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	<title>Multipolare &#8211; Seminare Domande [www.pangeanotizie.it]</title>
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	<description>Seminare domande in ognuno matura e germina risposte: voce e nuovo potere – Danilo Dolci</description>
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	<title>Multipolare &#8211; Seminare Domande [www.pangeanotizie.it]</title>
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		<title>Da un mondo di nazioni e leggi a un mondo di piattaforme private?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesco Cappello]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 02 May 2026 11:29:05 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Gli EAU, uscendo dall&#8217;OPEC, si sono ufficialmente candidati a essere il nodo centrale di un nuovo ordine tecnocratico, liberi da “vecchi” vincoli internazionali.Una trasformazione radicale dell&#8217;ordine mondiale. Stiamo assistendo al passaggio dall&#8217;egemonia del dollaro basata sui trattati (Petrodollaro) a una tecnocrazia privata basata su infrastrutture digitali e fisiche controllate dagli Emirati Arabi Uniti (EAU) e&#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div style='display:none;' class='shareaholic-canvas' data-app='share_buttons' data-title='Da un mondo di nazioni e leggi a un mondo di piattaforme private?' data-link='https://www.francescocappello.com/2026/05/02/da-un-mondo-di-nazioni-e-leggi-a-un-mondo-di-piattaforme-private/' data-app-id-name='category_above_content'></div>
<h2 id="gli-eau-uscendo-dall-opec-si-sono-ufficialmente-candidati-a-essere-il-nodo-centrale-di-un-nuovo-ordine-tecnocratico-liberi-da-vecchi-vincoli-internazionali"><strong>Gli EAU, uscendo dall&#8217;OPEC, si sono ufficialmente candidati a essere il nodo centrale di un nuovo ordine tecnocratico, liberi da “vecchi” vincoli internazionali</strong>.<br><strong>Una trasformazione radicale dell&#8217;ordine mondiale</strong>. <strong>Stiamo assistendo al passaggio dall&#8217;egemonia del dollaro basata sui trattati (Petrodollaro) a una tecnocrazia privata basata su infrastrutture digitali e fisiche controllate dagli Emirati Arabi Uniti (EAU) e da attori privati legati alla famiglia Trump</strong></h2>



<p class="has-medium-font-size">Lo scorso 28 aprile <strong>gli EAU hanno annunciato il ritiro dall&#8217;OPEC. Non si è trattato di una semplice uscita diplomatica, ma il segnale che l&#8217;architettura finanziaria mondiale guidata dagli USA dal 1971 (il sistema del petrodollaro) è finita.</strong> Come è noto il petrodollaro era un accordo per cui il petrolio mondiale veniva venduto solo in dollari e questo obbligava ogni nazione a detenere riserve di dollari, <strong>permettendo agli USA di stampare moneta e fare debito senza subire inflazione eccessiva all’interno né svalutazione all’esterno relativamente al valore delle altre monete nazionali</strong>.</p>



<p class="has-medium-font-size">Alla dipartita degli EAU ha certamente contribuito <strong><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-red-color">il sistema delle &#8220;quote&#8221; dell&#8217;OPEC (che limita quanto petrolio ogni paese può produrre) impedisce agli Emirati di sfruttare la loro enorme capacità produttiva (5 milioni di barili al giorno) e di agire liberamente nel nuovo contesto di crisi.</mark></strong> Ovviamente il fattore scatenante è stato il blocco dello Stretto di Hormuz, punto di passaggio del 20% del petrolio mondiale, a seguito dell’aggressione militare che il simpatico duo USA/Israele ha compiuto ai danni dell’Iran.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" src="https://www.francescocappello.com/wp-content/uploads/2026/04/image-1-1024x836.png" alt="" class="wp-image-18466" width="635" height="517" srcset="https://www.francescocappello.com/wp-content/uploads/2026/04/image-1-1024x836.png 1024w, https://www.francescocappello.com/wp-content/uploads/2026/04/image-1-300x245.png 300w, https://www.francescocappello.com/wp-content/uploads/2026/04/image-1-768x627.png 768w" sizes="(max-width: 635px) 100vw, 635px" /></figure></div>



<p class="has-medium-font-size">Tuttavia, per capire più a fondo la strategia degli EAU bisogna notare che oggi, come sostenuto da Patrick Wood nel suo ”Boom! United Arab Emirates Exites OPEC”, <strong><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-red-color">mentre il mondo è paralizzato dal blocco navale iraniano, gli EAU si erano già preparati a questa contingenza e ora sono pronti. Hanno, infatti, costruito negli anni l&#8217;oleodotto </mark><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-cyan-blue-color">Habshan-Fujairah</mark><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-red-color">, che bypassa lo stretto e porta il petrolio direttamente nell&#8217;Oceano Indiano.</mark></strong> Di conseguenza gli EAU possono esportare mentre gli altri sono bloccati. La leva strategica dell&#8217;Iran (chiudere lo stretto) diventa meno efficace ogni volta che una petroliera devia verso Fujairah.</p>



<h3 id="la-rivoluzione-tecnica-tokenizzazione-e-usd1">La rivoluzione tecnica: Tokenizzazione e USD1</h3>



<p class="has-medium-font-size"><strong><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-red-color">Ma gli EAU non si sono preparati solo per un cambio di rotta fisica ma anche di &#8220;binari&#8221; finanziari. Stanno, infatti, sostituendo, in collaborazione con la famiglia Trump, il dollaro bancario con la tokenizzazione degli asset</mark></strong> <strong>scambiabili pagando il loro valore in stablecoin USD1</strong>.</p>



<p class="has-medium-font-size">La tokenizzazione<strong> è quel processo che permette di trasformare un bene reale (un barile di petrolio) in un &#8220;gettone&#8221; digitale (token) su una blockchain</strong>. <strong><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-red-color">Per capire meglio immaginiamo di avere un titolo di proprietà digitale per un barile di petrolio. Invece di passare per una banca, si invia il titolo tokenizzato direttamente al compratore via internet. Il petrolio diventa così liquido e scambiabile istantaneamente come una criptovaluta</mark></strong>, una USD1 (Stablecoin). <strong>Quest’ultima è una moneta digitale privata, ancorata al dollaro. Ed ecco il punto, la USD1 viene emessa da BitGo e usata dal World Liberty Financial (WLF) che è una società partecipata dagli EAU e dalla famiglia Trump</strong>. WLF e BitGo La prima fornisce il progetto commerciale che costruisce servizi supportati dalla USD1; la seconda è responsabile dell&#8217;infrastruttura e fa da garante della moneta.<br><strong><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-purple-color">Il sistema Token-USD1 (vedi nota [1]) è in grado di <em>bypassare</em> il sistema SWIFT (la rete bancaria controllata dagli USA)</mark></strong>.</p>



<p class="has-medium-font-size"><strong>Sappiamo che se gli USA vogliono sanzionare un paese, di solito gli impediscono di usare il sistema bancario. Ma se la transazione avviene tramite token USD1 su una blockchain privata di proprietà degli EAU e di WLF, Washington non ha più il &#8220;bottone&#8221; per fermare il pagamento. </strong><br><strong><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-red-color">Il dollaro resta l&#8217;unità di misura, ma la banca centrale non ha più il controllo</mark>.</strong> In pratica, chi non volesse subire sanzioni deve trovare il modo di <em>bypassare</em> il sistema Swift &#8211; (la rete bancaria controllata dagli USA) &#8211; e il modo per farlo lo offrono gli EAU e il WLF invitando a far parte del nuovo sistema di transazioni che usano i token/USD1…</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-full"><img loading="lazy" width="1024" height="559" src="https://www.francescocappello.com/wp-content/uploads/2026/04/image.png" alt="" class="wp-image-18450" srcset="https://www.francescocappello.com/wp-content/uploads/2026/04/image.png 1024w, https://www.francescocappello.com/wp-content/uploads/2026/04/image-300x164.png 300w, https://www.francescocappello.com/wp-content/uploads/2026/04/image-768x419.png 768w, https://www.francescocappello.com/wp-content/uploads/2026/04/image-640x349.png 640w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure></div>



<p> <strong>L&#8217;IMEC: La nuova Via della Seta occidentale privatizzata</strong>. Board of Peace. Pax Silica</p>



<p class="has-medium-font-size">Il corridoio <strong>IMEC</strong> (India-Middle East-Europe Economic Corridor) vuole essere la nuova spina dorsale del commercio mondiale. <strong>Il percorso: India &#8211; Porti EAU (Fujairah) &#8211; Ferrovia attraverso l&#8217;Arabia Saudita &#8211; Giordania &#8211; Haifa (Israele) &#8211; Europa (Grecia, Italia)</strong>. La ricostruzione di Gaza secondo il <strong>Board of Peace</strong> è tutt’altro che un atto umanitario, quanto la creazione di un nodo logistico (porto e zona economica) integrato nel corridoio IMEC. Il progetto, come è noto, è <strong>gestito privatamente</strong> da figure come Jared Kushner e Steve Witkoff che hanno un ruolo nel <strong>WLF</strong>. In questo contesto <strong>Pax Silica</strong> è l&#8217;accordo con cui gli USA di Trump forniscono tecnologia IA avanzata agli EAU, rendendoli il &#8220;cervello&#8221; logistico e finanziario del corridoio.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" width="1024" height="606" src="https://www.francescocappello.com/wp-content/uploads/2026/04/image-1024x606.jpeg" alt="" class="wp-image-18468" srcset="https://www.francescocappello.com/wp-content/uploads/2026/04/image-1024x606.jpeg 1024w, https://www.francescocappello.com/wp-content/uploads/2026/04/image-300x178.jpeg 300w, https://www.francescocappello.com/wp-content/uploads/2026/04/image-768x455.jpeg 768w, https://www.francescocappello.com/wp-content/uploads/2026/04/image-1536x910.jpeg 1536w, https://www.francescocappello.com/wp-content/uploads/2026/04/image-2048x1213.jpeg 2048w, https://www.francescocappello.com/wp-content/uploads/2026/04/image-640x379.jpeg 640w, https://www.francescocappello.com/wp-content/uploads/2026/04/image.jpeg 1600w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure></div>



<p class="has-medium-font-size">Stiamo passando da un mondo di nazioni e leggi a un mondo di piattaforme private. <strong>Chi controlla l&#8217;infrastruttura tecnica (la blockchain, i chip IA, i porti privati) controlla l&#8217;economia mondiale. Gli EAU, uscendo dall&#8217;OPEC, si sono ufficialmente candidati a essere il nodo centrale di questo nuovo ordine tecnocratico, liberi da vecchi vincoli internazionali.</strong></p>



<p class="has-medium-font-size">Gli EAU hanno giocato una partita a scacchi lunga dieci anni: hanno costruito i tubi per evitare lo stretto di Hormuz (Fujairah) e hanno co-finanziato e realizzato la tecnologia finanziaria anti sanzioni (WLF/Tokenizzazione) mentre stringevano alleanze private per possedere le rotte del futuro (IMEC). Il 1° maggio 2026 segna l&#8217;inizio ufficiale di questa nuova era. È ora attivo <strong>un apparato di potere ristretto guidato dallo Sceicco Tahnoun bin Zayed</strong>. Il Quadrato Tecnocratico: <strong>IA, Cripto, Energia Fossile e Immobiliare</strong> costituiscono i quattro pilastri di un unico sistema digitale.<br>Tra lo sceicco e Trump si è stabilita una <strong>simbiosi</strong> tra l&#8217;agenda politica americana (nella visione di Trump) e le ambizioni strategiche degli Emirati Arabi Uniti, una <strong>convergenza d&#8217;interessi</strong> dove il confine tra &#8220;Stato&#8221; e &#8220;Impresa Privata&#8221; è diventato quasi invisibile.</p>



<p class="has-medium-font-size">Ecco a seguire i pilastri che spiegano questa alleanza</p>



<h3 id="la-privatizzazione-della-geopolitica">La &#8220;Privatizzazione&#8221; della geopolitica</h3>



<p class="has-medium-font-size">In pratica Trump ha trasformato grandi progetti diplomatici (come l&#8217;IMEC) in infrastrutture gestite da entità private o fondi sovrani. <strong><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-purple-color">L&#8217;acquisto del 49% di <em>World Liberty Financial</em> (la società dei Trump) da parte dello sceicco Tahnoun bin Zayed, per 500 milioni di dollari, è il collante dell&#8217;operazione</mark></strong>. Gli EAU non hanno solo un alleato politico alla Casa Bianca, ma un vero e proprio <strong>socio in affari</strong> nell&#8217;architettura che gestisce i pagamenti del petrolio e delle merci (tramite la stablecoin USD1).</p>



<h3 id="lo-scambio-tecnologia-contro-autonomia">Lo scambio: tecnologia contro autonomia</h3>



<p class="has-medium-font-size">Mentre l&#8217;amministrazione precedente <strong>(Biden) limitava l&#8217;esportazione di microchip</strong> avanzati per motivi di sicurezza, <strong>Trump ha rimosso questi vincoli</strong> con l&#8217;iniziativa <strong>Pax Silica</strong>. Gli EAU hanno così ottenuto l&#8217;accesso all&#8217;hardware necessario per diventare la potenza leader nell&#8217;Intelligenza Artificiale applicata alla logistica mentre Trump guadagna un Medio Oriente stabilizzato da un corridoio commerciale (IMEC) che indebolisce l&#8217;Iran e la Cina, finanziato interamente dai capitali del Golfo anziché dai contribuenti americani.</p>



<h3 id="la-visione-comune-la-tecnocrazia">La visione comune: la tecnocrazia</h3>



<p class="has-medium-font-size">Entrambe le parti sembrano condividere l&#8217;idea che il mondo non debba più essere governato da <strong>trattati tra nazioni</strong> (come l&#8217;OPEC o le regole dell&#8217;ONU), ma da <strong>piattaforme tecniche</strong> che controllano il cavo in fibra ottica, il porto, la blockchain di pagamento e i server dell&#8217;IA. Il potere essendo nelle mani di chi le controlla. Trump è l&#8217;architetto che ha fornito l&#8217;<strong>ombrello di sicurezza e legittimazione politica</strong> necessario affinché il progetto emiratino potesse scalare a livello globale, il <strong>facilitatore chiave</strong> che ha permesso agli Emirati di trasformarsi da produttori di petrolio a gestori dell&#8217;infrastruttura mondiale, ottenendo in cambio un sistema finanziario parallelo al dollaro tradizionale in cui la sua famiglia ha un ruolo centrale.</p>



<p class="has-medium-font-size"><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-purple-color">Se il secolo scorso è stato definito dal potere degli Stati-nazione e dei loro confini geografici, quello attuale sembra scivolare verso una <strong>&#8220;Sovranità Infrastrutturale&#8221;</strong>, dove chi possiede il codice e i cavi comanda più di chi possiede il territorio</mark>.<br>Il passaggio da un sistema basato sul consenso democratico ad uno basato sull&#8217;efficienza tecnica (la Tecnocrazia) comporta rischi profondi e stratificati.</p>



<h3 id="l-erosione-della-sovranita-statale">L&#8217;erosione della sovranità statale</h3>



<p class="has-medium-font-size"><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-cyan-blue-color">Se una piattaforma privata gestisce allo stesso tempo un <strong>livello di regolamento</strong> come la stablecoin <strong>USD1</strong> e un <strong>livello logistico</strong> come il corridoio <strong>IMEC</strong>, lo Stato perde i suoi strumenti di controllo principali: <strong>la moneta e le dogane</strong></mark>.<br>Se le transazioni avvengono su una blockchain privata fuori dal sistema SWIFT, gli Stati non possono più &#8220;congelare&#8221; i fondi di presunti attori ostili perdendo la leva sanzionatoria. <mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-red-color">Il governo rischia di diventare solo un fornitore di sicurezza</mark> (polizia ed esercito: <strong><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-red-color">Stato minimo neoliberista</mark></strong>) <mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-red-color">per proteggere asset di proprietà privata, </mark><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-black-color">senza</mark> più voce in capitolo sulla gestione economica.</p>



<h3 id="il-deficit-di-responsabilita-accountability">Il deficit di responsabilità (Accountability)</h3>



<p class="has-medium-font-size"><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-purple-color">Nelle democrazie occidentali, se un governo sbaglia, i cittadini possono votare per cambiarlo. Nelle piattaforme private, il potere risiede nel <strong>Board of Directors</strong> o nei proprietari dei fondi sovrani</mark>.<br>Entità come il citato <em>Board of Peace</em> per Gaza operano secondo logiche di profitto e stabilità tecnica, non secondo i diritti civili o il benessere delle popolazioni locali. <strong><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-red-color">Si tratta di un governo che può fare a meno del consenso</mark></strong>. Le decisioni vengono prese da sistemi di IA per massimizzare l&#8217;efficienza dei flussi. Se un&#8217;intera regione viene esclusa da un corridoio commerciale per un &#8220;errore di calcolo&#8221; algoritmico, a chi ci si appella? In pratica<strong> l&#8217;algoritmo ha sostituito la legge…</strong></p>



<h3 id="sorveglianza-totale-e-controllo-comportamentale">Sorveglianza totale e controllo comportamentale</h3>



<p class="has-medium-font-size">La tecnocrazia non si basa solo sui prezzi, ma sui <strong>dati</strong>. Per far funzionare un corridoio come l&#8217;IMEC, ogni barile, ogni chip e ogni transazione deve essere monitorata in tempo reale. La stessa infrastruttura che rende efficiente il commercio può essere usata per monitorare il comportamento politico o sociale di chiunque interagisca con la piattaforma (un panottico digitale). Chi non si adegua agli standard tecnici della piattaforma (o ai valori dei suoi proprietari) rischia di essere &#8220;disconnesso&#8221; dall&#8217;economia globale, una condanna molto più efficace di una prigione fisica.</p>



<h3 id="squilibri-economici-globali-il-digital-divide-sovrano">Squilibri economici globali: Il &#8220;Digital Divide&#8221; Sovrano</h3>



<p class="has-medium-font-size">Questa transizione <strong>crea una nuova gerarchia mondiale basata sul possesso del distacco tecnologico in termini di IA, energia, dati.</strong><br>Stati come gli Emirati Arabi Uniti e grandi investitori privati si fondono in <strong><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-purple-color">una nuova élite tecnocratica</mark></strong> che controlla i punti di strozzatura del mondo (porti, cavi, data center). <br><strong>Le nazioni non tecnocratiche</strong> che non hanno accesso ai chip avanzati o che non fanno parte dei corridoi privati (come l&#8217;IMEC) <strong>vengono marginalizzate</strong> rischiando di sprofondare in una povertà irrimediabile, diventando zone d&#8217;ombra della mappa globale. <br>A seguire uno schema riassuntivo della malevola transizione in atto dalla democrazia alla tecnocrazia:</p>



<figure class="wp-block-table"><table><thead><tr><th>Caratteristica</th><th>Democrazia Occidentale</th><th>Tecnocrazia delle piattaforme</th></tr></thead><tbody><tr><td><strong>Fonte di potere</strong></td><td>Voto e Costituzione</td><td>Proprietà dei dati e del codice &#8211; algoritmo</td></tr><tr><td><strong>Obiettivo</strong></td><td>Benessere pubblico e diritti</td><td>Efficienza del sistema e profitto</td></tr><tr><td><strong>Controllo economico</strong></td><td>Banche Centrali (Tasse/Tassi)</td><td>Blockchain e Tokenizzazione</td></tr><tr><td><strong>Risoluzione conflitti</strong></td><td>Magistratura e Leggi</td><td>Termini di servizio e Arbitrati privati</td></tr></tbody></table><figcaption>Tabella dei rischi: Democrazia vs. Tecnocrazia</figcaption></figure>



<p class="has-medium-font-size">Come si vede, il rischio è che la democrazia diventi una &#8220;scenografia&#8221; vuota, mentre le decisioni reali che muovono il mondo vengono prese in uffici privati a Dubai, Mar-a-Lago o nei data center della Silicon Valley, lontano da ogni scrutinio pubblico. Se il potere si sposta dalle leggi scritte nei codici civili ai codici informatici inscritti nelle piattaforme, le possibilità per i cittadini di esercitare una qualche forma di controllo si riducono al punto tale da ridurli a semplici &#8220;utenti&#8221;.</p>



