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	<title>movimenti &#8211; Seminare Domande [www.pangeanotizie.it]</title>
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	<description>Seminare domande in ognuno matura e germina risposte: voce e nuovo potere – Danilo Dolci</description>
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	<title>movimenti &#8211; Seminare Domande [www.pangeanotizie.it]</title>
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		<title>Repressione Democratica</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesco Cappello]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 19 Feb 2024 21:17:30 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Con una mano aiutiamo a sparare sui bambini e le loro famiglie con l&#8217;altra li curiamo amorevolmente. Questo è legale. Se manifesti contro il genocidio sei fuorilegge A seguire le parole del Ministro della Difesa Guido Crosetto in una nota stampa a commento dell’arrivo in Italia, dall’Egitto, del volo militare, con a bordo 11 piccoli&#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div style='display:none;' class='shareaholic-canvas' data-app='share_buttons' data-title='Repressione Democratica' data-link='https://www.francescocappello.com/2024/02/19/repressione-democratica/' data-app-id-name='category_above_content'></div>
<h2 class="has-text-align-center" id="torna1">Con una mano aiutiamo a sparare sui bambini e le loro famiglie con l&#8217;altra li curiamo amorevolmente. Questo è legale. Se manifesti contro il genocidio sei fuorilegge </h2>



<p class="has-medium-font-size" id="torna1">A seguire le parole del <strong>Ministro della Difesa Guido Crosetto</strong> in una nota stampa a commento dell’arrivo in Italia, dall’<strong>Egitto</strong>, del volo militare, con a bordo 11 piccoli pazienti destinati alle strutture sanitarie nazionali e 14 accompagnatori <a href="#nota1">[1]</a>:</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-style-default"><p><em>Benvenuti in Italia! Al termine dell’operazione <strong>saranno circa 100 i bambini con le loro famiglie che saranno curati nei nostri migliori ospedali pediatrici</strong>. Sono vittime innocenti di questa guerra. <strong>Vogliamo fare di tutto per alleviare le loro sofferenze</strong>. <strong><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-red-color">Siamo stati i primi a portare aiuti alla popolazione civile di Gaza</mark></strong>. Abbiamo inviato una nave ospedale, siamo pronti a installare un ospedale da campo e continuiamo con il ponte aereo per portare minori palestinesi in Italia e curarli nei nostri ospedali. <strong><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-red-color">Siamo amici di Israele e lavoriamo per l’unica scelta di pace possibile che prevede due popoli e due Stati</mark></strong>.</em></p></blockquote>



<p class="has-medium-font-size">Leggendole, risulta inevitabile pensare al coinvolgimento, ormai strutturale, del nostro Paese nelle operazioni belliche israeliane su Gaza.<br><a href="https://www.francescocappello.com/2024/01/14/da-ventanni-li-aiutiamo-a-compiere-i-peggiori-crimini/">Da vent’anni li aiutiamo a compiere i peggiori crimini</a> [2]. La cooperazione tra l’industria militare italiana e quella israeliana è stata, infatti, ratificata dal terzo governo Berlusconi che codificò un precedente accordo generale nella forma di <em>memorandum di intesa</em>, risalente al 2003, sulla cooperazione militare tra Italia e Israele, con la <a href="https://www.parlamento.it/parlam/leggi/05094l.htm">Legge 94 del maggio 2005</a>. <br><strong>Facile ipotizzare che quegli stessi bambini siano stati feriti da armi ed esplosivi italiani</strong> come ad esempio nel caso dei cannoni prodotti in Italia dall&#8217;OTO Melara e venduti ad Israele. A confermarlo <a href="https://www.israeldefense.co.il/en/node/61170">il tenente colonnello Steven</a>, ufficiale in forza alla terza flotta della Marina Militare israeliana che specifica come: <em>&#8220;La maggior parte dei sistemi d’arma (impiegati n.d.a.) è stata prodotta da industrie israeliane, eccetto i cannoni da 76mm, che sono stati prodotti invece dall’azienda italiana OTO Melara&#8221;.</em> Nel 2016 gli Stati Uniti hanno investito 100 milioni di dollari per dotare le Sa’ar, le moderne corvette israeliane, con i cannoni Oto Melara. A precisare le letali caratteristiche di queste armi, fornite a Israele dal nostro Paese, <a href="https://www.fanpage.it/esteri/israele-bombarda-i-palestinesi-nella-striscia-di-gaza-con-cannoni-made-in-italy/">il <em>peace researcher</em> Antonio Mazzeo</a>: </p>



<blockquote class="wp-block-quote is-style-default"><p>&#8220;Gli OTO Melara 76/62 sono cannoni multiruolo prodotti dall’omonima società del gruppo Leonardo SpA con quartier generale a Roma e stabilimenti a La Spezia e Brescia. Questi strumenti bellici sono caratterizzati da una cadenza di tiro molto elevata, soprattutto nella versione Super Rapido (120 colpi al minuto), per la ‘difesa&#8217; antiaerea e anti-missile e il bombardamento navale e costiero. La loro gittata massima varia dai 9 ai 20 chilometri di distanza. Hanno un’altissima capacità di fuoco grazie alle differenti tipologie di munizioni utilizzate (<strong>perforanti, incendiarie, a frammentazione</strong>, ecc.), contro sistemi missilistici a corto raggio, aerei, navi ed <strong>obiettivi terrestri</strong>&#8220;.</p></blockquote>



<p class="has-medium-font-size">Ritornando alle parole di Crosetto, encomiabile quella che il ministro indica come <em>&#8220;l&#8217;unica scelta di pace possibile che prevede due popoli e due Stati&#8221;</em>. Ci chiediamo allora come mai il nostro Paese non abbia ancora riconosciuto in modo bilaterale lo Stato di Palestina entro i confini del 1967, <a href="http://palestineun.org/about-palestine/diplomatic-relations/">come hanno già fatto 139 Paesi</a>. Si tratta di più dei 2/3 dei membri delle Nazioni Unite. Non potrebbe il nostro Crosetto, animato da così buone intenzioni, farsene promotore? Oltretutto l’assemblea delle Nazioni Unite, <strong>sin dal 2011, ha già riconosciuto lo Stato di Palestina come stato non-membro</strong> con <strong>statuto di osservatore</strong>, senza diritto di voto; lo ha fatto con il sostegno di 137 paesi a favore e 9 contrari (vedi <a href="https://www.francescocappello.com/2024/02/02/litalia-riconosca-piena-sovranita-allo-stato-di-palestina/">L’Italia riconosca lo Stato di Palestina</a>)[3]. Ci perdoni Crosetto se malignamente ci viene da pensare che se l&#8217;Italia non spinge decisamente nella direzione da lui auspicata è anche perché ad ENI è stato concesso dallo Stato di Israele il diritto di sviluppo delle riserve di gas marino nel mare di Gaza e che “<em>solo gli <strong>Stati sovrani hanno diritti sulle zone marittime</strong>, compresi i mari territoriali e le zone economiche esclusive, nonché di dichiarare i confini marittimi</em>”&#8230; (vedi <a href="https://www.francescocappello.com/2024/02/11/genocidio-con-furto-nel-mirino-i-corvi-e-gli-avvoltoi-delleni-che-volteggiano-su-gaza-marine/">Genocidio con furto. Nel mirino i corvi e gli avvoltoi dell’ENI che volteggiano su Gaza Marine</a>).</p>



<p class="has-medium-font-size">Crosetto afferma anche che siamo stati i primi a portare aiuto alla popolazione di Gaza. Ebbene non è bello dover constatare come <strong>l&#8217;Italia</strong>, insieme a Canada, Australia, Regno Unito, Finlandia, Paesi Bassi, Germania, Giappone e Austria, <strong>abbia immediatamente partecipato al taglio dei finanziamenti dell’UNRWA</strong> (l’agenzia delle Nazioni Unite per gli aiuti ai palestinesi), predisposto dal <a href="https://www.ilfattoquotidiano.it/2024/01/27/dopo-lo-scandalo-anche-roma-sospende-i-finanziamenti-allagenzia-onu-per-i-palestinesi-israele-unrwa-fuori-dal-dopoguerra/7424265/">Dipartimento di Stato degli Usa </a> solo perché Israele sostiene, senza alcuna prova documentale, che l’agenzia sarebbe infiltrata da operatori sospettati di essere coinvolti negli attacchi di Hamas del 7 ottobre. A nulla è valso il licenziamento dei 12 dipendenti che Israele ha indicato come colpevoli; i tagli che ne sono seguiti impediscono all’agenzia di operare l’attività di assistenza umanitaria che garantiva quel pò di <strong>cibo, acqua e prima assistenza</strong> che si riusciva a far arrivare a centinaia di migliaia di persone nella striscia di Gaza. Ostacolare l&#8217;assistenza umanitaria, non solo uccidendo, ad oggi, più di 150 operatori dell&#8217;Unrwa, ma anche facendo mancare le risorse per gli aiuti ai palestinesi, potrebbe facilmente configurarsi come una chiara compartecipazione agli atti genocidiari in corso. <br>Facile sospettare che l’Unrwa sia stata presa di mira essendo una delle maggiori fonti delle prove documentali nel processo intentato dal Sudafrica presso la Corte internazionale di giustizia contro Israele. Il 26 gennaio, infatti, <a href="https://www.ilfattoquotidiano.it/2024/01/26/la-corte-dellaja-non-archivia-le-accuse-contro-israele-puo-aver-violato-la-convenzione-sul-genocidio-a-gaza-ma-non-impone-una-tregua/7423328/">la Corte ha stabilito la plausibilità delle accuse di genocidio contro Israele e che il processo aperto dal Sudafrica debba continuare</a>.</p>



<h3 id="italia-collaborazionista">Italia collaborazionista</h3>



<p class="has-medium-font-size">La decisione preliminare della Corte di Giustizia dell’ONU dello scorso 26 gennaio con l’imposizione di misure cautelari è stato, infatti, un primo risultato dell’azione giudiziaria voluta dal Sudafrica ed è già giuridicamente vincolante. In attesa della sentenza definitiva, la Corte ha disposto <strong>misure provvisorie</strong> alle quali Israele dovrebbe attenersi, anche se il tribunale di giustizia non ha alcun potere che gli permetta di vigilare sulla loro effettiva attuazione.<mark style="background-color:#ffffff" class="has-inline-color"> <strong><mark>Tale decisione impone obblighi giuridici non solo a Israele ma anche a stati terzi eventualmente coinvolti nell’azione in corso a danno dei palestinesi che avranno ora l’obbligo di osservare le misure cautelari imposte dalla Corte per prevenire atti genocidiari nella Striscia di Gaza</mark></strong></mark>. <strong>Multinazionali che intrattengono commerci d’armi ma anche Stati che cooperano in qualsiasi forma con Israele, rispetto alle azioni in corso a danno dei palestinesi, rientrano tra coloro che dovranno rispettare tali misure.</strong></p>



<p class="has-medium-font-size"><strong><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-red-color">Sono ora ben tre i motivi di complicità dell’Italia</mark></strong> (vedi <a href="https://www.francescocappello.com/2024/02/07/italia-collaborazionista/">Italia collaborazionista?</a>) <strong><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-red-color">con i crimini che Israele sta compiendo a danno del popolo palestinese</mark></strong>:<br>la cooperazione militare con Israele (vedi <a href="https://www.francescocappello.com/2024/01/14/da-ventanni-li-aiutiamo-a-compiere-i-peggiori-crimini/">Da vent’anni li aiutiamo a compiere i peggiori crimini</a>), la partecipazione del nostro paese al taglio dei finanziamenti dell’UNWRA, il tentato furto del gas palestinese (vedi <a href="https://www.francescocappello.com/2024/02/11/genocidio-con-furto-nel-mirino-i-corvi-e-gli-avvoltoi-delleni-che-volteggiano-su-gaza-marine/">Genocidio con furto. Nel mirino i corvi e gli avvoltoi dell’ENI che volteggiano su Gaza Marine</a>).</p>



<h3 id="stop-al-genocidio">Stop al genocidio</h3>



<p class="has-medium-font-size">Dopo la pronuncia, all&#8217;Ariston, delle parole <em><strong>Stop al genocidio</strong></em> da parte del cantante Ghali che erano state precedute dalle dichiarazioni pro palestina dall&#8217;artista Dargen D&#8217;Amico, e il conseguente comunicato &#8220;riparatore&#8221; redatto dall&#8217;AD Roberto Sergio, letto da M. Venier:</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-style-default"><p>Ogni giorno i nostri telegiornali e i nostri programmi raccontano e continueranno a farlo, la tragedia degli ostaggi nelle mani di Hamas oltre a ricordare la strage dei bambini, donne e uomini del 7 ottobre. La mia solidarietà al popolo di Israele e alla Comunità Ebraica è sentita e convinta.</p></blockquote>



<p class="has-medium-font-size">un certo numero di dipendenti Rai hanno messo in circolazione un loro comunicato:  </p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter is-resized"><img loading="lazy" src="https://pbs.twimg.com/media/GGZON5kXYAE5N5Y?format=jpg&amp;name=medium" alt="Immagine" width="511" height="712"/></figure></div>



<p class="has-medium-font-size"><strong>Ne sono seguite molteplici manifestazioni e relative mangannellate davanti alle sedi Rai di diverse città italiane </strong></p>



<div class="wp-block-jetpack-tiled-gallery aligncenter is-style-rectangular"><div class="tiled-gallery__gallery"><div class="tiled-gallery__row"><div class="tiled-gallery__col" style="flex-basis:23.65565055670257%"><figure class="tiled-gallery__item"><img srcset="https://i2.wp.com/www.francescocappello.com/wp-content/uploads/2024/02/napoli_13febbraio_fg_ipa.jpeg?strip=info&#038;w=490&#038;ssl=1 490w" alt="" data-height="490" data-id="10945" data-link="https://www.francescocappello.com/?attachment_id=10945" data-url="https://www.francescocappello.com/wp-content/uploads/2024/02/napoli_13febbraio_fg_ipa.jpeg" data-width="750" src="https://i2.wp.com/www.francescocappello.com/wp-content/uploads/2024/02/napoli_13febbraio_fg_ipa.jpeg?ssl=1" layout="responsive"/></figure></div><div class="tiled-gallery__col" style="flex-basis:21.483586352869963%"><figure class="tiled-gallery__item"><img srcset="https://i0.wp.com/www.francescocappello.com/wp-content/uploads/2024/02/manifestazione-01-1200.jpg?strip=info&#038;w=600&#038;ssl=1 600w,https://i0.wp.com/www.francescocappello.com/wp-content/uploads/2024/02/manifestazione-01-1200.jpg?strip=info&#038;w=864&#038;ssl=1 864w" alt="" data-height="864" data-id="10946" data-link="https://www.francescocappello.com/?attachment_id=10946" data-url="https://www.francescocappello.com/wp-content/uploads/2024/02/manifestazione-01-1200.jpg" data-width="1200" src="https://i0.wp.com/www.francescocappello.com/wp-content/uploads/2024/02/manifestazione-01-1200.jpg?ssl=1" layout="responsive"/></figure></div><div class="tiled-gallery__col" style="flex-basis:34.24054818085642%"><figure class="tiled-gallery__item"><img srcset="https://i0.wp.com/www.francescocappello.com/wp-content/uploads/2024/02/marcella-raiola-scontri-polizia-rai.webp?strip=info&#038;w=600&#038;ssl=1 600w,https://i0.wp.com/www.francescocappello.com/wp-content/uploads/2024/02/marcella-raiola-scontri-polizia-rai.webp?strip=info&#038;w=900&#038;ssl=1 900w,https://i0.wp.com/www.francescocappello.com/wp-content/uploads/2024/02/marcella-raiola-scontri-polizia-rai.webp?strip=info&#038;w=922&#038;ssl=1 922w" alt="" data-height="922" data-id="10947" data-link="https://www.francescocappello.com/?attachment_id=10947" data-url="https://www.francescocappello.com/wp-content/uploads/2024/02/marcella-raiola-scontri-polizia-rai.webp" data-width="2048" src="https://i0.wp.com/www.francescocappello.com/wp-content/uploads/2024/02/marcella-raiola-scontri-polizia-rai.webp?ssl=1" layout="responsive"/></figure></div><div class="tiled-gallery__col" style="flex-basis:20.620214909571047%"><figure class="tiled-gallery__item"><img srcset="https://i0.wp.com/www.francescocappello.com/wp-content/uploads/2024/02/6340ae41-4dde-40af-a106-1c797714e87b.jpeg?strip=info&#038;w=600&#038;ssl=1 600w,https://i0.wp.com/www.francescocappello.com/wp-content/uploads/2024/02/6340ae41-4dde-40af-a106-1c797714e87b.jpeg?strip=info&#038;w=857&#038;ssl=1 857w" alt="" data-height="857" data-id="10948" data-link="https://www.francescocappello.com/?attachment_id=10948" data-url="https://www.francescocappello.com/wp-content/uploads/2024/02/6340ae41-4dde-40af-a106-1c797714e87b.jpeg" data-width="1142" src="https://i0.wp.com/www.francescocappello.com/wp-content/uploads/2024/02/6340ae41-4dde-40af-a106-1c797714e87b.jpeg?ssl=1" layout="responsive"/></figure></div></div></div></div>



<h3 id="se-manifesti-contro-il-genocidio-sei-fuorilegge">Se manifesti contro il genocidio sei fuorilegge</h3>



<p class="has-medium-font-size"><strong>Ghali, avendo chiesto di fermare il genocidio, è stato accusato di incitamento all&#8217;odio e alla violenza</strong>. Poco conta che a supporto dell&#8217;appello di Ghali ci sia la citazione in giudizio, per crimine di genocidio, presso il tribunale di giustizia internazionale dell&#8217;ONU (CIG), di Israele, da parte del Sudafrica. <strong>Viceversa, Israele non avrebbe commesso violenze poiché si starebbe limitando a difendersi</strong> dopo gli attacchi subiti il 7 ottobre, ed il massacro sistematico dei civili tramite bombardamento a tappeto della Striscia e deportazione dei suoi abitanti sarebbero solo effetti collaterali della &#8220;guerra&#8221; contro Hamas. Ebbene, il presunto diritto all&#8217;autodifesa è stato respinto dalla Corte Internazionale di Giustizia dell’ONU che ha ribadito come Israele non abbia alcun diritto all’autodifesa (art. 51 della carta dell’ONU) in quanto paese occupante e belligerante contro un popolo occupato.</p>



