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	<description>Seminare domande in ognuno matura e germina risposte: voce e nuovo potere – Danilo Dolci</description>
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	<title>mes &#8211; Seminare Domande [www.pangeanotizie.it]</title>
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		<title>L&#8217;Ue chiamata a riparare i danni di guerra. Gli USA intendono insinuarsi tra Russia e Cina?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesco Cappello]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 22 Feb 2025 16:37:51 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[La guerra ha elevato una barriera tra Ue, Russia e Cina superabile solo da un cambio completo dei quadri dirigenti europei. Ora che gli obiettivi statunitensi di debilitazione dell’economia europea e di arresto del rapporto virtuoso tra Europa e Federazione Russa, così come quello tra Europa e Cina, sono stati pienamente raggiunti, gli Stati Uniti&#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div style='display:none;' class='shareaholic-canvas' data-app='share_buttons' data-title='L&#039;Ue chiamata a riparare i danni di guerra. Gli USA intendono insinuarsi tra Russia e Cina?' data-link='https://www.francescocappello.com/2025/02/22/lue-chiamata-a-riparare-i-danni-di-guerra-gli-usa-intendono-insinuarsi-tra-russia-e-cina/' data-app-id-name='category_above_content'></div>
<h3 id="la-guerra-ha-elevato-una-barriera-tra-ue-russia-e-cina-superabile-solo-da-un-cambio-completo-dei-quadri-dirigenti-europei-ora-che-gli-obiettivi-statunitensi-di-debilitazione-dell-economia-europea-e-di-arresto-del-rapporto-virtuoso-tra-europa-e-federazione-russa-cosi-come-quello-tra-europa-e-cina-sono-stati-pienamente-raggiunti-gli-stati-uniti-hanno-bisogno-di-recuperare-il-tempo-perduto-rispetto-a-cina-e-russia-l-errore-piu-grande-degli-stati-uniti-e-stato-di-spingere-la-russia-tra-le-braccia-della-cina-gli-usa-di-trump-stanno-ora-provando-ad-insinuarsi-tra-le-due-colonne-portanti-dei-paesi-brics">La guerra ha elevato una barriera tra Ue, Russia e Cina superabile solo da un cambio completo dei quadri dirigenti europei. Ora che gli obiettivi statunitensi di debilitazione dell’economia europea e di arresto del rapporto virtuoso tra Europa e Federazione Russa, così come quello tra Europa e Cina, sono stati pienamente raggiunti, gli Stati Uniti hanno bisogno di recuperare il tempo perduto rispetto a Cina e Russia. L&#8217;errore più grande degli Stati Uniti è stato di spingere la Russia tra le braccia della Cina. Gli USA di Trump stanno ora provando ad insinuarsi tra le due colonne portanti dei paesi BRICS</h3>



<p class="has-medium-font-size">Gli Stati Uniti hanno bisogno di recuperare il tempo perduto rispetto a Cina e Russia. Hanno enormi problemi economici e hanno perso il primato economico, scientifico, tecnologico e militare che vantavano rispetto a Russia e Cina che insieme corrispondono alla vera superpotenza dei nostri tempi. Hanno perciò bisogno di spostare in avanti nel tempo i loro programmi di ripristino dell&#8217;egemonia perduta. La loro economia si è quasi del tutto finanziarizzata. Hanno perciò bisogno di tempo per reindustrializzarsi mentre stanno cercando di ingraziarsi la Federazione Russia in funzione anti cinese. Stanno perciò incuneandosi, a partire dalla fase aperta dalla trattativa di pace in corso con la Federazione Russa, tra Russia e Cina, cercando nel contempo di smontare il ben fatto in ambito BRICS. Si ricordi la minaccia di dazi ai paesi BRICS qualora volessero insistere nell&#8217;attuazione del proposito di fare a meno del dollaro e sull&#8217;altro versante l&#8217;invito a Putin di ritornare nel G7 (Il G8 divenne G7 nel 2014, quando la Russia fu sospesa dal gruppo a seguito dalla legittima annessione della Crimea, tramite referendum) per attirarlo nuovamente nell&#8217;orbita occidentale. Un Occidente collettivo che però non esiste più. <a href="https://www.nytimes.com/2025/02/20/world/europe/us-g7-russia-ukraine-war.html">Nell&#8217;ultimo G7</a> abbiamo visto l’opposizione statunitense a una bozza di dichiarazione del Gruppo dei sette che al terzo anniversario <strong>parla ancora di aggressione della Russia all’Ucraina</strong>, un&#8217;opposizione che arriva dopo che <strong>il presidente Trump ha accusato l&#8217;Ucraina di aver iniziato la guerra</strong> sollevando al contempo gli USA da ogni responsabilità.<br>L&#8217;Unione Europea, d&#8217;altronde, non ha puntato a sviluppare una politica di sicurezza autonoma, lasciando che l&#8217;espansione della NATO ad EST violasse il pricipio di indivisibilità della sicurezza prima vigente. L&#8217;UE piuttosto che lavorare al ripristino di una architettura di sicurezza europea intende concentrarsi sull&#8217;aumento delle spese militari e sulla creazione di un esercito europeo che sarebbe giustificato dalle presunte e millantate mire espansionistiche russe. <strong>La NATO ha, infatti, definito la Russia come un &#8220;nemico esistenziale&#8221;</strong>, ostacolando definitivamente la fiducia necessaria per la ricostruzione della sicurezza nello spazio europeo senza una vera visione strategica a lungo termine finalizzata alla sicurezza del continente.</p>



<p class="has-medium-font-size"><strong>Gli USA non fanno mistero del fatto che i loro attuali nemici siano la Cina e l’Iran</strong> su cui potranno ora concentrarsi dopo essersi disimpegnati dallo spazio europeo. In questo stato di cose, che l&#8217;Europa, con la sua follia anti russa, possa tenere aperto il fronte ucraino continuando ad impegnare la Russia, all&#8217;America di Trump farebbe solo piacere. <br><strong>L&#8217;avvicinamento a cui hanno costretto Russia e Cina è stato il grande errore degli Stati Uniti</strong>. Russia e Cina insieme si complementano in una superpotenza economica e militare insuperabile. Trump farà di tutto per allontanarli, incuneandosi tra i due ma non sarà facile. È ormai fuori tempo massimo. La costruzione di tutte quelle istituzioni del nuovo ordine multipolare e pluricentrico è avanzato ormai irreversibilmente. Il Segretario di Stato americano Marco Rubio ha lanciato un allarme in un rapporto sulla crescente minaccia proveniente dalla Cina già leader in 37 delle 44 tecnologie critiche. <strong>Rubio chiede che si agisca urgentemente per arginare il dominio economico cinese su scala globale e fermare la &#8220;sinicizzazione&#8221; dell&#8217;economia globale</strong>. <br>La Cina, dal canto suo, è il più grande paese manifatturiero al mondo e sapendo di essere nel mirino statunitense si sta armando efficacemente e a velocità crescente anche nel settore nucleare. </p>



<h3 class="has-text-align-center" id="i-preparativi-nell-indopacifico-in-funzione-anticinese">I preparativi nell&#8217; &#8220;Indopacifico&#8221; in funzione anticinese</h3>



<p class="has-medium-font-size">Gli Stati Uniti stanno costruendo diverse alleanze militari e politiche nell&#8217;Indo-Pacifico. Il <strong>QUAD o Dialogo di Sicurezza Quadrilaterale</strong>, è un&#8217;alleanza strategica che coinvolge Stati Uniti, Giappone, India e Australia. Questo gruppo si concentra sulla cooperazione in materia di sicurezza, conducendo esercitazioni militari congiunte. Anche<strong> l&#8217;AUKUS è un patto di sicurezza tra Stati Uniti, Regno Unito e Australia</strong> che prevede la condivisione di tecnologie avanzate, come i sottomarini a propulsione nucleare, e una stretta cooperazione in materia di difesa. Oltre a queste alleanze sono stati raggiunti degli <strong>Accordi Bilaterali di difesa</strong>, cooperazione militare e presenza di truppe statunitensi <strong>con Giappone, Corea del Sud, Filippine e Vietnam</strong>. Tra le iniziative commerciali in funzione anticinese. In particolare gli USA stanno ricostruendo la più grande base aerea dell&#8217;Oceano Pacifico, <strong>la Base Aerea di Tinian</strong>. Fu da qui che decollarono gli aerei per sferrare attacchi nucleari su Hiroshima e Nagasaki, i bombardieri B-29 Superfortress. L&#8217;attuale scopo della base aerea di Tinian fa parte di quel complesso di risorse che il Pentagono sta allestendo nella regione Asia-Pacifico in vista di un eventuale scontro, anche sul piano militare, con la Cina.</p>



<h3 class="has-text-align-center" id="the-national-interest-della-rice-sposato-da-trump">The National Interest della Rice sposato da Trump</h3>



<p class="has-medium-font-size">Era stato Henry Kissinger negli anni 70 a volere la transizione da una gestione, economica e militare, tutta statunitense del pianeta, ad una collaborazione assai articolata con gli alleati. Trent&#8217;anni dopo <strong>Condolezza Rice</strong> su <em>Foreign Affairs</em> nell&#8217;articolo <a href="https://www.jstor.org/stable/20049613?oauth_data=eyJlbWFpbCI6Im5lc3NpZWNvbm5lc3NpQGdtYWlsLmNvbSIsImluc3RpdHV0aW9uSWRzIjpbXSwicHJvdmlkZXIiOiJnb29nbGUifQ"><em>The National Interest</em></a> <strong>proponeva che gli Stati Uniti smettessero di usare le proprie forze armate come una sorta di servizio di emergenza globale</strong>, intervenendo militarmente nei diversi conflitti in tutto il mondo (il più delle volte causati da loro stessi) secondo una definizione troppo ampia e alla lunga insostenibile dell&#8217;interesse nazionale. <strong>Gli Stati Uniti, affermava la Rice, si sarebbero dovuti concentrare sulla deterrenza di minacce significative e sul mantenimento della stabilità globale, mentre agli attori regionali sarebbe stato riservato il compito di farsi carico della gestione dei conflitti locali</strong>. In questo modo si sarebbe potuto bilanciare il rapporto con potenze come Russia e Cina.<br>La seconda amministrazione Trump, così come lo fu la prima, è in piena continuità con questi propositi della politica statunitense dettati primariamente dalle crescenti difficoltà economiche.<br>La combinazione di politiche aggressive verso l&#8217;Europa e il sostegno a <strong>nuove forme di investimento come le criptovalute connesse ad una possibile riduzione dei tassi di interesse</strong> potrebbe innescare una crisi finanziaria: economia finanziarizzata e necessità di reindustrializzare mentre incombe una <strong>posizione finanziaria netta negativa</strong> per più di venti trilioni di dollari insieme a <strong>debito pubblico fuori controllo</strong> sopra i 36 trilioni di dollari che matura interessi dell&#8217;ordine del trilione di dollari e con <strong>processi inflattivi in corso incompatibili con un&#8217;aggressiva politica di dazi</strong>, il tutto sotto la minaccia crescente di <strong>dedollarizzazione</strong>. Oltretutto l&#8217;attuale <strong>valore di mercato di molte società americane</strong>, in particolare nel settore tecnologico, è <strong>eccessivamente gonfiato</strong>. La loro capitalizzazione, rispetto al valore reale delle aziende, è tenuta artificiosamente alta <strong>dai grandi fondi di investimento</strong>. Si tratta di una vera e propria bolla finanziaria. Trump sembra intenzionato a smantellare il monopolio di grandi fondi come Black Rock, favorendo invece gruppi finanziari più piccoli e legati a settori emergenti come le <strong>criptovalute e gli Hedge fund</strong>, fondi comuni di investimento speculativi privati, col rischio di innesco di una grande crisi finanziaria che a causa della fragilità della bolla potrebbe rapidamente portare ad un crollo delle valutazioni azionarie <strong>destabilizzando l&#8217;intero sistema finanziario occidentale</strong>. Ultimamente abbiamo avuto un saggio di tale instabilità quando è arrivata l&#8217;IA cinese con deepseek e Qwent che hanno provocato un crollo nel settore dell&#8217;High Tech occidentale ed un riorientamento verso le borse orientali. In particolare si è assistito ad una perdita per quasi 500 miliardi di dollari a carico della società Nvidia (vedi il mio <a href="https://www.francescocappello.com/2025/01/28/ricerca-profonda-la-rivincita-dellopen-source/">Ricerca Profonda. La rivincita dell’Open Source</a>). L&#8217;inversione di tendenza che oggi vediamo nelle relazioni internazionali, con gli Stati Uniti e la Russia, orientati verso una normalizzazione dei rapporti, a scapito dell&#8217;Ucraina e dell&#8217;Europa è dunque ben radicata nelle scelte statunitensi.</p>



