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	<title>Draghi &#8211; Seminare Domande [www.pangeanotizie.it]</title>
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	<description>Seminare domande in ognuno matura e germina risposte: voce e nuovo potere – Danilo Dolci</description>
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	<title>Draghi &#8211; Seminare Domande [www.pangeanotizie.it]</title>
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		<title>L&#8217;Ue fa la colletta affamando i paesi membri pur di armarsi contro la Russia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesco Cappello]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 Feb 2026 13:51:04 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[L’Unione Europea, e noi con essa, ci indebitiamo, per poter continuare ad alimentare la guerra, incuranti del peggioramento dei conti pubblici che comporteranno tagli ai servizi pubblici e sacrifici e nuova austerity… I primi tentativi di introdurre il debito comune europeo erano stati fatti con l’altra emergenza, anch’essa apparecchiata a tavolino, quella pandemica. La necessità&#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div style='display:none;' class='shareaholic-canvas' data-app='share_buttons' data-title='L&#039;Ue fa la colletta affamando i paesi membri pur di armarsi contro la Russia' data-link='https://www.francescocappello.com/2026/02/23/lue-fa-la-colletta-affamando-i-paesi-membri-pur-di-armarsi-contro-la-russia/' data-app-id-name='category_above_content'></div>
<h2 class="has-medium-font-size" id="l-unione-europea-e-noi-con-essa-ci-indebitiamo-per-poter-continuare-ad-alimentare-la-guerra-incuranti-del-peggioramento-dei-conti-pubblici-che-comporteranno-tagli-ai-servizi-pubblici-e-sacrifici-e-nuova-austerity">L’Unione Europea, e noi con essa, ci indebitiamo, per poter continuare ad alimentare la guerra, incuranti del peggioramento dei conti pubblici che comporteranno tagli ai servizi pubblici e sacrifici e nuova austerity…</h2>



<p class="has-medium-font-size">I primi tentativi di introdurre il <strong>debito comune europeo</strong> erano stati fatti con l’altra <strong>emergenza</strong>, anch’essa apparecchiata a tavolino, quella <strong>pandemica</strong>. <strong>La necessità di un debito comun</strong>e europeo che ci era stata presentata come il &#8220;salvavita&#8221; eccezionale per uscire dalla terapia intensiva della pandemia, <strong>ha ufficialmente cambiato divisa e ha imbracciato il fucile</strong>.<br>In questo febbraio 2026, è ormai chiaro che la famosa <strong>carta di credito collettiva</strong> non serve più a comprare respiratori, a sostenere i redditi delle famiglie o a finanziare asili nido, istruzione, ricerca, infrastrutture eccetera, essendo piuttosto diventato il portafoglio di guerra dell&#8217;Unione.<br>Il tabù è stato definitivamente abbattuto con<strong> l&#8217;approvazione del maxi-prestito da 90 miliardi di euro per l&#8217;Ucraina</strong>: di questi, <strong>ben 60 miliardi sono destinati direttamente a finanziare la difesa e l&#8217;acquisto di armamenti</strong>.<br>In pratica,<strong> l&#8217;Europa guerrafondaia</strong> ha deciso che <strong>l&#8217;unico modo per tenere in piedi il fronte orientale e soddisfare le pressanti richieste di Kiev è quello di indebitarsi tutti insieme</strong>, trasformando quella che doveva essere una misura solidale per spese sociali in un motore finanziario per un conflitto a lungo termine.<strong> La guerra sembra l&#8217;unico collante funzionante a tenere insieme un&#8217;Unione sempre più disgregata</strong>.</p>



<h3 id="le-conseguenze-economiche">Le conseguenze economiche</h3>



<p class="has-medium-font-size">Questa scelta avrà effetti collaterali estremamente gravi per i bilanci di casa nostra. Mentre Bruxelles emette i suoi &#8220;<strong>Eurobond</strong>&#8221; per mandare carri armati e munizioni, <strong><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-red-color">questi titoli finiscono inevitabilmente per entrare in competizione diretta con i BTP italiani</mark></strong>. L&#8217;arrivo di questo <strong>nuovo debito comune &#8220;bellico&#8221;</strong> si sta abbattendo <strong>sulle prossime aste del Tesoro</strong> con la classica grazia di un elefante in una cristalleria.<br><strong><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-red-color">Mentre l&#8217;Italia si prepara a cercare compratori dei suoi titoli di debito per collocare circa 350 miliardi di euro in titoli nel corso del 2026</mark></strong>, si ritrova a dover <strong>competere</strong> con un vicino di casa decisamente più ingombrante e rassicurante: <strong><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-red-color">la Commissione Europea offre infatti al mercato prodotti che godono del massimo della sicurezza (tripla A), rendendo i nostri BTP improvvisamente meno appetibili per i grandi investitori internazionali, che preferiscono finanziare la difesa comune europea piuttosto che il debito nazionale italiano</mark></strong>.<br>Questa concorrenza non è affatto gratis. Per convincere i mercati a scegliere ancora i titoli tricolore invece di quelli europei, il Tesoro sarà costretto ad alzare ulteriormente i rendimenti già elevati, <strong>facendo lievitare il &#8220;servizio al debito&#8221;</strong>, ovvero la mostruosa montagna di interessi che l&#8217;Italia deve pagare ogni anno (<strong>90 miliardi nel 2025</strong>). In altri termini, <strong>nel 2025 abbiamo speso per gli interessi quasi quanto l&#8217;intero budget destinato all&#8217;istruzione e oltre la metà di quanto stanziato per il Fondo Sanitario Nazionale</strong>.<strong><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-red-color"> In pratica, ogni volta che un cittadino si lamenta di una lista d&#8217;attesa infinita o di una scuola che cade a pezzi, dovrebbe ricordare che una fetta enorme delle sue tasse è già stata &#8220;prenotata&#8221; dai mercati finanziari</mark></strong>.</p>



<p class="has-medium-font-size">Ogni frazione di punto percentuale in più nelle aste si traduce in miliardi di euro sottratti a sanità e istruzione, trasporti, giustizia, ricerca, infrastrutture eccetera per essere girati ai mercati finanziari.<br>È il classico paradosso di Bruxelles: <strong>l&#8217;Italia si indebita collettivamente per sostenere una guerra, ma proprio questo indebitamento cannibalizza la domanda per i titoli nazionali, rendendo più caro e difficile pagare gli interessi sul proprio debito nazionale</strong>.<br>Le conseguenze concrete saranno evidenti già nelle prossime scadenze critiche del 2026, <strong>in particolare per i BTP a 10 anni che dovranno essere rinnovati tra marzo e maggio</strong>. Con i fondi esteri che scappano verso i più rassicuranti titoli europei &#8220;di guerra&#8221;, <strong>il Governo sarà costretto a raschiare il fondo del barile del risparmio domestico, alzando i tassi per convincere le famiglie italiane a comprare debito nazionale mentre l&#8217;Europa drena liquidità per le armi</strong>.</p>



<p class="has-medium-font-size">In definitiva, mentre l&#8217;Unione Europea festeggia la sua nuova capacità di spesa bellica, l&#8217;Italia si trova a ballare sul ciglio di un&#8217;asta dove <strong>il prezzo del denaro diventa insostenibile</strong>, ricordandoci che <strong>ogni proiettile finanziato collettivamente a Bruxelles rischia di costare un ospedale o una scuola in meno a Roma</strong>.</p>



<p class="has-medium-font-size">Di questa dinamica <strong>si avvantaggiando i grandi fondi di investimento statunitensi </strong>(the big Three: <strong>Black Rock, Vanguard, State Street</strong>). Man mano infatti che i tagli degraderanno ulteriormente i servizi pubblici e la previdenza,<strong> la loro offerta di <mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-red-color">polizze assicurative, sanitarie e pensionistiche</mark></strong> verrà domandata contribuendo allo smantellamento dei servizi pubblici a favore della loro privatizzazione in veste finanziaria. Un circolo vizioso infernale&#8230;</p>



<p class="has-medium-font-size"><strong><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-red-color">L&#8217;Unione Europea, </mark><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-purple-color">attraverso il bilancio comunitario e i contributi dei singoli Stati</mark><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-red-color">, ha già erogato circa </mark><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-purple-color">155 miliardi di euro</mark><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-red-color"> in termini di assistenza reale e tangibile all’Ucraina</mark></strong>. Questa cifra mastodontica non include le promesse future, ma rappresenta il totale di quanto già versato per mantenere operativo lo Stato ucraino, <strong>fornire equipaggiamento militare e gestire l&#8217;emergenza umanitaria all&#8217;interno e all&#8217;esterno dei confini ucraini</strong>.<br><strong>L&#8217;Italia</strong>, contrariamente alla percezione di un impegno limitato, ha già sostenuto una spesa reale che si aggira intorno ai <strong>14,5 miliardi di euro</strong>. Questa somma non è un&#8217;ipotesi, ma il risultato di <strong>tre voci di spesa</strong> concrete e già contabilizzate. <strong>La prima riguarda i contributi diretti e le armi inviate, per una cifra che supera i 2,5 miliardi di euro</strong>. <mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-cyan-blue-color"><strong>La seconda, molto più pesante, è la nostra quota parte dei versamenti al bilancio UE che sono stati dirottati verso Kiev: poiché l&#8217;Italia contribuisce per circa il 13% al budget europeo, abbiamo indirettamente finanziato i vari pacchetti di assistenza macrofinanziaria per oltre 8 miliardi di euro</strong></mark>. <strong>Infine, vanno sommati i circa 4 miliardi di euro già spesi dallo Stato italiano per l&#8217;accoglienza e l&#8217;assistenza dei profughi ucraini sul nostro territorio nazionale</strong>.</p>



<p class="has-medium-font-size">Senza contare che nei prossimi dieci anni dobbiamo anche trovare le risorse finanziarie finanziarie per aumentare le nostra spesa militare dall&#8217;1,3% del PIL al 5% ossia da 80 milioni di euro al giorno a più di 300 milioni di euro al giorno.</p>



<p class="has-medium-font-size">Nel frattempo la propaganda di guerra dell&#8217;Unione afferma che l’economia della Russia con un rapporto <strong>debito/Pil del 15,2%</strong> sta ormai crollando.<br>In realtà, mentre noi allegramente accettiamo il nostro <strong>135-140%</strong> che aumenterà ulteriormente a causa del debito comune, Mosca si permette il lusso di avere un debito che è quasi dieci volte inferiore al nostro in termini relativi.</p>



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		<title>L&#8217;Ue chiamata a riparare i danni di guerra. Gli USA intendono insinuarsi tra Russia e Cina?</title>
		<link>https://www.francescocappello.com/2025/02/22/lue-chiamata-a-riparare-i-danni-di-guerra-gli-usa-intendono-insinuarsi-tra-russia-e-cina/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesco Cappello]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 22 Feb 2025 16:37:51 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Fuori l'Italia dalla guerra]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style='display:none;' class='shareaholic-canvas' data-app='share_buttons' data-title='L&#039;Ue chiamata a riparare i danni di guerra. Gli USA intendono insinuarsi tra Russia e Cina?' data-link='https://www.francescocappello.com/2025/02/22/lue-chiamata-a-riparare-i-danni-di-guerra-gli-usa-intendono-insinuarsi-tra-russia-e-cina/' data-app-id-name='category_above_content'></div>
<h3 id="la-guerra-ha-elevato-una-barriera-tra-ue-russia-e-cina-superabile-solo-da-un-cambio-completo-dei-quadri-dirigenti-europei-ora-che-gli-obiettivi-statunitensi-di-debilitazione-dell-economia-europea-e-di-arresto-del-rapporto-virtuoso-tra-europa-e-federazione-russa-cosi-come-quello-tra-europa-e-cina-sono-stati-pienamente-raggiunti-gli-stati-uniti-hanno-bisogno-di-recuperare-il-tempo-perduto-rispetto-a-cina-e-russia-l-errore-piu-grande-degli-stati-uniti-e-stato-di-spingere-la-russia-tra-le-braccia-della-cina-gli-usa-di-trump-stanno-ora-provando-ad-insinuarsi-tra-le-due-colonne-portanti-dei-paesi-brics">La guerra ha elevato una barriera tra Ue, Russia e Cina superabile solo da un cambio completo dei quadri dirigenti europei. Ora che gli obiettivi statunitensi di debilitazione dell’economia europea e di arresto del rapporto virtuoso tra Europa e Federazione Russa, così come quello tra Europa e Cina, sono stati pienamente raggiunti, gli Stati Uniti hanno bisogno di recuperare il tempo perduto rispetto a Cina e Russia. L&#8217;errore più grande degli Stati Uniti è stato di spingere la Russia tra le braccia della Cina. Gli USA di Trump stanno ora provando ad insinuarsi tra le due colonne portanti dei paesi BRICS</h3>