<p class="has-medium-font-size">C’è una frattura profonda tra la <strong>&#8220;Ragion di Stato&#8221;</strong> degli USA e gli <strong>interessi della nuova élite tecnocratica</strong> (composta da Trump, dai suoi partner privati e dai sovrani degli EAU) che ora proviamo ad analizzare. </p>



<h3 id="il-controllo-sul-dollaro-egemonia-pubblica-vs-piattaforma-privata">Il controllo sul dollaro: Egemonia pubblica vs. Piattaforma Privata</h3>



<p class="has-medium-font-size">Il potere degli Stati Uniti negli ultimi 50 anni si è basato sul fatto che il dollaro &#8220;passa&#8221; attraverso le banche americane e la Federal Reserve. Abbiamo visto il dollaro brandito come arma economica che lo Stato può usare tramite sanzioni. <strong>Se il Tesoro USA vuole bloccare un nemico, preme un bottone nel sistema SWIFT e lo taglia fuori dal mondo ma se il petrolio e le merci vengono tokenizzate e scambiate tramite USD1, gli USA come nazione perdono il potere di polizia finanziaria</strong>. Il dollaro resta forte (dollarizzazione), ma il governo americano diventa &#8220;cieco&#8221; e non può più controllare chi paga chi perché il dollaro viaggia ora su binari privati (Blockchain).</p>



<h3 id="il-finanziamento-del-debito-pubblico-americano">Il finanziamento del debito pubblico americano</h3>



<p class="has-medium-font-size">Questo è un aspetto tecnico vitale. Il sistema del &#8220;Petrodollaro&#8221; obbligava le nazioni a comprare titoli del tesoro USA per sostenere le loro riserve di dollari necessari per il petrolio.</p>



<p class="has-medium-font-size">Per gli USA è vitale avere sempre acquirenti per il proprio debito pubblico (che è altissimo). Finché il petrolio è legato al sistema bancario classico, il debito americano è &#8220;protetto&#8221;. Lo spostamento dei flussi commerciali su piattaforme di <strong>tokenizzazione</strong> continuano a garantire che le stablecoin USD1 gestite da una società privata (WLF) malgrado i profitti e il controllo di quegli asset vadano ora ai proprietari della società, continuano a sostenere la stabilità del bilancio federale americano. Infatti il sottostante delle stablecoin (USD1) è previsto <strong>in dollari ma anche in titoli del tesoro</strong> americano.</p>



<h3 id="politica-estera-alleanze-storiche-vs-accordi-commerciali-privati">Politica estera: alleanze storiche vs. accordi commerciali privati</h3>



<p class="has-medium-font-size">La diplomazia americana si è sempre basata su alleanze stabili e trattati internazionali (come la NATO o gli accordi con l&#8217;Arabia Saudita). tradizionalmente la stabilità globale e il contenimento delle potenze regionali erano perseguite attraverso la diplomazia multilaterale che viene oggi sostituita con strumenti come  il <strong>&#8220;Board of Peace&#8221;</strong> (un ente privato): <mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-purple-color">se la ricostruzione di Gaza o la gestione dell&#8217;IMEC sono in mano a un consiglio privato presieduto da individui con interessi commerciali diretti,</mark><strong><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-purple-color"> la politica estera americana appare essere dettata sempre più dal &#8220;</mark><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-cyan-blue-color">ritorno sull&#8217;investimento</mark><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-purple-color">&#8221; di pochi, anziché dalla sicurezza nazionale a lungo termine</mark></strong>.</p>



<h3 id="l-indipendenza-strategica-degli-eau">L&#8217;indipendenza strategica degli EAU</h3>



<p class="has-medium-font-size">Gli Emirati Arabi Uniti non vogliono più essere un &#8220;vassallo&#8221; degli Stati Uniti protetto in cambio di petrolio quanto piuttosto diventare un nodo sovrano globale che può parlare con la Cina, l&#8217;India e gli USA allo stesso livello. Uscire dall&#8217;OPEC e creare un bypass a Hormuz (Fujairah) dovrebbe servire a dire: &#8220;<strong>Non abbiamo più bisogno della flotta USA per sopravvivere</strong>&#8221; laddove gli USA avevano mantenuto il Medio Oriente dipendente dalla protezione militare americana per conservare influenza nella regione.</p>



<h3 id="sintesi-della-divergenza">Sintesi della divergenza</h3>



<figure class="wp-block-table"><table><thead><tr><th>Aspetto</th><th>Interesse Nazionale USA (Stato)</th><th>Interesse Trump / EAU (Tecnocrazia)</th></tr></thead><tbody><tr><td><strong>Moneta</strong></td><td>Dollaro regolato dallo Stato (potere sanzionatorio)</td><td>Stablecoin privata (USD1) fuori dal controllo statale</td></tr><tr><td><strong>Diplomazia</strong></td><td>Trattati tra nazioni e alleanze storiche</td><td>Accordi privati e &#8220;Board&#8221; aziendali</td></tr><tr><td><strong>Energia</strong></td><td>Petrolio prezzato per sostenere il debito USA</td><td>Petrolio tokenizzato per generare commissioni private</td></tr><tr><td><strong>Tecnologia</strong></td><td>Restrizioni (controllo dell’export) per sicurezza nazionale</td><td>Libero scambio di IA e chip (Pax Silica) per profitto</td></tr></tbody></table></figure>



<p class="has-medium-font-size">In parole povere Trump e gli Emirati stanno costruendo un <strong>&#8220;Nuovo Ordine&#8221;</strong> che è molto vantaggioso per chi possiede le piattaforme, ma che potrebbe indebolire lo Stato americano inteso come istituzione pubblica, privandolo dei suoi strumenti di potere tradizionali.</p>



<h3 id="cos-e-la-compensazione-netting-clearing">Cos&#8217;è la &#8220;Compensazione&#8221; (netting/clearing)?</h3>



<p class="has-medium-font-size">La tokenizzazione non serve solo a rendere digitale un bene, ma è il presupposto tecnico per creare quello che gli esperti chiamano <strong>Sistema di Compensazione Multilaterale</strong> (o <em>Multilateral Netting</em>).<br>In un mondo senza questo sistema, ogni transazione è un debito isolato che va pagato. In un sistema di compensazione, conta solo il <strong>bilancio finale</strong>.<br>Ecco come la tokenizzazione rende questo processo incredibilmente facile e perché è così rivoluzionario nel contesto degli Emirati e dell&#8217;IMEC.</p>



<p class="has-medium-font-size">Immaginiamo tre amici al bar con queste reciproche posizioni debitorie e creditorie:</p>



<p class="has-medium-font-size">Marco deve 10€ a Paolo (Marco ha un debito di -10 mentre Paolo vanta un credito +10)</p>



<p class="has-medium-font-size">Paolo deve 10€ a Chiara (Paolo ha un debito di -10 mentre Chiara vanta un credito +10)</p>



<p class="has-medium-font-size">Chiara deve 10€ a Marco (Chiara ha un debito di -10 mentre Marco vanta un credito +10)<br><br>Invece di fare tre scambi di banconote, i tre amici si parlano e decidono che <strong>nessuno deve niente a nessuno</strong>. Debiti e crediti si sono reciprocamenti &#8220;compensati&#8221; perché ciascuono ha un debito ed un credito della stessa entità che si compensano esattamente. <br><strong>In economia globale, questo si fa con le merci: gli EAU mandano petrolio all&#8217;India, l&#8217;India manda grano all&#8217;Italia, l&#8217;Italia manda macchinari agli EAU</strong>. <mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-purple-color">Se tutto è tokenizzato, non serve muovere miliardi di dollari per ogni passaggio; basta aggiornare il registro digitale alla fine della giornata</mark>.</p>



<h3 id="la-tokenizzazione-agevola-enormemente-gli-scambi-multilaterali-in-compensazione">La Tokenizzazione agevola enormemente gli scambi multilaterali in compensazione</h3>



<p class="has-medium-font-size">Senza tokenizzazione, la compensazione è lenta e burocratica perché bisogna aspettare che le banche verifichino ogni contratto. Con i token sulla blockchain, tutto cambia grazie a tre fattori:</p>



<p class="has-medium-font-size"><strong>Standardizzazione:</strong> Petrolio, grano e crediti in USD1 diventano tutti &#8220;gettoni&#8221; sullo stesso registro. È come se tutto parlasse la stessa lingua.</p>



<p class="has-medium-font-size"><strong>Frazionabilità:</strong> Puoi compensare anche micro-importi. Se l&#8217;Italia deve agli EAU 1 milione di euro, ma gli EAU devono all&#8217;Italia solo mezzo milione in brevetti, il sistema compensa automaticamente e resta solo un &#8220;saldo&#8221; di mezzo milione.</p>



<p class="has-medium-font-size"><strong>Atomicità (Scambio immediato):</strong> Il sistema può eseguire la compensazione in tempo reale. Non c&#8217;è rischio che uno dei tre &#8220;amici&#8221; non paghi, perché il trasferimento del token del petrolio avviene <em>solo se</em> il sistema vede che il credito è disponibile.</p>



<h3 id="un-esempio-nel-corridoio-imec">Un esempio nel corridoio IMEC</h3>



<p class="has-medium-font-size">Immaginiamo che l&#8217;India invia un carico di microchip agli <strong>EAU</strong>. Invece di ricevere dollari, riceve <strong>Token Credito</strong>. <strong>Gli EAU</strong> inviano petrolio all&#8217;<strong>Italia</strong> (via Fujairah). L&#8217;Italia non paga in contanti, ma cede <strong>Token Macchinari agricoli</strong>. L&#8217;Italia aveva bisogno di quei microchip indiani. Il sistema di compensazione vede che l&#8217;India ha dei crediti e l&#8217;Italia ha dei macchinari. Alla fine della fiera, il sistema sposta i token in modo che:</p>



<ul><li>L&#8217;Italia riceva i chip dall&#8217;India (tramite gli EAU).</li><li>L&#8217;India riceva i macchinari dall&#8217;Italia.</li><li>Gli EAU abbiano gestito il flusso e trattenuto una commissione in <strong>USD1</strong>.<br><strong>Il risultato?</strong> È avvenuto un commercio miliardario tra tre nazioni <strong>senza che un solo dollaro &#8220;fisico&#8221; sia uscito da una banca di New York.</strong></li></ul>



<h3 id="il-rischio-politico-chi-e-il-contabile">Il rischio politico: Chi è il &#8220;contabile&#8221;?</h3>



<p class="has-medium-font-size">In un sistema di compensazione tradizionale, il &#8220;contabile&#8221; è spesso una banca centrale o una camera di compensazione internazionale regolata da leggi statali. In questo nuovo scenario il &#8220;contabile&#8221; è lo <strong>Smart Contract</strong> (il software della blockchain) e il proprietario della &#8220;piattaforma&#8221; su cui gira il software è il <strong>Board of Peace</strong> o la <strong>World Liberty Financial</strong> (EAU + Trump).<br>Chi controlla il sistema di compensazione decide chi può partecipare al gioco e chi no. È un potere immenso: se vieni escluso dal &#8220;bar dei tre amici&#8221;, non puoi più scambiare le tue merci, anche se hai il petrolio più buono del mondo.</p>



<p class="has-medium-font-size">Quanto precede è una <strong>versione digitale e privatizzata del Bancor</strong> di Keynes, ma con una differenza fondamentale su chi tiene in mano le chiavi del sistema e su altro che vedremo più avanti.</p>



<h3 id="l-analogia-con-il-bancor-di-keynes">L&#8217;analogia con il Bancor di Keynes</h3>



<p class="has-medium-font-size">Nel 1944, a Bretton Woods, John Maynard Keynes propose il <strong>Bancor</strong>: non una moneta nazionale (come il dollaro), ma una &#8220;unità di conto ossia un’unità di misura del valore scambiato tra paesi&#8221; gestita da un&#8217;Unione Internazionale di Compensazione (<em>International Clearing Union</em>). Gli Stati non dovevano pagare in oro o dollari importazioni ed esportazioni, ma &#8220;compensare&#8221; i debiti e i crediti su un registro centrale. Se un paese esportava troppo, accumulava Bancor; se importava troppo, andava in debito di Bancor. <br>se un paese A esporta beni per un valore di 1000 Bancor l’unione internazionale di compensazione registrerà sul suo conto +1000. Viceversa immaginiamo un paese B, che importasse per un valore di 3000 Bancor. In questo caso l’unione internazionale di compensazione registrerà su conto di B, il valore -3000. Nel momento in cui il paese B dovesse esportare beni verso un qualsiasi altro paese C, ad esempio del valore 2000 Bancor , l’unione internazionale di compensazione segnerebbe sul conto di C una compensazione di debiti con crediti (-3000+2000= -1000) che porterebbe a 1000 Bancor il deficit del paese C. Il Bancor è solo una unità di misura che serve a tenere il conto delle situazioni debitorie e creditorie dei singoli paesi partecipanti agli scambi. <br>Il Bancor, in altri termini non è moneta emessa da una banca. si tratta dell’adozione del paradigma del clearing con compensazione in opposizione a quello della liquidità e questo ha enormi conseguenze positive nel sistema proposto da Keynes ma non in quello solo per alcuni aspetti equivalente proposto dal sistema EAU-Trump. </p>



<p class="has-medium-font-size"><strong>Il sistema EAU-Trump</strong> dal punto di vista della registrazione degli scambi funziona esattamente come quello proposto da Keynes. Esso usa efficacemente la <strong>Blockchain</strong> come registro e i <strong>Token/Stablecoin</strong> come unità di misura. La differenza principale? Il Bancor di Keynes doveva essere pubblico e governato dalle nazioni; il sistema EAU-Trump è <strong>privato</strong> e governato da piattaforme. Vedremo più avanti le altre differenze fondamentali.</p>



<h2 id="esiste-un-sistema-asiatico-concorrente">Esiste un sistema &#8220;Asiatico&#8221; concorrente </h2>



<p class="has-medium-font-size">Esso è già operativo in diverse forme e rappresenta la sfida principale al blocco EAU-Trump. I due progetti principali sono l’mBridge (Il &#8220;Bancor&#8221; delle Banche Centrali), iniziato dalla Banca dei Regolamenti Internazionali (BIS) con Cina, Hong Kong, Thailandia, Emirati, <strong>mBridge</strong> è entrato nella sua fase 3 proprio all&#8217;inizio del 2026. Esso, <strong><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-cyan-blue-color">permette alle banche centrali di scambiare le proprie monete digitali (CBDC) istantaneamente</mark></strong>. Se la Cina vende all&#8217;India, il regolamento avviene in pochi secondi &#8220;saltando&#8221; il sistema americano.</p>



<h3 id="b-brics-bridge-il-bancor-politico">B. BRICS Bridge (Il &#8220;Bancor&#8221; Politico)</h3>



<p class="has-medium-font-size">L’altro è il <strong>BRICS Bridge</strong>, guidato dalla Russia (che è stata tagliata fuori dallo SWIFT).<mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-purple-color"> </mark><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-cyan-blue-color">È la piattaforma blockchain che collega le monete digitali di Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica</mark>. Dopo il vertice BRICS, il sistema ha iniziato a regolare i pagamenti petroliferi tra Russia e Cina e tra Russia e Iran, utilizzando lo <strong>Yuan digitale (e-CNY)</strong> e il <strong>Rublo digitale</strong> come pilastri.</p>



<h3 id="il-corridoio-nord-sud-e-la-via-della-seta">Il Corridoio Nord-Sud e la Via della Seta</h3>



<p class="has-medium-font-size">Ricordiamo che esistono oggi due grandi &#8220;autostrade&#8221; digitali e fisiche che competono con l&#8217;IMEC. L’<strong>INSTC (Corridoio Internazionale Nord-Sud),</strong> collega la Russia all&#8217;India passando per l&#8217;Iran. Questo corridoio è già &#8220;schermato&#8221; dalle sanzioni perché usa il sistema di pagamento blockchain russo-iraniano. È l&#8217;alternativa diretta all&#8217;IMEC per il commercio eurasiatico e<strong> la Nuova Via della Seta (la Belt and Road Initiative cinese)</strong>. La Cina sta integrando lo <strong>Yuan Digitale (e-CNY)</strong> in tutti i porti e le ferrovie che controlla in Africa e Asia. Dal gennaio 2026, lo Yuan digitale è diventato persino fruttifero (paga interessi), rendendolo una riserva di valore molto attraente per i paesi della Via della Seta.</p>



<h3 id="cosa-vieta-alla-piattaforma-asiatica-di-vincere">Cosa vieta alla piattaforma Asiatica di vincere?</h3>



<p class="has-medium-font-size">Nulla, se non la <strong>frizione tecnologica e politica</strong>. La vera battaglia del 2026 non è solo tra nazioni, ma tra <strong>standard tecnici</strong>. <mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-cyan-blue-color">Il sistema BRICS/Asiatico è</mark> <mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-cyan-blue-color"><strong>statale</strong> (<strong>controllato dalle banche centrali</strong>)</mark>. <mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-purple-color">Il sistema EAU-Trump è <strong>ibrido/privato</strong> (controllato da società e fondi)</mark>. Molti investitori occidentali preferiscono il sistema &#8220;Trump&#8221; perché promette meno interferenza governativa cinese, pur essendo fuori dal controllo dello Stato americano &#8220;classico&#8221;.<br>Proprio pochi giorni fa (aprile 2026), l&#8217;Unione Europea ha lanciato <strong>il suo 20° pacchetto di sanzioni contro la Russia, colpendo specificamente le stablecoin russe (come la RUBx) e le relative piattaforme di compensazione già qualificate quali <em>“piattaforme ombra”</em></strong>. È una guerra informatica per decidere quale registro digitale sarebbe &#8220;legale&#8221; e quale no…</p>



<h3 id="tabella-comparativa-i-due-mondi-digitali-nel-2026">Tabella Comparativa: I due mondi digitali nel 2026</h3>



<figure class="wp-block-table"><table><thead><tr><th>Caratteristica</th><th>Blocco EAU-Trump (IMEC)</th><th>Blocco BRICS / Cina (Via della Seta)</th></tr></thead><tbody><tr><td><strong>Piattaforma</strong></td><td>World Liberty Financial / WLF</td><td>BRICS Bridge / mBridge</td></tr><tr><td><strong>Unità di Conto</strong></td><td>USD1 (Stablecoin ancorata al $)</td><td>e-CNY (Yuan Digitale) / Basket di monete</td></tr><tr><td><strong>Geografia</strong></td><td>India -&gt; EAU -&gt; Israele -&gt; Europa</td><td>Russia -&gt; Iran -&gt; India / Cina -&gt; Global South</td></tr><tr><td><strong>Controllo</strong></td><td>Tecnocrazia Privata (EAU + Trump)</td><td>Tecnocrazia Statale (Banche Centrali russa e cinese)</td></tr></tbody></table></figure>



<p class="has-medium-font-size">Esiste quindi un sistema speculare e concorrente. Il mondo si sta dividendo in <strong>&#8220;corridoi di compensazione&#8221;</strong>. Per un&#8217;azienda nel 2026, la domanda non è più &#8220;quanti dollari ho sul conto&#8221;, ma &#8220;su quale piattaforma di compensazione sono ammessi i miei token&#8221;. La gestione di queste piattaforme rappresenta un cambio di paradigma: si passa dal guadagno basato sulle commissioni bancarie tradizionali (modello SWIFT) a guadagni basati sulla <strong>proprietà dell&#8217;infrastruttura</strong> e sulla <strong>gestione dei flussi finanziari</strong>.<br><br>Ecco come si differenziano i due fronti nei loro modelli di business</p>



<h3 id="il-fronte-eau-trump-world-liberty-financial-wlf">Il fronte EAU-Trump: World Liberty Financial (WLF)</h3>