<h3 class="has-text-align-center" id="la-difesa-comune-europea-fa-da-collante-ad-un-unione-europea-in-via-di-rapido-sgretolamento">La difesa comune europea fa da collante ad un&#8217;Unione Europea in via di rapido sgretolamento</h3>



<p class="has-medium-font-size"><strong>Draghi ha promesso agli Stati Uniti il contributo europeo al rieqilibrio della bilancia commerciale tra Ue e USA</strong> disponendo il continente europeo alla sostituzione del gas da tubo russo con il gas liquefatto statunitense insieme ad un aumento di spesa europea verso gli USA per la difesa comune sino al 5% del PIL (a discapito ovviamente degli investimenti in sanità, istruzione, welfare e in generale dello stato sociale); <strong>acquisti che vengono effettuati </strong>presso aziende americane come <strong>Raytheon, Boeing, Lookheed Martin </strong>e altre in modo tale che i finanziamenti europei finiscano per sostenere l&#8217;industria militare statunitense anziché essere reinvestiti nell&#8217;economia europea o nel miglioramento dei servizi pubblici. Allo scopo Draghi punta sul debito comune europeo per finanziare gli investimenti necessari. <strong>Altri, come il ministro spagnolo Carlos Cuerpo pensano al  Meccanismo Europeo di Stabilità (MES) per finanziare le spese militari</strong> mentre la presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, ha spiegato che sarà possibile uscire dai rigidi controlli del Patto di Stabilità che mentre continuerà ad essere valido per tutti gli investimenti in campo economico e sociale permetterà ai paesi dell&#8217;Unione di  indebitarsi senza freni per quanto riguarda le spese militari finalizzate alla guerra alla Russia. <br>Oltretututto <strong>la Ue non contrasta</strong> tutte quelle condizioni che stanno favorendo <strong>la migrazione delle industrie europee verso gli Stati Uniti</strong>. Il tutto ovviamente sotto minaccia di dazi ostacolati l&#8217;ingresso nel mercato americano dei prodotti europei da parte degli Stati Uniti qualora l&#8217;Europa non accettasse i diktat americani che ricordano per molti versi le riparazioni di guerra che si infliggono ai paesi sconfitti. <br>L&#8217;offensiva della nuova amministrazione statunitense comprende anche l&#8217;attuazione di un sistema di defiscalizzazione atto ad attrarre il risparmio degli europei offrendo incentivi fiscali che <strong>rendono più conveniente per gli investitori europei spostare i propri capitali negli Stati Uniti</strong>. Al contempo  nonostante possibili riduzioni dei tassi di interesse, i rendimenti dei titoli USA rimangono alti rendendo l&#8217;investimento in titoli americani, mediato dai grandi fondi di investimento USA, attraente per gli investitori europei. <strong>Un altro aspetto è legato al fatto che il capitale americano tende ad acquisire partecipazioni crescenti nel sistema bancario e in altri settori significativi europei</strong>, sfruttando i prezzi favorevoli delle banche europee. Questo processo di acquisizione attrae <strong>capitali europei verso gli Stati Uniti</strong> deprivando l&#8217;Europa di importanti risorse finanziarie che sarebbero state utili al suo sviluppo interno. <br>Tutto ciò consentirà agli USA di riposizionarsi  sullo scacchiere globale delegando agli europei il fronte ucraino con la Russia riducendo così un eccesso di fronti aperti per gli USA. </p>



<p class="has-medium-font-size"><strong>Gli Usa di Trump hanno smesso di armare l&#8217;Ucraina ripristinando il ruolo della diplomazia</strong>. La <strong>scelta di Riyadh</strong> quale sede dei negoziati è stata assai <strong>significativa per il ruolo chiave del mercato energetico</strong>. L&#8217;Arabia Saudita è, infatti, uno dei maggiori produttori di petrolio al mondo e membro influente dell&#8217;OPEC+. <strong>La riduzione del prezzo dell&#8217;energia è uno degli obiettivi dichiarati dall&#8217;amministrazione Trump</strong>. Per raggiungere tale obiettivo, è necessario che gli Stati Uniti si accordino con i principali produttori di energia, tra cui Russia e Arabia Saudita. Parallelamente, gli Stati Uniti sembrerebbero interessati a una <strong>cooperazione energetica con la Russia nell&#8217;Artico</strong>, aprendo a un ripristino del personale presso le rispettive ambasciate. Il fatto che europei e ucraini siano stati esclusi dai colloqui di Riyadh sottolinea come le decisioni più importanti vengano ora prese direttamente tra Stati Uniti e Russia, senza coinvolgere altri attori <strong>che peraltro hanno manifestato apertamente la volontà di continuare ad ogni costo la guerra</strong> più che mirare ad una pace duratura. Questo implica una <strong>marginalizzazione del ruolo dell&#8217;Europa</strong> e dell&#8217;Ucraina nelle dinamiche geopolitiche in corso. Gli Stati Uniti stanno, infatti, agendo primariamente per i propri interessi, senza più considerare l&#8217;Europa e l&#8217;Ucraina come alleati imprescindibili. <strong>L&#8217;Europa, in particolare, si dovrà accollare le spese di ricostruzione e mantenimento dell&#8217;Ucraina</strong> se dovesse accoglierla <strong>nella Ue</strong> secondo le aperture in tal senso manifestate dalla Von Der Leyen. <br>L&#8217;Ucraina, quale nazione sconfitta, dovrà pagare riparazioni di guerra agli Stati Uniti a compenso degli aiuti ricevuti (rimuovendo il fatto che a mettere l&#8217;Ucraina in questo stato di cose siano stati gli angloamericani), cedendo risorse e territori per un valore di 500 miliardi di dollari. Allo stesso tempo, l&#8217;Europa si trova a continuare a subire un danno economico enorme a causa delle sanzioni imposte alla Russia, che senza danneggiare troppo quest&#8217;ultima avvantaggiano invece gli Stati Uniti. <strong>Gli Stati Uniti potrebbero revocare le sanzioni alla Russia, lasciando l&#8217;Europa a continuarle</strong>. È stato recentemente varato il <strong>sedicesimo pacchetto europeo di sanzioni</strong> alla Russia. In questo contesto, con gli Stati Uniti che mettono in discussione il loro impegno per la sicurezza europea,<strong> la NATO sembra perdere di significato</strong>. </p>



<p class="has-medium-font-size">L&#8217;Europa si trova in una posizione di estrema debolezza. Ci sono oggi le condizioni per ripensare il suo ruolo nel mondo, sciogliere questa (dis)unione europea e difendere i nostri interessi nazionali, <strong>smettendo di comportarci come servi di potenze straniere</strong>. Sarebbe l&#8217;ora di chiedere lo <strong>smantellamento delle basi USA e Nato</strong> dal nostro territorio e <strong>ridurre al minimo le nostre spese militari limitandole alla difesa</strong> e non più alla partecipazione a guerre che non ci appartengono e tornare a rivolgere la nostra attenzione e cooperazione verso i paesi del mediterraneo abbattendo, con tutti i mezzi costituzionali a nostra disposizione, qualsiasi quadro dirigente guerrafondaio.  </p>



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<div style='display:none;' class='shareaholic-canvas' data-app='share_buttons' data-title='L&#039;Ue chiamata a riparare i danni di guerra. Gli USA intendono insinuarsi tra Russia e Cina?' data-link='https://www.francescocappello.com/2025/02/22/lue-chiamata-a-riparare-i-danni-di-guerra-gli-usa-intendono-insinuarsi-tra-russia-e-cina/' data-app-id-name='category_below_content'></div><div style='display:none;' class='shareaholic-canvas' data-app='recommendations' data-title='L&#039;Ue chiamata a riparare i danni di guerra. Gli USA intendono insinuarsi tra Russia e Cina?' data-link='https://www.francescocappello.com/2025/02/22/lue-chiamata-a-riparare-i-danni-di-guerra-gli-usa-intendono-insinuarsi-tra-russia-e-cina/' data-app-id-name='category_below_content'></div>]]></content:encoded>
					
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		<title>Sanzioni, deprivazione energetica, deindustrializzazione, recessione, austerity, MES,  default&#8230; Quali soluzioni? Fuori l&#8217;Italia dalla guerra</title>
		<link>https://www.francescocappello.com/2022/12/27/sanzioni-deprivazione-energetica-deindustrializzazione-recessione-austerity-mes-default-quali-soluzioni-fuori-litalia-dalla-guerra/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesco Cappello]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 27 Dec 2022 13:54:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[#perunmondosenzaguerre]]></category>
		<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Fuori l'Italia dalla guerra]]></category>
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		<category><![CDATA[Deindustrializzazione]]></category>
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					<description><![CDATA[[articolo pubblicato su: natoexit.it, sovranitapopolare.org, perunmondosenzaguerre.eu] Verso la recessione?Le aziende dei paesi europei trasformano materie prime importate, in merci e servizi, grazie ad energia acquistata per la quasi totalità all&#8217;estero. Viviamo del valore aggiunto di tali trasformazioni. Le sanzioni alla Russia stanno accelerando enormemente l&#8217;aumento dei costi di materie prime ed energia, iniziato già prima&#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div style='display:none;' class='shareaholic-canvas' data-app='share_buttons' data-title='Sanzioni, deprivazione energetica, deindustrializzazione, recessione, austerity, MES, default... Quali soluzioni? Fuori l&#039;Italia dalla guerra' data-link='https://www.francescocappello.com/2022/12/27/sanzioni-deprivazione-energetica-deindustrializzazione-recessione-austerity-mes-default-quali-soluzioni-fuori-litalia-dalla-guerra/' data-app-id-name='category_above_content'></div>
<p class="has-small-font-size">[articolo pubblicato su: natoexit.it, sovranitapopolare.org, perunmondosenzaguerre.eu]</p>



<p class="has-medium-font-size"><strong>Verso la recessione</strong>?<br>Le aziende dei paesi europei trasformano materie prime importate, in merci e servizi, grazie ad energia acquistata per la quasi totalità all&#8217;estero. Viviamo del valore aggiunto di tali trasformazioni. <br>Le sanzioni alla Russia stanno accelerando enormemente l&#8217;aumento dei costi di materie prime ed energia, iniziato già prima del conflitto, da quando, cioè, si è voluto sganciare il prezzo del gas da quello del petrolio, legandolo piuttosto al<em> mercato della domanda e dell’offerta</em> e alla sua commercializzazione borsistica rinunciando così ai contratti di lungo periodo che avevamo ottenuto – e di cui avevamo goduto – sulla scia della crisi petrolifera degli anni &#8217;70. Quei contratti decennali, stipulati coi fornitori, avevano assicurato costi dell&#8217;energia bassi e stabili nel tempo, ideali per una programmazione di investimenti, miranti allo sviluppo economico a lungo termine; essi avevano contribuito non poco al successo economico dei paesi dell&#8217;Europa Occidentale.</p>



<p class="has-medium-font-size">Abbiamo visto e di conseguenza, cominciato a soffrire, di una  grande volatilità dei prezzi dell&#8217;energia, a cui nessuno era abituato. Come è noto il costo del gas è cresciuto sino a 17 volte quello che si registrava nel 2019. <br>L&#8217;attuale fase di ribasso dei prezzi è dovuto al caro energia e al conseguente calo della domanda di gas (Secondo Eurostat, fra agosto e novembre il consumo di gas naturale nella Ue è calato del 20,1% rispetto allo stesso periodo fra il 2017 e il 2021), provocata a sua volta dal calo dei consumi e della domanda di energia proveniente dalle aziende che comprano gas all&#8217;ingrosso. Non è un buon segnale perché sintomatico del rallentamento patologico dell&#8217;economia. Sono molte le aziende che hanno rallentato la produzione, altre che rischiano fallimenti e chiusure, altre ancora che guardano alle delocalizzazioni quale strategia di sopravvivenza (molte imprese europee intendono delocalizzare<strong> </strong>negli USA. La Germania ha destinato 200 miliardi di euro per frenare la deindustrializzazione). La domanda è crollata,<strong> i prezzi dell&#8217;energia si sono abbassati ma a causa delle depressione economica in corso che minaccia di trasformarsi in aperta recessione. </strong>A spingere verso la recessione contribuisce l&#8217;innalzamento dei tassi perseguiti dalla BCE mentre il mercato finanziario dei titoli perde valore giorno dopo giorno. </p>



