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	<title>corruzione ucraina &#8211; Seminare Domande [www.pangeanotizie.it]</title>
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	<description>Seminare domande in ognuno matura e germina risposte: voce e nuovo potere – Danilo Dolci</description>
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	<title>corruzione ucraina &#8211; Seminare Domande [www.pangeanotizie.it]</title>
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		<title>Il BUCO NERO D’EUROPA: Chi guadagna davvero con le macerie ucraine?</title>
		<link>https://www.francescocappello.com/2026/05/31/il-buco-nero-deuropa-chi-guadagna-davvero-con-le-macerie-ucraine/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesco Cappello]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 31 May 2026 21:58:52 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Dalla distruzione demografica alla speculazione dei mercati transatlantici: come la guerra d&#8217;attrito ha trasformato una nazione in un&#8217;idrovora finanziaria, nel silenzio complice e masochista dell&#8217;Europa. Caccia all&#8217;uomo per le strade, miliardi a fondo perduto e corruzione di regime: sotto il velo dello stato marziale si consuma la fine di una nazione sacrificata sull&#8217;altare dell&#8217;unipolarismo Aiutarli!?&#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div style='display:none;' class='shareaholic-canvas' data-app='share_buttons' data-title='Il BUCO NERO D’EUROPA: Chi guadagna davvero con le macerie ucraine?' data-link='https://www.francescocappello.com/2026/05/31/il-buco-nero-deuropa-chi-guadagna-davvero-con-le-macerie-ucraine/' data-app-id-name='category_above_content'></div>
<h2 id="dalla-distruzione-demografica-alla-speculazione-dei-mercati-transatlantici-come-la-guerra-d-attrito-ha-trasformato-una-nazione-in-un-idrovora-finanziaria-nel-silenzio-complice-e-masochista-dell-europa-caccia-all-uomo-per-le-strade-miliardi-a-fondo-perduto-e-corruzione-di-regime-sotto-il-velo-dello-stato-marziale-si-consuma-la-fine-di-una-nazione-sacrificata-sull-altare-dell-unipolarismo">Dalla distruzione demografica alla speculazione dei mercati transatlantici: come la guerra d&#8217;attrito ha trasformato una nazione in un&#8217;idrovora finanziaria, nel silenzio complice e masochista dell&#8217;Europa. Caccia all&#8217;uomo per le strade, miliardi a fondo perduto e corruzione di regime: sotto il velo dello stato marziale si consuma la fine di una nazione sacrificata sull&#8217;altare dell&#8217;unipolarismo</h2>



<p class="has-medium-font-size"><br>Aiutarli!? Aiutarli a morire del tutto in lenta agonia?</p>



<p class="has-medium-font-size">Nel dicembre del 2025, tracciando un bilancio analitico dopo quasi quattro anni di conflitto, provavo ad analizzare e denunciare il collasso generalizzato e senza speranza che stava investendo l&#8217;Ucraina (qui l’articolo:&nbsp;<a href="https://www.francescocappello.com/2025/12/01/alcuni-aspetti-dello-stato-dellucraina-dopo-tre-anni-di-guerra/">https://www.francescocappello.com/2025/12/01/alcuni-aspetti-dello-stato-dellucraina-dopo-tre-anni-di-guerra/</a>).</p>



<h3 id="l-agonia-terminale-dello-stato-ucraino-l-epilogo-di-un-fallimento-strategico-e-finanziario-annunciato"><strong>L’agonia terminale dello Stato ucraino: l’epilogo di un fallimento strategico e finanziario annunciato</strong></h3>



<p class="has-medium-font-size">Oggi, nel maggio 2026, quel quadro fosco che avevo delineato non solo si è confermato, ma è precipitato in un’agonia terminale. Quello che gli analisti allineati si ostinano a chiamare &#8220;stallo&#8221; è in realtà il definitivo fallimento strategico, demografico, economico e infrastrutturale di un intero Paese, scientificamente sacrificato sull&#8217;altare degli interessi geopolitici anglo-statunitensi e della cecità masochista dell&#8217;Unione Europea.</p>



<p class="has-medium-font-size">La risorsa più preziosa e insostituibile, l&#8217;essere umano, è stata interamente consumata da una logica di attrito spietata. Recenti analisi e report istituzionali indicano che le perdite totali complessive sul teatro di guerra si stanno inesorabilmente avvicinando alla spaventosa soglia di <strong>due milioni tra uccisi e feriti</strong>. Questo dissanguamento ha generato una piaga che i vertici politici non possono più censurare, ovvero <strong>l&#8217;esplosione delle diserzioni</strong> e dell&#8217;<strong>abbandono volontario delle unità</strong>, che ha ormai raggiunto picchi insostenibili per la tenuta dei fronti. Di conseguenza, <strong>la caccia all&#8217;uomo da parte dei centri di reclutamento si è fatta brutale</strong> nelle strade, mentre il governo tenta disperatamente di varare <strong>strette normative che vincoleranno i giovani tra i 18 e i 22 anni all&#8217;addestramento obbligatorio</strong>, <strong>vietando di fatto ogni speranza di espatrio</strong>. Il risultato finale è un deserto demografico irreversibile, con una popolazione reale stimata ormai ben al di sotto dei <strong><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-red-color">30 milioni di residenti (quasi 44 milioni ad inizio conflitto)</mark></strong> e un tasso di natalità che tocca il minimo storico mondiale, configurando un vero e proprio suicidio biologico e sociale di lungo periodo. <strong><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-red-color">Oltre 6,8 milioni di ucraini si trovano attualmente all&#8217;estero come rifugiati, ai quali si aggiungono 4,5 milioni di sfollati interni</mark></strong>. La disponibilità a tornare in patria sta crollando. <strong>Se nel 2023 oltre il 74% dei rifugiati esprimeva l&#8217;intenzione di rimpatriare, i sondaggi più recenti rilevano che la percentuale è precipitata a ridosso del 22%</strong>. La stabilizzazione dei profughi nei mercati del lavoro e nei sistemi scolastici dell&#8217;Europa occidentale, unita alla distruzione delle comunità d&#8217;origine, sta trasformando uno sfollamento temporaneo in <strong>un&#8217;emigrazione permanente</strong>. Questo fenomeno colpisce in particolare la <strong>fascia d&#8217;età tra i 18 e i 34 anni</strong>, privando il Paese della forza lavoro, dell&#8217;intelletto e della capacità riproduttiva necessarie a qualsiasi ipotesi di ricostruzione futura. Nel corso del 2025 e nei primi mesi del 2026, <strong><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-red-color">il tasso di mortalità ha superato quello di natalità con un drammatico rapporto di quasi tre a uno.</mark></strong> La situazione è aggravata dal fatto che <strong>il tasso di fecondità è sceso all&#8217;anti-record storico di 0,9 figli per donna</strong>, ben lontano dalla soglia di rimpiazzo generazionale fissata a 2,1. </p>



<h3 id="l-infrastruttura-fantasma-e-il-territorio-compromesso">L&#8217;infrastruttura fantasma e il territorio compromesso</h3>



