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	<title>Crosetto &#8211; Seminare Domande [www.pangeanotizie.it]</title>
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	<description>Seminare domande in ognuno matura e germina risposte: voce e nuovo potere – Danilo Dolci</description>
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	<title>Crosetto &#8211; Seminare Domande [www.pangeanotizie.it]</title>
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		<title>FUORI L’ITALIA DALLA GUERRA!</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesco Cappello]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 05 Mar 2026 11:27:52 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Teheran ha avvertito che un utilizzo delle basi statunitensi sul nostro territorio sarebbe considerato un atto di guerra Il nostro è un territorio funestato dalla presenza militare statunitense (vedi nota [1]). Gli USA fanno di noi ciò che vogliono. Gli iraniani difendendosi dall’attacco terroristico che stanno subendo hanno reagito distruggendo basi e porti militari in&#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div style='display:none;' class='shareaholic-canvas' data-app='share_buttons' data-title='FUORI L’ITALIA DALLA GUERRA!' data-link='https://www.francescocappello.com/2026/03/05/fuori-litalia-dalla-guerra/' data-app-id-name='category_above_content'></div>
<h2 id="teheran-ha-avvertito-che-un-utilizzo-delle-basi-statunitensi-sul-nostro-territorio-sarebbe-considerato-un-atto-di-guerra"><strong><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-red-color">Teheran ha avvertito che un utilizzo delle basi statunitensi sul nostro territorio sarebbe considerato un atto di guerra</mark></strong></h2>



<p class="has-medium-font-size">Il nostro è un territorio funestato dalla presenza militare statunitense (vedi nota [1]). Gli USA fanno di noi  ciò che vogliono. <br><strong>Gli iraniani difendendosi dall’attacco terroristico che stanno subendo hanno reagito distruggendo basi e porti militari in tutte quelle monarchie familiari arabe affiliate agli Stati Uniti utilizzate quale base di lancio verso il territorio iraniano. </strong><br>Gli USA , in misure proporzionale alla distruzione di quelle infrastrutture militari,<strong> indietreggeranno ritirandosi presso i paesi del Mediterraneo come il nostro</strong>, la Grecia e gli altri. Abbiamo visto come gli iraniani siano riusciti a prendere di mira con successo gli inglesi a Cipro. </p>



<p class="has-medium-font-size">Noi dovremmo tirarci fuori dalla guerra e invece ci stiamo facendo coinvolgere sempre più pericolosamente. </p>



<h3 id="l-italia-verso-un-decreto-aiuti-l-ipotesi-di-sistemi-anti-droni-e-samp-t-al-golfo">L’Italia verso un decreto aiuti, l’ipotesi di sistemi anti droni e Samp/T al Golfo</h3>



<p class="has-medium-font-size">L&#8217;Italia si prepara purtroppo a fornire supporto militare ai Paesi del Golfo colpiti dai missili iraniani. Il nostro solerte ministro della Guerra, Guido Crosetto, <strong>ha annunciato un pacchetto di aiuti &#8211; dispositivi anti-drone e possibilmente il sistema terra-aria Samp/T </strong>– <strong>da varare con un decreto legge in coordinamento con i partner europei, su richiesta di Emirati Arabi Uniti e Kuwait.</strong> <br><br>Resta inoltre aperto il <strong>nodo cruciale delle basi italiane per eventuali azioni offensive americane contro l&#8217;Iran.</strong> Non a caso il ministro degli esteri Tajani ha tenuto a ribadire rivolto all’Iran che il supporto delle basi sul territorio italiano è <strong>solo di natura logistica e non cinetica</strong> come vorrebbe la richiesta americana e come moltissimi elementi fanno già sospettare che sia. <br>Sappiamo qual è stata la reazione spagnola a questa stessa richiesta e la relativa reazione di Trump. <strong><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-red-color">Teheran ha avvertito che un utilizzo delle basi statunitensi sul nostro territorio sarebbe considerato un atto di guerra!</mark></strong> La posizione ufficiale dell&#8217;Iran è stata formalizzata attraverso una <strong>lettera inviata al Segretario Generale delle Nazioni Unite e al Presidente del Consiglio di Sicurezza il 20 febbraio 2026. In tale documento, l&#8217;Ambasciatore permanente dell&#8217;Iran presso l&#8217;ONU, Amir Saeid Iravani, ha stabilito un nesso diretto tra l&#8217;utilizzo delle infrastrutture militari straniere e la risposta bellica iraniana</strong>. La citazione testuale contenuta nel documento ufficiale recita:</p>



<blockquote class="wp-block-quote"><p>&#8220;Qualora l&#8217;aggressione militare contro il territorio iraniano dovesse concretarsi, tutte le basi, le strutture e le risorse della forza ostile nella regione e oltre, che vengano messe a disposizione per facilitare o lanciare tali attacchi, costituiranno obiettivi legittimi nel contesto della risposta difensiva dell&#8217;Iran.&#8221;</p></blockquote>