<h3 id="dopo-il-7-ottobre-le-disposizioni-di-legge-per-l-adozione-della-definizione-operativa-di-antisemitismo-nonche-per-il-contrasto-agli-atti-di-antisemitismo"><strong>Dopo</strong> il &#8216;<em>7 ottobre</em>&#8216;, l<strong>e &#8220;Disposizioni di legge per l’adozione della definizione operativa di antisemitismo, nonché per il contrasto agli atti di antisemitismo</strong>&#8220;</h3>



<p class="has-medium-font-size">A fronte di una possibile escalation delle manifestazioni della società civile, a favore della popolazione palestinese, in pieno dissenso con le politiche di cooperazione della nostra classe dirigente con Israele, sotto processo per atti genocidiari presso la CIG (a cui si sono associati diverse decine di Paesi – Il numero complessivo dovrebbe essere ormai prossimo a cento), la lega di Matteo Salvini ha deciso di correre ai ripari per arginare e bloccare quella che sarebbe &#8220;l&#8217;ondata di antisemitismo&#8221; nel Paese, con un disegno di legge: <em><strong>Disposizioni per l’adozione della definizione operativa di antisemitismo, nonché per il contrasto agli atti di antisemitismo</strong>, </em>d&#8217;iniziativa dei senatori leghisti Romeo, Pirovano e Bergesio, comunicato alla presidenza il 30 gennaio 2024. <br><strong><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-red-color">Si tratta di tre articoli pienamente coerenti con la progressiva chiusura degli spazi politici, atti a limitare, controllare e impedire manifestazioni in cui si criticano le istituzioni Israeliane</mark></strong>. Ci chiediamo se, una volta divenuta legge dello Stato, una manifestazione pubblica di pensiero come quella di Ghali, Dargen D&#8217;Amico o le parole di un qualsiasi giornalista che scrivesse e pubblicasse un suo pezzo giudicato troppo pro palestina e quindi tacciabile di antisemitismo, potranno essere sanzionabili, a rigor di legge, e come. <br>Torna alla mente l&#8217;immediata promulgazione, dopo i fatti dell&#8217;<em>11 settembre 2001</em>, dell&#8217;<strong><em>USA Patriot Act</em></strong>,<strong> </strong>una legge federale, limitativa delle libertà personali, per motivi emergenziali di sicurezza nazionale: <em>la legge per unire e rafforzare l&#8217;America fornendo strumenti adeguati necessari per intercettare e ostacolare il terrorismo</em>. Si tratta di una serie di norme che hanno rinforzato il potere dei corpi di polizia e di spionaggio statunitensi, con lo scopo di ridurre il rischio di attacchi terroristici negli Stati Uniti, anche a discapito di privacy e libertà di movimento dei cittadini. <br>Nel preambolo del ddl leggiamo: </p>



<blockquote class="wp-block-quote is-style-default"><p><strong>Dopo il terribile attacco terroristico del 7 ottobre</strong> compiuto dall’organizzazione terroristica Hamas con altri movimenti alleati della galassia terroristica islamista, come il Jihad islamico palestinese, <strong>i focolai di antisemitismo</strong> già presenti in tutta Europa (documentati per l’Italia dal CDEC e dall’Eurispes) si sono estesi e propagati sotto la veste di antisionismo, dell’odio contro lo Stato Ebraico e del suo diritto ad esistere e difendersi.</p></blockquote>



<p class="has-medium-font-size">nella parte finale del comma 2 dell&#8217;art. 1 si legge ciò che si dovrà intendere</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-style-default"><p>per <strong>antisemitismo</strong> si intende una determinata percezione degli Ebrei che può essere espressa come odio nei loro confronti, le cui manifestazioni, di natura verbale o fisica, sono dirette verso le persone ebree e non ebree, i loro beni, le istituzioni della comunità e i luoghi di culto ebraici.</p></blockquote>



<p class="has-medium-font-size">Chi si limitasse a consultare il vocabolario alla parola <em>semitica/semitiche</em> troverebbe un riferimento a un gruppo di lingue (accadico, fenicio, <strong>ebraico</strong>, aramaico, <strong>arabo</strong>, etiopico, ecc.), parlate da popolazioni antiche e moderne dell&#8217;Asia sudoccidentale e dell&#8217;Africa settentrionale [4]. Arabo ed ebraico sono quindi entrambe lingue e popolazioni di una stessa area geografica. Chissà perché antisemitismo, anche nel linguaggio giuridico, debba indicare avversione nei confronti degli Ebrei, della loro cultura, delle loro istituzioni&#8230; </p>



<p class="has-medium-font-size">Il ddl, <em>&#8220;al fine di <strong>prevenire e contrastare qualunque atto o manifestazione di antisemitismo</strong></em>&#8221; prevede di &#8220;<em><strong><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-red-color">creare una banca dati sugli episodi di antisemitismo</mark></strong>&#8220;</em> e di predisporre <em>&#8220;apposite misure per <strong>contrastare la diffusione del linguaggio d’odio antisemita sulla rete internet</strong>, anche attraverso l’aggiornamento delle regole di accesso alle piattaforme di social media nonché <strong>mediante sistemi di segnalazione e rimozione</strong>, uniformi ed efficienti, dei relativi contenuti&#8221;</em> e di <strong>intervenire in campo educativo</strong> con <em>&#8220;un piano di formazione rivolto a insegnanti ed educatori in merito alla conoscenza del fenomeno dell’antisemitismo (&#8230;) nonché circa i pregiudizi e gli stereotipi nei confronti degli Ebrei, ivi incluse le possibili teorie complottistiche che ne possono derivare&#8221;</em> e per il <em>&#8220;<strong>personale delle Forze di polizia </strong>in merito alla conoscenza del fenomeno dell’antisemitismo, <strong>ai fini di una corretta individuazione della natura antisemita di un reato</strong>&#8220;</em> nonché campagne di informazione <em>&#8220;<strong>sui canali del servizio pubblico radiofonico, televisivo e multimediale</strong>&#8220;</em> finalizzate <em>&#8220;alla conoscenza del fenomeno dell’antisemitismo&#8221;</em> e <em>&#8220;<strong>nell’ambito delle attività associative e sportive</strong>&#8220;</em>.</p>



<p class="has-medium-font-size">all&#8217;art.3 è infine previsto <em>&#8220;Il <strong>diniego all’autorizzazione di una riunione o manifestazione pubblica</strong> <mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-red-color"><strong>per ragioni di moralità&#8221; </strong></mark></em>motivabile<em> &#8220;anche in caso di valutazione di grave rischio potenziale per l’utilizzo di simboli, slogan, messaggi e qualunque altro atto antisemita ai sensi della definizione operativa di antisemitismo adottata dalla presente legge&#8221;.</em></p>



<p class="has-medium-font-size">Ottimi <strong>esempi di sana moralità</strong>, per chi si sentisse un po&#8217; confuso, si possono indubbiamente trovare nelle azioni esemplari dei nostri governi che continuano, come niente fosse, a cooperare militarmente con Israele, salvo poi esibire, in prima serata, il buon cuore italiano ricoverando qualcuna delle migliaia di giovani vittime dopo aver bombardato i loro ospedali, mentre contribuiamo ad affamare i cittadini della Striscia, ma evitando di usare la parola genocidio che è peccato mortale, anche se i dirigenti israeliani, moralmente, ovviamente per autodifesa, dichiarano che bisogna cancellare Gaza, popolata da animali umani e deportarne, quale soluzione finale, la popolazione sfollata verso Sud, a Rafah, dove attualmente è stata ammassata quasi il 70% della popolazione della Striscia, imponendo poi ai sopravvissuti agli ultimi bombardamenti anche di Rafah, una diaspora, nessuno sa verso dove. Non verso l&#8217;Egitto; al confine sono già schierati i carrarmati egiziani, mentre si provvede a costruire l&#8217;ennesimo muro tra Rafah e il deserto del Sinai&#8230;  </p>



<p class="has-medium-font-size"><strong>Torna in mente il viaggio di Salvini in Israele</strong></p>



<div class="wp-block-jetpack-tiled-gallery is-style-rectangular has-rounded-corners-19"><div class="tiled-gallery__gallery"><div class="tiled-gallery__row"><div class="tiled-gallery__col" style="flex-basis:55.75509685905005%"><figure class="tiled-gallery__item"><img srcset="https://i1.wp.com/www.francescocappello.com/wp-content/uploads/2024/02/Schermata-del-2018-12-11-19-40-03.png?strip=info&#038;w=452&#038;ssl=1 452w" alt="" data-height="452" data-id="10961" data-link="https://www.francescocappello.com/?attachment_id=10961" data-url="https://www.francescocappello.com/wp-content/uploads/2024/02/Schermata-del-2018-12-11-19-40-03.png" data-width="497" src="https://i1.wp.com/www.francescocappello.com/wp-content/uploads/2024/02/Schermata-del-2018-12-11-19-40-03.png?ssl=1" layout="responsive"/></figure></div><div class="tiled-gallery__col" style="flex-basis:44.24490314094995%"><figure class="tiled-gallery__item"><img srcset="https://i2.wp.com/www.francescocappello.com/wp-content/uploads/2024/02/1544720230697.jpg?strip=info&#038;w=600&#038;ssl=1 600w,https://i2.wp.com/www.francescocappello.com/wp-content/uploads/2024/02/1544720230697.jpg?strip=info&#038;w=782&#038;ssl=1 782w" alt="" data-height="782" data-id="10960" data-link="https://www.francescocappello.com/?attachment_id=10960" data-url="https://www.francescocappello.com/wp-content/uploads/2024/02/1544720230697.jpg" data-width="1326" src="https://i2.wp.com/www.francescocappello.com/wp-content/uploads/2024/02/1544720230697.jpg?ssl=1" layout="responsive"/></figure><figure class="tiled-gallery__item"><img srcset="https://i2.wp.com/www.francescocappello.com/wp-content/uploads/2024/02/4165241_0758_salviniisraele.jpg?strip=info&#038;w=208&#038;ssl=1 208w" alt="" data-height="208" data-id="10962" data-link="https://www.francescocappello.com/?attachment_id=10962" data-url="https://www.francescocappello.com/wp-content/uploads/2024/02/4165241_0758_salviniisraele.jpg" data-width="380" src="https://i2.wp.com/www.francescocappello.com/wp-content/uploads/2024/02/4165241_0758_salviniisraele.jpg?ssl=1" layout="responsive"/></figure></div></div></div></div>



<p class="has-medium-font-size">in veste di vicepresidente del consiglio e ministro dell’interno, l&#8217;11 dicembre 2018 e le parole che pronunciò per l&#8217;occasione: “<strong><em>Il nascente antisemitismo fa rima con l&#8217;estremismo islamico a cui qualcuno non presta necessaria attenzione (&#8230;)</em></strong>&#8221; e ancora: “<strong><em>Per un ministro dell&#8217;Interno, Israele è&nbsp;uno dei modelli dell&#8217;anti-terrorismo, di intelligence, di controllo del territorio, di difesa dei confini: da questo punto di vista vado a studiare e imparare. E poi vado a rinsaldare tra Italia e Israele, che per me sono fondamentali</em></strong>&#8220;.</p>


<a href="https://www.francescocappello.com/wp-content/uploads/2024/02/ddl-1004__430506.pdf" class="pdfemb-viewer" style="" data-width="max" data-height="max"  data-toolbar="bottom" data-toolbar-fixed="off">ddl-1004__430506<br/></a>
<p class="wp-block-pdfemb-pdf-embedder-viewer"></p>



<p class="has-medium-font-size">L’Italia, ottemperando all&#8217;ordinanza preventiva della Corte del Sudafrica, dovrebbe piuttosto smettere qualsiasi cooperazione militare con Israele procedendo alla abrogazione immediata della legge 94 del 2005 che la codifica, e riconoscere in modo bilaterale lo Stato di Palestina (vedi <a href="https://www.francescocappello.com/2024/02/02/litalia-riconosca-piena-sovranita-allo-stato-di-palestina/">L’Italia riconosca lo Stato di Palestina</a>) aggiungendosi ai 139 Stati che nel mondo lo hanno già fatto. </p>



<p class="has-medium-font-size">Noi, rappresentanti della società civile, abbiamo il dovere di mobilitarci contro il genocidio (vedi <a href="https://www.francescocappello.com/2024/02/09/mobilitiamoci-contro-il-genocidio/">Mobilitiamoci contro il genocidio</a>)<br>Un invito a ciascuno a contribuire alla Campagna di mobilitazione iscrivendosi al <a href="https://t.me/Mobilitiamocicontroilgenocidio">canale Telegram</a> <a rel="noreferrer noopener" href="https://t.me/Mobilitiamocicontroilgenocidio?fbclid=IwAR3OYg-IVMHgV_94BGW5jNCmvgm__44cilXvR9jd5auiWp9BgVgRbskpL68" target="_blank">https://t.me/Mobilitiamocicontroilgenocidio</a> <mark><strong>MOBILITIAMOCI CONTRO IL GENOCIDIO!</strong></mark></p>



<p class="has-text-align-center">Addendum del 27 febbraio 2025 TESTIMONIANZE</p>



<figure class="wp-block-video"><video controls src="https://www.francescocappello.com/wp-content/uploads/2025/03/23_02_24-1.mp4"></video></figure>



<p class="has-normal-font-size" id="nota1"><a href="#torna1" data-type="internal" data-id="#torna1">[1]</a> <a href="https://www.difesa.it/primopiano/difesa-arrivati-in-italia-altri-bambini-palestinesi-con-volo-militare/38670.html">Difesa: arrivati in Italia altri bambini palestinesi con volo militare</a> &#8211; <a href="https://www.difesa.it/primopiano/difesa-arrivati-in-italia-altri-bambini-palestinesi-con-volo-militare/38670.html">https://www.difesa.it/primopiano/difesa-arrivati-in-italia-altri-bambini-palestinesi-con-volo-militare/38670.html</a> I pazienti sono stati ricoverati negli ospedali individuati dal <strong>Ministero della Salute</strong>: Rizzoli di <strong>Bologna</strong>, Meyer di <strong>Firenze</strong>, Gaslini di <strong>Genova</strong>, Bambino Gesù di <strong>Roma</strong>, Niguarda di <strong>Milano</strong> e San Gerardo di <strong>Monza</strong>.<br>[2] <strong>L’Italia è colpevolmente al fianco dei governi israeliani, in qualunque loro azione, contribuendo fattivamente alle sue reiterate criminali politiche di guerra</strong>. La cooperazione tra l’industria militare italiana e quella israeliana è stata ratificata dal terzo governo Berlusconi che codificò un precedente accordo generale nella forma di <em>memorandum di intesa</em>, sulla cooperazione militare tra Italia e Israele, con la <a href="https://www.parlamento.it/parlam/leggi/05094l.htm">Legge 94 del maggio 2005</a> <a href="https://www.francescocappello.com/2024/01/14/da-ventanni-li-aiutiamo-a-compiere-i-peggiori-crimini/">https://www.francescocappello.com/2024/01/14/da-ventanni-li-aiutiamo-a-compiere-i-peggiori-crimini/</a><br>[3] <a href="https://www.francescocappello.com/2024/02/02/litalia-riconosca-piena-sovranita-allo-stato-di-palestina/">L’Italia riconosca lo Stato di Palestina</a> <a href="https://www.francescocappello.com/2024/02/02/litalia-riconosca-piena-sovranita-allo-stato-di-palestina/">https://www.francescocappello.com/2024/02/02/litalia-riconosca-piena-sovranita-allo-stato-di-palestina/</a><br>[4] <em>Lingue semitiche</em> (o <em>il semitico</em> <em>s.m.</em> ), gruppo di lingue comprendente il babilonese e l&#8217;assiro, l&#8217;ebraico e l&#8217;aramaico, l&#8217;arabo e l&#8217;etiopico, caratterizzate da un ricco consonantismo, da un sistema di vocali limitato alla serie <em>a</em>, <em>i</em>, <em>u</em>, e da una morfologia costituita da radici formate da tre consonanti. Storicamente si divide in tre gruppi: il gruppo orientale o accadico, che nel II millennio a.C. si divide in babilonese e assiro; il gruppo nord-occidentale, rappresentato dall&#8217;ugaritico, il fenicio, l&#8217;ebraico, l&#8217;aramaico, che poco prima dell&#8217;era cristiana sopraffà le altre lingue e dà vita ad alcuni dialetti fra cui il siriaco: di questo sono in uso oggi alcuni dialetti aramaici e, risorta, la lingua ebraica, propria dello stato di Israele; il gruppo sud-occidentale, diviso nelle due tradizioni araba ed etiopica, tuttora vivente come lingua letteraria nelle forme rispettive dell&#8217;arabo classico in tutta l&#8217;Africa sett., Arabia, Giordania, Siria e dell&#8217;amarico, lingua ufficiale dell&#8217;Etiopia. Definizione da <a href="https://languages.oup.com/google-dictionary-it">Oxford Languages</a><br><br><a href="https://www.francescocappello.com/2024/02/09/mobilitiamoci-contro-il-genocidio/"></a>articoli correlati a cura dell’autore<br><a href="https://www.francescocappello.com/2024/02/24/manganellate-democratiche/" data-type="post" data-id="11010">Manganellate democratiche</a><br><a href="https://www.francescocappello.com/2024/02/09/mobilitiamoci-contro-il-genocidio/">Mobilitiamoci contro il genocidio</a><br><a href="https://www.francescocappello.com/2025/02/06/la-pace-di-trump-e-netanyahu/">La Pace di Trump e Netanyahu</a><br><a href="https://www.francescocappello.com/2025/01/01/ninna-nanna-sumera/">Ninna Nanna Sumera</a><br><a href="https://www.francescocappello.com/2024/12/14/la-frontiere-della-democrazia-israeliana-che-qualcuno-vorra-importare-in-italia/">La frontiere della democrazia israeliana che qualcuno vorrà importare in Italia</a><br><a href="https://www.francescocappello.com/2024/03/18/la-legge-vietera-di-manifestare-contro-israele/">La legge vieterà di manifestare contro Israele</a><br><a href="https://www.francescocappello.com/2024/02/19/repressione-democratica/">Repressione Democratica</a><br><a href="https://www.francescocappello.com/2024/10/07/anniversari-il-7-ottobre-e-accaduto-l11-settembre-una-parziale-rassegna-di-analisti-non-allineati/">Anniversari. 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		<title>Aldo Maira &#8211; Progetto CL</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesco Cappello]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 18 May 2020 10:29:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Costituzione]]></category>
		<category><![CDATA[crisieconomica]]></category>
		<category><![CDATA[crisisanitariaeconomica]]></category>
		<category><![CDATA[movimenti]]></category>
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<p>Aldo Maira di Progetto CL ci racconta la profonda crisi economica nissena e la volontà di reagire da parte della popolazione locale per chiedere il rispetto e l&#8217;attuazione della Costituzione per un futuro migliore. In corso di organizzazione una <strong>mobilitazione di cinque giorni</strong>, i primi quattro davanti al comune di Caltanisetta e una <strong>sfilata di auto lunga 100 Km</strong> che il quinto giorno si snoderà <strong>lungo la statale 640</strong> che collega Caltanissetta ad Agrigento</p>



