<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	
	xmlns:georss="http://www.georss.org/georss"
	xmlns:geo="http://www.w3.org/2003/01/geo/wgs84_pos#"
	>

<channel>
	<title>sanzioni energetiche &#8211; Seminare Domande [www.pangeanotizie.it]</title>
	<atom:link href="https://www.francescocappello.com/tag/sanzioni-energetiche/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.francescocappello.com</link>
	<description>Seminare domande in ognuno matura e germina risposte: voce e nuovo potere – Danilo Dolci</description>
	<lastBuildDate>Sun, 08 Mar 2026 16:23:49 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=5.8.2</generator>

<image>
	<url>https://www.francescocappello.com/wp-content/uploads/2018/12/cropped-IMG_5076-1-32x32.jpg</url>
	<title>sanzioni energetiche &#8211; Seminare Domande [www.pangeanotizie.it]</title>
	<link>https://www.francescocappello.com</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
<site xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">159355879</site>	<item>
		<title>Europa a secco. Chi ci guadagna e chi ci perde?</title>
		<link>https://www.francescocappello.com/2026/03/07/europa-a-secco-chi-ci-guadagna-e-chi-ci-perde/</link>
					<comments>https://www.francescocappello.com/2026/03/07/europa-a-secco-chi-ci-guadagna-e-chi-ci-perde/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesco Cappello]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 07 Mar 2026 18:48:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[#natoexit]]></category>
		<category><![CDATA[#perunmondosenzaguerre]]></category>
		<category><![CDATA[crisieconomica]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[FinanzaSpeculativa]]></category>
		<category><![CDATA[geopolitica]]></category>
		<category><![CDATA[Arctic Metagaz]]></category>
		<category><![CDATA[Brent]]></category>
		<category><![CDATA[Derivati]]></category>
		<category><![CDATA[dollaro]]></category>
		<category><![CDATA[ETC]]></category>
		<category><![CDATA[Futures]]></category>
		<category><![CDATA[GNL]]></category>
		<category><![CDATA[Golfo persico]]></category>
		<category><![CDATA[Hormuz]]></category>
		<category><![CDATA[inflazione]]></category>
		<category><![CDATA[Putin]]></category>
		<category><![CDATA[Rigassificatori]]></category>
		<category><![CDATA[sanzioni energetiche]]></category>
		<category><![CDATA[Speculazione finanziaria]]></category>
		<category><![CDATA[stagflazione]]></category>
		<category><![CDATA[Stretto di Hormuz]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.francescocappello.com/?p=17917</guid>

					<description><![CDATA[L&#8217;attuale deriva energetica dell&#8217;Unione Europea rappresenta il coronamento di un suicidio economico annunciato, dove l’ideologia sanzionatoria ha infine prevalso sul realismo geopolitico e sulla memoria storica. Dopo il divieto totale di importazione di petrolio russo nella Ue scattato all&#8217;inizio di quest&#8217;anno, il nuovo pacchetto di restrizioni, formalizzato nel Regolamento (UE) 2026/261, impone un divieto sulle&#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div style='display:none;' class='shareaholic-canvas' data-app='share_buttons' data-title='Europa a secco. Chi ci guadagna e chi ci perde?' data-link='https://www.francescocappello.com/2026/03/07/europa-a-secco-chi-ci-guadagna-e-chi-ci-perde/' data-app-id-name='category_above_content'></div>
<p class="has-medium-font-size">L&#8217;attuale deriva energetica dell&#8217;Unione Europea rappresenta il coronamento di un suicidio economico annunciato, dove l’ideologia sanzionatoria ha infine prevalso sul realismo geopolitico e sulla memoria storica. Dopo il divieto totale di importazione di petrolio russo nella Ue scattato all&#8217;inizio di quest&#8217;anno, il nuovo pacchetto di restrizioni, formalizzato nel <strong>Regolamento (UE) 2026/261</strong>, impone un divieto sulle forniture a breve termine (singole consegne, contratti di fornitura spot di poche settimane o pochi mesi) di gas naturale liquefatto russo a partire dal <strong>25 aprile 2026</strong>, una scelta che appare oggi ancor più chiaramente autolesionista, oltre che tecnicamente folle. Per decenni, il metano russo ha costituito la spina dorsale dello sviluppo industriale europeo, garantendo energia a basso costo e stabilità strategica; recidere questo legame storico in nome di un atlantismo acritico significa condannare il Vecchio Continente a una deindustrializzazione irreversibile.</p>



<p class="has-medium-font-size">La fragilità di questa impalcatura sta definitivamente crollando sotto i colpi dell&#8217;escalation militare in Medio Oriente. L’aggressione condotta da Stati Uniti e Israele contro l’Iran, iniziata il <strong>28 febbraio 2026</strong>, ha innescato una reazione a catena che vede nello stretto di Hormuz il cappio al collo dell&#8217;economia europea. Con la chiusura di questo passaggio vitale, oltre ai danni che stanno subendo fornitori come il Qatar (il complesso di Ras Laffan che soddisfa circa il 20% del fabbisogno globale di GNL è chiuso per danneggiamenti) (vedi nota [1]) e altri, l&#8217;Europa si ritrova improvvisamente privata del GNL qatariota, proprio mentre si ostina a sbarrare la porta all&#8217;unico fornitore che, per geografia e infrastrutture, potrebbe garantire la sopravvivenza del sistema produttivo continentale. È il paradosso perfetto: l&#8217;Europa si priva del gas russo per compiacere alleati che, con le loro azioni belliche, le precludono contemporaneamente l&#8217;accesso alle rotte alternative del Golfo Persico. Si aggiunga, nel caso dell&#8217;Italia, che l&#8217;interscambio con l&#8217;Iran, malgrado le sanzioni si è attestato intorno ai 700 milioni di euro nel 2025 facendo dell&#8217;Italia il secondo partner commerciale dell&#8217;Iran nell&#8217;Unione dopo la Germania.</p>



<p class="has-medium-font-size">Il panico che inizia a serpeggiare tra i vertici di Bruxelles e nelle cancellerie nazionali, con le prime timide richieste di rinviare i divieti di aprile, è la conferma tardiva di un errore di calcolo colossale. Nonostante la propaganda sulla diversificazione, i dati di mercato parlano chiaro: con il prezzo del gas nuovamente lievitante, <strong><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-red-color">l&#8217;Europa si avvia verso una recessione strutturale</mark></strong>. La pretesa di sostituire una risorsa abbondante, sicura e storicamente integrata come quella russa con forniture d&#8217;oltreoceano costose e soggette ai capricci trumpiani e delle rotte marittime globali si è rivelata un castello di carte. In questo scenario, il mantenimento dei bandi energetici non è più una misura di pressione politica, ma un atto di sottomissione strategica che sacrifica il benessere dei cittadini europei sull&#8217;altare di interessi geopolitici del tutto estranei al continente.</p>



<p class="has-medium-font-size">Pur essendo sempre stata la Russia un fornitore affidabile di risorse energetiche a basso costo per i paesi europei, solo Slovacchia e Ungheria si sono svincolati dal diktat masochista della Commissione Europea.  </p>



<h3 id="l-italia-e-l-europa-sotto-assedio-energetico">L’Italia e l’Europa sotto assedio energetico</h3>



<p class="has-medium-font-size">L’Italia si trova nell&#8217;occhio del ciclone: siamo il sesto importatore mondiale di GNL (Gas Naturale Liquefatto) dall’area del Golfo e il primo nell’Unione Europea. Con il blocco totale delle navi da parte di QatarEnergy, i rigassificatori nazionali di Piombino, Ravenna e Livorno stanno vedendo esaurirsi i flussi programmati. Il Governo ha già stimato un impatto potenziale di 33 miliardi di euro nei prossimi sei mesi, una cifra che mette a rischio la crescita del PIL, già ferma sotto l’1%.</p>



<p class="has-medium-font-size">In Europa, la realtà di oggi è fatta di mercati fuori controllo: in particolare, durante le fasi più acute di panico speculativo seguite all&#8217;attacco della <em>Arctic Metagaz</em> (vedi nota [3])e alle interruzioni nello Stretto di Hormuz, i contratti <em>futures</em> hanno toccato picchi compresi tra i <strong>58 e i 59 euro/MWh</strong>, segnando un rincaro superiore al <strong>90%</strong> rispetto ai mesi precedenti mentre il prezzo del petrolio Brent è letteralmente decollato: se a fine febbraio oscillava ancora intorno ai 70-72 dollari, nella seduta del <strong>6 marzo 2026</strong> ha sfondato la resistenza psicologica dei 90 dollari, attestandosi a <strong>93,04 dollari al barile</strong>. Questo balzo rappresenta un aumento del <strong>27% in una sola settimana</strong> con proiezioni che vedono i 100 dollari come realtà imminente se il passaggio non dovesse essere ripristinato. <strong>Circa il 25-30% del petrolio importato dall&#8217;Italia proviene da paesi che si affacciano sul Golfo Persico</strong>. Naturalmente, la quota di importazione dagli Stati Uniti è destinata a crescere con un ulteriore aumento dei prezzi. Non è solo un problema di energia: <strong>l&#8217;alluminio e i fertilizzanti sono già rincarati del 4%</strong>, <strong>minacciando di colpire duramente la nostra filiera agricola e manifatturiera</strong> (vedi nota [4]). Il Ministro dell&#8217;Ambiente Pichetto Fratin ha persino ventilato l&#8217;ipotesi di <strong>riattivare le centrali a carbone</strong> come misura di emergenza estrema.</p>



<h3 id="il-collasso-delle-rotte-asiatiche">Il collasso delle rotte asiatiche</h3>



<p class="has-medium-font-size">Se l&#8217;Europa trema, anche l&#8217;Asia teme il collasso delle forniture. Solo pochissime navi hanno tentato il transito, e molte hanno cambiato la segnalazione di bordo in &#8220;proprietario cinese&#8221; sperando in un salvacondotto diplomatico di Teheran.<strong> Il Giappone e la Corea del Sud hanno già iniziato a intaccare le loro massicce riserve strategiche</strong> (rispettivamente di 230 e 208 giorni) <strong>per evitare il blackout industriale</strong>, ma il costo dei noli marittimi è aumentato del 10%, rendendo ogni barile residuo prezioso come oro.</p>



