<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	
	xmlns:georss="http://www.georss.org/georss"
	xmlns:geo="http://www.w3.org/2003/01/geo/wgs84_pos#"
	>

<channel>
	<title>Recessione &#8211; Seminare Domande [www.pangeanotizie.it]</title>
	<atom:link href="https://www.francescocappello.com/tag/recessione/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.francescocappello.com</link>
	<description>Seminare domande in ognuno matura e germina risposte: voce e nuovo potere – Danilo Dolci</description>
	<lastBuildDate>Sat, 04 Apr 2026 07:47:36 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=5.8.2</generator>

<image>
	<url>https://www.francescocappello.com/wp-content/uploads/2018/12/cropped-IMG_5076-1-32x32.jpg</url>
	<title>Recessione &#8211; Seminare Domande [www.pangeanotizie.it]</title>
	<link>https://www.francescocappello.com</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
<site xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">159355879</site>	<item>
		<title>VERSO UNA RECESSIONE GLOBALE?</title>
		<link>https://www.francescocappello.com/2026/04/04/verso-una-recessione-globale/</link>
					<comments>https://www.francescocappello.com/2026/04/04/verso-una-recessione-globale/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesco Cappello]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 04 Apr 2026 07:47:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[crisieconomica]]></category>
		<category><![CDATA[Dollaro]]></category>
		<category><![CDATA[geoeconomia]]></category>
		<category><![CDATA[l'oro & la spada]]></category>
		<category><![CDATA[BCE]]></category>
		<category><![CDATA[FED]]></category>
		<category><![CDATA[ifo]]></category>
		<category><![CDATA[Recessione]]></category>
		<category><![CDATA[repo fails]]></category>
		<category><![CDATA[stagflazione]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.francescocappello.com/?p=18222</guid>

					<description><![CDATA[Anche se il conflitto finisse domani, i danni alle infrastrutture energetiche (specialmente nello Stretto di Hormuz) richiederanno mesi o anni per essere riparati. Il Qatar ha stimato che per tornare alla piena capacità potrebbero volerci anni. Questo significa che i costi energetici rimarranno elevati per un periodo prolungato, alimentando una recessione che potrebbe non essere&#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div style='display:none;' class='shareaholic-canvas' data-app='share_buttons' data-title='VERSO UNA RECESSIONE GLOBALE?' data-link='https://www.francescocappello.com/2026/04/04/verso-una-recessione-globale/' data-app-id-name='category_above_content'></div>
<p>Anche se il conflitto finisse domani, i danni alle infrastrutture energetiche (specialmente nello Stretto di Hormuz) richiederanno mesi o anni per essere riparati. Il Qatar ha stimato che per tornare alla piena capacità potrebbero volerci anni. Questo significa che i costi energetici rimarranno elevati per un periodo prolungato, alimentando una recessione che potrebbe non essere a &#8220;V&#8221; (ripresa rapida), ma lunga e logorante.&nbsp;</p>



<p>Mentre le banche centrali si preparano a combattere l&#8217;inflazione alzando i tassi, l&#8217;economia reale sta già collassando sotto il peso di costi insostenibili, portando verso una&nbsp;<strong>stagflazione che minaccia di sfociare in una profonda recessione</strong>.</p>



<p>Gli shock energetici non sono necessariamente inflazionistici nel lungo periodo, piuttosto <strong>distruggono la domanda</strong>, erodono i margini di profitto e portano a licenziamenti e deindustrializzazione sfociando in deflazione e recessione.</p>



<p>DOLLARO</p>



<p><strong>Le banche centrali estere stanno attingendo massicciamente alle loro riserve di dollari presso la Federal Reserve di New York</strong>. Dall’undici febbraio sono &#8220;scomparsi&#8221; dalla custodia della Fed&nbsp;più di 100<strong> miliardi di dollari</strong>&nbsp;in titoli di stato, una cifra superiore a quella registrata durante la crisi bancaria del marzo 2023&nbsp;</p>



<p>Il valore del dollaro sta salendo vertiginosamente contro quasi tutte le valute (DXY sopra 100), il che è un <strong>segnale di&nbsp;scarsità di dollari&nbsp;nel sistema Eurodollaro</strong>.</p>



<p>Valute chiave come il&nbsp;<strong>Won sudcoreano</strong>&nbsp;(ai minimi dal 2009) e lo&nbsp;<strong>Yen giapponese</strong>&nbsp;(sotto 160) confermano una stretta monetaria globale che sta soffocando l&#8217;economia reale.&nbsp;</p>



<p>Anche lo&nbsp;<strong>Yuan cinese (CNY)</strong>&nbsp;ha smesso di rafforzarsi nonostante l&#8217;enorme surplus commerciale, indicando che<strong> la stretta monetaria</strong> sta superando persino i flussi derivanti dalle esportazioni.</p>



<p><strong><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-red-color">La combinazione di shock petrolifero, crisi del credito privato e calo dell&#8217;occupazione crea un mix esplosivo. Con i consumatori e le imprese massicciamente indebitati, il calo del valore degli asset finanziari (azioni) ridurrà drasticamente la spesa di quel 10% della popolazione che guida il 50% dei consumi globali.</mark></strong>&nbsp;</p>



<p><strong>Lo shock inflazionistico comprime i margini di profitto delle aziende, già ridotti quasi a zero a causa di precedenti politiche distruttive dell’economia reale</strong>.</p>



<p>Molte aziende, scoprendo di non poter più traslare l&#8217;aumento dei costi energetici (come il diesel) sui consumatori che hanno già esaurito i risparmi, non avranno altra scelta se non&nbsp;<strong>tagliare la produzione e avviare licenziamenti</strong>.</p>



<p>Negli Stati Uniti, l&#8217;indice dell&#8217;occupazione è già sceso in territorio di contrazione.</p>



<p><strong>La BCE sembra intenzionata ad alzare i tassi</strong> a causa dello shock petrolifero (inflazione da offerta), ripetendo l&#8217;errore commesso da Jean-Claude Trichet nel <strong>2008</strong> e nel <strong>2011</strong>, quando alzò i tassi proprio mentre l&#8217;economia entrava in una profonda recessione. Al contrario, la banca centrale del <strong>Messico (Banxico)</strong> ha già ricominciato a tagliarli i tassi, dando priorità ai rischi di indebolimento economico rispetto all&#8217;inflazione temporanea causata dal petrolio. <strong><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-red-color">La Banca centrale del Messico e anche la Banca centrale del Canada in pratica riconosce che il rischio principale è il crollo dell&#8217;economia reale e non l&#8217;aumento dei prezzi energetici, che agisce come una &#8220;tassa&#8221; che frena i consumi</mark></strong>.</p>



<p><strong>la BCE e la Banca del Giappone stanno minacciando rialzi dei tassi</strong> basandosi su una teoria errata delle aspettative, proprio come fece Jean-Claude Trichet nel 2008, alzando i tassi pochi mesi prima del collasso globale.</p>



<p><strong><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-red-color">Uno shock energetico che colpisce un&#8217;economia già indebolita dal credito privato e da una crescita piatta porta inevitabilmente a una recessione che costringerà le banche centrali a una drammatica inversione di marcia</mark></strong>.</p>



<p>L&#8217;indice di fiducia delle imprese tedesche (<strong>IFO</strong>) è crollato ai minimi da oltre un anno. La guerra in Iran ha &#8220;congelato&#8221; ogni speranza di ripresa economica in Germania. una volta che l&#8217;economia avrà subito il colpo combinato del petrolio e della crisi del credito, la BCE sarà costretta a tagliare i tassi in modo aggressivo, proprio come accadde alla fine del 2008.</p>



<p>Un segnale molto preoccupante è l&#8217;impennata dei&nbsp;<strong>&#8220;Repo Fails&#8221;</strong>&nbsp;(mancate consegne nel mercato dei pronti contro termine), che hanno raggiunto i&nbsp;<strong>379 miliardi di dollari</strong>&nbsp;nella settimana del 18 marzo. Questo indica un blocco nel flusso del collaterale e una forte tensione monetaria&nbsp;</p>



<p>Per comprendere davvero cosa significhi quel numero spaventoso di 379 miliardi in &#8220;mancate consegne&#8221;, dobbiamo immaginare il sistema finanziario non come una cassaforte, ma come un complesso sistema idraulico dove, al posto dell&#8217;acqua, scorrono i titoli di Stato. Questi titoli sono il lubrificante che permette ai grandi ingranaggi delle banche di girare ogni giorno.</p>



<p><strong>Nel mondo dell&#8217;alta finanza, le banche non si prestano denaro sulla parola; lo fanno attraverso il mercato &#8220;Repo&#8221;,</strong> che funziona un po&#8217; come un banco dei pegni ultra-tecnologico. <strong>Se una banca ha bisogno di un miliardo di dollari per poche ore, offre in garanzia dei titoli di Stato</strong>. È uno scambio continuo: <strong><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-red-color">titoli contro denaro</mark></strong>, che deve concludersi con la restituzione esatta di entrambi gli elementi alla scadenza.</p>



<p>Il problema sorge quando questo scambio si rompe. <strong>Un &#8220;Repo Fail&#8221; (mancata consegna)</strong> avviene quando una banca, alla fine del prestito, non restituisce i titoli che aveva promesso. Non è quasi mai un segno di fallimento immediato, ma indica che quei titoli sono diventati improvvisamente introvabili, come se fossero spariti dalla circolazione. Quando i fallimenti raggiungono cifre così alte, significa che il sistema è vittima di un<strong> &#8220;ingorgo&#8221; colossale:</strong> <strong><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-red-color">le banche, spaventate da ciò che vedono all&#8217;orizzonte (come le tensioni in Iran o la crisi del credito), iniziano a tenersi stretti i titoli più sicuri invece di farli circolare.</mark></strong></p>



<p>Questa situazione crea una reazione a catena pericolosa. <strong><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-red-color">Se io non ricevo i titoli che mi spettano, non posso a mia volta prestarli a qualcun altro per ottenere la liquidità di cui ho bisogno</mark></strong>. L&#8217;ingranaggio inizia a fare attrito, il motore finanziario surriscalda e il credito &#8220;si gela&#8221;. Storicamente, quando i titoli di Stato smettono di fluire liberamente e le banche iniziano ad accumularli nervosamente, siamo di fronte al preludio di una tempesta.<strong> È il sistema stesso che, percependo una recessione imminente, cerca di proteggersi bloccando i flussi vitali di denaro, rendendo così la crisi ancora più probabile e vicina</strong>.</p>



<p>Contemporaneamente, <strong>le banche centrali estere stanno attingendo massicciamente alle loro riserve di dollari presso la Federal Reserve di New York</strong>. Dal 11 febbraio sono &#8220;scomparsi&#8221; dalla custodia della Fed&nbsp;<strong>107 miliardi di dollari</strong>&nbsp;<strong>in titoli di stato</strong>, una cifra superiore a quella registrata durante la crisi bancaria del marzo 2023. Questa &#8220;scomparsa&#8221; di 107 miliardi di dollari dai forzieri della Federal Reserve è l&#8217;altra faccia della medaglia dei Repo Fails. <strong>Se i Repo Fails ci dicono che il sistema è &#8220;intasato&#8221; internamente, questo dato ci dice che le banche centrali di tutto il mondo sono in stato di emergenza</strong>:</p>



