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	<title>Associazione Filiere virtuose &#8211; Seminare Domande [www.pangeanotizie.it]</title>
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	<description>Seminare domande in ognuno matura e germina risposte: voce e nuovo potere – Danilo Dolci</description>
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	<title>Associazione Filiere virtuose &#8211; Seminare Domande [www.pangeanotizie.it]</title>
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		<title>CER o Comunità Cooperativa Energetico-Alimentare dell&#8217;Associazione Filiere Virtuose?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesco Cappello]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 02 May 2025 14:51:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente e salute]]></category>
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					<description><![CDATA[La Comunità Coop. di Filiere Virtuose di Prosumer e Consumer mira ad un’economia sociale mutualistica e non speculativa.Promuove la democrazia energetica auto-gestita per l’autonomia e la reale indipendenza energetica delle utenze siano esse domestiche (Prosumer) che non-domestiche (Consumer) Filosofia e ObiettiviPartecipazione e StrutturaTecnologia e Connessione alla ReteGestione della Rete di DistribuzioneImpianti di proprietà della ComunitàCompensazione&#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div style='display:none;' class='shareaholic-canvas' data-app='share_buttons' data-title='CER o Comunità Cooperativa Energetico-Alimentare dell&#039;Associazione Filiere Virtuose?' data-link='https://www.francescocappello.com/2025/05/02/cer-o-comunita-cooperativa-energetico-alimentare-dellassociazione-filiere-virtuose/' data-app-id-name='category_above_content'></div>
<h2 id="la-comunita-coop-di-filiere-virtuose-di-prosumer-e-consumer-mira-ad-un-economia-sociale-mutualistica-e-non-speculativa-promuove-la-democrazia-energetica-auto-gestita-per-l-autonomia-e-la-reale-indipendenza-energetica-delle-utenze-siano-esse-domestiche-prosumer-che-non-domestiche-consumer">La Comunità Coop. di Filiere Virtuose di <strong>Prosumer e Consumer</strong> mira ad <strong>un’economia sociale mutualistica e non speculativa</strong>.<br>Promuove la <strong>democrazia energetica auto-gestita</strong> per l’autonomia e la reale indipendenza energetica delle <strong>utenze siano esse domestiche (Prosumer) che non-domestiche (Consumer)</strong></h2>



<h2 id="filosofia-e-obiettivipartecipazione-e-strutturatecnologia-e-connessione-alla-retegestione-della-rete-di-distribuzioneimpianti-di-proprieta-della-comunitacompensazione-e-ricavi"><strong>Filosofia e Obiettivi</strong><br><strong>Partecipazione e Struttura</strong><br><strong>Tecnologia e Connessione alla Rete</strong><br><strong>Gestione della Rete di Distribuzione</strong><br><strong>Impianti di proprietà della Comunità</strong><br><strong>Compensazione e Ricavi</strong></h2>



<p class="has-medium-font-size">C’è una netta distinzione tra le Comunità Energetiche proposte dallo Stato (CER, ACR, CACER) e la Comunità Cooperativa Energetico-Alimentare proposta dall&#8217;<a href="https://www.filierevirtuoseitalia.it/">Associazione Filiere Virtuose</a> e dal Progetto omonimo &#8220;Filiere Virtuose, Energia ed Eco-Sostenibilità&#8221;.<br>Ecco le differenze principali.</p>



<p class="has-medium-font-size"><strong>Filosofia e Obiettivi</strong><br>La Comunità Energetica promossa dallo Stato (CER/ACR/CACER), è orientata a permettere agli associati di usufruire di <strong>un servizio speculativo al costo più conveniente attraverso una pseudo-condivisione</strong>. Il loro scopo non richiede necessariamente una partecipazione diretta e profonda, o la conoscenza degli altri membri della Comunità.<br>La Comunità Coop. di Filiere di <strong>Prosumer e Consumer</strong> a mutualità prevalente (*) al contrario mira a creare <strong>un’economia sociale mutualistica e non speculativa</strong>.<br>Promuove la <strong>democrazia energetica auto-gestita</strong> per l’autonomia e la reale indipendenza energetica delle <strong>utenze siano esse domestiche (soci Prosumer) che non-domestiche (soci Consumer)</strong>. Tali ruoli definiti dal Progetto divenuto anche Legge inter-regionale, sono fondamentali per lo sviluppo e il consolidamento del cambiamento degli attuali paradigmi dei settori tematici in questione: <strong>energie ed eco-sostenibilità</strong>.<br>Obiettivo ancor più ampio ed etico è la <strong>gestione completa da parte dei Cittadini virtuosi di tutto il sistema energetico e non solo</strong> (energia, altre imprese, servizi) e di conseguenza <strong>garantire, oltre al totale controllo anche una redditività vita natural durante denominata</strong> <strong><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-red-color">Reddito Esistenziale</mark></strong>, a beneficio dei Cittadini virtuosi totalmente <strong>deducibile da tassazione</strong>.<br>Tutti <strong>i costi degli impianti sono detraibili</strong> e contribuiscono all&#8217;<strong>aumento della Classe di Performance Energetica</strong> (APE).</p>