<p class="has-medium-font-size">Il livello di distruzione materiale ha raggiunto proporzioni che surclassano le capacità di autofinanziamento dello Stato. Il quinto rapporto congiunto di valutazione dei danni e dei bisogni (RDNA5), pubblicato nel febbraio 2026 dalla Banca Mondiale, dal governo ucraino e dalle Nazioni Unite, stima che il <strong>costo totale per la ricostruzione e la ripresa economica</strong> nei prossimi dieci anni ammonti a quasi <strong><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-red-color">588 miliardi di dollari</mark></strong>, una cifra che rappresenta quasi il <strong>triplo dell&#8217;intero Prodotto Interno Lordo</strong> nominale stimato per il Paese.</p>



<p class="has-medium-font-size">I danni diretti alle sole infrastrutture civili hanno superato i <strong>195 miliardi di dollari</strong>. Il settore abitativo è devastato: <strong>circa il 14% dell&#8217;intero patrimonio immobiliare ucraino risulta danneggiato o raso al suolo</strong>, compromettendo la vita di oltre <strong>tre milioni di nuclei familiari</strong>. I settori dell&#8217;energia e dei trasporti affrontano un collasso strutturale. Gli attacchi sistematici alle centrali termiche, idroelettriche e alle sottostazioni di trasmissione hanno ridotto la capacità di generazione interna a una frazione del fabbisogno, costringendo il Paese a una perenne dipendenza dalle importazioni di emergenza dall&#8217;Europa e a razionamenti cronici che bloccano l&#8217;attività industriale. A ciò si aggiunge una catastrofe ecologica e logistica senza precedenti: circa <strong>138.000 chilometri quadrati del territorio nazionale sono considerati a rischio di contaminazione da mine e ordigni inesplosi, paralizzando l&#8217;agricoltura </strong>in vaste aree e rendendo la bonifica un processo lungo decenni.</p>



<p class="has-medium-font-size">Sul piano economico-finanziario, <strong>l&#8217;Ucraina ha cessato di esistere come Stato sovrano per trasformarsi in un&#8217;entità in liquidazione assistita</strong>, <strong><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-red-color">tenuta in vita artificialmente dal drenaggio continuo di risorse pubbliche occidentali</mark></strong>. Il rapporto tra debito e PIL ha ampiamente sfondato la barriera del <strong><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-red-color">110% </mark></strong>(più che <strong>raddoppiato</strong> dall’inizio del conflitto), una traiettoria totalmente insostenibile per un&#8217;economia ormai priva di apparato produttivo reale, mentre il <strong>deficit di bilancio</strong> (la differenza tra quello che uno Stato spende e quello che incassa) è saltato <strong>dal 3,6% al 19% nel 2025</strong>. <strong><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-red-color">Il fabbisogno esterno (il conto) che Kiev presenta all&#8217;Occidente per il biennio 2026-2027 supera abbondantemente i 130 miliardi di euro</mark></strong>, necessari solo a coprire la pura spesa militare e la sussistenza minima per tentare di evitare lo sfacelo burocratico. In altre parole, <strong>l&#8217;economia ucraina non è autosufficiente; è un sistema in totale stato di sottomissione finanziaria</strong>. Tra il 2023 e il 2025, il sostegno estero sotto forma di sovvenzioni e prestiti ha coperto circa l&#8217;80% del gigantesco deficit di bilancio statale. <strong>Per l&#8217;anno in corso, il bilancio nazionale prevede una spesa</strong> <strong>per la difesa record</strong> pari a circa 2.800 miliardi di grivnie, <strong><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-red-color">equivalente al 27,2% del PIL</mark></strong>, assorbendo la <strong>quasi totalità delle entrate fiscali interne del Paese</strong> e destinandole a logistica militare e stipendi dei soldati. <strong>Il deficit commerciale</strong> si è allargato in modo insostenibile, con il valore delle importazioni che <strong><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-red-color">ha raggiunto gli 84,8 miliardi di dollari, circa il doppio rispetto a quello delle esportazioni</mark></strong>, stroncate dalla perdita dei distretti industriali del Donbas, dal blocco o dal rallentamento delle rotte marittime e dalla carenza di manodopera. Le aziende private rimaste faticano a sopravvivere a causa dei costi energetici esorbitanti e della mancanza di personale qualificato, decimato dalla mobilitazione militare e dalle fughe all&#8217;estero.<br>Mentre la nuova amministrazione Trump sembrerebbe, almeno apparentemente, adottare un approccio strettamente transazionale, esigendo concessioni territoriali e ventilando elezioni e referendum forzati per liquidare rapidamente la pratica, <strong>la classe dirigente europea continua a foraggiare questa voragine a fondo perduto</strong>, <strong><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-red-color">sacrificando il proprio welfare in nome della finanza armata</mark></strong>, <strong>mentre i grandi fondi d&#8217;investimento speculativi attendono solo di spartirsi le macerie della ricostruzione</strong>. Si tratta di <strong><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-red-color">conquista finanziaria</mark></strong>: prima si presta denaro a un paese in ginocchio (creando dipendenza), poi si incassano interessi sul debito, infine si acquisiscono a prezzi vantaggiosi le sue risorse e infrastrutture come condizione per i prestiti stessi. Chi detiene il credito e finanzierà la ricostruzione si trova così davanti a un mare di soldi e possibili profitti (vedi spiegazione più dettagliata in nota [1]).</p>



<p class="has-medium-font-size">Un elemento cruciale, costantemente trascurato dalle cronache giornalistiche superficiali ma evidente per chi analizza <strong>la sicurezza energetica, è la mutazione della distruzione infrastrutturale in una letale vulnerabilità tattica diretta sul campo</strong>. Al maggio 2026, combinando i territori perduti e i bombardamenti sistematici sulle centrali termiche, idroelettriche e sui nodi di alta tensione, <strong><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-red-color">l&#8217;Ucraina ha perso circa il 48% della sua capacità di generazione elettrica originale</mark></strong>. Questa devastazione non si traduce soltanto in stagioni catastrofiche per la popolazione civile, ma paralizza le prime linee della difesa. Gli analisti militari evidenziano infatti come il collasso energetico abbia privato le truppe della capacità di alimentare costantemente i sistemi di guerra elettronica e i dispositivi anti-drone. Senza una rete stabile, i soldati sono costretti a dipendere interamente da generatori mobili, la cui catena logistica di rifornimento carburante viene continuamente intercettata e azzerata dai droni avversari nelle retrovie.</p>



<p class="has-medium-font-size">Il livello di <strong>masochismo geoeconomico dell&#8217;Unione Europea</strong> ha contestualmente raggiunto il suo apice storico, rivelando un corto circuito logico ed economico macroscopico. <strong>Mentre i cittadini europei subiscono le politiche di austerità, l&#8217;inflazione e il caro vita per consentire ai propri governi di inviare sussidi a Kiev e finanziare piani biennali miliardari a debito</strong>, l&#8217;Europa continua ad acquistare risorse energetiche della Russia. Solo nell&#8217;ultimo periodo monitorato, i Paesi dell&#8217;Unione, con la Francia in prima fila, hanno continuato ad acquistare idrocarburi russi per una cifra vicina a 1,7 miliardi di euro mensili. Si delinea così un paradosso grottesco: l&#8217;Europa si svena finanziariamente per sostenere il bilancio fallimentare ucraino e al contempo acquista l&#8217;energia russa (che dice di voler sanzionare [2]) necessaria a non far collassare del tutto le proprie industrie già ampiamente deindustrializzate, alimentando contemporaneamente entrambe le sponde del conflitto.</p>