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<div style='display:none;' class='shareaholic-canvas' data-app='share_buttons' data-title='Aldo Maira - Progetto CL' data-link='https://www.francescocappello.com/2020/05/18/aldo-maira-progetto-cl/' data-app-id-name='category_below_content'></div><div style='display:none;' class='shareaholic-canvas' data-app='recommendations' data-title='Aldo Maira - Progetto CL' data-link='https://www.francescocappello.com/2020/05/18/aldo-maira-progetto-cl/' data-app-id-name='category_below_content'></div>]]></content:encoded>
					
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		<title>I capi branco delle sardine</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesco Cappello]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Dec 2019 15:49:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambientalismo]]></category>
		<category><![CDATA[movimenti]]></category>
		<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
		<category><![CDATA[mattiasantori]]></category>
		<category><![CDATA[sardine]]></category>
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					<description><![CDATA[Pubblicato su Iskrae.euSovranitàPopolare.org Cosa hanno in comune Santori e Salvini?   Il leader delle sardine, Mattia Sartori è una sorta di “oliatore di conflitti” (come lo definisce una cara amica). Egli saprebbe come, usando “dialogo e comunicazione”, si possano superare con successo reticenza e preoccupazioni delle popolazioni locali affette da sindrome NIMBY (Not In My&#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div style='display:none;' class='shareaholic-canvas' data-app='share_buttons' data-title='I capi branco delle sardine' data-link='https://www.francescocappello.com/2019/12/18/i-capi-branco-delle-sardine/' data-app-id-name='category_above_content'></div>
<p>Pubblicato su <br><a href="http://www.iskrae.eu/capi-branco-delle-sardine/">Iskrae.eu</a><br><a href="https://www.sovranitapopolare.org/2019/12/19/i-capi-branco-delle-sardine/">SovranitàPopolare.org</a></p>



<p><em>Cosa hanno in comune Santori e Salvini?</em>  <em> Il leader delle sardine, Mattia Sartori è una sorta di “oliatore di conflitti” (come lo definisce una cara amica). Egli saprebbe come, usando “dialogo e comunicazione”, si possano superare con successo reticenza e preoccupazioni delle popolazioni locali affette da sindrome NIMBY (Not In My Back Yard) e indurle ad accettare TAV e trivellazioni, rendendole compatibili con attività di Agricoltura, Pesca e Turismo (APT).</em></p>



<p class="has-medium-font-size">Mattia Santori il leader delle sardine. Ecco chi è, cosa pensa e per chi lavora: <br>&#8220;Mattia Santori ricercatore del <a href="http://www.rie.it/team/">RIE</a> (http://www.rie.it/team/), una società privata di consulenza, fondata da R. Prodi e <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Alberto_Cl%C3%B2">A. Clo&#8217;</a> si occupa di comunicazione sociale ed energia.<br>Clo&#8217; è tutt&#8217;oggi membro del CdA della <a href="http://www.gedispa.it/it/nc.html">GeDi</a> (http://www.gedispa.it/it/nc.html), gruppo editoriale in grado di spianare la strada dal punto di vista mediatico al movimento delle sardine. </p>



<p class="has-medium-font-size">&#8220;GEDI Gruppo Editoriale è uno dei principali operatori italiani nel settore dei media, attivo nelle seguenti aree di business:</p>



<ul><li>Stampa</li><li>Radio</li><li>Pubblicità</li><li>Digitale</li></ul>



<p class="has-medium-font-size">GEDI,  quotato alla Borsa di Milano, è editore di la Repubblica, La Stampa, Il  Secolo XIX, 13 testate locali, il settimanale l&#8217;Espresso e altri  periodici. Fanno parte del Gruppo anche 3 emittenti radiofoniche  nazionali (Radio Deejay, Radio Capital, m2o). GEDI opera, inoltre, nel  settore internet e raccoglie la pubblicità, tramite la concessionaria  Manzoni, per i propri mezzi e per editori terzi. Presidente è Marco De  Benedetti e Amministratore delegato Laura Cioli.<br> Il conto economico 2018 del Gruppo riporta ricavi per 648,7 milioni di euro e un Ebitda rettificato di 51,7 milioni di euro.&#8221; (1) </p>



<p class="has-medium-font-size"><br>Ecco un esempio del Mattia Santori pensiero:<br><a href="https://formiche.net/2015/09/nimby-basilicata-eni-petrolio/">https://formiche.net/2015/09/nimby-basilicata-eni-petrolio/</a><br>vedi anche: <a href="https://formiche.net/2014/11/sblocca-italia-trivellazioni-novita-rivendicazioni-dati-fatto/">https://formiche.net/2014/11/sblocca-italia-trivellazioni-novita-rivendicazioni-dati-fatto/</a><br><br>Insomma Mattia Santori, pensa, per mestiere, che impedire le trivellazioni nei nostri mari o in Basilicata o in Val di Noto sia causa dei mali cronici da cui è afflitta la nostra economia. Egli si prodiga, perciò, forte delle sue competenze di strategia della &#8220;comunicazione&#8221; efficace, a spiegare come superare la reticenza delle popolazioni locali affette da sindrome NIMBY (Not in my backyard-non nel mio giardino di casa). A supportarlo la GEDI ed ora un intero movimento&#8230; <br><br>Santori pensa, in particolare, che le attività estrattive siano compatibili con attività APT (Agricoltura, Pesca e Turismo) <br>Ci spiega, insieme ad altri, come convincerne anche le popolazioni locali <a href="http://www.assomineraria.org/wp-content/uploads/2015/06/Coesistenza-tra-Idrocarburi-e-Agricoltura-Pesca-e-Turismo-in-Italia-ES.pdf">in una pubblicazione</a>. </p>



<p class="has-medium-font-size"><br>Le bandiere pro Ue, ammesse alle manifestazioni delle sardine, risultano peraltro coerenti con quel che Mattia Santori (laureato in economia) pensa sul <a href="https://www.francescocappello.com/2019/12/02/messi-in-trappola/">MES </a>ossia che <em>&#8220;trattandosi di un problema tecnico, un problema complesso, bisogna lasciarlo gestire ai “competenti”. Perché, precisa, la politica con la P maiuscola richiede proprio questo: DELEGA AI COMPETENTI.</em>&#8220;</p>



<p class="has-medium-font-size"><br>Infine, <a href="http://I titoli obbligazionari eco-friendly o Green Bond sono sempre più diffusi nel mondo della finanza e degli investimenti,">ecco la lettera aperta</a> promossa da <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Alberto_Cl%C3%B2">Alberto Clò</a> (di cui Mattia è stato allievo) (2), docente di Economia applicata presso l&#8217;Università di Bologna e direttore della rivista Energia, sul referendum del 17 aprile antitrivelle preoccupato del suo esito rispetto al quesito: <em>“Volete che, quando scadranno le concessioni, vengano fermati i giacimenti in attività nelle acque territoriali italiane anche se c’è ancora gas o petrolio?” </em><br><br><strong>Noi, prof. e professionisti, non votiamo Sì al referendum del 17 aprile: </strong><br><a href="https://formiche.net/2016/03/referendum-no-triv-17-aprile-idrocarburi/?fbclid=IwAR1TU5UQDAEbNX5gKlrkZat0KhFSSEregUA-RIjdlTV8RQNJB837io8ZOyw">https://formiche.net/2016/03/referendum-no-triv-17-aprile-idrocarburi/?fbclid=IwAR1TU5UQDAEbNX5gKlrkZat0KhFSSEregUA-RIjdlTV8RQNJB837io8ZOyw</a></p>



<p class="has-medium-font-size">Ho cercato di capire se le sardine si fossero espresse  contro il sistema di guerra, perché il nostro Paese si dichiarasse finalmente neutrale secondo Costituzione e coerentemente se ne chiedesse l&#8217;uscita  dalla Nato. Ho cercato traccia nel loro programma della prima ora se vi si facesse cenno ad una qualche analisi che descrivesse la condizione di miseria  progressiva in cui sta precipitando il nostro Paese con i nostri giovani  costretti ad andarsene (più di 800mila negli ultimi 10 anni) in cerca di fortuna all&#8217;estero; quelli che rimangono, adattati ad  accettare un lavoro a scadenza, per qualche mese, e poi a casa con paghe lesive della dignità umana, quando non viene chiesto loro di lavorare gratis o da &#8220;volontari&#8221;; una povertà assoluta in crescita che colpisce  più di 5 milioni di persone, dieci milioni di persone in stato di povertà relativa, quasi un quarto dei nostri giovani in età lavorativa che vengono definiti NEET &#8221; Not in Education, Employment or Training&#8221;,  non più impegnati nello studio, né nel lavoro né nella formazione, una classe media in declino costante, una imposizione fiscale tra le più alte al mondo a cui corrispondono tagli implacabili e continuativi di sanità, istruzione, ricerca, previdenza sociale, investimenti pubblici e privatizzazioni e svendite del patrimonio comune e il sistema delle  micro imprese (95% delle imprese italiane) in estremo affanno. Ho cercato di capire che analisi facessero della situazione socioeconomica,  cosa pensino della necessità di difendere ed attuare la nostra  Costituzione, se individuassero qualcosa che non va nel liberismo, nel  mercantilismo in atto nel contesto nazionale o in quello europeo, la globalizzazione, o il sistema di dominio della finanza speculativa internazionale. Per ora non ho trovato nulla di tutto questo ma forse è solo perché è un movimento appena nato, un movimento bambino&#8230;</p>



<p class="has-medium-font-size">Sono il primo a sperare che  questi movimenti possano diventare altro rispetto al codice genetico che sembra caratterizzarli. Per ora, tuttavia, appaiono centrati più  sull’antipolitica che sulla politica con la p maiuscola, sono anzi il sintomo dell’assenza (da troppo tempo ormai) della partecipazione organica dal basso, basata su partiti e sindacati, come previsti dalla Costituzione, quale interfaccia permanente e non occasionale tra rappresentanza politica, Parlamento e società civile. Una partecipazione autentica della cittadinanza, di cui siamo orfani da troppo tempo, in  grado di produrre/elaborare e passare al vaglio, da protagonista  primario &#8211; nelle sezioni, nelle sedi sindacali diffuse sul territorio &#8211;  la produzione culturale e politica del paese. <br><br>I  partiti oggi hanno cambiato natura. Promuovono, nei modi e con gli strumenti del marketing, un brand, un logo, cui associare un capo riconosciuto, e promosso alla stregua di una rockstar da casa discografica o di un qualsiasi prodotto commerciale. <br>I movimenti li imitano. <br>La loro capacità di analisi è per ora inesistente. Nessuna visione del cambiamento necessario né sul breve né sul lungo periodo. <br><br>La  loro modalità è quella delle adunate di anime sciolte che riempiono a ondate le piazze (come certa tifoseria calcistica o le adunate di fan da concerto di massa), le animano con fuochi di paglia destinati a ritornare fuochi fatui isolati sino al successivo appuntamento. <br><br>Non vogliono certo cambiare il sistema, sono tutto fuorché antisistema, ne sono piuttosto una stampella. <br><br>Non hanno individuato quale loro avversario politico la Ue e il suo ordoliberismo o il sistema euro, né la Nato che alimenta il sistema della guerra; sono piuttosto con la globalizzazione che premia il produttore peggiore che massimizza i profitti contro lavoratori e ambiente; <br><br>non si oppongono alla finanza  speculativa, pensano anzi di salvare il mondo a furia di green bond (ricordiamo che il  loro capo riconosciuto è a favore della linea TAV e delle trivellazioni in mare aperto e sul territorio). <br><br>Se non sono  antisistema sono allora pro-sistema e come tali  riconosciuti e  “accolti“ nelle piazze come nei salotti del main stream mediatico. <br><br>Quella affermazione poi, rivolta a quelli che hanno identificato come loro nemici/avversari: <br><br>«Perché  grazie ai nostri padri e madri, nonni e nonne, avete il diritto di  parola, MA NON AVETE IL DIRITTO DI AVERE QUALCUNO CHE VI STIA AD  ASCOLTARE» <br>come la si può definire? Non so, voi che dite?</p>



<p class="has-medium-font-size"></p>



<p>(1) <a href="https://www.repubblica.it/economia/2019/12/02/news/cir_exor-242467396/">Recentemente è stato firmato l&#8217;accordo per la cessione a <strong>Exor </strong>della partecipazione di <strong>Cir </strong>in <strong>Gedi</strong> </a>. <br>Quella di Santori è comunque una grande famiglia come spiega lo storico Pietro Ratto in un suo video intervento <a href="https://www.youtube.com/watch?v=5xsSLPRadkE">Le Sardine e la &#8220;morosa&#8221; del Capo</a></p>



<p>(2) A. Clò è stato relatore della tesi di laurea di M. Santori<br>titolo: &#8220;Il fantasma del TAV spaventa le grandi opere italiane. Consenso e partecipazione nelle politiche infrastrutturali nel nostro Paese&#8221; <br>Si può affermare che Santori e Salvini almeno una passione la condividono: quella per la rete TAV in Val di Susa</p>
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		<title>Where’s the Revolution?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesco Cappello]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Sep 2019 10:17:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambientalismo]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Educazione]]></category>
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		<category><![CDATA[Scuola]]></category>
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		<category><![CDATA[greta]]></category>
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					<description><![CDATA[Who&#8217;s making your decisions? pubblicato su Scenari economicipubblicato su Iskraepubblicato su Sovranità Popolarepubblicato su Marx 21pubblicato su Sinistra in Rete Il rituale del venerdì e dello &#8220;sciopero globale&#8221; va riempito di tutti quei contenuti che risultano, non a caso, generalmente rimossi. Tutto è connesso a tutto. Bisogna aiutare i nostri figli/studenti a vedere ciò che&#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div style='display:none;' class='shareaholic-canvas' data-app='share_buttons' data-title='Where’s the Revolution?' data-link='https://www.francescocappello.com/2019/09/30/wheres-the-revolution/' data-app-id-name='category_above_content'></div>
<h2 class="has-text-align-center has-text-color" id="who-s-making-your-decisions" style="color:#df3d3d">Who&#8217;s making your decisions?</h2>



<p><a href="https://scenarieconomici.it/wheres-the-revolution-whos-making-your-decisions-francesco-cappello/">pubblicato su Scenari economici</a><br><a href="http://www.iskrae.eu/wheres-the-revolution/">pubblicato su Iskrae</a><br><a href="https://www.sovranitapopolare.org/2019/10/07/wheres-the-revolution-whos-making-your-decisions/">pubblicato su Sovranità Popolare</a><br><a href="http://www.marx21.it/index.php/internazionale/economia/30059-wheres-the-revolution-whos-making-your-decisions">pubblicato su Marx 21</a><br><a href="https://www.sinistrainrete.info/ecologia-e-ambiente/15975-francesco-cappello-where-s-the-revolution-who-s-making-your-decisions.html">pubblicato su Sinistra in Rete</a><br><br></p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" width="730" height="487" src="https://www.francescocappello.com/wp-content/uploads/2019/10/manipulated-minds.jpg" alt="" class="wp-image-604" srcset="https://www.francescocappello.com/wp-content/uploads/2019/10/manipulated-minds.jpg 730w, https://www.francescocappello.com/wp-content/uploads/2019/10/manipulated-minds-300x200.jpg 300w" sizes="(max-width: 730px) 100vw, 730px" /><figcaption><a href="https://www.youtube.com/watch?v=jsCR05oKROA">They manipulate and threaten</a> <br><a href="https://www.youtube.com/watch?v=jsCR05oKROA">With terror as a weapon </a><br><a href="https://www.youtube.com/watch?v=jsCR05oKROA">Scare you till you&#8217;re stupefied </a><br><a href="https://www.youtube.com/watch?v=jsCR05oKROA">Wear you down until you&#8217;re on their side </a></figcaption></figure></div>



<p><br><br><br></p>



<h3 id="il-rituale-del-venerdi-e-dello-sciopero-globale-va-riempito-di-tutti-quei-contenuti-che-risultano-non-a-caso-generalmente-rimossi-tutto-e-connesso-a-tutto"><strong>Il rituale del venerdì e dello &#8220;sciopero globale&#8221; va riempito di tutti quei contenuti che risultano, non a caso, generalmente rimossi.</strong> <br>Tutto è connesso a tutto.</h3>



<p></p>



<p></p>



<h3 class="has-text-align-center"></h3>



<p class="has-medium-font-size"><br> <strong><em>Bisogna aiutare i nostri figli/studenti a vedere ciò che è loro sistematicamente celato. </em></strong><br> Non hanno gli strumenti per farlo autonomamente. Materie essenziali allo scopo sono state rimosse dai loro piani di studio. <strong>La didattica per “competenze“ tenta ormai di sostituirsi a quella per contenuti</strong>. <br> Nella scuola che frequentano anche <strong>il linguaggio convoglia l&#8217;ideologia aziendalistica</strong>.  Non si danno più voti ma <strong>&#8220;debiti&#8221; e &#8220;crediti&#8221;</strong>  mentre le micro e piccole imprese reali vengono lasciate al loro destino soffocate da un’enorme imposizione fiscale.</p>



<p class="has-medium-font-size"><br>Vi si pretende di dare <strong>valutazioni e giudizi indiscutibili (digitali) che deresponsabilizzano i docenti</strong>. Anche una macchina può &#8220;correggere&#8221; una verifica nel formato “quiz invalsi“ e dare una valutazione scaturente dalla <strong>applicazione di insindacabili criteri, codificati in una “griglia“ (algoritmo valutativo) preventivamente predisposta</strong>. Allo studente è chiesto di mettere una crocetta (la stessa con cui si firmano gli analfabeti) nella casella giusta. La tendenza è quella di rendere maggioritarie questo genere di verifiche <strong>a discapito delle prove orali </strong>e di quelle scritte tradizionali. <br> Le prove invalsi ci &#8220;suggeriranno&#8221; quali argomenti trattare, con quali modalità e quali trascurare. Le interrogazioni orali e scritte saranno sempre più sostituite da <strong>idiote quanto mortificanti gare a quiz già candidate all&#8217;utilizzo per l&#8217;ammissione a esami di Stato</strong>, peraltro continuamente cangianti anche nel corso dell&#8217;anno scolastico, come accadde l&#8217;anno scorso.<br> <strong>Non più il/la preside ma un dirigente (d&#8217;azienda), scolastico amministratore delegato</strong> con sempre più responsabilità, all&#8217;interno di una organizzazione in cui sono in pochi (il Consiglio di Istituto) ad avere l&#8217;ultima parola. <strong>Il Collegio Docenti, per molti aspetti importanti, ha ormai solo potere propositivo; d’altronde, <a href="https://www.francescocappello.com/2019/10/23/democrazia-desueta/" data-type="post" data-id="688">la propaganda propone che anche il Parlamento nazionale sia da considerare uno &#8220;strumento desueto»</a></strong>.</p>