<p class="has-medium-font-size"><strong>Partecipazione e Struttura</strong><br>Nella Comunità Energetica promossa dallo Stato (CER/ACR/CACER), puoi semplicemente iscriverti a un’associazione (soggetto giuridico) senza che sia fondamentale essere una società (persona giuridica) e conoscere gli altri associati.<br>Nella Comunità Coop. di Filiere di Prosumer e Consumer è richiesta “<strong>partecipazione diretta e attiva come Socio</strong>&#8221; ed è fondamentale &#8220;<strong>l&#8217;attivismo mutualistico all’interno della stessa Comunità Coop</strong>.”.<br>I Soci, in particolare <strong>i Prosumer </strong>(ut. domestiche), <strong>sono i soggetti titolari degli impianti rinnovabili che acquistano grazie al pagamento di una quota-parte di acquisizione</strong>. <strong><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-red-color">Le energie prodotte in surplus vengono vendute ai Soci Consumer</mark></strong>.</p>



<p class="has-medium-font-size"><strong>Tecnologia e Connessione alla Rete</strong> (Stato Attuale)<br>La Comunità Energetica promossa dallo Stato (CER/ACR/CACER) può condividere uno o più impianti (spesso fotovoltaici) che devono essere connessi alla stessa cabina di Media/Bassa tensione. <strong>L’energia viene &#8220;condivisa&#8221; solo tra gli associati che costituiscono la specifica Comunità e sono tutti connessi alla stessa cabina M/B tensione</strong>. L&#8217;incentivo riconosciuto è suscettibile alla prescrizione normativa di &#8220;produzione e consumo istantaneo&#8221; che risulta molto difficile in caso di Comunità composte da utenze eterogenee come persone fisiche e/o Condomini, aziende, enti [1].<br>Tale suscettibilità riduce fortemente la possibilità di un riconoscimento concreto e misurabile quale incentivo costante fermo restando che lo stesso, va ricordato, è comunque derivante dalla quota/percentuale di tassazione/contributo ricompresa negli Oneri di Sistema presenti in bolletta (che comunque si continuerà a pagare) e che contribuiscono alla erogazione di altre incentivazioni che finanziano le attività d&#8217;interesse generale per il sistema elettrico e quello del gas (es. CIP6 produzione di elettricità da fonti rinnovabili e “assimilate” come ad es. centrali a carbone o a gas, termo-valorizzatori, nucleare,…). In pratica. Si immagini di far parte di una <strong>comunità energetica</strong>. La speranza è di ricevere incentivi ogni mese per l’energia che si produce e si consuma.<br>Ma se <strong>non riesci a consumare l’energia subito</strong>, l’incentivo diminuisce o scompare e anche quando ricevi qualcosa, quei soldi <strong>vengono da fondi che tutti gli italiani pagano già</strong> nella bolletta (gli “oneri di sistema”). Questi oneri servono a finanziare tante cose, non solo le comunità energetiche. Per esempio le centrali che producono energia &#8220;assimilata&#8221; alle rinnovabili, ma <strong>non lo sono davvero</strong> (es. carbone, gas, inceneritori, persino nucleare). Incentivi vecchi come il <strong>CIP6</strong>, che continua a usare i soldi delle bollette per finanziare queste fonti. In altri termini gli incentivi delle comunità energetiche sono incerti, perché dipendono dal consumo istantaneo. I soldi degli incentivi <strong>non sono “regali”</strong>, ma derivano da <strong>soldi già pagati da tutti in bolletta</strong>. Gli stessi fondi <strong>vanno anche ad altri impianti meno “green”</strong>, come centrali a carbone o inceneritori.</p>



<p class="has-medium-font-size">Nella Comunità Coop. di Filiere di Prosumer e Consumer, <strong>le utenze domestiche quali Prosumer hanno a loro disposizione sia un impianto ibrido in modalità &#8220;Off-Grid&#8221; per la produzione e accumulo di elettricità per loro fabbisogno domestico giornaliero che una quota-parte di impianti acquisiti dalla stessa Comunità Coop. come ad esempio campi fotovoltaici/eolici/idroelettrici/etc, serre energetico-alimentari, biodigestori anaerobici, H2 e altro per la produzione e vendita di energia ai Soci Consumer</strong>.<br>In caso di extra-surplus la vendita potrà avvenire anche con un Gestore Luce/Gas partner con il quale convenzionarsi (vantaggioso per la compravendita reciproca di elettricità e servizi), oppure con il Gestore dei Servizi Energetici (GSE), o con il Mercato libero.</p>