<p class="has-medium-font-size">È ormai visibile una progressiva diminuzione della produzione industriale mentre <strong>le famiglie hanno cominciato a consumare di meno. </strong>L&#8217;inflazione, infatti, erode il potere di acquisto di salari e stipendi non più protetti da scala mobile e adeguamenti al <em>costo della vita</em> come si diceva una volta. La Ue ha praticato le politiche sanzionatorie imposte dal vincolo atlantico sapendo che così facendo avrebbe incentivato il processo inflattivo già in atto, provocando deliberatamente una inflazione da costi dell&#8217;energia, violando così l&#8217;obiettivo principale, inscritto nei trattati europei, della stabilità dei prezzi intorno al 2% (4).</p>



<p class="has-medium-font-size">Attualmente i russi continuano, malgrado tutto (sanzioni, sabotaggio North Stream), a inviare tra il 7 e l&#8217;8% del gas naturale che tradizionalmente ci fornivano. <mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-red-color">Il problema si pone, però, per i prossimi anni</mark>. Già la prossima estate dovremmo riempire gli stoccaggi per il prossimo inverno. Quest&#8217;anno ce la stiamo cavando perché a fine agosto avevamo ricevuto sino a 65 miliardi di metri cubi di gas dalla federazione russa che ci ha permesso di fare il pieno ma l&#8217;anno prossimo e gli anni ancora successivi? Enormi incertezze anche rispetto alle promesse di aumento delle forniture a sostituzione di quelle russe  dai paesi come Azerbaijan, Algeria, Qatar e ai tempi di costruzione della logistica legata al gas liquefatto. Nel medio p<strong>eriodo sino al 2027 se non cambiamo atteggiamento nei confronti della Russia avremo seri problemi di approviggionamento energetico</strong>. Siamo solo agli inizi di questa situazione che rischia di farsi sempre più critica nel corso del tempo. </p>



<p class="has-medium-font-size">Anche i prezzi delle materie prime importate sono lievitati a causa, tra gli altri motivi, di una strozzatura dell&#8217;offerta dovuta a problematiche logistiche della ripresa dei trasporti successivamente allo stallo degli anni pandemici. </p>



<p class="has-medium-font-size"><em><strong>Deindustrializzazione europea</strong></em><br>Nel medio periodo, se anche riuscissimo a procurarci gas a sufficienza, avremmo un&#8217;enorme problema di prezzi troppo alti. <br>I rapporti di partenariato commerciale tra Russia, Cina, India sono catalizzati dalle politiche sanzionatorie occidentali alla federazione russa. La Cina e l&#8217;India, in particolare, ricevono sempre più energia a buon mercato dalla Russia. Gli USA, inoltre, vendono gas alle loro imprese ad un prezzo cinque volte inferiore a quello a cui lo vendono all&#8217;Ue. Di conseguenza <mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-red-color">le nostre aziende perdono competitività rispetto all&#8217;Eurasia e agli Stati Uniti e alla Cina in particolare</mark>, dove la competizione non si fa più sul costo del lavoro. <br>Ed ecco il paradosso: <strong>il gas liquefatto</strong> esportato dalla Russia in Europa è aumentato da 12 a 18 miliardi di metri cubi. In pratica <strong><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-red-color">abbiamo sostituito gas doganale russo via gasdotto con gas naturale Russo liquefatto acquistato ad un prezzo maggiore</mark></strong>! Anche Finlandia e Germania hanno avuto questa brillante idea. <strong>La federazione russa diventerà quest&#8217;anno il secondo maggior fornitore di gas liquefatto dell&#8217;Unione europea</strong>, dopo gli Stati Uniti<strong> </strong>che ne coprono il 43%; più del Qatar che fornisce all&#8217;Unione Europea il 13% del GNL importato a fronte del 17% fornito dalla Federazione Russa.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" width="755" height="485" src="https://www.francescocappello.com/wp-content/uploads/2022/12/Schermata-2022-12-25-alle-15.14.23.png" alt="" class="wp-image-9286" srcset="https://www.francescocappello.com/wp-content/uploads/2022/12/Schermata-2022-12-25-alle-15.14.23.png 755w, https://www.francescocappello.com/wp-content/uploads/2022/12/Schermata-2022-12-25-alle-15.14.23-300x193.png 300w, https://www.francescocappello.com/wp-content/uploads/2022/12/Schermata-2022-12-25-alle-15.14.23-640x411.png 640w" sizes="(max-width: 755px) 100vw, 755px" /><figcaption><strong>Le aziende, tramite IDE, delocalizzano le attività della catena del valore per agire direttamente nel mercato estero</strong> in modo da rendere recuperare la competitività perduta nel contesto nazionale.</figcaption></figure>



<p class="has-medium-font-size">Il sabotaggio USA dei <em>North Stream</em> sono stati un vero e proprio atto di guerra contro la Germania in particolare, e tutta l&#8217;Europa occidentale in generale. <br>&#8216;Ricordiamo le recenti parole dell&#8217;ex cancelliere <mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-black-color">Merkel</mark><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-red-color"> </mark>che fanno chiaramente riferimento alla Germania del suo successore Scholz che invece di puntare al dialogo con la Russia si è fatta trascinare nel gorgo delle sanzioni e dello scontro con la federazione russa: <strong><em>«Dobbiamo lavorare a un&#8217;architettura di sicurezza paneuropea con la partecipazione della Russia nel quadro dei principi del diritto internazionale. Fino a quando non riusciremo a raggiungere questo obiettivo, come è emerso dall&#8217;amara constatazione del 24 febbraio, la guerra fredda non avrà fine»</em>.</strong> <br>Il sole 24 ore ha pubblicato alla fine del mese scorso <a href="https://www.ilsole24ore.com/art/tronchetti-provera-con-crisi-energetica-rischio-europa-welfare-e-democrazia-AEd62PKC">un&#8217;intervista a Tronchetti Provera</a>, vicepresidente esecutivo e &#8216;ad&#8217; di Pirelli, nel corso della quale il manager ha dichiarato: <em>«<strong>Con la crisi energetica a rischio in Europa welfare e democrazia. Il primo problema è ovviamente quello delle bollette, dell’energia: stanno facendo perdere competitività alle aziende europee rispetto ai nostri competitor. Ormai è emergenza. <mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-red-color">È questione di settimane</mark>. Stiamo perdendo contratti. Se non c’è un’immediata reazione alla crisi energetica, se non predisponiamo tutti gli strumenti per evitare future tensioni, butteremo via quel che in Europa si è costruito negli ultimi decenni</strong>»</em>. <br>Già Carlo Messina, consigliere delegato e ceo di Intesa <a href="https://www.ansa.it/bannernews/notizie/breaking_news_eco/2022/05/16/-messina-con-stop-gas-russo-recessione-certa-_804c09da-e457-4f13-939f-201c94748cbc.html">aveva avvertito</a>: <em><strong>“<a href="https://www.lastampa.it/economia/2022/05/17/news/carlo_messina_senza_il_gas_russo_sara_recessione_a_rischio_fino_a_un_milione_di_lavoratori_-3766138/">Senza il gas russo sarà recessione, a rischio fino a un milione di lavoratori</a>”</strong></em>. </p>



<p class="has-medium-font-size">Il destino del sistema bancario non può essere a lungo dissociato da quello dell&#8217;economia reale. Per evitare un futuro di <strong>desertificazione industriale</strong> che causeranno in misura crescente collocazione in cassa integrazione, licenziamenti e mancate assunzioni, dobbiamo andare rapidamente verso la <strong>fine delle ostilità con la Russia</strong>. </p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" width="755" height="478" src="https://www.francescocappello.com/wp-content/uploads/2022/12/Schermata-2022-12-25-alle-15.23.56.png" alt="" class="wp-image-9287" srcset="https://www.francescocappello.com/wp-content/uploads/2022/12/Schermata-2022-12-25-alle-15.23.56.png 755w, https://www.francescocappello.com/wp-content/uploads/2022/12/Schermata-2022-12-25-alle-15.23.56-300x190.png 300w, https://www.francescocappello.com/wp-content/uploads/2022/12/Schermata-2022-12-25-alle-15.23.56-640x405.png 640w" sizes="(max-width: 755px) 100vw, 755px" /><figcaption>in milioni di euro</figcaption></figure>



<p class="has-medium-font-size"><strong>Peggioramento di conti con l&#8217;estero dovuto al disavanzo energetico</strong><br>Nell&#8217;ultimo anno abbiamo accumulato un<mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-red-color"> deficit della bilancia commerciale <strong>di circa 10 miliardi</strong></mark>. L&#8217;anno ancora precedente <strong>vantavamo un surplus intorno a 70 miliardi di euro</strong>. Il costo dell&#8217;energia è, infatti, lievitato a causa delle sanzioni e del cambio del tipo di contratti per la fornitura energetica. <strong>Nel 2022</strong> avevamo speso <strong>140 miliardi di euro per le importazioni della materia prima energetica</strong> (il doppio di quello che abbiamo speso nel 2021 e <strong>110 miliardi in più rispetto al 2020</strong>).<mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-red-color"> In sintesi spendevamo 30 miliardi. Siamo arrivati a spenderne 140.</mark> <br>Come se non bastasse le aziende europee sono vincolate al<strong> mercato degli ETS </strong>(3) (l&#8217;<em>European Union</em> Emissions Trading System è il <em>mercato</em> delle emissioni di Co2 in Europa). <mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-red-color">I prezzi dei permessi per le quote di emissione di CO2 <strong>sono decuplicati nell&#8217;ultimo decennio</strong></mark> (i prezzi aumentano a causa del taglio delle concessioni decisi dalla Ue); <strong>recentemente <a href="https://www.europarl.europa.eu/news/en/press-room/20221212IPR64527/climate-change-deal-on-a-more-ambitious-emissions-trading-system-ets">la Ue ha deciso un ulteriore taglio del 62% </a>di questi permessi entro il 2030</strong>. Anche per questa via le grandi manifatture europee rischiano di andare fuori mercato a causa della perdita di competitività.<br>Nel frattempo su <a href="https://www.lefigaro.fr/flash-eco/la-ruee-des-europeens-sur-le-gnl-menace-de-faire-derailler-les-objectifs-climatiques-de-l-ue-selon-une-ong-20221216">Le Figaro</a> si osserva che: <em>&#8220;<strong>Il raddoppio delle capacità di importazione di GNL (gas naturale liquefatto) previsto in Europa per rispondere ai problemi di approvvigionamento di gas dopo la guerra in Ucraina, minaccia di far deragliare gli obiettivi climatici dell&#8217;UE, secondo l&#8217;ONG americana, Global Energy Monitor, in un rapporto pubblicato venerdì</strong>&#8220;</em> mentre rimane inascoltato l’<strong><a href="https://www.veritaeaffari.it/cronaca/rivoluzione-verde-rischio-posti-lavoro-italia-4-novembre-2022/">allarme sulla rivoluzione verde lanciato da Confcooperative</a></strong> – la più estesa associazione d’imprese sociali: 17 mila per oltre 529 mila occupati e 81 miliardi di fatturato: &#8220;<strong><em>la svolta green mette a rischio 1,5 milioni di posti solo in Italia; con la transizione verde grave la situazione per 1,6 milioni di Pmi</em></strong>&#8220;. </p>



<p class="has-medium-font-size">In questo contesto l&#8217;Unione europea torna a chiedere politiche di austerity e ratifica MES. È la trappola che rischia di condurre al commissariamento del Paese. L’inflazione cresce. Non si demorde con le sanzioni mentre si insiste ad alimentare la guerra inviando armi e finanziamenti. La Bce sta accelerando verso la recessione economica?</p>