<p class="has-medium-font-size">Secondo fonti non occidentali vicine alla diplomazia iraniana, questa formulazione è volutamente ampia per includere non solo le basi nel Golfo Persico, <strong>ma anche i nodi logistici e operativi nel Mediterraneo, come Sigonella e Niscemi al Sud </strong>(vedi nota [2]) <strong>o Aviano al Nord. Secondo le analisi prodotte da centri studi militari vicini al governo di Teheran e da osservatori indipendenti dell&#8217;area mediorientale, le basi in Italia considerate più &#8220;sensibili&#8221; e potenzialmente nel mirino di una ritorsione iraniana sono principalmente tre,</strong> a causa del loro ruolo strategico unico. <br><strong>La base siciliana di Sigonella </strong>è identificata come il nodo critico principale. Gli analisti militari sottolineano che Sigonella non è solo una base logistica, ma il &#8220;cuore pulsante&#8221; della sorveglianza aerea nel Mediterraneo. La presenza dei droni Global Hawk e dei sistemi AGS (Alliance Ground Surveillance) della NATO rende questa base indispensabile per la designazione dei bersagli e la raccolta di intelligence in tempo reale. <strong>Per l&#8217;Iran, colpire o neutralizzare Sigonella significherebbe &#8220;accecare&#8221; le capacità di attacco di precisione degli Stati Uniti nel settore sud-orientale</strong>.<br><strong>La base di Aviano, in Friuli-Venezia Giulia</strong>, viene monitorata con estrema attenzione perché <strong>ospita il 31st Fighter Wing della US Air Force</strong>. Gli esperti militari iraniani considerano Aviano come la <strong>principale rampa di lancio per i cacciabombardieri F-16 ed F-35</strong> che potrebbero essere rischierati rapidamente verso il Medio Oriente. In diverse simulazioni tattiche pubblicate su media vicini alle IRGC (Guardie della Rivoluzione), <strong>Aviano</strong> <strong>viene citata come l&#8217;obiettivo primario per dimostrare la capacità dell&#8217;Iran di colpire il &#8220;Fianco Sud&#8221; dell&#8217;Alleanza Atlantica, qualora l&#8217;Italia permettesse il decollo di missioni offensive dal proprio suolo</strong>.<br>Infine, <strong>la stazione MUOS di Niscemi</strong>, sempre in Sicilia, è considerata un obiettivo di alto valore strategico. Trattandosi di uno dei quattro nodi mondiali del sistema di comunicazioni satellitari ultra-veloci della Marina statunitense, la sua distruzione o il suo danneggiamento comprometterebbe la capacità del Pentagono di trasmettere ordini criptati alle proprie unità navali e sottomarine schierate tra il Mediterraneo e il Golfo Persico.<br><strong><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-red-color">Tutte queste installazioni rientrano nella &#8220;gittata teorica&#8221; dei sistemi più avanzati iraniani se lanciati da piattaforme mobili</mark></strong> <strong>o se la gittata dei missili iraniani Khorramshahr venisse estesa tramite la riduzione del carico bellico</strong>. Molti analisti militari (anche russi e indiani) concordano, infatti, sul fatto che la tecnologia iraniana permetterebbe di superare agevolmente i 2.000 km. Gli esperti indicano che se il Khorramshahr venisse equipaggiato con una testata più leggera (ad esempio 500-750 kg anziché 1.500 kg), la sua gittata potrebbe estendersi fino a 3.000 &#8211; 4.000 km, trasformandolo di fatto in un missile a raggio intermedio (IRBM). <br>I programmi per la messa in orbita di satelliti (come i razzi Simorgh o Qaem-100) utilizzano tecnologie duali. Secondo analisti indipendenti, questi vettori potrebbero essere riconvertiti in missili balistici intercontinentali (ICBM) capaci di coprire distanze superiori ai 5.000 km. <br><strong>La distanza in linea d&#8217;aria tra l&#8217;Iran occidentale (es. provincia di Kermanshah) e la Sicilia, ad es. Sigonella/Cataniao Niscemi è di circa 2.800 &#8211; 3.000 km.</strong> </p>



<p class="has-medium-font-size">Ritornando ai nostri. <strong>Crosetto ha rimandato la decisione al Parlamento, mentre la Lega chiede un sostegno esclusivamente logistico. Meloni riferirà in Parlamento</strong>. In questa nuova condizione, non è a caso che quei furboni degli americani, secondo l&#8217;accordo raggiunto il 6 febbraio 2026, <strong>hanno deciso di affidare il comando del Joint Force Command Naples non più ad un ammiraglio statunitense, ma a un Generale italiano </strong>(a quattro stelle). Dalla sua fondazione (come AFSOUTH nel 1951), il comando di Napoli era sempre stato guidato dagli Stati Uniti. Per la prima volta, l&#8217;Italia assumerà la leadership operativa piena di questo quartier generale strategico. <strong>L&#8217;Italia si assume così la responsabilità diretta della pianificazione e della conduzione delle operazioni NATO in un&#8217;area cruciale che comprende il Mediterraneo, i Balcani e il Nord Africa. </strong>Questa decisione fa parte di un riequilibrio strategico interno alla NATO (chiamato spesso &#8220;europeizzazione&#8221; della difesa). Tutti e tre i comandi operativi principali (Napoli, Brunssum in Olanda e Norfolk negli USA) saranno ora guidati da europei. Gli Stati Uniti, manterranno ovviamente il comando supremo politico-militare (SACEUR).<strong> In altri termini, l&#8217;Italia non sarà più solo la &#8220;nazione ospitante&#8221; o il braccio destro degli americani a Lago Patria, ma diventerà la nazione guida per la sicurezza del fianco sud dell&#8217;Alleanza.</strong> Contenti?</p>



<p class="has-medium-font-size">Noi comuni cittadini italiani dovremmo opporci con tutte le nostre forze all’ulteriore pericolosissimo coinvolgimento del nostro Paese nelle guerre in corso. Vogliamo un’Italia neutrale, che non partecipi in nessun modo a guerre che non ci appartengono. Vogliamo un’Italia con una sua politica estera non subordinata agli interessi statunitensi, che si prodighi come mediatore di pace. Un’Italia che sappia liberarsi dalla presenza militare statunitense sul nostro territorio. Per la salvezza del nostro Paese dobbiamo chiedere con un’unica voce la sostituzione di qualsiasi classe dirigente guerrafondaia in Italia ed in Europa.</p>