<h3 id="la-realta-dei-numeri-sul-campo">La realtà dei numeri sul campo</h3>



<p class="has-medium-font-size">Oggi nello stretto ci sono circa 1.000 navi bloccate, di cui metà sono petroliere e gasiere. Il valore del carico fermo supera i 25 miliardi di dollari. <strong>Per un&#8217;economia come quella italiana, che vede passare il 40% del proprio traffico commerciale marittimo tra Suez e il Mar Rosso, la chiusura di Hormuz è il colpo di grazia a una logistica già sotto stress</strong>. Le grandi compagnie come <strong>MSC e Maersk </strong>hanno sospeso le prenotazioni nell&#8217;area, <strong>preferendo la lunga e costosa rotta che doppia l&#8217;Africa</strong>, con un aggravio diretto sui costi del gasolio per l&#8217;autotrasporto italiano stimato tra i 6.000 e i 12.000 euro all&#8217;anno per singolo bilico.</p>



<p class="has-medium-font-size">L&#8217;attuale crisi nello Stretto di Hormuz non rappresenta più una minaccia teorica, ma una realtà che sta ridefinendo gli equilibri economici globali con effetti immediati e profondi sul sistema produttivo italiano ed europeo. <strong>L’Italia si trova oggi in una condizione di estrema vulnerabilità, con una dipendenza energetica primaria che oscilla tra il 75% e l&#8217;80%, un dato nettamente superiore alla media europea del 60%. </strong>Questa fragilità strutturale è stata amplificata dall&#8217;abbandono del gas russo, che ha spinto il Paese a legarsi alle forniture americane e al GNL qatariota, il quale deve obbligatoriamente transitare per il &#8220;collo di bottiglia&#8221; di Hormuz per raggiungere i nostri rigassificatori. <strong>Nel 2025, gli Stati Uniti sono diventati il primo fornitore di gas per l&#8217;Italia, seguiti dal Qatar che copre circa l&#8217;11% dei consumi nazionali.</strong> Il blocco di questa rotta strategica sta già colpendo duramente il cuore della nostra economia, <strong>con il settore industriale che ha perso quasi il 20% dei consumi di gas a causa del rincaro dei prezzi e della conseguente distruzione della domanda</strong>.</p>



<p class="has-medium-font-size">L&#8217;impatto sulla produzione industriale italiana è drammatico e diffuso a macchia d&#8217;olio tra tutti i comparti del Made in Italy. Secondo i dati Istat, <strong>la produzione generale è scesa del 6,1% rispetto al periodo pre-crisi, con punte di sofferenza estrema nei settori energivori</strong>. Oltre alla <strong>petrolchimica</strong>, la <strong>metallurgia</strong> e la <strong>siderurgia</strong> mostrano segnali di cedimento con una <strong>contrazione dei volumi produttivi superiore al 14%</strong>, mentre<strong> la filiera della ceramica e del vetro ha subito un calo stimato fino al 20% a causa dell&#8217;impossibilità di assorbire l&#8217;impennata dei costi energetici</strong>. Anche i pilastri storici dell&#8217;export nazionale come <strong>il sistema moda, il tessile e l&#8217;automotive</strong> sono schiacciati tra l&#8217;aumento dei costi logistici e il rincaro delle materie prime sintetiche derivate dal petrolio, con <strong>l&#8217;automotive che ha registrato crolli della produzione fino al 23,6%</strong>. Persino<strong> l&#8217;industria alimentare e il settore del packaging</strong> soffrono per la polverizzazione dei margini dovuta a <strong>bollette elettriche che in Italia rimangono tra le più care d&#8217;Europa.</strong></p>



<p class="has-medium-font-size">Mentre l&#8217;Europa gestisce stoccaggi ancora considerati bassi per garantire una sicurezza assoluta, con l&#8217;Italia ferma al 46-48% e la Germania al 21%, le potenze asiatiche affrontano la medesima crisi partendo da presupposti geografici ancora più critici ma con difese strategiche imponenti. <strong>Il Giappone</strong> vive una condizione di <strong>esposizione quasi totale, poiché l&#8217;80-90% del suo petrolio deve necessariamente attraversare lo Stretto di Hormuz</strong>, ma ha eretto una vera fortezza energetica mantenendo <strong>riserve per circa 230 giorni</strong>. La <strong>Corea del Sud</strong> segue un modello simile, blindando il proprio sistema con <strong>scorte per 200-220 giorni</strong> a fronte di una <strong>dipendenza dal Golfo superiore al 70%.</strong> La <strong>Cina</strong>, pur avendo diversificato le rotte tramite oleodotti russi, vede ancora <strong>metà del suo greggio passare per Hormuz</strong> e mantiene <strong>un&#8217;autonomia di circa 100 giorni.</strong> In coda troviamo <strong>l&#8217;Australia, che appare come l&#8217;anello debole del Pacifico con appena 50-60 giorni di scorte per i carburanti liquidi</strong>.</p>



<p class="has-medium-font-size">In questo scenario di guerra economica, ogni singola superpetroliera bloccata rappresenta un asset da 2 milioni di barili del valore di circa 150 milioni di dollari, una massa critica di energia che, se sottratta al mercato, spinge i prezzi del Brent verso la soglia psicologica dei 100-120 dollari al barile. <strong><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-red-color">La realtà odierna è quella di una competizione feroce tra Europa e Asia per l&#8217;accaparramento dei pochi carichi disponibili sul mercato spot, con l&#8217;Italia che paga il prezzo più alto a causa della fine dei contratti a lungo termine con la Russia che in passato garantivano stabilità</mark></strong>. La mancanza di una strategia energetica autonoma ha trasformato il barile di petrolio e il carico di GNL da semplici variabili economiche a veri e propri strumenti di pressione geopolitica, capaci di mettere in discussione la stessa sopravvivenza di interi settori manifatturieri nazionali.</p>



<h3 id="la-speculazione-finanziaria-al-rialzo">La speculazione finanziaria al rialzo</h3>



<p class="has-medium-font-size"><strong>Sebbene Algeria, Stati Uniti, Norvegia e Russia non abbiano, ad oggi, ridotto i volumi esportati verso l&#8217;Europa, il mercato europeo ha subito impennate violente perché il valore di beni come il gas e il petrolio non è determinato solo dallo scambio fisico, ma soprattutto dalle aspettative future scambiate sui mercati finanziari</strong>. In pratica gli aumenti che stiamo registrando oggi sono sulle vecchie scorte pagate ai vecchi prezzi&#8230; </p>



<p class="has-medium-font-size"><strong><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-red-color">Il meccanismo della speculazione al rialzo agisce come una profezia che si autoavvera partendo da un timore collettivo</mark></strong>. Quando gli operatori prevedono una possibile instabilità, si precipitano ad acquistare contratti derivati per assicurarsi un profitto o proteggersi dai rischi. Questa ondata massiccia di acquisti &#8220;di carta&#8221; gonfia artificialmente la domanda, spingendo il prezzo verso l&#8217;alto in pochissimo tempo, esattamente come accaduto con il petrolio balzato verso i 100 dollari.</p>



<p class="has-medium-font-size">Questa dinamica trasforma il sospetto in realtà tangibile. <strong>Gli attori economici, vedendo i prezzi salire sugli schermi delle borse, iniziano a comportarsi come se la scarsità fosse già in atto, alimentando ulteriormente i rincari in un circolo vizioso dove il prezzo non riflette più quanto gas c&#8217;è nei depositi, ma quanta paura c&#8217;è tra gli investitori</strong>. La finanza anticipa un problema che non esiste ancora fisicamente e, facendolo, lo crea sotto forma di costi insostenibili per l&#8217;economia reale. <br>I veri beneficiari del rincaro non sono i fornitori di materia prima, ma i creatori degli strumenti finanziari che permettono di scommettere su tali rialzi.<strong> In Europa, il colosso di riferimento per la produzione di ETC (Exchange Traded Commodities) sul gas è WisdomTree</strong>, una società che detiene una quota di mercato dominante in questo settore. Il punto cruciale è che WisdomTree non è un&#8217;entità isolata, ma è <strong>controllata dai tre giganti della finanza mondiale: BlackRock, Vanguard e State Street </strong>(vedi nota [2]).</p>



<p class="has-medium-font-size">Si aggiungano, a quanto precede, le giuste considerazioni di Putin quale reazione alla suicida volontà europea di blocco totale delle importazioni russe:</p>



<blockquote class="wp-block-quote"><p>Le compagnie americane naturalmente si sposteranno verso quei mercati dove si paga di più è naturale non c&#8217;è nulla di particolare in questo non c&#8217;è alcun retroscena politico è solo business e basta perciò lo ripeto ancora una volta questo è il risultato della politica sbagliata delle autorità europee e per di più portata avanti per molti anni. A questo proposito ecco cosa penso: come è stato appena detto tra un mese prevedono di introdurre restrizioni all&#8217;acquisto di gas russo compreso quello liquefatto; il 24 aprile sarà l&#8217;ultimo giorno e dal 25 entreranno in vigore le limitazioni e tra un anno nel 2027 ulteriori restrizioni fino al divieto totale ma nel frattempo si stanno aprendo altri mercati <strong><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-red-color">e forse per noi potrebbe essere più conveniente interrompere proprio ora le forniture al mercato europeo andare verso quei mercati che si stanno aprendo e consolidarci lì</mark></strong>. Qui non c&#8217;è, voglio che sia chiaro, alcun retroscena politico. <strong><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-red-color">Se tanto tra un mese o tra due ci chiuderanno comunque allora non sarebbe meglio interrompere noi stessi già adesso e spostarci verso quei mercati e verso quei paesi che sono partner affidabili e consolidarci lì?</mark></strong> Ma questa non è una decisione in questo caso, sono per così dire riflessioni ad alta voce, darò certamente incarico al governo di esaminare questa questione insieme alle nostre aziende.</p></blockquote>



<p class="has-medium-font-size">Assai significativa infine, nel corso della stessa intervista, la risposta di Putin in merito alla metaniera russa che è stata attaccata nel mediterraneo (vedi nota [3]):</p>