<p class="has-medium-font-size"><strong>Gestione della Rete di Distribuzione</strong><br><strong>L&#8217;impianto Off-Grid </strong>[2] <strong>ha la caratteristica di non essere connesso alla Rete nazionale</strong> ma può operare in automatico all&#8217;occorrenza, grazie ad un dispositivo esterno, una commutazione sulla stessa che viene usata come UPS (gruppo di continuità) in caso di mancata produzione di energia da parte degli impianti installati (fotovoltaico, termo-elettrico,…etc), o disponibilità di carica sufficiente degli accumuli.<br>Questo tipologia di impianto è isolato dalla Rete anche per proteggere i soci Prosumer da noti “giochetti” di Gestori un pò furbetti (come il controllo remoto degli inverter che sono connessi <strong>On-Grid</strong> [2]) operati per forzare i consumi dalla Rete a carico ed insaputa degli stessi utenti, riducendo cosi i vantaggi e il risparmio dell&#8217;auto-produzione.</p>



<p class="has-medium-font-size"><strong>Impianti di proprietà della Comunità</strong><br>La Comunità Energetica promossa dallo Stato (CER/ACR/CACER) è <strong>limitata agli impianti connessi alla stessa cabina di M/B tensione</strong>.<br>La Comunità Coop. di Filiere di Prosumer e Consumer al contrario, può essere <strong>titolare di uno o più impianti di diverse tecnologie</strong> (fotovoltaico, eolico, idroelettrico, biodigestore, H2 e altro in futuro) ubicati su tutto il territorio nazionale isole comprese [3].</p>



<p class="has-medium-font-size">La Comunità Energetica promossa dallo Stato (CER/ACR/CACER) <strong>non contempla la possibilità di gestire la Rete</strong>.<br><strong>La Comunità Coop. di Filiere di Prosumer e Consumer al contrario, dopo almeno 2-3 anni di attività, può fare richiesta al Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica</strong> MASE per avere in concessione la <strong>gestione della Rete di Distribuzione locale</strong> (inter-comunale/regionale) lasciando le manutenzioni ordinarie e straordinarie a carico delle società esistenti (Terna/Enel/…chi altri territorialmente).<br>Con lo sviluppo di più Comunità Coop. di Filiere inter-regionali tale gestione può essere estesa su tutto il territorio nazionale e <strong>questo obiettivo garantirebbe di diventare totalmente autonomi</strong> e creare un sistema energetico ed economico molto più efficiente e sicuramente molto più etico e non più speculativo e condizionabile alle suscettibilità isteriche e ciniche del Mercato libero, o del TTF e simili.</p>



<p class="has-medium-font-size"><strong>Compensazione e Ricavi</strong><br>Va ricordato che nella Comunità Coop. di Filiere di Prosumer e Consumer (allo stato attuale, prima della gestione della Rete), <strong>l’utenza domestica Prosumer è proprietaria dell&#8217;impianto Off-Grid residenziale</strong> utile al consumo domestico giornaliero che è <strong>dotato di un controllo di commutazione temporanea sulla Rete nazionale nel caso di mancata produzione di energia o ridotta disponibilità degli accumuli</strong>. La commutazione ritorna a collegarsi con gli impianti Off-Grid appena ripristinate le disponibilità elettriche e il loro funzionamento.<br>Il socio Prosumer al contempo ha anche una o più quote-parti relativi agli impianti On-Grid di produzione e vendita di energie/alimenti/etc. ai Soci Consumer e quest&#8217;ultima condizione garantisce allo stesso di ricevere dei compensi che favoriscono sia la compensazione degli eventuali consumi avvenuti temporaneamente degli impianti Off-Grid per il fabbisogno giornaliero domestico, nonché &#8220;guadagnare concretamente e continuativamente&#8221; per la vendita al Socio Consumer [4].</p>



<p class="has-medium-font-size">Con i proventi della vendita, la Comunità Coop può generare un <strong>Fondo collettivo</strong> per investire su qualsiasi iniziativa ritengano utile realizzare come, in primis, <strong>installare nuovi impianti</strong> sostenendo anche chi non ha sufficienti risorse economiche, gestire <strong>nuovi servizi a beneficio sempre dei Soci</strong>, ma anche <strong>contribuire</strong>, ad esempio, <strong>alla ristrutturazione di beni storico-culturali</strong> o peculiari<strong> </strong>favorendo un rilancio del turismo e di tutti i servizi energetici e commerciali dedicati (itinerari religiosi, eno-gastronomici, ospitalità diffusa,…etc.), <strong>compresa la mobilità elettrica leggera e pesante</strong>, oltre a dei servizi di <strong>e-sharing</strong>, e tanto altro.</p>