<p>Le banche centrali estere (come quelle di Giappone, Cina o dei paesi europei) non tengono i loro dollari sotto il materasso. Li investono in Titoli di Stato americani e li affidano in custodia alla Federal Reserve di New York. Quando tutto va bene, questi titoli restano fermi a maturare interessi.</p>



<p><strong>Il fatto che 107 miliardi siano &#8220;scomparsi&#8221; dalla custodia della Fed in poche settimane, significa che le autorità monetarie estere li hanno prelevati con urgenza.</strong></p>



<p>Perché farlo? Perché il sistema degli Eurodollari (il mercato globale dei dollari fuori dagli USA) è andato in &#8220;blocco&#8221;. Quando le banche private di un paese non riescono più a trovarsi tra loro per scambiarsi dollari o titoli (a causa dei Repo Fails e della sfiducia), la loro Banca Centrale deve intervenire. Prende i titoli che aveva depositato alla Fed e li usa come &#8220;scudo&#8221; o come moneta di scambio per iniettare liquidità nel proprio sistema locale ed evitare il collasso delle proprie banche.</p>



<p>Il legame con lo shock petrolifero e la recessione</p>



<p> <strong>L&#8217;aumento del petrolio (causato dal conflitto in Iran) richiede alle nazioni molti più dollari per pagare le importazioni di energia.</strong></p>



<p> Contemporaneamente<strong>, la crisi del credito rende le banche meno disposte a prestare quei dollari</strong>.</p>



<p> Si crea una <strong>&#8220;fame di dollari&#8221; mondiale. Per placarla, le banche centrali sono costrette a svuotare i loro depositi presso la Fed</strong> (i 107 miliardi).</p>



<p>Perché è più grave del marzo 2023?</p>



<p>Durante la crisi bancaria del 2023 (quella di Silicon Valley Bank), il problema era circoscritto a poche banche americane. Oggi, il fatto che il prelievo di titoli sia superiore a quel periodo indica che la <strong>tensione non è più locale, ma sistemica e globale</strong>.</p>



<p><strong>Il mercato obbligazionario, vedendo questi movimenti massicci di titoli che escono dai forzieri, capisce che il sistema finanziario sta lottando per la sopravvivenza.<mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-red-color"> Questa &#8220;lotta&#8221; per la liquidità è storicamente incompatibile con la crescita economica</mark>: è il segnale che il motore del commercio mondiale sta frenando bruscamente per evitare l&#8217;impatto, portandoci dritti verso la recessione.</strong></p>



<p>I Repo Fails, in altri termini, sono il sintomo del blocco dei vasi sanguigni all&#8217;interno del sistema, mentre la scomparsa dei titoli dalla Fed è la prova che il paziente sta già attingendo alle sue ultime riserve di ossigeno.</p>



<p>In una situazione normale, se il prezzo del petrolio sale, tutti si aspettano che l&#8217;inflazione salga. Di conseguenza, i tassi d&#8217;interesse dei titoli di Stato dovrebbero salire, perché gli investitori chiedono un rendimento maggiore per compensare la perdita di potere d&#8217;acquisto. Ma quello che sta accadendo ora è l&#8217;esatto opposto:&nbsp;<strong><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-red-color">il petrolio sale, ma i tassi scendono</mark>.</strong> Ecco il significato profondo di questa divergenza narrato in tre passaggi chiave:</p>



<p><strong>Primo. Il petrolio come &#8220;tassa&#8221;, non come inflazione</strong></p>



<p>Il mercato obbligazionario sta dicendo alle banche centrali che il caro petrolio (dovuto alla guerra in Iran) non sta creando una spirale di ricchezza o di prezzi che salgono perché la gente spende troppo. Al contrario, il petrolio a prezzi folli agisce come una&nbsp;<strong>tassa gigante</strong>&nbsp;che sottrae soldi a imprese e famiglie. Se spendi tutto per il pieno di benzina o per riscaldare il capannone, non compri altro. <strong><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-red-color">Il mercato vede quindi il petrolio alto come un proiettile che sta uccidendo la domanda economica, portandoci dritti verso la recessione.</mark></strong></p>



<p><strong>Secondo. La scommessa sulla recessione imminente</strong></p>



<p><strong>Quando i tassi dei titoli di Stato scendono bruscamente mentre i costi energetici salgono, gli investitori stanno urlando: &#8220;<mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-red-color">Non ci importa del prezzo del greggio oggi, ci importa del fatto che domani l&#8217;economia sarà in macerie</mark>&#8220;</strong>.</p>



<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-purple-color"><strong>Gli investitori corrono a comprare titoli di Stato (facendone scendere i tassi) perché sanno che, quando la recessione colpirà duramente</strong></mark>, le banche centrali saranno costrette a <strong>tagliare i tassi d&#8217;interesse</strong> per disperazione. <strong><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-cyan-blue-color">Il mercato sta &#8220;giocando d&#8217;anticipo&#8221;, scommettendo che la deflazione causata dal crollo dei consumi sarà molto più forte dell&#8217;inflazione causata dal petrolio</mark></strong>.</p>



<p><strong>Terzo. L&#8217;avvertimento alle Banche Centrali</strong></p>



<p>Il messaggio per la BCE e la Fed è brutale: &#8220;Smettetela di guardare lo specchietto retrovisore dell&#8217;inflazione&#8221;.</p>



<p>Le banche centrali spesso agiscono in ritardo. Se continuano ad alzare i tassi d&#8217;interesse basandosi sui dati dell&#8217;inflazione di ieri (causata dallo shock petrolifero), rischiano di dare il colpo di grazia a un&#8217;economia che sta già affogando.<strong> Il mercato obbligazionario sta segnalando che la &#8220;finestra&#8221;per combattere l&#8217;inflazione si è chiusa; ora siamo nella fase in cui l&#8217;alto costo del denaro, unito all&#8217;alto costo dell&#8217;energia, sta spezzando il sistema finanziario (come dimostrano i Repo Fails e la fuga di dollari dalla Fed).</strong></p>



<p>In definitiva più che di inflazione galoppante si pone attenzione alla <strong>recessione da shock energetico</strong>. Il calo dei tassi è il segnale che il sistema sta già cercando protezione dal freddo economico che seguirà l&#8217;incendio del conflitto in Medio Oriente.</p>



<p> Il mercato dei Treasury a 2 anni (molto sensibile alle politiche delle banche centrali) è crollato di oltre 20 punti base in meno di due giorni, scendendo al 3,81%. Questo indica che il mercato sta scontando la fine della &#8220;finestra&#8221; di rialzi della BCE e della Fed (vedi nota [1])</p>



<p>[1] Il fatto che sia sceso al 3,81% significa che gli investitori stanno comprando disperatamente questi titoli. Perché? Perché preferiscono “prenotare” un rendimento del 3,81% oggi, temendo che tra pochi mesi i tassi offerti dalle banche saranno molto più bassi a causa di una crisi.<br>Fino a poco tempo fa, le banche centrali parlavano di alzare i tassi per combattere l’inflazione causata dal petrolio e dalla guerra. Quella era la loro “finestra” d’azione: un periodo in cui potevano permettersi di essere aggressive perché l’economia sembrava reggere.<br>Il crollo del tasso a 2 anni ci dice che quella finestra si è appena frantumata. Il mercato sta “scontando” (cioè sta prevedendo e anticipando nei prezzi) che la realtà economica è diventata così brutta (tra crisi del credito e shock energetico) che le banche centrali non potranno più permettersi il lusso di alzare i tassi. Se lo facessero, provocherebbero un collasso immediato.<br>Il mercato ha quindi smesso di credere alle promesse “inflazionistiche” delle banche centrali. Mentre i banchieri a Francoforte e Washington dicono ancora “forse alzeremo i tassi”, il mercato dei Treasury a 2 anni ha già risposto: “No, non lo farete. Anzi, vi state preparando a tagliarli perché la recessione è già qui”.<br>È il segnale che la paura della recessione (che abbassa i tassi) ha ufficialmente vinto la battaglia contro la paura dell’inflazione (che li alza).</p>



<p>articoli correlati a cura dell’autore <br><a href="https://www.francescocappello.com/2026/03/30/verso-razionamenti-e-lockdown-energetici/">Verso razionamenti e lockdown energetici?</a><br><a href="https://www.francescocappello.com/2026/03/22/se-si-abbassasse-lo-scudo-delle-agenzie-di-rating-sarebbe-la-fine-delleccezionalismo-finanziario-americano-perche-dollaro-su-oro-giu/">Se si abbassasse lo scudo delle agenzie di rating sarebbe la fine dell’eccezionalismo finanziario americano. Perché dollaro su oro giù?</a><br><a href="https://www.francescocappello.com/2026/03/10/dalla-guerra-dei-barbari-occidentali-alla-conferenza-islamica-proposta-dai-russi/">Dalla guerra dei barbari occidentali alla Conferenza Islamica proposta dai russi?</a><br><a href="https://www.francescocappello.com/2026/03/07/europa-a-secco-chi-ci-guadagna-e-chi-ci-perde/">Europa a secco. Chi ci guadagna e chi ci perde?</a><br><a href="https://www.francescocappello.com/2026/03/06/la-nato-gioca-a-nascondino-arrivano-i-mostri-della-coalizione-dei-volenterosi-sanchez-in-testa/">La NATO gioca a nascondino. Arrivano i (m)ostri della coalizione dei volenterosi. Sanchez in testa</a><br><a href="https://www.francescocappello.com/2026/03/05/fuori-litalia-dalla-guerra/">FUORI L’ITALIA DALLA GUERRA!</a><br><a href="https://www.francescocappello.com/2026/02/17/litalia-hub-energetico-per-il-gas-liquefatto/">Italia, hub energetico per il gas liquefatto</a><br><a href="https://www.francescocappello.com/2026/02/01/se-non-si-svincola-leuro-affondera-trascinato-giu-dal-dollaro/">Se non si svincola, l’euro affonderà, trascinato giù dal dollaro</a><br><a href="https://www.francescocappello.com/2026/01/24/la-guerra-ibrida-finanziaria-alliran-condotta-da-bessent-su-mandato-di-trump/">La guerra ibrida finanziaria all’Iran condotta da Bessent su mandato di Trump</a><br><a href="https://www.francescocappello.com/2026/01/04/2026-un-anno-di-guerra/">2026 – Un anno di guerra?</a><br><a href="https://www.francescocappello.com/2023/07/10/la-diplomazia-russo-cinese-riporta-la-pace-laddove-gli-usa-avevano-seminato-la-guerra/">La diplomazia russo-cinese riporta la Pace laddove gli USA avevano seminato la guerra</a><br><a href="https://www.francescocappello.com/2024/07/07/la-transizione-in-atto-verso-un-mondo-nuovo-e-ormai-frenabile-solo-dalla-guerra-globale/">La transizione in atto verso un mondo nuovo è ormai frenabile solo dalla guerra globale</a><br><a href="https://www.francescocappello.com/2023/05/11/un-mondo-nuovo-e-in-costruzione-una-seconda-occasione-che-il-mondo-non-deve-mancare/">Un mondo nuovo è in costruzione. Una seconda occasione che il mondo non deve mancare</a><br><a href="https://www.francescocappello.com/2020/01/11/dalleconomia-di-guerra-ad-uneconomia-di-pace/">Dall’economia di guerra ad un’economia di pace</a><br>La guerra bombarda l’Europa</p>