<p class="has-medium-font-size">Gli Stati Uniti hanno bisogno di recuperare il tempo perduto rispetto a Cina e Russia. Hanno enormi problemi economici e hanno perso il primato economico, scientifico, tecnologico e militare che vantavano rispetto a Russia e Cina che insieme corrispondono alla vera superpotenza dei nostri tempi. Hanno perciò bisogno di spostare in avanti nel tempo i loro programmi di ripristino dell&#8217;egemonia perduta. La loro economia si è quasi del tutto finanziarizzata. Hanno perciò bisogno di tempo per reindustrializzarsi mentre stanno cercando di ingraziarsi la Federazione Russia in funzione anti cinese. Stanno perciò incuneandosi, a partire dalla fase aperta dalla trattativa di pace in corso con la Federazione Russa, tra Russia e Cina, cercando nel contempo di smontare il ben fatto in ambito BRICS. Si ricordi la minaccia di dazi ai paesi BRICS qualora volessero insistere nell&#8217;attuazione del proposito di fare a meno del dollaro e sull&#8217;altro versante l&#8217;invito a Putin di ritornare nel G7 (Il G8 divenne G7 nel 2014, quando la Russia fu sospesa dal gruppo a seguito dalla legittima annessione della Crimea, tramite referendum) per attirarlo nuovamente nell&#8217;orbita occidentale. Un Occidente collettivo che però non esiste più. <a href="https://www.nytimes.com/2025/02/20/world/europe/us-g7-russia-ukraine-war.html">Nell&#8217;ultimo G7</a> abbiamo visto l’opposizione statunitense a una bozza di dichiarazione del Gruppo dei sette che al terzo anniversario <strong>parla ancora di aggressione della Russia all’Ucraina</strong>, un&#8217;opposizione che arriva dopo che <strong>il presidente Trump ha accusato l&#8217;Ucraina di aver iniziato la guerra</strong> sollevando al contempo gli USA da ogni responsabilità.<br>L&#8217;Unione Europea, d&#8217;altronde, non ha puntato a sviluppare una politica di sicurezza autonoma, lasciando che l&#8217;espansione della NATO ad EST violasse il pricipio di indivisibilità della sicurezza prima vigente. L&#8217;UE piuttosto che lavorare al ripristino di una architettura di sicurezza europea intende concentrarsi sull&#8217;aumento delle spese militari e sulla creazione di un esercito europeo che sarebbe giustificato dalle presunte e millantate mire espansionistiche russe. <strong>La NATO ha, infatti, definito la Russia come un &#8220;nemico esistenziale&#8221;</strong>, ostacolando definitivamente la fiducia necessaria per la ricostruzione della sicurezza nello spazio europeo senza una vera visione strategica a lungo termine finalizzata alla sicurezza del continente.</p>



<p class="has-medium-font-size"><strong>Gli USA non fanno mistero del fatto che i loro attuali nemici siano la Cina e l’Iran</strong> su cui potranno ora concentrarsi dopo essersi disimpegnati dallo spazio europeo. In questo stato di cose, che l&#8217;Europa, con la sua follia anti russa, possa tenere aperto il fronte ucraino continuando ad impegnare la Russia, all&#8217;America di Trump farebbe solo piacere. <br><strong>L&#8217;avvicinamento a cui hanno costretto Russia e Cina è stato il grande errore degli Stati Uniti</strong>. Russia e Cina insieme si complementano in una superpotenza economica e militare insuperabile. Trump farà di tutto per allontanarli, incuneandosi tra i due ma non sarà facile. È ormai fuori tempo massimo. La costruzione di tutte quelle istituzioni del nuovo ordine multipolare e pluricentrico è avanzato ormai irreversibilmente. Il Segretario di Stato americano Marco Rubio ha lanciato un allarme in un rapporto sulla crescente minaccia proveniente dalla Cina già leader in 37 delle 44 tecnologie critiche. <strong>Rubio chiede che si agisca urgentemente per arginare il dominio economico cinese su scala globale e fermare la &#8220;sinicizzazione&#8221; dell&#8217;economia globale</strong>. <br>La Cina, dal canto suo, è il più grande paese manifatturiero al mondo e sapendo di essere nel mirino statunitense si sta armando efficacemente e a velocità crescente anche nel settore nucleare. </p>



<h3 class="has-text-align-center" id="i-preparativi-nell-indopacifico-in-funzione-anticinese">I preparativi nell&#8217; &#8220;Indopacifico&#8221; in funzione anticinese</h3>



<p class="has-medium-font-size">Gli Stati Uniti stanno costruendo diverse alleanze militari e politiche nell&#8217;Indo-Pacifico. Il <strong>QUAD o Dialogo di Sicurezza Quadrilaterale</strong>, è un&#8217;alleanza strategica che coinvolge Stati Uniti, Giappone, India e Australia. Questo gruppo si concentra sulla cooperazione in materia di sicurezza, conducendo esercitazioni militari congiunte. Anche<strong> l&#8217;AUKUS è un patto di sicurezza tra Stati Uniti, Regno Unito e Australia</strong> che prevede la condivisione di tecnologie avanzate, come i sottomarini a propulsione nucleare, e una stretta cooperazione in materia di difesa. Oltre a queste alleanze sono stati raggiunti degli <strong>Accordi Bilaterali di difesa</strong>, cooperazione militare e presenza di truppe statunitensi <strong>con Giappone, Corea del Sud, Filippine e Vietnam</strong>. Tra le iniziative commerciali in funzione anticinese. In particolare gli USA stanno ricostruendo la più grande base aerea dell&#8217;Oceano Pacifico, <strong>la Base Aerea di Tinian</strong>. Fu da qui che decollarono gli aerei per sferrare attacchi nucleari su Hiroshima e Nagasaki, i bombardieri B-29 Superfortress. L&#8217;attuale scopo della base aerea di Tinian fa parte di quel complesso di risorse che il Pentagono sta allestendo nella regione Asia-Pacifico in vista di un eventuale scontro, anche sul piano militare, con la Cina.</p>



<h3 class="has-text-align-center" id="the-national-interest-della-rice-sposato-da-trump">The National Interest della Rice sposato da Trump</h3>



<p class="has-medium-font-size">Era stato Henry Kissinger negli anni 70 a volere la transizione da una gestione, economica e militare, tutta statunitense del pianeta, ad una collaborazione assai articolata con gli alleati. Trent&#8217;anni dopo <strong>Condolezza Rice</strong> su <em>Foreign Affairs</em> nell&#8217;articolo <a href="https://www.jstor.org/stable/20049613?oauth_data=eyJlbWFpbCI6Im5lc3NpZWNvbm5lc3NpQGdtYWlsLmNvbSIsImluc3RpdHV0aW9uSWRzIjpbXSwicHJvdmlkZXIiOiJnb29nbGUifQ"><em>The National Interest</em></a> <strong>proponeva che gli Stati Uniti smettessero di usare le proprie forze armate come una sorta di servizio di emergenza globale</strong>, intervenendo militarmente nei diversi conflitti in tutto il mondo (il più delle volte causati da loro stessi) secondo una definizione troppo ampia e alla lunga insostenibile dell&#8217;interesse nazionale. <strong>Gli Stati Uniti, affermava la Rice, si sarebbero dovuti concentrare sulla deterrenza di minacce significative e sul mantenimento della stabilità globale, mentre agli attori regionali sarebbe stato riservato il compito di farsi carico della gestione dei conflitti locali</strong>. In questo modo si sarebbe potuto bilanciare il rapporto con potenze come Russia e Cina.<br>La seconda amministrazione Trump, così come lo fu la prima, è in piena continuità con questi propositi della politica statunitense dettati primariamente dalle crescenti difficoltà economiche.<br>La combinazione di politiche aggressive verso l&#8217;Europa e il sostegno a <strong>nuove forme di investimento come le criptovalute connesse ad una possibile riduzione dei tassi di interesse</strong> potrebbe innescare una crisi finanziaria: economia finanziarizzata e necessità di reindustrializzare mentre incombe una <strong>posizione finanziaria netta negativa</strong> per più di venti trilioni di dollari insieme a <strong>debito pubblico fuori controllo</strong> sopra i 36 trilioni di dollari che matura interessi dell&#8217;ordine del trilione di dollari e con <strong>processi inflattivi in corso incompatibili con un&#8217;aggressiva politica di dazi</strong>, il tutto sotto la minaccia crescente di <strong>dedollarizzazione</strong>. Oltretutto l&#8217;attuale <strong>valore di mercato di molte società americane</strong>, in particolare nel settore tecnologico, è <strong>eccessivamente gonfiato</strong>. La loro capitalizzazione, rispetto al valore reale delle aziende, è tenuta artificiosamente alta <strong>dai grandi fondi di investimento</strong>. Si tratta di una vera e propria bolla finanziaria. Trump sembra intenzionato a smantellare il monopolio di grandi fondi come Black Rock, favorendo invece gruppi finanziari più piccoli e legati a settori emergenti come le <strong>criptovalute e gli Hedge fund</strong>, fondi comuni di investimento speculativi privati, col rischio di innesco di una grande crisi finanziaria che a causa della fragilità della bolla potrebbe rapidamente portare ad un crollo delle valutazioni azionarie <strong>destabilizzando l&#8217;intero sistema finanziario occidentale</strong>. Ultimamente abbiamo avuto un saggio di tale instabilità quando è arrivata l&#8217;IA cinese con deepseek e Qwent che hanno provocato un crollo nel settore dell&#8217;High Tech occidentale ed un riorientamento verso le borse orientali. In particolare si è assistito ad una perdita per quasi 500 miliardi di dollari a carico della società Nvidia (vedi il mio <a href="https://www.francescocappello.com/2025/01/28/ricerca-profonda-la-rivincita-dellopen-source/">Ricerca Profonda. La rivincita dell’Open Source</a>). L&#8217;inversione di tendenza che oggi vediamo nelle relazioni internazionali, con gli Stati Uniti e la Russia, orientati verso una normalizzazione dei rapporti, a scapito dell&#8217;Ucraina e dell&#8217;Europa è dunque ben radicata nelle scelte statunitensi.</p>



<h3 class="has-text-align-center" id="la-difesa-comune-europea-fa-da-collante-ad-un-unione-europea-in-via-di-rapido-sgretolamento">La difesa comune europea fa da collante ad un&#8217;Unione Europea in via di rapido sgretolamento</h3>



<p class="has-medium-font-size"><strong>Draghi ha promesso agli Stati Uniti il contributo europeo al rieqilibrio della bilancia commerciale tra Ue e USA</strong> disponendo il continente europeo alla sostituzione del gas da tubo russo con il gas liquefatto statunitense insieme ad un aumento di spesa europea verso gli USA per la difesa comune sino al 5% del PIL (a discapito ovviamente degli investimenti in sanità, istruzione, welfare e in generale dello stato sociale); <strong>acquisti che vengono effettuati </strong>presso aziende americane come <strong>Raytheon, Boeing, Lookheed Martin </strong>e altre in modo tale che i finanziamenti europei finiscano per sostenere l&#8217;industria militare statunitense anziché essere reinvestiti nell&#8217;economia europea o nel miglioramento dei servizi pubblici. Allo scopo Draghi punta sul debito comune europeo per finanziare gli investimenti necessari. <strong>Altri, come il ministro spagnolo Carlos Cuerpo pensano al  Meccanismo Europeo di Stabilità (MES) per finanziare le spese militari</strong> mentre la presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, ha spiegato che sarà possibile uscire dai rigidi controlli del Patto di Stabilità che mentre continuerà ad essere valido per tutti gli investimenti in campo economico e sociale permetterà ai paesi dell&#8217;Unione di  indebitarsi senza freni per quanto riguarda le spese militari finalizzate alla guerra alla Russia. <br>Oltretututto <strong>la Ue non contrasta</strong> tutte quelle condizioni che stanno favorendo <strong>la migrazione delle industrie europee verso gli Stati Uniti</strong>. Il tutto ovviamente sotto minaccia di dazi ostacolati l&#8217;ingresso nel mercato americano dei prodotti europei da parte degli Stati Uniti qualora l&#8217;Europa non accettasse i diktat americani che ricordano per molti versi le riparazioni di guerra che si infliggono ai paesi sconfitti. <br>L&#8217;offensiva della nuova amministrazione statunitense comprende anche l&#8217;attuazione di un sistema di defiscalizzazione atto ad attrarre il risparmio degli europei offrendo incentivi fiscali che <strong>rendono più conveniente per gli investitori europei spostare i propri capitali negli Stati Uniti</strong>. Al contempo  nonostante possibili riduzioni dei tassi di interesse, i rendimenti dei titoli USA rimangono alti rendendo l&#8217;investimento in titoli americani, mediato dai grandi fondi di investimento USA, attraente per gli investitori europei. <strong>Un altro aspetto è legato al fatto che il capitale americano tende ad acquisire partecipazioni crescenti nel sistema bancario e in altri settori significativi europei</strong>, sfruttando i prezzi favorevoli delle banche europee. Questo processo di acquisizione attrae <strong>capitali europei verso gli Stati Uniti</strong> deprivando l&#8217;Europa di importanti risorse finanziarie che sarebbero state utili al suo sviluppo interno. <br>Tutto ciò consentirà agli USA di riposizionarsi  sullo scacchiere globale delegando agli europei il fronte ucraino con la Russia riducendo così un eccesso di fronti aperti per gli USA. </p>