<p class="has-medium-font-size">In pratica l&#8217;Ucraina è stata trasformata in un immenso laboratorio di distruzione bellica e finanziaria globale. La strategia dell&#8217;attrito a medio raggio intrapresa ultimamente da Kiev con attacchi dimostrativi nelle retrovie non fa che accelerare la spirale delle rappresaglie, allontanando ogni residua ipotesi di composizione diplomatica rischiando peraltro di spingere l&#8217;intero continente verso il baratro di un&#8217;escalation incontrollabile.&nbsp;</p>



<h3 id="il-macroscenico-finanziario-continentale">Il macroscenico finanziario continentale</h3>



<p class="has-medium-font-size">L’analisi dei flussi di risorse estratti dalle casse pubbliche europee e indirizzati verso l’Ucraina rivela una trasformazione profonda della geoeconomia dell’Unione, <strong>ormai strutturalmente condizionata dalle esigenze di una finanza di guerra a lungo termine</strong>. Dall&#8217;inizio del conflitto fino al maggio del 2026, l&#8217;Unione Europea e i suoi Stati membri hanno mobilitato complessivamente una cifra astronomica che ha ampiamente superato la soglia dei <mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-red-color"><strong>200 miliardi di euro</strong> tra assistenza finanziaria, militare, umanitaria e di gestione dei rifugiati</mark>. <strong>Bruxelles si è trasformata nel principale polmone finanziario per la sopravvivenza dell&#8217;apparato statale ucraino, specialmente a seguito del progressivo stallo e disimpegno dei finanziamenti diretti da parte di Washington con il cambio di amministrazione statunitense</strong>. Questa immensa massa di denaro non è stata destinata a investimenti produttivi, ma è servita in gran parte a coprire direttamente il deficit di bilancio di Kiev, pagando stipendi pubblici e pensioni, e a <strong><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-red-color">sostenere la macchina bellica attraverso meccanismi di debito comune e fondi intergovernativi che hanno di fatto aggirato i rigidi parametri di austerità normalmente imposti ai cittadini europei</mark></strong>.</p>



<h3 id="il-ruolo-dell-italia-e-la-trappola-dei-costi-occulti">Il ruolo dell&#8217;Italia e la trappola dei costi occulti</h3>



<p class="has-medium-font-size">All&#8217;interno di questo quadro continentale, il posizionamento dell&#8217;Italia si sviluppa lungo un binario di forte opacità documentale, spesso denunciato dagli osservatori indipendenti sulle spese militari come<strong> l&#8217;Osservatorio Mil€x</strong>. La narrazione istituzionale tende a ridimensionare l&#8217;impegno italiano, quantificando il solo supporto militare bilaterale diretto in circa 3 miliardi di euro stanziati attraverso la successione dei decreti interministeriali prorogati fino a oggi (vedi anche <a href="https://www.francescocappello.com/2024/03/07/la-meloni-arruola-litalia-e-gli-italiani-agli-ordini-di-zelensky-su-richiesta-di-biden-calpestando-la-costituzione/">LA MELONI ARRUOLA L’ITALIA E GLI ITALIANI AGLI ORDINI DI ZELENSKY, SU RICHIESTA DI BIDEN, CALPESTANDO LA COSTITUZIONE</a>). Questa stima rappresenta tuttavia solo una frazione del costo reale scaricato sulla collettività. Secondo molte stime accreditate supera i 15 miliardi di euro. I decreti che regolano l&#8217;invio dei materiali bellici sono infatti <strong>coperti dal segreto di Stato</strong>, il che impedisce un reale controllo parlamentare e sociale sulla natura delle forniture. Inoltre, non viene quasi mai calcolato il cosiddetto <strong>valore di sostituzione</strong>: la cessione di sistemi d&#8217;arma complessi e ad altissima tecnologia estratti dai nostri arsenali, come i sistemi di difesa aerea Samp-T e le relative munizioni Aster dal costo di milioni di euro per singolo vettore, costringe lo Stato italiano a pianificare riacquisti ex novo presso l&#8217;industria privata della difesa a prezzi correnti fortemente gonfiati dall&#8217;inflazione bellica, generando un imponente trasferimento di liquidità pubblica verso i bilanci dei colossi industriali del comparto militare.</p>



<h3 id="l-asimmetria-sociale-e-il-dividendo-dei-mercati">L&#8217;asimmetria sociale e il dividendo dei mercati</h3>



<p class="has-medium-font-size">Alla spesa strettamente militare e bilaterale va aggiunta la pesante <strong>quota di partecipazione italiana ai canali multilaterali di assistenza</strong>. In quanto terzo contribuente netto al bilancio dell&#8217;Unione Europea, l&#8217;Italia co-finanzia in via proporzionale i giganteschi <strong>programmi di assistenza macrofinanziaria europei</strong>, tra cui i piani pluriennali da decine di miliardi e i prestiti internazionali garantiti dagli interessi sui fondi sovrani russi congelati nelle piazze finanziarie europee. Questo drenaggio permanente di risorse configura una macroscopica asimmetria politica e sociale. Mentre i servizi essenziali interni, la sanità pubblica, la scuola e i salari reali della popolazione italiana subiscono gli effetti di costanti tagli lineari e politiche di rigore in nome del risanamento dei conti pubblici, <strong>i canali per il finanziamento a fondo perduto della guerra rimangono flessibili e privi di tetti massimi</strong>. Si è strutturato così un modello in cui il rischio economico e il debito pubblico vengono interamente socializzati a carico dei contribuenti e dei lavoratori, mentre i futuri dividendi legati alla privatizzazione degli asset strategici e alla ricostruzione dell&#8217;Ucraina restano saldamente opzionati dalle grandi centrali della speculazione finanziaria internazionale [2].</p>



<h3 id="il-buco-nero-del-collaborazionismo-finanziario-corruzione-strutturale-e-totalitarismo-sotto-il-velo-dello-stato-marziale">Il buco nero del collaborazionismo finanziario: corruzione strutturale e totalitarismo sotto il velo dello stato marziale</h3>



<p class="has-medium-font-size">Il prolungamento indefinito del conflitto in Ucraina ha svelato la natura profonda del legame che unisce le élite politiche di Kiev e i flussi di capitale riversati dall&#8217;Occidente. Quello che viene spacciato per un generoso programma di sostegno alla sovranità nazionale si è configurato, viceversa, come un gigantesco sistema di collaborazionismo finanziario transnazionale. In questo schema, <strong><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-red-color">le risorse estratte dalle economie europee tramite il debito comune non servono a edificare la difesa di una democrazia, ma alimentano una vera e propria idrovora oligarchica</mark></strong>. Il potere dei vecchi oligarchi è stato drasticamente ridimensionato dalla distruzione fisica dei loro asset industriali e dalle sanzioni, ma <strong>questo vuoto non è stato colmato da un mercato libero e trasparente, bensì da una nuova élite burocratica e militare strettamente legata alla gestione dei flussi finanziari internazionali</strong>. La prolungata vigenza dello stato di guerra ha reso permanente la sospensione a tempo indeterminato delle consultazioni elettorali presidenziali e parlamentari ha congelato il quadro politico, concentrando il potere decisionale effettivo nelle mani dell&#8217;amministrazione presidenziale e dell&#8217;apparato di sicurezza nazionale. Il pluralismo politico e il dibattito democratico sono totalmente compressi; l&#8217;informazione televisiva rimane centralizzata sotto lo schema del &#8220;Telethon a reti unite&#8221;, uno strumento di controllo editoriale statale che limita lo spazio per le voci dissenzienti o per una critica radicale alla gestione del conflitto. <strong><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-red-color">Lo stato marziale, lungi dall&#8217;essere una misura temporanea di sicurezza eccezionale, è divenuto lo scudo giuridico e repressivo perfetto per blindare un sistema di corruzione sistemica, sterilizzando alla radice ogni residua possibilità di dissenso interno, di controllo sindacale o di controllo democratico sui flussi economici</mark></strong>.</p>