<p class="has-medium-font-size"><strong>BCE ed Ue generano problemi per poi imporci le loro &#8220;soluzioni&#8221; quali austerity e MES</strong> che non fanno che aggravare la patologia indotta. <strong>Lagarde preme per la ratifica del MES rifiutata dal governo Meloni ma fino a quando?<em> </em></strong>L&#8217;innalzamento dei tassi deciso dalla BCE per affrontare l&#8217;inflazione come fosse originata da un surplus di domanda <mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-red-color">serve in realtà a sostenere l&#8217;euro anche rispetto al dollaro</mark>; l&#8217;effetto collaterale consiste nel peggiorare le cose provocando stagnazione economica (stagflazione). Allo stesso tempo diminuisce il programma di acquisto dei titoli di stato della BCE. Si apre così alla ristrutturazione del debito (<strong>default del debito</strong>), pensando ad un suo presunto <strong>fallimento controllato</strong> grazie al MES, il fondo salva-stati (vedi il mio <a href="https://www.francescocappello.com/2019/12/02/messi-in-trappola/" data-type="post" data-id="785">MESsi in trappola</a>). <br>Una volta ra<mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-black-color">tificato diverrebbe peraltro inevitabile il meccanismo delle profezie autoavveranti: </mark><strong>gli investitori privati comincerebbero a disfarsi dei titoli </strong>(<strong>negli ultimi 14 mesi sono già stati venduti titoli per un valore di 130 miliardi), </strong>in seguito all&#8217;annuncio della BCE di voler porre fine al QE e attuare il QT <a href="https://www.investireoggi.it/obbligazioni/cose-quantitative-tightening-bce-che-colpisce-btp/">Quantitative Tightening</a>. <strong>Va tenuto presente che nei prossimi due anni</strong> <mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-red-color">dovremo rinnovare</mark> <strong><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-red-color">500 miliardi di titoli</mark> </strong>di debito pubblico in scadenza. Tra l&#8217;altro è il caso di far notare come il governo Draghi, colpevolmente, non abbia voluto approfittare del momento in cui i tassi erano favorevoli e i titoli italiani erano molto richiesti. Ne ha inspiegabilmente limitato l&#8217;emissione.<br><strong>L&#8217;aumento dei tassi, oltre a mettere in difficoltà famiglie (costi finanziari dei mutui) e imprese fa lievitare i costi di rinnovo e finanziamento del debito pubblico (servizio al debito intorno a 50/60 miliardi l&#8217;anno).</strong> <br><strong>Il rapporto debito/pil è così destinato ad aumentare ulteriormente.</strong> Esso non lievita a <mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-black-color">causa della spesa pubblica fuori controllo</mark> come si vorrebbe lasciare intendere. Negli ultimi 30 anni  abbiamo, piuttosto, realizzato <strong>27 avanzi primari</strong>; 1000 miliardi complessivi dal 92 ad oggi, tutti sacrificati al pagamento degli interessi sul debito. <br>Per valutare la sostenibilità del debito <strong>conterebbe piuttosto la crescita del PIL</strong> (non a caso siamo in un regime di crescita coatta). Ma nel frattempo l&#8217;Ue, accanto alle tradizionali limitazioni sul disavanzo, sta ora impedendo, tramite sanzioni alla Russia, l&#8217;approviggionamento energetico a basso costo che rischia di portarci a ulteriore rallentamento della crescita del PIL, in prossimità zona recessione. Oltretutto il vincolo europeo non permette investimenti pubblici né spesa in disavanzo in termini di <strong>scostamenti di bilancio</strong> che favorirebbero la crescita. In definitiva <mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-red-color">il rapporto deb/pil esplode per la doppia ragione che aumenta il debito e diminuisce il pil</mark>. <br>È noto, infatti, che se <strong>il tasso di finanziamento del debito</strong> (il tasso di interesse o costo del denaro) <strong>supera la crescita del pil</strong> la sostenibilità di questo sistema basato sul finanziamento dello Stato tramite titoli venduti sui mercati finanziari viene a mancare. In più, si misura una <strong>fuga di capitali rilevata dal saldo target 2 </strong>dell&#8217;eurozona il quale registra i flussi di denaro in entrata ed in uscita tra le banche centrali nazionali dell&#8217;eurozona. <strong>700 mld di euro hanno già lasciato l&#8217;Italia (200 nell&#8217;ultimo periodo)</strong>.</p>



<p class="has-medium-font-size">Da quando abbiamo rinunciato alla moneta nazionale rinunciando ad esercitare la sovranità monetaria rinunciando progressivamente a quella più generalmente politica, siamo costretti a finanziarci ricorrendo sempre più ai mercati finanziari globali, indebitandoci con soggetti non residenti. <mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-red-color">Un contributo importante alla sostenibilità del debito con l&#8217;estero è perciò fornito dalle esportazioni cui siamo costretti a puntare per recuperare quella valuta internazionale in grado di garantire un sufficiente equilibrio economico nei nostri conti con l&#8217;estero</mark>. Per far crescere l&#8217;export, nel <strong>regime di cambi fissi</strong> (2) cui ci costringe l&#8217;adesione all&#8217;eurozona, siamo però costretti ad abbassare e tener bassi i salari (<strong>deflazione salariale</strong>) in modo da abbassare i costi di produzione del nostro export tenendo basso il costo del lavoro. Bassi salari e stipendi insieme ad un attacco generalizzato ai diritti dei lavoratori hanno permesso di tenere basso<strong> il listino prezzi di quei prodotti </strong>proposti sui mercati esteri. Allo scopo è stata necessaria e complementare una più generale <strong>svalutazione interna</strong> attraverso una costante politica di demonizzazione della spesa pubblica corrente ed in disavanzo che ha però mortificato costantemente la domanda interna con gravi conseguenze sul piano dello sviluppo del Paese oltre che sull&#8217;abbattimento progressivo dello stato sociale (taglio progressivo degli investimenti nei servizi pubblici e conseguente loro degrado; 40mld tolti alla sanità in posti letto, ospedali e personale sanitario). Solo in questo modo siamo riusciti, sottostando al vincolo europeo a tenere in equilibrio la bilancia dei pagamenti (saldo tra importazioni ed esportazioni). Malgrado le condizioni avverse eravamo sin qui riusciti a registrare, come discusso prima, un sorprendente surplus che ammonava a 70 miliardi di euro. Riusciremo nelle nuove condizioni di alti costi dell&#8217;energia e delle materie prime a mantenere un relativo equilibrio macroeconomico? </p>



<p class="has-medium-font-size"><strong><em>Servirebbero</em></strong> <br>La fine del regime sanzionatorio alla Russia e un ruolo di protagonismo diplomatico del nostro Paese che inviasse negoziatori di pace piuttosto che armi e finanziamento e quindi prolungamento della guerra;<br><br>la applicazione del <mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-black-color"><a href="https://pianodisalvezzanazionale.it/">Piano di Salvezza Nazionale</a> (5) che propone strumenti di finanziamento non a debito:</mark><br><strong>1) Emissione di titoli di Stato a breve termine, garantiti e riservati esclusivamente al risparmio di operatori nazionali</strong>;<br><strong>2) Emissione diretta da parte del MEF di biglietti di stato (o statonote), anche in versione elettronica</strong>;<br><strong>3) Le istituzioni finanziarie pubbliche (Medio Credito Centrale, Cassa Depositi e Prestiti ecc.) vengono ampiamente ricapitalizzate e messe a rapporto diretto e stringente con il Governo per tutelare strutturalmente il risparmio pubblico e creare investimenti</strong>;<br><strong>4) La trasferibilità di qualsiasi agevolazione fiscale (credito, detrazione, sconto, compensazione) tra tutti i soggetti giuridici residenti</strong>;<br><strong>5) I Conti di Risparmio (CdR) pubblici, volontari e con somme trasferibili su piattaforma elettronica presso il MEF, aperti a tutti i residenti</strong>.<br><br>La piena valorizzazione della <em>Rete di mutuo credito collaborativo</em> MONETHICA, un sistema generativo non estrattivo di valore, che è già una realtà praticabile. Essa usa <a href="https://www.youtube.com/watch?v=7Df-f0rs_70&amp;t=1521s">moneta funzionale</a>, ulteriore riaffermazione del genio italiano in campo finanziario. Vedi <a href="https://www.youtube.com/watch?v=OIWixzDVY4M&amp;t=3643s">qui</a>. <br><br>Una strategia, dal basso, secondo la proposta già praticabile delle <a href="https://www.filierevirtuoseitalia.it/">filiere virtuose</a>, miranti alla costruzione di <em>comunità energetiche</em> in grado di trasformare il normale cittadino consumatore in produttore e consumatore (prosumer) di materie prime (non più rifiuti ma beni di scarto) anche energetiche, in un contesto relazionale che includa micro e piccole imprese, in grado di attivare una economia circolare dal basso ( vedi il mio: <a href="https://www.francescocappello.com/2022/02/21/rifiuti-zero-no-grazie-meglio-filiere-virtuose/">https://www.francescocappello.com/2022/02/21/rifiuti-zero-no-grazie-meglio-filiere-virtuose/</a>). </p>



<p class="has-medium-font-size"><strong>Ci avevano spiegato che l’Unione europea avrebbe messo a tacere i nazionalismi rei di aver causato i grandi conflitti mondiali</strong> (in realtà si è sempre trattato di imperi e della loro eredità) mentre lasciavano prevalere una Unione Europea che, serva della volontà di dominio angloamericano, è diventata una accozzaglia di Paesi guerrafondai, collaborazionisti del militarismo più estremo, incapaci ormai anche solo di immaginare un ruolo negoziale; degradati ad una suicida quanto stupida tifoseria di parte contro ogni autentica cultura di Pace in grado di collaborare alla massimizzazione del Bene di tutti. </p>



<p class="has-medium-font-size">Per fortuna, seppure ancora troppo timidamente, registriamo una serie di dichiarazioni nella giusta direzioni: <br><strong>Macron</strong> ha parlato di <em>garanzie di sicurezza per la Russia in un futuro processo di pace</em>;<br>secondo il presidente finlandese <strong>Niinisto</strong>  <em>la Russia e la Finlandia dovrebbero continuare a cooperare perché i Paesi condividono un lungo confine</em>;<br>e il presidente tedesco <strong>Scholz</strong> sembra preoccuparsi di <em>non lasciare che il filo dei negoziati con la Russia si spezzi</em>.  </p>



<p class="has-medium-font-size"><strong><em>Gas, Russia pronta a riaprire il gasdotto Yamal per rifornire l’Europa</em></strong><br>A tutti sembra tendere la mano il vice primo ministro russo Alexander Novak dall&#8217;agenzia di stampa statale russa Tass: &#8220;Possiamo dire con certezza che c&#8217;è richiesta del nostro gas da parte dei consumatori europei&#8221; <br>La Russia è pronta a riprendere le forniture di gas all&#8217;Europa attraverso <strong>il gasdotto Yamal-Europe</strong>  &#8220;Il mercato europeo rimane rilevante, poiché la carenza di gas persiste e abbiamo tutte le opportunità per riprendere le forniture. <br>Novak ha esplicitato che <strong>Mosca sta pensando a forniture di gas all&#8217;Europa occidentale attraverso la Turchia attraverso la creazione di un hub turco</strong>. &nbsp;</p>



<p class="has-medium-font-size">Il mondo è ormai diviso di fatto tra un <strong>blocco euroasiatico </strong>e un <strong>blocco atlantico-occidentale</strong> che non possono continuare a farsi una guerra che rischia di degenerare in confronto nucleare. Il <strong>vincolo esterno</strong> europeo sommato a quello atlantico stanno &#8220;bombardando&#8221; economicamente l&#8217;Europa. Se necessario bisogna partire da uno scontro<strong> tra il blocco anglosassone della NATO con quello continentale europeo</strong>. <br><br>Nel nostro Paese tutti noi possiamo fare qualcosa di importante nella giusta direzione partecipando attivamente alla <a href="https://www.fuorilitaliadallaguerra.it/">Campagna Fuori l&#8217;Italia dalla guerra</a>. Più di ventimila persone hanno già deciso di partecipare, la metà di loro motivando la loro scelta. Si tratta di un invito a costruire ed attivare una <strong>mobilitazione trasversale di cittadini</strong> che mettano in moto tutta la propria creatività in azioni efficaci perché il nostro Paese esca fuori dalla guerra e operi attivamente per il ripristino delle condizioni della Pace e della Vita.   </p>



<p>(1) Secondo Bloomberg alla fine di dicembre le esportazioni di greggio russo via mare verso l&#8217;Asia hanno superato i 3 milioni di barili al giorno. La Russia ha superato l’Arabia Saudita quale fornitore di greggio della Cina (&gt; 2 milioni di barili di greggio al giorno). L’India terzo importatore di greggio al mondo (4 milioni e 250 mila nel 2021) 5 milioni nel 2022. L’India a gennaio 2022 importava solo 66 mila barili al giorno dalla Russia che ora sono arrivati a quasi un milione di barili al giorno. L’Asia (Cina e India in particolare) sono i nuovi mercati di sbocco della Russia.</p>