<p class="has-medium-font-size">Qui il modello è <strong>privato e speculativo</strong>. I proprietari (la famiglia Trump e i partner degli Emirati) guadagnano come se fossero i padroni di un casinò e, contemporaneamente, della banca che stampa le fiche. <strong><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-purple-color">La famiglia Trump riceve circa il 75% dei profitti netti dalla vendita iniziale dei token WLFI</mark></strong>. Questi token funzionano come &#8220;azioni digitali&#8221; che permettono di votare sulla piattaforma. <mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-purple-color">Gli <strong>interessi sulle Riserve (Il &#8220;Tesoro&#8221; di USD1)</strong> è la fonte più ricca di profitti</mark>. Per ogni moneta <strong>USD1</strong> emessa, la società deve detenere un vero dollaro (o titoli di Stato USA) in cassaforte. <strong>Questi capitali (miliardi di dollari) vengono investiti in titoli sicuri che rendono interessi (es. il 4-5% annuo)</strong>. Per capirci meglio, se circolano 10 miliardi di USD1, la piattaforma può guadagnare circa <strong>400-500 milioni di dollari l&#8217;anno solo &#8220;tenendo fermi&#8221; i soldi di riserva</strong>. <br>Ci sono poi le <strong>commissioni DeFi (<mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-purple-color">Prestito e Scambio</mark>).</strong> WLF è una piattaforma di finanza decentralizzata (DeFi). <mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-purple-color">Quando un utente scambia petrolio tokenizzato o chiede un prestito in USD1, la piattaforma trattiene una <strong>commissione di servizio</strong> (spesso tra lo 0,1% e lo 0,5% della transazione)</mark>.<br>I costi per l&#8217;utente sono il<strong> gas Fees</strong> ovvero i costi tecnici della blockchain per registrare l&#8217;operazione (che vanno ai &#8220;minatori&#8221; della rete, non a Trump) e i <strong>tassi di interesse</strong>; se prendi in prestito USD1 usando il tuo petrolio come garanzia, paghi un interesse alla piattaforma.</p>



<h3 id="il-fronte-asiatico-mbridge">Il fronte Asiatico: mBridge</h3>



<p class="has-medium-font-size"><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-cyan-blue-color">Qui il modello è <strong>statale e cooperativo</strong>. mBridge non è nata per arricchire un singolo individuo, ma per proteggere l&#8217;economia delle nazioni coinvolte (Cina, Thailandia, Arabia Saudita).</mark><br>In mBridge, il concetto di &#8220;guadagno&#8221; è diverso. <strong>Il guadagno principale per lo Stato</strong> non è una commissione, ma il fatto <strong>che le sue aziende non devono più pagare le alte commissioni di SWIFT </strong>(che finivano nelle banche americane ed europee). C’è inoltre una ragione che possiamo definire di <strong>sovranità monetaria:</strong> potendo commerciare direttamente in Yuan o Rial digitali, queste nazioni <strong>non devono più pagare il &#8220;tributo&#8221; del cambio valuta in dollari</strong>. Se ci sono piccoli avanzi di gestione, questi restano nelle casse delle banche centrali (che non sono gestite da privati ma sono pubbliche con funzione pubblica) dei paesi membri per coprire i costi di manutenzione dei server.</p>



<p class="has-medium-font-size" id="i-costi-per-chi-la-usa"><strong><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-cyan-blue-color">I costi per chi usa mBridge sono quasi nulli</mark></strong>. Le banche commerciali che usano la piattaforma pagano una tariffa minima per la manutenzione dell&#8217;infrastruttura. Il costo è drasticamente più basso di SWIFT perché non ci sono costi di intermediazione bancaria. Se inviare un milione di dollari con SWIFT costa 50 dollari più una percentuale sul cambio, con mBridge il costo potrebbe essere di pochi centesimi, indipendentemente dalla cifra.</p>



<h3 id="sintesi-comparativa-dei-modelli-di-business">Sintesi Comparativa dei Modelli di Business</h3>



<figure class="wp-block-table"><table><thead><tr><th>Caratteristica</th><th>Piattaforma Trump/EAU (WLF)</th><th>Piattaforma Asiatica (mBridge)</th></tr></thead><tbody><tr><td><strong>Obiettivo</strong></td><td>Profitto privato e controllo flussi</td><td>Efficienza economica e sovranità</td></tr><tr><td><strong>Principale Entrata</strong></td><td>Interessi sulle riserve e vendita token</td><td>Risparmio sui costi di transazione</td></tr><tr><td><strong>Beneficiario</strong></td><td>Famiglia Trump, Partner UAE, Investitori</td><td>Stati Nazionali e Banche Centrali</td></tr><tr><td><strong>Costi per l&#8217;utente</strong></td><td>Commissioni di mercato e interessi</td><td>Tariffe di rete minime (Public Good)</td></tr></tbody></table></figure>



<p class="has-medium-font-size">Con <strong>Trump/EAU</strong> si paga un servizio a un privato per avere velocità e indipendenza; con <strong>mBridge</strong> si partecipa a <strong>un&#8217;infrastruttura pubblica pensata per abbattere i costi del commercio tra nazioni alleate</strong>.</p>



<p class="has-medium-font-size">Il fronte privato (Trump/EAU) <strong>opera in senso opposto </strong>alle spinte di de-dollarizzazione e lo sta facendo non solo garantendo il cambio 1 a 1, ma agendo su diversi livelli strategici che rendono il dollaro &#8220;indispensabile&#8221; anche per chi vorrebbe abbandonarlo.</p>



<h3 id="il-sostegno-al-debito-pubblico-treasuries">Il sostegno al debito pubblico (Treasuries)</h3>



<p class="has-medium-font-size">Per ogni miliardo di <strong>USD1</strong> emesso, la società (WLF) deve acquistare circa un miliardo di dollari di asset sicuri, principalmente <strong>Titoli del Tesoro USA</strong> (US Treasuries). Questo trasforma le stablecoin private nel più grande acquirente &#8220;nuovo&#8221; di debito pubblico americano. Mentre Cina e Russia vendono i loro titoli di stato americani, le piattaforme come <strong>WLF o Circle</strong> ne comprano quantità massicce per &#8220;coprire&#8221; le loro monete digitali. Di fatto, finanziano lo Stato americano meglio di quanto facciano i partner esteri tradizionali.</p>



<h3 id="rendere-il-dollaro-inattaccabile-dalle-sanzioni">Rendere il dollaro &#8220;Inattaccabile&#8221; dalle sanzioni</h3>



<p class="has-medium-font-size">Questo è un punto geniale e allo stesso tempo controverso. Molti paesi (come quelli dei BRICS) vogliono uscire dal dollaro perché temono che gli USA possano &#8220;congelare&#8221; i loro conti in caso di dispute (come accaduto alla Russia) ma offrendo ora un dollaro digitale (USD1) che viaggia su una <strong>blockchain privata</strong> fuori dal controllo diretto della Federal Reserve e dello SWIFT, il fronte Trump/EAU sta dicend al mondo: <em>&#8220;Potete continuare a usare il dollaro senza temere che Washington ve lo tolga con un click&#8221;</em>. <strong><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-red-color">In questo modo, <em>i paesi tentati di lasciare il dollaro</em> e passare allo Yuan cinese vengono convinti a restare legati al dollaro, ma nella sua versione &#8220;privata&#8221;</mark></strong>. Il dollaro vince come valuta, anche se lo Stato americano perde il potere di sanzionare.</p>



<h3 id="il-dollaro-come-lingua-universale-della-tokenizzazione">Il dollaro come &#8220;Lingua Universale&#8221; della Tokenizzazione</h3>



<p class="has-medium-font-size">Se il petrolio degli EAU, il gas dell&#8217;Arabia Saudita e le merci dell&#8217;India vengono prezzati e scambiati in <strong>USD1</strong>, il dollaro rimane l&#8217;<strong>unità di conto</strong> mondiale. È come se il dollaro diventasse l&#8217;inglese del commercio digitale. Anche se non usa la &#8220;grammatica&#8221; della banca centrale americana, stai comunque parlando la &#8220;lingua&#8221; del dollaro. Questo impedisce che si creino sistemi di prezzi basati su un paniere di monete orientali.</p>



<h3 id="la-velocita-contro-la-cina-corsa-agli-armamenti-digitali">La velocità contro la Cina (Corsa agli armamenti digitali)</h3>



<p class="has-medium-font-size">La Cina sta spingendo lo <strong>Yuan Digitale (e-CNY)</strong> per dominare il commercio in Asia e Africa. Lo Stato americano è stato lento a creare un &#8220;Dollaro Digitale&#8221; pubblico per via di dubbi sulla privacy e sulla politica. Trump e gli Emirati stanno ora &#8220;correndo&#8221; al posto dello Stato. Lanciando <strong>USD1</strong>, occupano lo spazio digitale prima della Cina. Forniscono una tecnologia moderna, veloce e sicura che sta tentando di battere lo Yuan digitale sul tempo, mantenendo l&#8217;Occidente (e i suoi partner) nell&#8217;area di influenza del dollaro. Questa &#8220;privatizzazione&#8221; della difesa del dollaro è un segnale di forza della visione capitalista americana e allo stesso tempo un sintomo che lo Stato americano non è più in grado di difendere la propria moneta da solo.</p>



<p class="has-medium-font-size">Il fronte privato non lotta per il dollaro come strumento della potenza di Washington, ma per il dollaro come <strong>&#8220;standard tecnologico globale&#8221;</strong>. Stanno trasformando il dollaro da uno strumento di politica estera a un&#8217;infrastruttura privata di mercato.</p>



<h3 id="la-nuova-faccia-del-dollaro">La &#8220;Nuova&#8221; faccia del Dollaro</h3>



<figure class="wp-block-table"><table><thead><tr><th>Metodo</th><th>Come sostiene il Dollaro</th><th>Chi ne beneficia</th></tr></thead><tbody><tr><td><strong>Asset di riserva</strong></td><td>Compra Titoli di Stato (Treasuries)</td><td>Il Tesoro USA (Stato)</td></tr><tr><td><strong>Bypass Sanzioni</strong></td><td>Rende il dollaro &#8220;sicuro&#8221; per chi teme gli USA</td><td>Commercianti globali e EAU</td></tr><tr><td><strong>Prezzi Asset</strong></td><td>Mantiene il dollaro come base per il petrolio</td><td>Investitori e mercati globali</td></tr><tr><td><strong>Concorrenza</strong></td><td>Blocca l&#8217;espansione dello Yuan digitale</td><td>Il fronte Tecnocrate (WLF/EAU)</td></tr></tbody></table></figure>



<p class="has-medium-font-size">Il <strong>Bancor</strong> di Keynes non era solo un’unità di conto internazionale, ma un sistema progettato per la &#8220;stabilità forzata&#8221;: obbligava chi esportava troppo (i creditori) a spendere o a rivalutare la propria moneta, evitando che pochi paesi accumulassero tutta la ricchezza mondiale lasciando gli altri nei debiti.<br>Vediamo come si comportano i due nuovi blocchi del 2026 rispetto a questo concetto.</p>



<h3 id="il-sistema-privato-trump-eau-wlf-il-modello-autostradale">Il sistema Privato (Trump-EAU / WLF): Il Modello &#8220;Autostradale&#8221;</h3>



<p class="has-medium-font-size">A differenza del Bancor di Keynes, il sistema basato sulla piattaforma <strong>World Liberty Financial (WLF)</strong> e la stablecoin <strong>USD1</strong> non prevede alcun meccanismo automatico di riequilibrio. Al contrario, la sua logica è puramente <strong>estrattiva e di mercato</strong>. Non prevede <strong>nessun limite ai surplus:</strong> se un paese (o un privato) accumula miliardi di USD1, la piattaforma non lo &#8220;punisce&#8221;. Anzi, i proprietari della piattaforma (Trump e gli Emirati) sono contenti se i depositi aumentano, perché guadagnano dagli interessi sulle riserve di dollari che garantiscono quei token. WLF funziona come un&#8217;autostrada privata. Non importa se chi la percorre sta andando verso un enorme debito o un enorme surplus; importa solo che chi passa (fa una transazione), paghi il pedaggio (commissione). Evidentemente, senza riequilibrio, questo sistema può accentuare le disuguaglianze. Chi è già forte diventa più forte, usando una moneta digitale più veloce e sicura del vecchio dollaro, ma senza alcun vincolo di solidarietà internazionale.</p>



<h3 id="il-sistema-orientale-mbridge-brics-verso-un-bancor-multipolar">Il sistema Orientale (mBridge / BRICS): Verso un &#8220;Bancor Multipolar&#8221;?</h3>



<p class="has-medium-font-size">Nel caso dell’mBridge/BRICS la situazione è molto diversa e assai più vicina, almeno nelle intenzioni, al sogno di Keynes. Il blocco guidato da <strong>Cina, India e Russia</strong> sta cercando di risolvere proprio il problema degli squilibri, anche solo per motivi di sopravvivenza politica.<br>Proprio in questi giorni (aprile 2026), la Banca Centrale Indiana (RBI) ha proposto ufficialmente di inserire nell&#8217;agenda dei BRICS la creazione di meccanismi per <strong>&#8220;gestire gli squilibri commerciali tra valute digitali&#8221;</strong>. Piattaforme come <strong>mBridge</strong> sono, infatti, tecnicamente pronte per agire come una &#8220;stanza di compensazione&#8221;. Invece di accumulare una singola moneta (come il dollaro), i paesi scambiano le proprie CBDC (monete digitali nazionali). Se un paese accumula troppa moneta di un altro, il sistema può suggerire (o forzare in futuro) accordi di investimento per &#8220;pareggiare i conti&#8221; con l’obiettivo di evitare che si crei un nuovo &#8220;dominus&#8221; (come lo sono stati gli USA) e permettere a ogni nazione di mantenere la propria sovranità monetaria.</p>



<h3 id="confronto">Confronto</h3>



<figure class="wp-block-table"><table><thead><tr><th>Caratteristica</th><th>Bancor (Keynes)</th><th>Sistema WLF (Trump-EAU)</th><th>Sistema mBridge (Oriente)</th></tr></thead><tbody><tr><td><strong>Riequilibrio</strong></td><td><strong>Obbligatorio:</strong> Tasse sui surplus eccessivi.</td><td><strong>Assente:</strong> Mercato libero e accumulo illimitato.</td><td><strong>In fase di studio:</strong> Accordi di compensazione tra Stati.</td></tr><tr><td><strong>Proprietà</strong></td><td>Internazionale (Pubblica)</td><td>Privata (Individui/Società)</td><td>Cooperativa (Banche Centrali)</td></tr><tr><td><strong>Filosofia</strong></td><td>Stabilità globale.</td><td>Efficienza e profitto privato.</td><td>De-dollarizzazione e autonomia.</td></tr></tbody></table></figure>



<p class="has-medium-font-size">In conclusione, mentre il sistema <strong>EAU-Trump</strong> è una &#8220;versione digitale e privata del dollaro&#8221; che premia chi accumula capitale, il sistema <strong>mBridge/BRICS</strong> sta evolvendo verso una forma di &#8220;Bancor moderno&#8221;.<br>Tuttavia, c&#8217;è un&#8217;ironia: il sistema privato è molto più <strong>veloce da usare</strong> perché non deve negoziare con nessuno (le regole le scrive il codice della piattaforma), mentre il sistema orientale deve mettere d&#8217;accordo governi molto diversi tra loro, rendendo il riequilibrio &#8220;alla Keynes&#8221; non facile da applicare politicamente.<br>Il primo è un sistema basato sulla libertà di accumulo privato incurante degli squilibri tra paesi che hanno storicamente causato i grandi conflitti mentre l’altro cerca un rapporto cooperativo e di equilibrio tra nazioni che previene le guerre e costruisce quotidianamente le condizioni della Pace.</p>



<p>NOTA [1]<br>Nel sistema economico che emerge da questo scenario del 2026, il rapporto tra <strong>Token</strong> e <strong>Stablecoin</strong> è esattamente quello che intercorre tra la <strong>merce</strong> e il <strong>denaro</strong>, anche se entrambi vivono esclusivamente in forma digitale su una blockchain. Sebbene dal punto di vista tecnico una stablecoin sia essa stessa un tipo di token, all&#8217;interno della piattaforma World Liberty Financial questi due strumenti ricoprono ruoli distinti ma perfettamente sincronizzati.<br>Il <strong>Token</strong> funge da <strong><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-red-color">rappresentante digitale di un bene reale</mark></strong>, quello che nel settore viene chiamato <em>Real World Asset</em> (RWA). Per capirci: quando si va in discoteca e si lascia il cappotto al guardaroba, viene dato un <strong>numerino di plastica</strong>. Quel numerino non è il cappotto, ma <em>rappresenta</em> il cappotto. Chiunque possieda quel numerino può reclamare il cappotto. La <strong>tokenizzazione</strong> fa la stessa cosa: prende un barile di petrolio (il cappotto) e crea un &#8220;numerino digitale&#8221; (il token) su una blockchain. Immaginiamolo come <strong><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-cyan-blue-color">un certificato di proprietà evoluto</mark></strong>: se gli Emirati decidono di vendere un milione di barili di petrolio, non spostano fisicamente i barili per ogni singola transazione, ma emettono un milione di token petroliferi. <strong>Possedere uno di questi token equivale legalmente a possedere un barile stoccato nei depositi di Fujairah</strong>. Questa tecnologia permette di &#8220;frazionare&#8221; beni pesanti e complessi, <strong>trasformando una materia prima fisica in un oggetto digitale leggero e scambiabile con la stessa facilità con cui si invia un&#8217;email</strong>.<br>La <strong>Stablecoin</strong>, come il dollaro digitale <strong>USD1</strong>, <strong><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-red-color">rappresenta invece la liquidità</mark></strong>, ovvero <strong><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-red-color">il mezzo di pagamento</mark></strong>. Facciamo un esempio: chi entra in un casinò dà 100 euro alla cassa e riceve 100 euro in <strong>fiche</strong>. Dentro il casinò, le fiche valgono esattamente come i soldi veri, ma sono più veloci da usare ai tavoli. Quando vuoi uscire, riconsegni le fiche e riprendi i tuoi euro. <strong>USD1</strong> funziona così: per ogni USD1 digitale che circola, la società (WLF) tiene un vero dollaro (o un titolo di stato sicuro) in cassaforte. <strong>Senza di essa, il sistema della tokenizzazione sarebbe monco, perché per comprare il petrolio digitale bisognerebbe comunque passare attraverso un bonifico bancario tradizionale, rientrando nei tempi lenti e nei controlli del sistema SWIFT</strong>. In pratica, se gli USA volessero bloccare i conti degli Emirati tramite il sistema bancario (SWIFT), non potrebbero farlo se gli Emirati usano <strong>USD1</strong>. Essendo una moneta gestita su una blockchain privata e non dalla Federal Reserve, il governo americano non ha il &#8220;telecomando&#8221; per spegnere quelle transazioni. <mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-cyan-blue-color"><strong>La stablecoin permette, quindi, di chiudere il cerchio: è il contante digitale che mantiene sempre lo stesso valore del dollaro americano, fornendo la stabilità necessaria per il commercio internazionale senza subire le oscillazioni di valore (volatilità) tipiche delle criptovalute comuni come il Bitcoin</strong>.</mark><br>Il legame operativo tra i due è definito <strong>regolamento atomico</strong>. In una transazione tradizionale, il passaggio del denaro e il trasferimento del titolo di proprietà avvengono in momenti diversi e richiedono giorni di verifiche tra banche. In questo nuovo contesto, <strong>il contratto intelligente (<em>smart contract</em>) che governa la piattaforma assicura che il Token del petrolio e la Stablecoin passino di mano nello stesso identico istante</strong>. Se l&#8217;acquirente indiano invia 80 <strong>USD1</strong>, riceve immediatamente il <strong>Token</strong> del barile; se uno dei due elementi manca, la transazione semplicemente non avviene.<br>Questo rapporto simbiotico crea un&#8217;economia &#8220;a circuito chiuso&#8221; che è alla base della strategia degli Emirati e di Trump. <strong><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-red-color">Poiché sia la merce che il denaro sono digitalizzati e gestiti su una piattaforma privata, l&#8217;intera compravendita di energia avviene al di fuori del raggio d&#8217;azione delle banche centrali e dei governi.</mark></strong> È questa integrazione totale tra l&#8217;asset tokenizzato e la valuta digitale che permette di rendere il petrolio un bene fluido, scambiabile istantaneamente e totalmente immune alle sanzioni finanziarie tradizionali, segnando la vera fine dell&#8217;era del petrodollaro inteso come strumento di potere statale. Il rapporto tra <strong>Token</strong> e <strong>Stablecoin</strong> è quello che c&#8217;è tra la <strong>merce</strong> e il <strong>denaro</strong>, ma in versione interamente digitale e &#8220;senza banche&#8221;.<br>Sebbene tecnicamente una Stablecoin sia essa stessa un tipo di token, nel sistema UAE-Trump (World Liberty Financial) svolgono due ruoli distinti e complementari.<br>Vediamo il sistema in azione: L&#8217;India compra petrolio dagli Emirati. Invece di inviare miliardi di dollari &#8220;vecchio stile&#8221; tramite banche americane, invia <strong>miliardi di token USD1</strong>. Gli Emirati ricevono il pagamento all&#8217;istante e lo usano per comprare tecnologia o investire altrove, il tutto senza che una singola banca a Washington possa mettere bocca o bloccare l&#8217;operazione. Riassumendo: La <strong>tokenizzazione</strong> trasforma il <strong>petrolio</strong> in un &#8220;gettone&#8221; digitale. <strong>USD1</strong> trasforma il <strong>dollaro</strong> in una &#8220;fiche&#8221; digitale veloce e non sanzionabile. Insieme, questi due strumenti permettono agli Emirati di commerciare con il resto del mondo su un mercato completamente digitale e privato, rendendo l&#8217;OPEC e il vecchio sistema dei petrodollari obsoleti.</p>