<p class="has-medium-font-size"><strong>Gli Usa di Trump hanno smesso di armare l&#8217;Ucraina ripristinando il ruolo della diplomazia</strong>. La <strong>scelta di Riyadh</strong> quale sede dei negoziati è stata assai <strong>significativa per il ruolo chiave del mercato energetico</strong>. L&#8217;Arabia Saudita è, infatti, uno dei maggiori produttori di petrolio al mondo e membro influente dell&#8217;OPEC+. <strong>La riduzione del prezzo dell&#8217;energia è uno degli obiettivi dichiarati dall&#8217;amministrazione Trump</strong>. Per raggiungere tale obiettivo, è necessario che gli Stati Uniti si accordino con i principali produttori di energia, tra cui Russia e Arabia Saudita. Parallelamente, gli Stati Uniti sembrerebbero interessati a una <strong>cooperazione energetica con la Russia nell&#8217;Artico</strong>, aprendo a un ripristino del personale presso le rispettive ambasciate. Il fatto che europei e ucraini siano stati esclusi dai colloqui di Riyadh sottolinea come le decisioni più importanti vengano ora prese direttamente tra Stati Uniti e Russia, senza coinvolgere altri attori <strong>che peraltro hanno manifestato apertamente la volontà di continuare ad ogni costo la guerra</strong> più che mirare ad una pace duratura. Questo implica una <strong>marginalizzazione del ruolo dell&#8217;Europa</strong> e dell&#8217;Ucraina nelle dinamiche geopolitiche in corso. Gli Stati Uniti stanno, infatti, agendo primariamente per i propri interessi, senza più considerare l&#8217;Europa e l&#8217;Ucraina come alleati imprescindibili. <strong>L&#8217;Europa, in particolare, si dovrà accollare le spese di ricostruzione e mantenimento dell&#8217;Ucraina</strong> se dovesse accoglierla <strong>nella Ue</strong> secondo le aperture in tal senso manifestate dalla Von Der Leyen. <br>L&#8217;Ucraina, quale nazione sconfitta, dovrà pagare riparazioni di guerra agli Stati Uniti a compenso degli aiuti ricevuti (rimuovendo il fatto che a mettere l&#8217;Ucraina in questo stato di cose siano stati gli angloamericani), cedendo risorse e territori per un valore di 500 miliardi di dollari. Allo stesso tempo, l&#8217;Europa si trova a continuare a subire un danno economico enorme a causa delle sanzioni imposte alla Russia, che senza danneggiare troppo quest&#8217;ultima avvantaggiano invece gli Stati Uniti. <strong>Gli Stati Uniti potrebbero revocare le sanzioni alla Russia, lasciando l&#8217;Europa a continuarle</strong>. È stato recentemente varato il <strong>sedicesimo pacchetto europeo di sanzioni</strong> alla Russia. In questo contesto, con gli Stati Uniti che mettono in discussione il loro impegno per la sicurezza europea,<strong> la NATO sembra perdere di significato</strong>. </p>



<p class="has-medium-font-size">L&#8217;Europa si trova in una posizione di estrema debolezza. Ci sono oggi le condizioni per ripensare il suo ruolo nel mondo, sciogliere questa (dis)unione europea e difendere i nostri interessi nazionali, <strong>smettendo di comportarci come servi di potenze straniere</strong>. Sarebbe l&#8217;ora di chiedere lo <strong>smantellamento delle basi USA e Nato</strong> dal nostro territorio e <strong>ridurre al minimo le nostre spese militari limitandole alla difesa</strong> e non più alla partecipazione a guerre che non ci appartengono e tornare a rivolgere la nostra attenzione e cooperazione verso i paesi del mediterraneo abbattendo, con tutti i mezzi costituzionali a nostra disposizione, qualsiasi quadro dirigente guerrafondaio.  </p>



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<div style='display:none;' class='shareaholic-canvas' data-app='share_buttons' data-title='L&#039;Ue chiamata a riparare i danni di guerra. Gli USA intendono insinuarsi tra Russia e Cina?' data-link='https://www.francescocappello.com/2025/02/22/lue-chiamata-a-riparare-i-danni-di-guerra-gli-usa-intendono-insinuarsi-tra-russia-e-cina/' data-app-id-name='category_below_content'></div><div style='display:none;' class='shareaholic-canvas' data-app='recommendations' data-title='L&#039;Ue chiamata a riparare i danni di guerra. Gli USA intendono insinuarsi tra Russia e Cina?' data-link='https://www.francescocappello.com/2025/02/22/lue-chiamata-a-riparare-i-danni-di-guerra-gli-usa-intendono-insinuarsi-tra-russia-e-cina/' data-app-id-name='category_below_content'></div>]]></content:encoded>
					
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		<title>Emergenza Gas Esplosivo a 160 gradi sotto lo zero</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesco Cappello]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 05 Jun 2022 08:28:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[#perunmondosenzaguerre]]></category>
		<category><![CDATA[l'oro & la spada]]></category>
		<category><![CDATA[NO NATO NO GUERRA]]></category>
		<category><![CDATA[Cingolani]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style='display:none;' class='shareaholic-canvas' data-app='share_buttons' data-title='Emergenza Gas Esplosivo a 160 gradi sotto lo zero' data-link='https://www.francescocappello.com/2022/06/05/emergenza-gas-esplosivo-a-160-gradi-sotto-lo-zero/' data-app-id-name='category_above_content'></div>
<div class="wp-block-image"><figure class="alignleft is-resized"><img loading="lazy" src="https://encrypted-tbn0.gstatic.com/images?q=tbn:ANd9GcQkC5Ll6Vt2_AlHb7_QpwyHKNPI3jbaMzhGFA&amp;usqp=CAU" alt="Le navi con il gnl non bastano, l'Ue speri che con i russi vinca la  diplomazia&quot; (di A. Mauro) - HuffPost Italia" width="510" height="207"/></figure></div>



<p class="has-medium-font-size">Difficile immaginarlo se non ti è mai capitato di vederne uno. Un impianto di rigassificazione galleggiante (Floating Storage and Regasification Unit &#8211; FSRU) è una nave lunga più di tre campi da calcio, messi in fila, sul lato lungo&#8230; la sovrastano enormi gobbe sferiche, quali serbatoi frigoriferi (criogenici). Vorrebbero  familiarizzare con una tale presenza i cittadini di Piombino e quegli avventori e/o turisti che non percependone la pericolosità si trovassero in visita presso Piombino/Venturina o anche solo di passaggio per imbarcarsi per l&#8217;Elba, a 10 km di distanza. Chissà come reagiranno i piombinesi e gli elbani quando dovessero farsi consapevoli del fatto che quei bomboloni saranno continuamente riempiti e svuotati con gas naturale mantenuto a 161 gradi sotto lo zero allo scopo di stiparne 600 metri cubi di gas aeriforme in un solo metrocubo liquido e che di metri cubi liquidi la barchetta arcobaleno (330 milioni di euro) che Cingolani annuncia, potrà contenerne 170mila di metri cubi. Il rischio vale perché se i piombinesi e gli elbani accetteranno con entusiasmo che, per almeno due anni, essa possa starsene parcheggiata e operativa nel loro porto, saremo in grado di essere più severi con la Russia e ottenere la pace nel mondo&#8230; <br>Gas naturale liquefatto. Perché liquefatto? Ma certo! Per poterlo trasportare più agevolmente con le navi gasiere! Sì, poi va riscaldato e riportato dallo stato liquido a quello più consueto per i gas a temperatura ambiente, lo stato gassoso. Niente di meglio allora che usare il calore dell&#8217;acqua di mare per scambiarlo con il gas liquido allo scopo di riportarlo allo stato gassoso. Il mare si raffredda un pò localmente e il gas riacquista il suo stato gigante, un metro liquido si espande e tornano i 600 gassosi. Un applauso agli ingegneri che hanno fatto la pensata. <br>Se si fa qualche conticino (2) avendo a riferimento la capacità dei bomboloni del rigassificatore di dimensioni intermedie, come quello della OLT, al largo della costa tra Pisa e Livorno, che è di 140 mila metri cubi di gas liquido (a Piombino 170mila), si capisce che l&#8217;unità di misura più opportuna per quantificarne il contenuto energetico a pieno carico è quello della bomba di Hiroshima. No, certo, senza considerarne la radioattività&#8230; Ecco, la nave a pieno carico porta un contenuto energetico pari a più di 50 bombe di Hiroshima, più di 60 nel caso di Piombino (3). <br>Pericoloso? Ma noooh&#8230;! O sì? Se si dovesse giudicare dalle <a href="https://www.oltoffshore.it/wp-content/uploads/2020/03/olt_impaginato-dichiarazione-emas_compressed.pdf">precauzioni prese dalla capitaneria di porto di Livorno</a> (1) forse qualche preoccupazione in più potrebbe insorgere negli abitanti di Piombino e dell&#8217;Elba (10 km da Piombino). Nel caso del rigassificatore OLT a 22 km dalla costa tra Marina di Pisa e Tirrenia ci siamo abituati a rispettare una <strong><em>zona circolare di interdizione totale</em> </strong>di 7,4 km di diametro con al centro il rigassificatore OLT. Un&#8217;area di 43 chilometri quadrati, con al centro i bomboloni galleggianti, dove è vietato tutto: navigazione, sosta, ancoraggio e pesca, nonché qualunque attività di superficie o subacquea! A pattugliare la zona una nave guardiana (la LNG Guardian) vigile 24 ore su 24. Va un pò meglio, ma nemmeno tanto, in tutta una zona concentrica alla prima di 129 chilometri quadrati, una corona circolare con raggio compreso tra 3,7 e 7,4 chilometri, la <strong><em>zona di limitazione</em></strong> nella quale è vietato tutto però almeno ci passi se non hai troppa fretta. Devi mantenere una velocità inferiore a 10 nodi altrimenti scatta implacabile l&#8217;autovelox della LNG Guardian. Decisamente meglio se ti limiti alla <strong><em>zona di preavviso</em></strong> fra 7,4 e 14,8 chilometri, nella quale puoi concederti, se avessi delle buone ragioni e avverti la capitaneria, una sosta per necessità e/o emergenze. Basta far sapere come mai vuoi sostare proprio lì a 15 km dal rigassificatore in un punto qualsiasi di quest&#8217;area di 556 chilometri quadrati intorno ai bomboloni di mare, spiegando ragioni e motivazioni che ti spingono a questo azzardo, alla Capitaneria di porto di Livorno e loro capiranno&#8230; </p>



<p class="has-medium-font-size">Ad annunciare a piombinesi ed elbani che non c&#8217;è problema e che si può fare ci pensa il Cingolani che da una parte annuncia: <strong><em>a breve embargo al gas russo</em></strong> e dall&#8217;altra manda a dire alla Camera che <strong><em>saranno installati rigassificatori galleggianti su grandi navi ormeggiate nei porti di Piombino, Ravenna e altri</em></strong> e se lo dice lui è evidente che non c&#8217;è pericolo e che si può fare e che &#8220;quell&#8217;altri&#8221; avranno esagerato un pò e d&#8217;altronde non è mica covid.<br>Ma allora, signor Cingolani, cosa si intende per transizione ecologica? Forse che quel che vale per pisani e livornesi non vale un pò più a sud per piombinesi ed elbani? Ah, ecco, certo. Solo per due anni&#8230; tempo necessario per costruire l&#8217;infrastruttura necessaria a farlo operare &#8220;in sicurezza&#8221; al largo&#8230; </p>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignleft"><img src="https://cdn.quinews.net/slir/w1200-h630/images/8/1/81-italy-oli-2019360-lrg.jpg" alt="L'Elba e la costa piombinese viste dallo spazio | Attualità PORTOFERRAIO"/><figcaption>Piombino in zona interdizione totale. Elba in zona preavviso</figcaption></figure></div>