<p class="has-small-font-size">[1] L&#8217;Italia non è uno Stato sovrano nel senso classico del termine, ma si è trasformata in una sorta di portaerei immobile e iper-tecnologica nel cuore del Mediterraneo, una piattaforma logistica dove il tricolore sventola, spesso solo come cortesia diplomatica, su una realtà di occupazione consensuale che ha radici profonde nell&#8217;esito del secondo conflitto mondiale. Con oltre <strong>dodicimila soldati americani stabilmente accasati sul suolo italico,</strong> il nostro Paese rappresenta il secondo avamposto del Pentagono in Europa, una cifra che lievita esponenzialmente se si considerano i circa sedicimila civili e familiari che gravitano attorno a una rete di installazioni che si stima superino ampiamente i cento siti, tra basi dichiarate, stazioni radar segrete e depositi di munizioni.<br>Questa presenza trasforma la penisola in un bersaglio primario senza che il Parlamento abbia una reale voce in capitolo sulle operazioni che da qui partono. Si pensi alla base di Aviano, dove il 31° Fighter Wing mantiene uno stato di allerta permanente: non si tratta di una semplice caserma, ma di un trampolino di lancio per il potere aereo statunitense verso l&#8217;Est Europa e il Medio Oriente. Qui, la questione della sovranità si fa drammatica quando si tocca il nervo scoperto delle testate nucleari B61, stimate in decine di unità, che rendono l&#8217;Italia complice di una strategia di deterrenza atomica decisa interamente a Washington e che rende il nostro paese oggetto di ritorsione nucleare in caso di conflitto atomico. Il concetto di doppia chiave, spesso sbandierato dalla difesa ufficiale, è una finzione giuridica per coprire il fatto che i codici di attivazione e la volontà politica di distruzione restano un&#8217;esclusiva d&#8217;oltreoceano.<br>Scendendo verso sud, il panorama si fa ancora più cupo per chi difende l&#8217;autodeterminazione nazionale.<strong> La Sicilia è stata di fatto annessa alla strategia bellica globale americana tramite il MUOS di Niscemi e la stazione di Sigonella</strong>. <strong>Quest&#8217;ultima non è più soltanto il &#8220;vivaio&#8221; della Sesta Flotta, ma il cervello operativo da cui decollano i droni Global Hawk e Reaper per missioni di assassinio mirato o sorveglianza in Africa e nel Sahel. </strong>È una guerra invisibile e remota che l&#8217;Italia ospita e supporta tecnicamente, esponendosi a ritorsioni asimmetriche e terroristiche per conflitti che non ha mai dichiarato. A questo si aggiunge l&#8217;anomalia di <strong>Camp Darby in Toscana,</strong> una città sotterranea di esplosivi e mezzi corazzati che funge da polmone per ogni intervento militare statunitense nel quadrante mediorientale, rendendo il porto di Livorno e le ferrovie locali ingranaggi di una macchina bellica straniera.<br>Il costo di questa ospitalità non è solo strategico o morale, ma anche economico e sociale. <strong>Mentre la narrazione ufficiale parla di indotto, un&#8217;analisi attenta dei flussi finanziari rivela che il contribuente italiano partecipa indirettamente al mantenimento di questa struttura con centinaia di milioni di euro annui tra esenzioni fiscali sui carburanti, affitti demaniali mai riscossi e spese di sicurezza esterna</strong>. A ciò si somma l&#8217;odioso vulnus della giurisdizione: <strong>lo status dei militari USA, regolato da accordi spesso secretati e risalenti alla Guerra Fredda, garantisce una protezione legale che scavalca i tribunali italiani, lasciando ferite aperte nella memoria collettiva</strong>. In definitiva, la presenza esorbitante di truppe e mezzi descrive un Paese che ha barattato la propria autonomia strategica per una &#8220;protezione&#8221; che è in realtà una servitù militare, trasformando l&#8217;Italia nell&#8217;ingranaggio più prezioso e, allo stesso tempo, più sacrificabile dell&#8217;impero americano.Desideri che approfondisca l&#8217;impatto ambientale di queste basi sul territorio italiano o preferisci analizzare come siano cambiati gli accordi segreti negli ultimi anni?</p>



<p class="has-small-font-size">[2] Ecco la lunghissima&nbsp;<strong>lista delle installazioni militari che infestano l’isola</strong>&nbsp;come puntualmente documentato dal movimento NO MUOS:</p>



<blockquote class="wp-block-quote has-small-font-size"><p>complessivamente&nbsp;<strong>quattro tipi</strong>&nbsp;di basi militari:<br><strong>Basi e infrastrutture concesse in uso agli USA</strong>, in base agli accordi segreti del 29 giugno 1951 e del 20 ottobre 1954. In base a tali accordi, e solo in teoria, le installazioni sono poste sotto comando italiano e i comandi USA detengono il controllo militare su equipaggiamento e operazioni.<br><strong>Basi NATO, in base agli accordi dell’Alleanza Atlantica</strong>.<br><strong>Basi italiane “precettate” per l’assegnazione alla NATO</strong>, cioè messe a disposizione del blocco militare d’Oltre Oceano, in base agli accordi dell’Alleanza Atlantica.<br><strong>Basi promiscue (USA, NATO e Italia)</strong>, in base agli accordi segreti di cui sopra e in base agli accordi dell’Alleanza Atlantica.<br><strong>Acireale (CT)</strong>&nbsp;– US Navy Air Station (residenza di militari USA) – Department Of the Navy – Housing Department – Via Barbagallo – Ctr. Pennisi – Santa Maria La Stella. Di recente la sede residenziale è stata chiusa.<br><strong>Augusta (SR)</strong>&nbsp;– Porto-base utilizzato dalla Marina USA (VI Flotta) – Deposito di munizioni – Installazione concessa in uso agli Stati Uniti. Pontile per l’attracco di sommergibili nucleari, con missili Polaris. Probabili gallerie sottomarine per sommergibili con penetrazione nell’entroterra costiero.<br><strong>Birgi (TP)</strong>&nbsp;– Aeroporto utilizzato da velivoli USAF con copertura NATO – Aerei Awacs – Base aerea per missioni dirette nel Kosovo e in Serbia. Installazione concessa in uso agli Stati Uniti. Dopo l’espulsione dalla Libia delle unità militari USA (e britanniche), l’aeroporto civile di Birgi fu trasformato con piste per i B-52.<br><strong>Caltagirone (CT)</strong>&nbsp;– Stazione di telecomunicazioni USA-NATO.<br><strong>Catania</strong>&nbsp;– Installazione concessa in uso agli Stati Uniti – Infrastruttura della NATO. Comando Operativo Aeronavale NATO e Base della Military Police USA. US Naval Air Facility Customs – Via Cardinale Dusmet, 131.<br><strong>Cava Sorciaro (SR) – (Comune di Augusta)</strong>&nbsp;– Deposito di armamenti per le forze navali della NATO e della VI Flotta USA del Mediterraneo.<br><strong>Centuripe (EN)</strong>&nbsp;– Stazione di telecomunicazioni USA- NATO.<br><strong>Falconara Sicula (CL)</strong>&nbsp;–&nbsp;<strong>(Comune di Butera)</strong>&nbsp;– Installazioni che mantengono il ponte radio fra le basi spagnole della VI Flotta USA e le unità in navigazione nel Mediterraneo.<br><strong>Favignana (TP)</strong>&nbsp;– Centro di telecomunicazioni.<br><strong>Isola delle Femmine (PA)</strong>&nbsp;– Deposito di munizioni USA-NATO.<br><strong>Lampedusa isola – (AG) – (116 miglia da Porto Empedocle)</strong>&nbsp;– Base aerea di attacco USA per il Mediterraneo. Installazione per la navigazione Loran. Base della Guardia costiera USA; Centro d’ascolto e di comunicazioni NSA.<br><strong>Lercara Friddi (PA)</strong>&nbsp;– Deposito di testate nucleari.<br><strong>Marina di Marza (RG)</strong>&nbsp;– Stazione di telecomunicazioni USA- NATO, inserita nel sistema di Niscemi.<br><strong>Marsala (TP)</strong>&nbsp;– Stazione controllo e comunicazione (difesa aerea) della NATO.<br><strong>Marzameni (SR)</strong>&nbsp;– Base di avvistamento radar capace di intercettare bombardieri e missili in avvicinamento a 2500 chilometri.<br><strong>Messina (ME)</strong>&nbsp;– Infrastruttura della NATO.<br><strong>Monte Lauro (SR)</strong>&nbsp;– Stazione di telecomunicazioni USA-NATO.<br><strong>Motta Sant’Anastasia (CT)</strong>&nbsp;– Stazione di telecomunicazioni USA-NATO. US Naval Air Station – Ctr. Fontanazza.<br><strong>Niscemi (CL)</strong>&nbsp;– Base del NavComTelSta (stazione di comunicazione US-Navy), coordina le attività dell’esistente stazione di telecomunicazione navale del presidio ed è indispensabile per le comunicazioni interne alla marina USA.<br><strong>Palombara (SR)</strong>&nbsp;– Centrale operativa di combattimento aeronavale dipendente dal Comanda Navale della NATO.<br><strong>Palermo (PA)</strong>&nbsp;– Installazione concessa in uso agli Stati Uniti. Il personale militare americano è stato ridotto.<br><strong>Pantelleria isola (TP)</strong>&nbsp;– (77 miglia da Trapani) – Base aerea e radar NATO, centro di telecomunicazioni dell’US Navy (Comando flotta USA).<br><strong>Paternò (CT)</strong>&nbsp;– U.S. Naval Air Station – (residenza di militari USA) – Department Of The Navy Housing Department – Via Vittorio Emanuele, 424 – tel. 095-854854 (Fax).<br><strong>Priolo Gargallo (SR) – (Comune di Priolo)</strong>&nbsp;– Strutture di supporto.<br><strong>Punta Raisi (PA) (km 5 da Cinisi)</strong>&nbsp;– Aeroporto (base saltuaria) utilizzato dall’USAF.<br><strong>Rafforosso (PA)</strong>&nbsp;– Deposito di testate nucleari.<br><strong>Sigonella (CT)</strong>&nbsp;– Importante stazione aeronavale con appoggio a Catania; reparti operativi e di supporto USA, dotata di aerei antisommergibili. È la principale base terrestre dell’US Navy nel Mediterraneo centrale, utilizzata come supporto logistico della VI Flotta (circa 3.400 militari e civili americani). Oltre ad unità della US-Navy, ospita diversi squadroni tattici dell’US-Air-Force: elicotteri del tipo HC-4, caccia Tomcat F14 e A6 Intruder, nonché alcuni gruppi di F-16 e F-111 equipaggiati con bombe nucleari del tipo B-43, da più di 100 kilotoni l’una; caccia F-18. Fino al 2006 erano di stanza qui anche gli elicotteri navalizzati CH-53E Super Stallion, che però la difesa statunitense ha deciso di richiamare nella base di Norkfolk in Virginia.<br><strong>Siracusa (SR)</strong>&nbsp;– Infrastruttura della NATO.<br><strong>Trapani (TP)</strong>&nbsp;– Infrastruttura della NATO.<br><strong>Vizzini (CT)</strong>&nbsp;– Deposito vari di munizioni dell’USAF.</p></blockquote>