<p class="has-medium-font-size">In pratica diventa sempre più difficile mirare verso <strong>gli obiettivi più importanti</strong>:<br> la crescita dello spirito critico dei nostri figli/studenti; <a href="https://www.francescocappello.com/2019/09/08/laboratorio-maieutico1-su-art-1-e-3-della-costituzione-va-vb-filzi-pisa/">aiutarli a pensare insieme</a> <br>a ricercare nessi tra parti apparentemente disgiunte; <br>aiutarli, accompagnandoli e sostenendoli nella ricerca della risposta alla domanda fondamentale della loro età: io chi sono? Chi desidero diventare?<br> la promozione della loro capacità di essere prima possibile “cittadini sovrani“ nel senso indicato dalla nostra Costituzione.<br> Viene, piuttosto, chiesto loro di portare a scuola i bollini della Coop e dell’Esselunga, per poter sperare di avere accesso ai necessari materiali didattici. Evitiamo qui di parlare di quegli investimenti, di più grande scala, di cui la scuola pubblica avrebbe bisogno, non parliamo dei tagli che ha subito insieme ad università e ricerca pubblica. Diciamo però che gli studenti stanno spesso ammassati in aule anguste, talvolta fatiscenti. <strong>La più grande riforma sarebbe quella di stabilire un massimo invalicabile di 10 studenti per gruppo classe</strong>. <br><strong>Strategie, scelte, comunque utili a poter affermare sibillinamente che il Pubblico</strong> (di tutti, per tutti) <strong>non funziona e che di esso va fatto mercato privato</strong>, diversificato per poveri e ricchi, sud e nord… <br> <strong>Scuole azienda, costrette a contendersi gli studenti (il materiale umano)</strong> e quella miseria di <strong>finti finanziamenti</strong> residui tramite gare, quali quelle<strong> istituite dai PON</strong>, così che <strong>le scuole di periferia</strong>, che molto più difficilmente possono godere di docenti stabili, in grado di occuparsi della complicata stesura dei progetti PON, <strong>saranno ulteriormente marginalizzate e svantaggiate in barba ai principi costituzionali.</strong><br> Il tutto in stretta coerenza, con quanto avviene fuori dalla scuola, in cui abbiamo sentito parlare del nostro paese come della <strong>&#8220;azienda Italia&#8221;</strong> costretta secondo tale logica, alla stregua di qualsiasi impresa, a cercare risorse sul mercato della finanza privata globale. Contro ogni principio costituzionale <strong>la finanza pubblica è stata criminalmente sovvertita, da decenni ormai</strong>. Le conseguenze, oltre ai tagli ai grandi servizi pubblici tra cui l&#8217;istruzione e il diritto allo studio, sono le privatizzazioni e le svendite della grande impresa pubblica, del patrimonio storico culturale. <strong>Anche i demani</strong> idrico, marittimo, minerario, artistico possono essere legalmente dati in concessioni di sfruttamento, rinnovabili a vita (alle multinazionali del petrolio come a quelle dell&#8217;arte). Si è lasciato che l’attacco allo sfruttamento indiscriminato del <strong>demanio forestale</strong> fosse legalizzato da una legge: <strong><a href="https://www.francescocappello.com/2019/08/10/nodi-che-vengono-al-pettine/" data-type="post" data-id="398">la “legge ammazza foreste“</a></strong> che permette una “economia“ estrattiva della peggiore specie, “lasciapassare” per lo sfruttamento economico ed energetico anche di aree boschive prima rigorosamente tutelate. </p>



<p class="has-medium-font-size">Le unità sanitarie locali trasformate in aziende sanitarie locali (a suggerire l&#8217;idea che <strong>la salute, sì, ma solo se puoi pagartela…</strong>) <br> Una scuola dove la diffusione del<strong>la didattica per &#8220;competenze&#8221;, finto saper fare, va di pari passo alla chiusura di spazi per i laboratori veri e propri, divenuti ormai un lusso, un optional</strong> (in termini di spazi dedicati, ore di insegnamento, materiali e qualificati tecnici di laboratorio), e alla sottrazione di spazi e tempi dedicati ai tradizionali contenuti racchiusi nei vari saperi disciplinari. <br><strong>La Alternanza Scuola Lavoro &#8211; ASL &#8211; spesso realizzata a discapito di ore di insegnamento sottratte ai contenuti tradizionali</strong> o al posto di <strong>materie espulse</strong> o mai veramente accolte: materie come la <strong>geografia, la storia dell&#8217;arte, diritto ed educazione civica, economia, merceologia, musica </strong>ecc. </p>



<p class="has-medium-font-size"><em><strong>Your rights abused </strong></em><br> ASL per <strong>prepararli ad accettare lavoro precario, a scadenza e persino gratuito</strong>… <br> Quando, pronti per dare il loro contributo lavorativo alla società, gli si dirà che, ci dispiace non c&#8217;è lavoro e che è consigliabile andare a farsi un’esperienza all&#8217;estero, ebbene, se guardandosi intorno, saltasse loro agli occhi <strong>quanto lavoro incompiuto li circonda</strong> e tornassero a chiedere come mai nessuno si cura più adeguatamente del meraviglioso <strong>patrimonio storico culturale artistico e naturale</strong> del nostro paese, come mai nessuno interviene a risolvere l&#8217;annoso problema del dissesto idrogeologico, di cui soffrono i nostri ineguagliabili e fragili paesaggi di collina o di montagna, reso se possibile ancora più acuto e urgente dai cambiamenti climatici globali &#8211; CCG, e perché si attende ancora per intervenire con <strong>le necessarie bonifiche a vantaggio di tanti territori violentati</strong>…  In tutti questi casi gli verrà data una singolare quanto strana risposta: <strong>mancano i soldi!</strong> Avremmo tutto ciò che serve: competenza, risorse materiali, tecnologie, disponibilità a fare, eppure, nell&#8217;epoca della moneta “fiat“, si sentiranno rispondere che le cose importanti e necessarie che hanno imparato a fare per la cura del loro territorio non si possono fare perché mancherebbero i soldi… <br> Mancano perché da parecchi decenni ormai ci serviamo solo di <a href="https://www.francescocappello.com/2020/04/15/moneta-a-debito-o-non-a-debito/" data-type="post" data-id="1433">moneta privata a debito</a> cosicché i fiumi di denaro emessi dalla BCE nel tentativo, mai del tutto raggiunto di stabilizzare la finanza e il sistema delle grandi banchi, che fanno di tutto meno che il loro mestiere di finanziatori dell&#8217;economia reale (le banche pubbliche sono state privatizzate da tempo), quel fiume di denaro non giunge là dove servirebbe davvero, lasciando inaridire quel terreno per il quale sarebbe vitale…<br> Intanto <strong>la propaganda demonizza gli investimenti pubblici per corrispondere al meglio all’inganno del debito</strong>, matematicamente impagabile nelle condizioni che ci siamo lasciati imporre. Un debito che non potrà fare altro che crescere malgrado qualsiasi tentativo di tenerlo a bada. </p>



<p class="has-medium-font-size"><em><strong>Your views refused </strong></em><br> Quando nel passato, anche recente, gli studenti, pur non comprendendo i dettagli di quanto avveniva intorno a loro, seppure oscuramente, <strong>intuivano</strong>, in qualche modo sapevano, <strong>che la loro vita non sarebbe stata migliore di quella dei loro genitori</strong> allora hanno provato a pensare con la loro testa, anche solo per una settimana, <strong>pretendendo di autogestirsi</strong>, in qualche caso riprendendendosi la loro scuola in segno di protesta estrema. <strong>In quelle occasioni sono stati derisi, accusati, colpevolizzati, fermati</strong>.<br> <strong>Oggi sono spinti fuori dalle aule &#8220;a manifestare&#8221; con giustificazione garantita dal ministro in persona, non contro i &#8220;potenti&#8221; ma per chiedere agli autori del “disastro globale” di muoversi in fretta e far qualcosa per &#8220;salvare il pianeta».</strong></p>



<p></p>



<p class="has-medium-font-size"><em><strong>Hanno bisogno di noi e noi di loro</strong></em><br>Se sapremo accompagnarci, se faremo un buon lavoro, la consapevolezza comune dello stato delle cose aumenterà. Slogan e manifesti potrebbero cominciare a veicolare <strong>verità scomode.</strong></p>



<p class="has-medium-font-size"><em>In ordine sparso un elenco parziale solo evocativo:</em></p>



<p class="has-medium-font-size"><strong>Risorse e carenze idriche</strong> (privatizzazioni tramite SPA che riducono a quasi zero gli investimenti, alzano le tariffe per distribuire dividendi più alti ai loro azionisti), <strong>contaminazione delle acque interne</strong> e marine, diminuzione dell’acqua potabile. Tre miliardi e mezzo di abitanti mancano di adeguati servizi igienici o ne sono completamente privi con conseguenze sanitarie devastanti. I<strong>mpronta idrica insostenibile</strong> di certe produzioni industriali. <strong>Deforestazioni, sfruttamento intensivo e distruttivo delle risorse naturali</strong> per ottenere il massimo profitto. Lo sfruttamento intensivo e distruttivo delle grandi foreste mirante al legname pregiato, allo sfruttamento dei giacimenti di oro, diamanti, bauxite, zinco, manganese, ferro, petrolio, carbone, alla <strong>costruzione di immensi bacini idroelettrici</strong>, destinati a fornire energia per le attività industriali. In Sud America viene praticato da compagnie brasiliane, fondamentalmente <strong>controllate – attraverso partecipazioni azionarie, meccanismi finanziari e reti commerciali</strong> – dai maggiori gruppi multinazionali e finanziari del mondo. All’impatto distruttivo dei grandi interessi economici si aggiunge, quando rimane loro qualcosa, quello derivante dalla povertà: il diboscamento effettuato dai contadini senza terra per praticare l’agricoltura di sussistenza. </p>



<p class="has-medium-font-size"><br> La <strong>corsa all’Artide</strong>, cui partecipano sia governi che gruppi multinazionali con relativo contenzioso tra Russia, Stati Uniti, Canada, Danimarca e Norvegia sulla spartizione del Mar Glaciale Artico ha fatto seguito allo scioglimento della banchisa che permette di sfruttare giacimenti di petrolio e gas naturale sul fondo del mare.</p>



<p class="has-medium-font-size"><br> <strong>Riduzione della biodiversità (sesta estinzione)</strong>. <br> Dal punto di vista alimentare i tre quarti dell&#8217;alimentazione mondiale dipendono ormai da appena <strong>12 specie vegetali e 5 specie animali. </strong><br><br><strong> Consumo e degradazione del suolo</strong>, salinizzazione, perdita della fertilità dei suoli, dell’humus, dilavamento dei suoli.</p>



<p class="has-medium-font-size">Alterazione della composizione atmosferica, “buco“ ozono, piogge acide, smog fotochimico, impatto sulla salute umana di<strong> polveri fini ed ultrafini </strong>derivanti dai processi di combustione.</p>



<p class="has-medium-font-size"><strong>Sessantamila mila differenti tipi di pericolose sostanze inquinanti</strong> &#8211; ogni anno se ne aggiungono circa mille &#8211; si scopre che molte di loro si comportano da <strong>interferenti endocrini altre cancerogene</strong> (non si fanno le necessarie indagini di impatto sulla salute umana prima di metterle in circolazione). </p>



<p class="has-medium-font-size"><strong>Rifiuti tossici industriali</strong>, spesso trasportati in altri paesi trasformati in pattumiere dei paesi ricchi (la <strong>delocalizzazione produttiva permessa dalla globalizzazione premia il produttore peggiore</strong> spesso proveniente dall’occidente che inquina i paesi che lo ospitano, sfrutta i loro lavoratori, e porta via le ricchezze violentemente estratte). </p>



<p class="has-medium-font-size"> <strong>Agricoltura e allevamenti intensivi</strong>, monoculture che comportano uso smodato di combustibili fossili, di pesticidi, erbicidi, concimi chimici, ogm, trasporti da un capo all’altro del mondo, filiera del freddo.</p>



<p class="has-medium-font-size"><strong>Inquinamento provocato dalle enormi navi portacontainer </strong>che trasportano circa l’80% del commercio mondiale. </p>



<p class="has-medium-font-size"><strong>Mercantilismo, liberismo, finanza di guerra, finanziarizzazione speculativa dell’economia, paradisi fiscali.</strong> </p>



<p class="has-medium-font-size"><em><strong>Ambiente e guerra</strong></em><br> <strong>La guerra è insostenibile</strong>. Ripensiamo ad alcuni episodi storici: <br> un milione e mezzo di bombe a grappolo in <strong>Vietnam</strong>, contenenti ciascuna al suo interno centinaia di ordigni esplosivi, per un totale stimato in 750 milioni, molti quelli rimasti inesplosi sul terreno che continuano ad uccidere.<br><br> Ricordiamo i 70 milioni di litri di Agente Orange, un potente defoliante contenente diossina che gli USA innaffiarono sulla foresta vietnamita per “stanare“ i vietcong che provoca ancora oggi nascite deformi. </p>



<p class="has-medium-font-size"><br> <strong>Nella guerra condotta dalla NATO nel 1999 contro la Jugoslavia</strong>, di cui siamo stati coprotagonisti, non ci si è fatti scrupolo di usare <strong>proiettili a uranio impoverito</strong> (già usati nella prima guerra del golfo) che hanno contaminato suoli e risorse idriche. Con l’occasione furono bombardati obiettivi civili e persino industrie chimiche. </p>



<p class="has-medium-font-size"><br> Oggi <strong>le forze armate statunitensi</strong> consumano – per le loro basi e i loro mezzi aerei, navali e terrestri – oltre <strong>120 milioni di barili di carburanti all’anno</strong>, emettendo circa 66 milioni di tonnellate di CO2, (Si pensi che un aereo tipo F-15 Eagle consuma sino a 16.000 litri/ora, un bombardiere B-52 12.000 litri/ora). Si aggiungano le emissioni dei sistemi militari di Russia, Cina ed altri paesi e si capisce che il sistema militare di guerra risulta tra le maggiori fonti di inquinamento dell’atmosfera. Si pensi alla <strong>devastazione ambientale provocata dai poligoni di tiro</strong>, per tutti, quelli ospitati dalla nostra meravigliosa Sardegna che ne subisce tutte le tragiche conseguenze. </p>



<p class="has-medium-font-size"><br> Le potenze nucleari, posseggono tra nucleare e civile quasi <strong>3000 tonnellate di plutonio, più di 1000 tonnellate di uranio</strong> altamente arricchito che aumenta di quasi 50 tonnellate l’anno. Di plutonio ne basterebbero poche centinaia di chilogrammi, opportunamente distribuiti, a provocare il cancro ai polmoni all’intera popolazione mondiale.</p>



<p class="has-medium-font-size"><br> Vogliamo parlare delle <strong>bombe</strong> sganciate a Hiroshima e Nagasaki, delle conseguenze dei <strong>test e degli impianti nucleari</strong> o delle conseguenze degli incidenti alle centrali nucleari (nucleare civile e militare sono intimamente connessi), degli effetti sulla salute umana della ricaduta radioattiva, dei mille incidenti con armi nucleari o dell’<strong>inverno nucleare</strong> che devasterebbe la biosfera terrestre all’indomani di un confronto nucleare? </p>



<p class="has-medium-font-size"><a href="https://www.francescocappello.com/2019/07/13/quali-scenari-dietro-le-quinte-del-conflitto-con-la-persia-iran-quanto-e-probabile-lo-scoppio-di-una-terza-guerra-mondiale/">Il rischio crescente di conflitto nucleare</a> ai più appare remoto. Tuttavia, in estrema sintesi, bisogna valutare che:</p>



<p class="has-medium-font-size"><br> l&#8217;ordine mondiale fondato sulla supremazia degli Usa e del dollaro è saltato;<br> i cinesi hanno preso ad armarsi a ritmo crescente (già oggi spendono un quarto del budget militare americano); analogamente i russi hanno rimesso in piedi e riammodernato i loro sistemi d’arma; <br>Russia e Cina sono identificati dalle forze USA/NATO quali nuovi nemici dopo che a svolgere questo ruolo erano stati l&#8217;URSS e la sua ideologia e successivamente l’estremismo islamico terrorista; <br>la aggressiva estensione della Nato verso Est; <br>la <strong>rottura del trattato INF</strong>; <br>la adozione di dottrine militari quali il <em>First Strike Atomico</em> a sostituzione del più rassicurante (si fa per dire…) <em>equilibrio del terrore </em>dei tempi della prima guerra fredda; <br>la declassificazione di armi nucleari depotenziate, da strategiche a tattiche, ossia usabili nei teatri di guerra convenzionale (vedi il documento <em><strong>Nuclear Operations</strong></em>);<br>la preparazione alla guerra che procede spedita, come riportato nel documento <em>“<strong>Providing for the Common Defence</strong>“</em>, su cui si legge che gli Stati Uniti, pur consapevoli che stavolta non sarà una passeggiata e che il popolo americano dovrà essere pronto a subire enormi perdite di beni e vite umane, finanche sul proprio territorio nazionale, dovranno farsi carico di una guerra necessaria non evitabile per la quale non si tratta di decidere se, ma solo quando… <br> La guerra nucleare è sempre più gestita dall’intelligenza artificiale; algoritmi che prendono decisioni automatiche secondo schemi preventivati in risposta alle variazioni dell’ambiente con cui interagiscono, un pò come accade nelle odierne transazioni speculative mediate da algoritmi finanziari. Quando si entra in guerra, la politica delega la gestione del conflitto ai militari, che a loro volta si affidano ai loro piani gestiti dall’intelligenza artificiale secondo schemi e scenari sui quali hanno imbastito le loro esercitazioni; <br>la guerra nucleare, infatti, non la si può pensare mentre la si fa. Essa rischia di procedere secondo un suo fatale automatismo che, se innescato, ci condurrà in uno stato senza ritorno. I sistemi di allarme atti a scrutare 24 ore su 24, terra, cielo e mare, man mano che si riducono i tempi di volo dei vettori nucleari (oggi a meno di 10 minuti), costringono, infatti, alla riduzione dei tempi della risposta ottenuta tramite la codificazione automatica delle decisioni. L’unico modo di rispondere adeguatamente, nella logica del first-strike nucleare, è, perciò, quello di automatizzare la risposta affidandola alla “intelligenza” artificiale di cui sono dotati i computer di nuova generazione. In questa situazione una <strong>guerra nucleare potrebbe scoppiare anche per fattori accidentali in seguito a falsi allarmi gestiti dal sistema come reali</strong>. In passato, quando l’intelligenza artificiale era solo nelle menti dei ricercatori ne sono avvenuti tantissimi, alcuni dei quali molto rischiosi. </p>