<p>  </p>



<p class="has-medium-font-size">Chi prima di procedere volesse dare un&#8217;occhiata perlustrativa alle immagini che ci giungono dal mondo in merito a incidenti nei quali è coinvolto il gas liquefatto <a href="https://www.google.com/search?q=Fire+accident+at+LNG&amp;client=firefox-b-d&amp;sxsrf=ALiCzsa0aD0otJcxQ3BdVCbIUPkFLR4IwQ:1654354427505&amp;source=lnms&amp;tbm=isch&amp;sa=X&amp;ved=2ahUKEwjUoe-_hpT4AhVoSvEDHcDxB3AQ_AUoAnoECAEQBA&amp;biw=1440&amp;bih=708&amp;dpr=1.33">clicchi qui</a>. Ovviamente, queste sono cose  successe altrove. Da noi no, impossibile che possano accadere cose simili&#8230; Ci saranno tanti ingegneri, licenziati a Fukushima, disposti a giurare e a dimostrare che non c&#8217;è pericolo, tutto sotto controllo della scienza e della tecnica, sì, con qualche licenza in più, ma strettamente temporanea&#8230; </p>



<p class="has-medium-font-size">Come denunciato da Manlio Dinucci nel corso della puntata di Grandangolo del 3 giugno:<br><em>Le norme internazionali di sicurezza prevedono che i rigassificatori debbano operare lontani da qualsiasi porto o centro abitato. Tali norme vengono però completamente ignorate dal piano governativo, presentato dal ministro Cingolani, già in fase esecutiva</em>. Perché il rigassificatore OLT galleggiante tra Pisa e Livorno, posto in mare aperto, a 22 km dalla costa, è reso inavvicinabile da severe misure fatte osservare dalla Capitaneria di porto di Livorno mentre a Piombino si prevede che possa essere piazzato, per soli due anni, si dice, ormeggiato e operativo nel porto, lato passeggeri? </p>



<figure class="wp-block-embed is-type-wp-embed is-provider-byoblu-la-tv-dei-cittadini wp-block-embed-byoblu-la-tv-dei-cittadini"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="wp-embedded-content" data-secret="bXBqVNHvDf"><a href="https://www.byoblu.com/2022/06/03/grandangolo-pangea-la-rassegna-stampa-internazionale-di-byoblu-50-puntata/">GRANDANGOLO – PANGEA, La rassegna stampa internazionale di Byoblu. 50° puntata</a></blockquote><iframe class="wp-embedded-content" sandbox="allow-scripts" security="restricted" title="&#8220;GRANDANGOLO – PANGEA, La rassegna stampa internazionale di Byoblu. 50° puntata&#8221; &#8212; ByoBlu - La TV dei Cittadini" src="https://www.byoblu.com/2022/06/03/grandangolo-pangea-la-rassegna-stampa-internazionale-di-byoblu-50-puntata/embed/#?secret=lC9EpuJQbe#?secret=bXBqVNHvDf" data-secret="bXBqVNHvDf" width="600" height="338" frameborder="0" marginwidth="0" marginheight="0" scrolling="no"></iframe>
</div></figure>



<p class="has-medium-font-size"><strong>L&#8217;emergenza d&#8217;altronde aiuta a trovare corsie preferenziali</strong> percorrendo le quali è possibile spianare qualsiasi ostacolo normativo in merito a sicurezza, ambiente o simili, che possano impedire gli affari dei soliti noti. Se prima, con la globalizzazione, certe cose era possibile farle solo in certi paesi ove non esistono, o se esistono si chiude un occhio, norme di sicurezza a salvaguardia di lavoratori, cittadini e ambiente, oggi, nell&#8217;epoca post globalizzazione, è possibile anche nei paesi di più antica industrializzazione, come accadeva agli inizi del capitalismo industriale. Per gente come Draghi e Cingolani si tratta di veri e propri progressi: basta con questi lacci e lacciuoli che impediscono gli affari&#8230; <br>Abbiamo visto come l&#8217;emergenza covid abbia accelerato, tramite procedura FAST TRACK la messa in commercio di vaccini OGM che avrebbero necessitato anni e non pochi mesi per essere usati in piena sicurezza, con notevole risparmio sui costi di produzione, a vantaggio dei proventi di Big Pharma. È bastato <a href="https://www.francescocappello.com/2020/11/26/i-negazionisti-della-terapia-domiciliare-precoce/" data-type="post" data-id="2839">negare le cure</a> e proporre l&#8217;unico rimedio possibile su scala globale, i vaccini. Sulla morbilità diffusa, a causa dei <a href="https://www.francescocappello.com/2022/01/13/testimonianze-di-danni-da-vaccino/" data-type="post" data-id="6750">danni provocati dalla campagna vaccinale di massa</a>, bigpharma sta già realizzando ulteriori e superiori proventi a quelli già ingenti realizzati grazie a produzione e vendita dei loro vaccini su scala planetaria. <em> </em><br>Ecco lo schema per bypassare le regole e fare affari: creo un danno che genera un&#8217;emergenza, propongo il rimedio, che data l&#8217;urgenza, va imposto senza andare troppo per il sottile. (Ne avevo parlato nel mio <em><a href="https://www.francescocappello.com/2021/09/24/emergenza-si-declina-al-plurale/">Emergenza si declina al plurale</a>).</em><br>Chi ricorda la lettera <em>Fate Presto</em>  di J.C.Trichet e M.Draghi, con cui ci dicevano che dato lo spread, peraltro opportunamente provocato: «Il Consiglio direttivo della Banca centrale europea, ritiene che sia necessaria un&#8217;azione pressante da parte delle autorità italiane per ristabilire la fiducia degli investitori» anticipando il pareggio di bilancio in Costituzione, liberalizzando i servizi pubblici locali, adottando le riforme agevolanti la deflazione salariale, giungendo all’abbassamento del deficit dell&#8217;1% del PIL nel 2012 e ad un bilancio in pareggio nel 2013, principalmente attraverso tagli di spesa. «Sarebbe appropriata anche una riforma costituzionale che renda più stringenti le regole di bilancio» e «l’uso di indicatori di performance soprattutto nei sistemi sanitario, giudiziario e dell’istruzione», nonché l’abolizione delle Province. Come si vede le cosiddette riforme consistono nella richiesta di smontare lo Stato sociale, incoraggiare la deflazione salariale (Jobs Act), allungare l’età pensionabile (Fornero), in generale prosciugare ulteriormente la liquidità in circolazione per tenere bassa la domanda interna e mantenere così il sistema in deflazione permanente e in recessione; Riforme strutturali quali le privatizzazioni, riforme bancarie finalizzate alla svendita dei crediti incagliati e alla trasformazione delle BCC e delle Banche Popolari in società per azioni. e riforme fiscali finalizzate all’innalzamento delle aliquote; il tutto per assicurare l’oligarchia finanziaria sulla tutela del debito e la sua solvibilità da parte dell’Italia. L’azione concertata delle agenzie di rating e delle ingiunzioni della BCE hanno portato alle dimissioni del governo Berlusconi, cui è seguita una sequenza di governi non eletti direttamente ma risultato di una sorta di prove generali di commissariamento dell’Italia che hanno messo in cantiere e realizzato tutti i punti indicati nella lettera.<br><br>Oggi ci lasciano intendere che qualora ci si agitasse troppo, dati i fallimenti, i licenziamenti, l&#8217;inflazione a due cifre, la stagflazione, ecc. incipienti, potrebbero anche ricorrere a stati di emergenza più in linea con l&#8217;attuale stato marziale a cui hanno costretto il nostro Paese a furia di decreti legge ammessi con estorsioni seriali di fiducia ad un Parlamento ormai muto e servizievole. Ne parlavo nel mio <a href="https://www.francescocappello.com/2022/05/01/verso-lo-stato-di-emergenza-marziale-ce-chi-soffia-sul-rischio-nucleare-fuori-litalia-dalla-guerra/">Verso lo stato di emergenza marziale? Fuori l&#8217;Italia dalla guerra!</a><br><br>Analogamente oggi l&#8217;invio di armi, risorse finanziare, supporto logistico, sponsorizzato da Draghi, a favore dell&#8217;Ucraina, dove nel 2014 si provocò un opportuno colpo di stato neonazista, foraggiato dall&#8217;Occidente, ovviamente perché, a detta dello stesso Draghi: <em>l&#8217;Occidente non può rinunciare a far valere ai suoi principi&#8230;</em> </p>



<p class="has-medium-font-size"><strong><em>Quando l&#8217;emergenza si concretava in ITER AGEVOLATO </em></strong><br>Era il 2006 quando, improvvisamente, si inscenò un&#8217;emergenza causata dalla presunta insufficienza del&#8217;approvigionamento di gas di cui avrebbe sofferto il nostro Paese che sembrava minacciato dalla impossibilità di scaldare adeguatamente le case degli italiani. L&#8217;allarme era stato lanciato dall&#8217;amministratore delegato dell&#8217;Eni Scaroni che prevedeva un calo delle forniture di gas sulle importazioni dalla Russia dell&#8217;8,1%  e la riunione del consiglio dei ministri straordinario, del governo Prodi, per varare le misure necessarie per fronteggiare la &#8220;crisi&#8221;. Il 30 settembre &#8220;Il Sole-24 ore&#8221; pubblica un articolo dal significativo titolo &#8220;<strong>Rigassificatori, si all&#8217;iter agevolato</strong>&#8220;. Il decreto Bersani, coerente con il completamento del processo di privatizzazione e liberalizzazione in atto anche in campo energetico, ha avuto lo scopo di garantire il successo dell&#8217;iter autorizzativo dei rigassificatori estendendo la validità dell&#8217;articolo 8 delle legge 340/2000 dai siti industriali a tutti i siti richiesti, trasformando di fatto il mare in un sito industriale con buona pace degli ambientalisti blue o green che fossero.</p>



<p class="has-medium-font-size">Arriva la stagione invernale! Mancherà il gas per scaldare le nostre case! Era questo, infatti, il tenore dei titoli di giornale, dal 2005/6 in avanti. A spingere verso i rigassificatori erano stati a suo tempo, Prodi, Bersani, Letta, Pecoraro Scanio, Di Pietro, i quali facendo leva sull&#8217;assenza di un piano energetico nel nostro Paese ne proponevano uno estemporaneo fondato soprattutto su tanti rigassificatori sparsi sulle costa della penisola. Allora sembravano tutti pronti ed entusiasti ad accogliere le dieci domande di società straniere che chiedevano di costruire almeno dieci unità di rigassificazione galleggianti, in qua ed in là, davanti alle nostre coste. In particolare Di Pietro, l&#8217;allora ministro delle infrastrutture, affermava che per il 2008 avremmo avuto bisogno di 25 miliardi di metri cubi di gas in più, 29 miliardi, per il 2010&#8230; L&#8217;offensiva culturale che affermava quanto fossero auspicabili gli investimenti di capitali esteri sul nostro territorio sembrava raccogliere i suoi frutti più marci ed esplosivi. </p>



<p class="has-medium-font-size">Il rifiuto consapevole di buona parte della popolazione, quella più direttamente coinvolta, ed alcune importanti inchieste giornalistiche, tra cui quella di Report condotta, al tempo, da Milena Gabanelli, non riuscirono ad evitare la costruzione del rigassificatore Olt tra Marina di Pisa e Livorno a 22 chilometri dalla costa né l&#8217;Adriatic LNG a 15 chilometri dalla costa adriatica veneta, al largo di Porto Viro, in un’area tra le province di Ferrara e Rovigo. Ecco un estratto di Report <em>A tutto gas</em> del 2006: </p>



<p><em><strong>E quindi se pressurizza può fare il botto</strong></em>&#8230;</p>



<figure class="wp-block-video"><video controls src="https://ia902500.us.archive.org/18/items/registrazione-schermo-2022-05-29-alle-13.04.33/Registrazione%20schermo%202022-05-29%20alle%2013.04.33.mov"></video><figcaption>Ingegnere Luigi Severini</figcaption></figure>