<h3 id="la-genesi-del-modello-i-fattori-conosciuti-della-parassitizzazione-statale">La genesi del modello: I fattori conosciuti della parassitizzazione statale</h3>



<p class="has-medium-font-size">Per comprendere l&#8217;attuale livello di decomposizione delle istituzioni ucraine, occorre ricordare come la corruzione non sia un fenomeno emergenziale o esogeno, ma la spina dorsale stessa su cui si è retto l&#8217;apparato statale post-Maidan. Prima ancora dell&#8217;escalation militare, i centri studi indipendenti e le inchieste giornalistiche avevano ampiamente documentato i fattori classici di questa parassitizzazione. Si trattava della sistematica spartizione dei beni pubblici operata dalle dinastie oligarchiche, della <strong>conversione dei ministeri chiave, in primis quello della Difesa, in stazioni appaltanti private votate alla falsificazione dei costi di approvvigionamento</strong>, e della costante distrazione degli “aiuti umanitari” verso i mercati neri internazionali. Questo consolidato ecosistema criminale ha trovato nei primi anni di guerra un&#8217;incredibile opportunità di espansione, <strong>capitalizzando sull&#8217;assenza originaria di tracciabilità delle forniture occidentali</strong> e trasformando l&#8217;emergenza logistica in un formidabile moltiplicatore di profitti privati per la classe dirigente protetta dal governo.</p>



<h3 id="il-buco-nero-del-bilancio-i-report-del-2026-e-il-fallimento-del-controllo-esterno">Il buco nero del bilancio: I report del 2026 e il fallimento del controllo esterno</h3>



<p class="has-medium-font-size">Le rassicurazioni retoriche di Bruxelles e Washington sulla presunta trasparenza nella gestione dei fondi europei e statunitensi sono state sonoramente smentite dai dati e dai monitoraggi emersi nei primi mesi del 2026.</p>



<p class="has-medium-font-size">Ecco il verdetto degli ispettori internazionali:</p>



<p class="has-medium-font-size">Il <strong><em>Semiannual Report del USAID Office of Inspector </em></strong><em><strong>General</strong></em>, formalizzato proprio nel mese di maggio 2026, ha ammesso esplicitamente che i meccanismi di supervisione sui miliardi di dollari erogati come supporto diretto al bilancio di Kiev offrono una garanzia estremamente limitata sul fatto che tali contributi siano utilizzati per le finalità previste, configurando una totale opacità nella gestione dei fondi fiduciari.</p>



<p class="has-medium-font-size">A confermare questa traiettoria di assoluta stagnazione interviene il <strong><em>Corruption Perceptions Index di Transparency International</em></strong>, che colloca l&#8217;Ucraina a un deprimente <strong><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-red-color">104° posto a livello globale</mark></strong> <mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-red-color">con un punteggio di appena <strong>36 su 100</strong></mark>. Questo dato certifica un quadro di immobilismo strutturale dove <strong>i rari processi farsa e le rimozioni coreografiche di funzionari di secondo piano</strong> non rappresentano una reale volontà di risanamento, ma <strong>pura cosmesi politica orchestrata per non spaventare i donatori internazionali</strong>, mentre i canali primari della finanza armata continuano a inghiottire liquidità pubblica senza restituire alcuna rendicontazione reale.</p>



<h3 id="la-fusione-tra-la-mercificazione-dell-essere-umano-e-la-mercenarizzazione-dell-apparato-pubblico-nello-stato-marziale-il-racket-del-reclutamento-coatto">La fusione tra la mercificazione dell&#8217;essere umano e la mercenarizzazione  dell&#8217;apparato pubblico nello stato marziale: Il racket del reclutamento coatto</h3>



<p class="has-medium-font-size">La quota di cittadini che vivono al di sotto del minimo di sussistenza è aumentata enormemente dall&#8217;inizio del conflitto, creando una massa di nuovi poveri che grava su un sistema di welfare statale fragile e quasi interamente dipendente dalle risorse delle ONG e dei programmi di assistenza internazionali. <strong><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-red-color">La quota di popolazione ucraina che vive al di sotto della soglia di povertà nazionale ha raggiunto il 41,6%</mark></strong>. L&#8217;intersezione più drammatica e perversa tra il regime di eccezione giuridica e l&#8217;arricchimento illecito si manifesta oggi nella gestione della <strong>mobilitazione militare forzata</strong> a cui si è precedentemente accennato. Sotto la copertura dello stato marziale, che vieta l&#8217;espatrio e sospende i diritti costituzionali fondamentali dei lavoratori e dei cittadini, la salvezza biologica individuale è diventata una merce costosa. Le mastodontiche operazioni di polizia condotte nelle scorse settimane, che hanno visto oltre quaranta raid simultanei in sedici diverse regioni del Paese, hanno scoperchiato una <strong>rete tentacolare gestita dai Centri Territoriali di Reclutamento e dalle Commissioni Mediche Militari</strong>. I funzionari statali, abusando del potere assoluto di vita e di morte conferito loro dai decreti governativi, hanno strutturato <strong>un vero e proprio mercato dei visti di esenzione e delle riforme mediche false, estorcendo ai cittadini cifre astronomiche comprese tra i tremila e i trentamila dollari per evitare il fronte</strong> o per garantire un posizionamento fittizio nelle retrovie con l&#8217;appropriazione indebita degli stipendi militari. Questo dimostra che <strong><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-red-color">lo stato marziale si è convertito in una macchina economica spietata, dove la classe svantaggiata viene prelevata con la forza per strada, mentre le borghesie e i funzionari corrotti accumulano patrimoni illeciti protetti dall&#8217;impunità della legge marziale</mark></strong>.</p>



<h3 id="l-assolutismo-esecutivo-e-la-liquidazione-dello-spazio-civico">L&#8217;assolutismo esecutivo e la liquidazione dello spazio civico</h3>



<p class="has-medium-font-size">Questo immenso apparato di malversazione finanziaria necessita intrinsecamente di una struttura politica autoritaria per poter sopravvivere senza incontrare resistenze sociali.&nbsp;</p>