<blockquote class="wp-block-quote"><p><strong>Si tratta di un attacco terroristico </strong>non è la prima volta che ci troviamo di fronte a cose di questo tipo ma ciò che sorprende è soltanto che <strong>questo aggrava la situazione sui mercati energetici globali</strong> anche sui mercati del gas e in questo caso soprattutto <mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-red-color"><strong>per l&#8217;Europa ne risulta che</strong> <strong>il regime di Kiev in realtà morde la mano da cui si nutre cioè la mano dell&#8217;Unione Europea</strong></mark>. <strong>L&#8217;Unione Europea fornisce al regime di Kiev un sostegno senza fine con armi e denaro il regime di Kiev crea per l&#8217;Unione Europea problemi uno dopo l&#8217;altro</strong>. Per quanto riguarda in generale il comportamento del regime di Kiev esso ha un carattere piuttosto aggressivo ed è molto pericoloso. Ne ho già parlato secondo i dati di cui dispongono i nostri servizi speciali <strong>così come un tempo furono fatti esplodere i gasdotti Nordstream, ora a Kiev, con il sostegno di alcuni servizi speciali occidentali si sta preparando un&#8217;azione per far saltare il Blue Stream e il Turkstream.</strong> Abbiamo già informato i nostri amici turchi su questa questione vedremo cosa accadrà in questo ambito ma si tratta di un gioco molto pericoloso soprattutto oggi.</p></blockquote>



<p class="has-medium-font-size">La tempesta finanziaria scatenata nel settore energetico dalla guerra in corso ha creato un effetto calamita sul dollaro americano, <strong>che si è rafforzato notevolmente rispetto all&#8217;euro (1,2%) e alle altre valute</strong>. In tempi di guerra, il dollaro agisce come il porto sicuro per eccellenza; la domanda globale aumenta vertiginosamente poiché investitori e governi cercano la stabilità della valuta statunitense. Inoltre, <strong>poiché il petrolio si paga in dollari, l&#8217;aumento del prezzo del greggio costringe i paesi importatori a vendere le proprie monete locali per acquistare biglietti verdi</strong>, <strong>indebolendo ulteriormente l&#8217;euro</strong>. La vulnerabilità energetica europea rende il continente meno attraente per i capitali, che preferiscono spostarsi verso l&#8217;economia americana, percepita come più isolata e protetta dagli shock diretti del Medio Oriente.</p>



<h3 id="inflazione-e-stagflazione">Inflazione e stagflazione</h3>



<p class="has-medium-font-size">L&#8217;ombra più scura che incombe sull&#8217;Europa è quella della <strong>stagflazione</strong>, una combinazione micidiale di <strong>stagnazione economica e inflazione galoppante</strong>. La strozzatura dei trasporti e l&#8217;allungamento dei tempi di consegna delle merci con aumenti dei costi container e noli marittimi contribuiranno all&#8217;innalzamento generalizzato dei prezzi. L&#8217;aumento dei costi energetici agisce come una tassa che colpisce le imprese, costringendole ad alzare i prezzi dei prodotti finali e dei servizi. <strong>Tuttavia, questo aumento dei prezzi non è figlio di una crescita economica sana, ma di uno shock dei costi che sottrae reddito alle famiglie</strong>. Il risultato è un <strong>blocco dei consumi che ferma la produzione industriale</strong> e mette le banche centrali in una posizione difficilissima: alzare i tassi per combattere l&#8217;inflazione rischierebbe di soffocare definitivamente un&#8217;economia già ferma, mentre non farlo lascerebbe correre i prezzi senza controllo, erodendo il potere d&#8217;acquisto e i risparmi dei cittadini.<br>Ovviamente in questo stato di cose i nostri titoli di Stato avranno meno <em>appeal</em> e bisognerà alzare i rendimenti che promettono per renderli appetibili con ulteriore aggravio sulla spesa per interessi che è ormai prossima ai 100 miliardi anno e questo si aggiungerà all&#8217;aumento dei tassi che la BCE imporrà per tenere a bada l&#8217;inflazione da costi. Ovviamente saliranno anche tutte le tariffe indicizzate all&#8217;inflazione. L&#8217;aumento dei tassi determinerà un aumenta della rata mensile dei muti contratti a tasso variabile e in generale salirà il costo del denaro con conseguente depressione degli investimenti produttivi. </p>



<p class="has-medium-font-size">Uscire dalla guerra, ricostruire i ponti bruciati con la Russia e in generale sottrarsi all&#8217;isolamento intensificando i rapporti con il complesso dei paesi BRICS nonché riavviare una nostra politica estera pienamente rispondente agli interessi del Paese, quale mediatore di Pace, senza più genuflettersi a quelli statunitensi  è ormai urgente e obbligatorio se si vorrà evitare l&#8217;incombente tsunami in corso di rapido avvicinamento. </p>



<p>Aggiornamento dell&#8217;8 marzo:</p>



<p>[Un inferno di fuoco dí combustibili fossili iraniani dati alle fiammele infrastrutture energetiche iraniane sono state colpite da una massiccia ondata di attacchi condotti da Stati Uniti e Israele nella notte tra sabato 7 e domenica 8 marzo. A confermarlo diverse testate internazionali e agenzie (come Xinhua e ISW) Sono state colpite la raffineria di Tondgouyan (una delle più grandi del Paese) a Shahr Rey e quella di Shahran.Diversi depositi di carburante nelle province di Teheran e Alborz (inclusa la città di Karaj) sono stati centrati da missili, causando vasti incendi visibili a chilometri di distanza.Troppo facile prevedere che questi danni aggraveranno la crisi energetica globale portando a rincari stratosferici e blackout diffusi. La ritorsione Il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica (IRGC) ha dichiarato di aver risposto colpendo una raffineria a Haifa, in Israele, con missili Kheibarshekan.Già il Qatar ha sospeso la produzione di GNL (Gas Naturale Liquefatto) nei giorni scorsi a causa di attacchi alle sue strutture (come Ras Laffan), innescando un&#8217;impennata dei prezzi del gas in Europa e Asia.Tutto questo si aggiunge al blocco parziale dello Stretto di Hormuz e ai rischi per la navigazione delle petroliere.Il conflitto è entrato in una fase di &#8220;guerra energetica&#8221; aperta, dove ora entrambe le parti mirano a colpire la capacità di sopravvivenza economica ed energetica dell&#8217;avversario.Ovviamente a perderci sono tutti gli importatori di materie prime energetiche dall’Iran e quindi l’Europa e paesi asiatici A guadagnarci gli Stati Uniti quale paese esportatore.]</p>