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ReArm Europe soccorre i grandi fondi agevolando le manovre del presidente</a><br><a href="https://www.francescocappello.com/2025/03/18/armarsi-a-debito-la-finanza-armata-dellunione/">Armarsi a debito. La Finanza armata dell’Unione</a><br><a href="https://www.francescocappello.com/2025/03/13/larmata-brancaleone-europea-dopo-la-mascherina-indossa-lelmetto-per-salvare-la-finanza-con-i-nostri-risparmi/">L’Armata Brancaleone europea dopo la mascherina indossa l’elmetto per salvare la finanza con i nostri risparmi</a><br><a href="https://www.francescocappello.com/2025/02/22/lue-chiamata-a-riparare-i-danni-di-guerra-gli-usa-intendono-insinuarsi-tra-russia-e-cina/">L’Ue chiamata a riparare i danni di guerra. 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Le condizioni della Pace</a><br><a href="https://www.francescocappello.com/2024/11/07/le-condizioni-economiche-della-guerra-da-biden-a-trump/">Le condizioni economiche della guerra da Biden a Trump</a><br><a href="https://www.francescocappello.com/2024/09/01/leroica-ucraina-baluardo-del-mondo-libero-contro-limperialismo-russo-democrazie-occidentali-contro-autocrazie/">L’eroica ucraina, baluardo del mondo libero, contro l’imperialismo russo?</a><br><a href="https://www.francescocappello.com/2025/08/03/il-masochismo-geoeconomico-dellunione-europea/">Il masochismo geoeconomico dell’Unione europea</a><br><a href="https://www.francescocappello.com/2025/11/16/lidiocrazia-europea-continua-a-foraggiare-masochisticamente-il-sistema-politico-ucraino-corrotto-e-pericolosissimo/">L’idiocrazia europea continua a foraggiare masochisticamente il sistema politico ucraino, corrotto e pericolosissimo</a><br><a href="https://www.francescocappello.com/2025/12/01/alcuni-aspetti-dello-stato-dellucraina-dopo-tre-anni-di-guerra/">Alcuni aspetti dello stato dell’Ucraina dopo tre anni di guerra</a><br><a href="https://www.francescocappello.com/2026/01/04/2026-un-anno-di-guerra/">2026 – Un anno di guerra?</a><br><a href="https://www.francescocappello.com/2026/02/01/se-non-si-svincola-leuro-affondera-trascinato-giu-dal-dollaro/">Se non si svincola, l’euro affonderà, trascinato giù dal dollaro</a><br><a href="https://www.francescocappello.com/2023/05/11/un-mondo-nuovo-e-in-costruzione-una-seconda-occasione-che-il-mondo-non-deve-mancare/">Un mondo nuovo è in costruzione. Una seconda occasione che il mondo non deve mancare</a><br><a href="https://www.francescocappello.com/2020/01/11/dalleconomia-di-guerra-ad-uneconomia-di-pace/">Dall’economia di guerra ad un’economia di pace</a><br><a href="https://www.francescocappello.com/2019/09/29/il-target-da-centrare/">Il Target da centrare</a><br><a href="https://www.francescocappello.com/2025/02/15/quale-soluzione-per-squilibri-economici-che-degenerano-in-guerra/">Quale soluzione per squilibri economici che degenerano in guerra</a><br><a href="https://www.francescocappello.com/2026/01/24/la-guerra-ibrida-finanziaria-alliran-condotta-da-bessent-su-mandato-di-trump/">La guerra ibrida finanziaria all’Iran condotta da Bessent su mandato di Trump</a></p>