<p class="has-medium-font-size">I ministri ucraini della giustizia e dell’energia si sono dimessi nel novembre 2025 nell’ambito di uno dei più gravi scandali di corruzione dall’invasione russa: la procura anticorruzione aveva smantellato un vasto sistema di tangenti nel settore energetico, orchestrato da un collaboratore stretto del presidente (vedi <a href="https://www.francescocappello.com/2025/11/16/lidiocrazia-europea-continua-a-foraggiare-masochisticamente-il-sistema-politico-ucraino-corrotto-e-pericolosissimo/">L’idiocrazia europea continua a foraggiare masochisticamente il sistema politico ucraino, corrotto e pericolosissimo</a>).</p>



<p class="has-medium-font-size">Come evidenziato anche dalle analisi del <em><strong>Freedom House Country Report</strong></em>, il potere esecutivo a Kiev ha utilizzato lo stato di guerra permanente per accentrare ogni funzione di controllo e neutralizzare i contropoteri istituzionali. I tentativi sistematici di sottoporre i corpi speciali anticorruzione, come il <strong><em>Bureau Nazionale Anticorruzione</em></strong>, sotto la diretta influenza della presidenza testimoniano la volontà politica di impedire qualsiasi indagine che possa lambire i vertici del potere politico o <strong>i grandi fondi d&#8217;investimento speculativi internazionali che gestiscono il debito del Paese</strong> [2]. <strong><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-red-color">Attraverso la militarizzazione dell&#8217;informazione, il divieto di sciopero e di associazione sindacale, e la totale censura operata sui media unificati, il collaborazionismo finanziario tra le oligarchie locali e i mercati finanziari occidentali ha edificato un modello di autoritarismo perfetto, in cui la distruzione dei diritti sociali interni e il sacrificio della popolazione civile camminano di pari passo con la tutela geometrica dei profitti della speculazione transatlantica</mark></strong>.</p>



<p class="has-medium-font-size">Questo conflitto provocato sfacciatamente dall’Occidente nel tentativo riuscito di interrompere violentemente il virtuoso rapporto tra URSS prima, e Federazione russa poi, con l’Unione europea e di rinnovare e riaffermare l’egemonia unipolare anglo statunitense serve, in ultima analisi, esclusivamente a rigenerare i profitti del complesso militare-industriale e a sostenere coattivamente l&#8217;egemonia del dollaro e dei grandi mercati finanziari. <br>L&#8217;unica via d&#8217;uscita risiede nel blocco immediato del foraggiamento bellico, nel rifiuto radicale della logica del debito e nella restituzione dell&#8217;economia al suo unico scopo legittimo, ovvero la risposta ai bisogni interni, sociali e reali delle popolazioni. Soprattutto togliere il sostegno ai quadri politici guerrafondai europei prima che sia troppo tardi e che l’intera Europa diventi una sola cosa con l’Ucraina ed il suo tragico destino. </p>



<p class="has-normal-font-size">[1] Ecco come funziona la “spartizione delle macerie”:<br><strong>Il meccanismo del debito come leva</strong><br>L’Ucraina, devastata dalla guerra, ha bisogno di soldi urgentemente. Li chiede in prestito a FMI, Banca Mondiale, fondi privati. I prestiti di queste istituzioni sono però sempre accompagnati dalle cosiddette “condizionalità”: liberalizzazioni economiche e privatizzazione dei beni pubblici. Questo significa che gli asset statali devono essere venduti ai grandi gruppi privati secondo le logiche del mercato. In pratica sarebbe come se qualcuno ti prestasse soldi per rifare casa, ma pretendesse in cambio il diritto di comprare i tuoi mobili a prezzo scontato.<br><strong>Le privatizzazioni forzate</strong><br>La guerra ha cambiato le carte in tavola: se in un primo momento i favoriti alle privatizzazioni erano considerati gli oligarchi ucraini, ora in <em>pole position</em> ci sono i grandi player internazionali. Il settore agricolo è l’esempio più clamoroso: l’Ucraina ha circa 43 milioni di ettari di terra fertile coltivabile (è sempre stata considerata il granaio d’Europa) e come tale soggetta alle mire di attori esterni. <br><strong>L’impegno a tagliare il debito: una trappola</strong><br>Già nel 2023 il governo ucraino si era impegnato con gli investitori a riportare il rapporto debito/PIL sotto il 60% entro il 2033.  Per farlo, un paese devastato, che ha perso infrastrutture, industrie, ospedali e scuole, sarà costretto ad applicare tagli feroci alla spesa pubblica (la cosiddetta austerità) e a vendere tutto il vendibile.<br><strong>Chi sono i protagonisti</strong><br>BlackRock (il più grande investitore al mondo) e JPMorgan (la più grande banca) non hanno nel mirino solo la ricostruzione dell’Ucraina, ma anche il settore pubblico ucraino, destinato ad essere privatizzato.<br>[2] L’Unione Europea ha varato il suo 21° pacchetto di sanzioni contro la Russia. L’energia costa di più a causa della guerra all’Iran, voluta da Trump e Netanyahu, che ha causato il blocco dello stretto di Hormuz e che continua ora &#8211; così ci dicono &#8211; nel tentativo di riaprirlo. Ed ecco il problema: il tetto automatico imposto dall’Unione Europea (ideona di Draghi) al petrolio russo si alza; il che significa che Mosca, non sia mai, incasserebbe di più. Il meccanismo attuale è infatti automatico; ogni sei mesi il tetto si aggiorna automaticamente, restando al 15% sotto il prezzo medio del greggio russo Urals. Se i prezzi globali salgono per via della guerra in Iran, il tetto si alza di conseguenza — e la Russia incassa di più ma ecco la soluzione geniale della commissione UE: congelare il tetto. Così la Russia che vende tranquillamente il suo petrolio che prima destinava all’Europa a Cina e India e ad altri a prezzi di mercato, non guadagna di più grazie a noi ma guadagna di più senza di noi… Nel frattempo, in Europa le industrie chiudono o si trasferiscono perché l’energia costa troppo, gli operai vengono messi in cassa integrazione o licenziati, il PIL ristagna o arretra, l’inflazione sale e non perché i cittadini spendano troppo, ma perché l’energia costa troppo… la domanda interna collassa e in questo stato di cose ecco quelle menti luminosi della banca centrale europea che pensano già di alzare i tassi di interesse (il costo del denaro) per combattere questa inflazione da costi con strumenti pensati per l’inflazione da domanda: come tentare di dimagrire amputandosi un arto… I debiti pubblici di conseguenza cresceranno ancora più velocemente, ed ecco arrivare puntuale il Patto di Stabilità a imporre austerity, togliendo risorse proprio quando servirebbe sostenere famiglie e imprese per tentare di uccidere il malato che si voleva curare e che si ostina a sopravvivere… Ventuno pacchetti e la guerra è ancora lì. L’economia europea è in fase di estinzione e con quanto prima (si spera) anche l’Unione. </p>



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		<title>L&#8217;idiocrazia europea continua a foraggiare masochisticamente il sistema politico ucraino, corrotto e pericolosissimo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesco Cappello]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 16 Nov 2025 18:45:02 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style='display:none;' class='shareaholic-canvas' data-app='share_buttons' data-title='L&#039;idiocrazia europea continua a foraggiare masochisticamente il sistema politico ucraino, corrotto e pericolosissimo' data-link='https://www.francescocappello.com/2025/11/16/lidiocrazia-europea-continua-a-foraggiare-masochisticamente-il-sistema-politico-ucraino-corrotto-e-pericolosissimo/' data-app-id-name='category_above_content'></div>
<h2 id="corruzione-e-fallimento-del-sistema-politico-ucraino-scomparsa-massiccia-di-armamenti-mala-gestione-del-settore-energetico-reclutamento-coatto-atti-di-sabotaggio-a-danno-della-ue"><strong>Corruzione e fallimento del sistema politico ucraino</strong>: scomparsa massiccia di armamenti, mala gestione del settore energetico, reclutamento coatto, atti di sabotaggio a danno della Ue</h2>