<p class="has-medium-font-size">Nella Comunità Energetica promossa dallo Stato (CER/ACR/CACER) non è descritto ne possibile realmente sviluppare meccanismi economici simili a quello del Progetto di Filiere di compensazione, o di reale guadagno diretto, <strong>perché condizionati alla condivisione e nella incognita dei possibili ricavi </strong>che, nell&#8217;ipotesi più ottimistica qualsiasi essi siano, restano disponibili per soli 20 anni mentre, al contrario, <strong>nel Progetto di Filiere vengono a consolidarsi diverse economie vita natural durante perché auto-gestite dai Cittadini virtuosi </strong>che rappresentano un perfetto idillio simbiotico poiché sono<strong> al contempo i produttori/gestori e i consumatori</strong>.</p>



<p class="has-medium-font-size">In sintesi, mentre La Comunità Energetica promossa dallo Stato si configura principalmente come una associazione di soggetti per la condivisione di energia prodotta localmente da alcuni di essi, <strong>la Comunità Coop. di Filiere di Prosumer Consumer si presenta come un nuovo modello sociale ed economico più ambizioso</strong>, orientato all’autosufficienza individuale (tramite tecnologie Off-Grid residenziali per una Casa Green al 100%), <strong>all&#8217;azionariato diffuso per essere tutti proprietari degli impianti e non le Multinazionali</strong>, per l&#8217;apertura di nuove aziende start-up che potranno costituire su larga scala sul proprio territorio comunale/regionale rilanciando il welfare, per la ricerca e sviluppo di diverse tecnologie utili al fabbisogno dell&#8217;intera collettività, alla gestione diretta delle Reti di Distribuzione in futuro, alla creazione di un’economia sociale non speculativa che include altre attività oltre all’energia e alla generazione di ricavi e benefici per tutti i Soci che contribuiscono al sostegno del bene comune, al benessere delle Comunità Coop. costituite e alla costruzione di un <strong><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-red-color">Reddito Esistenziale</mark></strong> quale riconoscimento e valorizzazione dell&#8217;impegno individuale all&#8217;interno di una collettività più coesa, responsabile e sovrana.</p>



<p class="has-medium-font-size">Va infine chiarito che le Comunità proposte dallo Stato e precedentemente dalla Direttiva Ue entrambe tra il 2018 e 2019 hanno preso spunto dal Progetto Filiere Virtose, Energia ed Eco-Sostenibilità attraverso incontri e consegna della stesura del Progetto alla Commissione Ambiente (fine Nov. 2013 primi Gen 2014) e a mezzo corrispondenza digitale al MISE (Ministero dell Sviluppo Economico) (primi di Lug. 2018) poco prima del varo della Direttiva Ue 2018/2001 artt. 21 e 22 sugli auto-consumatori e le CER da fonti rinnovabili (Consiglio Europeo metà Dic. 2018) in vigore in Italia con Decreto Legislativo n.199 RED II a metà Dic. 2021.</p>



<p><em>Grazie a Maurizio Rampazzo, vicepresidente dell&#8217;<a href="https://www.filierevirtuoseitalia.it/">Associazione Nazionale Filiere Virtuose Italia</a>, per la puntuale consulenza che ha permesso la stesura di quest&#8217;articolo.</em></p>



<p class="has-small-font-size">[1] Quando si crea una <strong>Comunità Energetica Rinnovabile (CER)</strong>, i membri ottengono <strong>incentivi</strong> economici se riescono a <strong>produrre e consumare l’energia nello stesso momento</strong> (cioè istantaneamente). Questo si chiama “<strong>produzione e consumo istantaneo</strong>”.  Ma se la comunità è composta da <strong>soggetti molto diversi</strong> – come famiglie, condomìni, aziende, scuole – ognuno ha <strong>orari di consumo diversi</strong>, quindi è <strong>molto difficile che l’energia prodotta venga consumata subito</strong>, e <strong>si rischia di perdere parte degli incentivi</strong>.</p>



<p class="has-small-font-size">Ecco un esempio. Immagina una comunità energetica con:</p>



<ul class="has-small-font-size"><li class="">una scuola pubblica (che consuma solo di giorno, nei giorni feriali)</li><li class="">un panificio (lavora soprattutto di notte)</li><li class="">alcune famiglie (consumano la sera e nei weekend)</li><li class="">un ufficio comunale (orari d’ufficio, chiuso nel weekend)</li></ul>