<p><a href="https://www.raiplay.it/video/2009/01/A-tutto-gas-bf953d2b-1d28-413c-9147-fcdc616c611f.html?autoplay&amp;t=8">A TUTTO GAS</a>. EFFETTO DOMINO – RAI Report 2006</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-style-default"><p>MICHELE BUONO (fuori campo)<br>E andiamoci dall&#8217;ingegnere, se serve per stare tranquilli. Il rigassificatore l&#8217;ha<br>progettato lui e il caso è di scuola. Vale per Taranto e per tutti gli altri porti italiani che<br>potrebbero ospitare questi impianti. <strong>La paura in questo caso ha un nome: effetto<br>domino</strong>. <strong>Cioè una reazione a catena da un impianto all&#8217;altro, in caso di incidente, fino<br>ad arrivare alla popolazione</strong>. Ingegnere quando il serbatoio Agip ha buttato fuori più di<br>30.000 litri di greggio il 1 maggio 2006, tutto a posto se qui ci fosse stato il vostro<br>rigassificatore?<br>LUIGI SEVERINI- ingegnere<br>Il materiale che si è sversato non poteva prendere fuoco per semplice scintillio, noi<br>sappiamo perfettamente che ci sono alcuni prodotti che prendono fuoco per semplice<br>contatto con una scintilla. Non ci sono quei materiali in quell&#8217;area, ci sarebbe voluto<br>una causa di innesco ben più forte, una fiamma, un qualcosa di potenza termica un pò<br>più importante che non una semplice scintilla.<br>MICHELE BUONO<br>Io le ho posto questa domanda perché ho chiesto un parere a un chimico e mi ha<br>detto che quel tipo di combustibile, è un combustibile di classe A, altamente<br>infiammabile a temperatura ambiente.<br>LUIGI SEVERINI- ingegnere<br>Certo.<br>MICHELE BUONO<br>Quindi è altamente infiammabile. Quindi poniamo questo scenario perché bisogna<br>pensarle tutte<br>LUIGI SEVERINI- ingegnere<br>Sì ma occorreva un innesco localizzato, già la distanza della ferrovia è tale che in area<br>di ferrovia poteva arrivarci il vapore di quella sostanza. Ora un vapore prende o no<br>fuoco a seconda della concentrazione che ha rispetto al comburente, all&#8217;aria, è<br>evidente che se siamo diciamo così sfortunati che siamo in condizioni stechiometriche<br>cosiddette tali da fare innescare&#8230;certamente può accadere, però diciamo in<br>generale&#8230;<br>MICHELE BUONO (fuori campo)<br>Può accadere però in generale non accade. Certo. <strong>Ma nelle ipotesi di rischio bisogna<br>considerare tutto</strong>. <strong>E a questo punto</strong> <strong>chiedo all&#8217;ingegnere se si può prendere in<br>considerazione l&#8217;ipotesi di spostare l&#8217;impianto a mare, a largo della costa</strong>.<br>LUIGI SEVERINI- ingegnere<br>Sono convinto che gli impianti a terra sono molto più sicuri degli impianti a mare.<br>MICHELE BUONO<br>Perché non si sente sicuro a mare lei?<br>LUIGI SEVERINI- ingegnere<br><strong>Non mi sento sicuro a mare perché, ripeto, le caratteristiche operative di un impianto<br>off shore sono meno garantite, meno sicure di quelle di un impianto a terra</strong>.<br>MICHELE BUONO (fuori campo)<br>Poi finita l&#8217;intervista, mentre giravo dettagli di altre immagini, l&#8217;ingegnere precisa i<br>suoi timori sugli impianti di rigassificazione messi a mare.<br>LUIGI SEVERINI- ingegnere<br><strong>Se va a finire in mare un serbatoio si ha un riscaldamento incontrollato del gnl che sta<br>dentro</strong>.<br>MICHELE BUONO<br>E quindi?<br>LUIGI SEVERINI- ingegnere<br><strong>Quindi se pressurizza può fare il botto</strong>.<br>MICHELE BUONO<br>E lì c&#8217;è l&#8217;evento catastrofico.<br>LUIGI SEVERINI- ingegnere<br><strong>Lì c&#8217;è l&#8217;evento catastrofico. Perché il problema è che stiamo parlando di attività<br>ultrasicure se gestite dall&#8217;uomo, non si ha dubbio che anche le criticità vengono risolte<br>a terra ma una volta che ti sfugge il controllo dell&#8217;impianto, che il serbatoio non è più<br>tuo, che è stato preso e messo a bagnomaria, come fai a garantire più la sicurezza</strong>?<br>MICHELE BUONO<br>Quindi anche se un impianto è distante, il botto che succede può interessare<br>LUIGI SEVERINI- ingegnere<br><strong>Sono quantità di liquido enormi, stiamo parlando di due serbatoi fanno 280.000 m3<br>moltiplicati per seicento volte</strong>.<br>MICHELE BUONO (fuori campo)<br><strong>Ma 280.000 m3 di gas liquido a pressione dentro due serbatoi, moltiplicati per 600, se<br>cascano in mare, diventano all&#8217;improvviso 168 milioni di m3 di gas che fanno il botto<br>dentro i serbatoi, come ha detto l&#8217;ingegnere</strong>. E il 23 febbraio 2006 il ministero delle<br>Attività Produttive ha autorizzato la costruzione di un rigassificatore galleggiante sul<br>mare, proposto dalla società Olt, di fronte a Livorno, per produrre 8 miliardi di m3<br>l&#8217;anno di gas. E&#8217; lungo più di tre campi di calcio e alto come 12 piani di un palazzo.<br>MARIO MARTELLI- ingegnere<br>Qui siamo al centro di un parco marino, al bordo di questo parco, a circa 500 m dal<br>bordo nord ovest del parco, in quella direzione là, grosso modo, dovrebbe sorgere il<br>rigassificatore.<br>MICHELE BUONO (fuori campo)<br>E impianti così, galleggianti in mezzo al mare, in tutto il mondo non ne sono stati mai<br>fatti. Chissà perché?<br>MARIO MARTELLI- ingegnere<br>Per esempio al seguito del fluttuare della nave si può arrivare a una variazione di<br>stato, per cui il gas passa da liquido a gassoso all&#8217;interno della nave, anche se ci sono<br>dei dispositivi per evitare questo fatto, e quindi si può arrivare a uno scoppio delle<br>cisterne con fuoriuscita di nuovo del gas. Questo gas si vaporizza perché l&#8217;acqua di<br>mare cede calore e si vaporizza anche piuttosto rapidamente e si formano nubi, le<br>quali nubi possono incendiarsi in loco, per esempio arrivano i soccorritori, una scintilla<br>e si incendia tutto.<br>MICHELE BUONO<br>Quindi una nube che si incendia per aria e che cammina pure?<br>MARIO MARTELLI- ingegnere<br>Le nubi, come tutte le nubi di questo mondo, son trasportate dal vento.<br>MICHELE BUONO<br>E quindi una nube di fuoco?<br>MARIO MARTELLI- ingegnere<br>Sì ma potrebbe anche accadere che inizialmente la nube non si incendiasse, fosse<br>trasportata dal vento e arrivasse per esempio all&#8217;impianto petrolchimico di Livorno, lì<br>ci sono dei cerini, delle fiaccole che la incendierebbero inevitabilmente.<br>MICHELE BUONO (fuori campo)<br>Insomma <strong>ancora una volta il pericolo dell&#8217;effetto domino</strong> <strong>in caso di incidente, cioè la<br>reazione a catena da un impianto all&#8217;altro fino a coinvolgere la popolazione. Ed<br>impianti a rischio di incidente rilevante in Toscana ce ne sono 18 di cui la maggior<br>parte concentrati nell&#8217;area Livorno Collesalvetti</strong>.<br>MASSIMO DE SANTI-fisico ex responsabile Energia Regione Toscana<br><strong>Qui l&#8217;industria chimica con sostanze tossiche pericolose, qui alle nostre spalle, invece,<br>il Deposito Costiero gas con i grandi serbatoi e come si vede con tutti i camion che<br>continuano a uscire e trasportare la sostanza del gas liquefatto in mezza Italia e sono<br>altamente infiammabili. Dall&#8217;altra parte, di fronte abbiamo la raffineria di petrolio<br>Stanic che è una delle più grandi d&#8217;Italia. Dopo l&#8217;industria chimica e i depositi di gas<br>abbiamo anche la Tosco Petroli. Qui c&#8217;è la base militare di Camp Darby, la base<br>logistica più grande d&#8217;Europa in cui si trovano esplosivi e armamenti di ogni tipo ma nessuno esattamente sa che cosa c&#8217;è perché è soggetta a segreto militare.<br>Evidentemente in caso di incidente catastrofico la base sarebbe coinvolta per effetto<br>domino</strong>.</p><p></p></blockquote>



<p class="has-medium-font-size">Se a Piombino si è avuta qualche reazione preoccupata, anche da parte del primo cittadino, Francesco Ferrari, a Ravenna è stato sufficiente sapere che lo si costruirà fuori porto per allargare le braccia ed accoglierlo senza alcuna diffidenza.</p>



<p class="has-medium-font-size"><strong><em><a href="https://www.ravennanotizie.it/0-copertina/2022/05/07/ravenna-coraggiosa-riflessioni-sul-rigassificatore/">Ravenna coraggiosa</a> non si lascia spaventare</em></strong><br>Il presidente Bonaccini cerca di convincere, facendo leva sul caro bolletta e sulla necessità della transizione green. Evidentemente nessuno gli ha spiegato nulla in merito agli altissimi costi (*) del gas naturale liquefatto <a href="https://www.rinnovabili.it/ambiente/shale-gas-fonti-energetiche-meno-sostenibili-333/">né sui danni ambientali connessi alle tecniche di estrazione</a>: “<em>Il soddisfacimento del fabbisogno energetico nazionale, nell’ambito dell’emergenza internazionale in corso, e il sostegno immediato a famiglie, aziende e filiere industriali alle prese con un caro bollette senza precedenti è una priorità assoluta e l’Emilia-Romagna intende fare la sua parte, al servizio del Paese &#8211; . Così come vogliamo metterci alla testa dell’accelerazione della <strong>transizione ecologica ed energetica</strong>, realizzando quegli investimenti pubblici e privati per le rinnovabili che sole possono assicurare all’Italia maggiore autonomia, autosufficienza e sostenibilità</em>”. <br><br>Gli fa eco il sindaco di Ravenna, Michele de Pascale che propone di impacchettare il rigassificatore con un parco solare ed impianti Ccus <em>Carbon Capture Use and Storage</em> quelli che ti permettono di continuare a produrre CO2 che poi tanto la catturi e la immagazzini&#8230; L&#8217;impacchettamento dovrebbe rendere più appetibile e digeribile ai ravennati il pacco governativo: “<em>L’incontro è stato <strong>estremamente positivo </strong>– – finalmente dopo molti anni ho avuto la percezione che <strong>il Governo inizi a rendersi conto dell’enorme potenziale e know-how presente a Ravenna in termini di sicurezza e transizione energetica</strong>. La grave crisi energetica che si è aperta e <strong>la necessità di implementare le quote di gnl con nuove capacità di rigassificazione</strong>, ha portato obbligatoriamente il Governo italiano a guardare all’hub di Ravenna come una possibile localizzazione, ma grazie all’incontro promosso dal presidente Bonaccini, siamo riusciti ad affrontare in maniera complessiva le quattro proposte sull’energia che ho lanciato qualche giorno fa. <strong>Rilancio della produzione nazionale in alto adriatico, collocazione di un Fsru, parco eolico/solare da 700 mw, Ccus</strong>. Quindi è<strong>&nbsp;massima la disponibilità di Ravenna</strong></em>&#8220;. </p>



<p class="has-medium-font-size"><strong><em>Quanto &#8220;green&#8221; è il gas liquefatto</em></strong><br>Secondo la valutazione del <em>centro studi francese Carbone 4</em> – <strong>il GNL rispetto al gas convogliato  comporta emissioni equivalenti di CO2 due volte e mezzo maggiori rispetto a quelle emesse dal gas che arriva via gasdotto</strong>. Ed è il trasporto via mare, in particolare, a presentare più di una criticità. In termini di emissioni, inoltre, <strong>il 21% di quelle del GNL derivano dalle fasi di liquefazione, trasporto e rigassificazione</strong>, tutti passaggi in più rispetto all’impiego diretto del gas naturale aeriforme. <br>Utilizzando 18 indicatori di sostenibilità si scopre che lo shale gas è tra le fonti energetiche meno sostenibili. </p>