<p>(2) Un regime di cambi liberi di fluttuare è fisiologico all&#8217;equilibrio dinamico della bilancia commerciale e dei pagamenti. Uno squilibrio della bilancia degli scambi con l&#8217;estero retroagisce sul valore della moneta nazionale facendole acquistare valore <strong>nel caso di un surplus</strong> (si esporta più di quanto si importi) incoraggiando di conseguenza le importazioni e (con una moneta rivalutata si compra di più a parità di spesa) e scoraggiando ulteriori incrementi delle esportazioni (il listino prezzo dei nostri prodotti cresce rendendoci, a parità di qualità, meno competitivi) viceversa <strong>nel caso in cui si registrasse un deficit</strong>, in quest&#8217;ultimo caso la moneta nazionale si svaluta scoraggiando gli acquisti all&#8217;estero mentre diventa più agevole piazzare i nostri prodotti (a maggior ragione se di qualità) all&#8217;estero. Una moneta svalutata rispetto alle altre valute nazionali consente infatti di avere un listino prezzi dei prodotti nazionali assai competitivo. <br><br>(3) EU ETS (European Union Emissions Trading Scheme) ed è stato avviato nel 2005, in seguito all&#8217;entrata in vigore del Protocollo di Kyoto.</p>



<p>(4) Il fatto che l’inflazione eroda i capitali non fa piacere ai loro ricchi e ricchissimi detentori. La BCE fa di tutto per frenarla, nel modo più sbagliato, alzando i tassi, ossia per l’appunto, valorizzando i patrimoni finanziari, anche a costo di una stagnazione/recessione che potrebbe rivelarsi fatale per imprese e lavoro.</p>



<p>(5) Sul PSN vedi il mio: <a href="https://www.francescocappello.com/2020/12/07/non-e-possibile-risolvere-le-crisi-economiche-adottando-le-logiche-e-i-criteri-che-le-hanno-provocate/" data-type="URL" data-id="https://www.francescocappello.com/2020/12/07/non-e-possibile-risolvere-le-crisi-economiche-adottando-le-logiche-e-i-criteri-che-le-hanno-provocate/">Non è possibile risolvere le crisi economiche adottando le logiche perverse che le hanno provocate</a>. </p>



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		<title>Nella trappola del drago</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesco Cappello]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Dec 2021 22:53:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[austerity]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[FinanzaSpeculativa]]></category>
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					<description><![CDATA[Mentre il processo inflattivo erode il potere d&#8217;acquisto del denaro e i risparmi, i titoli di stato, con rendimenti già prossimi allo zero, saranno, di conseguenza, sempre meno appetibili. Lo spread riprende a crescere e all&#8217;orizzonte si riaffaccia lo spettro del declassamento dei nostri titoli da parte delle agenzie di rating. Contemporaneamente si ripropone la&#8230;]]></description>
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<p>Mentre il processo inflattivo erode il potere d&#8217;acquisto del denaro e i risparmi, i titoli di stato, con rendimenti già prossimi allo zero, saranno, di conseguenza, sempre meno appetibili.<br><br>Lo spread riprende a crescere e all&#8217;orizzonte si riaffaccia lo spettro del declassamento dei nostri titoli da parte delle agenzie di rating. <br><br>Contemporaneamente si ripropone la riattivazione del piano di stabilità con il suo folle corredo di restrizioni di spesa e le solite teutoniche politiche di austerità che comporteranno ancora tagli a spesa pubblica, previdenza e stato sociale in generale. Si registreranno immancabilmente, ulteriore crollo della domanda interna e degli investimenti insieme all&#8217;inevitabile incremento di miseria e degrado, artificiosamente indotti da un venefico mix di stagnazione e inflazione e ulteriore deflazione salariale.<br><br>Il rischio di commissariamento e default su scala nazionale si concreta così, coerentemente con le misure straordinarie previste dal MES (prestiti eccezionali &#8220;salva&#8221; stati e salva banche) che si vuole ora ratificare. E bravo servo Draghi! Svolgi bene il compito che ti è stato assegnato. Grazie a te e a quelli come te, l&#8217;attacco al paese è ora a 360 gradi. <br><br>La pandemia fa comodo<br>Mentre tutto intorno muore, cresce solo la finanza speculativa internazionale, alimentata dalla distruzione parassitaria dell&#8217;economia reale&#8230; soffocata, perché possa continuare a crescere ancora un pò l’enorme bolla di ricchezza fittizia, a scapito del mondo intero e di tutti noi. <br> </p>



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		<title>A quale scopo la costrizione ai prestiti?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesco Cappello]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 08 Nov 2020 23:18:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[crisieconomica]]></category>
		<category><![CDATA[crisisanitariaeconomica]]></category>
		<category><![CDATA[privatizzazioni]]></category>
		<category><![CDATA[mes]]></category>
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		<category><![CDATA[piano di salvezza nazionale]]></category>
		<category><![CDATA[Recovery Fund]]></category>
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					<description><![CDATA[Dai prestiti, ai fallimenti, alle svendite, verso la disoccupazione di massa, la strada è breve Questo governo mentre ci rinchiude in casa non sembra avvedersi dell&#8217;ennesima trappola tesa a nostro danno. Collabora, piuttosto, all&#8217;incentivazione della diffusione della miseria nel paese. Due settimane fa avevo sostenuto che non avremmo bisogno di indebitarci ulteriormente con strumenti quali&#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div style='display:none;' class='shareaholic-canvas' data-app='share_buttons' data-title='A quale scopo la costrizione ai prestiti?' data-link='https://www.francescocappello.com/2020/11/08/costrizione-ai-prestiti/' data-app-id-name='category_above_content'></div>
<h4>Dai prestiti, ai fallimenti, alle svendite, verso la disoccupazione di massa, la strada è breve</h4>



<p class="has-drop-cap has-medium-font-size"><font face="Times New Roman">Q</font>uesto governo mentre ci rinchiude in casa non sembra avvedersi dell&#8217;ennesima trappola tesa a nostro danno. Collabora, piuttosto, all&#8217;incentivazione della diffusione della miseria nel paese. Due settimane fa avevo sostenuto che non avremmo bisogno di indebitarci ulteriormente con strumenti quali il <em>Recovery Fund e il Mes</em> (vedi <a rel="noreferrer noopener" href="https://www.francescocappello.com/2020/10/23/la-luce-in-fondo-al-tunnel/?fbclid=IwAR0CvRt5jmO5EaMNtB6p4nZ_g4-q8p_rkqBd6LyLGdd3-iDVPDyF7HPYzTQ" target="_blank">https://www.francescocappello.com/&#8230;/la-luce-in-fondo&#8230;/</a>) e che, viceversa, avremmo tante ottime alternative<a href="https://pianodisalvezzanazionale.it/"> <em>(PSN)</em> </a>per finanziare e sostenere, in questa drammatica congiuntura, il paese e permetterne la ripresa. Tra queste, quella che risulta più consueta è l&#8217;offerta di titoli di stato a condizioni assai vantaggiose perché addirittura a tasso negativo! (Chi affida i suoi risparmi allo Stato è disposto a ricevere meno di quel che dà!). Il fenomeno dei <a href="https://www.francescocappello.com/2019/08/30/sottozero/" data-type="post" data-id="432">tassi sottozero</a> risale all&#8217;era precovid ma è recentissimo per i titoli italiani ed è stato incentivato dal <em><strong>programma di acquisto di emergenza pandemico</strong></em> (PEPP) della BCE. Questo però non piace perché il PEPP sta riducendo i costi di indebitamento per i paesi più fragili dell&#8217;eurozona in modo da consentirgli di evitare i prestiti capestro dell&#8217;UE sottoforma di RF e Mes, a favore della raccolta di liquidità senza limiti sul mercato obbligazionario. Senonché di recente <a href="https://www.reuters.com/article/us-ecb-policy/ecb-may-cut-support-for-indebted-countries-in-nudge-towards-eu-loans-idUSKBN27J24B">l&#8217;agenzia britannica <em>reuters</em> ha rivelato che bisogna rinuncare al PEPP</a>. Bisogna fermarlo, tornare al più consueto <em><strong>programma di acquisto di asset ampliato</strong></em> APP, meglio noto come <em>Quantitative easing</em>, per costringerci ai prestiti mes, RF, con tutte le condizionalità e le conseguenze negative del caso.</p>



<p class="has-medium-font-size">Conte, perciò, <a href="https://www.unimpresa.it/recovery-lauro-unimpresa-posizione-spagna-e-portogallo-rischia-di-pregiudicare-piano-aiuti/38447">spera ancora nel Recovery Fund malgrado manchi l&#8217;approvazione degli altri paesi</a> e con ogni probabilità non arriverà mai; insiste a riporre la nostra speranza di salvezza nella concessione di prestiti capestro che veicolano ricatti che ci inchioderebbero al debito, allo stesso modo dei 30 denari del Mes.<br>Così, mentre i paesi leader che pilotano le politiche della BCE chiedono di interrompere il programma di acquisto di titoli anti-pandemia, <a href="https://www.investireoggi.it/economia/imu-prima-casa-ecco-cosa-tradiscono-le-parole-di-paolo-gentiloni/">Gentiloni, più &#8220;realisticamente&#8221; aveva prospettato di tassare la prima casa</a> e <a href="https://www.startmag.it/economia/incredibile-ma-vero-visco-bankitalia-auspica-a-breve-nuove-politiche-di-austerita/">Visco, udite udite, di tornare alle politiche di austerità</a>! <br>Tutto questo mentre la depressione economica attanaglia il paese. <br>Meglio falliti, ricattabili, perduti, schiavizzabili, così che la svendita del paese, iniziata negli anni &#8217;90, possa essere portata più facilmente a compimento, insieme alla sua colonizzazione successiva. </p>



<p class="has-medium-font-size">Un conto è collaborare con altri paesi un altro cedergli le nostre infrastrutture e il loro controllo, gli asset strategici, ossia i fattori stessi della produzione.<br>Così è recentemente accaduto per il porto di Trieste che ambito dai cinesi quale capo linea della via della seta marittima è ora controllato per il 51% da Hhla <strong><a href="https://www.limesonline.com/germania-trieste-cina-porto-franco-trieste-acquisizione-amburgo-hhla/120267?prv=true">una compagnia tedesca di logistica e trasporto di importanza strategica</a></strong> che gestisce tre dei quattro terminal del porto di Amburgo. </p>



<p class="has-medium-font-size"><em><strong>Emorragia di capitali</strong></em><br>Incapaci di proporre <a href="https://www.sovranitapopolare.org/2020/06/05/guido-grossi-piano-di-salvezza-nazionale/">modalità virtuose in grado di valorizzare i capitali di risparmio</a> si lascia che essi <a href="https://www.wallstreetitalia.com/fuga-di-capitali-i-soldi-oltre-confine-per-star-sereni/">prendano la via dell&#8217;estero</a>. Almeno tre le ragioni che spingono gli italiani a trasferire capitali all’estero: <br>da una parte il rischio di una <strong>patrimoniale</strong> o di un <strong>prelievo forzoso</strong> dai conti correnti, dall&#8217;altra la introduzione operata dall&#8217;unione bancaria europea del <em><strong>bail-in</strong></em> che nel caso di fallimento bancario ne penalizza gli utenti.</p>



<p class="has-medium-font-size"><a href="https://www.unimpresa.it/borsa-unimpresa-fondi-stranieri-in-ritirata-da-spa-italiane/28147"><em><strong>Un rapporto di Unimpresa denuncia la ritirata dei fondi stranieri dalle spa italiane</strong></em></a></p>



<blockquote class="wp-block-quote is-style-default"><p>Questi i dati principali di un rapporto del Centro studi di Unimpresa, secondo il quale dal primo semestre 2015 al primo semestre 2019 le società per azioni hanno visto salire di oltre 60 miliardi di euro il loro valore, mentre le “quotate” hanno visto calare di 43,5 miliardi la loro capitalizzazione. “Dopo anni di scorribande, registriamo un passo indietro da parte dei soggetti esteri. <strong>Il calo appare legato più alla perdita di valore delle società quotate e non a un ritorno degli italiani</strong>. Probabilmente, complice diverse ragioni, il nostro sistema imprenditoriale e finanziario risulta meno attrattivo e i motivi sono diversi: <strong>la crescita economica è lenta e la politica non riesce a dare le necessarie risposte ovvero meno tasse, meno burocrazia, più investimenti in infrastrutture, giustizia civile velocizzata</strong>” commenta il vicepresidente di Unimpresa, Andrea D’Angelo.</p></blockquote>



<p class="has-medium-font-size"><em><strong>Crediti deteriorati</strong></em><br>Gli effetti prodotti dallo shock economico generato dal Covid-19 vedranno una nuova crescita del tasso di default dei nuovi prestiti concessi alle imprese. I tassi di deterioramento delle imprese che avevano raggiunto un picco del 7,5% (percentuale nuovi prestiti non onorati sul totale dei prestiti) torneranno a salire dopo aver raggiunto nel 2019 i livelli più bassi (2,9%) della serie storica post-crisi finanziaria del 2017. Crescono di conseguenza gli appetiti dei <em>fondi avvoltoio</em> rispetto al mercato delle sofferenze bancarie, i cosiddetti <em>non performing loan</em>s, insieme al Fondo di Garanzia sulla Cartolarizzazione delle Sofferenze (<a href="https://home.kpmg/it/it/home/insights/2020/04/gacs-nel-contesto-italiano.html"><em>GACS</em></a>) e il <em>bank restructuring</em> &#8230; </p>