<p class="has-medium-font-size">Infine, vogliamo parlare del rischio connesso allo studio e messa in opera di <strong>armi batteriologiche e chimiche, delle armi elettromagnetiche e laser e aerei robot spaziali per la guerra nucleare o dell’uso militare del 5G o delle nanoarmi quali potenziali detonatori della guerra nucleare</strong>?</p>



<p class="has-medium-font-size"><strong><em>Come on, people <br> You&#8217;re letting me down</em></strong><br> <em>Di cosa avremmo bisogno. Alcune proposte</em><br> <strong>Non mercato libero di denaro privato che indebita i popoli e i loro stati ma ripristino della finanze pubbliche con monete nazionali non a debito (statonote)</strong>, <a href="https://www.francescocappello.com/2019/09/29/il-target-da-centrare/">non politiche economiche mercantiliste/guerrafondaie</a>, non mondialismo, non governo mondiale di una casta finanziaria che vuole servirsi allo scopo di una burocrazia mondiale non eletta e irresponsabile ma stati autonomi, democratici, guidati dai loro popoli sovrani, dalle loro costituzioni antifasciste che collaborano attivamente tra loro. Bandire le <a href="https://www.francescocappello.com/2019/02/03/cfa-e-non-solo%e2%80%a8/">monete coloniali</a> per liberarle dal giogo finanziario dei paesi colonizzatori. Abbandono del sistema monetario fondato sulla liquidità e su una moneta nazionale, il dollaro, quale moneta di riserva internazionale. Riforma monetaria internazionale che istituisca un sistema monetario fondato sulla collaborazione internazionale tra stati sovrani che usi una moneta comune come il <strong>bancor </strong>(semplice unità di conto internazionale) di Keynes, e la sua Camera di compensazione internazionale la <em><a href="https://www.francescocappello.com/2019/09/29/il-target-da-centrare/">International Clearing House. </a></em><br> Rimessa in primo piano dell&#8217;<a href="https://www.francescocappello.com/2019/02/27/scopo-delleconomia-e-la-risposta-ai-bisogni-interni/">economia interna</a>, economia circolare, economia del bene comune con i suoi <em>bilanci del bene comune</em> strumento di incentivazione della virtuosità delle aziende, produzione decentrata di energia &#8211; rete internet dell’energia, permacultura della foresta giardino edibile, reti di mutuo credito, monete locali non capitaliste e non a debito, per la<strong> incentivazione delle economie locali. </strong>Denuclearizzazione, conversione del complesso militare industriale globale. <strong>Passare dal warfare al welfare</strong>. Tutti i membri del Consiglio di Sicurezza dell’ONU, permanenti e non permanenti, dovrebbero finalmente contare allo stesso modo nelle decisioni che riguardano «la responsabilità principale del mantenimento della pace e della sicurezza internazionale». </p>



<p class="has-medium-font-size"><em>Ma anche</em><br> Ritorno e <strong>applicazione integrale della Costituzione del ’48</strong>,  <strong>riduzione dell’orario di lavoro a pari o più alti salari</strong>, previdenza sociale, stato sociale, ripristino di servizi pubblici di qualità per tutti (<strong>welfare universale</strong>). <strong>Risocializzazione delle SPA</strong>.</p>



<p class="has-medium-font-size"><br> Se ci aiuteremo ad <a href="https://www.francescocappello.com/2019/08/25/seminare-domande/">esercitare il necessario senso critico</a> potremmo assistere ad un miracolo vero, non finto. Potremmo veder tornare l&#8217;emozione e la gioia di muoversi  autonomamente verso la comune <em>ricerca della verità</em>, intorno all&#8217;obiettivo urgente e necessario del come <em><strong>ripensare il mondo</strong></em>, prima che sia troppo tardi. Se opereremo bene accadrà che i pifferai, che pretendono oggi di usarci strumentalmente per gonfiare <em><a href="https://www.francescocappello.com/2019/09/29/chi-gestira-la-transizione-energetica-dal-fossile-non-rinnovabile-alle-rinnovabili/">la bolla finanziaria green</a></em> con cui fare affari speculando sulle tragiche sventure che hanno causato alla nostra casa comune, potrebbero scoprire di aver aperto un vaso di pandora che si ritorcerà contro di loro e a favore di tutti noi. <br> <strong>Dobbiamo anche sapere che in quel caso ad accoglierci in piazza e per le strade potrebbero essere poliziotti/militari professionisti</strong>, per vocazione, o per sfuggire alla disoccupazione, che in completo assetto antisommossa saranno <strong>disposti a caricarci, come automi impazziti</strong>, in risposta ad un semplice cenno somministrato dalla autorità che controlla che eseguano a dovere gli ordini ricevuti. <br> Bisogna, insieme, imparare a riconoscere il vero nemico dei popoli e <em>«fare presto e bene perché si muore»</em> come diceva un caro amico a cui devo tanto. </p>



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		<title>Chi gestirà la transizione energetica dal fossile (non rinnovabile) alle rinnovabili?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesco Cappello]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 29 Sep 2019 20:14:33 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Le grandi multinazionali dell&#8217;energia stanno organizzandosi da tempo per imporre le loro strategie, pensiamo ad esempio alle grandi pali eoliche in mare o sulle colline italiane previo pagamento di una concessione (di 3lire&#8230;) al comune che le ospita (per sempre) oppure alle distese di pannelli fotovoltaici su terreni agricoli e fertili, al rigassificatore OLT (ora&#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div style='display:none;' class='shareaholic-canvas' data-app='share_buttons' data-title='Chi gestirà la transizione energetica dal fossile (non rinnovabile) alle rinnovabili?' data-link='https://www.francescocappello.com/2019/09/29/chi-gestira-la-transizione-energetica-dal-fossile-non-rinnovabile-alle-rinnovabili/' data-app-id-name='category_above_content'></div>
<div class="wp-block-image"><figure class="alignleft size-large is-resized"><img loading="lazy" src="https://www.francescocappello.com/wp-content/uploads/2019/10/Schermata-2019-10-17-alle-21.50.48-1024x769.png" alt="" class="wp-image-676" width="384" height="288" srcset="https://www.francescocappello.com/wp-content/uploads/2019/10/Schermata-2019-10-17-alle-21.50.48-1024x769.png 1024w, https://www.francescocappello.com/wp-content/uploads/2019/10/Schermata-2019-10-17-alle-21.50.48-300x225.png 300w, https://www.francescocappello.com/wp-content/uploads/2019/10/Schermata-2019-10-17-alle-21.50.48-768x577.png 768w, https://www.francescocappello.com/wp-content/uploads/2019/10/Schermata-2019-10-17-alle-21.50.48-120x90.png 120w, https://www.francescocappello.com/wp-content/uploads/2019/10/Schermata-2019-10-17-alle-21.50.48.png 1185w" sizes="(max-width: 384px) 100vw, 384px" /><figcaption>The European Climate Foundation</figcaption></figure></div>



<p class="has-medium-font-size">Le grandi multinazionali dell&#8217;energia stanno organizzandosi da tempo  per imporre le loro strategie, pensiamo ad esempio alle grandi pali eoliche in mare o sulle colline italiane previo pagamento di una  concessione (di 3lire&#8230;) al comune che le ospita (per sempre) oppure  alle distese di pannelli fotovoltaici su terreni agricoli e fertili, al rigassificatore OLT (ora SNAM) che staziona offshore tra tirrenia e  Livorno, ai grandi impianti ingegneristici di cattura e stoccaggio della CO2. Si tratta di un modello centralizzato di produzione  dell&#8217;energia dalle grandi centrali al consumatore finale (non mi  meraviglierei che qualcuno tirasse fuori di nuovo la necessità delle centrali  nucleari&#8230;) opposto ad un modello decentralizzato in cui ogni  edificio pubblico o privato, case, capannoni di aziende ecc. diventasse  una unità di produzione oltre che di consumo dell&#8217;energia facendo di ciascuno di noi un <em>prosumers</em>. Chi produce troppo rispetto alle proprie  necessità di consumo metterebbe la propria eccedenza in rete ad uso di chi in quel  momento necessita di più energia di quella che è in grado di produrre. Si tratterebbe di una rete peer to peer (proposta da J. Rifkin) in cui  come facciamo con la informazione su internet ci scambieremmo l&#8217;energia &#8211;  una internet dell&#8217;energia&#8230; </p>



<p class="has-medium-font-size">Le necessarie ristrutturazioni energetiche  degli edifici, l&#8217;adattamento della topologia della rete, sarebbero  parte di un piano energetico nazionale. Questo seconda modalità ha però  “tre difetti“. A guadagnarci saremmo tutti noi oltre che naturalmente  l&#8217;ambiente in cui viviamo, a perderci le grandi multinazionali che da un  bel po&#8217; hanno cominciato a pensare a come guadagnare dalla transizione  energetica in atto. Il terzo difetto sta nel fatto che il sovvertimento  della finanza pubblica non permette gli investimenti pubblici che  sarebbero necessari e anzi, poiché le ristrutturazioni energetiche se  attuate prima fanno alzare il pil poi lo fanno diminuire, nell&#8217;ambito europeo questo diventa un problema perché se diminuisce il pil, seppure virtuosamente, il rapporto debito/pil si alza ma in ambito europeo vogliono che si abbassi alla metà del valore attuale!! (abbiamo  presente cosa comporterebbe la soddisfazione di questo vincolo nel  sistema della moneta privata a debito in cui ci hanno ficcato!?)</p>



<p class="has-medium-font-size">  Le nostre imprese pubbliche dell&#8217;energia (SNAM, ENI, ENEL),  sono state  svendute, nel senso che sono diventate delle S.P.A. alla finanza privata;  questo significa che se anche i loro vertici continuano a essere nominati dalla politica la loro natura di spa impone loro la riduzione degli investimenti,  letteralmente allo zerovirgola, l&#8217;iinalzamento delle tariffe agli utenti; evitano così di commissionare R&amp;S e innovazione a ENEA e CNR e tutto per  distribuire dividendi più alti ai loro azionisti&#8230;</p>



<p class="has-medium-font-size"> La finanza  speculativa mondiale ha urgente bisogno di innescare investimenti su scala planetaria gonfiando una bolla finanziaria &#8220;green&#8221; che le  permetterà di sopravvivere a se stessa, ai <a href="https://www.francescocappello.com/2019/08/30/sottozero/">tassi sottozero</a> che rischiano di sotterrare fondi di investimento, fondi pensione e sistema bancario.  Per ogni eventualità si prepara alle possibili catostrofi finanziarie  prevenendo le corse agli sportelli <a href="https://www.francescocappello.com/2019/10/01/smaterializzare-il-contante/">smaterializzando la moneta</a></p>



<p><strong><em>Note a margine </em></strong><br></p>



<p>La <a href="https://europeanclimate.org/people/funders/">European climate foundation</a> apprezza molto i finanziamenti che supportano il nostro lavoro e contribuiscono a progressi effettivi sulla rotta verso una società a basse emissioni di carbonio.</p>



<p> <a href="http://www.climateaction.org">Climateaction</a> ha legami con un certo numero di partner finanziari al fine di  promuovere &#8216;investimenti verdi&#8217; in quella che viene definita &#8216;industria  della sostenibilità globale&#8217;.</p>



<p><a href="http://climate.org/donors-and-partners/">Il Climate Institute</a> di Climate.org  è un&#8217;importante entità di ricerca finanziata tra gli altri da Ford  Motor Company Fund, GE Foundation, Goldman Sachs, Rockefeller Brothers  Fund, Shell Foundation, The Rockefeller Foundation.</p>



<p>&#8220;<a href="https://www.clcouncil.org/founding-members/?fbclid=IwAR3U90t5rUb46rWEgJVloQKL_zoqoPFHsW7CoCiNZqFNXmdxxwTuKh7-kiI">Questo gruppo</a> rappresenta ora la più ampia coalizione climatica nella storia degli Stati Uniti e comprende una coalizione notevolmente ampia di leader del settore aziendale.&#8221;</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-embed-youtube wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
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<div style='display:none;' class='shareaholic-canvas' data-app='share_buttons' data-title='Chi gestirà la transizione energetica dal fossile (non rinnovabile) alle rinnovabili?' data-link='https://www.francescocappello.com/2019/09/29/chi-gestira-la-transizione-energetica-dal-fossile-non-rinnovabile-alle-rinnovabili/' data-app-id-name='category_below_content'></div><div style='display:none;' class='shareaholic-canvas' data-app='recommendations' data-title='Chi gestirà la transizione energetica dal fossile (non rinnovabile) alle rinnovabili?' data-link='https://www.francescocappello.com/2019/09/29/chi-gestira-la-transizione-energetica-dal-fossile-non-rinnovabile-alle-rinnovabili/' data-app-id-name='category_below_content'></div>]]></content:encoded>
					
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		<title>&#8220;MIRACOLI&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesco Cappello]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 08 Sep 2019 13:50:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[#natoexit]]></category>
		<category><![CDATA[#perunmondosenzaguerre]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>
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					<description><![CDATA[articolo pubblicato su Iskrae.eu articolo pubblicato su Scenari economici articolo pubblicato su Sovranità Popolare.org sinistra in rete Ora che la crisi economica ha colpito la Germania sembra che si possa chiedere maggiore flessibilità per avere più ampi margini di manovra per le operazioni di finanza pubblica. Improvvisamente fare spesa pubblica in disavanzo sembra diventare lecito.&#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div style='display:none;' class='shareaholic-canvas' data-app='share_buttons' data-title='&quot;MIRACOLI&quot;' data-link='https://www.francescocappello.com/2019/09/08/miracoli/' data-app-id-name='category_above_content'></div>
<p><a href="http://www.iskrae.eu/miracoli/">articolo pubblicato su Iskrae.eu</a> </p>



<p><a href="https://scenarieconomici.it/miracoli-di-francesco-cappello/">articolo pubblicato su Scenari economici </a></p>



<p><a href="https://www.sovranitapopolare.org/2019/09/09/miracoli/">articolo pubblicato su Sovranità Popolare.org </a></p>



<p><a href="https://www.sinistrainrete.info/articoli-brevi/15816-francesco-cappello-miracoli.html">sinistra in rete </a></p>



<p class="has-medium-font-size">Ora che la crisi economica ha colpito la Germania sembra che si possa chiedere maggiore flessibilità per avere più ampi margini di manovra per le operazioni di finanza pubblica. Improvvisamente fare spesa pubblica in disavanzo sembra diventare lecito. </p>



<p class="has-medium-font-size">È addirittura Mattarella a chiedere  </p>



<blockquote class="wp-block-quote"><p>“il necessario riesame delle regole del <strong>Patto di Stabilità</strong>” </p></blockquote>



<p class="has-medium-font-size">ossia la revisione dei vincoli europei i più famosi dei quali sono il limite del 3% del deficit e il 60% del rapporto debito/PiL.</p>



<p class="has-medium-font-size">Bene, che bello! Ci fa piacere. Era l’ora di metter fine alle politiche di austerity o di rimetterle almeno in discussione nelle alte sfere.  <br>
O no!? </p>



<p class="has-medium-font-size">A pensare male, cosa si cela dietro l’ormai molto probabile ammorbidimento delle regole imposte dall&#8217;ordoliberismo? </p>



<p class="has-medium-font-size">I partiti &#8220;sovranisti&#8221; in realtà sembrano rassegnati a cedere la sovranità residua del nostro paese ai nascenti <strong>Stati Uniti d’Europa.</strong><br> In questo nuovo contesto si attuerà lo svuotamento di ogni residua democrazia e della politica nazionale. Il Parlamento, che già oggi è svuotato di vero potere legislativo, sempre di più non farà altro che ratificare le <strong>direttive europee</strong> (chissà perché si chiamano così?) decise in realtà dai numerosissimi lobbisti, rappresentanti di interessi corporativi di multinazionali, agenzie finanziarie ecc. stanziali a Bruxelles, col compito di far valere i loro interessi di parte. Il parlamento europeo ha come si sa poteri assai limitati. È un simulacro di democrazia. Il vero potere risiedendo nella commissione, nel consiglio europeo e nella BCE, a loro volta controllati dagli emissari delle grandi banche d’affari private globali e i grandi fondi di investimento speculativo con cui sono interconnesse. </p>



<p class="has-medium-font-size"><br> Tutto questo è coerente con l&#8217;invito alla Commissione <strong>Trilaterale</strong> in Quirinale che fu il primo atto di Mattarella appena insediato. La Trilaterale, che è una sorta di pensatoio della grande finanza internazionale, già negli anni 70 &#8220;suggeriva&#8221; che i nostri guai e in generale quelli dei paesi europei si dovessero individuare nell&#8217;eccesso di democrazia e di potere concesso alla classe operaia dalle costituzioni antifasciste del dopoguerra. </p>



<p class="has-medium-font-size"><br> L&#8217;Italia rischia di diventare una <strong>macroregione europea</strong>, in cui non si deciderà più nulla, nella logica del <strong>&#8220;vincolo esterno&#8221;</strong> teorizzato da Guido Carli, secondo cui noi italiani, per il nostro bene, avremmo bisogno di guida europea perché incapaci di amministrare la cosa pubblica, essendo generalmente vagabondi, spreconi e corrotti…  La propaganda in tal senso, di cui è vittima una grande maggioranza degli stessi italiani, ha svolto un ruolo preparatorio all&#8217;accettazione di tali «scelte».  <br> Il numero dei parlamentari potrà essere ridotto (Casaleggio junior lo pensa come una struttura ormai desueta…) nel segno della affermazione definitiva della governance europea sul nostro Paese in accordo con quanto previsto dal piano atlantico <a href="https://iskra.myblog.it/2018/06/23/andrea-montella-consiglia-due-libri-da-leggere-per-capire-meglio-cosa-ce-accaduto/">P1 e dal piano di «rinascita democratica» P2.</a> </p>