<p><strong><em>Chi ricorda Viareggio?</em></strong></p>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignleft size-full is-resized"><a href="https://www.raiplay.it/video/2021/06/Ossi-di-Seppia---Il-rumore-della-memoria-EP25-La-strage-di-Viareggio-d938c789-e09c-47e0-ad00-d8f625ebd783.html"><img loading="lazy" src="https://www.francescocappello.com/wp-content/uploads/2022/06/Schermata-2022-06-04-alle-06.13.04.png" alt="" class="wp-image-7795" width="510" height="286" srcset="https://www.francescocappello.com/wp-content/uploads/2022/06/Schermata-2022-06-04-alle-06.13.04.png 979w, https://www.francescocappello.com/wp-content/uploads/2022/06/Schermata-2022-06-04-alle-06.13.04-300x169.png 300w, https://www.francescocappello.com/wp-content/uploads/2022/06/Schermata-2022-06-04-alle-06.13.04-768x431.png 768w, https://www.francescocappello.com/wp-content/uploads/2022/06/Schermata-2022-06-04-alle-06.13.04-640x360.png 640w, https://www.francescocappello.com/wp-content/uploads/2022/06/Schermata-2022-06-04-alle-06.13.04-540x304.png 540w" sizes="(max-width: 510px) 100vw, 510px" /></a></figure></div>



<p class="has-medium-font-size">Una goccia (3), il gas di petrolio liquefatto (GPL) nei carri cisterna ferroviari, rispetto all&#8217;oceano di gas naturale liquefatto (GNL), immagazzinato in una nave adibita a rigassificatore (FRSU); una goccia che fu in grado di scatenare un inferno, presso la stazione di Viareggio, nella mezzanotte del 29 giugno di 13 anni fa, che coinvolse anche abitazioni civili, un inferno di fiamme e fuoco nelle quali persero la vita 32 persone e ne rimasero ferite 25. </p>



<p></p>



<p></p>



<figure class="wp-block-embed alignleft is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<iframe class='youtube-player' width='1170' height='659' src='https://www.youtube.com/embed/KWCIQNMGNFE?version=3&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;autohide=2&#038;showsearch=0&#038;showinfo=1&#038;iv_load_policy=1&#038;wmode=transparent' allowfullscreen='true' style='border:0;'></iframe>
</div></figure>



<p class="has-medium-font-size"><strong><em>Chi ricorda il Moby Prince?</em></strong> <br>Quel che Cingolani propone a Piombino e Ravenna fa venire in mente brutte associazioni con altre tragedie troppo velocemente rimosse ma che è bene riportare a mente. Sì, certo non si tratta del porto di Livorno con il suo:<br><strong>&#8221; intenso traffico di navi militari e militarizzate degli Stati uniti, che riportano alla base Usa di Camp Darby (limitrofa al porto) parte delle armi usate nella prima guerra del Golfo. Ci sono anche altre misteriose navi. La Gallant II (nome in codice Theresa), nave militarizzata Usa che, subito dopo l’incidente, lascia precipitosamente la rada di Livorno. La 21 Oktoobar II della società Shifco, la cui flotta, donata dalla Cooperazione italiana alla Somalia ufficialmente per la pesca, viene usata per trasportare armi Usa e rifiuti tossici anche radioattivi in Somalia e per rifornire di armi la Croazia in guerra contro la Jugoslavia</strong>&#8220;.&nbsp;<br>(M. Dinucci – il manifesto, 12 aprile 2016)<br>Rimane tuttavia inevitabile, per chi ha subìto o per chi avesse semplicemente ricordo di quei fatti, la domanda: e se al posto del Moby Prince ad essere coinvolta, in una eventuale collisione, fosse un giorno che speriamo non arrivi mai, una nave gasiera? </p>



<p class="has-normal-font-size">(1) <a href="https://www.oltoffshore.it/wp-content/uploads/2020/03/olt_impaginato-dichiarazione-emas_compressed.pdf ">https://www.oltoffshore.it/wp-content/uploads/2020/03/olt_impaginato-dichiarazione-emas_compressed.pdf </a></p>



<p class="has-normal-font-size">(2) 140 mila m3 x 1000 litri/m3 x 24 MJ /litro =3.36 miliardi di MJ che rapportato a 15Kt (circa 60 milioni di MJ) dà il contenuto energetico di 53,5 bombe di Hiroshima. Si noti che molte super petroliere trasportano contenuti energetici assai più alti ma è a tutti nota la pericolosità del gas per la facilità con cui si infiamma rispetto al petrolio che pure, sversato in mare, è in grado di procurare disastri ma di tutt&#8217;altra natura.</p>



<p class="has-normal-font-size">(3) Una cisterna adibita al trasporto di GPL può avere una capacità variabile da 60 a 120 metri cubi da confrontare con capacità che vanno da 140 a 266 mila metri cubi oltretutto di gas liquefatto con un rapporto di compressione da 600 metri cubi gassosi a 1 metro cubo liquido&#8230; Un confronto più adeguato è possibile se si considera il contenuto energetico nei due casi. Il rigassificatore (LNG) a pieno carico ha un contenuto energetico qualche migliaio di volte superiore a quello dei carri cisterna adibiti al trasporto di GPL. </p>



<p>(*) </p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" width="441" height="254" src="https://www.francescocappello.com/wp-content/uploads/2022/06/immagine.png" alt="" class="wp-image-7899" srcset="https://www.francescocappello.com/wp-content/uploads/2022/06/immagine.png 441w, https://www.francescocappello.com/wp-content/uploads/2022/06/immagine-300x173.png 300w" sizes="(max-width: 441px) 100vw, 441px" /></figure>



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		<title>Emergenze parallele – continua la guerra di Draghi al nostro Paese</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesco Cappello]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 Apr 2022 21:02:12 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Non so se sia del tutto chiaro ma siamo ormai pienamente parte del conflitto ucraino. Siamo in guerra contro la Russia grazie alle decisioni di Draghi avallate dalla sua corte di vassalli.Forniamo armi a Kiev mentre ci siamo proposti quali protagonisti principali della guerra economica contro la Russia seppure le sanzioni predisposte hanno il potere&#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div style='display:none;' class='shareaholic-canvas' data-app='share_buttons' data-title='Emergenze parallele – continua la guerra di Draghi al nostro Paese' data-link='https://www.francescocappello.com/2022/04/07/emergenze-parallele-la-guerra-di-draghi-continua/' data-app-id-name='category_above_content'></div>
<div class="wp-block-image"><figure class="alignleft is-resized"><img loading="lazy" src="https://encrypted-tbn0.gstatic.com/images?q=tbn:ANd9GcQ-A7hhzKeU1kC4L2uGztVBvdmbh99nq8-Urw&amp;usqp=CAU" alt="Dal coronavirus a un attacco nucleare, biologico o chimico: così si impara  a sopravvivere nella cittadella di Nubich a Rieti Video" width="375" height="210"/><figcaption><em>Moda autunno inverno 2022: I trend e i must have della prossima stagione fredda avvistati sulle passerelle di Roma, Milano, Berlino, e Parigi</em></figcaption></figure></div>



<p class="has-medium-font-size">Non so se sia del tutto chiaro ma siamo ormai pienamente parte del conflitto ucraino. Siamo in guerra contro la Russia grazie alle decisioni di Draghi avallate dalla sua corte di vassalli.<br>Forniamo armi a Kiev mentre ci siamo proposti quali protagonisti principali della guerra economica contro la Russia seppure le sanzioni predisposte hanno il potere di danneggiare seriamente più il nostro Paese che la federazione russa. <br>Il guerriero Draghi, l&#8217;uomo che guarda lontano, dice che: <em><a href="https://youtu.be/I74SfVM3y3c">&#8220;se dovessero cessare le forniture russe oggi, noi comunque fino a tardo ottobre siamo coperti dalle nostre riserve quindi le conseguenze non le vedremmo fino all&#8217;autunno. Questa è la prima cosa da sapere</a>&#8220;</em>  nello stesso momento in cui, Carlo Bonomi, presidente di Confindustria, afferma che già oggi (con il gas russo che continua ad alimentare il nostro sistema industriale): <em>&#8220;Il 16% delle imprese ha ridotto o interrotto le produzioni. Se continuiamo cosi&#8217; si aggiungera&#8217; un altro 30% nei prossimi mesi</em> <em>(&#8230;) oggi non possiamo piu&#8217; reggere. <strong>Produrre e&#8217; diventato antieconomico</strong></em>&#8220;. </p>



<p class="has-medium-font-size">La produzione industriale sta infatti rallentando ad un ritmo del 10% al mese: a marzo si è registrato un calo nei consumi industriali del gas del 10,3% dopo che a febbraio si era già avuta una diminuzione del 9,3%.  (dati confindustria). Si rifletta ora sul fatto che il calo costante dei consumi industriali è indice sicuro di incipiente recessione economica&#8230;  </p>



<p class="has-medium-font-size">Fa eco Coldiretti che sottolinea come la crisi colpisca &#8220;direttamente imprese e famiglie&#8221;. I rincari energetici fanno, infatti, aumentare del 51% il costo della produzione della frutta in Italia. E l&#8217;aumento è addirittura pari al 67% per la produzione ortofloricola. <br><em>&#8220;Uno scenario preoccupante per il settore ortofrutticolo nazionale, che garantisce (…) 440.000 posti di lavoro, pari al 40% del totale in agricoltura, con un fatturato di 15 mld di euro all&#8217;anno (…), pari al 25% della produzione agricola totale&#8221;.</em> Fonte: RAI Televideo</p>



<p class="has-medium-font-size">Presso Ghedi ed Aviano ospitiamo missili a testata nucleare, pur avendo ratificato il trattato di non proliferazione nucleare nel 75 che ci vieterebbe di detenere armi atomiche sul territorio nazionale. </p>



<figure class="wp-block-embed alignleft is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
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</div></figure>



<p class="has-medium-font-size">I B61 (12), quasi 5 volte la potenza distruttiva della bomba che distrusse Hiroshima, <strong>sono stati progettati per distruggere i bunker sotterranei dei centri di comando avversari</strong>. Addestriamo nostri piloti per portare tali missili sull&#8217;obiettivo. <strong>Siamo un paese oggetto di ritorsione nucleare</strong>&#8230;<br>Stiamo però tranquilli. La Ue pensa a noi. La Commissione europea ha, infatti, istituito <strong>la Health Emergency preparedness and Response</strong> <strong>Authority</strong> (HERA) che provvederà a fare acquisti, per il valore di <strong>540 milioni e mezzo di euro</strong>, in modo da non trovarci impreparati qualora avessimo bisogno di cure per esposizione a radiazioni o patogeni chimici e biologici.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignleft is-resized"><img loading="lazy" src="https://www.ilcittadinoonline.it/wp-content/uploads/2021/10/118_esercitazione_nbcr8.jpg" alt="" width="446" height="291"/><figcaption><strong>esercitazione Nbcr di 118 e Vigili del fuoco</strong> a Siena (2021)</figcaption></figure></div>



<p class="has-medium-font-size">Nel comunicato stampa della Commissione si legge che: “<strong>l’approvvigionamento consisterà in equipaggiamenti, medicine, vaccini e altre terapie per curare pazienti esposti a CBRN</strong>”. Per chi non sapesse l&#8217;acronimo CBRN fa riferimento ad agenti Chimici Biologici Radioattivi Nucleari.</p>



<p class="has-medium-font-size">Non credo che i più si rendano conto del rischio che corriamo. Se ne fossimo pienamente consapevoli sarebbe già nelle piazze <strong>un movimento forte e determinato contro il sistema della guerra</strong>. Auguriamoci e facciamo in modo che ciò avvenga prima possibile.</p>



<p class="has-medium-font-size">Ascoltiamo le parole della figlia del Che, Aleida Guevara:</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-style-default"><p>Il mondo non ha bisogno di armamenti <br>Il mondo ha bisogno di cure <br>Il mondo non ha bisogno di armamenti <br>Il mondo ha bisogno di cibo <br>Il mondo non ha bisogno di armamenti <br>Il mondo ha bisogno di solidarietà, comprensione, unità e forza </p></blockquote>



<p class="has-small-font-size">(1) Nel 2021 il 18,3% del gas importato è stato assorbito dalla produzione industriale. Il settore civile ha consumato 33,3 miliardi di metri cubi, ossia il 43% del totale mentre la produzione termoelettrica 26 miliardi, il 34% del totale (dati confindustria).</p>