<p class="has-medium-font-size">La stessa <strong>Borsa Italiana</strong> indossa ora abiti europei; nel tentativo di costruire un mercato finanziario europeo più indipendente dalla city di Londra e da Wallstreet, Piazza Affari, lo scorso ottobre è stata, infatti, ceduta per 4,325 miliardi di euro al mercato paneuropeo che gestisce le Borse di Parigi, Amsterdam, Oslo, Bruxelles, Lisbona e Dublino. <br>La Borsa Italiana è stata così acquisita da <em>Euronext</em> con la consulenza di JP Morgan e Mediobanca, in cordata con Intesa Sanpaolo e Cassa Depositi e Prestiti attraverso la controllata Cdp Equity.  <br>Nell&#8217;operazione Lazard ha fornito la propria consulenza a Cdp. Il London Stock Exchange si è fatto consigliare da Barclays, Morgan Stanley e Goldman Sachs. </p>



<p class="has-medium-font-size"><em><strong>Monte dei Paschi di Siena</strong></em> <br>Piuttosto che fare di MPS una vera banca pubblica <a href="https://www.francescocappello.com/2020/06/17/piano-di-salvezza-nazionale-intervista-a-nicoletta-forcheri/">come suggerito dal PSN</a>, lo Stato Italiano che detiene il 68% del suo capitale, cede alla volontà degli organismi europei che gli chiedono, entro giugno 2022,  di uscire dal capitale di MPS  facendosi allo stesso tempo carico degli 8 miliardi di crediti deteriorati.</p>



<p class="has-medium-font-size">Affaritaliani.it <a href="https://www.affaritaliani.it/economia/generali-sapelli-francia-e-germania-si-stanno-spartendo-gli-asset-italiani-460092.html">intervista Giulio Sapelli</a> che denuncia, tra l&#8217;altro, le manovre in corso da parte francese verso l&#8217;appropriazione di Unicredit e delle Generali nonché del risparmio privato degli italiani.</p>



<p class="has-medium-font-size"><em><strong>&#8230;anche un bambino sa che</strong></em><br>se il lavoro dovesse essere ostacolato e/o impedito ancora a lungo, insieme alla mancata produzione di ciò che serve alla vita, avanzerebbe inesorabile la distruzione della ricchezza reale nella forma dei fallimenti e delle conseguenti chiusure delle aziende, della svendita, della privatizzazione e dell&#8217;incuria, di tutto ciò che era bene individuale e comune. <br>Che sia il lavoro la sorgente primaria di ogni ricchezza insieme alla fonte della sovranità che fa di ciascuno di noi un cittadino ce lo ricorda la nostra Costituzione sin dal primo articolo. Se dovessimo dimenticarlo da cittadini ci ritroveremmo sudditi, da Repubblica democratica, colonia.  </p>



<p>pubblicato su<br><a href="https://www.articolotre.info/a-quale-scopo-la-costrizione-ai-prestiti/">articolotre.info</a><br><a href="https://scenarieconomici.it/a-quale-scopo-la-costrizione-ai-prestiti/">scenarieconomici.it</a><br><a href="https://www.attivismo.info/a-quale-scopo-la-costrizione-ai-prestiti/">attivismo.info</a><br><a href="https://www.sinistrainrete.info/articoli-brevi/19107-francesco-cappello-a-quale-scopo-la-costrizione-ai-prestiti.html">sinistrainrete</a></p>
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		<title>Cogliere l’opportunità </title>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesco Cappello]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 07 Mar 2020 23:52:25 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Uscire dall’economia di stenti, incertezza e paura pubblicato suScenariEconomiciAttivismo.infoIskrae.euSovranitàPopolare.orgMarx 21Toscana TodayEconomie Parallele Guadagnare dalla diffusione della paura è il nostro mestiere…La Microsoft di Bill Gates sta organizzando webinar ossia corsi on line per docenti, sull’apprendimento a distanza mediato dall&#8217;uso di loro software proprietario (a pagamento), naturalmente bypassando tutto il software perfettamente funzionante e disponibile gratis&#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div style='display:none;' class='shareaholic-canvas' data-app='share_buttons' data-title='Cogliere l’opportunità ' data-link='https://www.francescocappello.com/2020/03/07/cogliere-lopportunita%e2%80%a8/' data-app-id-name='category_above_content'></div>
<h3 class="has-text-align-center">Uscire dall’economia di stenti, incertezza e paura</h3>



<p><em>pubblicato su</em><br><a href="https://scenarieconomici.it/cogliere-lopportunita-uscire-dalleconomia-di-stenti-incertezza-e-paura-di-francesco-cappello/">ScenariEconomici</a><br><a href="https://www.attivismo.info/cogliere-lopportunita-uscire-dalleconomia-di-stenti-incertezza-e-paura/">Attivismo.info</a><br><a href="http://www.iskrae.eu/cogliere-lopportunita/">Iskrae.eu</a><br><a href="https://www.sovranitapopolare.org/2020/03/08/cogliere-lopportunita-uscire-dalleconomia-di-stenti-incertezza-e-paura/">SovranitàPopolare.org</a><br><a href="http://www.marx21.it/index.php/italia/economia/30353-2020-03-11-07-07-21">Marx 21</a><br><a href="https://www.toscanatoday.it/cogliere-lopportunita-uscire-dalleconomia-di-paura-di-francesco-cappello/">Toscana Today</a><br>Economie Parallele</p>



<p class="has-drop-cap has-medium-font-size"><em><strong><font face="Times New Roman">G</font>uadagnare dalla diffusione della paura è il nostro mestiere…</strong></em><br><a href="https://news.microsoft.com/it-it/2019/12/18/il-miur-e-microsoft-italia-insieme-per-la-scuola-digitale-e-la-sostenibilita/">La Microsoft di Bill Gates sta organizzando webinar</a> ossia corsi on line per docenti, sull’apprendimento a distanza mediato dall&#8217;uso di loro software proprietario (a pagamento), naturalmente bypassando tutto il software perfettamente funzionante e disponibile gratis (opensource) già esistente. Rifornire scuole, università, centri di formazione pubblici di strumenti che permettono l’apprendimento a distanza, targato microsoft, è un bel business a doppia valenza. Pagheremmo, infatti, per offrire loro dati assai sensibili (si pensi alla tutela della libertà di insegnamento) direttamente dal produttore al consumatore… cosa, peraltro, già successa nel caso del registro elettronico affidato a società private. </p>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignleft size-large is-resized"><img loading="lazy" src="https://www.francescocappello.com/wp-content/uploads/2020/03/a48cefe9-997f-4208-bd0b-75a2c46fa5d3.jpg" alt="" class="wp-image-1255" width="324" height="373" srcset="https://www.francescocappello.com/wp-content/uploads/2020/03/a48cefe9-997f-4208-bd0b-75a2c46fa5d3.jpg 832w, https://www.francescocappello.com/wp-content/uploads/2020/03/a48cefe9-997f-4208-bd0b-75a2c46fa5d3-260x300.jpg 260w, https://www.francescocappello.com/wp-content/uploads/2020/03/a48cefe9-997f-4208-bd0b-75a2c46fa5d3-768x886.jpg 768w" sizes="(max-width: 324px) 100vw, 324px" /></figure></div>



<p class="has-medium-font-size">Inoltre, stiamone certi, che man mano che il processo di impoverimento pubblico avanzerà anche grazie ad altri futuri, quanto prevedibili, episodi di emergenza scatenati su scala globale e opportunamente modulati, qualche benpensante, per affrontarlo proporrà <strong>la chiusura progressiva della scuola come luogo pubblico fisico sostituibile dall’insegnamento a distanza</strong>, più efficace e senza tutti quei fastidiosi problemi, dal bullismo alla necessità di avere sedi adeguate alle norme di sicurezza ecc. ecc.. Noi mettiamo le mani avanti perché la nostra scuola pubblica è prima di tutto il luogo dell’inclusione dove si costruisce quotidianamente società civile promuovendo cittadini che imparano a convivere virtuosamente nella differenza tra ceti sociali di appartenenza ed aree geografiche di provenienza, con o senza difficoltà di apprendimento ecc.</p>



<p class="has-medium-font-size"> <a href="https://www.francescocappello.com/2020/02/23/a-pensar-male/">La Bill &amp; Melinda Gates Foundation è anche parte assai attiva nel business dei vaccini</a>. Di sicuro trarrebbe molti vantaggi da un eventuale <strong>obbligo vaccinale</strong> (le prove generali le abbiamo fatte con la richiesta di essere in regola con il programma vaccinale previsto nel nostro paese, pena l’accesso all’istruzione pubblica) esteso su scala globale, da registrare nella Identità digitale, proposta e brevettata da microsoft, quale lascia passare universale, perché mai come ora <em>non si può non essere d’accordo</em> sulla opportunità di rendere chiunque identificabile essendo che: <em>«La capacità di dimostrare chi sei è un diritto umano fondamentale e universale. Poiché viviamo in un&#8217;era digitale, abbiamo bisogno di un modo affidabile per farlo sia nel mondo fisico che online»</em> cosicché:<br><em>«Per oltre un miliardo di persone in tutto il mondo, l&#8217;accesso ai beni e ai servizi di base difficile, se non impossibile, a causa della mancanza di un&#8217;identificazione riconosciuta»</em>, ma <em>«Con una &#8216;buona&#8217; identità digitale, gli individui potrebbero utilizzare le credenziali rilasciate da una varietà di istituzioni diverse al fine di ottenere l&#8217;accesso a una varietà di servizi diversi, preservando la privacy e la sicurezza e mantenendo il controllo sulle proprie informazioni»…</em></p>



<p class="has-medium-font-size"><strong><em>Strumenti finanziari in caso di emergenza da pandemia</em></strong><br>Il sistema della finanza privata ci viene in soccorso con l’emissione di titoli. <a href="https://scenarieconomici.it/banca-mondiale-e-birs-hanno-emesso-pandemic-bonds-nel-2017-per-pandemie-da-coronavirus/">N. Forcheri dalle pagine di Scenari Economici</a> ci informa intorno al lancio, nel 2017, sul mercato finanziario di un&#8217;obbligazione da 490 milioni di euro legata alle pandemie (per pandemie da coronavirus). Si tratta di <em><strong>pandemic bonds</strong></em>, con scadenza 15 marzo 2020, artefice la Banca Mondiale insieme a BIRS d&#8217;accordo con l&#8217;OMS. Il tasso di ritorno dell’11% sarà esigibile nel caso in cui l’epidemia corrente venisse promossa a pandemia dall&#8217;OMS dopo il 15 Marzo.<br>In tal caso l’esborso massimo, fissato a 200 milioni di dollari, scatterebbe nel caso di un certo numero di morti e di vicinanza geografica: <em>«I pandemic bonds sono stati modellati sullo scenario più plausibile di un coronavirus proveniente dalla Cina. I criteri per far scattare l’esborso indicano che la pandemia debba durare per oltre 12 settimane in più di un paese»</em>. I paesi sottoscrittori dovrebbero poter ricevere fondi immediati per affrontare le eventuali pandemie. Acquistandoli si riceve una rendita se la pandemia non scoppia. Qualora il virus si diffondesse, allora a date condizioni, assai restrittive, il possessore pubblico del titolo perde il capitale investito che viene trasferito ai paesi colpiti dal virus. Il confronto tra i premi pagati (alti) e il capitale che sarebbe erogato (basso) in caso caso di emergenza sanitaria non lascia dubbi sul fatto che si tratti di bonds a favore di chi intende speculare anche sulle epidemie. Gli stati non possono illudersi che tali strumenti finanziari siano in grado di soccorrerli e ovviare alla mancanza di strutture sanitarie pubbliche ben organizzate ed efficienti. Se poi uno stato esercita la sua sovranità monetaria non ha certo necessità di indebitarsi sui mercati finanziari per reperire le risorse finanziarie necessarie ad affrontare le emergenze ma solo di personale ben preparato e strutture accoglienti ed efficienti pronte all’uso. </p>