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		<title>Se si abbassasse lo scudo delle agenzie di rating sarebbe la fine dell&#8217;eccezionalismo finanziario americano. Perché dollaro su oro giù?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesco Cappello]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 22 Mar 2026 12:38:16 +0000</pubDate>
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<h2 id="lo-scudo-delle-agenzie-di-rating-e-l-unica-cosa-che-oggi-permette-agli-stati-uniti-di-continuare-ad-accumulare-debiti-enormi-a-costi-relativamente-bassi-una-volta-rimosso-questo-scudo-il-capitale-finanziario-accelererebbe-drasticamente-la-sua-migrazione-verso-est-segnando-la-fine-dell-eccezionalismo-finanziario-americano-il-dollaro-e-diventato-cosi-raro-e-necessario-che-tutti-sono-disposti-a-svendere-l-oro-pur-di-averlo-questo-a-causa-dell-aumento-dell-aumento-dei-prezzi-dell-energia-che-richiede-piu-dollari-di-quanti-il-sistema-bancario-sia-disposto-a-prestare">Lo &#8220;scudo&#8221; delle agenzie di rating è l&#8217;unica cosa che oggi permette agli Stati Uniti di continuare ad accumulare debiti enormi a costi relativamente bassi. Una volta rimosso questo scudo, il capitale finanziario accelererebbe drasticamente la sua migrazione verso est&nbsp;segnando la fine dell&#8217;eccezionalismo finanziario americano. <br><strong>Il dollaro è diventato così raro e necessario che tutti sono disposti a svendere l&#8217;oro pur di averlo</strong>. <strong>Questo a causa dell’aumento dell’aumento dei prezzi dell&#8217;energia che richiede più dollari di quanti il sistema bancario sia disposto a prestare</strong></h2>



<p class="has-medium-font-size">L’economia globale sta subendo un vero e proprio trauma da arresto circolatorio. La paralisi dello Stretto di Hormuz ha innescato un effetto domino che ha raggiunto settori apparentemente lontani, come l&#8217;alta tecnologia e l&#8217;agricoltura di precisione, con aumenti che rendono il quadro ancora più fosco vedi nota [1].</p>



<p class="has-medium-font-size">Questo scenario conferma l&#8217;ipotesi di una &#8220;liquidazione forzata&#8221;: quando tutto ciò che serve per produrre e muovere merci costa il doppio, la stabilità finanziaria dell&#8217;Occidente diventa una finzione che solo il silenzio delle agenzie di rating riesce ancora, a fatica, a proteggere.</p>



<p><strong>Inganno, tradimento e omertà finanziaria</strong></p>



<p class="has-medium-font-size">Il sipario si solleva su quella che le cronache ufficiali dipingono come un’ineluttabile collisione geopolitica, ma che a un’analisi più attenta rivela la sua vera natura di sofisticata manovra finanziaria giocata con mazzi truccati.</p>



<p><strong>Mentre l’attenzione collettiva è ipnotizzata dai movimenti cinetici delle truppe, nelle cripte dell’alta finanza si sta consumando un’operazione di chirurgia economica che mira a un obiettivo duplice: l&#8217;estrazione dell&#8217;ultimo atomo di profitto dal sistema dollaro e il sistematico smantellamento della presidenza Trump</strong></p>



<p class="has-medium-font-size">Il primo enigma che ci interroga riguarda l&#8217;oro, quel barometro dell&#8217;ansia globale che, paradossalmente, declina proprio mentre i venti di guerra soffiano più forte. In ogni canone storico, il metallo prezioso dovrebbe rifulgere nelle fasi di incertezza; eppure, assistiamo a una sua flessione speculare all’ascesa del dollaro.<br>Ma attenzione, non si tratta di una ritrovata fiducia nell&#8217;economia reale americana, bensì di una spietata crisi di astinenza monetaria. Una crisi di liquidità (vedi nota [2]). Con il prezzo dell&#8217;energia che lievita a causa delle ostilità, il mondo si ritrova a mendicare dollari per onorare le transazioni vitali.<br>Poiché il sistema bancario internazionale, paralizzato dal rischio, ha sigillato le linee di credito, gli investitori sono costretti a una &#8220;liquidazione forzata&#8221;: svendono l&#8217;oro per ottenere quella liquidità in dollari diventata rara e preziosa come ossigeno in alta quota.</p>



<p class="has-medium-font-size">In questo scenario agisce l&#8217;élite dei grandi capitali speculativi — quei nuclei di potere finanziario che muovono i mercati globali.</p>



<p class="has-medium-font-size">Questi architetti del profitto hanno orchestrato la più classica delle trappole: dopo aver alimentato le aspettative di rialzo sui beni rifugio hanno ora innescato vendite massicce, lucrando sulla disperazione dei piccoli risparmiatori rimasti intrappolati nel crollo. Mentre queste entità accumulano ricchezze sulle oscillazioni del mercato, esse ottengono un vantaggio collaterale non trascurabile: l’erosione della Trumpeconomics.<br>La domanda di dollari causata dalla crisi di liquidità ne ha alzato il valore in modo patologico per l’economia americana.<br>Un dollaro artificialmente forte agisce infatti come una zavorra sulle esportazioni americane, mentre l’inflazione derivante dai costi energetici obbliga la Federal Reserve a mantenere tassi d&#8217;interesse elevati, trasformando le promesse di rinascita industriale in un cumulo di debiti inesigibili.</p>



<p class="has-medium-font-size">Tuttavia, sorge spontanea una domanda: come può una nazione con una probabilità di recessione del sessanta per cento conservare un giudizio di massima affidabilità presso le agenzie di rating? La risposta risiede in un’omertà finanziaria sistemica. Se i guardiani del credito osassero declassare i titoli di Stato americani, l’intero edificio della finanza mondiale collasserebbe istantaneamente. Il debito degli Stati Uniti è infatti l’unità di misura universale; se si ammettesse che il metro è fallato, ogni altra valutazione sul pianeta diventerebbe priva di senso.<br>Le agenzie di rating, lungi dall&#8217;essere arbitri imparziali, stanno perciò rispondendo a logiche di proprietà incrociata. Bisogna tener presente che i loro principali azionisti sono i medesimi giganti della gestione patrimoniale globale — realtà come BlackRock o Vanguard — che detengono nei loro portafogli oceani di debito pubblico statunitense. Declassare quegli asset significherebbe ammettere che i fondi pensione di milioni di lavoratori sono colmi di titoli deteriorati. Se questi crollassero trascinerebbero con sé la domanda interna statunitense con un tracollo catastrofico dei consumi.<br>￼È un circuito chiuso dove il controllore è socio del controllato, un gioco di prestigio volto a nascondere l&#8217;insolvenza sotto il tappeto della credibilità formale.</p>



<p class="has-medium-font-size">In tale prospettiva, il conflitto in Medio Oriente appare come una magistrale cortina fumogena. Mentre il dibattito pubblico si perde in analisi strategiche, i grandi gestori del risparmio globale stanno operando il definitivo trasferimento di ricchezza verso nuovi approdi.</p>



<p class="has-medium-font-size">Una volta esaurita la capacità di estrazione dal vecchio continente americano e ridotta la politica nazionale a un’impotente incoerenza, questi flussi di capitale non avranno alcuno scrupolo a migrare verso i mercati asiatici, lasciando l&#8217;Occidente a fare i conti con un castello di carte che non ha più nessuno pronto a sostenerlo.</p>



<p class="has-medium-font-size"><strong>Se le agenzie di rating</strong> dovessero cedere alla realtà dei fatti e declassare il debito pubblico degli Stati Uniti, ci troveremmo di fronte a un evento di portata sismica, capace di polverizzare l&#8217;architettura finanziaria su cui poggia il risparmio mondiale. La quota del 40% detenuta dai grandi fondi d&#8217;investimento e dai gestori patrimoniali non è solo un numero: è il pilastro portante di un intero ecosistema che, in caso di declassamento, subirebbe un effetto domino devastante.<br>Il primo e più immediato effetto sarebbe una &#8220;liquidazione forzata&#8221; senza precedenti. Molti fondi pensione, fondi comuni e assicurazioni hanno per statuto l&#8217;obbligo di investire esclusivamente in titoli considerati di &#8220;massima sicurezza&#8221; (il cosiddetto grado AAA o Investment Grade). Se il titolo americano perdesse questa qualifica, questi colossi sarebbero legalmente costretti a vendere istantaneamente miliardi di dollari in obbligazioni. Poiché tutti cercherebbero di vendere nello stesso momento e nessuno vorrebbe comprare un titolo &#8220;degradato&#8221;, il prezzo dei titoli di Stato crollerebbe, provocando un aumento verticale dei tassi d&#8217;interesse americani.<br>Questo balzo dei tassi d&#8217;interesse agirebbe come una ghigliottina sulla politica economica di qualsiasi amministrazione, inclusa quella di Trump. Con tassi d&#8217;interesse alle stelle, il costo per ripagare il debito pubblico diventerebbe la voce di spesa principale dello Stato, prosciugando le risorse per la difesa, le infrastrutture e il welfare. Inoltre, poiché il debito americano è usato come &#8220;collaterale&#8221; (ovvero come garanzia) per quasi tutti i prestiti tra banche nel sistema dell&#8217;Eurodollaro, una sua perdita di valore creerebbe un buco nero nei bilanci bancari globali. Le banche si ritroverebbero improvvisamente con garanzie che valgono meno, scatenando una crisi di solvibilità che farebbe apparire il crollo del 2008 come una semplice turbolenza estiva.<br>Per i giganti come BlackRock, Vanguard e State Street, il declassamento rappresenterebbe un disastro reputazionale e operativo. Questi gestori hanno inserito i titoli americani in milioni di portafogli dei lavoratori di tutto il mondo, spacciandoli per l&#8217;investimento più sicuro del pianeta. Un declassamento significherebbe ammettere che il &#8220;cuore&#8221; del risparmio globale è, in realtà, un asset rischioso. La fuga di capitali che ne seguirebbe non colpirebbe solo i titoli pubblici, ma si estenderebbe alle borse e alle obbligazioni societarie, poiché se il &#8220;metro&#8221; (il debito USA) fallisce, non esiste più una base certa per dare un prezzo a nient&#8217;altro.<br>In ultima analisi, <strong>il declassamento segnerebbe la fine dell&#8217;eccezionalismo finanziario americano</strong>. Lo &#8220;scudo&#8221; delle agenzie di rating è l&#8217;unica cosa che oggi permette agli Stati Uniti di accumulare debiti enormi a costi relativamente bassi. <strong>Una volta rimosso questo scudo, il capitale finanziario accelererebbe drasticamente la sua migrazione verso est</strong>. Il mondo si dividerebbe in blocchi monetari diversi e<strong> il dollaro perderebbe il suo status di moneta di riserva</strong>, lasciando gli Stati Uniti in una depressione economica caratterizzata da inflazione alta e crescita zero o addirittura negativa, proprio quella trappola da cui la finanza mondiale, dopo aver banchettato sulle macerie, cercherà di fuggire spostandosi verso i mercati asiatici.</p>



<p class="has-medium-font-size">[1] Nel settore dei semiconduttori, si registra un&#8217;impennata drammatica per materiali critici come il Gallio, il cui prezzo è più che raddoppiato raggiungendo i 2.100 dollari al chilogrammo. Questo metallo, essenziale per i chip dei radar, dei moduli 5G e dei server per l&#8217;intelligenza artificiale, risente della combinazione esplosiva tra i costi energetici di estrazione e le restrizioni all&#8217;esportazione.<br>Anche i gas rari come il Neon, fondamentale per i laser che incidono i microchip, hanno subito rincari superiori al 45%, poiché la logistica globale è ormai ostaggio dei premi assicurativi bellici.<br>Il comparto dei metalli industriali non è da meno. Il Rame, che anticipa i cicli economici, ha sfiorato il record storico di 14.500 dollari per tonnellata. Questo aumento non è guidato solo dalla domanda, ma dalla scarsità di Zolfo. Il Golfo Persico è uno dei principali esportatori mondiali di questo elemento, necessario per produrre l&#8217;acido solforico usato nell&#8217;estrazione del rame. Senza zolfo, le miniere in Africa e Sud America non riescono a produrre, portando il costo del rame a un +15-18% in poche settimane.<br>L&#8217;agricoltura globale sta entrando in una fase di emergenza alimentare. Oltre all’aumento dei fertilizzanti, il prezzo del Grano e del Mais sulle piazze di Chicago e Parigi ha segnato balzi tra il 12% e il 15%. Sebbene le scorte mondiali siano ancora discrete, il mercato scommette sulla carestia di domani: se i fertilizzanti a base di azoto (derivati dal gas naturale) rimangono troppo cari, i raccolti della prossima stagione saranno drasticamente inferiori. È una inflazione da fame che si somma a quella energetica.<br>Infine, il settore dei trasporti aerei e marittimi sta trasferendo questi costi direttamente sul consumatore finale. Il Cherosene (Jet Fuel) ha toccato punte di aumento del 90% in alcuni hub asiatici, costringendo le compagnie aeree a introdurre supplementi carburante che rendono i viaggi internazionali un lusso per pochi.<br>I dati sulle tariffe di nolo sono quelli che mostrano l&#8217;anomalia più violenta. Non si tratta solo di costi del carburante, ma di &#8220;premi assicurativi per rischio bellico&#8221; che le compagnie di navigazione devono pagare per transitare o circumnavigare l&#8217;area.<br>Il rialzo del Petrolio (+21%) è quasi una reazione moderata rispetto ai derivati. Il vero dramma si consuma nei prodotti raffinati e nel gas:<br>Carburante per aerei (+87%): L&#8217;impennata è dovuta alla combinazione di minori capacità di raffinazione nella regione e all&#8217;obbligo per le compagnie aeree di evitare lo spazio aereo iraniano e iracheno, allungando le rotte e aumentando la domanda di rifornimento.<br>GNL (+106%): Con il Qatar (uno dei massimi esportatori mondiali) impossibilitato a garantire transiti sicuri verso l&#8217;Europa e l&#8217;Asia, il prezzo del gas naturale liquefatto è letteralmente raddoppiato, scatenando il panico energetico invernale.<br>Aumenti per le Petroliere del 201%: Le grandi navi cisterna che trasportano oltre 2 milioni di barili hanno triplicato i costi di noleggio. Molti armatori si rifiutano di entrare nel Golfo Persico, riducendo drasticamente l&#8217;offerta di navi disponibili ed infatti si registrano<br>aumenti per le Metaniere del 529%: Questo balzo è senza precedenti. La scarsità di navi in grado di trasportare GNL in sicurezza (vedi Arctic Metagaz) ha creato un&#8217;asta globale dove solo i paesi più ricchi riescono ad assicurarsi una spedizione.<br>[2] Il fenomeno finanziario allarmante a cui si assiste è il crollo verticale e la <strong>liquidazione forzata</strong> di materie prime cruciali come oro, argento, rame e alluminio. Non si tratta di semplici vendite per profitto, ma di un segnale di una grave crisi di liquidità nel sistema monetario globale. siamo al cospetto di una <strong>liquidazione forzata:</strong> Quando i prezzi crollano in modo violento e coordinato (specialmente durante le ore di trading asiatiche), significa che qualcuno è costretto a vendere i propri asset per ottenere contanti (dollari) immediatamente. L&#8217;oro è Infattisceso verso i 4.500$, l&#8217;argento è crollato sotto i 70$ (perdendo il 12% in una sola mattina) e l&#8217;alluminio ha registrato la peggiore giornata dal 2018. <br><strong>Lo &#8220;Shock da Petrolio&#8221; diventa &#8220;Shock da Dollaro&#8221;</strong> Il petrolio e il gas naturale si pagano quasi esclusivamente in dollari. Quando il prezzo del petrolio schizza a causa del conflitto in Medio Oriente, le aziende che devono importare energia hanno bisogno improvvisamente di miliardi di dollari in più rispetto a quanto pianificato.<br>Poiché le banche globali sono diventate &#8220;avverse al rischio&#8221; (hanno paura di prestare), gli importatori (soprattutto in Asia) sono costretti a vendere i loro metalli preziosi (oro, argento) per recuperare i dollari necessari a pagare le bollette energetiche. <br>Il valore del dollaro non riflette lo stato dell&#8217;economia americana, ma la &#8220;facilità di circolazione&#8221; del denaro nel mondo. Quando il valore del dollaro sale troppo rispetto alle altre valute, non è un segno di forza, ma di <strong>scarsità</strong>. Significa che è diventato difficile e costoso trovare dollari per il commercio internazionale. Il dollaro è infatti la moneta universale perché è l&#8217;unica accettata ovunque per far muovere le merci. <br>Mentre si parla di inflazione (prezzi che salgono), il sistema monetario sta mostrando segnali di <strong>deflazione</strong>. Le banche stanno infatti chiudendo i rubinetti del credito privato. Questa mancanza di moneta circolante porta a vendite disperate di asset (come le materie prime), che è un comportamento tipico delle fasi deflattive. Le banche e gli investitori accumulano dollari per paura, togliendoli dal circolo produttivo e aggravando la crisi. Prima della crisi, il dollaro era relativamente &#8220;economico&#8221;. Quando il dollaro inizia a salire partendo da una base bassa, l&#8217;impatto sui mercati finanziari è molto più violento e distruttivo rispetto a quando il dollaro è già alto. Questo spiega perché l&#8217;oro e le altre materie prime abbiano subito una flessione in tempi di guerra in modo così insolito. La crisi di liquidità globale sta costringendo i mercati a svendere l&#8217;oro e i metalli per ottenere dollari. <strong>Questo a causa dell’aumento dell’aumento dei prezzi dell&#8217;energia che richiede più dollari di quanti il sistema bancario sia disposto a prestare</strong>. Questo indica che l&#8217;economia globale sta entrando in una fase di instabilità finanziaria che va ben oltre il semplice prezzo dell&#8217;oro o del petrolio. In pratica, <strong>non è che l&#8217;oro valga meno; è che il dollaro è diventato così raro e necessario che tutti sono disposti a svendere l&#8217;oro pur di averlo.</strong></p>



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		<title>L&#8217;orizzonte bellico dell&#8217;Occidente fin lassù, in cima al mondo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesco Cappello]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 07 Sep 2025 07:45:49 +0000</pubDate>
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<h2 id="il-mare-di-barents-a-nord-della-norvegia-e-della-russia-e-una-parte-dell-oceano-artico-in-questo-momento-la-nato-sta-intensificando-le-sue-attivita-militari-nella-zona-nel-frattempo-si-apre-il-fronte-gi-guerra-caraibico-l-unico-modo-di-controllare-gli-altri-paesi-che-possiedono-materie-prime-e-organizzazione-produttiva-e-quello-illusorio-di-controllarli-militarmente-la-costruzione-di-una-fortezza-statunitense-come-una-israele-atlantica">Il Mare di Barents, a nord della Norvegia e della Russia, è una parte dell’Oceano Artico. In questo momento, la NATO sta intensificando le sue attività militari nella zona. Nel frattempo si apre il fronte gi guerra caraibico. <mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-black-color"><strong>L’unico modo di controllare gli altri paesi che possiedono materie prime e organizzazione produttiva è quello (illusorio) di controllarli militarmente</strong>. <strong>La costruzione di una</strong> <strong>fortezza statunitense come una Israele atlantica</strong></mark></h2>