<p class="has-small-font-size">Ora, se i pannelli solari della comunità producono energia <strong>alle 13:00 di un mercoledì</strong>, la scuola la usa subito (perfetto!), ma le famiglie no (perché sono fuori casa), il panificio è chiuso, e l’ufficio magari consuma poco. <strong>Risultato</strong>: solo una parte dell’energia viene consumata “istantaneamente” → <strong>gli incentivi si riducono</strong>, o non vengono erogati perché il sistema premia solo la quota di energia <strong>prodotta e consumata nello stesso momento</strong>. Quindi, <strong>più la comunità è eterogenea</strong>, più è difficile ottimizzare questo meccanismo. Per mitigare queste difficoltà si è costretti a ricorrere a:<br><strong>Batterie di accumulo</strong>: immagazzinano l’energia prodotta e la rilasciano quando serve, aumentando la quota di autoconsumo ma non la quota di incentivazione perché la prescrizione del consumo istantaneo vale anche con le batterie (produci, ricarichi, consumi). <strong>Sistemi di gestione intelligente</strong> (smart grid): coordinano consumi e produzione tra i membri per avvicinare domanda e offerta in tempo reale. <strong>Profilazione degli utenti</strong>: scegliere membri con consumi complementari (es. aziende di giorno, famiglie la sera) per bilanciare meglio la comunità.<br>[2] Un <strong>impianto Off-Grid</strong> (cioè “fuori rete”) è un sistema di produzione di energia – per esempio con <strong>pannelli fotovoltaici</strong> – che <strong>non è collegato alla rete elettrica nazionale</strong>. Funziona in modo <strong>autonomo</strong>, usando <strong>batterie</strong> per accumulare l’energia prodotta. Immaginiamo una qualsiasi abitazione civile in un contesto urbano, una casa vacanza o un appartamento facente parte di un condominio. Essa può , ai sensi delle norme vigenti, installare il proprio impianto Off-Grid fino ad una potenza di 6 KWp nominali rimanendo comunque un&#8217;utenza servita dalla rete Nazionale. <br>Durante il giorno produce energia e <strong>la conserva nelle batterie</strong>. Di notte, o nei giorni nuvolosi, <strong>usa quell’energia accumulata</strong>.<br>Se le batterie si esauriscono e <strong>proprio non basta più</strong>, c’è un <strong>dispositivo automatico</strong> che può attivare una connessione temporanea alla rete nazionale, <strong>solo come emergenza</strong>, come fa un gruppo di continuità (UPS). C&#8217;è un vantaggio importante: essendo <strong>isolato dalla rete</strong>, <strong>nessuno può controllare a distanza</strong> l’impianto. Alcuni utenti On-Grid (cioè connessi alla rete) hanno segnalato comportamenti scorretti da parte dei gestori, come il <strong>controllo da remoto dell’inverter</strong> (il dispositivo che trasforma l’energia prodotta in corrente alternata utilizzabile), il forzare l’impianto a <strong>prelevare energia dalla rete</strong>, anche quando avrebbe potuto usare quella auto-prodotta. Questo riduce il risparmio dell’utente e <strong>lo costringe a pagare bollette più alte</strong>, anche in presenza di un impianto fotovoltaico di proprietà funzionante. <br><strong>Off-Grid</strong> è sinonimodi indipendenza totale, si usa la propria energia (come un&#8217;isola) dotato di un <strong>sistema automatico di emergenza</strong>, simile a un UPS. Esso <strong>protegge da eventuali abusi</strong> dei gestori elettrici legati al controllo remoto (che invece è possibile nei sistemi On-Grid).<br>[3] Le <strong>Comunità Energetiche Rinnovabili</strong> (CER), <strong>promosse dallo Stato</strong>, possono condividere energia <strong>solo se gli impianti e i membri sono collegati alla stessa cabina elettrica locale</strong> (di media o bassa tensione).<br>Invece, una <strong>Comunità Cooperativa di Filiere</strong> <strong>non ha questo limite geografico</strong>: può gestire e usare energia da <strong>impianti diversi e sparsi in tutta Italia</strong>, isole comprese. In altri termini nel caso della  Comunità Energetica &#8220;statale&#8221; (CER):</p>



<ul class="has-small-font-size"><li class="">Una scuola, alcune famiglie e una palestra si trovano nello stesso quartiere.</li><li class="">Installano pannelli solari e si uniscono in una <strong>CER</strong>.</li><li class="">Possono condividere l’energia <strong>solo perché sono tutti collegati alla stessa cabina elettrica</strong> (quella che serve il quartiere).</li><li class="">Se una casa o azienda è a pochi chilometri ma <strong>fuori da quella cabina</strong>, <strong>non può far parte della CER</strong>.</li></ul>



<p class="has-small-font-size" id="viceversa-nel-caso-della-comunita-cooperativa-di-filiere">Viceversa nel caso della Comunità Cooperativa di Filiere</p>



<ul class="has-small-font-size"><li>Una cooperativa nasce per unire piccoli produttori e consumatori in tutta Italia.</li><li>Ha un impianto eolico in Puglia, un biodigestore in Veneto, un fotovoltaico in Sicilia.</li><li>I membri della cooperativa possono risiedere in diverse regioni.</li><li><strong>Possono condividere e scambiarsi l’energia prodotta</strong>, anche se sono collegati a cabine diverse o si trovano su isole.</li></ul>