<p class="has-medium-font-size">L&#8217;Italia, al seguito dell&#8217;Unione europea, decise da subito di schierarsi a fianco dell&#8217;Ucraina inviando armi e supporto finanziario. Il nostro paese continua a contribuire con un <strong>sostegno diretto al bilancio ucraino, con prestiti agevolati, aiuti umanitari, accoglienza rifugiati ed aiuti militari</strong>, questi ultimi per un valore complessivo <strong>superiore al miliardo</strong>. <br>Il totale stimato per gli aiuti europei ha ormai superato i <strong>200 miliardi di euro</strong> [1]. Dal 2022 l&#8217;Ucraina è diventato il maggiore importatore di armi al mondo.   <br>Molti di questi finanziamenti sono stati tratti orwellianamente dal <strong>Fondo Europeo per la Pace</strong> a contribuzione obbligatoria in modo che i singoli paesi membri non potessero rifiutare il loro utilizzo in Ucraina.</p>



<p class="has-medium-font-size">Pangea Grandangolo aveva denunciato, sin dall&#8217;inizio del conflitto, il rischio di sparizione di un numero impressionante di armi destinate poi al mercato nero:</p>



<figure class="wp-block-embed alignleft is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
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<p class="has-medium-font-size">Ad oggi <strong>secondo il Ministero dell’Interno ucraino</strong>, <a href="https://www.analisidifesa.it/2025/10/quasi-mezzo-milione-di-armi-portatili-sono-scomparse-in-ucraina-dallinizio-della-guerra/">citato da <em>Analisi Difesa</em></a>, tra febbraio 2022 e settembre 2025 risultano smarrite o rubate <strong>491.426 armi portatili</strong> ­– tra cui fucili d’assalto, pistole, mitragliatrici e lanciagranate che riappaiono successivamente in giro per il mondo in Sudamerica, Africa, Asia ecc. &nbsp;<a href="https://www.analisidifesa.it/2025/10/quasi-mezzo-milione-di-armi-portatili-sono-scomparse-in-ucraina-dallinizio-della-guerra/">https://www.analisidifesa.it/2025/10/quasi-mezzo-milione-di-armi-portatili-sono-scomparse-in-ucraina-dallinizio-della-guerra/</a><br>Di queste, oltre 149.000 sono fucili d’assalto, e ci sono quasi 21.000 pistole Makarov. Secondo i dati, il 94% dei casi è registrato come “smarrimento” piuttosto che furto denunciato&#8230; &nbsp;<br>Organizzazioni criminali e clan mafiosi sono indicati quali potenziali beneficiari di tali armi: alcuni reportage parlano della loro possibile circolazione sui mercati neri, perché finite in mano a organizzazioni criminali o milizie irregolari. <br>Questo quadro è ovviamente foriero di una minaccia transnazionale qualora queste armi venissero reimmesse in circolazione ad uso criminale o terroristico.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-wp-embed is-provider-infosannio wp-block-embed-infosannio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="wp-embedded-content" data-secret="jZKZ4Qm0Ya"><a href="https://infosannio.com/2025/10/27/kiev-e-un-colabrodo-in-tre-anni-e-mezzo-spariti-dallucraina-mezzo-milione-di-mitra-fucili-pistole/">Kiev è un colabrodo: in tre anni e mezzo spariti dall’Ucraina mezzo milione di mitra, fucili,&nbsp;pistole</a></blockquote><iframe class="wp-embedded-content" sandbox="allow-scripts" security="restricted" title="&#8220;Kiev è un colabrodo: in tre anni e mezzo spariti dall’Ucraina mezzo milione di mitra, fucili,&nbsp;pistole&#8221; &#8212; infosannio " src="https://infosannio.com/2025/10/27/kiev-e-un-colabrodo-in-tre-anni-e-mezzo-spariti-dallucraina-mezzo-milione-di-mitra-fucili-pistole/embed/#?secret=zn7tSkVQMa#?secret=jZKZ4Qm0Ya" data-secret="jZKZ4Qm0Ya" width="600" height="338" frameborder="0" marginwidth="0" marginheight="0" scrolling="no"></iframe>
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<p class="has-medium-font-size"><strong>Corruzione nel settore energetico</strong><br><a href="https://www.independent.co.uk/news/world/europe/ukraine-zelensky-corruption-scandal-minister-resignation-b2864287.html">Un secondo scandalo</a> di grande portata riguarda il settore energetico ucraino, che è diventato teatro di un’inchiesta anticorruzione da circa <strong><a href="https://www.scmp.com/news/world/russia-central-asia/article/3332552/ukraine-ministers-resign-over-us100-million-energy-corruption-scandal">100 milioni di dollari</a></strong>. <strong>L’Ufficio nazionale anticorruzione ucraino (NABU), affiancato dal Procuratore specializzato (SAPO)</strong>, ha avviato un’indagine che ha portato a oltre <strong>70 perquisizioni</strong>,<mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-red-color"> accuse di riciclaggio, mazzette e abuso d’ufficio</mark>. Tra gli indagati persone vicine a Volodymyr Zelensky, in particolare <strong>Timur Mindich</strong>, un suo stretto collaboratore. Alla luce di queste accuse, il presidente <a href="https://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/2025/11/12/zelensky-chiede-dimissioni-ministri-per-scandalo-corruzione_52c6d356-4dd5-4f9c-9499-9c31a7f9fb1e.html">Zelensky ha chiesto le </a><strong><a href="https://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/2025/11/12/zelensky-chiede-dimissioni-ministri-per-scandalo-corruzione_52c6d356-4dd5-4f9c-9499-9c31a7f9fb1e.html">dimissioni di due ministri</a>: la ministra dell’Energia <em>Svitlana Hrynchuk</em> e il ministro della Giustizia <em>German Galushchenko</em></strong>. In effetti, il 12 novembre 2025 entrambi <a href="https://www.pbs.org/newshour/world/top-ukrainian-ministers-submit-their-resignations-as-major-corruption-scandal-unfolds">hanno presentato le proprie dimissioni</a>. <br>Secondo gli inquirenti, il sistema di corruzione utilizzava contratti con l’azienda statale per l&#8217;energia atomica, <strong><em>Energoatom</em></strong>: appaltatori venivano costretti a restituire percentuali ossia <strong>tangenti </strong>(“kickback”)<strong> tra il 10% e il 15%</strong>, secondo le conversazioni intercettate. Questo <strong>scandalo non è solo economico</strong>. Esso accade, infatti, <strong>in un momento in cui il Paese vive blackout ingenti a causa degli attacchi russi</strong>, il che rende il tradimento particolarmente grave agli occhi dell’opinione pubblica e degli alleati internazionali. &nbsp;Vedi il <a href="https://www.washingtonpost.com/business/2025/11/12/russia-ukraine-war-corruption-scandal/820fa7cc-bfbb-11f0-8eee-a78486b4c797_story.html">WP</a><br>La gravità dell’inchiesta ha suscitato fondati sospetti sull’influenza oligarchica e sulle reti di potere che collegano figure politiche di alto livello a interessi economici. &nbsp;Vedi anche l&#8217;<a href="https://www.internazionale.it/ultime-notizie/2025/11/13/ucraina-scandalo-corruzione">Internazionale</a> </p>