<p> </p>



<p class="has-small-font-size">[1] L&#8217;impianto di liquefazione del GNL, a <strong>Ras Laffan</strong>, in Qatar, considerato il fulcro della produzione mondiale di gas, è stato colpito ieri da droni nel corso di un&#8217;escalation militare che ha coinvolto diverse infrastrutture strategiche nel Golfo. Secondo quanto confermato dal Ministero della Difesa del Qatar, le esplosioni hanno interessato sia la <strong>Ras Laffan Industrial City che l&#8217;area di Mesaieed</strong>, dove è stato centrato un serbatoio idrico di una centrale elettrica.<br>Sebbene le autorità locali abbiano inizialmente rassicurato sull&#8217;assenza di vittime e su danni strutturali definiti &#8220;gestibili&#8221;, la reazione operativa è stata drastica. <strong>QatarEnergy ha sospeso l&#8217;intera produzione di gas naturale liquefatto e dei sottoprodotti energetici per ragioni di sicurezza nazionale e per valutare l&#8217;integrità dei sistemi</strong>. Questa decisione ha portato alla dichiarazione dello stato di forza maggiore sui contratti internazionali, <strong>congelando di fatto le esportazioni verso l&#8217;Asia e l&#8217;Europa fino a data da destinarsi</strong>. L&#8217;impatto sui mercati energetici globali, immediato e violento, con il prezzo del gas europeo che ha subito un&#8217;impennata vicina al 50% in una singola sessione è in corso. Poiché <strong>il complesso di Ras Laffan soddisfa circa il 20% del fabbisogno globale di GNL</strong>, il timore di un vuoto di offerta prolungato sta spingendo le economie occidentali a cercare forniture affannosamente alternative in un clima di estrema incertezza geopolitica. La portata di questo evento potrà superare per gravità lo shock petrolifero degli anni &#8217;70, data la dipendenza attuale dell&#8217;Europa dal gas qatariota dopo il suicida distacco dalle forniture russe.<br>[2] Questi tre gruppi sono i principali azionisti di <strong>WisdomTree</strong> e, contemporaneamente, i maggiori emittenti globali di ETF (Exchange Traded Funds). Si viene così a creare un sistema circolare dove gli stessi soggetti che gestiscono i grandi flussi di capitale globale possiedono anche le &#8220;piattaforme&#8221; su cui si scommette sul prezzo delle risorse energetiche. <strong>Quando la speculazione accelera e i prezzi del gas salgono, queste società guadagnano due volte: attraverso le commissioni di gestione degli strumenti che emettono e attraverso l&#8217;aumento del valore degli asset nei loro portafogli</strong>. Di fatto, il mercato finanziario europeo del gas è dominato da una struttura a matrioska dove i grandi fondi d&#8217;investimento americani hanno il controllo dei principali strumenti di speculazione. <strong>Questo significa che, mentre le bollette delle famiglie e delle imprese aumentano a causa di una &#8220;profezia che si autoavvera&#8221;, i profitti derivanti da quel meccanismo finiscono nelle mani dei pochi attori che gestiscono l&#8217;architettura finanziaria globale</strong>.<br>[3] L’attacco senza precedenti avvenuto all&#8217;alba del <strong>3 marzo 2026</strong> nel Mediterraneo centrale ha segnato un punto di non ritorno nella sicurezza energetica europea. La <strong>Arctic Metagaz</strong>, una gigantesca nave gasiera russa con un carico di <strong>140000 metri cubi di GNL</strong>, è stata sventrata da droni marini ucraini mentre navigava a circa 30 miglia a nord-est della costa libica. L’impatto ha innescato incendi a bordo hanno incendiato parzialmente il relitto, monitorato dai ricognitori decollati dalla base USA di <strong>Sigonella</strong>.<br>Per ore, la nave è rimasta alla deriva come una &#8220;bomba a orologeria&#8221;, spinta dalle correnti verso le acque siciliane, maltesi e libiche. Il pericolo era immane: se rigassificato, quel carico si sarebbe espanso fino a superare i <strong>100 milioni di metri cubi di gas</strong>, un potenziale energetico equivalente a oltre 50 bombe di Hiroshima. Oltre al gas, il rischio ecologico per le spiagge siciliane era rappresentato da <strong>3.000 metri cubi di olio combustibile denso (Bunker C)</strong> pronti a riversarsi in mare. Il timore principale degli esperti riguardava l&#8217;innesco di un <strong>BLEVE</strong> (<em>Boiling Liquid Expanding Vapor Explosion</em>). Questo fenomeno si verifica quando il calore di un incendio esterno surriscalda il liquido criogenico all&#8217;interno di un serbatoio sigillato o con valvole ostruite; l&#8217;indebolimento dell&#8217;acciaio combinato con l&#8217;aumento vertiginoso della pressione interna porta a un cedimento strutturale catastrofico, trasformando istantaneamente il liquido in gas con un volume 600 volte superiore. Fortunatamente, i sistemi automatici di <strong>venting</strong> (valvole di sfiato) della Arctic Metagaz hanno retto, rilasciando il gas in eccesso attraverso &#8220;fiamme pilota&#8221; controllate che, pur alimentando l&#8217;incendio in coperta e impedendo l&#8217;avvicinamento dei soccorsi della Marina Italiana, hanno evitato l&#8217;esplosione totale del carico. Il destino della nave si è compiuto il <strong>4 marzo 2026</strong>. Le ultime rilevazioni satellitari e le conferme delle autorità internazionali indicano che la gasiera è affondata a circa 130 miglia a nord di <strong>Sirte</strong>. Nel momento del naufragio, anziché un BLEVE, si è probabilmente verificato un <strong>RPT</strong> (<em>Rapid Phase Transition</em>): un&#8217;esplosione fisica, non chimica, causata dal contatto brutale tra il GNL a <strong>-162°C</strong> e l&#8217;acqua del mare a <strong>+15°C</strong>. Questo shock termico di quasi 180 gradi causa un&#8217;evaporazione istantanea e violenta, simile all&#8217;effetto di una goccia d&#8217;acqua su una piastra rovente, che genera onde d&#8217;urto potenti ma non necessariamente palle di fuoco, a meno che non vi sia una precisa miscela di ossigeno (tra il 5% e il 15%) e un innesco. Questo disastro, il primo caso al mondo di una metaniera persa in mare per atto bellico, solleva interrogativi inquietanti sulla vulnerabilità delle rotte commerciali nel &#8220;cortile di casa&#8221; italiano. Mentre la diplomazia tra Mosca e l&#8217;Occidente si incendia, l&#8217;evento proietta un&#8217;ombra sinistra sulle scelte infrastrutturali nazionali. L&#8217;incidente della Arctic Metagaz dimostra infatti quanto sia estremo il rischio connesso a queste unità, sollevando forti critiche sulla decisione di posizionare rigassificatori di pari portata nel cuore di porti abitati, come accaduto a <strong>Piombino</strong>, dove navi identiche a quella affondata fanno regolarmente scalo per alimentare il rigassificatore stazionante nel porto, a pochi metri dai centri abitati, operando in deroga alle normali normative ambientali e di sicurezza.<br>[4] Le conseguenze della guerra all&#8217;Iran e del blocco dello Stretto di Hormuz delineano uno scenario di insicurezza alimentare ed economica senza precedenti per l&#8217;Europa e, in particolare, per l&#8217;Italia. <strong>Da quel braccio di mare transita circa il 15% dei fertilizzanti mondiali</strong>, in particolare <strong>urea e ammoniaca provenienti da Qatar e Arabia Saudita</strong>, che sono <strong>decisivi per la produzione agricola globale</strong>, la cui dipendenza dai nutrienti sintetici è stimata intorno al 40%. Il blocco toglie dal mercato una fetta rilevante di queste forniture, generando una <strong>tendenza al rialzo immediata spinta dalla speculazione finanziaria a partire dalla Borsa di Chicago</strong> (CBOT), dove <strong>i prezzi dei future sui fertilizzanti sono saliti da dicembre 2025 del 64%.</strong> L&#8217;aspetto più rilevante è costituito dall&#8217;identità degli esportatori che non dipendono dal passaggio per Hormuz e che risultano dunque avvantaggiati dall&#8217;aumento dei prezzi. <strong>Circa il 22% dei fertilizzanti mondiali proviene dalla Russia</strong>, che diventa così il perno decisionale per le agricolture globali attraverso società come <strong>PhosAgro, Uralkali ed EuroChem</strong>, saldamente nelle mani di oligarchi vicini al Cremlino. Quote minori, circa <strong>il 10%, provengono da Canada e Stati Uniti</strong>. In questi ultimi due casi, i giganti del settore come <strong>Nutrien</strong> (il più grande produttore mondiale), <strong>The Mosaic Company (leader nei fosfati e potassio) e CF Industries (specializzata in azoto) vedono tra i loro principali azionisti i grandi fondi di investimento BlackRock, Vanguard, State Street e Fidelity.</strong> Esiste poi il polo produttivo della <strong>Cina</strong>, dove la proprietà è pubblica e dove Xi Jinping ha deciso di limitare drasticamente le esportazioni per garantire l&#8217;approvvigionamento interno a costi contenuti, isolando ulteriormente il mercato internazionale. <strong>In questo scacchiere, a essere danneggiati pesantemente sono i produttori e i consumatori europei</strong>, già afflitti dalla speculazione generata dall&#8217;impennata del gas e del petrolio. Per l&#8217;Italia, l&#8217;impatto è diretto e si manifesta attraverso un&#8217;erosione immediata dei margini di profitto agricoli:<strong> il costo del gasolio agricolo ha superato la soglia critica di 1,15 €/l</strong>, mentre <strong>le quotazioni dell&#8217;urea sono aumentate del 30% in una sola settimana</strong>. Per un&#8217;azienda cerealicola italiana, ciò significa un aumento dei costi fissi per ettaro che rende la produzione spesso antieconomica. <strong>Le ripercussioni sul carrello della spesa degli italiani sono altrettanto gravi, con una stima di aumento del costo alimentare mensile per famiglia tra i 20 e i 40 euro a causa dell&#8217;inflazione da costi</strong>. Poiché l&#8217;80% della logistica alimentare italiana avviene su gomma, il caro carburante si trasferisce istantaneamente sui prezzi di pane, latte e ortofrutta fresca. <strong>Parallelamente, il blocco di Hormuz paralizza l&#8217;export di eccellenze Made in Italy verso i mercati del Golfo, come la Mela Rossa Cuneo IGP e i kiwi, che subiscono ritardi insostenibili o la cancellazione degli ordini</strong>.</p>



<hr class="wp-block-separator"/>



<p class="has-small-font-size">articoli correlati a cura dell&#8217;autore<br><a href="https://www.francescocappello.com/2026/03/06/la-nato-gioca-a-nascondino-arrivano-i-mostri-della-coalizione-dei-volenterosi-sanchez-in-testa/">La NATO gioca a nascondino. Arrivano i (m)ostri della coalizione dei volenterosi. Sanchez in testa</a><br><a href="https://www.francescocappello.com/2026/03/05/fuori-litalia-dalla-guerra/">FUORI L’ITALIA DALLA GUERRA!</a><br><a href="https://www.francescocappello.com/2026/02/17/litalia-hub-energetico-per-il-gas-liquefatto/">Italia, hub energetico per il gas liquefatto</a><br><a href="https://www.francescocappello.com/2026/01/29/governo-e-regione-mentivano-lincubo-del-rigassificatore-si-fa-perpetuo-lasciando-piombino-al-centro-della-guerra/">Governo e Regione mentivano. L’incubo del Rigassificatore si fa perpetuo lasciando Piombino al centro della guerra</a><br><a href="https://www.francescocappello.com/2026/02/01/se-non-si-svincola-leuro-affondera-trascinato-giu-dal-dollaro/">Se non si svincola, l’euro affonderà, trascinato giù dal dollaro</a><br><a href="https://www.francescocappello.com/2026/01/29/governo-e-regione-mentivano-lincubo-del-rigassificatore-si-fa-perpetuo-lasciando-piombino-al-centro-della-guerra/">Governo e Regione mentivano. L’incubo del Rigassificatore si fa perpetuo lasciando Piombino al centro della guerra</a><br><a href="https://www.francescocappello.com/2026/02/23/lue-fa-la-colletta-affamando-i-paesi-membri-pur-di-armarsi-contro-la-russia/">L’Ue fa la colletta affamando i paesi membri pur di armarsi contro la Russia</a><br><a href="https://www.francescocappello.com/2026/01/18/piovono-sulleuropa-la-minaccia-dei-missili-oreshnik-e-quella-dei-dazi-di-trump/">Piovono sull’Europa la minaccia dei missili Oreshnik e quella dei dazi di Trump</a><br><a href="https://www.francescocappello.com/2026/01/04/2026-un-anno-di-guerra/">2026 – Un anno di guerra?</a><br><a href="https://www.francescocappello.com/2025/11/16/lidiocrazia-europea-continua-a-foraggiare-masochisticamente-il-sistema-politico-ucraino-corrotto-e-pericolosissimo/">L’idiocrazia europea continua a foraggiare masochisticamente il sistema politico ucraino, corrotto e pericolosissimo</a></p>



<p>SEGUICI su&nbsp;<a href="http://www.pangeanotizie.it/">www.pangeanotizie.it</a></p>



<p class="has-small-font-size"><strong><mark>Sostieni il mio lavoro</mark></strong><br><strong>Tramite PayPal<br>paypal.me/cappellofra</strong><br><br><strong>Tramite Postepay Evolution</strong><br><strong>Francesco Cappello 5333 1712 1151 5172</strong><br><strong>Per chi volesse usare l’IBAN IT76D3608105138260110360112</strong><br><br><strong>Tramite bonifico bancario<br>Banca Etica<br>IT31 T050 1804 6000 0001 9014 794</strong></p>