<p>SEGUICI su&nbsp;<a href="http://www.pangeanotizie.it/">www.pangeanotizie.it</a></p>



<p><strong><mark>Sostieni il mio lavoro</mark></strong><br><strong>Tramite PayPal<br>paypal.me/cappellofra</strong><br><br><strong>Tramite Postepay Evolution</strong><br><strong>Francesco Cappello 5333 1712 1151 5172</strong><br><strong>Per chi volesse usare l’IBAN IT76D3608105138260110360112</strong><br><br><strong>Tramite bonifico bancario<br>Banca Etica<br>IT31 T050 1804 6000 0001 9014 794</strong></p>



<p></p>



<p><br></p>
<div style='display:none;' class='shareaholic-canvas' data-app='share_buttons' data-title='VERSO UNA RECESSIONE GLOBALE?' data-link='https://www.francescocappello.com/2026/04/04/verso-una-recessione-globale/' data-app-id-name='category_below_content'></div><div style='display:none;' class='shareaholic-canvas' data-app='recommendations' data-title='VERSO UNA RECESSIONE GLOBALE?' data-link='https://www.francescocappello.com/2026/04/04/verso-una-recessione-globale/' data-app-id-name='category_below_content'></div>]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.francescocappello.com/2026/04/04/verso-una-recessione-globale/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">18222</post-id>	</item>
		<item>
		<title>La guerra di Draghi e Meloni – Energia, poca e cara</title>
		<link>https://www.francescocappello.com/2023/07/01/la-guerra-di-draghi-e-meloni-energia-poca-e-cara/</link>
					<comments>https://www.francescocappello.com/2023/07/01/la-guerra-di-draghi-e-meloni-energia-poca-e-cara/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesco Cappello]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 01 Jul 2023 17:10:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[#perunmondosenzaguerre]]></category>
		<category><![CDATA[crisieconomica]]></category>
		<category><![CDATA[Fuori l'Italia dalla guerra]]></category>
		<category><![CDATA[l'oro & la spada]]></category>
		<category><![CDATA[anidride carbonica]]></category>
		<category><![CDATA[Dedollarizzazione]]></category>
		<category><![CDATA[Energia e inflazione]]></category>
		<category><![CDATA[inflazione]]></category>
		<category><![CDATA[Innalzamento teassi]]></category>
		<category><![CDATA[Recessione]]></category>
		<category><![CDATA[sanzioni]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.francescocappello.com/?p=9896</guid>

					<description><![CDATA[Alcune conseguenze della imposizione all&#8217;Europa della guerra voluta dagli USA Come dimenticare le parole del furbone: «Ci chiediamo se il prezzo del gas possa essere scambiato con la pace. Cosa preferiamo? La pace oppure star tranquilli col termosifone acceso, anzi ormai l&#8217;aria condizionata accesa tutta l&#8217;estate?». Nel frattempo siamo arrivati all&#8217;undicesimo pacchetto sanzioni della Ue&#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div style='display:none;' class='shareaholic-canvas' data-app='share_buttons' data-title='La guerra di Draghi e Meloni – Energia, poca e cara' data-link='https://www.francescocappello.com/2023/07/01/la-guerra-di-draghi-e-meloni-energia-poca-e-cara/' data-app-id-name='category_above_content'></div>
<h2 class="has-text-align-center" id="alcune-conseguenze-della-imposizione-all-europa-della-guerra-voluta-dagli-usa">Alcune conseguenze della imposizione all&#8217;Europa della guerra voluta dagli USA </h2>



<p class="has-medium-font-size">Come dimenticare le parole del furbone: «<a href="https://youtu.be/SZOiD8dcUFQ">Ci chiediamo se il prezzo del gas possa essere scambiato con la pace. Cosa preferiamo? La pace oppure star tranquilli col termosifone acceso, anzi ormai l&#8217;aria condizionata accesa tutta l&#8217;estate?</a>». <br>Nel frattempo siamo arrivati all&#8217;undicesimo pacchetto sanzioni della Ue alla Federazione Russa. <br>Gli USA hanno comandato guerra all&#8217;approvigionamento energetico proveniente dalla Federazione Russa, e i vassalli nostrani ed europei eseguono fedelmente. <br>Il gas doganale che tradizionalmente giungeva all&#8217;Europa dalla Russia, tramite gasdotto, ora sotto sanzione, aveva dato un contributo enorme allo sviluppo economico europeo. <br>Come è noto l&#8217;Europa è povera di materie prime e risorse energetiche. Quelle europee, essendo  economie che trasformano materie prime ed energia grazie ad un <em>saper fare</em> e ad un primato tecnologico in campo produttivo, storicamente assai importante (1), risultano ora, come era facilmente prevedibile, in grande difficoltà. </p>



<p class="has-medium-font-size">La Russia, nel rispetto rispetto degli accordi contrattuali del gas, che continua a raggiungerci attraverso il territorio Ucraino (dopo il sabotaggio e la messa fuori uso dei North Stream), la cui continuazione è però sempre più incerta, invia, ancora oggi, più di 20 milioni di metri cubi al giorno. Si tratta però di quasi un quarto del normale apporto medio giornaliero.</p>



<p class="has-medium-font-size">Come è noto, l&#8217;Algeria, se da una parte ci ha promesso 25 miliardi di metri cubi all&#8217;anno ossia circa un terzo delle nostre necessità – e per farlo pare disposta a dare fondo alle proprie riserve – dall&#8217;altra ha legato il prezzo di vendita della risorsa alla volatilità delle quotazioni di Amsterdam (Ttf), il mercato borsistico, ove le oscillazioni di prezzo sono in balia delle speculazioni e della legge della domanda e dell&#8217;offerta. Durante il prossimo inverno tale mercato potrebbe conoscere cali drastici e repentini (fermo degli impianti per manutenzioni, difficoltà di invio del gas) non facilmente compensabili da forniture alternative. Si aggiunga che l&#8217;Algeria ha chiesto espressamente di far parte dei BRICS+. Diminuzione e interruzioni più o meno temporanee delle forniture potrebbero essere legate a scelte di campo geopolitiche. In definitiva, poiché siamo ormai in presenza di un esiguo numero di contratti a lungo termine, nei mesi invernali potremmo aver bisogno di acquistare miliardi di metri cubi di gas sul mercato aperto a costi poco prevedibili.</p>



<h3 id="le-previsioni-di-prezzo-dell-energia-elettrica"><strong>Le previsioni di prezzo dell&#8217;energia elettrica</strong></h3>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignleft size-full is-resized"><img loading="lazy" src="https://www.francescocappello.com/wp-content/uploads/2023/06/Schermata-2023-06-27-alle-12.36.01.png" alt="" class="wp-image-9898" width="454" height="392" srcset="https://www.francescocappello.com/wp-content/uploads/2023/06/Schermata-2023-06-27-alle-12.36.01.png 756w, https://www.francescocappello.com/wp-content/uploads/2023/06/Schermata-2023-06-27-alle-12.36.01-300x259.png 300w, https://www.francescocappello.com/wp-content/uploads/2023/06/Schermata-2023-06-27-alle-12.36.01-640x552.png 640w" sizes="(max-width: 454px) 100vw, 454px" /><figcaption>Si noti il picco nell&#8217;eimmediato post guerra sopra i 500 euro a MWh (50 volte il minimo dell&#8217;aprile 2020!)</figcaption></figure></div>



<p class="has-medium-font-size">Le previsioni di prezzo dell&#8217;energia elettrica per il primo trimestre dell&#8217;anno prossimo prevedono un aumento di circa 50 euro a MWh rispetto agli attuali 120. Si consideri che il costo più basso, nel corso degli ultimi cinque anni, si è registrato nell&#8217;aprile del 2020 ed è stato di meno di 10 euro a mwh (vd. grafico). Un prezzo 12 volte più basso dell&#8217;attuale! in altri termini dal 2020 al 2024 registriamo aumenti con punte da 17 a 18 volte rispetto a quel minimo del 2020! Si tenga presente che negli Stati Uniti la media è di 52 dollari a MWh e si valutino le conseguenze sulla competitività dei paesi europei con gli USA. Ovviamente ne risente anche la competitività nei confronti dei Paesi asiatici i quali si stanno avvantaggiando del reindirizzamento delle risorse energetiche russe. Oltretutto le imprese europee soffrono di un altro svantaggio competitivo ormai strutturale essendo obbligate al pagamento delle tasse sulle emissioni della famigerata CO2 (2) (<strong>ETS Emission, Trading, System</strong>), strumento di estorsione del ricambio tecnologico green imposto da multinazionali e fondi di investimento che usano strumentalmente i cambiamenti climatici al fine di imporre le loro agende green; una gigantesca operazione di marketing che si serve delle lobby europee per influenzare le scelte della politica nella direzione degli interessi speculativi dei grandi fondi di investimento. <br>L&#8217;obiettivo delle zero emissioni entro il 2050 (<strong>Il complesso delle emissioni europee è pari all&#8217;8% di quelle globali</strong>) sta colpendo le imprese. Gli aumenti di cui sopra si stanno verificando malgrado l&#8217;abbassamento dei consumi dovuto ad una stagione, quella appena trascorsa, particolarmente mite. Accade malgrado il calo dei consumi e della produzione industriale.<br><strong>Di conseguenza risultano in atto delocalizzazioni e veri e propri processi di deindustrializzazione</strong>. Un&#8217;altra contraddizione sta nel fatto che le sanzioni al gas russo hanno costretto all&#8217;uso del Carbone quale fonte di energia sostitutiva che producendo più CO2, a parità di energia prodotta, comporta il pagamento di più alte quote di emissione&#8230; Il record dei maggiori emettitori di CO2 in ambito europeo (dati <a href="https://ember-climate.org/">EMBER</a>) se lo contendono Germania e Polonia con le loro centrali a carbone e lignite. In Europa 456 su 739 milioni di tonnellate di CO2 sono dovute a carbone e lignite. Anche questo è da annoverare tra i successi delle sanzioni. <br>Si consideri infine, che dal 2027 il sistema delle quote si applicherà anche alle famiglie e cioè ai trasporti privati, al riscaldamento degli edifici, allo smaltimento dei rifiuti, ecc. il che condurrà ad ulteriori aumenti di gas, benzina ed energia elettrica a causa dei sovraprezzi conseguenti all&#8217;aumento previsto delle singole quote. Qualcuno pensa anche a istituire le quote personali di CO2 che prevederà, qualora venissero introdotte, che ad ogni cittadino venga attribuita una quota di CO2 da &#8220;spendere&#8221;, superata la quale si riceveranno una serie di penalità e disincentivi&#8230; </p>



<h3 id="la-co2-causa-inflazione">La CO2 causa inflazione</h3>



<p class="has-medium-font-size">A fare questa incredibile affermazione è stata C. Laguarde, attuale presidente della BCE, nel corso di un’intervista a Madame Figaro:</p>