<div class="wp-block-image is-style-rounded"><figure class="alignleft size-full"><img loading="lazy" width="256" height="197" src="https://www.francescocappello.com/wp-content/uploads/2025/09/image.jpeg" alt="" class="wp-image-16530"/></figure></div>



<p class="has-medium-font-size">Le forze della NATO conducono pattugliamenti congiunti tra Stati Uniti e Norvegia nel Mare di Barents, ufficialmente con l’obiettivo di monitorare l’attività dei sottomarini russi, in particolare quelli della classe Yasen. Sono stati utilizzati anche aerei di pattugliamento marittimo, come il P-8 Poseidon. Nella stessa zona, la Marina russa ha condotto esercitazioni antisommergibile e ha simulato l’intercettazione di sottomarini nucleari.<br>Recentemente il comandante <strong>Christopher Donahue</strong>, responsabile delle forze statunitensi in Europa e Africa, con una carriera prevalente nelle operazioni speciali, ha pubblicamente dichiarato, come farebbe un qualsiasi bullo, che la NATO potrebbe neutralizzare velocemente le difese russe e <strong>prendere Kaliningrad in poche ore</strong>. Un chiaro tentativo di intimidazione attraverso esercitazioni di attacco militare su strutture russe nella speranza che la Russia possa piegarsi al volere occidentale.<br>La Russia ha avvertito che <strong>un’azione militare contro Kaliningrad potrebbe scatenare una risposta immediata e molto forte, anche con l’uso di armi nucleari</strong>.</p>



<h3 id="la-militarizazione-progressiva-dell-artico"><strong>La militarizazione progressiva dell&#8217;Artico</strong></h3>



<p class="has-medium-font-size">Negli ultimi anni, l’Artico ha visto diverse esercitazioni militari di rilievo. Tra le più recenti, nel marzo 2024 si è tenuta l’esercitazione NATO chiamata “<strong>Nordic Response 2024</strong>”, che ha coinvolto circa 20.000 soldati di 13 nazioni, <strong>compresi 800 marinai italiani</strong>. Inoltre, a febbraio 2024, <strong>l’Esercito Italiano ha condotto l’esercitazione “Volpe Bianca 2024” in Alto Adige, testando le capacità delle Truppe Alpine in ambienti invernali</strong>. Anche nel marzo 2025 si è tenuta la <strong>seconda edizione di “Volpe Bianca”</strong>, sempre <strong>con oltre 1.300 militari impegnati in operazioni artiche e subartiche</strong>. Gli Stati Uniti stanno rafforzando la loro presenza nella regione anche con altre iniziative, come ad esempio un programma per la costruzione di circa 70-90 rompighiaccio nei prossimi dieci anni.</p>



<p class="has-medium-font-size"><strong>La Norvegia</strong> è un membro fondatore della NATO, quindi fa parte dell’alleanza dal 1949. In Norvegia, ad esempio, sono presenti almeno 12 basi militari statunitensi. Nella regione di Troms è stato istituito un <strong>nuovo centro anfibio della NATO</strong>, che funge da base di addestramento per le forze alleate, incluse quelle statunitensi, olandesi e britanniche, con un focus particolare sulle operazioni in condizioni artiche. Nel 2024, la Norvegia ha destinato circa il 2,2% del suo PIL alla spesa militare, che corrisponde a circa 10,5 miliardi di dollari assicurando di arrivare al 5% entro il 2035.</p>



<p class="has-medium-font-size"><strong>La Finlandia</strong> è entrata ufficialmente nella NATO il 4 aprile 2023, diventando il 31° membro dell’Alleanza Atlantica Il <strong>4 aprile 2023</strong>, abbandonando dopo quasi 80 anni la sua posizione di neutralità militare. Questo ha raddoppiato la lunghezza del confine tra la NATO e la Russia, portandolo a oltre 2.500 chilometri. <strong>La Finlandia ha firmato un accordo di difesa nel dicembre 2023 che concede agli Stati Uniti l’accesso a 15 basi già esistenti</strong>. Questo accordo è stato approvato all’unanimità dal Parlamento finlandese nel luglio 2024. Inoltre, <strong>nel settembre 2024, è stato istituito un comando terrestre della NATO a Mikkeli, che si trova a circa 200 chilometri dal confine russo</strong>. Nel 2024, la Finlandia ha destinato circa il 2,3% del suo PIL alla spesa militare, con un ammontare di circa 7 miliardi di dollari assicurando gli USA di incrementarla sino al 5% entro il 2035.</p>



<p class="has-medium-font-size">Successivamente anche <strong>la Svezia</strong>, dopo circa due secoli di neutralità, l’11 marzo 2024, è entrata, diventando così il 32° membro dell’Alleanza Atlantica. <strong>La Svezia ha messo a disposizione degli USA l’uso di 17 basi militari</strong>. Gli Stati Uniti hanno, inoltre, approvato la <strong>vendita di 11 sistemi di lancio HIMARS con gittata sino a 300 km</strong>, con consegne previste tra il 2028 e il 2029.</p>



<h3 id="obiettivo-venezuela-detentore-delle-piu-grandi-riserve-di-petrolio-al-mondo"><strong>Obiettivo Venezuela &#8211; detentore delle più grandi riserve di petrolio al mondo</strong></h3>



<p class="has-medium-font-size">Per legittimare la proprio azione terroristica, gli Stati Terroristi Uniti giustificano l’operazione come parte della lotta ai cartelli della droga, accusando il presidente Maduro e il suo governo di collaborare con il “Cartello dei Soli”, il cartello di Aragua e il cartello di Sinaloa.</p>



<p class="has-medium-font-size">In Sudamerica, dopo il 7 agosto 2025, il Dipartimento di Giustizia e il Dipartimento di Stato statunitensi hanno raddoppiato la <strong>taglia sulla testa di Maduro, portandola da 25 milioni di dollari a 50 milioni di dollari</strong> per informazioni che conducano al suo arresto o alla sua condanna.</p>



<p class="has-medium-font-size">Il 2 settembre 2025 — un’imbarcazione nel Mar dei Caraibi meridionale, in acque internazionali, è stata colpita e affondata da un attacco aereo della Marina statunitense. 11 le vittime. Non è emersa nessuna vera prova che si trattasse di un narcotrafficanti. Il segretario di Stato Marco Rubio ha spiegato che l’attacco è stato ordinato da Trump nonostante il potenziale per intercettare l’imbarcazione (interdiction), per trasmettere un messaggio di deterrenza al narcotraffico. <strong>Non servono arresti né processi. In pratica, un massacro extragiudiziale.</strong></p>



<p class="has-medium-font-size">Dopo l’invio da parte di Washington di tre cacciatorpediniere missilistici e del sottomarino nucleare USS Newport News, che Caracas ha definito un atto di intimidazione, gli Stati Terroristi Uniti hanno ora dispiegato dieci aerei F-35 a Porto Rico, aerei a vettore nucleare contro il narcotraffico. </p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
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<p class="has-medium-font-size">Recentemente, il 5 settembre 2025, il presidente Trump ha firmato un ordine esecutivo per rinominare il Dipartimento della Difesa in “<strong>Dipartimento della Guerra</strong>”, ripristinando un nome che risale a prima del 1947.</p>



<p class="has-medium-font-size">Continuare a provocare la Russia la più grande potenza nucleare al mondo non si spiega se non considerando il fatto che i paesi occidentali con le loro economie ormai finanziarizzate e indebitati, impiccati all’uso della moneta a debito, sempre più dissociate dall’economia reale avviata alla de industrializzazione forzata si trovano ora in netto svantaggio rispetto al resto del mondo che si sta riorganizzando al di fuori di questo modello parassitario che ha oltre alla de industrializzazione accelera la dedollarizzazione, il perno su cui si fondava il dominio statunitense sul resto del mondo a partire dall&#8217;ultimo dopoguerra. Questo modello di dominio globale era stato reso possibile da un sistema coloniale di sfruttamento delle risorse altrui con sistematici cambi di regimi imposti e dall’assoggettamento ai propri interessi delle grandi manifatture come quella cinese (la fabbrica del mondo) e in parte quelle europee, grazie all’euro.<br>Poiché l&#8217;Occidente ha perso qualsiasi primato anche scientifico-tecnologico ed economico e si sta velocissimamente de industrializzando, <strong><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-red-color">l’unico modo di controllare gli altri paesi che possiedono materie prime e organizzazioni produttiva è quello di controllarli militarmente</mark></strong>. Il declino però si misura sul fatto che anche da questo punto di vista il mondo occidentale vive ormai di rendita, perché il complesso militare industriale, malgrado la volontà di instaurazione di economia di guerra soffre anche lui della mancanza di materie prime (terre rare dell’Ucraina, petrolio del Venezuela, Iran, Libia, artico e Groenlandia, Canada) e di organizzazione industriale produttiva. I dazi non possono certamente risolvere una situazione che è ormai strutturalmente difficilissima per l’isolamento progressivo del mondo occidentale. Da una parte, nel nuovo mondo, un modello secondo cui la finanza è un servizio pubblico al servizio delle economie produttive e dello sviluppo dei paesi del sud globale creando moneta e credito destinati a investimenti produttivi. Dall’altra acquisizioni aziendali predatorie, leva finanziaria e montagne di debito.</p>



<p class="has-medium-font-size">Nel mondo si stanno confrontando due modelli economici, politici e sociali. Da una parte il neoliberismo selvaggio, imperialista, colonialista e razzista che ha progressivamente smantellato le leggi internazionali e le sue istituzioni, che ha portato alla finanziarizzazione speculativa e alla deindustrializzazione, dall’altra un modello collaborativo tra Stati autonomi e sovrani fondato sui principi della Carta delle Nazioni Unite. <br>L&#8217;attuale amministrazione statunitense nell&#8217;ambivalenza strategica del suo principale protagonista, il presidente Trump, sembra alternarsi tra una strategia, ormani vana, di reimposizione dell&#8217;egemonia unipolare USA sul resto del mondo ormai irrimediabilmente perduta e dall&#8217;altra, consapevole che la guerra potrebbebbe ora essere importata sul proprio territorio, <strong><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-red-color">nella costruzione di una</mark></strong> <strong><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-red-color">fortezza statunitense come una Israele atlantica</mark></strong> protetta illusoriamente da dazi e <strong>“Golden Dome”</strong>, lo <strong>scudo multilivello</strong> in grado di intercettare missili balistici, ipersonici, cruise avanzati e altre minacce aeree, in ogni fase—prima del lancio, nel volo e nella discesa dal costo stimato da Trump di circa <strong>175 miliardi di dollari</strong> ma che secondo il Congressional Budget Office, la componente spaziale da sola potrebbe costare fino a <strong>542 miliardi</strong> nei prossimi 20 anni.</p>



<p class="has-medium-font-size">Tralasciamo infine il tentativo di voler capire <strong>l&#8217;idiocrazia europea</strong> che usa lo spauracchio russo per alimentare la volontà di guerra atta a costruire un&#8217;armata brancaleone capace di puntellare il sistema Europa, in rapido e irreversibile isolamento e suicida declino. <br>Tanto va la gatta al lardo che ci lascia lo zampino.</p>



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		<title>La diplomazia russo-cinese riporta la Pace laddove gli USA avevano seminato la guerra</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesco Cappello]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Jul 2023 08:47:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[#perunmondosenzaguerre]]></category>
		<category><![CDATA[Fuori l'Italia dalla guerra]]></category>
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					<description><![CDATA[Russia e Cina hanno avviato una vera e propria rivoluzione diplomatica Mentre la diplomazia dell&#8217;Unione europea, per bocca di Joseph Borrell, che aveva definito le autorità di Mosca “regime fascista”, dichiara l&#8217;Europa un &#8220;giardino&#8221; e il resto del mondo una &#8220;giungla&#8221;, nel resto del mondo Russia e Cina hanno avviato una vera e propria rivoluzione&#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div style='display:none;' class='shareaholic-canvas' data-app='share_buttons' data-title='La diplomazia russo-cinese riporta la Pace laddove gli USA avevano seminato la guerra' data-link='https://www.francescocappello.com/2023/07/10/la-diplomazia-russo-cinese-riporta-la-pace-laddove-gli-usa-avevano-seminato-la-guerra/' data-app-id-name='category_above_content'></div>
<h2 class="has-text-align-center" id="russia-e-cina-hanno-avviato-una-vera-e-propria-rivoluzione-diplomatica">Russia e Cina hanno avviato una vera e propria rivoluzione diplomatica</h2>



<div class="wp-block-image is-style-rounded"><figure class="alignleft is-resized"><img loading="lazy" src="https://cdn.i-scmp.com/sites/default/files/styles/1200x800/public/d8/images/canvas/2023/07/04/e70e1430-12cc-4516-8f3c-b720d09a6523_4ad1c476.jpg?itok=Bjot_JNz&amp;v=1688466654" alt="China cancels trip by top EU diplomat Josep Borrell | South China Morning  Post" width="438" height="292"/><figcaption>J. Borrell &#8211; Alto rappresentante dell&#8217;Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza</figcaption></figure></div>



<p class="has-medium-font-size">Mentre la diplomazia dell&#8217;Unione europea, per bocca di Joseph Borrell, che aveva definito le autorità di Mosca <strong>“regime fascista”</strong>, dichiara<strong> l&#8217;Europa un &#8220;giardino&#8221; e il resto del mondo una &#8220;giungla&#8221;</strong>, nel resto del mondo Russia e Cina hanno avviato una vera e propria rivoluzione diplomatica. <br>Ecco <a href="https://www.eeas.europa.eu/eeas/european-diplomatic-academy-opening-remarks-high-representative-josep-borrell-inauguration_en">la dichiarazione di Borrell</a> proferita nel corso dell’inaugurazione a Bruges del nuovo programma di studi dell’Accademia diplomatica europea che dovrebbe formare i futuri diplomatici della Ue: «<em>Sì, <strong>l&#8217;Europa è un giardino</strong>. Abbiamo costruito un giardino. <strong>Tutto funziona</strong>. È la migliore combinazione di libertà politica, prosperità economica e coesione sociale che l&#8217;umanità sia riuscita a costruire: le tre cose insieme</em> (&#8230;)<em> <strong>La maggior parte del resto del mondo è una giungla e la giungla potrebbe invadere il giardino</strong>. I giardinieri dovrebbero occuparsene, ma non proteggeranno il giardino costruendo muri. Un bel giardinetto circondato da alte mura per impedire l&#8217;ingresso della giungla non sarà una soluzione</em> (&#8230;) <em><strong>I giardinieri devono andare nella giungla</strong>. Gli europei devono essere molto più coinvolti con il resto del mondo. <strong>Altrimenti il ​​resto del mondo ci invaderà</strong>, in modi e mezzi diversi</em> (&#8230;) <em>questa guerra è stata un&#8217;occasione per l&#8217;Unione europea di essere più assertiva e di spingere per la creazione di una posizione europea – <strong>dal lato della politica estera e anche dal punto di vista militare e di difesa</strong>»<strong>.</strong></em></p>



<p class="has-medium-font-size">e la <strong>Dichiarazione congiunta sulla cooperazione UE-NATO</strong> del 10 gennaio:<br>L&#8217;Occidente unito «<em>mobiliterà ulteriormente l&#8217;insieme degli strumenti a nostra disposizione, siano essi politici, economici o militari, per perseguire i nostri obiettivi comuni <strong>a beneficio del nostro miliardo di cittadin</strong>i</em>».</p>



<p class="has-medium-font-size"><strong>Da una parte</strong> l&#8217;impero egemonico angloamericano, a cui è asservita l&#8217;Ue, intrappolato nella pratica sistematica del <em>Divide et Impera</em>, che ricorre all&#8217;imposizione basata sulla minaccia della forza e l&#8217;esercizio esplicito della violenza militare, che continua a non farsi scrupolo a sfruttare le più violente ingerenze sostenendo dittatture locali ed alimentando &#8220;terrorismi&#8221; finalizzati al <em>regime change</em> (cambio di regime) con la volontà sistematica di utilizzare risorse altrui, rendite di posizione, per propri interessi, <strong>dall&#8217;altra</strong> il perseguimento di rapporti collaborativi, alla pari, alla ricerca del reciproco vantaggio in logica relazionale <em>win win</em> nel rispetto delle identità nazionali e delle civiltà di appartenenza. </p>



<p class="has-medium-font-size"><strong>Le diplomazie russe e cinesi stanno operando una vera e propria offensiva diplomatica in Medioriente rifondando la speranza di Pace</strong> in un&#8217;area devastata dalle guerre volute dagli USA, un&#8217;area che rappresenta più di un terzo della produzione mondiale di petrolio, di cui l&#8217;economia occidentale non potrà fare a meno per molti decenni a venire. <br>Sta accadendo che i diversi Paesi arabi sunniti diano ora maggior credito alla mediazione russo-cinese che alle promesse occidentali per controllare la minaccia sciita iraniana. La grande svolta diplomatica, con l&#8217;intermediazione della Cina, ridurrà l&#8217;eventualità di conflitti armati tra gli ex rivali del Medio Oriente, sia direttamente che in conflitti per procura.</p>



<h3 id="il-riavvicinamento-tra-iran-e-arabia-saudita">Il riavvicinamento tra Iran e Arabia Saudita</h3>



<div class="wp-block-media-text alignwide is-stacked-on-mobile"><figure class="wp-block-media-text__media"><img loading="lazy" width="751" height="522" src="https://www.francescocappello.com/wp-content/uploads/2023/06/IMG_7124.jpg" alt="" class="wp-image-9839 size-full" srcset="https://www.francescocappello.com/wp-content/uploads/2023/06/IMG_7124.jpg 751w, https://www.francescocappello.com/wp-content/uploads/2023/06/IMG_7124-300x209.jpg 300w, https://www.francescocappello.com/wp-content/uploads/2023/06/IMG_7124-640x445.jpg 640w" sizes="(max-width: 751px) 100vw, 751px" /></figure><div class="wp-block-media-text__content">
<p class="has-medium-font-size">L&#8217;Arabia saudita sunnita e l&#8217;Iran sciita, nemici storici, avevano rotto le relazioni diplomatiche nel 2016 dopo sette anni di conflitto. A marzo scorso l&#8217;annuncio di averle riavviate al termine di trattative, svolte con la mediazione del governo cinese, finalizzate a promuovere <em>&#8220;sicurezza, stabilità e prosperità&#8221;</em> in Medio Oriente. </p>
</div></div>



<p class="has-medium-font-size">Il conflitto tra <strong>Iran e Arabia Saudita</strong> aveva assunto la forma di guerra per procura, attraverso i rispettivi alleati nei vari contesti di crisi che hanno coinvolto lo Yemen, la Siria e il Libano (1) che beneficiano ora del processo di pacificazione in atto. L&#8217;iraniano <em>Hossein Amir-Abdollahian</em> e il saudita <em>Faycal ben Farhane</em> hanno dichiarato, in una nota congiunta: <em>&#8220;Le due parti hanno concordato di sviluppare la loro cooperazione in tutti i settori, al fine di garantire la sicurezza e la stabilità della regione&#8221;</em>. <strong>Nel 2015, i rapporti tra i due paesi si erano guastati dopo che l&#8217;Arabia Saudita e gli Emirati Arabi Uniti erano intervenuti nella guerra in Yemen</strong>. Il movimento <em>huthi</em> in linea con le desiderata iraniane aveva cacciato il governo sostenuto dai sauditi. Si è trattato di una guerra terrificante che ha ucciso, secondo stime ONU, oltre 130.000 yemeniti. </p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="299" height="169" data-id="10002"  src="https://www.francescocappello.com/wp-content/uploads/2023/07/yemen3.jpg" alt="" class="wp-image-10002"/></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="275" height="183" data-id="10005"  src="https://www.francescocappello.com/wp-content/uploads/2023/07/yemen2.jpg" alt="" class="wp-image-10005"/></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="275" height="183" data-id="10004"  src="https://www.francescocappello.com/wp-content/uploads/2023/07/yemen1.jpg" alt="" class="wp-image-10004"/></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="300" height="168" data-id="10003"  src="https://www.francescocappello.com/wp-content/uploads/2023/07/yemen4.jpg" alt="" class="wp-image-10003"/></figure>
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<p class="has-medium-font-size">Nello Yemen di oggi più di 23 milioni di persone soffrono per insufficienza di cibo e cure mediche a causa del conflitto. La guerra saudita, sostenuta dagli Stati Uniti, ha demolito le infrastrutture dello Yemen distruggendo fabbriche, strade, ponti, scuole, ospedali ecc. I<strong>l ministro degli esteri iracheno Fuad Hussein ha riferito che le parti hanno raggiunto un accordo su un memorandum d’intesa in dieci punti e riaffermato la volontà di rafforzare il cessate il fuoco nello Yemen.</strong></p>