<p class="has-small-font-size">artcoli correlati a cura dell&#8217;autore<br><a href="https://www.francescocappello.com/2021/09/24/emergenza-si-declina-al-plurale/" data-type="post" data-id="5752">Emergenza si declina al plurale</a><br><a href="https://www.francescocappello.com/2022/04/03/si-alla-guerra-ma-a-questo-governo-e-alla-sua-corte-parlamentare/">Sì alla “guerra” ma a questo governo e alla sua corte parlamentare</a><br><a href="https://www.francescocappello.com/2022/03/30/chi-e-il-nemico/">chi è il nemico?</a><br><a href="https://www.francescocappello.com/2022/03/27/dalla-globalizzazione-al-disordine-globale/">Dalla Globalizzazione al disordine globale?</a><br><a href="https://www.francescocappello.com/2022/03/16/no-ai-missili-nucleari-nel-nostro-paese/">No ai missili nucleari nel nostro Paese</a><br><a href="https://www.francescocappello.com/2022/03/11/la-zappa-sui-piedi/">La zappa sui piedi…</a><br><a href="https://www.francescocappello.com/2019/02/10/un-paese-incatenato/" data-type="post" data-id="194">Un Paese incateNATO</a></p>



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		<title>Sì alla &#8220;guerra&#8221; ma a questo governo e alla sua corte parlamentare</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesco Cappello]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 03 Apr 2022 20:24:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[geopolitica]]></category>
		<category><![CDATA[ItaliaNeutrale]]></category>
		<category><![CDATA[l'oro & la spada]]></category>
		<category><![CDATA[NO NATO NO GUERRA]]></category>
		<category><![CDATA[blackout]]></category>
		<category><![CDATA[Draghi]]></category>
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		<category><![CDATA[politiche emergenziali]]></category>
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					<description><![CDATA[Federal Reserve e Banca Centrale Europea hanno congelato le riserve russe in valuta estera. Putin di conseguenza chiede rubli per gas e petrolio mettendo in grande difficoltà i compratori europei (1). Sanno bene che acquistare rubli per comprare prodotti russi mentre rafforza la valuta russa, indebolisce il dollaro, e ne incrina l&#8217;egemonia sui mercati finanziari.&#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div style='display:none;' class='shareaholic-canvas' data-app='share_buttons' data-title='Sì alla &quot;guerra&quot; ma a questo governo e alla sua corte parlamentare' data-link='https://www.francescocappello.com/2022/04/03/si-alla-guerra-ma-a-questo-governo-e-alla-sua-corte-parlamentare/' data-app-id-name='category_above_content'></div>
<p class="has-medium-font-size">Federal Reserve e Banca Centrale Europea hanno congelato le riserve russe in valuta estera. Putin di conseguenza chiede rubli per gas e petrolio mettendo in grande difficoltà i compratori europei (1). Sanno bene che acquistare rubli per comprare prodotti russi mentre rafforza la valuta russa, indebolisce il dollaro, e ne incrina l&#8217;egemonia sui mercati finanziari. <br>L’attività di stoccaggio, essenziale per i rifornimenti europei, è in pericolo. Le scorte non saranno sufficienti e rischiano di condannarci ad un inverno di razionamenti ed inevitabili blackout. <br>Lockdown energetici? Il finto ingenuo, il guerrafondaio Draghi, risentito, se la piglia con Putin dicendo che avrebbe violato i contratti (1). Naturalmente quel che ne verrà: inflazione a due cifre, fallimenti, disoccupazione e miseria crescente saranno a nostro carico. L&#8217;ostinazione al rifiuto di Giavazzi, primo consigliere di Draghi, a pagare in rubli gas e petrolio russo avrebbe come conseguenza la cessazione anzitempo delle forniture energetiche dalla Russia.</p>



<figure class="wp-block-video alignleft"><video controls src="https://www.francescocappello.com/wp-content/uploads/2022/04/WhatsApp-Video-2022-03-31-at-00.30.15.mp4"></video><figcaption>Demostenes Floros a Di Martedì</figcaption></figure>



<p class="has-medium-font-size"> I costi energetici erano aumentati, già prima della guerra, del 180% nel 2021, da noi, del 100% altrove. Gli attuali aumenti sonon quindi indipendenti dalla guerra. Considerando che dalla Russia riceviamo il 40% del gas e il 10% di greggio lasciamo immaginare cosa accadrebbe se lo scenario Giavazzi/Draghi si verificasse in termini di aumenti, inflazione, fallimenti ecc.</p>



<p class="has-medium-font-size">Non a caso l&#8217;ultima parola pronunciata da Draghi nella <a href="https://youtu.be/Qk7VUd7jbrY">conferenza stampa del 17 marzo</a> è stata <em>razionamento</em>:</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-style-default"><p>(&#8230;) quel che è necessario assolutamente fare è prepararsi, quindi diversificazione, intervento sui prezzi, aiuto, e poi se le cose continuassero a peggiorare dovremmo, come dire, <strong>cominciare a entrare in una logica di razionamento</strong>.</p></blockquote>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignleft size-large is-resized"><img loading="lazy" src="https://www.francescocappello.com/wp-content/uploads/2022/04/immagine-1-892x1024.png" alt="" class="wp-image-7468" width="422" height="484" srcset="https://www.francescocappello.com/wp-content/uploads/2022/04/immagine-1-892x1024.png 892w, https://www.francescocappello.com/wp-content/uploads/2022/04/immagine-1-261x300.png 261w, https://www.francescocappello.com/wp-content/uploads/2022/04/immagine-1-768x881.png 768w, https://www.francescocappello.com/wp-content/uploads/2022/04/immagine-1-640x734.png 640w, https://www.francescocappello.com/wp-content/uploads/2022/04/immagine-1.png 1043w" sizes="(max-width: 422px) 100vw, 422px" /></figure></div>



<p class="has-medium-font-size">Con aria beffarda annuncia razionamenti dei consumi e possibili blackout energetici qualora, stante il rifiuto a pagare in rubli secondo le legittime richieste di Putin (vedi <a href="https://www.francescocappello.com/2022/03/27/dalla-globalizzazione-al-disordine-globale/" data-type="post" data-id="7413">mia intervista a Demostenes Floros e Mario Pietri</a>), non riuscissimo a sostituire in tempo utile l&#8217;approvigionamento energetico che ci viene dalla Russia. Ma siamo sicuri che la sostituzione abbia qualche chance? <a href="http://Ecco perché il gas liquefatto potrebbe non convenire all’Europa">Siamo sicuri che il gas liquefatto sia davvero una alternativa praticabile</a>? <br>A Draghi fa eco Colao, <a href="https://www.ilsole24ore.com/art/entro-l-anno-via-idpay-piattaforma-digitale-l-erogazione-bonus-AEBQaUHB">impaziente di sperimentare la sua IDPay</a>, subdola evoluzione del green pass che mentre promette ai cittadini carote digitali nella forma di bonus e misure di sostegno, ha in animo la completa <a href="https://www.francescocappello.com/2019/10/01/smaterializzare-il-contante/" data-type="post" data-id="589">smaterializzazione del contante</a> e il controllo dell&#8217;accesso ai risparmi, subordinato alla soddisfazione di desiderata governative. Con la piattaforma IDPay, Agenzia delle Entrate, Anagrafe, ministero dell’Interno ed Inps, condivideranno i propri dati, divenendo strumento fondamentale per raggiungere gli «<strong>obiettivi sull’evasione</strong>» fissati nel Pnrr. <br>Con le parole di Colao: <strong>«La battaglia per avere meno contanti e più <em>cashless</em> è una battaglia per digitalizzare il Paese e aumentare la produttività e la competitività delle piccole imprese </strong>(&#8230;)<strong> non c’è un vantaggio per il Paese dall’utilizzo del contante, ma c’è uno svantaggio»</strong>. <br>Si insiste, quindi, a propagandare l’abolizione del contante quale strumento per combattere l’<strong>evasione fiscale. Ci si focalizza sui piccoli favorendo multinazionali, fondi di investimento, grandi gruppi bancari e assicurativi</strong> seppure un Report della Commissione Europea <a rel="noreferrer noopener" href="https://ec.europa.eu/info/sites/info/files/economy-finance/com_2018_483_f1_report_from_commission_en_v4_p1_981536.pdf" target="_blank">(COM(2018) 483 final)</a>, basato su uno studio commissionato, evidenzia come la correlazione percettiva tra evasione e utilizzo di contanti sia del tutto indimostrata.</p>



<p class="has-medium-font-size">Sulle pagine di <em>Econopoly</em> del solito Sole 24 Ore, in un articolo dal titolo <a href="https://www.econopoly.ilsole24ore.com/2020/12/22/contante-diritto-baluardo/">Il contante è un diritto, un presidio di libertà e un baluardo contro i soprusi</a> si legge, tra l’altro:</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-style-default"><p><strong>Il denaro contante è un’infrastruttura pubblica</strong>, dato che è l’unico mezzo di pagamento tangibile che consente ai cittadini di regolare istantaneamente una transazione in moneta della banca centrale al valore nominale. Al contrario, <strong>tutte le forme di pagamento digitali richiedono una terza parte o un intermediario per il pagamento</strong>. Lo status di denaro contante come <strong>moneta a corso legale</strong> garantisce che sia <strong>universalmente accettato</strong>, <strong>ugualmente accessibile e gratuito per i consumatori</strong>, rendendolo un <strong>bene pubblico</strong> importante e un’infrastruttura pubblica. <strong>Il contante rimane vitale in un mondo digitale a causa della sua forma fisica e distribuita nelle società</strong> come strumento deliberativo per l’attività politica ed economica. <strong>Ciò contrasta con gli account digitali da cui, in teoria, le persone potrebbero essere escluse con la semplice pressione di un interruttore</strong>. La valuta fisica ha quindi un ruolo cruciale e costante da svolgere nel panorama dei pagamenti in rapida evoluzione, ora e in futuro.</p></blockquote>



<p>e ancora</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-style-default"><p>I lavori e gli studi internazionali evidenziano l’<strong>assenza di un rapporto di causalità tra attività illecita ed utilizzo del contante</strong>. In tale contesto il Prof. Razzante (tra i massimi esperti di antiriciclaggio) ha cercato di spiegare che <em>“lo studioso, in questi casi, dovrebbe – come accaduto, e accade, a chi scrive – rimanere esterrefatto, obbligato a chiedersi come faccia il nostro paese ad essere additato quale utilizzatore eccessivo (da criminalizzare) di contante. Il non studioso si aspetterebbe ben altri dati, leggendo <strong>le apocalittiche elucubrazioni di stampa, ma anche di altri studiosi e tecnici.</strong>”</em> La pervicacia narrativa italica continua imperterrita nella sua crociata, infischiandosene di dati, studi e analisi economiche, spacciando un sistema senza contante (<em>cashless</em>) quale soluzione finale: <strong>in realtà costituisce una risposta populista, banale e sbagliata a domande complesse</strong>.</p></blockquote>



<p class="has-medium-font-size">Tra l&#8217;altro, qualcuno nota la contraddizione tra l&#8217;abolizione del contante e la minaccia di interruzioni di energia, causa razionamenti e possibili blackout, derivanti dalla carenza di energia rispetto alle richieste? <br>E la retorica green? Carbone, nucleare, shale gas da scisti bituminosi, tutti improvvisamente dotati di lascia passare verde mentre il green globale sbiadisce, rivelando la sua vera natura fittizia/speculativa, come svelato significativamente da <a href="https://www.money.it/Fondo-ESG-crolla-overnight-bolla-verde">un fondo ESG di BlackRock che crolla del 91% overnight: la bolla verde sta scoppiando?</a><br>Dal primo aprile, <strong>l&#8217;emergenza pretende, comunque, di farsi stato di controllo e condizionamento normalizzato e permanente</strong>.</p>



<p class="has-medium-font-size"><strong><em>L&#8217;emergenza successiva si somma alla precedente</em></strong><br><a href="https://www.ilsole24ore.com/art/gas-ecco-tre-livelli-piano-italiano-la-sicurezza-ora-siamo-pre-allerta-AEgEUcOB">Secondo il Sole 24 Ore</a> ci troviamo oggi in uno stato di <em>preallarme</em> (“early warning”), causato dalle decisioni di partecipazione al conflitto del governo nelle forme che sappiamo. <br>Il «<strong>Piano di emergenza del sistema italiano del gas naturale</strong>» prevede tre livelli di crisi: <strong>preallarme</strong>, <strong>allarme</strong> (“alert”) ed <strong>emergenza</strong> (“emergency”) che non possono non far tornare in mente le regioni colorate dall&#8217;emergenza sanitaria. Lo stato emergency prevede &#8220;<em>regole di dispacciamento della produzione di energia elettrica, riduzione obbligatoria del prelievo di gas dei clienti industriali, definizione di nuove soglie di temperatura e/o orari per il riscaldamento, sospensione dell’obbligo di fornitura verso i clienti non tutelati, sospensione della tutela di prezzo, utilizzo dello stoccaggio strategico, interrompibilità del gas per alcune industrie</em>&#8220;. <br>Secondo il <a href="https://www.confindustria.it/home/centro-studi/temi-di-ricerca/congiuntura-e-previsioni/tutti/dettaglio/rincari-di-commodity-gas-e-energia-elettrica-rischiano-di-bloccare-le-imprese">Centro Studi di Confindustria</a>: &#8220;<em>I rincari di petrolio, gas, carbone, stanno facendo crescere i costi delle imprese</em>&#8220;, stimando &#8220;<em>una <strong>crescita della bolletta energetica italiana</strong> di 5,7 miliardi su base mensile, ovvero in un <strong>maggior onere di 68 miliardi su base annua</strong></em>&#8220;. &#8220;<em>Le imprese hanno finora in gran parte assorbito nei propri margini, fino ad annullarli in alcuni casi, questi aumenti dei costi, ma </em><strong><em>l&#8217;impatto non è sostenibile</em>&#8220;.</strong></p>