<p class="has-medium-font-size"><em>“Se nel mondo si verificano sempre più disastri climatici, siccità e carestie, ci saranno ripercussioni sui prezzi, sui premi assicurativi e sul settore finanziario. Dobbiamo tenerne conto”.</em></p>



<p class="has-medium-font-size">Incredibilmente la stessa Unione europea assolve e benedice la CO2 prodotta dal sistema della guerra. Essa ha, infatti, riconosciuto le armi, come un prodotto a emissioni zero.<br>“<em><strong>I prodotti del complesso militare-industriale sono esclusi dal Carbon Border Adjustment Mechanism (CBAM), che impone una tassa sulle emissioni di CO2 derivanti dalla produzione</strong></em>“. <a href="https://www.vedomosti.ru/economics/articles/2023/05/16/975184-evrosoyuz-priznal-vooruzheniya-uglerodno-neitralnim-tovarom">https://www.vedomosti.ru/economics/articles/2023/05/16/975184-evrosoyuz-priznal-vooruzheniya-uglerodno-neitralnim-tovarom</a> eppure un aereo tipo F-15 Eagle consuma da solo sino a 16.000 litri/ora, un bombardiere B-52 è più risparmioso, consumando solo 12.000 litri/ora. <br>Oltretutto ci si limita al calcolo delle emissione di CO2; ci si chieda, però, se la guerra (o anche solo la sua preparazione) con il suo tragico portato di distruzione di vite, infrastrutture e devastazione di interi territori, possa essere considerata ambientalmente sostenibile.</p>



<h3 id="dedollarizzazione-e-innalzamento-dei-tassi">Dedollarizzazione e innalzamento dei tassi </h3>



<p class="has-medium-font-size">In realtà, come già discusso <a href="https://www.francescocappello.com/2023/06/12/abbraccio-mortale-lurlo-di-draghi/">qui</a>, è la dedollarizzazione che impone alla Fed (e di conseguenza alla BCE) di tenere alto il valore del dollaro e dell&#8217;euro che rischierebbe di perdere troppo valore rispetto al dollaro. Ne subiscono le conseguenze i paesi più fragili perché gli alti tassi attirano gli investimenti finanziari dove si promette più remuneratività. Dollaro ed euro si rafforzano, quindi, a discapito dei tassi di cambio dei paesi più fragili che risultano così più soggetti a default e crisi finanziarie.</p>



<h3 id="unione-europea-nato">Unione europea=NATO</h3>



<div class="wp-block-media-text alignwide is-stacked-on-mobile"><figure class="wp-block-media-text__media"><img loading="lazy" width="760" height="526" src="https://www.francescocappello.com/wp-content/uploads/2023/06/Schermata-2023-06-27-alle-14.38.01.png" alt="" class="wp-image-9899 size-full" srcset="https://www.francescocappello.com/wp-content/uploads/2023/06/Schermata-2023-06-27-alle-14.38.01.png 760w, https://www.francescocappello.com/wp-content/uploads/2023/06/Schermata-2023-06-27-alle-14.38.01-300x208.png 300w, https://www.francescocappello.com/wp-content/uploads/2023/06/Schermata-2023-06-27-alle-14.38.01-640x443.png 640w" sizes="(max-width: 760px) 100vw, 760px" /></figure><div class="wp-block-media-text__content">
<p class="has-normal-font-size">Le scelte guerrafondaie dell&#8217;Ue hanno provocato l&#8217;entrata in recessione tecnica dell&#8217;area euro con l&#8217;ex locomotiva Germania a tirare verso il basso il PIL europeo. <br>La produzione industriale italiana ha subito, nel primo trimestre dell&#8217;anno, una flessione del 7,2%. La condizione macroeconomica dell&#8217;Italia è di <em>stagflazione</em> ossia di compresenza tra stagnazione economica e inflazione, vera e propria anticamera verso l&#8217;inferno della recessione.</p>
</div></div>



<p class="has-medium-font-size"><strong>Ricordate Roberto Cingolani</strong>? Secondo l&#8217;ex ministro non c&#8217;era da preoccuparsi. Dal 2022 al 2025 avremmo aggiunto annualmente 8.000 MW di potenza elettrica provenienti da nuovi impianti di rinnovabili. La realtà, documentata da <a href="https://www.terna.it/it">Terna</a>, afferma che nel primo trimestre del 2023  siamo riusciti a implementare solamente 800 MW. Qualora nei trimestri successivi si riuscisse a mantenere lo stesso ritmo ci fermeremmo a 3200 MW ossia meno della metà di quanto preventivato dall&#8217;ottimista ministro. </p>



<p class="has-medium-font-size">L&#8217;attuale ministero ha annunciato una normativa fresca fresca sulle rinnovabili che dovrebbe essere varata entro la fine di questo mese. Essa indurrebbe le Regioni ad autorizzare nuovi impianti ricevendo un contributo del 3% dai nuovi produttori. Non solo la svendita del territorio, dato in concessione <em>sine die</em> a grandi privati, per pochi spiccioli, perché installino i loro megaimpianti infestando il territorio per estrarne ricchezza a discapito della Comunità ma anche la beffa dell&#8217;ulteriore pressione sui prezzi che inevitabilmente tale tassa addizionale legittimerà. In sintesi, se dovessero mancare nuovi sussidi, il rialzo dei prezzi dell’energia si abbatterà sulle imprese, in particolare su quelle più energivore e sulle famiglie. <br>Nessuno ha, peraltro, tenuto conto del fatto che la transizione energetica si realizza solo se è disponibile, a buon mercato, l&#8217;energia fossile per la transizione così come quella dei quattro principali minerali per la transizione (Cobalto, litio, nickel, rame). Il gas naturale ha (avrebbe) un ruolo ponte imprenscindibile. Se esso non continuasse ad essere disponibile a prezzi moderati addio <em>green deal</em>, addio <em>REPowerEU</em> (vedi <em>Crisi o Transizione Energetica?</em> di S. Fantacone e D. Floros. Diarcos Edizioni).</p>



<h3 id="energia-e-inflazione">Energia e Inflazione</h3>



<figure class="wp-block-image"><img src="https://thumbor.forbes.com/thumbor/fit-in/x/https://www.forbes.com/advisor/it/wp-content/uploads/2022/10/Image-2.png" alt="" class="wp-image-31015"/></figure>



<p class="has-medium-font-size">Abbiamo visto l&#8217;inflazione europea raggiungere picchi del 12% malgrado l&#8217;abbassamento dei consumi. Si tratta evidentemente di una inflazione da costi e sul lato dell&#8217;offerta ma che viene trattata come fosse un inflazione da domanda. Come si vede dal grafico l&#8217;impennata dell&#8217;inflazione arriva già nel periodo prebellico in concomitanza della fine della pandemia. Più che dalla ripresa dei consumi post pandemici essa è stata causata da strozzature dell&#8217;offerta dovute, tra l&#8217;altro, alla difficoltà di trasporti e consegne successive al lungo fermo pandemico e secondariamente all&#8217;aumento dei costi dell&#8217;energia dovuti al cambiamento del tipo di contratti d&#8217;acquisto del gas passato da contratti a lunga scadenza, a prezzi bassi e stabili, a contratti <em>spot</em> che mercanteggiano il prezzo del gas (liquefatto) sulla base della domanda e dell&#8217;offerta del momento. Il gas va sempre al migliore offerente. <br>Persino il gas acquistato, ad esempio da ENI, per tramite di contratti a lunga scadenza, è stato poi indicizzato e venduto ai prezzi generati dalla borsa olandese (TTF) con enormi vantaggi per i suoi azionisti (vedi il mio <a href="https://www.francescocappello.com/2022/08/28/eni-rivende-il-gas-russo-10-volte-piu-caro-rispetto-al-prezzo-a-cui-lo-acquista-la-minaccia-di-sanzioni-ha-fatto-aumentare-la-quantita-di-gas-russo-importato/">Eni rivende il gas russo 10 volte più caro rispetto al prezzo a cui lo acquista</a>). <br>Come si vede le sanzioni alla Russia hanno poi ulteriormente accelerato la crescita dei prezzi dell&#8217;energia. È, infatti, evidente che l&#8217;aumento del costo di materie prime ed energia causano un aumento dei costi di produzione che le imprese devono prima o poi scaricare su un incremento del listino prezzi dei loro prodotti. La politica schizofrenica della BCE e della Ue con una mano impone sanzioni e cambio modalità di acquisto dell&#8217;energia facendo impennare l&#8217;inflazione mentre con l&#8217;altra alza i tassi di interesse nel tentativo sempre frustrato di calmierarla. Di questo passo la banca centrale europea raggiungerà il suo obiettivo solo quando avrà causato la recessione economica dell&#8217;eurozona, già peraltro in recessione tecnica. L&#8217;accoppiata del caro energia insieme all&#8217;alto costo del denaro causato dal continuo innalzamento dei tassi non danneggia solo chi si sia trovato con un mutuo bancario stipulato a tasso variabile – che subisce incrementi insostenibili della rata mensile – ma l&#8217;innalzamento del costo del denaro è causa anche di un più alto costo dei prestiti di cui il sistema delle imprese necessita per finanziare i propri investimenti. <br>Un altro effetto collaterale, tutt&#8217;altro che di poco conto, consiste nell&#8217;incremento di rapidità con cui cresce il debito pubblico. Aumenta, infatti, in proporzione, il costo del servizio al debito ossia la remunerazione spettante a chi ha prestato i suoi capitali allo Stato acquistandone i titoli. Poiché l&#8217;economia rallenta e il debito aumenta più velocemente il rapporto debito/PIL peggiora e all&#8217;orizzonte vicino, il primo gennaio dell&#8217;anno prossimo torna il mostro ordoliberista del patto di stabilità solo temporaneamente sospeso nel periodo pandemico con tutto il suo carico deleterio di politiche di austerity e di controllo degli investimenti insieme a politiche di pareggio di bilancio che nel contesto attuale sarebbero la goccia che fa traboccare il vaso rotto dell&#8217;economia italiana.  L&#8217;Ue consapevole delle enormi pressioni economiche negative che impone al nostro Paese pretenderebbe, non a caso, la ratifica del <em>fondo salva stati</em> (MES), per ora saggiamente rinviata, che in caso di default &#8220;ci verrebbe in soccorso&#8221; prestandoci quegli stessi soldi con i quali abbiamo contribuito a finanziare il fondo, imponendoci con l&#8217;occasione piani di aggiustamento strutturale che colpirebbero ulteriormente previdenza e stato sociale. In pratica un vero e proprio commissariamento del Paese&#8230; <br>La Lagarde, tuttavia, insiste perseguendo il suo strumentale obiettivo inflazione insieme all&#8217;isolamento di Mosca con l&#8217;11° pacchetto di sanzioni e la richiesta alle banche dell&#8217;eurozona di accelerare l&#8217;uscita dalla Federazione Russa. <br>Fa eco alla Lagarde, Giorgia Meloni che in pieno ossequio (delirio) atlantista, dopo la Russia individua nella Cina l&#8217;altro nemico da combattere: “<strong>L&#8217;Unione europea deve ridurre la sua dipendenza economica dalla Cina. La Cina è un avversario sistemico dell&#8217;Europa</strong>&#8220;.<br>Designare la Cina e la Russia (3) come nemiche, prostrandosi ai voleri angloamericani, rischia di infliggere un insostenibile ulteriore colpo all&#8217;economia del Paese. </p>