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		<title>Il Non Paper del ministro della guerra vede pericoli e minacce ovunque</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesco Cappello]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 23 Nov 2025 15:18:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[#natoexit]]></category>
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		<category><![CDATA[finestra di Overton]]></category>
		<category><![CDATA[Foreign Information Manipulation & Interference]]></category>
		<category><![CDATA[Francesco Cappello]]></category>
		<category><![CDATA[guerra cognitiva]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra ibrida]]></category>
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					<description><![CDATA[Crosetto ci invita ad affacciarci alla finestra di Overton [1] delle sue interessate paranoie sulla guerra ibrida Abbandoniamo tutte le nostre strampalate teorie sul perché le bollette energetiche siano lievitate, la sanità pubblica non funziona, le piccole imprese falliscono ed evitiamo di dare credito a tutte quelle teorie che siamo soliti adottare per spiegarci come&#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div style='display:none;' class='shareaholic-canvas' data-app='share_buttons' data-title='Il Non Paper del ministro della guerra vede pericoli e minacce ovunque' data-link='https://www.francescocappello.com/2025/11/23/il-non-paper-del-ministro-della-guerra-vede-pericoli-e-minacce-ovunque/' data-app-id-name='category_above_content'></div>
<h2 id="crosetto-ci-invita-ad-affacciarci-alla-finestra-di-overton-1-delle-sue-interessate-paranoie-sulla-guerra-ibrida">Crosetto ci invita ad affacciarci alla finestra di Overton [1] delle sue interessate paranoie sulla guerra ibrida</h2>



<p class="has-medium-font-size">Abbandoniamo tutte le nostre strampalate teorie sul perché le bollette energetiche siano lievitate, la sanità pubblica non funziona, le piccole imprese falliscono ed evitiamo di dare credito a tutte quelle teorie che siamo soliti adottare per spiegarci come mai i cittadini italiani si mostrino sempre più restii a votare. Crosetto nel suo <em><a href="https://www.difesa.it/assets/allegati/83696/non-paper_il_contrasto_alla_guerra_ibrida.pdf">Non-paper</a></em> [2] del <strong>18 novembre 2025</strong> e presentato al <em>Consiglio Supremo di Difesa</em> il giorno successivo, intitolato &#8220;<strong><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-red-color">Il contrasto alla guerra ibrida: una strategia attiva</mark></strong>&#8220;, &#8220;<strong>costruito integrando informazioni non classificate del comparto intelligence con analisi estrapolate da fonti aperte attendibili</strong>&#8221; ci dice l&#8217;indiscutibile verità. È colpa dei russi che insieme a cinesi iraniani e altri attori ostili ci danneggiano quotidianamente. Siamo in una guerra permanente e invisibile, la <strong>&#8220;Guerra Ibrida&#8221;</strong>. Questa minaccia è così &#8220;<strong>subdola</strong>&#8221; e &#8220;<strong>incessante</strong>&#8221; che &#8220;<strong>ogni giorno erode in modo silente la sicurezza delle nostre società</strong>&#8220;. </p>



<blockquote class="wp-block-quote"><p>Si definisce minaccia ibrida &#8220;quella <strong>portata da attori statuali</strong> (anche attraverso attori non-statuali che operano come agenti o proxy) mediante una combinazione di azioni sinergiche in vari domini (diplomatico, informativo, militare, economico-finanziario dell&#8217;intelligence). È oggi una delle principali sfide per le democrazie occidentali. <strong>L&#8217;obiettivo è erodere la resilienza democratica, minare la fiducia dei cittadini nelle istituzioni, dividere le società, influenzare le opinioni pubbliche con false informazioni</strong>.</p></blockquote>



<p class="has-medium-font-size"><strong><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-red-color">L&#8217;effetto immediato di questo allarme, ovviamente, è la necessità <em>improcrastinabile</em> di nuove strutture, poteri e, soprattutto, finanziamenti</mark></strong>.</p>



<p class="has-normal-font-size"><em>A leggere il Non Paper di Crosetto viene in mente il testo dei Negrita &#8216;Nel Blu &#8211; Lettera ai padroni della terra [*]</em></p>



<figure class="wp-block-audio"><audio controls src="https://www.francescocappello.com/wp-content/uploads/2025/11/01.-Negrita-Nel-Blu-Lettera-Ai-Padroni-Della-Terra.mp3"></audio><figcaption>&#8216;Nel Blu &#8211; Lettera ai padroni della terra</figcaption></figure>



<h3 id="i-pericoli-il-terrore-quotidiano-e-l-espansione-del-potere-digitale">I pericoli: il terrore quotidiano e l&#8217;espansione del potere digitale</h3>



<p class="has-medium-font-size">L’incubo inizia nel <strong>cyberspazio</strong>, un campo di battaglia che, a quanto pare, è il &#8220;<strong>moltiplicatore che tiene insieme tutto</strong>&#8220;, ma non per far funzionare internet, bensì <strong>per sabotare i nostri centri nevralgici</strong>. Gli &#8220;<strong>attori ostili</strong>&#8220;, definiti con una rassicurante impersonalità come &#8220;<strong>malevoli e privi di scrupoli</strong>&#8220;, dedicano la loro esistenza a minacciare le nostre &#8220;<strong>infrastrutture critiche</strong>&#8220;. Il rischio è concreto. Esso è ravvisabile nel &#8220;<strong><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-red-color">malfunzionamento delle sale operatorie e dei reparti di rianimazione, il collasso del servizio sanitario</mark></strong>&#8221; e infatti &#8220;<strong><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-red-color">Il settore sanitario si conferma tra i più colpiti da attacchi cibernetici, con impatti potenzialmente gravissimi su pronto soccorso, terapie intensive, sale operatorie e trattamenti salvavita</mark></strong>.&#8221; E se questo non bastasse, ci informano che <strong>persino le nostre amate piccole aziende sono &#8220;bersagli facili&#8221;</strong>. &#8220;(&#8230;) <strong><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-red-color">anche il comparto manifatturiero risulta particolarmente bersagliato, in gran parte a causa della prevalenza di piccole e medie imprese prive di strutture di difesa adeguate, che lo rendono uno dei settori più colpiti dai ransomware</mark></strong>.&#8221; <em>[Il ransomware è una minaccia informatica basata sull’<strong>estorsione digitale</strong>, che sfrutta la paura di perdere dati preziosi per costringere le vittime a pagare.]</em>. <br>Tutto questo allarmismo, supportato da &#8220;<strong>numeri impressionanti, in forte e costante accelerazione</strong>&#8220;, serve a dimostrare che i danni poi si &#8220;<strong>sentono nel mondo reale</strong>&#8221; e che, quindi, la difesa non può più essere un affare solo civile, ma necessita l&#8217;intervento urgente e massiccio del Dicastero.</p>