<p class="has-medium-font-size"><strong>L’accusa legata al sabotaggio</strong><br>Forse la più esplosiva delle accuse riguarda il <a href="http://www.ansa.it/nuova_europa/it/notizie/rubriche/energia/2025/11/10/wsj-ex-capo-ucraino-zaluzhny-dietro-sabotaggio-nord-stream_bc003f6e-7f91-4a68-93f6-4e539e7467df.html">coinvolgimento militare ucraino</a> nel sabotaggio dei gasdotti Nord Stream nel Mar Baltico. <strong>Secondo indagini della giustizia tedesca</strong>, citate da fonti come il <em>Wall Street Journal</em> e rilanciate da agenzie come ANSA, una <strong>unità militare ucraina d’élite</strong> <strong>è stata comandata dall’allora capo delle forze armate ucraine</strong>, <strong>Valeriy Zaluzhny</strong>, per portare a termine l’attacco con l’obiettivo dichiarato di colpire le entrate economiche della Russia e indebolire i legami energetici con la Germania, l&#8217;Italia e l&#8221;Unione in generale. &nbsp;Vedi anche <a href="https://www.ilfattoquotidiano.it/in-edicola/articoli/2025/11/11/nord-stream-il-comandante-di-kiev-guido-il-sabotaggio/8191509/">il Fatto Quotidiano</a></p>



<p><strong>Il peggioramento del Corruption Perception Index dell&#8217;Ucraina</strong><br>Nel <strong>2022</strong>, secondo <a href="https://ti-ukraine.org/en/research/corruption-perceptions-index-2024/">Transparency International Ukraine</a>, il paese ha ottenuto <strong>33 punti su 100</strong> nel Corruption Perception Index, collocandosi al <strong>116° posto</strong>. Nel <strong>2023</strong> la situazione è migliorata: l’Ucraina ha raggiunto <strong>36 punti</strong>, salendo al <strong>104° posto</strong>. Nel <strong>2024</strong>, però, il punteggio è leggermente sceso a <strong>35 punti</strong>, con una posizione che è arretrata al <strong><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-red-color">105° posto</mark></strong>. Nel complesso, dunque, la percezione della corruzione mostra un miglioramento nel passaggio dal 2022 al 2023, seguito da una lieve regressione nel 2024 secondo i dati ufficialmente riportati da Transparency International Ukraine. <br>Secondo l’indicatore <strong><a href="https://www.theglobaleconomy.com/Ukraine/wb_corruption/">“Control of Corruption”</a></strong> della Banca Mondiale / World Governance Indicators, l’Ucraina ha un valore di −0,69 (su una scala da −2,5 a +2,5) nel 2023, che è peggiorato rispetto al −0,63 del 2022. &nbsp;<br>Nel “<a href="https://nazk.gov.ua/wp-content/uploads/2023/05/KORUPTSIYA-V-UKRAYINI-2022-analitychnyj-zvit_Engl_final.pdf">Rapporto analitico sulla corruzione in Ucraina 2022</a>” della NAPK (National Agency on Corruption Prevention), emerge che l’81,1% della popolazione crede che la corruzione sia <strong>abbastanza o molto diffusa</strong>.&nbsp;</p>



<p>A seguire alcuni <strong>studi accademici (2024-2025)</strong> che confermano che la corruzione in Ucraina non è solo percepita, ma è strutturale: coinvolge le istituzioni pubbliche, le élite politiche e amministrative, e il livello locale.&nbsp;</p>



<p>Essi analizzano la corruzione in Ucraina e mostrano criticità strutturali molto concrete:</p>



<p><strong>“<a href="https://link.springer.com/article/10.1007/s10611-024-10191-5">Trust as a weapon of war</a>: fighting corruption and corporate crime in Ukraine”</strong> — pubblicato su <em>Crime, Law and Social Change</em> (gennaio 2025). Gli autori mostrano come le élite politiche sfruttino la guerra per manipolare la fiducia sociale e perpetuare la corruzione, con riforme anticorruzione che non agiscono realmente sulle reti di potere. &nbsp;</p>



<p> <strong>“<a href="https://www.eu-scientists.com/index.php/pmap/article/view/270">Anti‑corruption measures in the public administration system of Ukraine</a>”</strong> — articolo del 2025 che analizza le agenzie anticorruzione (NABU, NACP, SAP, HACC) e conclude che le misure adottate rimangono inefficaci a causa di scarsa cooperazione tra istituzioni e debole trasparenza. &nbsp;</p>



<p><strong>“<a href="https://www.eu-scientists.com/index.php/pmap/article/view/6">Anti‑corruption strategies in public administration: challenges and prospects for Ukraine</a>”</strong> (2024) — lo studio evidenzia che, nonostante l’esistenza di organi anticorruzione, persistono problemi significativi nella giustizia, negli appalti e nella tassazione, aggravati dalla guerra e dalla ricostruzione. &nbsp;</p>



<p><strong>“<a href="https://journals.uran.ua/journal-vjhr/article/view/325821">Corruption prevention in Ukraine: literature review in Scopus database (1991–2024)</a>”</strong> — una “scoping study” bibliometrica (2024) che fotografa lo stato della ricerca accademica sulla prevenzione della corruzione, sottolineando come molti studi indichino lacune nell’applicazione delle pratiche internazionali e nella capacità istituzionale di prevenire la corruzione. &nbsp;</p>



<p><strong>“<a href="https://www.businessperspectives.org/index.php/journals/public-and-municipal-finance/issue-466/interrelations-between-transparency-of-local-authorities-and-corruption-evidence-from-municipal-surveys-in-ukrainian-regional-cities">Interrelations between transparency of local authorities and corruption: Evidence from municipal surveys in Ukrainian regional cities”</a></strong> — studio del 2024 che mostra che la trasparenza nei governi locali è fortemente correlata ai livelli di corruzione: nelle città regionali ucraine, dove la trasparenza è bassa, la corruzione appare più radicata. &nbsp;</p>



<p class="has-medium-font-size"><strong>Il peggioramento del Global democratic index dell&#8217;Ucraina</strong><br>Nel <strong>2022</strong> l’Ucraina si trovava all’87° posto del <a href="https://cdn2.opendemocracy.net/media/documents/EIU_Democracy_Index_2023.pdf">Global Democracy Index</a>, con un punteggio di <strong>5,42/10</strong>, ed era classificata come “regime ibrido”. Nel <strong>2023</strong> la sua posizione è peggiorata, scendendo al 91° posto con un punteggio di <strong>5,06/10</strong>. Nel <strong>2024</strong> il declino è proseguito: l’Ucraina ha infatti ottenuto <strong>4,90/10</strong>, collocandosi al <mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-red-color">92° posto</mark> e mantenendo la stessa classificazione. In sintesi, negli ultimi tre anni la valutazione della qualità democratica del paese secondo l’Economist Intelligence Unit è andata gradualmente peggiorando.&nbsp;Ricordiamo che l&#8217;attuale Presidente ha sciolto <strong>11 partiti di opposizione</strong> (compreso il secondo per dimensione), impedito l&#8217;uso della lingua russa, censurato la cultura russa (arrivando a bruciare i libri di cultura russa in piazza), ha posto la magistratura al suo servizio e ha creato un&#8217;unica piattaforma statale alla stampa sotto il rigido controllo governativo. </p>