<p class="has-medium-font-size">Non ci resta che sperare nelle triangolazioni&#8230; <br><br>Prima ne usciamo e meglio è per tutti! Partecipa alla <a href="https://www.fuorilitaliadallaguerra.it/">Campagna Fuori l&#8217;Italia dalla guerra</a>! </p>



<p class="has-normal-font-size">(1) <a href="https://youtu.be/nu57D9YcIk0">Seppure poco noto, anche Trump, in piena coerenza con la dottrina Brezniski, si lamenta esplicitamente con un disorientato segretario generale della Nato, Stoltenberg, del fatto che si consenta a tutta l&#8217;Europa Occidentale, ed in particolare alla Germania, di rifornirsi di gas dalla Russia</a>.<br><br>(2) <strong>Ogni 10 000 molecole di aria secca</strong> ci sono circa 7.808 molecole di azoto, 2.096 di ossigeno, 92 atomi di argon, gas qualificati come “rari”, e solo <strong>4 molecole di anidride carbonica</strong>. Se piuttosto che aria secca si considera aria calda e umida alle 10 mila molecole d&#8217;aria possono aggiungersi sino a <strong>500 molecole di vapore acqueo</strong>, il <strong>principale cosiddetto gas &#8220;a effetto serra&#8221;</strong>. Nel corso dell&#8217;ultimo secolo siamo passati da 3 a 4 molecole di CO2 ogni 10 mila molecole di aria secca o 10500 di aria umida e calda. Gli &#8220;espertoni&#8221; dell&#8217;IPCC attribuiscono a tale aumento i cambiamenti climatici e su tale base tassano (si pensi al sistema delle quote di emissione) e impongono affari (speculazioni) green, a vantaggio delle multinazionali di settore.<br><br>(3) «<strong>La Repubblica Popolare Cinese</strong> è un gigante economico, politico e militare. La sua quota di mercato nell’export mondiale 2022 è stata del 14,70% e si prevede un aumento al 16,10% nel 2024.<br><strong>La Cina è il 4° mercato di destinazione dell’export italiano (5,3%) e il 2° fornitore dell’Italia (7,9%)</strong>.<br><strong>L’interscambio commerciale è in crescita costante a partire dal 2017, ed è passato da 42 miliardi a 74 miliardi di euro</strong>.<br>Esportiamo macchinari, tessile, abbigliamento e pelle, prodotti chimici, mezzi di trasporto, manifatturiero vario. Importiamo soprattutto computer, apparecchi elettronici e ottici.<br><strong>In Cina operano 1.469 imprese italiane con 148.486 addetti e un fatturato di 25,5 miliardi di euro</strong>. Operano nei settori del commercio all’ingrosso e al dettaglio, industria meccanica e tessile e dei servizi alle imprese».<br><br>«<strong>Russia</strong>: nonostante le sanzioni a cui aderiamo da anni e che danneggiano gli interessi italiani, il rapporto tra i due Paesi resta di alto livello.<br><strong>Nel 2022 l’Italia è il 7° fornitore della Federazione e il 5° mercato di destinazione dell’export russo</strong> con quote, rispettivamente, del 3,3% e del 4,8%. <strong>L’interscambio commerciale è stato di 33 miliardi</strong> di euro nel 2022, con un aumento del 25,4% rispetto all’anno precedente. <strong>Gli ultimi dati disponibili, riferiti al confronto tra il primo trimestre 2023 e lo stesso periodo del 2022, indicano purtroppo un calo del 69,7% nel commercio bilaterale</strong>.<br>Con l’aumento dei settori sanzionati, esportiamo principalmente macchinari, abbigliamento, mobili e calzature.<br>660 imprese italiane operano tuttora in Russia nei settori agroalimentare, energetico, automobilistico e telecomunicazioni, con 39.200 addetti e un fatturato di 8,8 miliardi di euro. [da https://www.italiabrics.it]</p>



<p class="has-normal-font-size">articoli correlati a cura dell&#8217;autore<br><a href="https://www.francescocappello.com/2023/06/06/la-co2-e-un-inquinante-lelettrosmog-fa-bene/">La CO2 è un inquinante. L’elettrosmog fa bene!</a><br><a href="https://www.francescocappello.com/2023/05/20/lesercito-predilige-aree-naturalistiche-da-violentare-liberamente/">L’esercito predilige aree naturalistiche da violentare liberamente</a><br><a href="https://www.francescocappello.com/2023/05/19/argini-e-margini-colpa-dellanidride-carbonica/">Argini e Margini. Colpa dell’anidride carbonica?</a><br><a href="https://www.francescocappello.com/2023/05/05/uniti-contro-la-legge-emergenza-munizioni-per-la-pace-la-green-war-della-ue/">Uniti contro la legge – Emergenza munizioni per la Pace. La ‘green war’ della Ue</a><br><a href="https://www.francescocappello.com/2023/03/22/luranio-impoverito-in-ucraina-non-danneggerebbe-solo-la-federazione-russa/">L’uranio impoverito in Ucraina non danneggerebbe solo la Federazione Russa</a><br><a href="https://www.francescocappello.com/2022/12/20/come-le-centrali-nucleari-contribuiscono-al-riscaldamento-della-biosfera-la-doppia-faccia-del-nucleare-tra-civile-e-militare/">Come le centrali nucleari contribuiscono al riscaldamento della biosfera. La doppia faccia del nucleare tra civile e militare</a><br><a href="https://www.francescocappello.com/2023/04/12/fuori-leuropa-dalla-guerra/">Fuori l’Europa dalla guerra – Fuori la guerra dall’Europa</a><br><a href="https://www.francescocappello.com/2022/12/27/sanzioni-deprivazione-energetica-deindustrializzazione-recessione-austerity-mes-default-quali-soluzioni-fuori-litalia-dalla-guerra/">Sanzioni, deprivazione energetica, deindustrializzazione, recessione, austerity, MES, default… Quali soluzioni? Fuori l’Italia dalla guerra</a><br><a href="https://www.francescocappello.com/2022/10/10/la-guerra-bombarda-leuropa/">La guerra bombarda l’Europa</a></p>



<p>© COPYRIGHT Seminare domande<br><em>divieto di riproduzione senza citazione della fonte</em> </p>



<p>canale telegram di Seminare domande<br><a href="https://t.me/Seminaredomande">https://t.me/Seminaredomande</a></p>



<p>Iscriviti per ricevere notifica ad ogni nuovo articolo </p>



<div class="wp-block-jetpack-subscriptions wp-block-jetpack-subscriptions__supports-newline"><div class="jetpack_subscription_widget">            <form action="#" method="post" accept-charset="utf-8" id="subscribe-blog-505">
				                    <p id="subscribe-email">
                        <label id="jetpack-subscribe-label"
                               class="screen-reader-text"
                               for="subscribe-field-505">
							Indirizzo e-mail                        </label>
                        <input type="email" name="email" required="required"
                        			                    			                    style="font-size: 16px; padding: 15px 23px 15px 23px; border-radius: 0px; border-width: 1px;"
		                                                value=""
                            id="subscribe-field-505"
                            placeholder="Indirizzo e-mail"
                        />
                    </p>

                    <p id="subscribe-submit">
                        <input type="hidden" name="action" value="subscribe"/>
                        <input type="hidden" name="source" value="https://www.francescocappello.com/tag/recessione/feed/"/>
                        <input type="hidden" name="sub-type" value="widget"/>
                        <input type="hidden" name="redirect_fragment" value="505"/>
						                        <button type="submit"
	                        		                    			                    style="font-size: 16px; padding: 15px 23px 15px 23px; margin-left: 10px; border-radius: 0px; border-width: 1px;"
		                    	                        name="jetpack_subscriptions_widget"
	                    >
	                        Iscriviti                        </button>
                    </p>
				            </form>
		
</div></div>
<div style='display:none;' class='shareaholic-canvas' data-app='share_buttons' data-title='La guerra di Draghi e Meloni – Energia, poca e cara' data-link='https://www.francescocappello.com/2023/07/01/la-guerra-di-draghi-e-meloni-energia-poca-e-cara/' data-app-id-name='category_below_content'></div><div style='display:none;' class='shareaholic-canvas' data-app='recommendations' data-title='La guerra di Draghi e Meloni – Energia, poca e cara' data-link='https://www.francescocappello.com/2023/07/01/la-guerra-di-draghi-e-meloni-energia-poca-e-cara/' data-app-id-name='category_below_content'></div>]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.francescocappello.com/2023/07/01/la-guerra-di-draghi-e-meloni-energia-poca-e-cara/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>3</slash:comments>
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">9896</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Sanzioni, deprivazione energetica, deindustrializzazione, recessione, austerity, MES,  default&#8230; Quali soluzioni? Fuori l&#8217;Italia dalla guerra</title>
		<link>https://www.francescocappello.com/2022/12/27/sanzioni-deprivazione-energetica-deindustrializzazione-recessione-austerity-mes-default-quali-soluzioni-fuori-litalia-dalla-guerra/</link>
					<comments>https://www.francescocappello.com/2022/12/27/sanzioni-deprivazione-energetica-deindustrializzazione-recessione-austerity-mes-default-quali-soluzioni-fuori-litalia-dalla-guerra/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesco Cappello]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 27 Dec 2022 13:54:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[#perunmondosenzaguerre]]></category>
		<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Fuori l'Italia dalla guerra]]></category>
		<category><![CDATA[ItaliaNeutrale]]></category>
		<category><![CDATA[l'oro & la spada]]></category>
		<category><![CDATA[NO NATO NO GUERRA]]></category>
		<category><![CDATA[piano di salvezza nazionale]]></category>
		<category><![CDATA[Deindustrializzazione]]></category>
		<category><![CDATA[disavanzo]]></category>
		<category><![CDATA[ETS]]></category>
		<category><![CDATA[Francesco Cappello]]></category>
		<category><![CDATA[mes]]></category>
		<category><![CDATA[Recessione]]></category>
		<category><![CDATA[sanzioni]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.francescocappello.com/?p=9253</guid>

					<description><![CDATA[[articolo pubblicato su: natoexit.it, sovranitapopolare.org, perunmondosenzaguerre.eu] Verso la recessione?Le aziende dei paesi europei trasformano materie prime importate, in merci e servizi, grazie ad energia acquistata per la quasi totalità all&#8217;estero. Viviamo del valore aggiunto di tali trasformazioni. Le sanzioni alla Russia stanno accelerando enormemente l&#8217;aumento dei costi di materie prime ed energia, iniziato già prima&#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div style='display:none;' class='shareaholic-canvas' data-app='share_buttons' data-title='Sanzioni, deprivazione energetica, deindustrializzazione, recessione, austerity, MES, default... Quali soluzioni? Fuori l&#039;Italia dalla guerra' data-link='https://www.francescocappello.com/2022/12/27/sanzioni-deprivazione-energetica-deindustrializzazione-recessione-austerity-mes-default-quali-soluzioni-fuori-litalia-dalla-guerra/' data-app-id-name='category_above_content'></div>
<p class="has-small-font-size">[articolo pubblicato su: natoexit.it, sovranitapopolare.org, perunmondosenzaguerre.eu]</p>