<p class="has-small-font-size">In pratica un modello <strong>più flessibile</strong>, <strong>più scalabile</strong> e <strong>non dipendente dalle restrizioni geografiche della rete elettrica tradizionale</strong>. In sintesi la <strong>CER pubblica</strong> è solo locale e limitata alla stessa cabina elettrica. La <strong>Comunità cooperativa di filiera</strong> è multi-tecnologica e senza vincoli territoriali.<br>[4] Un socio <strong>Prosumer</strong> ossia l&#8217;utente che <strong>produce e consuma energia</strong>. può anche <strong>possedere una parte di impianti On-Grid</strong> (cioè collegati alla rete) che <strong>vendono energia o altri prodotti</strong> (es. cibo) ai <strong>Consumer</strong> ossia utenze non domestiche di consumatori, non produttori.<br>Questa partecipazione permette al cittadino prosumer di <strong>guadagnare</strong> dalla vendita ai Consumer e di <strong>coprire eventuali costi</strong> se, in certi momenti, fosse costretto ad usare energia dalla rete nel caso in cui i suoi impianti Off-Grid non producessero abbastanza in quel momento.<br>Immagina <strong>Marco</strong>, che abita in una casa con pannelli solari <strong>Off-Grid</strong>. Di solito si autosostiene, ma se in inverno piove per giorni, deve <strong>usare energia dalla rete</strong>, che ha un costo. Marco però è anche <strong>socio di una cooperativa energetica</strong> e <strong>possiede una quota</strong> di un grande impianto solare <strong>On-Grid</strong> nel Sud Italia, che vende energia a <strong>famiglie “Consumer”</strong> (che non producono nulla, ma comprano).</p>



<ul class="has-small-font-size"><li>Marco <strong>guadagna ogni mese</strong> una parte dei soldi ricavati da queste vendite.</li><li>Con quei guadagni può <strong>compensare i costi</strong> quando deve usare la rete nazionale. </li><li>In certi casi, può anche avere <strong>un utile costante</strong>, più alto dei suoi consumi.</li></ul>



<p class="has-small-font-size">In altri termini il socio Prosumer non solo usa la sua energia, ma è anche azionista-produttore in un sistema più grande. Questo modello distribuisce ricavi interni tra i soci produttori e i soci consumatori e protegge chi produce in modo indipendente, anche quando serve un supporto temporaneo dalla rete.<br>(*) Una <strong>cooperativa a mutualità prevalente</strong> è una cooperativa che svolge la maggior parte della sua attività a favore dei propri soci (ad esempio fornendo loro beni, servizi, lavoro o opportunità). È perciò una cooperativa che esiste principalmente per i propri soci, non per fare profitto sul mercato. Esempi possibili sono quelli di una cooperativa di lavoro che dà lavoro principalmente ai soci così come quello di una cooperativa di consumo che vende prodotti soprattutto ai soci. Questo tipo di cooperativa ha agevolazioni fiscali e deve rispettare vincoli specifici, come il divieto di distribuzione degli utili oltre certi limiti.</p>



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<div style='display:none;' class='shareaholic-canvas' data-app='share_buttons' data-title='CER o Comunità Cooperativa Energetico-Alimentare dell&#039;Associazione Filiere Virtuose?' data-link='https://www.francescocappello.com/2025/05/02/cer-o-comunita-cooperativa-energetico-alimentare-dellassociazione-filiere-virtuose/' data-app-id-name='category_below_content'></div><div style='display:none;' class='shareaholic-canvas' data-app='recommendations' data-title='CER o Comunità Cooperativa Energetico-Alimentare dell&#039;Associazione Filiere Virtuose?' data-link='https://www.francescocappello.com/2025/05/02/cer-o-comunita-cooperativa-energetico-alimentare-dellassociazione-filiere-virtuose/' data-app-id-name='category_below_content'></div>]]></content:encoded>
					