<p>© COPYRIGHT Seminare domande<br><em>divieto di riproduzione senza citazione della fonte</em> </p>



<p>Iscriviti per ricevere notifica ad ogni nuovo articolo </p>



<div class="wp-block-jetpack-subscriptions wp-block-jetpack-subscriptions__supports-newline"><div class="jetpack_subscription_widget">            <form action="#" method="post" accept-charset="utf-8" id="subscribe-blog-493">
				                    <p id="subscribe-email">
                        <label id="jetpack-subscribe-label"
                               class="screen-reader-text"
                               for="subscribe-field-493">
							Indirizzo e-mail                        </label>
                        <input type="email" name="email" required="required"
                        			                    			                    style="font-size: 16px; padding: 15px 23px 15px 23px; border-radius: 0px; border-width: 1px;"
		                                                value=""
                            id="subscribe-field-493"
                            placeholder="Indirizzo e-mail"
                        />
                    </p>

                    <p id="subscribe-submit">
                        <input type="hidden" name="action" value="subscribe"/>
                        <input type="hidden" name="source" value="https://www.francescocappello.com/tag/sanzioni-energetiche/feed/"/>
                        <input type="hidden" name="sub-type" value="widget"/>
                        <input type="hidden" name="redirect_fragment" value="493"/>
						                        <button type="submit"
	                        		                    			                    style="font-size: 16px; padding: 15px 23px 15px 23px; margin-left: 10px; border-radius: 0px; border-width: 1px;"
		                    	                        name="jetpack_subscriptions_widget"
	                    >
	                        Iscriviti                        </button>
                    </p>
				            </form>
		
</div></div>



<p>canale telegram di Seminare domande<br><a href="https://t.me/Seminaredomande">https://t.me/Seminaredomande</a></p>



<p class="has-small-font-size"><br><br><br></p>
<div style='display:none;' class='shareaholic-canvas' data-app='share_buttons' data-title='Europa a secco. Chi ci guadagna e chi ci perde?' data-link='https://www.francescocappello.com/2026/03/07/europa-a-secco-chi-ci-guadagna-e-chi-ci-perde/' data-app-id-name='category_below_content'></div><div style='display:none;' class='shareaholic-canvas' data-app='recommendations' data-title='Europa a secco. Chi ci guadagna e chi ci perde?' data-link='https://www.francescocappello.com/2026/03/07/europa-a-secco-chi-ci-guadagna-e-chi-ci-perde/' data-app-id-name='category_below_content'></div>]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.francescocappello.com/2026/03/07/europa-a-secco-chi-ci-guadagna-e-chi-ci-perde/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">17917</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Sanzioni ed emissioni zero insostenibili</title>
		<link>https://www.francescocappello.com/2024/12/26/sanzioni-ed-emissioni-zero-insostenibili/</link>
					<comments>https://www.francescocappello.com/2024/12/26/sanzioni-ed-emissioni-zero-insostenibili/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesco Cappello]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 26 Dec 2024 14:11:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Fuori l'Italia dalla guerra]]></category>
		<category><![CDATA[No rigassificatori]]></category>
		<category><![CDATA[emissioni zero]]></category>
		<category><![CDATA[gas liquefatto]]></category>
		<category><![CDATA[GNL]]></category>
		<category><![CDATA[LNG]]></category>
		<category><![CDATA[OLT]]></category>
		<category><![CDATA[sanzioni energetiche]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.francescocappello.com/?p=13883</guid>

					<description><![CDATA[Sanzioni energetiche alla Russia e politiche climatiche favoriscono deindustrializzazione e inflazione da costi e da offerta contro gli interessi dell&#8217;Ue a favore degli USA L’Unione Europea sta utilizzando le riserve di gas più velocemente che negli ultimi tre anni a causa del clima freddo, della riduzione delle importazioni via mare e della maggiore concorrenza per&#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div style='display:none;' class='shareaholic-canvas' data-app='share_buttons' data-title='Sanzioni ed emissioni zero insostenibili' data-link='https://www.francescocappello.com/2024/12/26/sanzioni-ed-emissioni-zero-insostenibili/' data-app-id-name='category_above_content'></div>
<h2 id="sanzioni-energetiche-alla-russia-e-politiche-climatiche-favoriscono-deindustrializzazione-e-inflazione-da-costi-e-da-offerta-contro-gli-interessi-dell-ue-a-favore-degli-usa">Sanzioni energetiche alla Russia e politiche climatiche favoriscono deindustrializzazione e inflazione da costi e da offerta contro gli interessi dell&#8217;Ue a favore degli USA</h2>



<p class="has-medium-font-size">L’Unione Europea <strong>sta utilizzando le riserve di gas più velocemente che negli ultimi tre anni</strong> a causa del <strong>clima freddo</strong>, della <strong>riduzione delle importazioni via mare</strong> e della maggiore <strong>concorrenza per il GNL da parte dei paesi asiatici</strong>. Il GNL ha costi da 4 a 5 volte superiori al gas da tubo russo. </p>



<p class="has-medium-font-size">Da settembre le riserve di gas sono diminuite del 19%, un dato significativamente superiore rispetto ai due anni precedenti.<br>L’Europa è <strong>costretta a fare maggiore affidamento sui propri impianti di stoccaggio per compensare il calo delle importazioni di GNL e soddisfare la crescente domanda</strong>. Ora <strong><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-red-color">i depositi di stoccaggio sono riempiti al 75%, mentre un anno fa erano al 90%</mark></strong>.</p>



<p class="has-medium-font-size">A complicare la condizione già assai precaria, l’Ue, mentre intende <strong>fare a meno del gas russo</strong> pretende <strong>pure il rispetto delle politiche climatiche</strong> (*).<br>Indebolire Mosca e ottenere allo stesso tempo <strong>emissioni zero</strong> rischierà di avere come<strong> effetto</strong> nuovi <strong>incrementi del prezzo del gas e dell’energia elettrica</strong>, inflazione e deindustrializzazione (In Italia siamo al ventiduesimo mese consecutivo di calo della produzione industriale). A complicare ulteriormente le speculazioni al rialzo sul prezzo del gas. Gli investitori comprano gas con l&#8217;aspettativa che il suo prezzo aumenterà in futuro. Questo processo fa sì che i prezzi aumentino rapidamente e artificialmente oltre il valore reale (&#8216;). </p>



<div class="wp-block-media-text alignwide is-stacked-on-mobile" style="grid-template-columns:38% auto"><figure class="wp-block-media-text__media"><img loading="lazy" width="822" height="1024" src="https://www.francescocappello.com/wp-content/uploads/2024/12/immagine-1-822x1024.png" alt="" class="wp-image-13899 size-full" srcset="https://www.francescocappello.com/wp-content/uploads/2024/12/immagine-1-822x1024.png 822w, https://www.francescocappello.com/wp-content/uploads/2024/12/immagine-1-241x300.png 241w, https://www.francescocappello.com/wp-content/uploads/2024/12/immagine-1-768x956.png 768w, https://www.francescocappello.com/wp-content/uploads/2024/12/immagine-1-640x797.png 640w, https://www.francescocappello.com/wp-content/uploads/2024/12/immagine-1.png 1028w" sizes="(max-width: 822px) 100vw, 822px" /></figure><div class="wp-block-media-text__content">
<p class="has-medium-font-size">Non ci sarà un nuovo contratto per il transito del gas attraverso l&#8217;Ucraina a causa del rifiuto di Zelensky (1). La scadenza dell’accordo di transito sul gas tra Mosca e Kiev, <strong>dal 1° gennaio 2025</strong>, <strong>priverà il mercato euopeo di circa 10 miliardi di metri cubi</strong>.<br><strong>L’Ucraina rinuncerà a più di 800 milioni di dollari dalla Russia per il transito del gas</strong>.</p>
</div></div>



<p class="has-medium-font-size"><a href="https://www.google.com/url?sa=t&amp;source=web&amp;rct=j&amp;opi=89978449&amp;url=https://www.ft.com/content/2260c21b-f5f4-4ea9-b176-ba1b38c8471c&amp;ved=2ahUKEwjLvY3ko8WKAxVThv0HHeM3Np4QFnoECBcQAQ&amp;usg=AOvVaw1e9rM211JXBqd1SX5hHwye">Dalle colonne del giornale finanziario britannico, Financial Times</a>, il Qatar, <strong>diventato il</strong> <strong>primo fornitore</strong> dell&#8217;UE, per bocca del suo<strong> ministro dell’Energia </strong>avverte:<br>«<strong>Se l’Ue non cambia la direttiva green che obbliga i Paesi dell’Unione a imporre sanzioni pari al 5% del fatturato globale del fornitore</strong> <strong>entro il 2027 smetteremo di vendere gas all’Europa</strong>».</p>



<p class="has-medium-font-size">Se da una parte la Von der Leyen annuncia possibili rinvii delle <strong>multe da 16 miliardi per le case automobilistiche </strong>che scatterebbero tra una decina di giorni, dall&#8217;altra la Ribera (Commissaria europea per la concorrenza nella Commissione von der Leyen II dal 1° dicembre 2024) insiste affermando che sull’elettrico non si torna indietro, a qualsiasi costo. </p>



<p class="has-medium-font-size">Nel frattempo il <strong>Cefic</strong>, il <strong>consiglio delle industrie chimiche europee</strong>, ha scritto alla Commissione minacciando: «<strong><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-red-color">O rivedete gli obblighi o chiudiamo</mark></strong>».</p>



<p class="has-medium-font-size">Peraltro il 2024 ha visto un record di consumo di carbone: 7,8 miliardi di tonnellate &#8211; il doppio rispetto a 30 anni fa.</p>



<p class="has-medium-font-size">Tuttavia l&#8217;Unione, apparentemente conscia del disastro incombente provocato dalle sue politiche, sta cercando fornitori alternativi. Un&#8217;analisi dei dati Eurostat condotta da RIA Novosti ha mostrato che dallo scorso ottobre l&#8217;Unione ha acquistato risorse energetiche <strong>dal Messico</strong> e ripreso gli acquisti <strong>da Egitto e Indonesia</strong>. </p>