<h3 id="la-guerra-cognitiva-e-la-disinformazione-fimi">La guerra cognitiva e la disinformazione (FIMI) </h3>



<p class="has-medium-font-size">Un aspetto cruciale del documento è la consapevolezza che <strong><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-red-color">il campo di battaglia si è spostato nella mente dei cittadini</mark></strong>. <strong>Il nemico</strong>, infatti, non si accontenta di distruggere i computer; <strong>mira alla nostra mente</strong>. Attraverso le&nbsp;<strong><em>Foreign Information Manipulation &amp; Interference</em>&nbsp;(FIMI)</strong>, gli avversari <strong><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-red-color">mirano a spezzare il patto sociale, delegittimare le istituzioni e influenzare i processi elettorali</mark></strong>. La disinformazione è elevata al rango di arma strategica:</p>



<p class="has-medium-font-size">&#8220;<strong>La diffusione di notizie false o manipolate costituisce una minaccia rilevante per l’integrità dei processi elettorali. La manipolazione informativa può generare sfiducia nei media tradizionali, nelle istituzioni e nelle autorità, erodendo questi tre pilastri delle società democratiche [&#8230;] La formula è semplice: diffondere bugie per far perdere fiducia nella democrazia e scoraggiare il voto.</strong>&#8220;</p>



<p class="has-medium-font-size"> La <strong>disinformazione</strong> è una vera e propria &#8220;<strong>guerra cognitiva</strong>&#8220;, sfrutta tecnologie come i &#8220;<strong>deepfake ad altissimo realismo</strong>&#8221; per minare &#8220;<strong>la fiducia dei cittadini nelle istituzioni</strong>&#8220;. Lo scopo, ci svelano, è semplice: &#8220;<strong><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-red-color">diffondere bugie per far perdere fiducia nella democrazia e scoraggiare il voto</mark></strong>&#8220;. Questa ossessione per il <strong><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-red-color">controllo delle narrazioni</mark></strong> giustifica perfettamente l&#8217;urgenza di &#8220;<strong><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-red-color">promuovere una cultura della sicurezza</mark></strong>&#8221; e l&#8217;<strong>incremento di programmi di</strong> &#8220;<strong>alfabetizzazione digitale</strong>&#8220;, un modo elegante per assicurarsi che la popolazione sviluppi il &#8220;<strong>pensiero critico</strong>&#8221; solo nella direzione voluta da certe istituzioni.</p>



<p class="has-medium-font-size"><strong><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-red-color">L’aumento dei costi dell’energia</mark></strong> non è stato causato dalle sanzioni energetiche alla Federazione Russa e lo stesso sabotaggio dei gasdotti marini north stream sono stati evidentemente opera dei russi. Ci mostrata l’evidenza che tutto, dal Mediterraneo all&#8217;Africa, è un complotto per logorarci. La nostra dipendenza da &#8220;<strong>materie prime critiche</strong>&#8221; combinata con l&#8217;uso dei &#8220;<strong>choke points marittimi</strong>&#8221; come il Canale di Suez, è parte di uno &#8220;<strong>scenario da incubo</strong>&#8221; in cui un &#8220;<strong>attore ostile combina la dipendenza dell’UE da materie prime critiche con l’interruzione dei choke points marittimi</strong>&#8220;. Questo panorama di ricatti economici, dove &#8220;<strong>basta una nave incagliata o un gasdotto sabotato per mettere in difficoltà interi continenti</strong>&#8220;, è la giustificazione perfetta per rafforzare l’&#8221;autonomia strategica UE&#8221; e per proiettare risorse militari dove, fino a ieri, c&#8217;erano solo petroliere.</p>



<h3 id="l-asimmetria-strutturale-tra-democrazie-e-autocrazie">L&#8217;asimmetria strutturale tra democrazie e autocrazie</h3>



<p class="has-medium-font-size">Il documento pone poi l&#8217;accento sul vantaggio tattico e strategico di cui godono <strong>gli attori ostili che ci fanno la guerra ibrida (identificati ovviamente con Russia, Cina, Iran e Corea del Nord, non mancano Hezbollah, Houthi&#8230;)</strong>. Questi regimi sfruttano le libertà e le garanzie legali delle democrazie occidentali come vere e proprie vulnerabilità, operando in un regime di impunità garantito dalla difficoltà di attribuire con certezza gli attacchi (<em>plausible deniability</em>). &#8220;<strong>L’attaccante gode di una limitata necessità di rispondere delle proprie azioni e sfrutta le caratteristiche delle democrazie occidentali – interpretate dall’attore ostile come vulnerabilità – a proprio vantaggio. Approfitta del fatto che noi rispettiamo le regole internazionali.</strong>&#8221; (le chiama significativamente regole internazionali non leggi internazionali) <br>E ancora, riguardo alla lentezza della reazione occidentale:<br>&#8220;<strong>Mosca può quindi godere dell’iniziativa operativa (in quanto aggressore) e di quella strategica (puntando sul prolungamento del conflitto). [&#8230;] </strong><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-red-color"><strong>La lentezza decisionale europea è quindi il miglior alleato di potenziali attori ostili: loro agiscono subito, noi discutiamo a lungo e intanto perdiamo terreno.</strong>&#8220;</mark></p>



<h3 id="la-democrazia-ci-penalizza-l-urgenza-di-reagire">La democrazia ci penalizza. L’urgenza di reagire </h3>



<p class="has-medium-font-size">Il vero problema non è <strong>l’aggressore</strong>, che <strong>opera</strong> &#8220;<strong>senza soluzione di continuità</strong>&#8220;, ma la nostra lamentevole lentezza occidentale. <mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-red-color">Siamo &#8220;<strong>vincolati da una visione binaria del conflitto che distingue rigidamente pace e guerra</strong>&#8220;</mark>, e poiché i nemici sanno che &#8220;<strong>l’occidente spesso sceglie di non reagire</strong>&#8220;, di conseguenza, il &#8220;<strong>costo dell’aggressione, dell’offesa, è prossimo allo zero</strong>&#8220;.</p>