<p class="has-medium-font-size"><strong><em>Prove generali</em></strong><br>C’è da aspettarsi che la volontà di <a href="https://www.francescocappello.com/2019/10/01/smaterializzare-il-contante/">smaterializzare il contante</a> sia facilitata dall’epidemia. Qualcuno dirà che la moneta cartacea è veicolo di infezione…<br>Intanto, dal giorno dell’ordinanza di chiusura delle scuole e dei tribunali (celebrazione a porte chiuse e da remoto) (1), con l’annullamento di meeting, convegni, concerti, viaggi di lavoro, eventi sportivi e religiosi, i divieti (2) e la paura dei posti affollati hanno generato un silenzio desolante che si diffonde nelle strade simile al nulla che avanza ne «La storia infinita» di M. Ende: piazze turistiche deserte, eventi annullati, trasporti al minimo, luoghi pubblici percepiti quali fonte di possibile contagio.<br>Il giusto allarme è troppo spesso degenerato in <strong>allarmismo</strong> propagato dai media che stanno avendo un ruolo primario nella diffusione del panico che catalizza gli effetti negativi e l’amplificazione del danno economico derivanti dalla dichiarazione della emergenza sanitaria in corso.<br>Ci vorrebbero chiusi in casa a ordinare prodotti online mentre si telelavora, e si apprende a distanza. Per certi versi si tratta di un attacco antropologico che sequestra la vita sociale dai luoghi pubblici. Si prospetta un futuro a cui dobbiamo saperci opporre sin da subito. Chi non intendesse seguire le regole di «igiene» pubblica che ci verranno imposte con l’emergenza sanitaria rischia di essere colpevolizzato e ostracizzato non solo dalle autorità ma dalla stessa comunità di appartenenza.</p>



<p class="has-medium-font-size">L’impoverimento che ne deriverà causerà l’ulteriore incremento del debito pubblico e privato. L’uso esclusivo di moneta privata a debito a cui ci siamo lasciati costringere accelererà gli effetti negativi dei processi in corso. La capacità di gettito diminuirà e riprenderanno vigore le voci che chiederanno ulteriori tagli ai servizi pubblici, compresa la sanità pubblica, che ha già accusato una perdita di 70 mila posti letto e 360 reparti chiusi negli ultimi 10 anni, con il corollario dell’allungamento delle liste di attesa, la chiusura dei piccoli ospedali e il blocco di servizi e presidi sanitari, nonché l’aumento di ticket e la crescente diffusione delle assicurazioni private. Per presunte esigenze di finanza pubblica il nostro sistema sanitario ha subito 37 miliardi di euro in tagli che lo hanno reso più fragile esponendolo a quella offensiva culturale che vorrebbe si procedesse speditamente verso ulteriori privatizzazioni e tagli col risultato prevedibile di un aumento di quei cittadini che già oggi rinunciano a curarsi perché privi delle risorse finanziarie necessarie.</p>



<p class="has-medium-font-size">Nelle prove generali che si stanno conducendo in questi giorni, <strong>la chiusura del Parlamento</strong>, avrà l’effetto di rafforzare la percezione sociale, già diffusa ad arte, contro la democrazia parlamentare prevista dalla nostra Costituzione, <strong>che del Parlamento e dei parlamentari, nei giorni di emergenza nazionale si può fare a meno</strong>. Rinviato, intanto, il referendum sulla riduzione del numero dei parlamentari.<br>L’emergenza virus è potenzialmente utilizzabile quale <strong>capro espiatorio</strong> buono a giustificare il collasso del sistema bancario e, in generale, dei mercati finanziari. Una fantastica scorciatoia ottima per spiegazioni spicciole alla portata di tutti: <em>andava tutto bene, poi arrivò il virus e…</em> La crisi rischia di configurarsi quale ulteriore lascia passare per il <a href="https://www.francescocappello.com/2019/12/02/messi-in-trappola/">MES</a> con la promessa di ricevere i suoi prestiti avvelenati, a cui “saremo costretti“ a ricorrere se continueremo ad utilizzare moneta a debito a maggior ragione oggi per affrontare l&#8217;emergenza. A questa eventualità <a href="https://www.liberiamolitalia.org/">bisogna piuttosto opporsi</a> con tutte le nostre forze.</p>



<p class="has-medium-font-size">La dipendenza dal commercio internazionale si misura in questi giorni anche dalla messa in atto da parte di molti paesi del <strong>protezionismo sanitario</strong> che chiude le proprie frontiere alla esportazione di quei presidi sanitari (farmaci, mascherine, disinfettanti, macchine da respirazione artificiale, ecc. ritenuti utili al proprio interno per affrontare l’emergenza, prodotti che, data l’alta richiesta, registrano sul momento un notevole incremento dei prezzi almeno sino a che la produzione non riuscirà ad adeguarsi alla domanda. In controtendenza il nostro paese, che produce ed esporta a pieno ritmo tamponi di nuova generazione made in Italy. Si tratta dei tamponi della Copan (Brescia) frutto, dal 2004, di un brevetto internazionale su un nuovo dispositivo di prelievo che ha rappresentato una vera rivoluzione copernicana nel settore.</p>



<p class="has-medium-font-size"><strong><em>Non moriremo di coronavirus, moriremo di isolamento coatto, “moriremo di fame”</em></strong><br>Già prossimi alla recessione non sarà facile assorbire questo ulteriore shock. Sullo sfondo un orizzonte temporale incerto. La durata della crisi da blocco (poiché i tempi di incubazione sono lunghi due settimane è facile che il governo proponga un ulteriore prolungamento di 5 giorni) rende più difficilmente prevedibili i suoi effetti di lungo corso. Fabbriche chiuse nella zona rossa, investimenti slittati, consegne posticipate, ordini ai fornitori cancellati, consegne bloccate o ritardate a tempo indeterminato, blocchi nella produzione. Se non incassi non paghi, di conseguenza la liquidità diviene sempre più viscosa rallentando pericolosamente la sua circolazione. Scuole, musei, centri culturali chiusi, piazze turistiche nazionali deserte. Dopo la distruzione della grande e media impresa italiana, la svendita di 4/5 della nostra impresa pubblica, lo snaturamento del restante quinto a S.P.A., la privatizzazione delle banche pubbliche e la licenza concessa alle banche di “giocare“ nel casinò finanziario, abbandonando il tradizionale e virtuoso rapporto con l’economia reale, è oggi la volta delle microimprese, delle botteghe e delle piccole attività artigianali.</p>



<p class="has-medium-font-size">Se tutto va bene bruceranno da 50 a 100 miliardi di euro e in parte saranno fattori stessi della produzione ad estinguersi &#8211; microaziende, già in crisi sotto l’ormai insostenibile peso dell’imposizione fiscale, subiranno un tracollo dei fatturati che invalida qualsiasi politica di sostegno basata sui <strong>crediti di imposta</strong> visto che le imprese colpite sono generalmente in perdita, e costrette a dolorose ristrutturazioni dei bilanci. Alcune chiuderanno e con ogni probabilità non riusciranno a riaprire… intere filiere risultano bloccate, il mondo dei servizi è in crisi, quello dello spettacolo e dei servizi culturali, quello turistico (in forse la stagione turistica estiva) e dei trasporti all’interno e dall’estero, gli autotrasporti per conto terzi, il settore tessile legato alla Cina, l’altamoda, così il settore dei mobili e dell’arredamento, imperversano insoluti, disdette, alberghi vuoti, ristoranti a bassissimo regime, dipendenti non remunerati, taglio di ore di lavoro sino a licenziamenti, mancate assunzioni e… a meno che non si sia in grado di varare misure eccezionali del tipo che la Unione europea, da quando abbiamo accettato i suoi vincoli mortiferi, ci ha sempre negato. Ricordiamo che la scelta, avallata da tutte le formazioni politiche che si sono succedute, promossa e incoraggiata dal fronte Ue, di restrizione degli investimenti pubblici (bassi deficit) ed alti avanzi primari, non ha impedito che il debito pubblico e quello privato continuassero a crescere, peggiorando, di fatto, gli effetti dannosi della patologia che si pretendeva di curare. Insistere per quella via è semplicemente criminale. Non a caso, seppure in questa situazione di emergenza riconosciuta, per il governo in carica raggiungere la modica cifra di 7,5 miliardi per far fronte all’emergenza sembra difficilissimo. Sono necessari, infatti, i soliti permessi alla commissione europea, con la BCE che mentre è stata in grado di erogare migliaia di miliardi con il quantitative easing al sistema della finanza speculativa e delle grandi banche d’affari che si sono insinuate nel nostro sistema bancario, appare del tutto incapace ad intervenire nella catastrofe in corso in Italia. Si tratta infatti di una banca centrale che non svolge i suoi ruoli primari di prestatrice di ultima istanza e di tesoriere degli stati aderenti alla moneta unica.</p>



<p class="has-medium-font-size">Il coronavirus è una calamità, naturale o artificiale che sia, che coinvolge tutto il Paese. Serve una decretazione d’urgenza per affrontarla. Il governo sta imbastendo un piano di spesa da 7 miliardi e mezzo del tutto insufficiente ad affrontare lo stato delle cose che non è solo l’emergenza sanitaria ma <strong>l’enorme spinta recessiva</strong> che rischia di infliggere <strong>il colpo di grazia al nostro sistema economico</strong>. Di fronte alla gravità della situazione provvedimenti pure necessari come: la sospensione dei pagamenti di tributi e versamenti previdenziali; l’accesso facilitato al Fondo di garanzia delle Pmi; la sospensione temporanea delle rate dei mutui pattuita con l’Abi; il taglio delle imposte sui consumi (IVA) e delle accise;ammortizzatori sociali e cassa integrazione per proteggere i lavoratori delle aziende chiuse causa crisi, compresi quei liberi professionisti e lavoratori a partita Iva coinvolti, sono tutti <strong>provvedimenti necessari, urgenti</strong> ed auspicabili <strong>ma non sufficienti</strong>. Queste spese per affrontare l’emergenza andrebbero poi scomputate dal fiscal compact che piuttosto andrebbe cancellato dalla Costituzione. Da soli, tuttavia, non sarebbero che palliativi non in grado di risolvere sul lungo periodo le criticità ormai strutturali di cui soffriamo. Anche nell’ipotesi che si concretasse un aiuto europeo per finanziare il soccorso all’economia italiana attraverso le risorse previste dal Fondo di solidarietà dell’Unione europea (FSUE), quale sostegno, in forma di sovvenzione, a integrazione di stanziamenti pubblici da parte di quegli stati costretti ad affrontare danni causati da gravi catastrofi naturali, essi sarebbero del tutto insufficienti. Dal 2002, anno di istituzione del fondo ne hanno usufruito <strong>24 paesi per un totale di circa 5 miliardi di euro</strong>.</p>



<p class="has-medium-font-size">Siamo stati accusati ingiustamente di aver diffuso il virus in Europa. Il nostro Paese è da molti giorni sulle prime pagine della stampa internazionale quale sorvegliato speciale, verso il quale si sconsigliano (sino alla proibizione) i voli e il soggiorno. Oltre al settore turistico e a tutto il suo indotto, l’emergenza sanitaria è la scusa perfetta per bloccare il settore alimentare italiano all’estero. La percezione all’estero dell’Italia di paese appestato danneggerà immancabilmente il made in Italy con danni ancora non bene quantificabili.</p>



<p class="has-medium-font-size">L’unica cosa che si guardano bene dal non bloccare sono i capitali sempre liberi di scorrazzare da un paese all’altro e <a href="https://www.youtube.com/watch?v=6JbSayvdaQU&amp;feature">30mila soldati dagli Usa che in Europa senza mascherina</a> parteciperanno all’esercitazione militare <a href="https://www.francescocappello.com/…/12/22/tam-tam-di-guerra/">Defender Europe 2020</a>, la festa di primavera che il sistema di guerra USA NATO UE ha organizzato in Europa e che durerà sino a Maggio: la più grande esercitazione militare, che coinvolge migliaia di soldati Usa/Nato &#8211; con al seguito 20 mila pezzi di equipaggiamento militare &#8211; calpesterà 4000 km di territorio di 10 diversi paesi europei. Alcune centinaia dei militari coinvolti vengono dalla Guardia Nazionale del Maryland, appena dichiarato dal loro governo zona di contagio da coronavirus. L’Italia, sempre presente, parteciperà con paracadutisti della 173-esima brigata aviotrasportata del Veneto e della folgore toscana.</p>