<p class="has-medium-font-size">La prima risorsa disponibile è il gas liquefatto che Donald Trump vuole venderci in quantità crescente pena l’aumento dei dazi e che ora arriva massimamente dal Qatar. Oltretutto il gas USA è gas di scisto (**) e perciò fortemente inquinante. <br>Se Doha smettesse di spedirci il gas liquefatto l’Italia sarebbe in ginocchio &#8211; <strong><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-red-color">il Qatar ci dà oltre il 41% di ciò che ci serve</mark></strong> &#8211; e l’Europa si troverebbe nei guai <strong>visto che compra 15,5 miliardi di metri cubi</strong>. Bisogna in prospettiva considerare che l&#8217;amministrazione Biden aveva sospeso l&#8217;approvazione di nuovi progetti di esportazione di GNL verso l’Europa ufficialmente per valutare l&#8217;impatto sull&#8217;economia e sul clima, suggerendo cautela nell&#8217;emissione di nuovi permessi anche in previsione di aumenti della domanda interna di energia negli Stati Uniti, in particolare legati all&#8217;espansione dei data center, all&#8217;adozione dell&#8217;intelligenza artificiale (AI) e al <em>mining</em> del sistema bitcoin.<br>L&#8217;Europa rischia facilmente di ritrovarsi alla canna del gas&#8230; <br>Ed ecco l&#8217;ulteriore beffa: secondo quanto riportato dal <strong><a href="https://financesaathi.com/news_details/us-allegedly-reselling-russian-gas-purchased-from-india-to-europe">portale finanziario indiano Finance Saathi</a></strong>, è probabile che <mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-red-color"><strong>gli Stati Uniti acquistino gas naturale liquefatto (GNL) russo dall’India per poi rivenderlo in Europa a prezzi notevolmente più alti</strong></mark>.</p>



<p class="has-medium-font-size">Secondo <a href="https://www.ft.com/content/ef4230c1-befa-4053-97b2-397c69c20002">il <em>Financial Times</em></a>, l&#8217;Unione Europea ha importato una quantità record di gas naturale liquefatto (GNL) dalla Russia <strong>nel 2023, con 16,5 milioni di tonnellate</strong> a metà dicembre. Questo dato, basato sull&#8217;analisi della società Kpler, supera sia le importazioni del<strong>lo scorso anno, pari a 15,18 milioni</strong> di tonnellate, sia il precedente record del 2022. Ciò avviene nonostante gli sforzi dell&#8217;UE per ridurre la dipendenza dal gas russo.</p>



<p class="has-medium-font-size">Gazprom, il gigante energetico russo, ha effettuato la sua <a href="https://www.pressreader.com/italy/il-fatto-quotidiano/20241220/281775634763172?srsltid=AfmBOoru4V4nYvtuPqxoHLyjXa6fGA3UvWOF8yIK0k-hyl2jBw62ofNk">prima consegna di gas liquefatto (GNL) in Italia</a>. La nave cisterna <em><strong>Cool Rover</strong></em> ha trasportato il carico <strong>dal terminale GNL Portovaya</strong>, situato sul Mar Baltico, fino al<strong> terminale di rigassificazione offshore a Livorno</strong>. L&#8217;impianto Portovaya, entrato in funzione nel settembre 2022, ha una capacità annua di 1,5 milioni di tonnellate e, nei primi mesi di attività, ha fornito gas a paesi come Turchia, Grecia e Cina e recentemente in Spagna.<br>Questa recente operazione in Italia ha visto lo scarico, il 17 dicembre, di circa 87,7 milioni di metri cubi di gas presso il terminale di Livorno, gestito da OLT (Offshore LNG Toscana)(2). </p>



<p class="has-small-font-size">(1) L&#8217;Ucraina fermerà il transito del gas per l&#8217;EU a partire dalle 7 del mattino del 1 Gennaio 2025. Lo ha dichiarato il Primo Ministro ucraino Denys Shmyhal.<br>(2) Offshore LNG Toscana è la società che gestisce il terminale galleggiante di rigassificazione FSRU Toscana. Questo terminale è capace di immagazzinare e rigassificare gas naturale liquefatto (GNL) e si trova a circa 22 chilometri al largo delle coste di Livorno. OLT è una joint venture tra Snam S.p.A.(circa 55% del capitale sociale), First Sentier Investors (42%) e Golar LNG (3%). <br>(*) Il mercato delle quote di CO2 è noto come Emission Trading System (ETS) o Sistema di Scambio di Emissioni. In Europa, questo sistema è specificamente chiamato EU ETS (European Union Emission Trading System). È uno strumento creato dall&#8217;Unione Europea per ridurre le emissioni di gas serra, in particolare di anidride carbonica (CO2), attraverso un sistema di scambio di permessi di emissione. In pratica il mercato delle quote di CO2 (Emission Trading System) funziona secondo questi 5 passi: 1. Limite: Viene fissato un tetto massimo di emissioni. 2. Quote: Le aziende ricevono o acquistano quote di emissioni. 3. Scambio: Le aziende possono comprare e vendere quote. 4.Conformità: Le aziende devono restituire un numero di quote pari alle loro emissioni. 5.Sanzioni: Chi non rispetta i limiti paga delle penali.<br>(**) Il gas di scisto, o shale gas, è un tipo di gas naturale intrappolato nelle rocce sedimentarie poco porose chiamate scisti⁽¹⁾. Queste rocce si trovano spesso in strati nel sottosuolo e contengono materia organica che, con il tempo, si è trasformata in gas naturale, principalmente metano. Per estrarre il gas di scisto, vengono utilizzate tecniche avanzate come la fratturazione idraulica (fracking) e la trivellazione orizzontale. Queste tecniche permettono di creare fratture nelle rocce per permettere al gas di fluire verso il pozzo di estrazione. Si tratta di una tecnica che utilizza grandi quantità di acqua, sabbia e sostanze chimiche per rompere le rocce e rilasciare il gas. Questo può contaminare le risorse idriche locali e creare rischi per la salute umana. Si considerino poi i costi ambientali relativi a liquefazione, trasporto e rigassificazione con tutti i problemi di sicurezza che comporta ciascuna di queste fasi inesistenti nel caso del gas da tubo. <br>(&#8216;) Ecco come funziona: 1. Acquisto massiccio: Gli speculatori acquistano grandi quantità di un bene, aumentando la domanda. <br>2.Attesa del prezzo: Con l&#8217;aumento della domanda, il prezzo del bene tende a salire.<br>3. Vendita con profitto: Una volta che il prezzo è aumentato abbastanza, gli speculatori vendono i beni a un prezzo più alto, realizzando un profitto. In pratica una profezia che si autoavvera&#8230;</p>



<p class="has-small-font-size">articoli correlati a cura dell&#8217;autore<br><a href="https://www.francescocappello.com/2024/11/07/le-condizioni-economiche-della-guerra-da-biden-a-trump/">Raccolta articoli </a><a href="https://www.francescocappello.com/energia-gas-liquefatto/">https://www.francescocappello.com/energia-gas-liquefatto/</a><br><a href="https://www.francescocappello.com/2024/12/18/lastronomica-finanziarizzazione-di-stellantis/">L’astronomica finanziarizzazione di Stellantis</a><br><a href="https://www.francescocappello.com/2024/11/07/le-condizioni-economiche-della-guerra-da-biden-a-trump/"></a><a href="https://www.francescocappello.com/2024/12/05/gli-usa-hanno-vinto-la-guerra-contro-leuropa/">Gli USA hanno vinto la guerra contro l’Europa</a><br><a href="https://www.francescocappello.com/2024/12/05/gli-usa-hanno-vinto-la-guerra-contro-leuropa/"></a><a href="https://www.francescocappello.com/2024/11/07/le-condizioni-economiche-della-guerra-da-biden-a-trump/">Le condizioni economiche della guerra da Biden a Trump</a><br><a href="https://www.francescocappello.com/2022/10/10/la-guerra-bombarda-leuropa/">La guerra bombarda l’Europa</a><a href="https://www.francescocappello.com/2019/02/03/cfa-e-non-solo%e2%80%a8/"><br></a><a href="https://www.francescocappello.com/2022/12/27/sanzioni-deprivazione-energetica-deindustrializzazione-recessione-austerity-mes-default-quali-soluzioni-fuori-litalia-dalla-guerra/">Sanzioni, deprivazione energetica, deindustrializzazione, recessione, austerity, MES, default…<br>Quali soluzioni? Fuori l’Italia dalla guerra</a></p>



<p></p>



<p class="has-text-align-center has-large-font-size">SEGUICI SU <a href="http://www.pangeanotizie.it">www.pangeanotizie.it</a><br></p>



<p>© COPYRIGHT Seminare domande<br><em>divieto di riproduzione senza citazione della fonte</em> </p>



<p>canale telegram di Seminare domande<br><a href="https://t.me/Seminaredomande">https://t.me/Seminaredomande</a></p>



<p>Iscriviti per ricevere notifica ad ogni nuovo articolo </p>



<div class="wp-block-jetpack-subscriptions wp-block-jetpack-subscriptions__supports-newline"><div class="jetpack_subscription_widget">            <form action="#" method="post" accept-charset="utf-8" id="subscribe-blog-543">
				                    <p id="subscribe-email">
                        <label id="jetpack-subscribe-label"
                               class="screen-reader-text"
                               for="subscribe-field-543">
							Indirizzo e-mail                        </label>
                        <input type="email" name="email" required="required"
                        			                    			                    style="font-size: 16px; padding: 15px 23px 15px 23px; border-radius: 0px; border-width: 1px;"
		                                                value=""
                            id="subscribe-field-543"
                            placeholder="Indirizzo e-mail"
                        />
                    </p>

                    <p id="subscribe-submit">
                        <input type="hidden" name="action" value="subscribe"/>
                        <input type="hidden" name="source" value="https://www.francescocappello.com/tag/sanzioni-energetiche/feed/"/>
                        <input type="hidden" name="sub-type" value="widget"/>
                        <input type="hidden" name="redirect_fragment" value="543"/>
						                        <button type="submit"
	                        		                    			                    style="font-size: 16px; padding: 15px 23px 15px 23px; margin-left: 10px; border-radius: 0px; border-width: 1px;"
		                    	                        name="jetpack_subscriptions_widget"
	                    >
	                        Iscriviti                        </button>
                    </p>
				            </form>
		