<p class="has-medium-font-size">Per superare questa &#8220;<strong>inerzia</strong>&#8220;, il documento propone di <strong><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-red-color">trasformare l’allarme in una risorsa istituzionale permanente</mark></strong>. La soluzione principale è <strong><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-red-color">la creazione di una nuova struttura di potere militare: un’Arma Cyber</mark></strong>, che deve essere &#8220;<strong>adeguatamente dimensionata e capace di operare senza soluzione di continuità</strong>&#8220;. Si stima, con precisione quasi chirurgica, che una &#8220;<strong>forza realmente congrua e rassicurante debba attestarsi su almeno 5.000 unità</strong>&#8220;, con un primo contingente iniziale di &#8220;<strong>1.200–1.500 unità</strong>&#8221; da dedicare a compiti operativi. Questo fabbisogno numerico, pur derivando da una minaccia invisibile, risponde perfettamente all&#8217;esigenza di espandere gli organici militari in un settore di altissima specializzazione, garantendo al contempo &#8220;<strong>adeguate tutele funzionali per gli specialisti civili e militari impiegati</strong>&#8220;.</p>



<p class="has-medium-font-size">Infine, l’aggiornamento normativo deve permetterci di &#8220;<strong>prevenire azioni ostili e riducendo la libertà di manovra degli opponenti ibridi</strong>&#8220;. Per farla breve: &#8220;<strong>come per le violazioni dello spazio aereo&#8230; anche sul piano ibrido è necessario predisporsi per reazioni legittime e tempestive</strong>&#8220;. Dunque, è necessario snellire i meccanismi decisionali, <strong>creare un <mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-red-color">Centro per il Contrasto alla Guerra Ibrida</mark></strong> per coordinare la nuova postura, e abbandonare la &#8220;<strong>visione binaria del conflitto</strong>&#8221; che tanto ci penalizza, a favore di una &#8220;<strong>postura concretamente difensiva, che in ambito hybrid non può che essere proattiva</strong>&#8220;. Agire in anticipo, quindi; non limitarsi solo a reagire.</p>



<p class="has-medium-font-size">In sostanza, mentre il documento ci avverte che siamo sotto il costante bombardamento di bombe ibride, il vero obiettivo sembra più ragionevolmente essere quello di sbloccare risorse, espandere il raggio d&#8217;azione del Ministero nel dominio digitale e nell&#8217;ambiente informativo, e creare migliaia di nuovi posti di lavoro specializzati, tutto &#8220;adesso!&#8221;, prima che la percezione del pericolo svanisca. In realtà abbiamo già una fittissima cooperazione con Israele nel settore della cybersicurezza, del cyberspazio e in generale della guerra digitale [3]. Ora però, Crossetto fiuta ulteriori affari e mira a prendere al balzo l’opportunità di elevare le spese militari avendo l’obiettivo di raggiungere il 5% del Pil nei prossimi 10 anni come richiesto da Trump, trasferendo le risorse necessarie dallo svuotamento dello stato sociale e dei relativi servizi pubblici, tanto se questi ultimi risulteranno sempre più degradati sarà indiscutibilmente colpa dei russi, in tandem con cinesi e iraniani nostri ibridi nemici giurati. </p>



<p>Addendum <br>Crosetto mentre si dedica all’implementazione della guerra ibrida, pensa alla riedizione della leva militare<br>Nel 2022 il suo reddito dichiarato è stato di 895.588 euro. Nel frattempo, secondo voi, sarà aumentato o diminuito?<br>A proposito dei suoi conflitti di interesse:<br>è stato presidente dell’AIAD, l’Associazione delle Industrie Aerospazio Difesa e Sicurezza, dal 2014 al 2019; consulente di Leonardo S.p.A. dal 2014 al 2021; presidente di Orizzonte Sistemi Navali, la joint venture tra Fincantieri e Leonardo, dal 2020 al 2022; e consulente di Elettronica S.p.A. fino al maggio 2018.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
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</div></figure>



<p class="has-small-font-size">[*] Io non sono intelligente, ma in fondo è tutto molto chiaro<br>Voi padroni della Terra che vi ingozzate di denaro<br>Avete fatto bene i conti, finemente calcolato<br>Che arricchirvi con la guerra qui è tutt&#8217;altro che un reato<br>E volete che ammazziamo per due confini e tre bandiere<br>Delle stupide pedine sul vostro lurido scacchiere<br>Con l&#8217;antica strategia del dividi ed impera<br>Ma mandate i figli vostri a crepare alla frontiera, ohSe non esistono i nemici all&#8217;improvviso li create<br>Fomentando le paure dai tg e dalle testate<br>È una storia che va avanti da prima che nascessi io<br>Se scarseggiano le scuse, allora tirate fuori DioMa che Dio vi maledica e vi metta in una bara<br>Per un potervi seppellire con fiori e la fanfara<br>E noi saremo lì presenti, sorridenti a controllare<br>Che davvero siate morti e non possiate ritornare piùGià ci vedo censurati, ma non mi importa che vuoi fare<br>Del resto ho gli occhi per vedere e una lingua per parlare<br>Se non vi piace quel che dico, non prendetemi a modello<br>Ma non sarò di certo io a sparare mio fratelloQuesta mia maledizione è una canzone e va cantata<br>In nome di tutta la gente, quella morta e quella appena nata<br>Perdonate i toni forti, ma mi sono nauseato<br>Mentre cerco tra le stelle la bellezza del creatoE guardo il blu<br>E di colpo tutto questo non c&#8217;è più<br>E si può volare ancora e atterrare sul pianeta che non c&#8217;è<br>Via da questi folli scimpanzéNel blu<br>E di colpo tutto questo non c&#8217;è più<br>E si può volare ancora, atterrando sul pianeta che non c&#8217;è<br>Via da questi assurdi scimpanzé</p>



<p class="has-small-font-size"><br>[1] Immagina un’idea oggi considerata estrema, come la legalizzazione di una sostanza attualmente vietata. All’inizio è “impensabile”. Poi qualcuno ne parla in modo provocatorio (fase “radicale”). Se il dibattito cresce, può diventare “accettabile”, poi “sensata” (magari per motivi economici o sanitari), fino a essere “popolare” e infine legalizzata. La finestra di Overton è un concetto sociologico che descrive l’insieme delle idee considerate accettabili in un dato momento da una società. Serve a spiegare come opinioni inizialmente impensabili possano diventare accettate e persino legge nel tempo. Un’idea può attraversare i sei stadi della F. di O. nel suo percorso verso l’accettazione:</p>