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		<title>Sei proprietario della tua terra finché una qualche grande impresa nazionale o estera non sia interessata ad essa</title>
		<link>https://www.francescocappello.com/2025/01/06/sei-proprietario-della-tua-terra-finche-una-qualche-grande-impresa-nazionale-o-estera-non-sia-interessata-ad-essa/</link>
					<comments>https://www.francescocappello.com/2025/01/06/sei-proprietario-della-tua-terra-finche-una-qualche-grande-impresa-nazionale-o-estera-non-sia-interessata-ad-essa/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesco Cappello]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 06 Jan 2025 15:58:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambientalismo]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style='display:none;' class='shareaholic-canvas' data-app='share_buttons' data-title='Sei proprietario della tua terra finché una qualche grande impresa nazionale o estera non sia interessata ad essa' data-link='https://www.francescocappello.com/2025/01/06/sei-proprietario-della-tua-terra-finche-una-qualche-grande-impresa-nazionale-o-estera-non-sia-interessata-ad-essa/' data-app-id-name='category_above_content'></div>
<h2 id="elaborano-un-progetto-fer-su-un-terreno-non-di-loro-proprieta-poi-avviano-la-procedura-di-esproprio-la-legge-e-dalla-loro-parte-basta-chiedere-la-via-e-ricevere-gli-incentivi-previsti-dal-piano-di-ripresa-e-resilienza-ora-sembrerebbe-che-le-procedure-di-esproprio-potrebbero-diventare-piu-difficili-se-diventasse-legge-cittadini-e-comitati-potranno-appellarsi-all-art-1-comma-2-del-dl-ambiente-del-17-ottobre-2024-n-153-una-autentica-soluzione-di-pubblica-utilita-a-favore-di-cittadini-e-comunita-a-cura-dell-associazione-filiere-virtuose">Elaborano un progetto FER su un terreno non di loro proprietà. Poi avviano la procedura di esproprio. La legge è dalla loro parte. Basta chiedere la VIA e ricevere gli incentivi previsti dal piano di ripresa e resilienza. Ora sembrerebbe che le procedure di esproprio potrebbero diventare più difficili. Se diventasse legge, Cittadini e Comitati potranno appellarsi all’art. 1, comma 2, del DL Ambiente del 17 ottobre 2024, n. 153.<br><br>Una autentica soluzione di <em>Pubblica Utilità</em> a favore di Cittadini e Comunità a cura dell&#8217;Associazione Filiere Virtuose</h2>



<p class="has-medium-font-size">Art 41 Cost.<br><em>L&#8217;iniziativa economica privata è libera. <strong><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-red-color">Non può svolgersi in contrasto con l&#8217;utilità sociale</mark> o in modo da recare danno alla salute, all&#8217;ambiente, alla sicurezza, alla libertà, <mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-red-color">alla dignità umana</mark></strong></em>. <br>Art.44<br><em>Al fine di conseguire il razionale sfruttamento del suolo e di stabilire equi rapporti sociali, la legge impone obblighi e vincoli alla proprietà terriera privata, fissa limiti alla sua estensione secondo le regioni e le zone agrarie, promuove e<strong> impone</strong> la bonifica delle terre, <strong>la trasformazione del latifondo e la ricostituzione delle unità produttive</strong>; <strong><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-red-color">aiuta la piccola e media proprietà</mark></strong>. La legge dispone provvedimenti a favore delle zone montane.</em></p>



<p class="has-medium-font-size"><strong>L&#8217;emergenza energetica</strong> provocata, in primis, dalla masochistica ed anticostituzionale partecipazione italiana alla guerra alla Russia attraverso sanzioni energetiche, ha facilitato l&#8217;implementazione di tutta <a href="https://www.francescocappello.com/energia-gas-liquefatto/">la filiera del gas liquefatto</a> che ha, ad esempio,  permesso, in deroga a qualsiasi normativa ambientale e di sicurezzza, l&#8217;installazione di un rigassificatore persino in un porto, quale quello di Piombino, vicinissimo alle abitazioni civili. Anche i costi di produzione del gas liquefatto che non erano competitivi con quelli del gas da tubo assai meno caro ora sono diventati accettabili grazie alle sanzioni e alla diversa modalità di determinazione spot e  borsistica dei prezzi presso la piattaforma TTF di Amsterdam.   <br>Allo stesso modo l&#8217;emergenza energetica, resa più grave dall&#8217;emergenza bellica che si somma alla emergenza climatica, legittima per &#8220;<strong><em>pubblica utilità</em></strong>&#8221; l&#8217;esproprio della terra su cui grandi imprese private, multinazionali, società per azioni, decidono di installare <strong>impianti di energia da fonti rinnovabili</strong> (FER). <strong>Gli impianti sono fintamente pubblici</strong>. In realtà s<strong>ono privati che vendono l’elettricità al Gestore dei servizi energetici GSE o al Gestore dei mercati energetici ecc. i quali, a loro volta, vendono alle utenze attraverso i Gestori del servizio di erogazione elettricità</strong>.</p>



<p class="has-medium-font-size"><strong>PUGLIA</strong>. TERRENI DA ESPROPRIARE PER FARE SPAZIO A IMPIANTI EOLICI</p>