<p class="has-medium-font-size"><strong>Verso la recessione</strong>?<br>Le aziende dei paesi europei trasformano materie prime importate, in merci e servizi, grazie ad energia acquistata per la quasi totalità all&#8217;estero. Viviamo del valore aggiunto di tali trasformazioni. <br>Le sanzioni alla Russia stanno accelerando enormemente l&#8217;aumento dei costi di materie prime ed energia, iniziato già prima del conflitto, da quando, cioè, si è voluto sganciare il prezzo del gas da quello del petrolio, legandolo piuttosto al<em> mercato della domanda e dell’offerta</em> e alla sua commercializzazione borsistica rinunciando così ai contratti di lungo periodo che avevamo ottenuto – e di cui avevamo goduto – sulla scia della crisi petrolifera degli anni &#8217;70. Quei contratti decennali, stipulati coi fornitori, avevano assicurato costi dell&#8217;energia bassi e stabili nel tempo, ideali per una programmazione di investimenti, miranti allo sviluppo economico a lungo termine; essi avevano contribuito non poco al successo economico dei paesi dell&#8217;Europa Occidentale.</p>



<p class="has-medium-font-size">Abbiamo visto e di conseguenza, cominciato a soffrire, di una  grande volatilità dei prezzi dell&#8217;energia, a cui nessuno era abituato. Come è noto il costo del gas è cresciuto sino a 17 volte quello che si registrava nel 2019. <br>L&#8217;attuale fase di ribasso dei prezzi è dovuto al caro energia e al conseguente calo della domanda di gas (Secondo Eurostat, fra agosto e novembre il consumo di gas naturale nella Ue è calato del 20,1% rispetto allo stesso periodo fra il 2017 e il 2021), provocata a sua volta dal calo dei consumi e della domanda di energia proveniente dalle aziende che comprano gas all&#8217;ingrosso. Non è un buon segnale perché sintomatico del rallentamento patologico dell&#8217;economia. Sono molte le aziende che hanno rallentato la produzione, altre che rischiano fallimenti e chiusure, altre ancora che guardano alle delocalizzazioni quale strategia di sopravvivenza (molte imprese europee intendono delocalizzare<strong> </strong>negli USA. La Germania ha destinato 200 miliardi di euro per frenare la deindustrializzazione). La domanda è crollata,<strong> i prezzi dell&#8217;energia si sono abbassati ma a causa delle depressione economica in corso che minaccia di trasformarsi in aperta recessione. </strong>A spingere verso la recessione contribuisce l&#8217;innalzamento dei tassi perseguiti dalla BCE mentre il mercato finanziario dei titoli perde valore giorno dopo giorno. </p>



<p class="has-medium-font-size">È ormai visibile una progressiva diminuzione della produzione industriale mentre <strong>le famiglie hanno cominciato a consumare di meno. </strong>L&#8217;inflazione, infatti, erode il potere di acquisto di salari e stipendi non più protetti da scala mobile e adeguamenti al <em>costo della vita</em> come si diceva una volta. La Ue ha praticato le politiche sanzionatorie imposte dal vincolo atlantico sapendo che così facendo avrebbe incentivato il processo inflattivo già in atto, provocando deliberatamente una inflazione da costi dell&#8217;energia, violando così l&#8217;obiettivo principale, inscritto nei trattati europei, della stabilità dei prezzi intorno al 2% (4).</p>



<p class="has-medium-font-size">Attualmente i russi continuano, malgrado tutto (sanzioni, sabotaggio North Stream), a inviare tra il 7 e l&#8217;8% del gas naturale che tradizionalmente ci fornivano. <mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-red-color">Il problema si pone, però, per i prossimi anni</mark>. Già la prossima estate dovremmo riempire gli stoccaggi per il prossimo inverno. Quest&#8217;anno ce la stiamo cavando perché a fine agosto avevamo ricevuto sino a 65 miliardi di metri cubi di gas dalla federazione russa che ci ha permesso di fare il pieno ma l&#8217;anno prossimo e gli anni ancora successivi? Enormi incertezze anche rispetto alle promesse di aumento delle forniture a sostituzione di quelle russe  dai paesi come Azerbaijan, Algeria, Qatar e ai tempi di costruzione della logistica legata al gas liquefatto. Nel medio p<strong>eriodo sino al 2027 se non cambiamo atteggiamento nei confronti della Russia avremo seri problemi di approviggionamento energetico</strong>. Siamo solo agli inizi di questa situazione che rischia di farsi sempre più critica nel corso del tempo. </p>



<p class="has-medium-font-size">Anche i prezzi delle materie prime importate sono lievitati a causa, tra gli altri motivi, di una strozzatura dell&#8217;offerta dovuta a problematiche logistiche della ripresa dei trasporti successivamente allo stallo degli anni pandemici. </p>



<p class="has-medium-font-size"><em><strong>Deindustrializzazione europea</strong></em><br>Nel medio periodo, se anche riuscissimo a procurarci gas a sufficienza, avremmo un&#8217;enorme problema di prezzi troppo alti. <br>I rapporti di partenariato commerciale tra Russia, Cina, India sono catalizzati dalle politiche sanzionatorie occidentali alla federazione russa. La Cina e l&#8217;India, in particolare, ricevono sempre più energia a buon mercato dalla Russia. Gli USA, inoltre, vendono gas alle loro imprese ad un prezzo cinque volte inferiore a quello a cui lo vendono all&#8217;Ue. Di conseguenza <mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-red-color">le nostre aziende perdono competitività rispetto all&#8217;Eurasia e agli Stati Uniti e alla Cina in particolare</mark>, dove la competizione non si fa più sul costo del lavoro. <br>Ed ecco il paradosso: <strong>il gas liquefatto</strong> esportato dalla Russia in Europa è aumentato da 12 a 18 miliardi di metri cubi. In pratica <strong><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-red-color">abbiamo sostituito gas doganale russo via gasdotto con gas naturale Russo liquefatto acquistato ad un prezzo maggiore</mark></strong>! Anche Finlandia e Germania hanno avuto questa brillante idea. <strong>La federazione russa diventerà quest&#8217;anno il secondo maggior fornitore di gas liquefatto dell&#8217;Unione europea</strong>, dopo gli Stati Uniti<strong> </strong>che ne coprono il 43%; più del Qatar che fornisce all&#8217;Unione Europea il 13% del GNL importato a fronte del 17% fornito dalla Federazione Russa.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" width="755" height="485" src="https://www.francescocappello.com/wp-content/uploads/2022/12/Schermata-2022-12-25-alle-15.14.23.png" alt="" class="wp-image-9286" srcset="https://www.francescocappello.com/wp-content/uploads/2022/12/Schermata-2022-12-25-alle-15.14.23.png 755w, https://www.francescocappello.com/wp-content/uploads/2022/12/Schermata-2022-12-25-alle-15.14.23-300x193.png 300w, https://www.francescocappello.com/wp-content/uploads/2022/12/Schermata-2022-12-25-alle-15.14.23-640x411.png 640w" sizes="(max-width: 755px) 100vw, 755px" /><figcaption><strong>Le aziende, tramite IDE, delocalizzano le attività della catena del valore per agire direttamente nel mercato estero</strong> in modo da rendere recuperare la competitività perduta nel contesto nazionale.</figcaption></figure>



<p class="has-medium-font-size">Il sabotaggio USA dei <em>North Stream</em> sono stati un vero e proprio atto di guerra contro la Germania in particolare, e tutta l&#8217;Europa occidentale in generale. <br>&#8216;Ricordiamo le recenti parole dell&#8217;ex cancelliere <mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-black-color">Merkel</mark><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-red-color"> </mark>che fanno chiaramente riferimento alla Germania del suo successore Scholz che invece di puntare al dialogo con la Russia si è fatta trascinare nel gorgo delle sanzioni e dello scontro con la federazione russa: <strong><em>«Dobbiamo lavorare a un&#8217;architettura di sicurezza paneuropea con la partecipazione della Russia nel quadro dei principi del diritto internazionale. Fino a quando non riusciremo a raggiungere questo obiettivo, come è emerso dall&#8217;amara constatazione del 24 febbraio, la guerra fredda non avrà fine»</em>.</strong> <br>Il sole 24 ore ha pubblicato alla fine del mese scorso <a href="https://www.ilsole24ore.com/art/tronchetti-provera-con-crisi-energetica-rischio-europa-welfare-e-democrazia-AEd62PKC">un&#8217;intervista a Tronchetti Provera</a>, vicepresidente esecutivo e &#8216;ad&#8217; di Pirelli, nel corso della quale il manager ha dichiarato: <em>«<strong>Con la crisi energetica a rischio in Europa welfare e democrazia. Il primo problema è ovviamente quello delle bollette, dell’energia: stanno facendo perdere competitività alle aziende europee rispetto ai nostri competitor. Ormai è emergenza. <mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-red-color">È questione di settimane</mark>. Stiamo perdendo contratti. Se non c’è un’immediata reazione alla crisi energetica, se non predisponiamo tutti gli strumenti per evitare future tensioni, butteremo via quel che in Europa si è costruito negli ultimi decenni</strong>»</em>. <br>Già Carlo Messina, consigliere delegato e ceo di Intesa <a href="https://www.ansa.it/bannernews/notizie/breaking_news_eco/2022/05/16/-messina-con-stop-gas-russo-recessione-certa-_804c09da-e457-4f13-939f-201c94748cbc.html">aveva avvertito</a>: <em><strong>“<a href="https://www.lastampa.it/economia/2022/05/17/news/carlo_messina_senza_il_gas_russo_sara_recessione_a_rischio_fino_a_un_milione_di_lavoratori_-3766138/">Senza il gas russo sarà recessione, a rischio fino a un milione di lavoratori</a>”</strong></em>. </p>



<p class="has-medium-font-size">Il destino del sistema bancario non può essere a lungo dissociato da quello dell&#8217;economia reale. Per evitare un futuro di <strong>desertificazione industriale</strong> che causeranno in misura crescente collocazione in cassa integrazione, licenziamenti e mancate assunzioni, dobbiamo andare rapidamente verso la <strong>fine delle ostilità con la Russia</strong>. </p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" width="755" height="478" src="https://www.francescocappello.com/wp-content/uploads/2022/12/Schermata-2022-12-25-alle-15.23.56.png" alt="" class="wp-image-9287" srcset="https://www.francescocappello.com/wp-content/uploads/2022/12/Schermata-2022-12-25-alle-15.23.56.png 755w, https://www.francescocappello.com/wp-content/uploads/2022/12/Schermata-2022-12-25-alle-15.23.56-300x190.png 300w, https://www.francescocappello.com/wp-content/uploads/2022/12/Schermata-2022-12-25-alle-15.23.56-640x405.png 640w" sizes="(max-width: 755px) 100vw, 755px" /><figcaption>in milioni di euro</figcaption></figure>