<ol class="has-small-font-size"><li>Impensabile – L’idea è tabù, inaccettabile.</li><li>Radicale – Se ne parla solo in ambienti estremi.</li><li>Accettabile – Inizia a essere discussa pubblicamente.</li><li>Sensata – Appare logica e razionale.</li><li>Popolare – Ottiene consenso diffuso.</li><li>Legalizzata – Diventa legge o politica ufficiale.</li></ol>



<p class="has-small-font-size">Lo scopo principale è comprendere e, in alcuni casi, influenzare il cambiamento sociale e politico. Chi vuole promuovere un’idea oggi inaccettabile può cercare di spostare la finestra, rendendola prima discutibile, poi accettabile, fino a farla diventare norma. Questo meccanismo è spesso usato da politici, media e gruppi di pressione per modificare l’opinione pubblica nel tempo.<br>[2] Un &#8220;<strong>non-paper</strong>&#8221; è un documento informale, utilizzato principalmente in contesti diplomatici o di negoziazione. Non ha uno status formale e non impegna in alcun modo le parti che lo presentano o lo discutono. La sua essenza risiede proprio nella sua natura ufficiosa: <strong>serve a esplorare idee, testare reazioni, sondare posizioni o proporre soluzioni a questioni complesse senza assumere alcun impegno formale</strong>. Lo scopo principale di adottare un &#8220;non-paper&#8221; è quello di facilitare una discussione aperta e schietta su argomenti sensibili, permettendo ai partecipanti di scambiare punti di vista e valutare liberamente diverse opzioni. Il <a href="https://www.difesa.it/assets/allegati/83696/non-paper_il_contrasto_alla_guerra_ibrida.pdf">documento</a>, presentato al Consiglio Supremo di Difesa a novembre 2025, sottolinea che l&#8217;Italia è costantemente sottoposta ad attacchi e interferenze malevole meno visibili delle azioni militari convenzionali.<br>[3] Cooperazione tra Italia e Israele nel campo della cyber-sicurezza, della cyber-difesa e della guerra digitale, aggiornata al 2025.</p>



<p class="has-small-font-size"><strong>Incentivi italiani per l’acquisto di tecnologie cyber israeliane</strong></p>



<ul class="has-small-font-size"><li><strong>L’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale (ACN) assegna premialità (+8 punti) nei bandi alle imprese italiane che comprano tecnologie cyber da Israele </strong>(antivirus, droni, sorveglianza).<br>Fonti: Euronews Italia</li></ul>



<p class="has-small-font-size"><strong>Accordi e cooperazione politico-strategica</strong></p>



<ul class="has-small-font-size"><li><strong>Emendamenti legislativi in Italia hanno garantito la possibilità per aziende israeliane di beneficiare dei fondi e dei bandi italiani</strong>, nonostante non siano membri NATO, purché esistano accordi di cooperazione cyber con l’Italia.<br>Fonti: Atti del Parlamento italiano<br>Times of Israel</li><li><strong>In Parlamento vengono sollevate richieste di maggiore trasparenza sugli accordi cyber presi con Israele</strong>, soprattutto in occasione di visite diplomatiche.<br>Fonti: Camera dei Deputati – resoconti seduta 506</li></ul>



<p class="has-small-font-size"><strong>Collaborazione scientifica, tecnologica e industriale</strong></p>



<ul class="has-small-font-size"><li>Attivo l’Accordo di Cooperazione Scientifica e Industriale Italia–Israele, che include anche tecnologie critiche e digitali.<br>Fonti: Ministero degli Esteri (MAECI) – Cooperazione scientifica</li><li>Bandi congiunti 2025 per ricerca (scadenza 14 maggio), dedicati in particolare a tecnologie sostenibili ma all’interno di un accordo più ampio che copre anche ambiti digitali.<br>Fonti: MAECI – Bandi 2025</li><li><strong>Leonardo e altre aziende italiane hanno partnership con università e centri israeliani per cyber security, AI, quantistica, sistemi autonomi</strong>.<br>Fonti: ICT Security Magazine</li></ul>



<p class="has-small-font-size"><strong>Settore privato e iniziative industriali</strong></p>



<ul class="has-small-font-size"><li>Collaborazioni tra aziende italiane (es. Yarix, Selta) e gruppi israeliani per SOC avanzati, infrastrutture di sicurezza e servizi di threat intelligence.<br>Fonti: Analisi Difesa, Key4Biz</li><li>Presenza massiccia di aziende israeliane al CyberTech Europe 2025 a Roma.<br>Fonti: PressTV</li></ul>



<p class="has-small-font-size"><strong>Rischio di dipendenza tecnologica</strong></p>



<ul class="has-small-font-size"><li><strong><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-red-color">Vari analisti italiani denunciano che la cyber-sicurezza nazionale rischia di dipendere da tecnologie israeliane, minando la sovranità digitale.</mark></strong><br>Fonti: Il Giornale d’Italia, CESE-M</li></ul>



<p class="has-small-font-size"><strong>Uso di spyware israeliano in Italia</strong></p>



<ul class="has-small-font-size"><li>“Caso Paragon”: sospetti sull’uso in Italia dello <strong>spyware israeliano Graphite</strong> (azienda Paragon Solutions).<br>Fonti: Euronews Italia; Wikipedia Paragon Solutions</li></ul>



<p class="has-small-font-size"><strong>Cyber-difesa nazionale italiana: contesto in cui si inserisce Israele</strong></p>



<ul class="has-small-font-size"><li>Il Ministro della Difesa Crosetto propone la creazione di una forza speciale cibernetica per rafforzare la deterrenza nello spazio digitale.<br>Fonti: Repubblica.it</li><li>L’Italia guida il “Cyber Commanders’ Committee” nell’ambito Difesa 5+5 del Mediterraneo occidentale (non include Israele, ma è rilevante per capacità italiane).<br>Fonti: Ministero della Difesa – Difesa.it</li><li>Finanziamenti PNRR per il Competence Center Cyber 4.0 (5,1 milioni).<br>Fonti: Cyber4.0</li></ul>



<p class="has-small-font-size">La cooperazione cyber tra Italia e Israele nel 2025 è:</p>



<ul class="has-small-font-size"><li>ampia,</li><li>istituzionalizzata,</li><li>fortemente tecnologica,</li><li>con incentivi economici diretti.</li></ul>



<p class="has-small-font-size">L’Italia beneficia di tecnologie avanzate israeliane, ma affronta critiche sulla dipendenza tecnologica, sul coinvolgimento in tecnologie di sorveglianza e sulla scarsa trasparenza degli accordi.</p>



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