<p class="has-medium-font-size">Sull&#8217;altra sponda, Joe Biden, al summit Nato, ha affermato che: “<strong>La scarsità di cibo colpirà tutti i paesi</strong>”. Forse pensava al possibile blocco, verso i paesi che la Russia ritiene ostili, delle esportazioni di grano da una parte e di fertilizzanti chimici dall&#8217;altra, da cui dipendono pesantemente molti paesi occidentali compresi gli USA. <a href="https://www.facebook.com/watch/?v=748818162771394">Anche BlackRock annuncia la carestia</a>. <em>&#8220;I cittadini statunitensi dovranno prepararsi ad un calo del tenore di vita&#8221;</em>. Lo ha dichiarato Robert Kapito, presidente e cofondatore del fondo statunitense. <br>Oltretutto, l’agricoltura come generalmente la si pratica oggi, dipende totalmente dai combustibili fossili ed è molto energivora. Basti pensare a trattori, pesticidi, concimi chimici, serre riscaldate, irrigazione, filiera del freddo nella distribuzione, ecc. Stesso discorso per gli allevamenti. Letteralmente trasformiamo in cibo i combustibili fossili. I prezzi dei fertilizzanti sono già triplicati. Il caro energia per agricoltura e allevamenti italiani rischierà di mettere fuori mercato interi settori produttivi.  Dipendiamo eccessivamente dalle importazioni che sono state considerate convenienti rispetto alla produzione interna che è stata così scoraggiata. Così è ad esempio nella produzione dello zucchero da barbabietola, grano, mais, ecc. In questo contesto riesumeranno il TTIP, il Partenariato transatlantico, per il commercio e gli investimenti, un accordo commerciale di libero scambio in corso di negoziato dal 2013 tra l&#8217;Unione europea e gli Stati Uniti d&#8217;America. L&#8217;occasione è buona per tentare nuovamente di imporcelo. Parlano già della bontà ed economicità di tanti cibi sintetici. I razionamenti all&#8217;orizzonte evocati dal dragone daranno una mano.<br>Sempre più evidente come <a href="https://www.francescocappello.com/2021/09/24/emergenza-si-declina-al-plurale/" data-type="post" data-id="5752">la parola emergenza si declini al plurale</a>: salute, energia, lavoro, cibo, cybersicurezza i fronti individuati dalle politiche emergenziali. </p>



<p class="has-medium-font-size"><strong><em>L&#8217;approvigionamento energetico di un Paese è relativo alla sicurezza nazionale</em></strong></p>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignleft size-full is-resized"><img loading="lazy" src="https://www.francescocappello.com/wp-content/uploads/2022/04/immagine.png" alt="" class="wp-image-7455" width="470" height="470" srcset="https://www.francescocappello.com/wp-content/uploads/2022/04/immagine.png 875w, https://www.francescocappello.com/wp-content/uploads/2022/04/immagine-300x300.png 300w, https://www.francescocappello.com/wp-content/uploads/2022/04/immagine-150x150.png 150w, https://www.francescocappello.com/wp-content/uploads/2022/04/immagine-768x768.png 768w, https://www.francescocappello.com/wp-content/uploads/2022/04/immagine-640x640.png 640w" sizes="(max-width: 470px) 100vw, 470px" /></figure></div>



<p class="has-medium-font-size">Se l&#8217;ENI di di Enrico Mattei è riuscita a trasformare l&#8217;Italia nel secondo paese manifatturiero in ambito europeo, la politica del guerrafondaio Draghi, rischia di immiserire il Paese esponendolo ancora di più a razzie esterne delle sue ricchezze. <br>In passato, le imprese pubbliche pensavano all’approvvigionamento energetico con contratti a lunga e lunghissima scadenza; oggi hanno deciso, di lasciar prevalere, in modo del tutto incosciente, le politiche liberiste che fanno affidamento unicamente al mercato (spot). Il nostro paese rischia enormemente. Se si dovesse rinunciare all&#8217;energia russa o se chiudessero loro, unilateralmente i rifornimenti, senza che noi si fosse in grado di sostituirli per tempo, si stima, tra l&#8217;altro, una <strong>perdita del 70% del settore manifatturiero</strong>! Il criminale governo in carica ci sta guidando verso il baratro. <br>Draghi e i suoi stanno facendo un buon lavoro: la deindustrializzazione del nostro Paese procede spedita&#8230; D&#8217;altronde il premier, nel suo discorso di insediamento, non aveva fatto mistero del suo vassallaggio atlantista né della sua missione per conto del <em>gruppo dei trenta</em> che pretendono si lasci agire indisturbata la <em><strong>distruzione creatrice</strong></em> del nostro sistema produttivo a vantaggio del sistema delle grandi corporate. Non è a caso che uno come Draghi se la intenda con uno come Zelensky. A prima vista non pare ma hanno molto in comune.</p>



<p class="has-medium-font-size">Non ci resta che acquisire in fretta consapevolezza diffusa su <a href="https://www.francescocappello.com/2022/03/30/chi-e-il-nemico/" data-type="post" data-id="7428">chi sia davvero il nostro avversario</a> e riconoscere che il loro nemico siamo noi. Non possiamo continuare a pensare che sia necessario inviare armi perché vogliamo la pace, usare il green pass per tornare liberi, vaccinarci per proteggere la salute&#8230;</p>



<p class="has-medium-font-size">Vogliono la guerra totale!? Hanno fatto, fanno, faranno, carte false per averla. <br>Twitta il segretario del Pd Letta: “<em>Quante Bucha servono prima di passare a un embargo completo su petrolio e gas russi? Il tempo è finito</em>”. <br>&#8220;<em>Noi stiamo col popolo ucraino. Noi stiamo contro la barbarie della guerra di Putin</em>”, insiste Letta in un altro tweet pubblicando una foto di Bucha con i cadaveri abbandonati per strada. Peccato che trattasi di aperto False Flag (2).</p>



<figure class="wp-block-video"><video controls src="https://www.francescocappello.com/wp-content/uploads/2022/04/video_2022-04-03_12-21-30.mp4"></video><figcaption>&#8220;Tutti i media di tutto il mondo stanno mandando le riprese dell&#8217;unità psyop ucraina da Bucha, dove secondo gli ucraini i militari russi hanno massacrato i civili. Tuttavia, in questo video che dovrebbe dimostrare questi crimini vi sono due errori. Per prima cosa, vediamo uno dei cadaveri alzare la mano, e poi nello specchietto retrovisore, guardiamo un altro cadavere alzarsi, subito dopo aver recitato la parte&#8221;.</figcaption></figure>



<p class="has-medium-font-size">Biden: <em>&#8220;Se la Russia userà armi chimiche, risponderemo. E la risposta dipenderà dall&#8217;attacco&#8221;</em>. A noi non può non venire in mente l&#8217; &#8220;incidente&#8221; nel Golfo del Tonchino, pretesto per la guerra al Vietnam, <a href="https://www.francescocappello.com/2019/09/11/il-co11asso-di-una-falsa-verita/" data-type="post" data-id="495">il collasso delle torri gemelle</a>, pretesto per Afghanistan e Iraq, le armi di distruzione di massa di cui sarebbe stato in possesso Saddam Hussein, pretesto per la distruzione dell&#8217;Iraq, lo show dei bambini uccisi da armi chimiche di cui bisognava incolpare Assad, nel caso della Siria.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignleft size-full"><img loading="lazy" width="260" height="194" src="https://www.francescocappello.com/wp-content/uploads/2022/04/image.jpeg" alt="" class="wp-image-7474" srcset="https://www.francescocappello.com/wp-content/uploads/2022/04/image.jpeg 260w, https://www.francescocappello.com/wp-content/uploads/2022/04/image-120x90.jpeg 120w" sizes="(max-width: 260px) 100vw, 260px" /></figure></div>



<p class="has-medium-font-size">La guerra la preparano. La Pace si (ri)costruisce <br>L’Ucraina deve essere dichiarata neutrale e diventarla di fatto. Noi dovremmo riconoscere le repubbliche popolari di Donetsk e Lugansk. Tutti quei paesi (da 16 a 30) che sono entrati nella Nato dovrebbero fare un passo indietro e dichiararsi neutrali. Così dovrebbe succedere per i paesi baltici e di confine e anche per il nostro. <a href="https://www.francescocappello.com/2020/07/15/non-ce-sovranita-senza-neutralita/" data-type="post" data-id="1504">Non c&#8217;è sovranità senza neutralità</a>. </p>



<p class="has-medium-font-size">L&#8217;emergenza prima del nostro Paese è fare in modo che Draghi e la sua corte di criminali servitori, spariscano per sempre dalla scena politica. Il dopo sarà difficilissimo perché lasceranno tante macerie ma almeno potremo insieme ricomiciare a ricostruire. <br><br>Con le parole della figlia del Che, Aleida Guevara</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-style-default"><p><em>Il mondo non ha bisogno di armamenti<br>Il mondo ha bisogno di cure<br>Il mondo non ha bisogno di armamenti<br>Il mondo ha bisogno di cibo<br>Il mondo non ha bisogno di armamenti<br>Il mondo ha bisogno di solidarietà, comprensione, unità e forza</em></p></blockquote>



<p class="has-small-font-size">(1) (&#8230;) in realtà le autorità russe non stanno chiedendo un pagamento in rubli per il gas.<br>I russi esigono che i pagamenti vengano effettuati alla Gazprombank in Russia e non più su un conto Gazprom di un istituto bancario occidentale.<br><strong>Così facendo, i pagamenti verrebbero effettuati entro la giurisdizione russa e non verrebbero sequestrati o &#8220;congelati&#8221; dai furbastri occidentali, come già avvenuto</strong>.<br>Gazprombank poi venderà i dollari o euro alla Borsa di Mosca, per poi accreditarli sui conti in rubli.<br>Quindi, per i compratori cambia soltanto il conto di riferimento, non essendoci nessuna violazione contrattuale (capito Draghi?). Però così vengono spuntate le minacce di qualcuno…<br>Stanis Vlad<br>(2) La Russia ha chiesto di convocare una riunione del Consiglio di sicurezza dell&#8217;ONU a causa della provocazione a Bucha. <br>La Russia ha chiesto di convocare una riunione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite il 4 aprile a causa della provocazione a Bucha. Lo ha annunciato il 3 aprile Dmitry Polyansky, Primo Vice Rappresentante Permanente della Federazione Russa presso l&#8217;Organizzazione Mondiale, che ha definito l&#8217;evento eclatante.<br>&#8216;<em>Porteremo i presuntuosi provocatori ucraini e i loro mecenati occidentali &#8216;per pulire l&#8217;acqua</em>&#8216;, ha scritto il diplomatico.<br>Il 3 aprile, il ministero della Difesa russo ha annunciato che le forze armate russe hanno lasciato completamente la città di Bucha nella regione di Kiev il 30 marzo, mentre le &#8216;prove dei crimini&#8217; sono state pubblicate solo il quarto giorno, quando i dipendenti del servizio di sicurezza dell&#8217;Ucraina arrivato in città.<br>Il ministero ha anche riferito che il 31 marzo il sindaco della città di Bucha, Anatoly Fedoruk, ha confermato in un videomessaggio che non solo non c&#8217;erano militari russi in città, ma non ha nemmeno menzionato nessun residente locale con le mani legate, che sono stati uccisi per strada.<br>vedi <a href="https://eadaily.com/ru/news/2022/04/04/rossiya-potrebovala-sobrat-zasedanie-sovbeza-oon-iz-za-provokacii-v-buche">https://eadaily.com/ru/news/2022/04/04/rossiya-potrebovala-sobrat-zasedanie-sovbeza-oon-iz-za-provokacii-v-buche</a></p>



<p class="has-small-font-size"></p>



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