<p class="has-medium-font-size"><br> Nella logica della «armonizzazione» dei sistemi fiscali europei ci toglieranno anche la <strong>sovranità fiscale</strong>, vero motivo per cui minibot, ccf, statonote, che la presuppongono, sono strumenti di cui non si sentirà più parlare (il primo è scomparso dal nuovo programma di governo). Decideranno loro quante e quali tasse dovremo pagare per il nostro bene, quali riforme strutturali sarà necessario portare a compimento, senza più esitazioni. La <strong>Costituzione </strong>che sulla carta sarebbe stata sovraordinamentale rispetto ai Trattati sarà definitivamente stracciata. </p>



<p class="has-medium-font-size"><br> Lo smantellamento degli stati nazionali, quale strumento di politica estera egemonico-imperiale si può ottenere con guerre ed embarghi (vedi Jugoslavia, Iraq, Libia, Siria, ecc. prossima candidata l’Iran), secondo la dottrina Rumsfeld/Cebrowski (1) e contemporaneamente con altri mezzi si raggiunge il fine di sfruttamento estrattivo delle risorse, quale variante della dottrina Trump/Pompeo (2), sostenuta da Casa Bianca, CIA e dipartimento di Stato, miranti in particolare al controllo del mercato mondiale dell’energia. La costruzione europea e la applicazione delle due dottrine, adattate al contesto, hanno consentito la sottomissione al dominio finanziario speculativo internazionale, e la malleabilità dell’area europea, come un tutt’uno, a soddisfazione, in tempo reale, degli interessi statunitensi. Gli Stati Uniti d’Europa sono lo strumento del potere USA-NATO che hanno trasformato i paesi europei in un’arma da brandire nello scontro con Russia e Cina. Francesi e tedeschi hanno tentato di divincolarsi con l’accordo di Aquisgrana e l’avvicinamento, soprattutto alla Cina, ma il successo dell’operazione è assai incerto. Gli USA sotto il dominio di quel deep state costituito dal domino finanziario americano e dalla sua casta militare, che Eisenowher chiamava <em>il complesso militare industriale e politico</em>, sanno da tempo che un altro <strong>ordine mondiale</strong>, tendente a tirarli giù dal piedistallo della posizione egemonico-imperiale che occupano dal dopoguerra, preme e si afferma a velocità crescente un giorno dopo l’altro a vantaggio di Russia e Cina (e India). In questa lotta fra titani, che è in corso da tanto ormai, l’Europa non deve rischiare di stare dalla parte sbagliata. All’Unione europea non sarà concesso di giocare un ruolo autonomo in questa partita. Da tempo, infatti, l’Europa occidentale malgrado cerchi di divincolarsi è stata costretta a rimanere affiancata agli USA, tenuta distante dalla URSS prima e dalla Federazione Russa oggi, sottoposta al comando USA-NATO formatosi nell’immediato dopoguerra, mentre l’Europa occidentale è stata convertita ai bisogni NATO, post guerra fredda, che si è allargata pericolosamente ad Est installando basi militari sino al confine con la Russia, con il beneplacito e il consenso dell’Unione europea che ha svolto, masochisticamente, in questa direzione, un ruolo catalizzatore decisivo. La necessità della costruzione europea si palesa oggi sempre più chiaramente in funzione del suo ruolo anti sovietico prima e anti Russia e Cina oggi. </p>



<p class="has-medium-font-size">La Cina lo ha capito da tempo. La sua corsa agli armamenti ha già raggiunto un quarto della spesa militare americana. La Russia, molto più europea che asiatica, forzata dalle politiche europee a stringersi nell’abbraccio con la Cina ha rimesso in piena efficienza e rinnovato a pieno ritmo il suo sistema militare. Il recente ritiro definitivo degli USA dal trattato INF, avallato dall’Ue, sugella l’aggressività crescente verso l’Est. I recenti documenti americani <em>«Nuclear Operations»</em> e il <em>«Providing for the Common Defence»</em> (3) lo confermano. Il primo sdogana l’uso di armi nucleari a potenza ridotta declassandoli quali armi convenzionali utilizzabili per la soluzione di impasse militari particolarmente difficili, il secondo constatando come il nuovo nemico non sia più da individuare nell’estremismo islamico ma nel duo Russia-Cina. Tutto ciò mette in primo piano la guerra che su scala internazionale si sta preparando a grande velocità, esito inevitabile delle politiche liberiste, come sapevano bene i nostri costituenti che avevano architettato la nostra carta perché non accadesse che il dogma economico liberista, che aveva portato alle grandi crisi, ai totalitarismi e alle grandi guerre globali avesse a riaffermarsi. I popoli europei devono capire in tempo che hanno un compito difficile, ma urgente, necessario e vitale, ossia rendersi capaci di svincolarsi dai vincoli rappresentati dal comando USA-NATO e dalla morsa delle istituzioni europee create apposta per irretire il vecchio continente. </p>



<p class="has-medium-font-size">Occorre una vera politica di pace perché da tempo in preparazione la guerra e si rischia di vedere la luce atomica sul territorio europeo, ecco perché occorre svincolarsi dalla morsa atlantica e chiedere autonomamente una conferenza internazionale, una nuova e democratica Bretton Woods che rimetta in discussione il sistema monetario internazionale e la finanza di guerra (4) nel tentativo di uscire prima possibile dal vicolo cieco evolutivo in cui l’umanità si sta cacciando a velocità sempre più elevata.  </p>



<p>(1) The Pentagon’s New Map, Thomas P. M. Barnett, Putnam Publishing Group, 2004. “Gli Stati Uniti e il loro progetto militare mondiale”, di Thierry Meyssan, Traduzione Rachele Marmetti, Rete Voltaire, 24 agosto 2017.</p>



<p>(2) “Mike Pompeo Address at CERAWeek”, by Mike Pompeo, Voltaire Network, 12 March 2019. “Geopolitica del petrolio al tempo di Trump”, di Thierry Meyssan, Traduzione Rachele Marmetti, Rete Voltaire, 9 aprile 2019.</p>



<p>(3) https://www.francescocappello.com/2019/07/13/quali-scenari-dietro-le-quinte-del-conflitto-con-la-persia-iran-quanto-e-probabile-lo-scoppio-di-una-terza-guerra-mondiale/ <br>
(4)  https://www.francescocappello.com/2019/08/30/sottozero/</p>



<p></p>
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		<title>Quando è la guerra in primo piano si rimuove quasi sistematicamente il suo rapporto con</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesco Cappello]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 07 Sep 2019 06:24:28 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[quando è la guerra in primo piano si rimuove quasi sistematicamente il suo rapporto con: la decisione democratica (a deciderla sono sempre in pochi); l’economia (sono rari gli economisti che studiano il rapporto strutturale tra modelli economici e sistema di guerra); la distruzione non solo dell’ambiente ma in generale del territorio (gli ambientalisti in genere&#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div style='display:none;' class='shareaholic-canvas' data-app='share_buttons' data-title='Quando è la guerra in primo piano si rimuove quasi sistematicamente il suo rapporto con' data-link='https://www.francescocappello.com/2019/09/07/quando-e-la-guerra-in-primo-piano-si-rimuove-quasi-sistematicamente-il-suo-rapporto-con/' data-app-id-name='category_above_content'></div>
<div class="wp-block-image"><figure class="alignright size-large is-resized"><img loading="lazy" src="https://www.francescocappello.com/wp-content/uploads/2019/09/prima-e-dopo-1-1.jpg" alt="" class="wp-image-465" width="269" height="280"/><figcaption><strong>molti i complici di questo gran bel lavoro.</strong></figcaption></figure></div>



<p><br>quando è la guerra in primo piano si rimuove quasi sistematicamente il suo rapporto con:</p>



<p> <strong>la decisione democratica</strong> (a deciderla sono sempre in pochi);</p>



<p><strong> l’economia</strong> (sono rari gli economisti che studiano il rapporto strutturale tra modelli economici e sistema di guerra);</p>



<p>  <strong>la distruzione </strong>non solo dell’ambiente ma in generale del territorio  (gli ambientalisti in genere non discutono nemmeno la nostra permanenza  nella NATO rispetto alla necessità, coerente con la nostra Costituzione  di porci in stato di neutralità);</p>



<p> <strong>i processi di mobilitazione violenta</strong> e sradicamento delle comunità dai loro luoghi di origine;</p>



<p>  <strong>la propaganda</strong> sin nelle scuole, già dalla più tenera età, che opera un  sabotaggio del linguaggio, dei cuori e delle menti parlando di ‘giornata della solidarietà’ e  ‘cultura della difesa’ per celebrare e legittimare il crimine.</p>



<p> </p>
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		<title>Seminare Domande</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesco Cappello]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 25 Aug 2019 08:58:06 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[La valorizzazione della maieutica di Danilo Dolci nelle scuole Dice Danilo Dolci: «Per uno Stato non è certo un crimine, ad esempio, costruire e diffondere scuole. Ma quali scuole? Una serie di piccole galere? Criminale è spegnere nell’immane inerzia la naturale curiosità dei bambini e dei giovani, invece di potenziarla coorganizzandola; criminale è progettare di&#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div style='display:none;' class='shareaholic-canvas' data-app='share_buttons' data-title='Seminare Domande' data-link='https://www.francescocappello.com/2019/08/25/seminare-domande/' data-app-id-name='category_above_content'></div>
<h3 class="has-text-align-center has-text-color" style="color:#ff0004">La valorizzazione della maieutica di Danilo Dolci nelle scuole</h3>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="960" height="540" src="https://www.francescocappello.com/wp-content/uploads/2019/08/IMG_2377.jpg" alt="" class="wp-image-430" srcset="https://www.francescocappello.com/wp-content/uploads/2019/08/IMG_2377.jpg 960w, https://www.francescocappello.com/wp-content/uploads/2019/08/IMG_2377-300x169.jpg 300w, https://www.francescocappello.com/wp-content/uploads/2019/08/IMG_2377-768x432.jpg 768w, https://www.francescocappello.com/wp-content/uploads/2019/08/IMG_2377-540x304.jpg 540w" sizes="(max-width: 960px) 100vw, 960px" /><figcaption>Centro educativo sperimentale di Mirto (PA) </figcaption></figure>



<p class="has-medium-font-size">Dice Danilo Dolci:</p>



<blockquote class="wp-block-quote"><p>«Per uno Stato non è certo un crimine, ad esempio, costruire e diffondere scuole. Ma quali scuole? Una serie di piccole galere? Criminale è spegnere nell’immane inerzia la naturale curiosità dei bambini e dei giovani, invece di potenziarla coorganizzandola; criminale è progettare di fatto lo spegnimento sistematico della creatività individuale e collettiva, alimentando così nei giovani e nei precettori la paura, e l’odio, per lo studio; criminale è insistere nel mantenere in situazioni insane miliardi di creature, malgrado le denunce rigorose ormai secolari, anche di medici. (Basti pensare sia a Decroly e alla Montessori)» (1)</p></blockquote>



<blockquote class="wp-block-quote"><p>«un laboratorio maieutico è un laboratorio educativo in cui si  valorizzano le esperienze e conoscenze insite in ciascuna persona. Esso favorisce un concepire più cosciente, ampio e profondo.., partendo dal presupposto che … ogni esprimersi dal profondo aiuta ad esplorare.. Il coordinatore  di strutture maieutiche cura che l&#8217;insieme di tutti sappia comporre quanto ancora è ignoto, ancora inespresso su un problema, risolva un nodo.. </p><p>Il processo strutturale maieutico è scienza-arte di interpretare e favorire il crescere dal profondo. La struttura maieutico &#8211; reciproca riesce a far crescere la qualità conciliando diversità e unità, cooperare e nonviolento competere.» (2) </p></blockquote>



<blockquote class="wp-block-quote"><p>«Seminare domande in ognuno matura e germina risposte: voce e nuovo potere» (3) </p></blockquote>



<p class="has-medium-font-size">Sperimentare la comunicazione maieutica reciproca di Danilo Dolci nella scuola comporta la necessità di dare grande rilevanza ad alcuni aspetti normalmente ritenuti poco importanti, se non del tutto trascurati, nelle modalità educative più generalmente ricorrenti.</p>



<p class="has-medium-font-size"><em>Risulta importante:</em></p>



<p class="has-medium-font-size">a. Mettere in primo piano, nella relazione educativa, la comunicazione piuttosto che la trasmissione;</p>



<p class="has-medium-font-size">b. Passare dalla tradizionale interrogazione all’interrogarsi reciproco;</p>



<p class="has-medium-font-size">c. L&#8217;attenzione all&#8217;ascolto degli altri in se stessi; </p>



<p class="has-medium-font-size">d. Il tempo per pensare;</p>



<p class="has-medium-font-size">e. L&#8217;incoraggiamento alla costruzione di modelli di interpretazione della realtà;</p>



<p class="has-medium-font-size">a. Mettere in primo piano, nella relazione educativa, la comunicazione piuttosto che la trasmissione<br>
I metodi educativi tradizionali privilegiano il trasmettere i contenuti culturali e trascurano quasi del tutto il ruolo di una comunicazione autentica nella esperienza educativa. Lo studente o più precisamente l&#8217;alunno (dal latino alumnis ovvero alimentato) è invitato a registrare i contenuti che gli sono trasmessi e a ripeterli il più fedelmente possibile. L&#8217;alunno modello, premiato da questo genere di scuola, risulta preparato al suo compito di fedele esecutore di istruzioni ricevute.<br>
Il mondo in cui ci ritroviamo a vivere è però alla ricerca di una via di uscita dalle molteplici forme che ha assunto la crisi che lo attanaglia, sviluppando in molti la coscienza del rischio di un vicolo cieco evolutivo all’orizzonte del nostro agire, insieme alla coscienza della necessità di valorizzare la creatività di ciascuno nei molteplici gruppi di ricerca. Con Albert Einstein diremmo che è impossibile risolvere i problemi dell’umanità utilizzando il modo di pensare e di agire che li ha causati.  E’ necessario evitare lo spreco della creatività di ciascuno. L’ambiente naturale in cui la creatività possa emergere come prodotto insieme individuale e di gruppo è il laboratorio maieutico. Con le parole di Danilo: «..la coralità maieutica può riuscire a comporre la necessaria etica terrestre, promuovere il confiorire della coscienza planetaria» (4) Il laboratorio maieutico permette alla creatività di non degenerare in delirio individuale o di massa garantendo a ogni pensare nuovo una prima verifica nella saggezza del gruppo.<br>
L&#8217;opportunità per ciascuno, fin da piccoli, di sperimentare il pensare insieme è alla base dell&#8217;efficacia e del successo della democrazia.</p>



<p class="has-medium-font-size"><em><strong>b. Dall’interrogazione all’interrogarsi reciproco</strong></em></p>



<blockquote class="wp-block-quote"><p>«.. E’ possibile concepire programmi che propongano, aiutando ad osservare, interrogativi di ricerca invece che idiote gare di scolastiche domande? Programmi che lievitino maieuticamente invece di inoculare – come sovente ora avviene – banalità che svuotano, virosi inquinanti, diposizioni alla passività e al dissociarsi?» (5) </p></blockquote>



<p class="has-medium-font-size">Il motore primo di ogni ricerca è l’interrogativo. Risulta importante invitare ciascuno a generare gli interrogativi necessari che potranno aiutare ciascuno ad apprendere così come a concepire soluzioni inedite, coniugando creativamente le conoscenze acquisite e condivise nel gruppo alla ricerca di ipotesi da verificare e possibili risposte. A ciascuno è data la possibilità di disincagliarsi da ancoraggi, pregiudizi ecc. A ciascuno è chiesto:  cosa pensi tu? A ciascuno è chiesto di esercitare la propria creatività.Lo sguardo si amplia accogliendo i diversi modi di vedere e le diverse esperienze. <br> Nelle aule scolastiche le informazioni disciplinari possono essere elaborate e rigenerate dal gruppo in modalità comunicativa maieutica. La necessaria frequentazione interdisciplinare trova qui il suo naturale laboratorio.  <br> L’interrogarsi reciproco attiva la mente. Interrogativi privi di un ipotesi di risposta o con risposte in forma solo embrionale svolgono un loro ruolo quali interrogativi-attivi atti a orientare la ricerca successiva.</p>



<p class="has-medium-font-size"><em><strong>c. L&#8217;attenzione all&#8217;ascolto degli altri in se stessi</strong></em><br> Ciascuno sa come il parlare dell&#8217;altro suscita nella nostra mente immagini, associazioni, interrogativi, perplessità ecc. Nella pratica del laboratorio maieutico è fondamentale perciò invitare ciascuno a focalizzare il flusso molteplice dei propri pensieri indotti nella conversazione con l’altro, e renderne partecipe il gruppo. Cresce la consapevolezza di come sia essenziale alla fertilizzazione della ricerca del gruppo questa azione primaria atta ad attivare una ‘mente’ di ordine successivo. (Creatura di creature) In ciascuno si alimenta la consapevolezza di come sia importante per il gruppo ogni specifico apporto individuale, ogni esperienza particolare, ogni diverso modo di guardare e vedere. Il rispetto per l’altro si consolida.</p>



<p class="has-medium-font-size"><em><strong>d. Il tempo per pensare</strong></em><br> Come si sa maieutica è parola di origine greca che fa riferimento all’arte della levatrice che nell’interpretare il parto aiuta, senza forzare, le creature a venire alla luce. La maieutica come arte dell’interrogarsi reciproco è metafora del partorire idee, personalità, soluzioni inedite, comunità possibili, ecc. Le fasi del parto, dal travaglio alla nascita, comportano un ritmo generativo fatto di momenti di intensa e faticosa ricerca, tentativi ed errori, ipotesi e verifiche… sino al miracolo (meraviglia) della nascita… Ricercare maieuticamente aiuta a scoprire ciò che ai singoli rischia di sfuggire. Concretare sogni collettivi diventa possibile. La comunicazione autentica è creativa.La pratica laboratoriale comporta nel suo svolgersi un tempo fatto anche di pause e di silenzi densi di riflessione, in cui, in ciascuno risuona quanto ha ascoltato. Dai silenzi riemergono voci che nell’insieme compongono il ritmo della ricerca collettiva. Al castrante “fate silenzio!” dell’insegnante esclusivamente trasmissivo si sostituisce la ricerca di sintonia mirante all’accordarsi reciproco. La scala dei tempi della scoperta può trascendere quella della durata dei singoli laboratori estendendone molto aldilà i tempi del concepire.   </p>