</div></div>
<div style='display:none;' class='shareaholic-canvas' data-app='share_buttons' data-title='Sanzioni ed emissioni zero insostenibili' data-link='https://www.francescocappello.com/2024/12/26/sanzioni-ed-emissioni-zero-insostenibili/' data-app-id-name='category_below_content'></div><div style='display:none;' class='shareaholic-canvas' data-app='recommendations' data-title='Sanzioni ed emissioni zero insostenibili' data-link='https://www.francescocappello.com/2024/12/26/sanzioni-ed-emissioni-zero-insostenibili/' data-app-id-name='category_below_content'></div>]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.francescocappello.com/2024/12/26/sanzioni-ed-emissioni-zero-insostenibili/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>2</slash:comments>
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">13883</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Gli USA hanno vinto la guerra contro l&#8217;Europa</title>
		<link>https://www.francescocappello.com/2024/12/05/gli-usa-hanno-vinto-la-guerra-contro-leuropa/</link>
					<comments>https://www.francescocappello.com/2024/12/05/gli-usa-hanno-vinto-la-guerra-contro-leuropa/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesco Cappello]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 05 Dec 2024 21:41:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[crisieconomica]]></category>
		<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Fuori l'Italia dalla guerra]]></category>
		<category><![CDATA[geoeconomia]]></category>
		<category><![CDATA[l'oro & la spada]]></category>
		<category><![CDATA[Questione energetica]]></category>
		<category><![CDATA[UnioneEuropea]]></category>
		<category><![CDATA[alti tassi]]></category>
		<category><![CDATA[Deindustrializzazione]]></category>
		<category><![CDATA[delocalizzazione]]></category>
		<category><![CDATA[gas liquefatto]]></category>
		<category><![CDATA[GNL]]></category>
		<category><![CDATA[inflazione]]></category>
		<category><![CDATA[sanzioni]]></category>
		<category><![CDATA[sanzioni energetiche]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.francescocappello.com/?p=13640</guid>

					<description><![CDATA[La guerra ha moltiplicato i prezzi dell&#8217;energia, provocato deindustrializzazione, inflazione e perdita di posti di lavoro Se lo scopo della guerra, nel cuore dell&#8217;Europa, era quello di alzare una barriera tra la Federazione Russa e l&#8217;Europa occidentale e tra quest&#8217;ultima e la Cina, si può affermare che gli Stati Uniti hanno vinto la loro guerra&#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div style='display:none;' class='shareaholic-canvas' data-app='share_buttons' data-title='Gli USA hanno vinto la guerra contro l&#039;Europa' data-link='https://www.francescocappello.com/2024/12/05/gli-usa-hanno-vinto-la-guerra-contro-leuropa/' data-app-id-name='category_above_content'></div>
<h2 id="la-guerra-ha-moltiplicato-i-prezzi-dell-energia-provocato-deindustrializzazione-inflazione-e-perdita-di-posti-di-lavoro"><strong>La guerra ha moltiplicato i prezzi dell&#8217;energia, provocato deindustrializzazione, inflazione e perdita di posti di lavoro</strong></h2>



<p class="has-medium-font-size">Se lo scopo della guerra, nel cuore dell&#8217;Europa, era quello di <strong>alzare una barriera tra la Federazione Russa e l&#8217;Europa occidentale </strong>e tra quest&#8217;ultima e la Cina, si può affermare che <strong>gli Stati Uniti hanno vinto la loro guerra contro l&#8217;Europa</strong> (vedi il mio <a href="https://www.francescocappello.com/2024/11/07/le-condizioni-economiche-della-guerra-da-biden-a-trump/">Le condizioni economiche della guerra da Biden a Trump</a>). Le hanno imposto, tra l&#8217;altro, l&#8217;importazione dei loro sistemi d&#8217;arma e del loro gas di scisto liquefatto che gli permette di riequilibrare la loro bilancia commerciale e la loro posizione finanziaria netta nei confronti del resto del mondo. <br><strong>I prezzi del gas in Europa superano attualmente i 100 €/MWh superando di cinque volte i prezzi del 2022</strong>. Il conflitto, come ciascuno sa iniziò nel febbraio del 2022. Chi ricorda l&#8217;invito di Draghi a scegliere la sua pace rinunciando all&#8217;aria condizionata? </p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<iframe class='youtube-player' width='1170' height='659' src='https://www.youtube.com/embed/SZOiD8dcUFQ?version=3&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;autohide=2&#038;showsearch=0&#038;showinfo=1&#038;iv_load_policy=1&#038;wmode=transparent' allowfullscreen='true' style='border:0;'></iframe>
</div></figure>



<p class="has-medium-font-size">Qualche sacrificio pur di poter infliggere le sanzioni energetiche alla Federazione Russa descritta come colpevole di aggressione militare nei confronti dell&#8217;Ucraina. Una narrazione propagandistica del tutto falsa. <br><strong>Il sabotaggio USA/NATO del North Stream</strong> è stato l&#8217;evento più paradigmatico di questo processo di rinuncia coatta da parte dell&#8217;Europa al supporto energetico russo che aveva grandemente contribuito al suo sviluppo economico. Oggi secondo <em>Gas Infrastructure Europe</em>, i prelievi di gas dagli stoccaggi stanno subendo un’accelerazione in tutta l’Unione Europea.<br>La combinazione di fattori geopolitici, speculazione e crescente dipendenza da fonti energetiche importate ha reso il panorama energetico europeo sempre più critico ed instabile, con ripercussioni sull’economia e sui consumatori. </p>



<h3 id="una-dipendenza-strategica"><strong>Una dipendenza strategica</strong></h3>



<p class="has-medium-font-size">L’Europa è storicamente dipendente dalle importazioni di energia e materie prime. La sua economia, oggi avviata verso <strong>finanziarizzazione forzata</strong>, era sempre stata un’economia di trasformazione. Essa ha tradizionalmente compreso settori altamente energivori, come la siderurgia, la chimica, il petrolchimico, la carta, ecc.. Questi comparti utilizzano grandi quantità di energia e combustibili fossili per alimentare i relativi processi industriali. Non va dimenticato l&#8217;uso ad ampio spettro degli idrocarburi per attività come la produzione di fertilizzanti chimici e pesticidi, essenziali per l’agricoltura ed in generale per tutto il settore agroalimentare e della produzione animale così come in quello farmaceutico. Insomma, non solo utilizziamo gli idrocarburi per i trasporti, la produzione di energia elettrica e l&#8217;industria, ma<strong>, per come funziona oggi l&#8217;economia, nel bene e nel male, <strong>letteralmente</strong></strong> <strong>li trasformiamo in cibo</strong>.</p>



<p class="has-medium-font-size">L’aumento dei prezzi dell’energia è uno dei fattori più importanti che contribuiscono alla <strong>deindustrializzazione</strong> conseguente anche alla perdita di competitività a livello globale, con numerose aziende europee costrette a chiudere o trasferirsi in altre regioni del mondo (in particolare verso gli USA(2)). La ciliegina sulla torta è arrivata, infatti, con l&#8217;innalzamento dei tassi di interesse imposto dalla BCE, ufficialmente per calmierare l&#8217;inflazione, in realtà per sostenere l&#8217;euro, costretto ad inseguire gli alti tassi della Federal Reserve, che la banca centrale americana ha dovuto alzare per difendere il dollaro da un suo uso in vistoso calo sui mercati internazionali. L&#8217;innalzamento dei tassi (alti costi del denaro e quindi degli investimenti delle imprese), insieme ai costi della decarbonizzazione, stanno dando il colpo di grazia alle imprese. <br>In Italia dal 2023 abbiamo registrato in Italia 20 mesi consecutivi di calo della produzione industriale, accompagnati dalla messa in cassa integrazione di migliaia di lavoratori. Se, <strong>da inizio anno, 232.000 lavoratori</strong> <strong>sono stati messi in cassa integrazione</strong>, non lavorando neanche un&#8217;ora e perdendo un totale di circa 1 miliardo di euro di redditi netti rispetto a ottobre dello scorso anno, anche gli <strong>inattivi hanno visto un incremento di quasi 400.000</strong> <strong>persone</strong>. </p>



<h3 id="il-ruolo-della-speculazione"><strong>Il ruolo della speculazione</strong></h3>



<p class="has-medium-font-size">L’aumento dei prezzi non è dovuto solo al gioco della domanda e dell’offerta reale. Il mercato europeo del gas, dove i prezzi sono determinati alla borsa di Amsterdam, è particolarmente esposto alla speculazione. I fondi di investimento, molti dei quali sono proprietari delle borse, hanno spinto i prezzi attraverso le scommesse al rialzo e i relativi strumenti derivati. Questa &#8220;inflazione speculativa&#8221; provoca un&#8217;ulteriore inflazione da costi amplificando gli impatti della crisi energetica, facendo gravare i costi su famiglie e imprese.</p>



<h3 id="tensioni-geopolitiche-e-rischi-futuri"><strong>Tensioni geopolitiche e rischi futuri</strong></h3>



<p class="has-medium-font-size">La guerra in Ucraina e le sanzioni imposte alla Russia continuano a influenzare profondamente il mercato energetico europeo. Il contratto di transito del gas russo attraverso l’Ucraina scade quest’anno, e la possibile interruzione delle forniture aggiunge incertezza. Nel frattempo, la Russia ha diversificato i suoi mercati di esportazione, vendendo il 90% del suo petrolio a Cina e India nel 2023 (1). <strong>Gazprom</strong> prevede di aumentare le esportazioni verso la Cina a 100 miliardi di metri cubi all’anno nei prossimi anni, consolidando ulteriormente i legami energetici con l’Asia.</p>