<p class="has-medium-font-size"><strong>Peggioramento di conti con l&#8217;estero dovuto al disavanzo energetico</strong><br>Nell&#8217;ultimo anno abbiamo accumulato un<mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-red-color"> deficit della bilancia commerciale <strong>di circa 10 miliardi</strong></mark>. L&#8217;anno ancora precedente <strong>vantavamo un surplus intorno a 70 miliardi di euro</strong>. Il costo dell&#8217;energia è, infatti, lievitato a causa delle sanzioni e del cambio del tipo di contratti per la fornitura energetica. <strong>Nel 2022</strong> avevamo speso <strong>140 miliardi di euro per le importazioni della materia prima energetica</strong> (il doppio di quello che abbiamo speso nel 2021 e <strong>110 miliardi in più rispetto al 2020</strong>).<mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-red-color"> In sintesi spendevamo 30 miliardi. Siamo arrivati a spenderne 140.</mark> <br>Come se non bastasse le aziende europee sono vincolate al<strong> mercato degli ETS </strong>(3) (l&#8217;<em>European Union</em> Emissions Trading System è il <em>mercato</em> delle emissioni di Co2 in Europa). <mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-red-color">I prezzi dei permessi per le quote di emissione di CO2 <strong>sono decuplicati nell&#8217;ultimo decennio</strong></mark> (i prezzi aumentano a causa del taglio delle concessioni decisi dalla Ue); <strong>recentemente <a href="https://www.europarl.europa.eu/news/en/press-room/20221212IPR64527/climate-change-deal-on-a-more-ambitious-emissions-trading-system-ets">la Ue ha deciso un ulteriore taglio del 62% </a>di questi permessi entro il 2030</strong>. Anche per questa via le grandi manifatture europee rischiano di andare fuori mercato a causa della perdita di competitività.<br>Nel frattempo su <a href="https://www.lefigaro.fr/flash-eco/la-ruee-des-europeens-sur-le-gnl-menace-de-faire-derailler-les-objectifs-climatiques-de-l-ue-selon-une-ong-20221216">Le Figaro</a> si osserva che: <em>&#8220;<strong>Il raddoppio delle capacità di importazione di GNL (gas naturale liquefatto) previsto in Europa per rispondere ai problemi di approvvigionamento di gas dopo la guerra in Ucraina, minaccia di far deragliare gli obiettivi climatici dell&#8217;UE, secondo l&#8217;ONG americana, Global Energy Monitor, in un rapporto pubblicato venerdì</strong>&#8220;</em> mentre rimane inascoltato l’<strong><a href="https://www.veritaeaffari.it/cronaca/rivoluzione-verde-rischio-posti-lavoro-italia-4-novembre-2022/">allarme sulla rivoluzione verde lanciato da Confcooperative</a></strong> – la più estesa associazione d’imprese sociali: 17 mila per oltre 529 mila occupati e 81 miliardi di fatturato: &#8220;<strong><em>la svolta green mette a rischio 1,5 milioni di posti solo in Italia; con la transizione verde grave la situazione per 1,6 milioni di Pmi</em></strong>&#8220;. </p>



<p class="has-medium-font-size">In questo contesto l&#8217;Unione europea torna a chiedere politiche di austerity e ratifica MES. È la trappola che rischia di condurre al commissariamento del Paese. L’inflazione cresce. Non si demorde con le sanzioni mentre si insiste ad alimentare la guerra inviando armi e finanziamenti. La Bce sta accelerando verso la recessione economica?</p>



<p class="has-medium-font-size"><strong>BCE ed Ue generano problemi per poi imporci le loro &#8220;soluzioni&#8221; quali austerity e MES</strong> che non fanno che aggravare la patologia indotta. <strong>Lagarde preme per la ratifica del MES rifiutata dal governo Meloni ma fino a quando?<em> </em></strong>L&#8217;innalzamento dei tassi deciso dalla BCE per affrontare l&#8217;inflazione come fosse originata da un surplus di domanda <mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-red-color">serve in realtà a sostenere l&#8217;euro anche rispetto al dollaro</mark>; l&#8217;effetto collaterale consiste nel peggiorare le cose provocando stagnazione economica (stagflazione). Allo stesso tempo diminuisce il programma di acquisto dei titoli di stato della BCE. Si apre così alla ristrutturazione del debito (<strong>default del debito</strong>), pensando ad un suo presunto <strong>fallimento controllato</strong> grazie al MES, il fondo salva-stati (vedi il mio <a href="https://www.francescocappello.com/2019/12/02/messi-in-trappola/" data-type="post" data-id="785">MESsi in trappola</a>). <br>Una volta ra<mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-black-color">tificato diverrebbe peraltro inevitabile il meccanismo delle profezie autoavveranti: </mark><strong>gli investitori privati comincerebbero a disfarsi dei titoli </strong>(<strong>negli ultimi 14 mesi sono già stati venduti titoli per un valore di 130 miliardi), </strong>in seguito all&#8217;annuncio della BCE di voler porre fine al QE e attuare il QT <a href="https://www.investireoggi.it/obbligazioni/cose-quantitative-tightening-bce-che-colpisce-btp/">Quantitative Tightening</a>. <strong>Va tenuto presente che nei prossimi due anni</strong> <mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-red-color">dovremo rinnovare</mark> <strong><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-red-color">500 miliardi di titoli</mark> </strong>di debito pubblico in scadenza. Tra l&#8217;altro è il caso di far notare come il governo Draghi, colpevolmente, non abbia voluto approfittare del momento in cui i tassi erano favorevoli e i titoli italiani erano molto richiesti. Ne ha inspiegabilmente limitato l&#8217;emissione.<br><strong>L&#8217;aumento dei tassi, oltre a mettere in difficoltà famiglie (costi finanziari dei mutui) e imprese fa lievitare i costi di rinnovo e finanziamento del debito pubblico (servizio al debito intorno a 50/60 miliardi l&#8217;anno).</strong> <br><strong>Il rapporto debito/pil è così destinato ad aumentare ulteriormente.</strong> Esso non lievita a <mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-black-color">causa della spesa pubblica fuori controllo</mark> come si vorrebbe lasciare intendere. Negli ultimi 30 anni  abbiamo, piuttosto, realizzato <strong>27 avanzi primari</strong>; 1000 miliardi complessivi dal 92 ad oggi, tutti sacrificati al pagamento degli interessi sul debito. <br>Per valutare la sostenibilità del debito <strong>conterebbe piuttosto la crescita del PIL</strong> (non a caso siamo in un regime di crescita coatta). Ma nel frattempo l&#8217;Ue, accanto alle tradizionali limitazioni sul disavanzo, sta ora impedendo, tramite sanzioni alla Russia, l&#8217;approviggionamento energetico a basso costo che rischia di portarci a ulteriore rallentamento della crescita del PIL, in prossimità zona recessione. Oltretutto il vincolo europeo non permette investimenti pubblici né spesa in disavanzo in termini di <strong>scostamenti di bilancio</strong> che favorirebbero la crescita. In definitiva <mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-red-color">il rapporto deb/pil esplode per la doppia ragione che aumenta il debito e diminuisce il pil</mark>. <br>È noto, infatti, che se <strong>il tasso di finanziamento del debito</strong> (il tasso di interesse o costo del denaro) <strong>supera la crescita del pil</strong> la sostenibilità di questo sistema basato sul finanziamento dello Stato tramite titoli venduti sui mercati finanziari viene a mancare. In più, si misura una <strong>fuga di capitali rilevata dal saldo target 2 </strong>dell&#8217;eurozona il quale registra i flussi di denaro in entrata ed in uscita tra le banche centrali nazionali dell&#8217;eurozona. <strong>700 mld di euro hanno già lasciato l&#8217;Italia (200 nell&#8217;ultimo periodo)</strong>.</p>



<p class="has-medium-font-size">Da quando abbiamo rinunciato alla moneta nazionale rinunciando ad esercitare la sovranità monetaria rinunciando progressivamente a quella più generalmente politica, siamo costretti a finanziarci ricorrendo sempre più ai mercati finanziari globali, indebitandoci con soggetti non residenti. <mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-red-color">Un contributo importante alla sostenibilità del debito con l&#8217;estero è perciò fornito dalle esportazioni cui siamo costretti a puntare per recuperare quella valuta internazionale in grado di garantire un sufficiente equilibrio economico nei nostri conti con l&#8217;estero</mark>. Per far crescere l&#8217;export, nel <strong>regime di cambi fissi</strong> (2) cui ci costringe l&#8217;adesione all&#8217;eurozona, siamo però costretti ad abbassare e tener bassi i salari (<strong>deflazione salariale</strong>) in modo da abbassare i costi di produzione del nostro export tenendo basso il costo del lavoro. Bassi salari e stipendi insieme ad un attacco generalizzato ai diritti dei lavoratori hanno permesso di tenere basso<strong> il listino prezzi di quei prodotti </strong>proposti sui mercati esteri. Allo scopo è stata necessaria e complementare una più generale <strong>svalutazione interna</strong> attraverso una costante politica di demonizzazione della spesa pubblica corrente ed in disavanzo che ha però mortificato costantemente la domanda interna con gravi conseguenze sul piano dello sviluppo del Paese oltre che sull&#8217;abbattimento progressivo dello stato sociale (taglio progressivo degli investimenti nei servizi pubblici e conseguente loro degrado; 40mld tolti alla sanità in posti letto, ospedali e personale sanitario). Solo in questo modo siamo riusciti, sottostando al vincolo europeo a tenere in equilibrio la bilancia dei pagamenti (saldo tra importazioni ed esportazioni). Malgrado le condizioni avverse eravamo sin qui riusciti a registrare, come discusso prima, un sorprendente surplus che ammonava a 70 miliardi di euro. Riusciremo nelle nuove condizioni di alti costi dell&#8217;energia e delle materie prime a mantenere un relativo equilibrio macroeconomico? </p>



<p class="has-medium-font-size"><strong><em>Servirebbero</em></strong> <br>La fine del regime sanzionatorio alla Russia e un ruolo di protagonismo diplomatico del nostro Paese che inviasse negoziatori di pace piuttosto che armi e finanziamento e quindi prolungamento della guerra;<br><br>la applicazione del <mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-black-color"><a href="https://pianodisalvezzanazionale.it/">Piano di Salvezza Nazionale</a> (5) che propone strumenti di finanziamento non a debito:</mark><br><strong>1) Emissione di titoli di Stato a breve termine, garantiti e riservati esclusivamente al risparmio di operatori nazionali</strong>;<br><strong>2) Emissione diretta da parte del MEF di biglietti di stato (o statonote), anche in versione elettronica</strong>;<br><strong>3) Le istituzioni finanziarie pubbliche (Medio Credito Centrale, Cassa Depositi e Prestiti ecc.) vengono ampiamente ricapitalizzate e messe a rapporto diretto e stringente con il Governo per tutelare strutturalmente il risparmio pubblico e creare investimenti</strong>;<br><strong>4) La trasferibilità di qualsiasi agevolazione fiscale (credito, detrazione, sconto, compensazione) tra tutti i soggetti giuridici residenti</strong>;<br><strong>5) I Conti di Risparmio (CdR) pubblici, volontari e con somme trasferibili su piattaforma elettronica presso il MEF, aperti a tutti i residenti</strong>.<br><br>La piena valorizzazione della <em>Rete di mutuo credito collaborativo</em> MONETHICA, un sistema generativo non estrattivo di valore, che è già una realtà praticabile. Essa usa <a href="https://www.youtube.com/watch?v=7Df-f0rs_70&amp;t=1521s">moneta funzionale</a>, ulteriore riaffermazione del genio italiano in campo finanziario. Vedi <a href="https://www.youtube.com/watch?v=OIWixzDVY4M&amp;t=3643s">qui</a>. <br><br>Una strategia, dal basso, secondo la proposta già praticabile delle <a href="https://www.filierevirtuoseitalia.it/">filiere virtuose</a>, miranti alla costruzione di <em>comunità energetiche</em> in grado di trasformare il normale cittadino consumatore in produttore e consumatore (prosumer) di materie prime (non più rifiuti ma beni di scarto) anche energetiche, in un contesto relazionale che includa micro e piccole imprese, in grado di attivare una economia circolare dal basso ( vedi il mio: <a href="https://www.francescocappello.com/2022/02/21/rifiuti-zero-no-grazie-meglio-filiere-virtuose/">https://www.francescocappello.com/2022/02/21/rifiuti-zero-no-grazie-meglio-filiere-virtuose/</a>). </p>