<div class="wp-block-media-text alignwide is-stacked-on-mobile" style="grid-template-columns:46% auto"><figure class="wp-block-media-text__media"><video controls src="https://www.francescocappello.com/wp-content/uploads/2023/07/ArSauditaIranCina.mp4"></video></figure><div class="wp-block-media-text__content">
<p style="font-size:30px"><em>Scambio di prigionieri tra le parti, liberati dall’Arabia Saudita e dal gruppo ribelle Houthi, sostenuti dall&#8217;Iran, che controlla parte dello Yemen. Lo scambio ha riguardato quasi 900 prigionieri di guerra</em></p>
</div></div>



<p class="has-medium-font-size">L’ambasciatore saudita Walid Boukhari, ha dichiarato che <em><strong>«c’è sicuramente qualcosa di positivo per il Libano a seguito della distensione dei rapporti tra Iran e Arabia saudita»</strong></em><strong>.</strong> Il Libano, infatti, è stato decennale terreno di scontro tra i partiti legati alla Siria e all&#8217;Iran e quelli appoggiati dagli Usa e dall&#8217;Arabia Saudita.</p>



<p class="has-medium-font-size">Ovviamente questa &#8220;intrusione&#8221; diplomatica della Cina non ha fatto molto piacere agli USA. Il <em>NYT</em> titola: <a href="https://www.nytimes.com/2023/03/11/us/politics/saudi-arabia-iran-china-biden.html">&nbsp;L&#8217;accordo mediato dalla Cina sconvolge la diplomazia del Medio Oriente e sfida gli Stati Uniti</a>. Così <em>Fox News</em>: &#8220;<a href="https://www.foxnews.com/media/china-brokered-talks-between-saudi-arabia-iran-troubling-terrible-development-former-dni-warns">I colloqui mediati dalla Cina tra l&#8217;Arabia Saudita e l&#8217;Iran rappresentano uno sviluppo &#8216;preoccupante&#8217;, avverte l&#8217;ex DNI</a> (ex direttore dell&#8217;intelligence nazionale). Gli fa eco il canale televisivo statunitense <em>MSNBC news</em>: <a href="https://www.cnbc.com/2023/03/15/does-chinas-role-in-saudi-iran-rapprochement-represent-a-new-order-.html">&#8216;L&#8217;accordo saudita-iraniano mediato dalla Cina ha grandi ripercussioni per il Medio Oriente e gli Stati Uniti&#8217;&nbsp;</a></p>



<p class="has-medium-font-size">Se si pensa ai Paesi coinvolti nella Nuova Via della Seta risulta evidente l&#8217;interesse di Pechino nel mediare la distensione e la stabilizzazione regionale in tutta l&#8217;area mediorientale ma anche quella di &#8220;una comunità globale di futuro condiviso&#8221;.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignleft is-resized"><img loading="lazy" src="https://www.ansa.it/webimages/img_700/2019/3/22/29d1e7ca31d0785717dcc64bced20d5c.jpg" alt="" width="524" height="396"/></figure></div>



<p class="has-medium-font-size">La prima visita del Presidente <strong>Xi Jinping</strong> è stata in <strong>Kazakistan</strong> e a Samarcanda, in <strong>Uzbekistan</strong>  all’incontro della <strong>Shangai Cooperation Organization (SCO)</strong> del settembre 2022.<br>Il processo di normalizzazione in corso ha portato da una parte Teheran a riaprire la propria amabasciata a Riyad e dall&#8217;altra il Consolato generale iraniano a Gedda oltre all&#8217;ufficio di rappresentanza di Teheran presso l&#8217;organizzazione per la cooperazione islamica. </p>



<p class="has-medium-font-size">I ministri degli esteri iraniano <em>Hossein Amir-Abdollahian</em> e saudita <em>Faycal ben Farhane</em> in un comunicato congiunto a Pechino hanno dichiarato che «Il riavvicinamento tra Iran e Arabia Saudita contribuirà a promuovere <strong>sicurezza, stabilità e prosperita in Asia occidentale</strong>». I due ministri si sono impegnati a risolvere problemi riguardanti i voli diretti tra i due Paesi, il rilascio di visti di viaggio, il commercio e la cooperazione in materia di sicurezza.</p>



<p class="has-medium-font-size">In altra dichiarazione congiunta<strong> Iran e Arabia Saudita si definiscono «Nazioni fraterne»</strong>. I due ministri hanno ringraziato la Cina per averli ospitati e mediato la distensione. Secondo l&#8217;ambasciatore iraniano Keshavarzzadeh: <em><strong>«Gli sforzi diplomatici di Pechino per riunire Iran e Arabia Saudita stanno correggendo&nbsp;errori commessi dall’America.&nbsp;Pechino potrebbe svolgere un ruolo significativo nella mediazione del conflitto in Ucraina»</strong></em>. Per il <em>Global Times</em> la ripresa dei rapporti diplomatici e commerciali tra Iran e Arabia saudita <em>«Ha implicazioni geopolitiche di vasta portata ed è vista da molti come&nbsp;un duro colpo per l’influenza diplomatica degli Stati Uniti, ma anche come un risultato significativo per la Cina sulla scena politica internazionale»</em>. <br>Liu Zhongmin della <em>Shanghai International Studies University</em>, ha detto al <em>Global Times</em> che: </p>



<blockquote class="wp-block-quote is-style-default"><p>«E’ ovviamente difficile per l’Occidente comprendere la ragione fondamentale per cui la Cina può promuovere con successo la riconciliazione tra Arabia Saudita e Iran, perché la Cina segue un concetto e una politica diplomatica completamente diversi dalla strategia e dalla politica mediorientale dell’Occidente, ed è <strong>diversa dai comportamenti dell’Occidente che dividono la regione, incitano allo scontro e promuovono la cosiddetta trasformazione democratica, nonché pratiche dannose come la guerra per procura</strong>. Il successo con il quale la Cina può promuovere la riconciliazione e allentare le tensioni in Medio Oriente si basa su una solida base affinché la Cina conquisti la fiducia dei paesi del Medio Oriente accumulata dall’<strong>adesione a lungo termine ai cinque principi della coesistenza pacifica</strong>, e la loro storica amicizia con la Cina.<mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-red-color"> <strong>Nella nuova era, la Cina ha lanciato e proposto una serie di idee e pratiche tra cui una comunità globale di futuro condiviso, l’iniziativa Belt and Road, nonché la Global Development Initiative, la Global Security Initiative e la Global Civilization Initiative, che sono compatibili con i bisogni delle popolazioni del Medio Oriente che sono state a lungo travagliate da guerre, scontri e tensioni di civiltà</strong></mark>».<br>Il viceministro degli esteri cinese, ha concluso: <strong>«L’accordo raggiunto a Pechino tra Arabia Saudita e Iran è una vittoria per la pace. Non è solo una pratica della Global Security Initiative, ma una pratica di successo dell’idea della comunità globale del futuro condiviso».</strong></p></blockquote>



<p class="has-medium-font-size"><strong>La Turchia</strong> ha riconfermato Erdogan alla sua guida per i prossimi anni. Far parte della NATO non pare impedire alla Turchia di avvicinarsi ai BRICS e alla <strong>SCO</strong> (Shangai Cooperation Organization), un&#8217;organizzazione asiatica che ha come fine la sicurezza dei paesi membri, <strong>una sorta di Nato asiatica</strong>, alternativa alla NATO. Le dichiarazioni di Erdogan all&#8217;indomani delle elezioni lascerebbero intendere che la Turchia potrebbe in futuro lasciare la NATO scegliendo la SCO. Tutto da verificare ovviamente. La Turchia ha sempre giocato al confine tra i due mondi&#8230; </p>



<h3 id="turchia-siria-iran">TURCHIA &#8211; SIRIA &#8211; IRAN </h3>



<p class="has-medium-font-size"><strong>Della Turchia</strong> ricordiamo il tentativo di mediazione di una proposta di pace tra Russia e Ucraina, e il successo dell’accordo sul grano. Essa <strong>si riavvicina, oggi, alla Siria e all&#8217;Iran incoraggiata in questo processo dalla mediazione russa</strong>.  <br>La Turchia ha evitato di accodarsi alla richiesta occidentale di  sanzioni alla Russia. Il presidente turco ha, però, fatto cadere il veto sull’ingresso della Finlandia lo scorso 30 marzo, permettendo così l’adesione del Paese all’Alleanza Atlantica il 4 aprile 2023, ma frena, per ora, sull&#8217;ingresso della Svezia.</p>



<p class="has-medium-font-size">Lo scorso 10 maggio si è svolto un <strong>incontro a Mosca tra i ministri degli esteri di Russia, Iran, Siria e Turchia </strong>finalizzato alla ripresa del dialogo e della cooperazione tra Damasco e Ankara. Un benefico effetto secondo Lavrov di tale riavvicinamento tra i due Paesi sarà il rientro di almeno <strong>tre milioni di profughi siriani</strong> che erano rimasti confinati in Turchia. Il nuovo ministro della difesa, il generale <em>Yasar Guler</em>, garantirà il processo di riavvicinamento oltre che con la Siria, dopo la precedente attività bellica, anche con Libano e Iran molto meglio dell&#8217;ex ministro della difesa <em>Hulusi Akar</em>, ormai compromesso con le ostilità belliche della vecchia politica verso quei paesi.</p>



<h3 id="afghanistan-pechino-e-mosca-sostengono-la-nuova-politica-di-kabul">Afghanistan: <mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-black-color">Pechino e Mosca sostengono la nuova politica di Kabul</mark></h3>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignleft is-resized"><img loading="lazy" src="https://ichef.bbci.co.uk/news/976/cpsprodpb/1738D/production/_129971159_niamtullah3.jpg" alt="Farmer Niamatullah harvesting wheat in his fields" width="372" height="272"/><figcaption>La coltivazione del grano sostituisce quella del papavero da cui si ricava oppio</figcaption></figure></div>



<p class="has-medium-font-size">Con la dipartita degli USA, nell&#8217;agosto del 2021, dopo venti anni di permanenza, Russia e Cina e Iran hanno confermato, nel fuggi fuggi generale,&nbsp;le loro ambasciate a Kabul. Anche l&#8217;Iran si inserisce nel nuovo contesto. <br>L&#8217;ambasciatore russo a Kabul, Dmitry Zhirnov, riferisce inoltre&nbsp;che i talebani intendono costruire un&nbsp;Afghanistan<strong> &#8220;civilizzato&#8221;</strong>, &#8220;libero dal terrorismo e dal traffico di droga&#8221;.<br>Non a caso, diminuisce drasticamente la produzione dell&#8217;oppio: &#8220;<a href="https://www.bbc.com/news/world-asia-65787391">L&#8217;Afghanistan produceva oltre l&#8217;80% dell&#8217;oppio mondiale. L&#8217;eroina ricavata dall&#8217;oppio afghano costituisce il 95% del mercato in Europa</a>&#8220;. A confermarlo è <strong>l&#8217;analisi satellitare della BBC che ha documentato gli effetti della dipartita degli USA sulla coltivazione del papavero da oppio</strong>. I leader talebani hanno avuto successo nel reprimere la coltivazione. La coltivazione annuale potrebbe essere inferiore dell&#8217;80% rispetto allo scorso anno. I raccolti di grano, seppure assai meno redditizi, stanno soppiantando i papaveri nei campi(2). Non è facile per i contadini adeguarsi. Piccoli appezzamenti di terra, finalizzati alla produzione di oppio, davano loro un equilibrio economico che ora dovranno imparare a ricavare da altre coltivazioni meno redditizie. <br>La Cina spera apertamente in un<strong>&nbsp;governo islamico &#8220;aperto e inclusivo&#8221;</strong>&nbsp;in grado di garantire la sicurezza dei cittadini afghani e delle missioni straniere in Afghanistan. Intende sviluppare<strong>&nbsp;&#8220;relazioni amichevoli&#8221;&nbsp;con i talebani&nbsp;</strong>e svolgere un ruolo attivo&nbsp;per la pace e la<strong>&nbsp;ricostruzione post-bellica&nbsp;</strong>del Paese.&nbsp;<br><strong>L&#8217;Iran</strong>, per bocca del suo presidente <strong>Ebrahim Raisi</strong>, ha dichiarato che: <em>&#8220;La sconfitta dell&#8217;esercito degli Stati Uniti e il suo ritiro dall&#8217;Afghanistan devono essere utilizzati come un&#8217;opportunità per rilanciare la pace e la sicurezza nel Paese in modo definitivo (&#8230;) l&#8217;Iran resterà impegnato in <strong>relazioni di buon vicinato</strong> con l&#8217;Afghanistan&#8221;</em>.</p>



<h3 id="armenia-ed-azerbaijan-verso-una-soluzione-di-pace"><strong>Armenia ed Azerbaijan</strong> verso una soluzione di pace?</h3>



<p class="has-medium-font-size"><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-black-color">Nel corso di un incontro a Mosca, Aliyev, presidente dell&#8217;Azerbaigian, aveva annunciato la possibilità di raggiungere un accordo di pace tra Baku e Yerevan, dal momento che l&#8217;Armenia ha riconosciuto il Karabakh come parte</mark> dell&#8217;Azerbaigian:</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-style-default"><p><a href="ps://www.kommersant.ru/doc/6012344?tg">La disputa territoriale tra Armenia e Azerbaigian riguardava lo status del Nagorno-Karabakh. A maggio, il primo ministro armeno Nikol Pashinyan ha annunciato la sua disponibilità a riconoscere questo territorio come parte dell&#8217;Azerbaigian. Il 25 maggio le parti hanno annunciato la risoluzione della controversia territoriale. Tuttavia, il signor Pashinyan, in cambio, ha chiesto garanzie sui diritti e sulla sicurezza degli armeni che vivono nel Nagorno-Karabakh.</a></p></blockquote>



<p><a href="https://www.geopolitica.info/armenia-azerbaigian-pace/">A Mosca e Chisinau si sono tenuti altri incontri</a> tra i leader dei due paesi del Caucaso per cercare una soluzione di pace.</p>



<h3 id="arabia-saudita-e-siria">Arabia Saudita e Siria</h3>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignleft is-resized"><a href="https://www.ispionline.it/it/pubblicazione/siria-ritorno-nella-lega-araba-128030"><img loading="lazy" src="https://www.ispionline.it/wp-content/uploads/2023/05/2023-05-08T103506Z_708458568_RC2KT0AY6G4K_RTRMADP_3_ARABS-SYRIA-1.jpg" alt="" width="481" height="331"/></a></figure></div>



<p class="has-medium-font-size"><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-black-color">Mosca ha contribuito a porre le premesse per ricucire i rapporti tra sauditi e siriani</mark> che rafforzano i loro legami. <a href="https://www.ispionline.it/it/pubblicazione/siria-ritorno-nella-lega-araba-128030">La Siria è stata riammessa nella Lega araba</a> dopo l&#8217;espulsione nel 2011. &#8220;Lo hanno stabilito, a maggioranza, gli esponenti dell’organizzazione regionale che conta <strong>22 stati membri</strong>, con un voto <a href="https://www.nytimes.com/2023/05/07/world/middleeast/arab-league-syria.html">simbolicamente molto importante per l’intero mondo arabo</a>&#8220;. Il ritorno dei profughi sarà finanziato da Emirati e Arabia Saudita con il beneplacito della Turchia. Siria e Arabia Saudita ristabiliscono così <a href="https://www.agenzianova.com/news/svolta-diplomatica-dopo-anni-di-conflitto-siria-e-arabia-saudita-ristabiliscono-relazioni-dirette/">relazioni dirette</a>. Una enorme novità dopo quel periodo di immensa discordia inter-araba in cui tanti stati regionali, tra cui l’Arabia Saudita, avevano sostenuto milizie armate con il fine di far cadere il governo guidato da Assad secondo i voleri statunitensi. A quest&#8217;esito ha contribuito anche l&#8217;Egitto con il <em>piano del Cairo</em> presentato dal suo ministro degli Esteri <em>Sameh Shoukry</em>. Finalmente è stato riconosciuto il fallimento di quelle strategie fondate sulle richieste di “cambio di regime” e guerra per procura.</p>



<h3 id="turchia-ed-emirati-arabi">Turchia ed Emirati Arabi </h3>



<p class="has-medium-font-size">Nel rinnovato clima relazionele in corso di sviluppo in medioriente, dopo un conflittuale decennio tra le parti, oggi i due paesi lavorano, si direbbe inaspettatamente, per ricucire le relazioni e la collaborazione economica inaugurando una&nbsp;<a href="https://www.thenationalnews.com/uae/government/2021/11/24/uae-establishes-10bn-fund-to-support-turkey-investments/">nuova fase delle relazioni bilaterali</a> che hanno portato al raggiungimento di&nbsp;<a href="https://www.aa.com.tr/en/economy/turkey-uae-sign-series-of-cooperation-agreements/2429487">10 accordi</a>&nbsp;nel campo dell’energia, del commercio, della finanza, dell’ambiente e all&#8217;istituzione&nbsp;<a href="https://www.dailysabah.com/business/economy/new-era-heralded-as-turkey-uae-ink-dozens-of-investment-deals">da parte degli Emirati Arabi Uniti di un fondo da 10 miliardi di dollari</a>&nbsp;per investimenti in Turchia nei settori dell&#8217;energia, della salute e del cibo.&nbsp;</p>



<h3 id="siria-ed-egitto">Siria ed Egitto  </h3>



<p class="has-medium-font-size">Perché il piano di pace egiziano possa avere completo successo nel normalizzare i rapporti tra Turchia e Arabia Saudita con la Siria, risulta fondamentale lo smantellamento di quei gruppi armati come l&#8217;”Esercito nazionale siriano” appoggiato dalla Turchia e l&#8217;integrazione di queste forze nell&#8217;Esercito arabo siriano. </p>



<p class="has-medium-font-size">Arabia Saudita e Turchia si impegnano, la prima, a porre fine al finanziamento dei gruppi armati legati ad Al-Qaeda, attivi nel ruolo di opposizione armata siriana mentre la seconda darebbe “garanzie di sicurezza a Idlib”, residua roccaforte delle milizie estremiste in Siria.</p>



<p class="has-medium-font-size">Questo processo di normalizzazione rimane tuttavia ancora ostacolato dal dispiegamento di truppe statunitensi nella Siria orientale e nel nord-est, ufficialmente contro l’ISIS, in aree controllate dalle forze democratiche siriane (SDF) a maggioranza curda, in realtà,<br>gli americani, tra l&#8217;altro, non rinunciano <a href="https://pagineesteri.it/2022/12/02/medioriente/la-siria-accusa-gli-usa-ci-rubano-il-petrolio/">a continuare ad appropriarsi di più del 80% della produzione petrolifera siriana</a> che dopo una triangolazione con l’Iraq raggiunge gli Stati Uniti.</p>



<p class="has-medium-font-size">Purtroppo non ci sono indicazioni che gli Stati Uniti intendano ritirarsi, almeno nel breve periodo, da queste aree. Il generale Mark Milley, presidente dei capi di stato maggiore congiunti degli Stati Uniti, nel corso di una recente visita nella Siria nord-orientale ha ribadito il ruolo delle forze statunitensi nel garantire la sconfitta dell’ISIS&#8230; Secondo Milley le forze americane stanno operando in quell&#8217;area per la sicurezza degli Stati Uniti.</p>