<p class="has-medium-font-size">L’Europa, invece, dipende sempre più dal gas naturale liquefatto (GNL) proveniente dagli Stati Uniti, ma questa strategia non è priva di rischi. La competizione con l’Asia per il GNL sta spingendo i prezzi al rialzo, mentre le forniture statunitensi si sono dimostrate inaffidabili. I dazi alla Cina sono un&#8217;arma a doppio taglio del tutto inutilizzabile. Se gli Stati Uniti interrompessero le esportazioni, come suggeriscono alcune previsioni, l’Europa potrebbe trovarsi in una situazione di emergenza energetica.</p>



<p class="has-medium-font-size">Inoltre, l’escalation delle tensioni in Medio Oriente, il conflitto coinvolgente lo stretto di Suez e in particolare la possibile chiusura dello <strong>Stretto di Hormuz</strong> che metterebbe a rischio il 20% della fornitura mondiale di GNL e di altri idrocarburi potrebbero portare ad un&#8217;ulteriore impennata dei prezzi, aggravando una crisi già severa.</p>



<h3 id="europa-in-trappola">Europa in trappola</h3>



<p class="has-medium-font-size">Nonostante gli impianti di stoccaggio del gas siano ancora sufficientemente pieni, l’Unione Europea affronta incertezze a lungo termine. Oltretutto i Paesi europei che hanno appoggiato l&#8217;Ucraina con armi, sostegno economico ed altro, potrebbero trovarsi costretti a esportare gas in Ucraina per sostenerla, dopo la distruzione bellica delle sue infrastrutture energetiche, aggravando ulteriormente la loro situazione interna. Ursula von der Leyen aveva spavaldamente dichiarato come l’UE fosse pronta a sostituire completamente il gas russo con quello americano, ma questa strategia appare sempre più folle ed insostenibile. </p>



<p class="has-medium-font-size">Nel frattempo, la Russia e la Turchia stanno discutendo la creazione di un <strong>“hub del gas” </strong>, che rafforzerebbe il ruolo di Mosca come fornitore chiave per il mercato asiatico, riducendo ulteriormente la dipendenza dalle vendite in Europa.</p>



<h3 id="un-futuro-incerto"><strong>Un futuro incerto</strong></h3>



<p class="has-medium-font-size">Mentre la Russia si consolida come partner energetico per l’Asia, l’Europa si trova a fronteggiare una perdita di competitività industriale, una crescente disoccupazione e la necessità di rivedere le proprie strategie energetiche. Con i costi della decarbonizzazione che gravano ulteriormente sulle imprese, molti osservatori temono un’accelerazione della <strong>deindustrializzazione europea</strong> (3).</p>



<p class="has-medium-font-size">L&#8217;assenza di una soluzione strutturale rischia di lasciare l&#8217;Europa vulnerabile a crisi future, mentre si profila all’orizzonte uno scenario in cui i Paesi dell’UE potrebbero tornare a fare la fila per il gas russo, come ha recentemente prefigurato il presidente serbo Aleksandar Vučić: <em>“Tra qualche anno, gli Stati Uniti smetteranno di esportare gas liquefatto, e allora tutti si rivolgeranno di nuovo alla Russia”</em>.<br>In tale stato, con una economia in completo disarmo,<strong> l&#8217;armata brancaleone europea</strong> al seguito del solito Draghi, novello brancaleone da Norcia, vorrebbe muovere guerra alla superpotenza atomica russa, mirando alla conquista delle sue immense risorse. Come? Indebitando l&#8217;Europa intera. Costruendo cioè una <strong>difesa comune europea</strong> grazie ad un <strong>debito comune europeo</strong> a vantaggio della solita grande finanza speculativa della quale il maggiordomo della finanza internazionale è portatore d&#8217;interesse.  </p>



<p class="has-small-font-size">(1) Nel 2025, Gazprom stipulerà obblighi contrattuali con la Cina e gli fornirà 38 miliardi di metri cubi alla Cina. Secondo il capo di Gazprom (Alexey Miller), entro la fine del 2022, la Russia ha fornito alla Cina 15,5 miliardi di metri cubi attraverso il gasdotto Power of Siberia. <br>Nei prossimi anni <strong>il volume delle esportazioni di gas verso la Cina dovrebbe ammontare a 48 miliardi di metri cubi di gas all&#8217;anno</strong> e tenendo conto del gasdotto in transito attraverso la Mongolia &#8211; quasi 100 miliardi di metri cubi all&#8217;anno.<br>Secondo il vice primo ministro russo Alexander Novak la quota della Cina nell&#8217;esportazione di petrolio e prodotti petroliferi dalla Russia, nel 2023 è stata del 50% e del 40% per l&#8217;India. <br>Due anni fa, la Russia non esportava quasi nessuna risorsa energetica in India, mentre circa il 40-45% del petrolio e dei prodotti petroliferi russi andavano in Europa. Quest&#8217;anno la quota delle forniture all&#8217;Europa è diminuita di circa 10 volte, al 4-5%.<br>(2) l&#8217;Inflation Reduction Act (IRA) statunitense include incentivi fiscali significativi che incentivano le aziende europee a delocalizzare negli Stati Uniti. Questo ha sollevato preoccupazioni in Europa, dove le autorità stanno cercando di rispondere con <a href="https://www.europarl.europa.eu/RegData/etudes/IDAN/2023/740087/IPOL_IDA%282023%29740087_EN.pdf">misure simili</a> per mantenere competitività e attrarre investimenti.<br>(3) Le principali aziende europee in gravi difficoltà comprendono aziende automobilistiche come Volkswagen, BMW e Renault, che affrontano una forte concorrenza dalle aziende cinesi e dalle politiche fiscali statunitensi. Le aziende manifatturiere come Siemens e Bosch stanno riducendo la produzione, specialmente nei settori con alta intensità energetica. Anche l&#8217;industria chimica, rappresentata da colossi come BASF e Bayer, è colpita dall&#8217;aumento dei costi energetici e dalle difficoltà nelle catene di approvvigionamento. L&#8217;Italia con il suo indotto è egualmente colpita dalla crisi in corso.</p>



<p class="has-small-font-size">articoli correlati a cura dell’autore<br><a href="https://www.francescocappello.com/2024/11/07/le-condizioni-economiche-della-guerra-da-biden-a-trump/">Le condizioni economiche della guerra da Biden a Trump</a><br><a href="https://www.francescocappello.com/2024/10/30/lintelligenza-artificiale-chiamata-a-decidere-la-guerra-atomica/">L’intelligenza artificiale chiamata a decidere la guerra atomica</a><br><a href="https://www.francescocappello.com/2024/07/17/ci-salvera-trump/">Ci salverà Trump?</a><br><a href="https://www.francescocappello.com/2024/07/07/la-transizione-in-atto-verso-un-mondo-nuovo-e-ormai-frenabile-solo-dalla-guerra-globale/">La transizione in atto verso un mondo nuovo è ormai frenabile solo dalla guerra globale</a><br><a href="https://www.francescocappello.com/2024/05/31/giocando-col-fuoco-atomico/">Giocando col fuoco atomico</a><br><a href="https://www.francescocappello.com/2024/05/16/loccidente-e-le-sue-maggiori-istituzioni-in-un-vicolo-cieco-evolutivo/">L’Occidente e le sue maggiori istituzioni in un vicolo cieco evolutivo</a><br><a href="https://www.francescocappello.com/2023/05/11/un-mondo-nuovo-e-in-costruzione-una-seconda-occasione-che-il-mondo-non-deve-mancare/">Un mondo nuovo è in costruzione. Una seconda occasione che il mondo non deve mancare</a><br><a href="https://www.francescocappello.com/2022/10/10/la-guerra-bombarda-leuropa/">La guerra bombarda l’Europa</a><br><a href="https://www.francescocappello.com/2020/01/11/dalleconomia-di-guerra-ad-uneconomia-di-pace/">Dall’economia di guerra ad un’economia di pace</a><br><a href="https://www.francescocappello.com/2019/02/03/cfa-e-non-solo%e2%80%a8/">Incatenati alla moneta – CFA – Franco coloniale francese – e non solo</a><br><a href="https://www.francescocappello.com/2019/02/10/un-paese-incatenato/">Un Paese incateNATO</a><a href="https://www.francescocappello.com/2019/02/03/cfa-e-non-solo%e2%80%a8/"><br></a><a href="https://www.francescocappello.com/2022/12/27/sanzioni-deprivazione-energetica-deindustrializzazione-recessione-austerity-mes-default-quali-soluzioni-fuori-litalia-dalla-guerra/">Sanzioni, deprivazione energetica, deindustrializzazione, recessione, austerity, MES, default…<br>Quali soluzioni? Fuori l’Italia dalla guerra</a><br><a href="https://www.francescocappello.com/2022/09/24/le-prime-ore-del-conflitto-produrrebbero-piu-di-90-milioni-di-persone-uccise-e-ferite/">Le prime ore del conflitto provocherebbero più di 90 milioni di persone uccise e ferite</a><br><a href="https://www.francescocappello.com/2019/06/28/umanita-al-bivio/">Umanità al bivio</a><br>Raccolta articoli <a href="https://www.francescocappello.com/energia-gas-liquefatto/">https://www.francescocappello.com/energia-gas-liquefatto/</a></p>



<p>© COPYRIGHT Seminare domande<br><em>divieto di riproduzione senza citazione della fonte</em> </p>



<p>canale telegram di Seminare domande<br><a href="https://t.me/Seminaredomande">https://t.me/Seminaredomande</a></p>
<div style='display:none;' class='shareaholic-canvas' data-app='share_buttons' data-title='Gli USA hanno vinto la guerra contro l&#039;Europa' data-link='https://www.francescocappello.com/2024/12/05/gli-usa-hanno-vinto-la-guerra-contro-leuropa/' data-app-id-name='category_below_content'></div><div style='display:none;' class='shareaholic-canvas' data-app='recommendations' data-title='Gli USA hanno vinto la guerra contro l&#039;Europa' data-link='https://www.francescocappello.com/2024/12/05/gli-usa-hanno-vinto-la-guerra-contro-leuropa/' data-app-id-name='category_below_content'></div>]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.francescocappello.com/2024/12/05/gli-usa-hanno-vinto-la-guerra-contro-leuropa/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>1</slash:comments>
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">13640</post-id>	</item>
	</channel>
</rss>