<p class="has-medium-font-size"><strong>Ci avevano spiegato che l’Unione europea avrebbe messo a tacere i nazionalismi rei di aver causato i grandi conflitti mondiali</strong> (in realtà si è sempre trattato di imperi e della loro eredità) mentre lasciavano prevalere una Unione Europea che, serva della volontà di dominio angloamericano, è diventata una accozzaglia di Paesi guerrafondai, collaborazionisti del militarismo più estremo, incapaci ormai anche solo di immaginare un ruolo negoziale; degradati ad una suicida quanto stupida tifoseria di parte contro ogni autentica cultura di Pace in grado di collaborare alla massimizzazione del Bene di tutti. </p>



<p class="has-medium-font-size">Per fortuna, seppure ancora troppo timidamente, registriamo una serie di dichiarazioni nella giusta direzioni: <br><strong>Macron</strong> ha parlato di <em>garanzie di sicurezza per la Russia in un futuro processo di pace</em>;<br>secondo il presidente finlandese <strong>Niinisto</strong>  <em>la Russia e la Finlandia dovrebbero continuare a cooperare perché i Paesi condividono un lungo confine</em>;<br>e il presidente tedesco <strong>Scholz</strong> sembra preoccuparsi di <em>non lasciare che il filo dei negoziati con la Russia si spezzi</em>.  </p>



<p class="has-medium-font-size"><strong><em>Gas, Russia pronta a riaprire il gasdotto Yamal per rifornire l’Europa</em></strong><br>A tutti sembra tendere la mano il vice primo ministro russo Alexander Novak dall&#8217;agenzia di stampa statale russa Tass: &#8220;Possiamo dire con certezza che c&#8217;è richiesta del nostro gas da parte dei consumatori europei&#8221; <br>La Russia è pronta a riprendere le forniture di gas all&#8217;Europa attraverso <strong>il gasdotto Yamal-Europe</strong>  &#8220;Il mercato europeo rimane rilevante, poiché la carenza di gas persiste e abbiamo tutte le opportunità per riprendere le forniture. <br>Novak ha esplicitato che <strong>Mosca sta pensando a forniture di gas all&#8217;Europa occidentale attraverso la Turchia attraverso la creazione di un hub turco</strong>. &nbsp;</p>



<p class="has-medium-font-size">Il mondo è ormai diviso di fatto tra un <strong>blocco euroasiatico </strong>e un <strong>blocco atlantico-occidentale</strong> che non possono continuare a farsi una guerra che rischia di degenerare in confronto nucleare. Il <strong>vincolo esterno</strong> europeo sommato a quello atlantico stanno &#8220;bombardando&#8221; economicamente l&#8217;Europa. Se necessario bisogna partire da uno scontro<strong> tra il blocco anglosassone della NATO con quello continentale europeo</strong>. <br><br>Nel nostro Paese tutti noi possiamo fare qualcosa di importante nella giusta direzione partecipando attivamente alla <a href="https://www.fuorilitaliadallaguerra.it/">Campagna Fuori l&#8217;Italia dalla guerra</a>. Più di ventimila persone hanno già deciso di partecipare, la metà di loro motivando la loro scelta. Si tratta di un invito a costruire ed attivare una <strong>mobilitazione trasversale di cittadini</strong> che mettano in moto tutta la propria creatività in azioni efficaci perché il nostro Paese esca fuori dalla guerra e operi attivamente per il ripristino delle condizioni della Pace e della Vita.   </p>



<p>(1) Secondo Bloomberg alla fine di dicembre le esportazioni di greggio russo via mare verso l&#8217;Asia hanno superato i 3 milioni di barili al giorno. La Russia ha superato l’Arabia Saudita quale fornitore di greggio della Cina (&gt; 2 milioni di barili di greggio al giorno). L’India terzo importatore di greggio al mondo (4 milioni e 250 mila nel 2021) 5 milioni nel 2022. L’India a gennaio 2022 importava solo 66 mila barili al giorno dalla Russia che ora sono arrivati a quasi un milione di barili al giorno. L’Asia (Cina e India in particolare) sono i nuovi mercati di sbocco della Russia.</p>



<p>(2) Un regime di cambi liberi di fluttuare è fisiologico all&#8217;equilibrio dinamico della bilancia commerciale e dei pagamenti. Uno squilibrio della bilancia degli scambi con l&#8217;estero retroagisce sul valore della moneta nazionale facendole acquistare valore <strong>nel caso di un surplus</strong> (si esporta più di quanto si importi) incoraggiando di conseguenza le importazioni e (con una moneta rivalutata si compra di più a parità di spesa) e scoraggiando ulteriori incrementi delle esportazioni (il listino prezzo dei nostri prodotti cresce rendendoci, a parità di qualità, meno competitivi) viceversa <strong>nel caso in cui si registrasse un deficit</strong>, in quest&#8217;ultimo caso la moneta nazionale si svaluta scoraggiando gli acquisti all&#8217;estero mentre diventa più agevole piazzare i nostri prodotti (a maggior ragione se di qualità) all&#8217;estero. Una moneta svalutata rispetto alle altre valute nazionali consente infatti di avere un listino prezzi dei prodotti nazionali assai competitivo. <br><br>(3) EU ETS (European Union Emissions Trading Scheme) ed è stato avviato nel 2005, in seguito all&#8217;entrata in vigore del Protocollo di Kyoto.</p>



<p>(4) Il fatto che l’inflazione eroda i capitali non fa piacere ai loro ricchi e ricchissimi detentori. La BCE fa di tutto per frenarla, nel modo più sbagliato, alzando i tassi, ossia per l’appunto, valorizzando i patrimoni finanziari, anche a costo di una stagnazione/recessione che potrebbe rivelarsi fatale per imprese e lavoro.</p>



<p>(5) Sul PSN vedi il mio: <a href="https://www.francescocappello.com/2020/12/07/non-e-possibile-risolvere-le-crisi-economiche-adottando-le-logiche-e-i-criteri-che-le-hanno-provocate/" data-type="URL" data-id="https://www.francescocappello.com/2020/12/07/non-e-possibile-risolvere-le-crisi-economiche-adottando-le-logiche-e-i-criteri-che-le-hanno-provocate/">Non è possibile risolvere le crisi economiche adottando le logiche perverse che le hanno provocate</a>. </p>



<p class="has-normal-font-size">articoli correlati a cura dell&#8217;autore<br><a href="https://www.francescocappello.com/2022/10/10/la-guerra-bombarda-leuropa/">La guerra bombarda l’Europa</a><br><a href="https://www.francescocappello.com/2022/09/24/le-prime-ore-del-conflitto-produrrebbero-piu-di-90-milioni-di-persone-uccise-e-ferite/">Le prime ore del conflitto provocherebbero più di 90 milioni di persone uccise e ferite</a><br><a href="https://www.francescocappello.com/2022/09/17/draghi-yankee-please-go-home-for-ever/">Draghi Yankee, please go home, forever!</a><br><a href="https://www.francescocappello.com/energia-gas-liquefatto/">Raccolta articoli su rigassificatori e filiera GNL</a><br></p>



<p>© COPYRIGHT Seminare domande<br><em>divieto di riproduzione senza citazione della fonte</em> </p>



<p>canale telegram di Seminare domande<br><a href="https://t.me/Seminaredomande">https://t.me/Seminaredomande</a></p>



<p>Iscriviti per ricevere notifica ad ogni nuovo articolo </p>



<div class="wp-block-jetpack-subscriptions wp-block-jetpack-subscriptions__supports-newline"><div class="jetpack_subscription_widget">            <form action="#" method="post" accept-charset="utf-8" id="subscribe-blog-485">
				                    <p id="subscribe-email">
                        <label id="jetpack-subscribe-label"
                               class="screen-reader-text"
                               for="subscribe-field-485">
							Indirizzo e-mail                        </label>
                        <input type="email" name="email" required="required"
                        			                    			                    style="font-size: 16px; padding: 15px 23px 15px 23px; border-radius: 0px; border-width: 1px;"
		                                                value=""
                            id="subscribe-field-485"
                            placeholder="Indirizzo e-mail"
                        />
                    </p>

                    <p id="subscribe-submit">
                        <input type="hidden" name="action" value="subscribe"/>
                        <input type="hidden" name="source" value="https://www.francescocappello.com/tag/recessione/feed/"/>
                        <input type="hidden" name="sub-type" value="widget"/>
                        <input type="hidden" name="redirect_fragment" value="485"/>
						                        <button type="submit"
	                        		                    			                    style="font-size: 16px; padding: 15px 23px 15px 23px; margin-left: 10px; border-radius: 0px; border-width: 1px;"
		                    	                        name="jetpack_subscriptions_widget"
	                    >
	                        Iscriviti                        </button>
                    </p>
				            </form>
		
</div></div>
<div style='display:none;' class='shareaholic-canvas' data-app='share_buttons' data-title='Sanzioni, deprivazione energetica, deindustrializzazione, recessione, austerity, MES, default... Quali soluzioni? Fuori l&#039;Italia dalla guerra' data-link='https://www.francescocappello.com/2022/12/27/sanzioni-deprivazione-energetica-deindustrializzazione-recessione-austerity-mes-default-quali-soluzioni-fuori-litalia-dalla-guerra/' data-app-id-name='category_below_content'></div><div style='display:none;' class='shareaholic-canvas' data-app='recommendations' data-title='Sanzioni, deprivazione energetica, deindustrializzazione, recessione, austerity, MES, default... Quali soluzioni? Fuori l&#039;Italia dalla guerra' data-link='https://www.francescocappello.com/2022/12/27/sanzioni-deprivazione-energetica-deindustrializzazione-recessione-austerity-mes-default-quali-soluzioni-fuori-litalia-dalla-guerra/' data-app-id-name='category_below_content'></div>]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.francescocappello.com/2022/12/27/sanzioni-deprivazione-energetica-deindustrializzazione-recessione-austerity-mes-default-quali-soluzioni-fuori-litalia-dalla-guerra/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>2</slash:comments>
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">9253</post-id>	</item>
	</channel>
</rss>