<p class="has-medium-font-size"><strong><em>e. L&#8217;incoraggiamento alla costruzione di modelli di interpretazione della realtà</em></strong><br> Come un ispettore sul luogo del delitto raccoglie dati, indizi, testimonianze con lo scopo di ricostruire la trama degli eventi, allo stesso modo i gruppi a fronte di un interrogativo di qualsivoglia natura, nel tentativo di generare, interpretazioni, risposte, spiegazioni… usano un paradigma di indagine che potremmo definire indiziario. L’analisi di dati, indizi, esperienze e quant’altro si ricompone in una trama possibile. Genera cioè storie e teorie. Il ruolo dell’educatore lungi dal sostituire ‘le narrazioni’ concepite dal gruppo con quelle ufficiali e/o istituzionali dovrà limitarsi a metterle in crisi, invitando a una ricostruzione più aderente alla realtà della ‘trama’ provvisoriamente adottata. Si impara a perfezionare ipotesi e tesi conseguentemente all’acquisizione di nuovi dati o alle osservazioni critiche che il gruppo medesimo impara a generare al proprio interno. Il ruolo dell’educatore diffonde naturalmente nel gruppo, ciascuno tendendo a farsi maieuta all’altro. Il coordinatore maieuta ha un ruolo di innesco della ricerca. La maieutica tende a farsi reciproca. Il gruppo verrà alla luce se saprà acquisire autonomia, identità, potere ed esperienza.<br> Questa preziosa capacità di generare modelli di interpretazione della realtà facendo appello alla intelligenza e alla saggezza collettiva è un potere dei gruppi la cui crescita andrebbe incoraggiata sin dalla scuola primaria. Al contrario, nella condizione attuale, essa è del tutto sprecata se non del tutto ignorata. Eppure sapere ciò che si vuole e come avviare processi per conseguire i propri interessi è possibile se sappiamo interpretare lo stato delle cose esistenti. La costruzione sociale della città in cui intendiamo vivere ci sarà possibile se impariamo a pianificare insieme il cambiamento e la progettazione del nuovo. Con le parole di Danilo:</p>



<blockquote class="wp-block-quote"><p><br>  «Pianificare non è organizzare consapevolmente l’attività umana? personale e sociale? E per essere civile, democratico, non necessita al pianificare che ciascuno partecipi al pianificare?» (6) </p></blockquote>



<p class="has-medium-font-size">Perché si ottenga il risultato di studenti felici di frequentare la scuola pubblica, di una scuola che sappia prepararli a una cittadinanza piena e consapevole, bisogna capovolgere il modo della relazione con loro.   Ciascun insegnante dovrebbe abbandonare il modo della lezione trasmissiva e accogliere il proposito di sperimentare quotidianamente le potenzialità della comunicazione maieutica reciproca. I capisaldi di questa rivoluzione consistono nel saper proporre sottoforma di interrogativi i normali contenuti educativi e nel tener presente come </p>



<blockquote class="wp-block-quote"><p>«…l’educazione è svolgimento dentro, mediante e per l’esperienza… ( …)  l’esperienza è mezzo e fine dell’educazione»</p></blockquote>



<blockquote class="wp-block-quote"><p>(…)</p><p>«L’autentica esperienza sa connettersi, verificarsi pur con le esperienze altrui. Sperimentare significa, secondo i dizionari più avveduti, anche intervenire sulla realtà, onde essa risponde a certe domande che le poniamo, e che costituiscono le ipotesi che indirizzano la ricerca dell’operazione sperimentale. Osservare è quasi un ascoltare…; sperimentare è sollecitare risposte, predisporre un piano di indagini che rendano riconoscibili le risposte. » <br> (…)<br> «Saper concretare l’utopia chiede, col denunciare, un annunciare capace di lottare e costruire frontiere che valorizzino ognuno» (7)</p></blockquote>



<p>(1) Danilo Dolci, Nessi fra esperienza etica e politica, Lacaita, luglio 1993<br>(2)  Danilo Dolci, La struttura maieutica e l&#8217;evolverci. La Nuova Italia, settembre 1996<br>(3)  Danilo Dolci, La legge come germe musicale, Lacaita, novembre 1993<br>(4)  Danilo Dolci, Nessi fra esperienza etica e politica, Lacaita, luglio 1993<br>(5)  Danilo Dolci, Nessi fra esperienza etica e politica, Lacaita, luglio 1993<br>(6) Danilo Dolci, Nessi fra esperienza etica e politica, Lacaita, luglio 1993<br>(7) Ivi</p>



<p>P.S. <br> Per i lettori interessati alla documentazione dei laboratori maieutici nelle scuole, finalizzati alle attività anche curriculari, rimando al mio <a href="https://www.amazon.it/dp/B092TVYXQM">SEMINARE DOMANDE, la sperimentazione della maieutica di Danilo Dolci nella scuola EMI (2011) </a></p>



<p>Articolo pubblicato su EDUCAZIONE DEMOCRATICA <br>Rivista di pedagogia politica <br>Danilo Dolci e l&#8217;educarsi maieutico 2 Giugno 2011 <br>Edizioni del Rosone ISSN 2038-579X</p>



<p><a href="https://www.sovranitapopolare.org/2019/08/26/la-valorizzazione-della-maieutica-di-danilo-dolci-nelle-scuole/">articolo pubblicato su SovranitàPopolare.org </a><br><a href="http://www.iskrae.eu/la-valorizzazione-della-maieutica-danilo-dolci-nelle-scuole/">articolo pubblicato su Iskrae.eu</a></p>



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		<title>Debito/PiL: sarei come tu mi vuoi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesco Cappello]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 10 Aug 2019 12:06:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambientalismo]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[FinanzaSpeculativa]]></category>
		<category><![CDATA[modelli economici]]></category>
		<category><![CDATA[movimenti]]></category>
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					<description><![CDATA[gli investimenti pubblici in disavanzo abbassano o alzano il rapporto debito/pil ? Le stime dell’Ocse collocano il nostro paese in recessione nel 2019. D’altronde anche la Germania sta subendo un deciso rallentamento della sua economia. Solo il nostro export tiene mentre investimenti e domanda interna continuano a decrescere.&#160; La necessità di investimenti pubblici per lo&#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div style='display:none;' class='shareaholic-canvas' data-app='share_buttons' data-title='Debito/PiL: sarei come tu mi vuoi' data-link='https://www.francescocappello.com/2019/08/10/debito-pil-sarei-come-tu-mi-vuoi/' data-app-id-name='category_above_content'></div>
<h3 class="has-vivid-cyan-blue-color has-text-align-center">gli investimenti pubblici in disavanzo abbassano o alzano il rapporto debito/pil ?</h3>



<p class="has-medium-font-size">Le stime dell’Ocse collocano il nostro paese in recessione nel 2019. D’altronde anche la Germania sta subendo un deciso rallentamento della sua economia. <br>
Solo il nostro export tiene mentre investimenti e domanda interna continuano a decrescere.&nbsp;</p>



<p class="has-medium-font-size"><br>
La necessità di investimenti pubblici per lo sviluppo dell’economia e la risposta ai bisogni interni del nostro paese, nei più diversi settori, è tragicamente evidente e sotto gli occhi di tutti. <br>
<br>
Quando però si dichiara di voler aumentare la spesa pubblica è immediata la levata di scudi, obbediente a un riflesso condizionato di natura ormai pavloviana, che la fede neoliberista ha inculcato e reso automatico, grazie ad un uso sapiente e sistematico della propaganda sui temi economici. <br>
Il credo ideologico dettato dalle politiche di austerity individua, infatti, nella spesa pubblica la causa di tutti i mali e consiglia ulteriori e «benèfici» tagli di servizi pubblici e blocco delle assunzioni; impedisce di mettere in cantiere grandi piani per l’energia e le infrastrutture, nega qualsiasi appoggio sostanziale alle imprese, mancando così qualsiasi intervento laddove sarebbe più necessario, lascia nell’incuria, senza tutela, né manutenzione territorio e beni pubblici sino all’abbandono e alla successiva svendita di tutto ciò che ci appartiene e ci aiuta a vivere e lavorare, al solo fine di risparmiare e far cassa, per raccogliere risorse da destinare al pagamento del servizio al debito nella speranza di una sua riduzione. Malgrado l’attuazione di tali strategie il debito, però, continua inesorabilmente a salire. <br>
<br>
La Unione europea ci chiede di abbassare il rapporto tra debito pubblico e prodotto interno lordo (il PIL è un indicatore del reddito o ricchezza nazionale prodotta annualmente), attualmente pari a 1,3 (130%) sino al 60%, imponendoci anche la ricetta per ottenere tale risultato ovvero evitando gli investimenti pubblici in disavanzo che farebbero lievitare il numeratore del rapporto. Ci siamo così costretti, da quasi tre decenni, a fare “virtuoso“ avanzo primario nel tentativo, sempre frustrato, di far fronte al debito evitandone la crescita. E anzi, secondo i dettami del <em>fiscal compact</em>, inseriti in Costituzione al tempo del governo Monti, tale rapporto andrebbe abbassato sino al valore 0.6 (60%) in 20 anni! Una sorta di suicida follia economica favorente solo chi è nella posizione di arricchirsi approfittando delle “disgrazie“ procurate ad un intero popolo.<br>
<br>
Un rapporto tra due grandezze (nel nostro caso, debito diviso PIL) diventa più piccolo se il numeratore diminuisce e/o il denominatore aumenta ma, attenzione, un rapporto può diminuire anche in presenza di un aumento del numeratore, nel caso in cui l’aumento del denominatore risulti sufficientemente sostenuto. Lo si impara alla scuola elementare. <br>
In pratica, aumentare di un valore pari a <em>x</em> gli investimenti pubblici (quando non si trova tutta la copertura necessaria nelle entrate fiscali, che risultano insufficienti allo scopo, e si determina un fabbisogno) comporta un uguale incremento del numeratore, ossia del debito pubblico, di un valore addizionale (pari a <em>x</em>) che eleva il debito dal valore attuale di 2300 mld sino a 2300+<em>x</em> e questo perché la spesa viene effettuata a deficit (a debito) o come si dice in disavanzo. L’incremento di spesa per investimenti comporta, però, un equivalente incremento del PIL (da 1800 a 1800 +<em>x</em>) a denominatore del rapporto; la spesa per investimenti pubblici è, infatti, una delle componenti del reddito nazionale (PIL). Questo significa che l’incremento della spesa in deficit comporta un immediato incremento del PIL di entità pari alla spesa effettuata (1).</p>



<p class="has-medium-font-size">In sintesi, in seguito alla effettuazione di investimenti pubblici pari ad <em>x</em> euro, il rapporto Debito/PIL passa dal valore 2300 mld/1800 mld pari a circa 1.3 (130%) al valore (2300+<em>x</em>) / (1800 +<em>x</em>) dove <em>x</em> rappresenta l’entità degli investimenti effettuati. Ebbene ci si può chiedere se al crescere di <em>x</em>, ossia della spesa per investimenti, il rapporto aumenti come avvertono spaventati i media e i tanti commentatori cui essi danno voce e visibilità oppure diminuisca. La risposta è visibile nella curva rossa del grafico in figura.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="1024" height="576" src="https://www.francescocappello.com/wp-content/uploads/2019/08/Schermata-2019-08-08-alle-18.56.10-1024x576.png" alt="" class="wp-image-403" srcset="https://www.francescocappello.com/wp-content/uploads/2019/08/Schermata-2019-08-08-alle-18.56.10-1024x576.png 1024w, https://www.francescocappello.com/wp-content/uploads/2019/08/Schermata-2019-08-08-alle-18.56.10-300x169.png 300w, https://www.francescocappello.com/wp-content/uploads/2019/08/Schermata-2019-08-08-alle-18.56.10-768x432.png 768w, https://www.francescocappello.com/wp-content/uploads/2019/08/Schermata-2019-08-08-alle-18.56.10-1140x641.png 1140w, https://www.francescocappello.com/wp-content/uploads/2019/08/Schermata-2019-08-08-alle-18.56.10-540x304.png 540w, https://www.francescocappello.com/wp-content/uploads/2019/08/Schermata-2019-08-08-alle-18.56.10.png 1567w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p style="text-align:center"><a href="https://www.geogebra.org/m/u6kyksv8">Cliccando qui</a> è visibile il caso dinamico muovendo il cursore ‘m’ <br>
( https://www.geogebra.org/m/u6kyksv8 )</p>



<p class="has-medium-font-size">Accade che al crescere degli investimenti, rappresentati sull’asse orizzontale, il rapporto debito/pil , riportato sull’asse verticale, decresce tendendo asintoticamente ad 1; il che significa che, al crescere degli investimenti pubblici, debito e pil tendono ad uguagliarsi. Il rapporto, quindi, diminuisce come richiesto dalla Ue! &nbsp;</p>



<p class="has-medium-font-size">Qualcuno di voi si starà chiedendo il significato degli andamenti del rapporto rappresentato dalle curve in verde. Ecco, a essere più precisi si deve considerare al denominatore anche il moltiplicatore degli investimenti pubblici (indicato con «m»)&nbsp;</p>



<p class="has-medium-font-size">che è positivo, essendo stimato, anche dai più scettici, pari ad almeno 1,5. Come si vede, al crescere del valore del moltiplicatore, il fatidico rapporto scende sempre più rapidamente, a parità di incremento della spesa per investimenti. Loro lo sanno, ecco perché avevano stabilito che il deficit annuale permesso non potesse superare il 3% del PIL e a scanso di equivoci vogliono, e noi glielo abbiamo concesso, che quel 3% si riduca progressivamente a zero (obbligo di pareggio di bilancio tra entrate fiscali e spesa pubblica) impedendoci così qualsiasi spesa in disavanzo (in altre parole pretendono che il nostro <em>‘x’</em> sia lasciato al valore zero impedendoci qualsiasi investimento in disavanzo cosa che garantisce che il debito non si alzi ma assicura anche l’abbassamento del PIL e di conseguenza l’innalzamento del rapporto obbligandoci quindi a farvi fronte svendendo il patrimonio, tagliando i servizi pubblici ecc., lasciando che nel paese aumenti ogni giorno di più il degrado per mancato intervento, nel tentativo, sempre frustrato, di diminuire il debito e il suo rapporto con il PiL che però, in tali condizioni, non può che aumentare progressivamente quanto inesorabilmente.&nbsp;</p>



<p class="has-medium-font-size">Sono molteplici gli studi rinvenibili sul sito del FMI a conforto di quanto qui esposto. Si veda, ad esempio <em>«Errori di previsione di crescita e moltiplicatori fiscali»</em> di Olivier Blanchard e Daniel Leigh; documento di lavoro del FMI 13/01; 1 gennaio 2013 reperibile sul sito del FMI, in cui il capo economista del fondo, O. Blanchard, rivede l’impatto depressivo del moltiplicatore fiscale nelle politiche economiche adottate nella Ue.</p>



<p class="has-medium-font-size">In particolare, alcuni studi mostrano come, nell’immediato dopoguerra, tale rapporto fosse molto alto proprio a causa degli effetti della guerra sui sistemi economici. Ma dal ’45 al ’75 le politiche espansive, nei 30 anni del secondo dopoguerra, abbassano il rapporto del debito mondiale rispetto al pil mondiale dal 120% del ’45 al 30% del ’75. Il miglioramento drastico del rapporto è stato ottenuto grazie alla crescita costante del 4% annuo del Pil. Nel nostro paese, un capitalismo espansivo, in virtuosa alleanza con lo stato imprenditoriale, in accordo col titolo 3 della nostra Costituzione, permisero, nello stesso periodo, una crescita media del Pil del 5,25% all’anno (la più rapida al mondo) per 30 anni consecutivi ed una correlata evoluzione civile e sociale, senza precedenti. A scanso di equivoci, quegli stessi studi, del fondo monetario, hanno mostrato come il miglioramento del rapporto d/p sia stato ottenuto tramite la crescita del pil ottenuta per incremento della spesa pubblica e non grazie a misure di austerity o unicamente a tagli fiscali che da soli garantiscono tutt’altro che crescita.</p>



<p class="has-medium-font-size">Negli anni ’80, a partire dai quali si riafferma il modello economico neoliberista su scala globale, il debito pubblico mondiale rispetto al pil mondiale riprende a crescere patologicamente sino a raggiungere il valore record nel 2011 del 120% (in Italia, tale valore era stato raggiunto già nei primi anni ’90, quale conseguenza del divorzio tra il governo (Tesoro) e la sua banca centrale che comporterà la lievitazione dei rendimenti promessi dai titoli di stato e quindi la accelerazione della rapidità di crescita del debito). Dall’81 in poi, infatti, la determinazione dei tassi di interesse, fondamentale strumento di regolazione dell’economia, sarà lasciata in balia del mercato. Si noti che prima del divorzio il rapporto debito/pil in Italia era del 58%, poco al di sotto del valore oggi imposto dal fiscal compact (60%). <br>
</p>



<p class="has-medium-font-size">Il moltiplicatore fiscale misura l’intensità con cui il reddito di un paese reagisce alla politica fiscale. Se supera il valore unitario, allora una riduzione della spesa pubblica o un aumento delle tasse provocano una diminuzione del pil più che proporzionale (non lineare). Ad esempio, un moltiplicatore fiscale pari a 2 significa che un taglio di spesa pubblica o un aumento di tasse dell’1% provocheranno una riduzione del pil di entità doppia ossia del 2%. In pratica, sono proprio gli aumenti delle tasse insieme ai tagli della spesa pubblica, strategie proprie delle politiche ordoliberiste di austerity, a causare il peggioramento del rapporto tra debito e prodotto interno lordo forzando l’economia del paese verso la recessione. Ciò è ormai esperienza comune a tutti noi. Il debito pubblico in seguito alle «cure» è sempre aumentato e il rapporto tra debito e pil peggiorato.&nbsp;</p>



<p class="has-medium-font-size"><br>
L’austerità deprime l’economia portando ad un aumento della disoccupazione e alla diminuzione della domanda interna. Di conseguenza il pil si abbassa e con esso il gettito fiscale che è legato al reddito prodotto, in un circolo vizioso pericolosissimo che conduce le economie verso la paralisi deflattiva, imbrigliate permanentemente nella trappola del debito. <br>
Bisognerebbe viceversa, mentre si riducono le tasse, aumentare la spesa pubblica a beneficio di tutti, in modo che la crescita, amplificata dai fattori moltiplicativi, generi un gettito fiscale supplementare tale da coprire il deficit iniziale determinando la desiderata diminuzione del rapporto tra debito e Pil.</p>