<p class="has-medium-font-size">Il virus incoronato potrebbe funzionare da piccola breccia nella diga ormai stracolma della finanza speculativa globale. Lo scorso venerdì è stato giudicato un “venerdi nerissimo“. Sui mercati azionari europei l&#8217;indice che raggruppa i principali titoli quotati sulle Borse europee hanno subito cali assai preoccupanti. Il calo dell&#8217;indice Euro stoxx 600, del 3,5%, si traduce in 310 miliardi di capitalizzazione persi in un&#8217;unica giornata. La sola Piazza Affari, con un calo dell&#8217;indice Ftse All share del 3,4%, ha &#8216;bruciato&#8217; oltre 21 miliardi. Il panico sembra diffondersi assai rapidamente, un generale sentore di sfiducia porta molti a vendere. Il processo si autoalimenta facendo registrare un pauroso crollo degli indici borsistici sulle principali piazze finanziarie tanto che circolano sempre più insistentemente le due paroline che sintetizzano lo spettro della finanza casinò: <strong>il cigno nero</strong>, la <strong>trappola della liquidità</strong> che rischia di paralizzare quel <em>money manager capitalism</em>, il capitalismo dei gestori del denaro, descritto da Minsky, che ha trasformato moneta e credito, e di conseguenza anche il lavoro, in merci. Accade quasi ovunque, escluso che in Cina, unico argine alla fuga generalizzata in atto, in grado di dare affidamento e rifugio agli investitori internazionali non solo perché i cinesi hanno saputo tenere a bada il virus incoronato e stanno procedendo alla riapertura delle fabbriche, ma perché gli investitori sanno che, nel resto del mondo, la finanza ha lasciato prevalere i <em>rentiers</em> che non creano valore ma mirano alla sua estrazione e distruzione, che non supportano più l’economia reale come ancora accade in Cina, e che nel resto del mondo ha prevalso una finanza che non fa più il suo mestiere e pretende di far soldi spostando soldi, non servendo l’economia reale ma se sé stessa.<br>Significativo anche il fatto che <em>Wall Street</em> sembra reggere meglio delle Borse Ue all’impatto con il coronavirus grazie al buono stato di salute dell’economia Usa che con Trump ha puntato a mettere in primo piano l’economia interna facendo registrare una crescita del Pil con inflazione sotto controllo e occupazione ai massimi storici.L’azione della Fed, in queste condizioni, ha avuto spazio per intervenire e sostenere la crescita con un altro taglio di mezzo punto dei tassi e acquisti massicci da parte della Fed (questa è la novità) di Etf azionari con sottostanti gli indici Usa.</p>



<p class="has-medium-font-size"><strong><em>La parola crisi in cinese ha un’accezione importante, quella di opportunità</em></strong><br>Non sono problemi di piccola entità quelli che stanno maturando in questi giorni e con cui la nostra epoca si sta confrontando. Si tratta di rischi divenuti ormai sistemici. Rischio di guerra globale connesso all’emergere di un nuovo ordine internazionale, pandemie, crollo del sistema dell’economia reale e finanziaria, cedimento dell’organizzazione statuale, collasso degli ecosistemi naturali, collasso dei sistemi democratici sotto il martellamento della propaganda veicolata dal mainstream globale. Essi sono intimamente collegati e vanno affrontati urgentemente in modo efficace e determinato su scala nazionale e internazionale. Forse siamo alla fine della globalizzazione dell’economia reale, il solo modo di rallentare la Cina, ma non di quella finanziaria che sarà tenuta in piedi a qualsiasi costo per ingrassare ulteriormente i pescecani della finanza a spese dei piccoli investitori. Una crisi di liquidità, assai peggiore di quella del 2007 è ormai alle porte. Gli interventi delle grandi banche centrali saranno sempre meno efficaci. I tassi di interesse delle loro emissioni, infatti, sono già praticamente a zero e sempre più spesso sottozero. I privati non investono in assenza di domanda. Gli investimenti in tali condizioni devono venire dal settore pubblico.<br>È, perciò, quanto mai urgente e necessario lanciare un grande piano di investimenti su tutto il territorio finalizzato prima di tutto alla <a href="https://www.francescocappello.com/2019/02/27/scopo-delleconomia-e-la-risposta-ai-bisogni-interni/">risposta ai bisogni interni</a> (3) che abbandoni il primato dato alle esportazioni a cui ci siamo lasciati costringere dai vincoli Ue. In estrema sintesi, un grande piano per le infrastrutture ormai al collasso, un piano energetico finalizzato alla transizione dal fossile alle rinnovabili, un piano nazionale per affrontare il dissesto idrogeologico, la ricostruzione dei centri storici colpiti dal terremoto, la messa in sicurezza sismica del patrimonio edilizio nazionale privato e pubblico, un piano di assunzione nella pubblica amministrazione ponendo finalmente fine alla stagione del blocco del turnover, un piano di investimenti nella istruzione, scuole, università, ricerca pubblica, rimessa in opera delle grandi imprese pubbliche, a partire da quelle farmaceutiche sino alle ricostruzione di quella rete di banche pubbliche svendute e privatizzate negli anni ’90. Dobbiamo arrestare lo smantellamento del servizio sanitario invertendo la tendenza pericolosamente in atto mirando alla riapertura dei piccoli ospedali, al ripristino dei posti letto tagliati, la riapertura di interi reparti e la riassunzione di tutto quel personale sanitario mancante ma strettamente necessario. Investimenti massicci nella sanità pubblica, sia per l’ordinarietà che per l’emergenza (4).<br>È altresì urgente e non più rinviabile un grande piano di investimenti per il Sud, la valorizzazione delle zone periferiche del nostro paese sempre più marginali e in stato di abbandono così come delle zone montane; dobbiamo <strong>mirare alla sostituzione delle importazioni</strong> ovunque possibile e limitarci alla esportazione delle eccedenze, abbandonando quel modello economico che ha sinora trovato i suoi equilibri nella continua ricerca della massimizzazione ad ogni costo delle esportazioni.<br>È importante rimettere al centro l’orizzonte costituzionale del pieno impiego e il ripristino del welfare universale. La Costituzione ci indica gli strumenti per raggiungere tali obiettivi di civiltà percepiti oggi come un lusso che non possiamo più permetterci. Solo alla spesa militare non abbiamo mai voluto rinunciare quella sì sempre crescente e a livelli ormai insostenibili.Dobbiamo tornare a lottare contro la crescita della diseguaglianza e della povertà. Si pensi che mentre la Cina con il suo miliardo e 380 milioni di abitanti ha quasi sconfitto la povertà diminuendo i casi al di sotto della soglia della povertà, in 7 anni, dal 2012 al 2019, da 98 milioni a 5 milioni e mezzo, da noi i poveri assoluti sono ormai 6 milioni, il 6% della popolazione, mentre i poveri relativi arrivano a 10 milioni, valori purtroppo in crescita in particolare nel nostro Sud.<br>Teniamoci ben stretto il controllo su quel residuo di impresa pubblica che ci è rimasta. Non cediamo a nessuno il controllo di Eni, Enel, Finmeccanica, CDP ecc.; semmai invertiamo la rotta e procediamo verso la loro socializzazione. L’avvoltoio franco-tedesco non aspetta altro che mettere le mani sul nostro settore turistico e quello agroalimentare; anche il patrimonio artistico secondo molti sarebbe più tutelabile nei loro musei (si ricordi, ad esempio, la cessione alla inglese <em>bridgeman</em>, da parte del governo Gentiloni, del 50% dei diritti d’autore sulle immagini d’arte dei nostri musei) (5), tutto a prezzi di fallimento come già accaduto in Grecia che si è trovata nella condizione di dover cedere intere isole, villaggi turistici, porti e aeroporti mentre abbatteva lo stato sociale. L’Italia fa gola essendo un piatto assai più ricco da continuare a razziare. Un’Italia in fallimento è l’obiettivo di chi nell’Unione è in grande affanno e, mentre incolpa il nostro paese di tutto il possibile, mira alle sue ricchezze, con il Mes e le sue misure straordinarie a favorirne la svendita in tandem con l’Unione bancaria che sta creando le condizioni che permetteranno di mettere le mani anche sui risparmi italiani (4300 mld).<br>Dovremmo immediatamente puntare, in estrema sintesi, su economia interna, esportazione delle eccedenze e moneta pubblica non a debito per evitare il nodo scorsoio dei mercati finanziari. I <strong>biglietti di stato</strong> o <strong>statonote</strong> già sperimentati negli anni ’70 da Aldo Moro con la consulenza economica di Federico Caffè, quale moneta legale, sovrana, non a debito, a circolazione interna, che nessun trattato europeo può impedirci di emettere, può essere usata per finanziare la spesa sociale di cui necessitiamo e mobilitare finalmente tutti i fattori produttivi inespressi del nostro paese senza peggiorare i conti pubblici anzi migliorandoli. I certificati di credito fiscale potrebbero affiancare le statonote promuovendo investimenti e manovre espansive consentendo il superamento dei vigenti vincoli di bilancio.In tal modo creeremmo le condizioni utili a liberarci dalla trappola dei vincoli europei. Se l&#8217;avessimo già fatto, come da tempo consiglia l’economista Antonino Galloni, oggi saremmo praticamente immuni anche rispetto ad eventi ed emergenze come quella che stiamo attraversando in questi giorni. È appena il caso di dire che tutti nel nostro piccolo possiamo fare qualcosa, da subito, comprando, mangiando e viaggiando italiano.</p>



<p class="has-medium-font-size">La ribellione contro le élite deve essere agita a più livelli contemporaneamente. Dobbiamo impedire che siano ancora loro a gestire la finanza degli stati creando le condizioni per un ritrovato esercizio della sovranità a cominciare da quella monetaria sino a quella politica ed alimentare. A livello internazionale è <a href="https://www.francescocappello.com/2020/01/11/dalleconomia-di-guerra-ad-uneconomia-di-pace/">necessaria una nuova Bretton Woods</a> che riformi il sistema dei pagamenti internazionali e abbandoni finalmente il paradigma vigente fondato sulla liquidità che prevede un mercato del tutto abusivo, quello del denaro; che istituisca e faccia osservare nuove leggi che regolamentino finalmente la finanza mondiale, chiudano i paradisi fiscali, portino alla luce e impediscano l’attività bancaria ombra <em>(shadow banking)</em> e istituiscano un<strong> Tribunale Internazionale</strong> contro i crimini finanziari. </p>



<p>(1) Speriamo che il virus acceleri l’informatizzazione dei processi e del sistema giudiziario che da tempo chiede il magistrato Nicola Gratteri.</p>



<p>(2) Se la gente dovesse scendere in piazza a protestare contro la miseria dilagante gli sarebbe impedito per evitare la diffusione del contagio? Esistono già aberranti norme nel cosiddetto Decreto Sicurezza che hanno già colpito i lavoratori della <a href="http://www.iskrae.eu/protestare-non-reato-dalla-superlativa-prato-parte-mobilitazione-decreto-sicurezza/">Tintoria Superlativa di Prato</a>, i cui operai, senza stipendio da 7 mesi, in condizioni lavorative inaccettabili, si sono visti affibbiare 21 multe dai 1000 ai 4000 euro ciascuna, per un totale di 84.000 euro “colpevoli“ del reato di “blocco stradale” grazie al quale le Questure possono incriminare i lavoratori che fanno i picchetti davanti alle aziende. Si giungerà a vietare manifestazioni, scioperi per motivi di emergenza sanitaria?</p>



<p>(3) <a href="https://www.francescocappello.com/2019/02/27/scopo-delleconomia-e-la-risposta-ai-bisogni-interni/">https://www.francescocappello.com/2019/02/27/scopo-delleconomia-e-la-risposta-ai-bisogni-interni/</a></p>



<p>(4) Si rifletta sulla condizione odierna di quei cittadini americani che si fanno ricoverare, ad esempio, perché hanno avuto un soggiorno in Cina, o altri ospedalizzati per polmonite, che si vedono consegnare parcelle di spesa sino a 3000 dollari per visite mediche, tamponi e giorni di degenza, non a carico dello Stato, perché in America la sanità pubblica non esiste, vigendo piuttosto il sistema delle assicurazioni private, che quando va bene si accolla al massimo la metà della spesa. Sarà per questo motivo che in America sono così pochi i casi registrati? Evidentemente le assicurazioni non coprono interventi urgenti ed importanti come quelli relativi allo stato di emergenza provocato dalla diffusione del coronavirus mettendo a rischio la salute di tutti. <br><br>(5) Per 5 anni sono stati ceduti alla società <a href="https://www.bridgemanimages.it/it/">Bridgeman</a> i diritti di sfruttamento delle immagini delle opere d&#8217;arte presenti in 439 musei italiani. Il 50% dei ricavi andrà alla società Bridgeman che avrà anche la facoltà di decidere unilateralmente i prezzi. In pratica giornali, privati, magazine, musei, riviste ecc. avessero bisogno di usare l’immagine ufficiale di un&#8217;opera devono rivolgersi alla Bridgeman che le gestisce e ne decide il prezzo incamerandone il 50%.</p>
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