<p class="has-medium-font-size"><strong>Fallimento strategico e militare</strong><br>Oltre ai problemi di corruzione, Kiev, se da una parte riconosce la difficoltà (leggi impossibilità) a riconquistare tutti i territori persi, dall&#8217;altra vorrebbe abbassare l&#8217;età di leva a 22 anni rischiando di mandare al macello altri 300 mila giovani ucraini.<br>Zelensky ha dichiarato che la <a href="https://censor.net/en/news/3584900/zelenskyy-calls-mobilization-expansion-one-of-ukraine-s-most-difficult-challenges">mobilitazione di 30.000 uomini</a> al mese non è sufficiente, e che i partner europei chiedono un'&#8221;accelerazione del ritmo di mobilitazione&#8221; ottenibile come il sindaco di Kiev, Klitschko, ha già iniziato a dire, abbassando l&#8217;età di leva <strong>da 25 a 22 anni</strong>.&nbsp;Se ciò venisse fatto, le Forze Armate ucraine potrebbero teoricamente ricevere fino a <strong><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-red-color">300.000 giovani</mark></strong> soldati in più.</p>



<p class="has-medium-font-size">In pratica altri trecentomila caduti invano e la fine di ogni prospettiva demografica dell&#8217;Ucraina.</p>



<p class="has-medium-font-size">Si tenga inoltre presente che secondo un’inchiesta del quotidiano El País, ripresa da fonti di analisi militare come <em><a href="https://it.infodefense.press/2025/09/25/la-situazione-della-mobilitazione-in-ucraina-sta-assumendo-un-carattere-di-crisi-circa-15-milioni-di-uomini-in-eta-di-leva-evitano-il-servizio-militare-el-pais/">infodefense</a></em>, è in atto in Ucraina una vera e propria crisi di mobilitazione in Ucraina con<strong> <mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-red-color">1,5 milioni di renitenti alla leva</mark></strong>. Secondo queste fonti, molti uomini ucraini avrebbero eluso la leva attraverso l&#8217;espatrio illegale, la corruzione medica per ottenere certificati di inidoneità, nascondendosi o cambiando residenza, ecc. <br>L’Ucraina ha inoltre registrato, secondo <em>Ukrainska Pravda</em> circa<mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-red-color"> <a href="https://www.notiziegeopolitiche.net/ucraina-cresce-in-modo-esponenziale-il-numero-dei-disertori/"><strong>290.000 procedimenti penali per diserzione</strong></a></mark> o abbandono non autorizzato dal 2022 al 2025.  </p>



<p class="has-medium-font-size">Un rappresentante del governo ucraino ha dichiarato che <strong><a href="https://www.reuters.com/world/europe/kyiv-recognises-it-cant-recapture-all-occupied-territory-by-force-now-official-2025-03-13/">non è realisticamente possibile riprendere al momento tutta la terra occupata</a></strong> solo con mezzi militari.&nbsp;Questa presa di posizione contrasta con le aspettative di molti leader occidentali che avevano ribadito il sostegno a un’Ucraina vincente e in grado di riconquistare i suoi territori in piena contraddizione con i resoconti dal fronte che parlano degli avanzamenti russi. In pratica la guerra sul campo di battaglia è ormai persa. Le truppe russe hanno guadagnato terreno in aree strategiche come la zona di Kherson, mentre le forze ucraine sono state costrette a ritirarsi da villaggi nei dintorni di Zaporižja, lungo il fronte ovest di Kupiansk. Si registra la caduta di Pokrovsk, un importante snodo logistico e strategico del Donetsk e ancora a Siversk e Kostantynivka. </p>



<p class="has-medium-font-size">Quanto alla retorica ufficiale, persino il presidente Zelensky ha finalmente ammesso che “la situazione è difficile”, ma per gli analisti più critici la vera diagnosi è più drammatica: non si tratterebbe soltanto di difficoltà tattiche, ma di un problema strategico di lungo termine, in cui la corruzione interna e l’inefficienza mettono a repentaglio l&#8217;esistenza stessa dello Stato. </p>



<p class="has-medium-font-size"><strong>Il sistema politico-mediatico: un velo di omertà?</strong><br>Malgrado il sistema politico-mediatico cerchi di proteggere l’immagine di Kiev dal momento che l’Ucraina dipende molto dal sostegno occidentale, esse sono ormai di ordine pubblico e tuttavia Zelensky continua la sua recita chiedendo altri 140 miliardi di euro&#8230; <br><a href="http://www.ansa.it/nuova_europa/it/notizie/rubriche/politica/2025/11/13/orban-soldi-ue-alla-mafia-di-guerra-dellucraina-follia_d83170f3-6b2a-4795-af38-9d488fc8095b.html">Il primo ministro ungherese&nbsp;Viktor Orbán</a> ha dichiarato: &#8220;È proprio in questo caos che l&#8217;élite di Bruxelles vuole riversare i soldi dei contribuenti europei, dove tutto ciò che non brucia al fronte finisce nelle tasche della mafia militare. Una follia&#8221;.</p>



<p class="has-normal-font-size">[1] &nbsp;<a href="https://www.rsi.ch/info/mondo/Ecco-gli-aiuti-finanziari-e-militari-sinora-forniti-all%E2%80%99Ucraina--2593389.html">RSI Info e il Kiev Institute</a> indicano che l’intero sostegno occidentale (UE, USA, altri) ha superato i 360 miliardi di euro entro la fine del 2024. La parte più consistente di questa cifra è attribuibile all’Europa, soprattutto se si includono garanzie, fondi strutturali e aiuti indiretti. </p>



<p class="has-small-font-size">articoli correlati a cura dell&#8217;autore<br><a href="https://www.francescocappello.com/2025/11/06/il-rischio-nucleare-la-nuova-guerra-fredda/">Il rischio Nucleare. La nuova guerra fredda</a><br><a href="https://www.francescocappello.com/2024/05/16/loccidente-e-le-sue-maggiori-istituzioni-in-un-vicolo-cieco-evolutivo/">L’Occidente e le sue maggiori istituzioni in un vicolo cieco evolutivo</a><br><a href="https://www.francescocappello.com/2022/10/10/la-guerra-bombarda-leuropa/">La guerra bombarda l’Europa</a><br><a href="https://www.francescocappello.com/2025/08/03/il-masochismo-geoeconomico-dellunione-europea/">Il masochismo geoeconomico dell’Unione europea</a><br><a href="https://www.francescocappello.com/2025/07/07/verso-la-distruzione-economica-delleuropa-spese-militari-al-5-del-pil-in-dieci-anni/">Verso la distruzione economica dell’Europa. 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