<p class="has-medium-font-size">Studi autorevoli convengono nell’affermare che il moltiplicatore è più elevato proprio nelle fasi di recessione economica e di stretta creditizia giungendo sino a valori pari a 2,5-3. <br>
<br>
In <br>
<em>Moltiplicatori fiscali prociclici e anticiclici: evidenze dai Paesi OCSE &#8211; </em>settembre 2014 di Daniel Riera Crichton, Carlos A. Vegh, Guillermo Vuletin <br>
si spiega come ogni euro di spesa in più, in certe condizioni di depressione dell’economia, possa generare un fattore moltiplicativo sulla crescita pari anche a tre volte (m=3)! così ogni euro non speso può provocare una depressione sino a tre volte più grande… In pratica quando il sistema economico risulta in sofferenza a causa di fattori produttivi da lungo tempo sprecati: basso credito, alta disoccupazione, risorse inutilizzate, ecc., e si è in presenza di fattori recessivi in atto, è allora, quando ce ne è più bisogno, che i fattori moltiplicativi degli investimenti pubblici risultano più elevati.<br>
<br>
Ecco un estratto dell’abstract dell’articolo su citato: <br>
<br>
<em>« (…) il &#8216;vero&#8217; moltiplicatore di lungo periodo per i periodi difficili (è la spesa pubblica in aumento) risulta 2,3 rispetto all&#8217;1,3 se distinguiamo semplicemente tra recessione ed espansione. In recessioni estreme, il moltiplicatore di lungo periodo raggiunge 3,1 »&nbsp;</em></p>



<p class="has-medium-font-size">In conclusione, la strategia di accettazione di un indebitamento iniziale con finalità espansive, abbinando taglio delle tasse e investimenti pubblici ben mirati, in un sistema economico in recessione o prossimo ad essa, paga davvero, essendo in grado di ridurre il debito rivitalizzando i processi economici conducendo infine ad un aumento del reddito nazionale.&nbsp;</p>



<p class="has-medium-font-size">Tutto ciò può essere posto in relazione con l’attuale crisi di governo.&nbsp; <br>
In una intervista, l’economista Antonino Galloni svolge alcune considerazioni sulla situazione politica, ritenendo che il vice premier Salvini non abbia avuto altra scelta che aprire la crisi di governo (&nbsp;<a href="https://larouchepub.com/eiw/index.html">https://larouchepub.com/eiw/index.html</a>&nbsp;) :<br>
<br>
<em>«Penso che Salvini abbia realizzato che non può fare la riforma fiscale senza tagli alla spesa pubblica che sarebbero deleteri. Quindi preferisce capitalizzare adesso il consenso che ha piuttosto che rischiare di comprometterlo con la mancata promessa di qualcosa. Per salvare questa alleanza occorrerebbe che Salvini avesse garanzie di collaborazione da parte della componente moderata e tecnicoide del governo stesso… un po’ difficile…»<br>
</em></p>



<p class="has-medium-font-size">Infine una riflessione dedicata ai tanti che, in buona fede, professano il credo della decrescita felice senza avvedersi dei vincoli imposti dalla Unione Europea, senza chiedersi, cioè, quale compatibilità vi sia tra gli obiettivi della decrescita felice del PIL (non recessione del PIL) e i vincoli imposti dalla Ue. Ridurre il Pil, infatti, seppure nei modi virtuosi indicati dai decrescisti, ha, in ogni caso, come conseguenza, la crescita del rapporto debito/PiL, dinamica in conflitto con il vincolo europeo che impone a tale rapporto un valore che non superi il 60%. Se il Pil diminuisse, in seguito alle strategie decresciste quel rapporto inevitabilmente peggiorerebbe&#8230; Ai decrescisti che volessero rispettare il dictat europeo piuttosto che contestarlo non rimarrebbe che assecondare le politiche di austerity ovvero dei tagli ai servizi pubblici e agli investimenti pubblici (anche quando fossero necessari alla realizzazione di obiettivi ambientali) dovendo accettare persino la svendita del demanio (2) idrico, minerario, culturale, naturale, svendita divenuta legge (come nel caso della <a href="http://www.iskrae.eu/nodi-vengono-al-pettine/">legge ammazza foreste</a>) e le privatizzazioni e la svendita del patrimonio pubblico in tutte le sue forme (storico-artistico, ad esempio), in modo da accumulare “risparmi“ in grado di ridurre il valore del numeratore del rapporto nella speranza, sempre frustrata, di riuscire così a far fronte al debito.</p>



<ol><li>Naturalmente, nell’attuale congiuntura, sarebbe conveniente effettuare parte di tale spesa con moneta non a debito, legale solo all’interno dei confini nazionali, come le statonote consigliate dall’economista A. Galloni ma di questa possibilità ci occuperemo in altra occasione non essendo essenziale al ragionamento che si svolge qui. <br>
</li><li>Il più inaccettabile dei provvedimenti relativi alle privatizzazioni è stato il decreto legislativo&nbsp; 85 del 28 maggio 2010, istitutivo, in esecuzione dell’articolo 19 della legge 42 del 5 maggio 2009, del cosiddetto federalismo demaniale. Esso ha previsto la regionalizzazione del demanio idrico, marittimo e minerario, e la loro successiva vendita a privati, precisando che possono essere venduti anche beni artistici e storici, purché i relativi atti di alienazione siano approvati dal ministero dei Beni culturali e ambientali.&nbsp;Dunque, i beni dello Stato e degli altri enti territoriali, anche se facenti parte del «patrimonio indisponibile» o, addirittura, del «demanio», possono essere agevolmente venduti a privati, al solo fine di far cassa. Ed è questo un colpo mortale contro la «proprietà collettiva del territorio».&nbsp;Paolo Maddalena: Da http://temi.repubblica.it/micromega-online/per-una-teoria-dei-beni-comuni/</li></ol>



<p style="text-align:center"><a href="https://www.sovranitapopolare.org/2019/08/10/debito-pil-sarei-come-tu-mi-vuoi/">Articolo pubblicato su SovranitàPopolare.org</a></p>



<p style="text-align:center"><a href="https://scenarieconomici.it/debito-pil-sarei-come-tu-mi-vuoi-gli-investimenti-pubblici-in-disavanzo-abbassano-o-alzano-il-rapporto-debito-pil-di-francesco-cappello/">Articolo pubblicato su Scenari Economici </a></p>



<p style="text-align:center"><a href="http://www.iskrae.eu/debito-pil-sarei-tu-mi-vuoi/">Articolo pubblicato su Iskrae.eu</a></p>
<div style='display:none;' class='shareaholic-canvas' data-app='share_buttons' data-title='Debito/PiL: sarei come tu mi vuoi' data-link='https://www.francescocappello.com/2019/08/10/debito-pil-sarei-come-tu-mi-vuoi/' data-app-id-name='category_below_content'></div><div style='display:none;' class='shareaholic-canvas' data-app='recommendations' data-title='Debito/PiL: sarei come tu mi vuoi' data-link='https://www.francescocappello.com/2019/08/10/debito-pil-sarei-come-tu-mi-vuoi/' data-app-id-name='category_below_content'></div>]]></content:encoded>
					
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		<title>Umanità al bivio</title>
		<link>https://www.francescocappello.com/2019/06/28/umanita-al-bivio/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesco Cappello]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 28 Jun 2019 04:38:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[#natoexit]]></category>
		<category><![CDATA[#perunmondosenzaguerre]]></category>
		<category><![CDATA[ItaliaNeutrale]]></category>
		<category><![CDATA[l'oro & la spada]]></category>
		<category><![CDATA[movimenti]]></category>
		<category><![CDATA[NO NATO NO GUERRA]]></category>
		<category><![CDATA[nonviolenza]]></category>
		<category><![CDATA[Francesco Cappello]]></category>
		<category><![CDATA[providing for the common defence]]></category>
		<category><![CDATA[umanità al bivio]]></category>
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					<description><![CDATA[Continuare a lasciarli fare condurrà al tramonto certo e violento della specie umana. Secondo Michel Chossudovsky, direttore del prestigioso Global Research, l’Italia non è mai stata liberata! Parole, queste, pronunciate al Convegno Internazionale, tenutosi a Firenze, sul bilancio storico della NATO, nel suo settantennale, lo scorso 7 aprile: « […] la Nato non è un’alleanza!&#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div style='display:none;' class='shareaholic-canvas' data-app='share_buttons' data-title='Umanità al bivio' data-link='https://www.francescocappello.com/2019/06/28/umanita-al-bivio/' data-app-id-name='category_above_content'></div>
<p class="has-medium-font-size">Continuare a lasciarli fare condurrà al tramonto certo e violento della specie umana.</p>



<p></p>



<p class="has-medium-font-size">Secondo Michel Chossudovsky, direttore del prestigioso Global Research, l’Italia non è mai stata liberata! Parole, queste, pronunciate al Convegno Internazionale, tenutosi a Firenze, sul bilancio storico della NATO, nel suo settantennale, lo scorso 7 aprile:</p>



<blockquote class="wp-block-quote"><p>« […] la Nato non è un’alleanza! È uno strumento di occupazione militare. È una entità responsabile di crimini di guerra. Vorrei innanzitutto affrontare alcune dimensioni storiche. È importante tornare indietro al 1945. L’Italia non è mai stata liberata. Si è trattato di una occupazione. Le basi militari che sono state installate nell’immediato dopoguerra furono poi allargate con la creazione della Nato. La Nato è stata costituita nel ’49, Camp Darby, a Livorno, nel ’51. La costituzione della Nato ha agevolato la militarizzazione dello spazio europeo costruendo basi non soltanto nel territorio dell’ex asse Italia-Germania ma in tutta l’Europa. Lo scopo ultimo era quello di spezzare il rapporto tra Est ed Ovest, i rapporti sociali, economici, culturali tra Europa orientale ed occidentale, rapporti che esistevano da sempre: si voleva presentare l’Unione Sovietica come minaccia alla sicurezza europea. Quando dico che la Nato non è un’alleanza intendo dire che le strutture di comando sono controllate dagli SU, è un’entità che dipende dal Pentagono.»</p></blockquote>



<p class="has-medium-font-size">Per continuare a investire nel complesso militare industriale americano (che comprende già 800 basi in 80 paesi) ci vuole una buona ragione, un nemico che appaia temibile e sufficientemente minaccioso. Il primo storico nemico era stato individuato nell’Unione Sovietica e nell’ideologia di cui si dichiarava portatrice, almeno sino alla sua implosione, nel ’91. A farne le veci, sino ad oggi, è stato il terrorismo islamico, costruito all’occorrenza, sin dall’attentato al papa per mano di Ali Ağca e suggellato dall’attacco alle torri gemelle, ma anche questa fase è stata dichiarata esaurita. Il nemico odierno, dichiarato dai documenti del Pentagono (<strong><a href="https://www.usip.org/sites/default/files/2018-11/providing-for-the-common-defense.pdf">Providing for The Common Defence</a> &#8211; nov 2018</strong>), contro cui sono previsti <strong>5 scenari da <em>casus belli</em> globale entro il 2024</strong> è individuato in due grandi paesi: <strong>la Cina e la Russia</strong>. Sono questi due paesi a minacciare la egemonia imperiale americana avendo concretamente reso possibile un mondo sempre più multipolare. <strong>Gli USA sembrano sorprendentemente consapevoli che in tale conflitto potrebbero «subire perdite inaccettabilmente elevate e una perdita di importanti beni capitali»</strong>. Guerre tra eserciti in cui le vittime saranno sempre più le popolazioni civili. </p>



<p class="has-medium-font-size">Da sempre, gli USA possono permettersi di importare molto più di quanto non esportino. Riescono a mantenere un livello di consumi non giustificato dalla loro capacità produttiva. Qualsiasi altro paese che si permettesse una bilancia commerciale in continuo squilibrio, come gli USA dal ’71 in poi, vedrebbe una inesorabile, quanto insostenibile svalutazione della propria moneta. Il valore del dollaro è stato determinato dal fatto che esso ha costituito la principale moneta delle riserve valutarie con cui si esprimono i prezzi internazionali delle materie prime e si pagano le transazioni per la loro compravendita. I titoli di stato americani sono posti a riserva nelle banche centrali di tutto il mondo e costituiscono mezzo di pagamento negli scambi internazionali. Gli interessi che pagano su tali titoli sono sempre molto inferiori al tasso medio di mercato.</p>



<figure class="wp-block-image"><img loading="lazy" width="730" height="340" src="https://www.francescocappello.com/wp-content/uploads/2019/06/Bilancia-Usa-dal-71.png" alt="" class="wp-image-349" srcset="https://www.francescocappello.com/wp-content/uploads/2019/06/Bilancia-Usa-dal-71.png 730w, https://www.francescocappello.com/wp-content/uploads/2019/06/Bilancia-Usa-dal-71-300x140.png 300w" sizes="(max-width: 730px) 100vw, 730px" /></figure>



<p class="has-medium-font-size">Questo ruolo di banca centrale del mondo è oggi messo in discussione da Russia e Cina.</p>



<p class="has-medium-font-size">La spesa militare mondiale, secondo le ultime stime del Sipri, ha superato i 1800 miliardi di dollari nel 2018 (+ 76% rispetto al 1998).&nbsp;Più della metà di tale spesa è sostenuta dagli USA (1000 miliardi $). Assai significativa la fortissima ascesa del bilancio militare cinese ormai a un quarto di quello americano. Se la forza del dollaro finanzia il complesso militare americano accade anche il viceversa: <strong>il vero sottostante del dollaro è il suo esercito con la sua capacità di minaccia esercitata su scala globale</strong>. &nbsp;</p>



<p class="has-medium-font-size">I preparativi di guerra comprendono la declassificazione delle armi nucleari da strategiche a tattiche grazie alla loro riduzione di potenza. Si tratta di <strong>mini bombe nucleari</strong> (mini nukes) per le quali viene eliminata la separazione tra armi nucleari e convenzionali. La mini bomba nucleare è dichiarata non pericolosa per i civili.</p>



<p class="has-medium-font-size"><br> « […] queste <em>mini nukes</em> che vengono così sbandierate e soprattutto con il fatto che sono definite armi tattiche e la tattica la fanno i capitani… la strategia la fanno i generali, ma la tattica la fanno i capitani e se un capitano si trova con una disponibilità di mini armi atomiche <strong>lui è autorizzato a impiegarle perchè è un’arma tattica</strong>.» (Gen. Fabio Mini &#8211; Firenze, 7 aprile)&nbsp;</p>



<p class="has-medium-font-size">Di fronte alla prospettiva di una terza guerra atomica i più si dichiarano increduli. Hanno in mente il vecchio equilibrio del terrore. Pensano che poiché non ci sarebbero né vincitori né vinti una guerra atomica non sarà mai all’ordine del giorno. Non si rendono conto che, nel frattempo, la logica della strategia militare è del tutto cambiata e che la Nato, sotto comando USA, ha riorganizzato le sue forze nella logica del <strong><em>First Strike</em> nucleare</strong>, ovvero la capacità di annullare la risposta del nemico in seguito ad un attacco atomico di sorpresa. Detto in altre parole, pensano di riuscire a vincere il confronto nucleare! Il sistema anti missile, il cosiddetto <strong>scudo stellare</strong>, coi suoi <strong>missili intercettori e di attacco</strong>, il MUOS (una sorta di <strong>direttore d’orchestra della guerra su scala globale</strong>, un dispositivo fondamentale di comando dell’offensiva strategica degli USA volta a coordinare l’attacco a sorpresa e a minimizzare gli effetti della risposta nemica), <strong>le mini nukes, l’allargamento della Nato ad Est, la rottura del trattato INF</strong> (che aveva bandito l’uso dei missili a gittata intermedia &#8211; gli euromissili), sono tutti coerenti con questo folle proposito. Inoltre, poiché l’unico modo di rispondere adeguatamente ad un attacco atomico di sorpresa, con missili che arrivano a destinazione in meno di 5 minuti, è quello di automatizzare la risposta&nbsp;affidandola alla &#8220;intelligenza&#8221; artificiale, una guerra nucleare potrebbe scoppiare anche per fattori accidentali in seguito a falsi allarmi gestiti dal sistema come reali.<br> </p>



<p class="has-medium-font-size">La NATO, in 70 anni dalla sua fondazione, ha causato morte e devastazione provocando guerre, colpi di stato e operazioni sovversive di varia natura, su scala globale, dal ’45 ad oggi, con un bilancio complessivo tra venti e trenta milioni di uccisi, da moltiplicare per 10 per includere i feriti, senza tuttavia far menzione delle centinaia di milioni di vittime provocate dagli effetti indiretti delle guerre come le carestie, le epidemie, le migrazioni forzate, schiavismo e sfruttamento, danni ambientali, sottrazione di risorse ai bisogni vitali per coprire le spese militari.</p>



<p class="has-medium-font-size">Ma allora, non è forse importante chiedersi quanto sia sostenibile la guerra? Perché le campagne antimilitariste, contro la guerra, le spese militari, la Nato, non compaiono nei cortei di massa che denunciano la catastrofe climatica?</p>



<p class="has-medium-font-size">Stiliamo un elenco, seppure parziale, delle devastazioni ambientali provocate dalla guerra e dalla sua preparazione, a cui il lettore potrà sicuramente aggiungere altri elementi: <strong>test nucleari, poligoni di tiro, aree contaminate da uranio impoverito, aree minate, guerra batteriologica, guerra chimica</strong>, ecc. Qualcuno ha calcolato l’impatto ambientale di guerre ed esercitazioni militari? Per farsene una vaga idea basti pensare ai consumi di un caccia pari a circa <strong>16 mila litri all’ora</strong> o a quelli di un carro armato che brucia <strong>500 litri per 100 chilometri</strong>! E quali devastazioni sono in grado di provocare simili macchine belliche agli equilibri, già seriamente compromessi, dei grandi ecosistemi planetari? Perché ambiente e pace sono tenuti artificiosamente separati? Scommettiamo che, ancora una volta, guerra e Nato saranno argomenti rimossi dai programmi elettorali? Non sarebbe l’ora che gli ambientalisti, indipendentemente dagli schieramenti politici cui appartengano, si muovessero contro la guerra e coerentemente per <strong>l’uscita dalla Nato ed un’Italia neutrale</strong>?</p>



<p class="has-medium-font-size">articolo pubblicato originariamente sul numero 4  di <a href="http://www.sovranitàpopolare.org">Sovranità Popolare</a>  versione cartacea</p>



<figure class="wp-block-image"><img loading="lazy" width="719" height="924" src="https://www.francescocappello.com/wp-content/uploads/2019/06/Immagine-del-27-06-19-alle-18.41.jpg" alt="" class="wp-image-350" srcset="https://www.francescocappello.com/wp-content/uploads/2019/06/Immagine-del-27-06-19-alle-18.41.jpg 719w, https://www.francescocappello.com/wp-content/uploads/2019/06/Immagine-del-27-06-19-alle-18.41-233x300.jpg 233w" sizes="(max-width: 719px) 100vw, 719px" /></figure>



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