materiali non pienamente riutilizzabili. Le scelte di consumo dei cittadini virtuosi verteranno così naturalmente a preferire materiali sicuramente riutilizzabili in nuovi, successivi, cicli produttivi. La pressione indiretta, così prodotta verso le aziende, ad usare maggiore attenzione nelle scelte aziendali di confezionamento dei loro prodotti, consentirà una più efficace selezione, omogenea e di qualità dei materiali usati.

Filiere virtuose e anche rete di scambi virtuosi. Cittadini prosumer
Filiere virtuose genera relazioni tra utenze domestiche, non domestiche ed ecoimprese. Queste ultime impiegano le materie prime che ricevono dai cittadini e l’eccedenza di energia che essi si autoproducono. Tra consumatori e produttori di materie prime può instaurarsi una relazione circolare di beni ed energia. I cittadini infatti sono incentivati ad autoprodursi l’energia elettrica con possibilità di vendere le eccedenze direttamente alle aziende del circuito. L’azienda compra energia e materie prime direttamente dal cittadino. Con esse produce beni di consumo che vende ai cittadini i quali tornano a produrre materie prime che l’azienda comprerà insieme all’energia eccedente da loro prodotta… I cittadini si confermano così, all’interno di questa circolarità, sia come produttori di materie prime ed energia che come consumatori di beni (prosumers). Un cittadino, quindi, quale soggetto attivo nel contesto di un’economia locale e circolare di cui è protagonista centrale con la possibilità ulteriore di divenire presto soci finanziatori delle ecoimprese e compartecipi dei profitti della stessa.

“L’Associazione filiere virtuose si è dotata di una piattaforma digitale ad-hoc (sistemi on-line e App dedicate) per la gestione e controllo di tutte le attività previste a favore di tutte le Parti coinvolte (Cittadini utenze domestiche e non, Comuni, Regione, Ass.ne proponente, società acquirenti le materie siano esse gestori dell’RD, o start-up d’innovazione).
Tra i servizi: una eco-card che di fatto è il bancomat dell’eco-credito derivante dalla vendita delle materie di qualità (MPSO-R) e delle App che permettono circa 30 operazioni per pagamenti, informazioni e cultura, assistenza a domicilio per anziani e portatori di handicap, e-commerce”.

IMPORTANTE
I cittadini che intendono aderire al progetto o avere maggiori informazioni possono contattare l’associazione “Filiere Virtuose” all’indirizzo email info@filierevirtuoseitalia.it o al numero telefonico 3341869146.” Essi riceveranno assistenza a costo zero per costruire un comitato nella propria zona. Lo statuto è già pronto e disponibile. Per partire bastano almeno cinque cittadini fondatori che verranno assistiti nel nuovo rapporto da intraprendere con l’amministrazione comunale di pertinenza.

(1) Le ditte convenzionate con i comuni per raccogliere i rifiuti, li trattano per poi venderli. Esse hanno costi alti di trattamento dei rifiuti e sono perciò interessate all’acquisto dei materiali selezionati direttamente dai cittadini. La ditta si ritrova con materiali che hanno un più alto prezzo di mercato (da 5 a 10 volte di più) già pronti.

(2) L’Associazione Filiere Virtuose ribadisce che: “la Legge 147/2013 e s.m.i. all’art. 1 comma 656) prescrive che la TARI è dovuta nella misura massima del 20% della tariffa, in caso di mancato svolgimento del servizio di gestione dei rifiuti,… nonché di interruzione del servizio per motivi… imprevedibili di impedimenti organizzativi che abbiano determinato una situazione riconosciuta dall’autorità sanitaria di danno o pericolo di danno alle persone”.

(3) Per richiedere le modalità per costituire i Comitati locali dei Cittadini virtuosi presso il proprio Comune di pertinenza oppure l’iscrizione agli stessi, se già esistenti bisogna scrivere a “info@filierevirtuoseitalia.it” o telefonare allo 334.1869146

Addendum del 3 marzo 2022

Intervista dell’autore a Maurizio Rampazzo presidente dell’associazione filiere virtuose
nuovi paradigmi della democrazia energetica

Addendum

Addendum del 7 settembre 2022

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