<p class="has-medium-font-size">La riconciliazione tra Arabia Saudita ed Iran ha <a href="https://pagineesteri.it/2023/03/14/medioriente/analisi-siria-e-hezbollah-raccolgono-i-frutti-della-riconciliazione-tra-teheran-e-riyadh/">ridefinito in larga misura l’ordine mediorientale</a><strong> ponendo termine all’isolamento arabo della Siria</strong> – <a href="https://pagineesteri.it/2023/04/06/medioriente/larabia-saudita-si-riconcilia-anche-con-assad-e-lo-invita-al-vertice-arabo/">che ha ripreso le relazioni diplomatiche con la Tunisia</a> ed è stata riammessa nella Lega araba. Tale processo, insieme al contestuale <mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-black-color">riavvicinamento tra Turchia ed Egitto</mark>, ha frenato, come vedremo, il progetto di Stati Uniti e Israele, inscritti negli Accordi di Abramo, per la creazione di un fronte israelo-arabo contro l’Iran. Inoltre, per l’analista palestinese Mouin Rabbani: «<strong>Iran e Arabia saudita intendono coordinare le loro mosse all’Opec per non incrementare la produzione, come chiedono Usa e Europa, e tenere alto il costo del barile</strong>». Come è noto, l&#8217;Arabia Saudita ha iniziato a vendere le sue risorse energetiche a India e Cina accettando yuan piuttosto che dollari, accelerando così, anche per questa via l&#8217;importante processo di dedolarizzazione, in corso su scala globale.</p>



<h3 id="la-cina-tra-israele-e-palestina">La Cina tra Israele e Palestina</h3>



<p class="has-medium-font-size">Israele si è così ritrovata in una configurazione geopolitica del tutto rinnovata in tempi piuttosto brevi. Si stanno forse creando le condizioni per una svolta storica rispetto al suo rapporto di predominio nell&#8217;area a danno di palestinesi ed iraniani. <a href="https://www.adnkronos.com/internazionale/esteri/cina-disposta-a-mediare-tra-israele-e-palestina_4hcQJ2K5noX4WkBWnHFr9o?refresh_ce">La Cina, ancora una volta, potrebbe mediare con successo i rapporti tra questi paesi laddove gli europei e gli statunitensi hanno sistematicamento fallito</a>. <br>Lo scorso 13 giugno Mahmoud <em>Abbas</em>, il presidente dell&#8217;Organizzazione per la liberazione della <em>Palestina</em>, è stato quattro giorni in visita in Cina per partecipare a colloqui vertenti verso una soluzione a due Stati quale strategia di risoluzione del conflitto infinito tra Israele e Palestina. Dopo aver mediato la distensione tra sciiti e sunniti, le due polarità religiose del Medio Oriente, la Cina si propone ora quale mediatore di pace tra Israele e Palestina. A dicembre, nel corso di un vertice tra Cina e Paesi arabi, ospitato in Arabia Saudita, Xi ha dichiarato di: <em>“lavorare per una soluzione rapida, giusta e duratura della questione palestinese”.</em></p>



<p class="has-medium-font-size">Come è noto, l’amministrazione Trump riconobbe unilateralmente la sovranità di Tel Aviv sulle alture del Golan siriano occupate (vedi il mio <a href="https://www.francescocappello.com/2020/02/02/il-piano-del-secolo/">Il Piano del Secolo</a>) e Israele, il più grande avversario regionale dell’Iran, bombarda la Siria settimanalmente, quindi non sarà facile convincere Siria e Israele a colloqui di pace.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignleft is-resized"><a href="https://www.ispionline.it/it/pubblicazione/cisgiordania-jenin-ancora-sotto-attacco-134440"><img loading="lazy" src="https://www.ispionline.it/wp-content/uploads/2023/07/2023-07-04T072936Z_1119824322_MT1SIPA000BQBSI3_RTRMADP_3_SIPA-USA-1-scaled.jpg" alt="" width="469" height="313"/></a><figcaption>Jenin</figcaption></figure></div>



<p class="has-medium-font-size">Oggi, però, il premier Netanyahu e il suo predecessore Yair Lapid si accusano a vicenda di non aver saputo approfittare degli Accordi di Abramo per spingere i sauditi a evitare di riconciliarsi con gli iraniani. Nel frattempo gli israeliani proseguono l&#8217;addestramento israelo americano finalizzato all&#8217;attacco delle centrali nucleari di Teheran e l’attuale governo israeliano di destra vorrebbe liquidare la causa palestinese nel peggiore dei modi. L’attacco israeliano, di inizio luglio, <a href="https://www.ispionline.it/it/pubblicazione/cisgiordania-jenin-ancora-sotto-attacco-134440">nel campo profughi di Jenin</a> è un infernale operazione militare ai danni dei palestinesi che avviene nel più completo silenzio internazionale, il cui scopo &#8220;<a href="https://www.ispionline.it/it/pubblicazione/cisgiordania-jenin-ancora-sotto-attacco-134440">sarebbe quello di <strong>decapitare le fazioni armate</strong> che hanno nel campo la loro roccaforte. Il rastrellamento casa per casa, con l’obiettivo di individuare i leader dei gruppi di combattenti è proseguito per tutta la notte, come pure gli scontri tra soldati israeliani e miliziani palestinesi.&nbsp;Circa <strong>500 famiglie sono state evacuate</strong> e in tutto 3mila civili, inclusi anziani e feriti, trasportati negli ospedali</a>&#8220;.<br>Non rimane che sperare, anche in questo caso, nella <a href="https://www.adnkronos.com/cina-disposta-a-mediare-tra-israele-e-palestina_4hcQJ2K5noX4WkBWnHFr9o">mediazione cinese tra israeliani e palestinesi</a> proposta dal ministro degli Esteri, Qin Gang, nel corso di colloqui telefonici con gli omologhi ministri israeliano e palestinese, rispettivamente Eli Cohen e Riad al Maliki. Qin ha chiesto ai suoi interlocutori di &#8220;<em>dar prova di coraggio politico e riprendere i colloqui di pace</em>&#8221; e si è impegnato a mediare tra i due Paesi.</p>



<p class="has-medium-font-size"><strong><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-red-color"></mark>La Cina sta lavorando all&#8217;organizzazione di un grande summit</strong>, promosso personalmente dal presidente Xi Jinping, a Pechino, con i monarchi arabi del Golfo e i funzionari iraniani. Di fatto la Cina si sostituisce nell&#8217;area mediorientale agli Stati Uniti che è stato l&#8217;artefice principale dei destini della regione. Non si tratta, perciò, solo di interessi economici in termini di idrocarburi e flussi commerciali ma della scrittura di un nuovo capitolo nella storia dell&#8217;area mediorientale, un nuovo approccio, in cui guerre e cambio regime siano finalmente sostituiti da autentica diplomazia e rispetto reciproco. <br>Secondo il Premio Pulitzer <em>Seymour Hersh</em>, famoso giornalista americano:<br><em>&#8220;La percentuale di Paesi, in particolare in Africa e in Asia, che sono passati dall&#8217;essere filo-americani a essere filo-russi è piuttosto netta. Significativamente più della metà della popolazione mondiale sostiene la Russia nella sua guerra&#8221;.</em><br>Il nascente mondo multipolare lascia sperare che si sia ormai al termine degli ultimi cinque secoli in cui le ambizioni egemoniche europee e americane hanno martoriato l&#8217;umanità lasciando intravedere<a href="https://www.francescocappello.com/2023/05/11/un-mondo-nuovo-e-in-costruzione-una-seconda-occasione-che-il-mondo-non-deve-mancare/"> l&#8217;alba di un nuovo mondo</a>. </p>



<p>(1) <strong>I due paesi si erano ritrovati sull’orlo di un conflitto armato nel 2016</strong> dopo l’esecuzione ordinata dai Saud di un importante religioso sciita saudita, Nimr al Nimr. Centinaia di iraniani presero d’assalto l’ambasciata saudita a Teheran. Riyadh replicò chiudendo la sede diplomatica e interrompendo i rapporti con l’Iran. Fu uno dei momenti più difficili tra due paesi che negli ultimi 20 anni si sono fatti la guerra per procura, attraverso i loro alleati in vari contesti di crisi come Yemen, Siria e Libano.<br>(2) https://www.bbc.com/news/world-asia-65787391</p>



<p class="has-normal-font-size">articoli correllati a cura dell&#8217;autore<br><a href="https://www.francescocappello.com/2023/05/11/un-mondo-nuovo-e-in-costruzione-una-seconda-occasione-che-il-mondo-non-deve-mancare/">Un mondo nuovo è in costruzione. Una seconda occasione che il mondo non deve mancare</a><br><br><a href="https://www.francescocappello.com/2020/02/02/il-piano-del-secolo/">Il Piano del Secolo</a><br><br><a href="https://www.francescocappello.com/2019/07/13/quali-scenari-dietro-le-quinte-del-conflitto-con-la-persia-iran-quanto-e-probabile-lo-scoppio-di-una-terza-guerra-mondiale/">Quali scenari dietro le quinte del conflitto con la Persia (Iran)? quanto è probabile lo scoppio di una terza guerra mondiale?</a><br><br><a href="https://www.francescocappello.com/2023/06/12/abbraccio-mortale-lurlo-di-draghi/">Abbraccio mortale. L’urlo di Draghi</a>; <a href="https://www.francescocappello.com/2022/10/10/la-guerra-bombarda-leuropa/">La guerra bombarda l’Europa</a>; <br><a href="https://www.francescocappello.com/2022/12/27/sanzioni-deprivazione-energetica-deindustrializzazione-recessione-austerity-mes-default-quali-soluzioni-fuori-litalia-dalla-guerra/">Sanzioni, deprivazione energetica, deindustrializzazione, recessione, austerity, MES, default… Quali soluzioni? Fuori l’Italia dalla guerra</a></p>



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		<title>Un mondo nuovo è in costruzione. Una seconda occasione che il mondo non deve mancare</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesco Cappello]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 May 2023 16:47:22 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[I BRICS crescono mattone su mattone La gran parte del mondo si sta riorganizzando. L&#8217;obiettivo è la collaborazione, su molti diversi piani, tra Paesi/Civiltà sovrane che intendono emanciparsi dalla tossica dipendenza imposta al Sud Globale, sin dall&#8217;ultimo dopoguerra, dal dominio egemonico statunitense.Cinque Stati arabi, l&#8217;Arabia Saudita, gli Emirati Arabi Uniti, l&#8217;Algeria, l&#8217;Egitto, il Bahrein e&#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div style='display:none;' class='shareaholic-canvas' data-app='share_buttons' data-title='Un mondo nuovo è in costruzione. Una seconda occasione che il mondo non deve mancare' data-link='https://www.francescocappello.com/2023/05/11/un-mondo-nuovo-e-in-costruzione-una-seconda-occasione-che-il-mondo-non-deve-mancare/' data-app-id-name='category_above_content'></div>
<h3 id="i-brics-crescono-mattone-su-mattone">I BRICS crescono mattone su mattone </h3>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignleft is-resized"><img loading="lazy" src="https://www.francescocappello.com/wp-content/uploads/2023/05/briccss.webp" alt="" class="wp-image-9675" width="465" height="262" srcset="https://www.francescocappello.com/wp-content/uploads/2023/05/briccss.webp 750w, https://www.francescocappello.com/wp-content/uploads/2023/05/briccss-300x169.webp 300w, https://www.francescocappello.com/wp-content/uploads/2023/05/briccss-640x361.webp 640w, https://www.francescocappello.com/wp-content/uploads/2023/05/briccss-540x304.webp 540w" sizes="(max-width: 465px) 100vw, 465px" /></figure></div>



<p class="has-medium-font-size">La gran parte del mondo si sta riorganizzando. L&#8217;obiettivo è la collaborazione, su molti diversi piani, tra Paesi/Civiltà sovrane che intendono emanciparsi dalla tossica dipendenza imposta al <em>Sud Globale</em>, sin dall&#8217;ultimo dopoguerra, dal dominio egemonico statunitense.<br>Cinque Stati arabi, l&#8217;Arabia Saudita, gli Emirati Arabi Uniti, l&#8217;Algeria, l&#8217;Egitto, il Bahrein e i persiani dell&#8217;Iran, <strong>sono tra le 19 nazioni in procinto di unirsi ai BRICS</strong> i quali stanno, tra l&#8217;altro, <strong>lavorando allo sviluppo di una nuova valuta internazionale secondo il modello proposto a Bretton Woods da J.L.M</strong>. <strong>Keynes</strong>. Una valuta internazionale non emessa da un paese che permetterà l&#8217;abbandono del paradigma economico della &#8220;liquidità&#8221; fondato sul dollaro a favore di quello fondato sul &#8220;Clearing&#8221; o compensazione. Una vera e propria rivoluzione.</p>



<h3 id="non-solo-brics">Non solo BRICS</h3>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignleft size-large is-resized"><img loading="lazy" src="https://www.francescocappello.com/wp-content/uploads/2023/05/immagine-1024x576.png" alt="" class="wp-image-9668" width="596" height="335" srcset="https://www.francescocappello.com/wp-content/uploads/2023/05/immagine-1024x576.png 1024w, https://www.francescocappello.com/wp-content/uploads/2023/05/immagine-300x169.png 300w, https://www.francescocappello.com/wp-content/uploads/2023/05/immagine-768x432.png 768w, https://www.francescocappello.com/wp-content/uploads/2023/05/immagine-640x360.png 640w, https://www.francescocappello.com/wp-content/uploads/2023/05/immagine-1140x641.png 1140w, https://www.francescocappello.com/wp-content/uploads/2023/05/immagine-540x304.png 540w, https://www.francescocappello.com/wp-content/uploads/2023/05/immagine.png 1280w" sizes="(max-width: 596px) 100vw, 596px" /><figcaption>SCO</figcaption></figure></div>



<p class="has-medium-font-size">Nel corso dello scorso anno Pechino ha dato vita a nuove iniziative politiche, in particolare la <em>Global Development Initiative</em> (GDI) e la <em>Global Security Initiative </em>(GSI). L’Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai (SCO) condivide con i BRICS tre membri fondatori – Russia, Cina e India – tutti ispiratori di iniziative multilaterali. Sono <strong>esempi inediti, di respiro planetario, di diplomazia multipolare, volti a promuovere approcci collettivi sviluppati congiuntamente agli affari economici su scala mondiale</strong>. La SCO rappresenta uno degli elementi chiave dell&#8217;emergente sistema multipolare, insieme ai BRICS+ e all&#8217;EAEU (Unione economica eurasiatica). </p>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignleft size-full is-resized"><img loading="lazy" src="https://www.francescocappello.com/wp-content/uploads/2023/05/image.png" alt="" class="wp-image-9676" width="232" height="94" srcset="https://www.francescocappello.com/wp-content/uploads/2023/05/image.png 353w, https://www.francescocappello.com/wp-content/uploads/2023/05/image-300x122.png 300w" sizes="(max-width: 232px) 100vw, 232px" /></figure></div>



<p class="has-medium-font-size"><strong>C&#8217;è un multilateralismo emergente su scala planetaria</strong>. Abbiamo assistito al vertice Russia Africa con i rappresentanti di 40 paesi africani a San Pietroburgo. Si pensi poi al ruolo della Comunità degli Stati Indipendenti (CSI) o alla collaborazione tra Argentina e Brasile nella attivazione del “<strong>Sur</strong>” (Sud) una moneta comune, alternativa al dollaro, per l&#8217;interscambio di prodotti e servizi nell&#8217;area sudamericana. Molto <strong>facilmente i successivi G20 vedranno questi Paesi esprimere posizioni comuni diverse da quelle europee o nord-americane</strong>.</p>



<h3 id="un-po-piu-di-un-pugno-di-dollari">Un po&#8217; più di un pugno di dollari</h3>



<p class="has-medium-font-size">L&#8217;imposizione al mondo del dollaro, una moneta nazionale facente le veci di una valuta internazionale, ha permesso agli USA «<strong>il meraviglioso segreto di un deficit senza lacrime, che permette di donare senza prendere, di prestare senza indebitarsi e di comprare senza pagare</strong>». A pronunciare queste parole il già ministro delle finanze francese e consulente di de Gaulle J. Rueff (1). Gli USA, da &#8220;vincitori&#8221; del secondo conflitto mondiale, imposero al mondo la loro moneta ma soprattutto un sistema di pagamenti reiterante il paradigma della liquidità rigettando quello fondato sulla compensazione (clearing) proposto da J.L.M. Keynes. </p>



<h3 id="fine-del-dominio-del-dollaro-dedollarizzazione">Fine del dominio del dollaro. Dedollarizzazione</h3>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignleft size-full is-resized"><img loading="lazy" src="https://www.francescocappello.com/wp-content/uploads/2023/05/Schermata-2023-05-11-alle-16.33.47.png" alt="" class="wp-image-9672" width="538" height="170" srcset="https://www.francescocappello.com/wp-content/uploads/2023/05/Schermata-2023-05-11-alle-16.33.47.png 951w, https://www.francescocappello.com/wp-content/uploads/2023/05/Schermata-2023-05-11-alle-16.33.47-300x95.png 300w, https://www.francescocappello.com/wp-content/uploads/2023/05/Schermata-2023-05-11-alle-16.33.47-768x243.png 768w, https://www.francescocappello.com/wp-content/uploads/2023/05/Schermata-2023-05-11-alle-16.33.47-640x203.png 640w" sizes="(max-width: 538px) 100vw, 538px" /></figure></div>



<p class="has-medium-font-size">Gran parte del mondo si sta emancipando dall&#8217;uso del dollaro abbassandone la richiesta e quindi il valore rispetto al paniere delle altre valute. Stanno imparando a non doverne dipendere. La Banca centrale statunitense come è noto, si è vista costretta a tenere alto il valore del dollaro artificiosamente lanciandosi in una serie repentina di successivi rialzi del tasso di interesse [da marzo 2022 a oggi si è registrato un aumento del 5,25%] puntualmente verificatesi (vedi grafico dollar Index), pur di attrarre capitali esteri che comprano obbligazioni, titoli di Stato in dollari ecc. facendo salire la richiesta di dollari e di conseguenza il suo valore. La FED lo sta facendo a discapito della tenuta del suo sistema bancario e in un momento delicatissimo per la stabilità economica degli USA, con un&#8217;incertezza ormai cronica del mercato azionario da una parte e dall&#8217;altra un nuovo superamento del tetto del debito pubblico che richiederà un accordo bypartisan entro il prossimo primo giugno &#8211; nel bel mezzo del confronto elettorale ormai in corso &#8211; del congresso per poterlo elevare. Per inciso rileviamo l&#8217;esplosione dei <em>credit default swap</em> (assicurazioni/derivati/scommesse sul fallimento di un debito) sui titoli americani. In questo momento <a href="https://www.ft.com/content/b74b0563-ee34-4cc6-b31e-c95f1598eecc">grandi investitori (speculatori) stanno scommettendo finanziariamente contro il dollaro</a> (2). In parole povere guadagneranno se davvero si realizzerà una perdita del valore del dollaro rispetto ad altre valute. La giustificazione ufficiale della FED che si appresta ad ulteriori insostenibili aumenti dei tassi sino a rischiare la recessione economica ormai incipiente è la lotta all&#8217;inflazione ossia la perdita del potere di acquisto del dollaro. Qualora la recessione economica si verificasse la FED si vedrebbe costretta ad abbassare i tassi rischiando piuttosto di accelerare il declino del valore del dollaro. <br>Inutile sottolineare, tra l&#8217;altro, la contraddizione evidente nel fatto che la necessità di intervenire per salvare le banche costringe a immettere ulteriore moneta di banca centrale nel sistema che non può che retroagire sui tassi di inflazione provocandone l&#8217;aumento piuttosto che la diminuzione. Si tratta di un vero e proprio circolo vizioso da cui è assai difficile uscire adottando le ormai troppo spuntate strategie finanziarie monetarie. Si spera che la exitstrategy degli USA non si riduca al prolungamento della guerra e all&#8217;escalation bellica. In ogni caso anche su questo fronte il cambiamento in atto è radicale; se da una parte, infatti, il vero sottostante del dollaro è l&#8217;esercito USA, ossia l&#8217;esercito più finanziato al mondo con più di 800 basi sparse uniformemente sul pianeta, dall&#8217;altra il collasso del dollaro qualora si verifichi impedirà il sostegno finanziario militare per la continuità del complesso militare industriale statunitense. </p>



<h3 id="russia-e-cina-stanno-lavorando-di-concerto-in-vista-della-creazione-di-una-moneta-internazionale-il-cui-valore-sia-fondato-sulle-materie-prime">Russia e Cina stanno lavorando di concerto in vista della creazione di una moneta internazionale <strong>il cui valore sia fondato sulle materie prime</strong></h3>



<p class="has-medium-font-size"><a href="https://www.bis.org/review/r090402c.pdf">Il 23 marzo del 2009</a>, <em>Zhou Xiaochuan</em>, Governatore della Banca Popolare Cinese pubblicò un breve saggio (4)<strong> contenente una proposta di riforma del sistema monetario internazionale</strong> sul modello della  proposta di Keynes che ipotizzava una moneta internazionale il cui valore fosse ancorato a un paniere di materie prime: <em>«Già negli anni Quaranta Keynes aveva proposto di introdurre un&#8217;unità monetaria internazionale denominata &#8220;Bancor&#8221;, basata sul valore di 30 materie prime rappresentative»</em>.<em>«Una valuta di riserva super-sovrana non solo elimina i rischi intrinseci delle valute sovrane basate sul credito ma permette anche di gestire la liquidità globale. La moneta super-sovrana gestita da un&#8217;istituzione globale potrebbe essere utilizzata per creare e controllare la liquidità globale. E quando la valuta di un Paese non sarà più utilizzata come metro di paragone per il commercio globale e come parametro di riferimento per le altre valute, la politica dei tassi di cambio del Paese sarà molto più efficace nel regolare gli squilibri economici. Ciò ridurrà significativamente i rischi di una crisi futura E migliorerà la capacità di gestione delle crisi»</em>.Nell&#8217;ambito del <a href="https://www.eastasiaforum.org/2009/06/28/brazil-russia-india-and-china-the-brics-throw-down-the-gauntlet-on-monetary-system-reform/">primo summit formale dei BRICs</a> a Ekaterinburg il 16 giugno del 2009 la proposta fu ben accolta dalla Federazione Russa insieme a India e Brasile<strong>.</strong></p>



<p class="has-medium-font-size">La <a href="https://www.ndb.int/">Nuova Banca di Sviluppo</a> e l’<a href="https://www.americaeconomia.com/economia-mercados/brics-abren-nuevo-ciclo-con-creacion-de-banco-de-fomento-y-fondo-de-reservas">Accordo di Riserve di Contingenza</a> (una sorta di fondo di stabilizzazione dei cambi) sono una realtà ormai consolidata ed operante nel contesto dei paesi BRICS. L&#8217;allargamento in atto dei BRICS sta portando questi paesi a costituire un blocco assai più importante a livello politico ed economico rispetto ai G7 (dai G8 fu espulsa la Federazione Russa nel marzo del 2014 con il pretesto della presunta annessione della Crimea). Al <em>BRICS Business Forum (2022)</em>, Putin ha dichiarato che: “Il sistema di messaggistica finanziaria russa è aperto per la connessione con le banche, <strong>proiettando così la necessità di una valuta di riserva BRICS</strong>. Il sistema di pagamento MIR russo sta ampliando la sua presenza. <strong>Stiamo esplorando la possibilità di creare una valuta di riserva internazionale basata sul paniere di valute dei Paesi BRICS</strong>”. La Nuova Banca di Sviluppo <em>(New Development Bank)</em>, la banca dei BRICS, che finanzia attivamente importanti progetti di sviluppo ha incluso tra i suoi membri  l’Egitto, il Bangladesh, gli Emirati Arabi Uniti e l’Uruguay. </p>



<p class="has-medium-font-size">Il Professor Michael Hudson presso l&#8217;Università del Missouri e autore di <em>The Destiny of Civilization</em> <a href="https://thecradle.co/article-view/16536/michael-hudson-a-roadmap-to-escape-the-wests-stranglehold">intervistato da Pepe Escobar su The Cradle</a> interrogato su come potrebbe essere implementata una valuta comune dai <em>BRICS +</em> risponde: </p>



<p class="has-medium-font-size"><em>Qualsiasi idea di una valuta comune deve iniziare con un accordo di scambio di valuta tra i paesi membri esistenti. La maggior parte degli scambi avverrà nelle proprie valute. Ma per risolvere gli inevitabili squilibri (avanzi e deficit della bilancia dei pagamenti), una nuova Banca Centrale creerà una moneta artificiale.</em>(&#8230;) <em>l&#8217;accordo sarà molto più simile al &#8216;bancor&#8217; proposto da John Maynard Keynes nel 1944. I paesi in deficit potrebbero prelevare una quota specifica di bancor, la cui valutazione sarebbe fissata da una selezione comune di prezzi e tassi di cambio. I bancor (e la loro moneta) verrebbero usati per pagare i paesi in eccedenza.</em>(&#8230;) <em>Keynes propose un principio secondo il quale se un paese (all&#8217;epoca pensava agli Stati Uniti) registrasse eccedenze croniche, ciò sarebbe un segno del suo protezionismo o rifiuto di sostenere un&#8217;economia reciprocamente resiliente, e le sue pretese inizierebbero a estinguersi, insieme ai debiti bancor di paesi le cui economie hanno impedito la loro capacità di bilanciare i loro pagamenti internazionali e sostenere la loro valuta</em>.(&#8230;)<em> La dottrina economica promuoverebbe l&#8217;autosufficienza nel cibo e nei beni di prima necessità, e promuoverebbe la formazione tangibile di capitale agricolo e industriale, non la finanziarizzazione.</em></p>



<h3 id="quale-e-la-giusta-moneta-internazionale-in-grado-di-facilitare-la-collaborazione-e-prevenire-i-conflitti-su-scala-globale">Quale è la giusta moneta internazionale in grado di facilitare la collaborazione e prevenire i conflitti su scala globale?</h3>



<p class="has-medium-font-size">Immaginiamo una moneta che, per sua natura, renda<strong> impossibile la sua accumulazione</strong> a dismisura, come oggi avviene, nelle mani di pochi. Una moneta che strutturalmente<strong> impedisca la diseguaglianza socioeconomica tra i membri della comunità internazionale</strong> in cui essa viene usata; <strong>che non generi deficit e surplus patologici</strong>, che <strong>non sia sorgente di conflitti, anche militari</strong>. Una moneta con la quale risultino <strong>impossibili le speculazioni finanziarie</strong> e che estingua alla radice quel <strong>mercato abusivo del denaro</strong> che si conduce quotidianamente su scala globale. Una moneta strutturalmente <strong>in grado di evitare inflazione o deflazione</strong>, che non sia mai<strong> né troppa né mancante</strong> rispetto alle esigenze dell&#8217;economia reale perché generata in stretta proporzione al volume degli scambi, creandosi e distruggendosi all&#8217;occorrenza. Una moneta <strong>che faciliti l&#8217;incontro tra debiti e crediti</strong> convergendo immancabilmente <strong>verso il pareggio di bilancio tra il dare e l&#8217;avere</strong> (equilibrio nelle bilance commerciale e dei pagamenti). Che sia piuttosto il <strong>riflesso di una ricchezza reale, non fittizia, frutto unicamente del lavoro di tutti</strong> i membri della società (<strong>la manifattura tornerà a trainare l’economia piuttosto che la finanza</strong>. Solo una finanza sana può fare da supporto all&#8217;economia reale e non quella speculativa dei ricchi); una moneta impossibile da trasformare in strumento di dominio (<strong>potere su</strong>) che sia piuttosto strumento di crescita collettiva per ciascuno dei suoi fruitori (<strong>potere di</strong>) ossia una moneta <strong>con la quale si è, viceversa, indotti strutturalmente a una collaborazione umana attiva in grado di impedire la tentazione mercantilista</strong> che porta a formare grandi patologici surplus da una parte ed enormi debiti dall&#8217;altra. </p>



<p class="has-medium-font-size">Una tale moneta internazionale, meglio dire un&#8217;architettura finanziaria in grado di garantire le qualità sopra elencate l&#8217;aveva proposta J.L.M. Keynes a Bretton Woods 79 anni fa, nel 1944. Essa era fondata sul paradigma del clearing (compensazione) piuttosto che su quello della liquidità. Gli USA, però, imposero al mondo insieme ai cambi fissi la loro moneta nazionale quale valuta internazionale, avente quale sottostante l&#8217;oro (moneta merce), almeno sino al 1971 quando l&#8217;insostenibilità di tale scelta la sganciò dal metallo prezioso, trasformandola in valuta FIAT con annessa libertà ai cambi di fluttuare (sino al 1979). <br>Non solo il mondo ha dimenticato la grandezza della proposta di J.L. M. Keynes ma sono in tantissimi a misconoscerla e a pensare che Banca mondiale e FMI siano nati su sua proposta. Niente di più falso. </p>



<h3 id="vediamo-schematicamente-come-funzionerebbe">Vediamo schematicamente come funzionerebbe</h3>



<p class="has-medium-font-size">Nella proposta di Keynes la <em><strong>International Clearing Union</strong></em> (ICU) sarebbe stata una banca funzionante quale <strong>stanza di compensazione</strong> tra posizioni debitorie (importazioni) e posizioni creditorie (esportazioni). Una banca internazionale col compito di registrare debiti e crediti generati dai rapporti di scambio (import-export) tra Paesi.<br>Una stanza di compensazione, in estrema sintesi, permette ai paesi che la adottassero di scambiarsi merci e servizi pagando gli import dai paesi aderenti con i propri export. Si tratta di scambi (baratto) multilaterali in compensazione. Il debito nei confronti del paese da cui ho acquistato posso risarcirlo vendendo (esportando) verso <strong>qualsiasi altro </strong>paese aderente al circuito. Il <strong><em>bancor</em></strong> sarebbe stata la moneta internazionale usata, ridotta a semplice <em>unità di conto</em> ovvero unità di misura del valore delle merci e dei servizi scambiati. <strong><mark><mark style="background-color:#ffffff" class="has-inline-color has-vivid-red-color">Ciascun paese per partecipare agli scambi internazionali avrebbe dovuto preliminarmente “comprare“ bancor secondo il tasso di cambio opportunamente deciso dalla ICU</mark></mark></strong>(4). La moneta comune, ridotta alla sua essenza di unità di misura universalmente riconosciuto del valore delle merci e dei servizi scambiati tra paesi, è <strong>creata all’occorrenza e praticamente sparisce dopo aver svolto il suo compito di facilitatore delle transazioni</strong>. Una moneta <strong>perciò non usabile per accumulare ricchezza</strong> in quanto <strong>opportunamente privata della funzione di <em>riserva di valore</em></strong>. Scrive Keynes (3): <em>«<strong><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-red-color">Il valore del Bancor in termini d&#8217;oro è fissato</mark></strong>, ma non in maniera inalterabile. <strong>Nessuno stato membro avrebbe facoltà di richiedere oro alla Clearing Union in cambio del proprio saldo in bancor</strong>; quest&#8217;ultimo, infatti, è utilizzabile soltanto per trasferimenti interni all&#8217;Unione. <strong>Fra oro e bancor, dunque, vi sarebbe una convertibilità a senso unico</strong>, analoga a quella che vigeva prima della guerra per le vaute nazionali che avevano adottato il cosiddetto &#8220;gold exchange standard&#8221;»</em>.<br>La possibilità di regolazione del <strong>cambio tra monete nazionali e bancor</strong>, funzionante quest’ultima quale <mark><strong><mark style="background-color:#ffffff" class="has-inline-color has-vivid-red-color">moneta comune</mark></strong></mark>, avrebbe permesso di poter aggiustare il cambio con le singole monete nazionali secondo necessità: <mark><mark style="background-color:#ffffff" class="has-inline-color has-vivid-red-color"><strong>rivalutando la moneta del paese che eccedesse in surplus e svalutando quella del paese in eccessivo deficit in modo tale da facilitare le importazioni dei primi e scoraggiarne nel contempo le ulteriori esportazioni e viceversa con i secondi, ai fini del raggiungimento dell’equilibrio</strong> (di pace e sviluppo reciproco) <strong>tra export ed import</strong></mark></mark>.<br>Un tale sistema dei pagamenti internazionale rende <strong>non necessari i movimenti di capitale</strong>. Fa a meno dei mercati finanziari come li conosciamo oggi! <strong>I movimenti di capitale di portafoglio</strong> (non gli investimenti diretti) <strong>sono disincentivati</strong>; il fatto che il surplus della bilancia dei pagamenti tedesca consenta alla Germania di acquistare obbligazioni di banche italiane è dovuto al fatto che la Grecia, la Spagna o il Portogallo hanno bisogno di prestiti perché in deficit… <mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-red-color">Nella misura in cui si riducesse strutturalmente la possibilità di generare surplus e deficit diminuirebbe proporzionalmente la necessità di questi finanziamenti mediati dal mercato finanziario</mark>. <strong>La condizione ideale essendo quella per cui <em>non ho bisogno di chiederti soldi in prestito e tu, comunque, non avresti soldi da prestarmi</em></strong>. Si ridurrebbe così, strutturalmente, la necessità della esistenza di un mercato del denaro! Se tutti siamo a zero non ho bisogno di avere soldi in prestito e tu non li hai per finanziarmi ma ci siamo egualmente finanziati a vicenda facendoci reciprocamente credito all’interno di quel circuito di credito commerciale, reso possibile dalla Clearing Union, <strong>in cui la fiducia sarebbe organizzata in modo strutturale</strong>, in modo da incoraggiare e <strong>“obbligare“ a rapporti collaborativi</strong> tra paesi verificandone ad ogni passo i vantaggi reciproci, ossia, di sistema. Se tutti siamo a zero io non ho bisogno di avere soldi in prestito e tu non li hai per finanziarmi ma ci siamo egualmente finanziati a vicenda facendoci reciprocamente credito (credendo l&#8217;uno nell&#8217;altro). <mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-red-color">Se tutti convergono verso l&#8217;equilibrio </mark><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-black-color">(situazione di sostanziale parità tra importazioni ed esportazioni) </mark><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-red-color">non ci sono deficit da finanziare e non ci sono surplus in grado di finanziarli perché i soldi li ho spesi comprando e ho comprato perché ho venduto</mark><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-black-color">.</mark><br><mark style="background-color:#ffffff" class="has-inline-color has-white-color"> </mark>La moneta, come unità di conto (scritturale), una volta svolto il suo ruolo di mediazione degli scambi sparisce (non può essere accumulata). Ecco perché non è più utilizzabile quale riserva di valore.<strong><br>La fiducia tra paesi sarebbe organizzata in modo strutturale in modo da facilitare ed incoraggiare la crescita di rapporti virtuosi tra gli attori economici. In definitiva un sistema di pagamenti internazionale in grado di ridurre drasticamente la necessità di un mercato dei capitali e che ottimizza quello delle merci e dei servizi scambiati, in una logica di <em>vantaggi comparati</em></strong>.<br>La <em>International Clearing Union</em>, proposta da Keynes a BW impedirebbe strutturalmente il formarsi di avanzi e disavanzi delle bilance commerciali (se ho un surplus ti condanno al deficit, se ho un deficit ti condanno al surplus) e scoraggerebbe quelli esistenti, applicando ai primi tassi negativi, in modo da indurre i loro detentori a mobilitarli, spendendoli, ossia facendoli circolare in forma di investimenti sociali e per l’ambiente. Non si tratta di «aiutare» i paesi in deficit a «sostenere» i loro debiti con trasferimenti dai ricchi ai poveri ma di mettere in opera <strong>una organizzazione in cui ciascun aderente sia strutturalmente “costretto“ alla collaborazione attiva con vantaggio reciproco di tutti</strong>. <mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-purple-color"><strong>I paesi in surplus sarebbero indotti a spendere acquistando di più all’estero </strong>(in tal modo consentendo ai paesi in deficit di rientrare dai loro passivi)<strong> ma anche e contemporaneamente al proprio interno, alzando salari e stipendi, tornando a fare investimenti pubblici non più rinviabili, tornando, in altre parole, ad incentivare finalmente la domanda interna</strong></mark>, ponendo termine alla tragica stagione imposta al mondo intero da liberismo e mercantilismo.</p>



<p class="has-medium-font-size">La liquidità con moneta a debito sta alla cronicizzazione della guerra come la Pace e la serenità collaborativa tra gli stati/civiltà del mondo sta alla reciproca compensazione multilaterale. </p>



<blockquote class="wp-block-quote is-style-default"><p>«La preferenza statunitense per la liquidità riflette non tanto la preoccupazione, più o meno reprensibile o più o meno giustificabile, dell’amministrazione americana per le rendite delle lobby finanziarie dominanti, quanto, più profondamente un assenso preventivo incondizionato alla potenza. Un assenso che, espresso in questi termini, non è né colpevole né innocente, ma sta letteralmente al di qua del bene e del male. <mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-red-color"><strong>L’assenso alla potenza che regge le decisioni di Bretton Woods è tale da riflettere la necessità, inaggirabile per ogni politica di potenza, </strong></mark><strong><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-black-color">di non separare il finanziamento del commercio dal</mark></strong> <strong>finanziamento della guerra</strong> <mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-red-color"><strong>posto che, mentre nei giorni di Bretton Woods inizia a finire una guerra calda, all’orizzonte si sta profilando una nuova guerra fredda sì, ma finanziariamente impegnativa contro l’altro candidato a sostenere l’imperativo della potenza, ossia la «superpotenza» sovietica</strong></mark>. Una guerra che, forse ancora più di quella che sta finendo, <strong>implica l’esigenza di una liquidità incondizionatamente disponibile, e creabile a volontà</strong>. E tuttavia, questa incondizionata opzione a favore di una liquidità potenzialmente illimitata non appare per ciò che è, ma, anzi, come un modo del tutto ragionevole di organizzare i rapporti economici e politici all’interno dell’Occidente, in vista della libertà e della crescita.»</p><p>Da <em>Il fine della finanza</em> di M. Amato e L. Fantacci</p></blockquote>



<p class="has-medium-font-size">Uscire dall&#8217;economia di puro debito, dal sistema iperliberista e dal paradigma della liquidità fondato sul dominio del dollaro è ormai questione di sopravvivenza dell&#8217;umanità e di rinascita/rivoluzione del mondo e dei rapporti tra i popoli a nuova vita. <br>Ne erano assai consapevoli i nostri costituenti, con alle spalle le grandi crisi economiche provocate da quegli stessi sistemi economici liberisti/mercantilisti, che hanno ripreso il sopravvento a partire dalla seconda metà degli anni &#8217;70, e che allora portarono ai totalitarismi e alle grandi guerre globalii. La Costituzione dichiararono di scriverla in modo tale che non accadesse mai più. Dai verbali della Costituente:</p>



<p><em>«Se si lascia libero sfogo alla legge della libera concorrenza e alla libera iniziativa animata solo dal fine del profitto personale, si arriva pur sempre al super capitalismo e così a quelle conseguenze fra le quali primeggia la guerra tremenda che fu la rovina di tanti popoli»</em> Gustavo Ghidini, 1947</p>



<p><em>«(&#8230;)è effettivamente insostenibile la concezione liberale in materia economica, in quanto vi è necessità di un controllo in funzione dell’ordinamento più completo dell’economia mondiale, anche e soprattutto per raggiungere il maggiore benessere possibile. Quando si dice controllo della economia, non si intende però che lo Stato debba essere gestore di tutte le attività economiche, ma ci si riferisce allo Stato nella complessità dei suoi poteri e quindi in gran parte allo Stato che non esclude le iniziative individuali, ma le coordina, le disciplina e le orienta»</em> Aldo Moro, 1947</p>



<p>Aggiornamento del 27 agosto 2023</p>



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</div></figure>



<p class="has-small-font-size">(1) Rueff. Le péche monétaire de l&#8217;Occident. p. 24</p>



<p class="has-small-font-size">(2) <a href="https://www.ft.com/content/b74b0563-ee34-4cc6-b31e-c95f1598eecc">Druckenmiller takes aim at dollar in sole conviction trade</a>: https://www.ft.com/content/b74b0563-ee34-4cc6-b31e-c95f1598eecc</p>



<p class="has-small-font-size">(3) J.L.M. Keynes Proposte per un International Clearing Union &#8211; Aprile 1943</p>



<p class="has-small-font-size">(4) Al momento dell&#8217;avvio l&#8217;ICU può concedere un&#8217;apertura di credito del 50% della media dei 5 anni precedenti dell&#8217;entità del suo commercio internazionale. </p>


<a href="https://www.francescocappello.com/wp-content/uploads/2023/05/keynes-it.pdf" class="pdfemb-viewer" style="" data-width="max" data-height="max"  data-toolbar="bottom" data-toolbar-fixed="off">keynes-it<br/></a>
<p class="wp-block-pdfemb-pdf-embedder-viewer"></p>



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