<p class="has-medium-font-size">Un anno fa numerosi agricoltori di Cerignola, nelle località Incorvera, Tre Titoli, Ciminarella e Cafora, avevano ricevuto comunicazioni annuncianti l&#8217;esproprio (*) dei loro terreni per costruire un impianto eolico da 79,8 MWe, autorizzato dalla Regione Puglia. La società milanese responsabile del progetto, con <strong>Autorizzazione Unica n. 117 del 24 maggio 2023</strong>, aveva dichiarato l&#8217;opera di <strong>pubblica utilità</strong> e urgenza.<br>I proprietari si sono rivolti a uno studio legale per proteggere i propri interessi. L&#8217;avvocato ha contestato il mancato preavviso dell’autorizzazione di un progetto considerato lesivo per i diritti privati e le attività agricole: <em>“il rilascio dell’Autorizzazione Unica di cui innanzi, comunicata tardivamente ai destinatari, a distanza di circa 6 mesi dalla pubblicazione, impedendone la possibilità di poter avanzare osservazioni avverso il progetto che appare evidentemente lesivo degli interessi privati e delle attività economiche esercitate sui terreni”</em>. Ha inoltre criticato la <strong>procedura di esproprio a favore di una società privata</strong>, che deprezza i terreni e causa danni economici alle colture. Ha inoltre chiesto al presidente della Regione, Michele Emiliano, e al dirigente competente di revocare l&#8217;autorizzazione e considerare le esigenze dei proprietari, confidando in una risoluzione equa. (Fonte: <a href="https://www.foggiatoday.it/cronaca/deliceto-ascoli-richiesta-sospensione-espropri.html">Foggia Today</a>)</p>



<p class="has-medium-font-size"><strong>Sicilia</strong>. I Comuni non possono impedire l&#8217;installazione di impianti fotovoltaici nemmeno avvalendosi della potestà regolamentare. <a href="https://ntplusentilocaliedilizia.ilsole24ore.com/art/impianti-fotovoltaici-comune-non-puo-impedirne-installazione-avvalendosi-potesta-regolamentare-AElPKOnC">Lo stabilisce il TAR Sicilia</a>. I Comuni, quindi, non hanno il potere di bloccare l&#8217;installazione di impianti fotovoltaici tramite regolamenti o altre forme di potestà regolamentare. <strong>Il Tar Sicilia ha stabilito che spetta alle Regioni individuare le aree non idonee per tali installazioni</strong>. Le regioni, nel fare ciò, devono seguire le Linee guida statali del 10 settembre 2010, che stabiliscono dei limiti specifici da rispettare. <strong>Anche le regioni a statuto speciale devono attenersi alle disposizioni generali di queste linee guida</strong>. Gli impianti di produzione di energia possono essere situati anche in zone agricole. <strong>La pianificazione regionale ha lo scopo di velocizzare le procedure e non di porre divieti assoluti</strong>, è importante che rispetti la riserva di procedimento amministrativo, che permette di valutare gli interessi specifici di ogni luogo. L&#8217;individuazione di zone non idonee da parte dei comuni tramite regolamento impedirebbe questo bilanciamento.<br>Ma anche la Regione subisce sentenze negative:<br><a href="https://www.cdra.it/cdra-vince-al-tar-sicilia-palermo-in-materia-di-azionabilita-con-riferimento-agli-impianti-eolici-delle-procedure-espropriative-anche-per-le-aree-di-sedime-delle-torri/">CDRA vince al TAR Sicilia Palermo</a> in materia di azionabilità, <strong>con riferimento agli impianti eolici, delle procedure espropriative anche per le aree di Sedime delle Torri</strong>. Il T.A.R. adito, dunque, nel dichiarare illegittimi i provvedimenti per mezzo dei quali<strong> l’Amministrazione regionale aveva dichiarato improcedibili le istanze presentate</strong> in quanto non accompagnate da titoli di disponibilità delle aree interessate, ha altresì specificato che <strong><em>“la Regione non può introdurre limitazioni maggiori neanche con un atto legislativo, quale quello in esame, perché – come già precisato – l’art. 12 d.lgs. 387/2003 esprime un principio fondamentale, che va rispettato anche dal legislatore regionale nell’ambito della potestà legislativa concorrente”.</em></strong></p>



<p class="has-medium-font-size"><strong>Toscana</strong>. Mugello. <a href="https://www.okmugello.it/articolo/comitati-contro-pale-eoliche-2024_90919">I Comitati dell’Appennino Mugellano</a> si oppongono alla speculazione eolica promossa dalla Regione Toscana in &#8220;risposta diretta alla legge sulle aree idonee all’installazione di impianti eolici e fotovoltaici, promossa dalla Regione. Secondo i Comitati aderenti alla&nbsp;<a href="https://admintess.wixsite.com/coalizionetess"><strong>Coalizione TESS (Transizione Energetica Ecologica Senza Speculazione)</strong></a>, la bozza legislativa lascerebbe ampi margini di azione all’industria delle rinnovabili, <strong>permettendo espropri di terreni agricoli e montani</strong>, con pesanti ripercussioni sull’ambiente, sul tessuto economico locale e sulla sicurezza idrogeologica dell’Appennino.&#8221;</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-style-default"><p><strong>L’appello dei Comitati:</strong><br>“Chiediamo che l’Appennino venga dichiarato <strong>zona inidonea</strong> per l’installazione di impianti eolici e che venga presa in considerazione la Lettera inviata all’Assessora all’Ambiente Monia Monni, con proposte alternative per uno sviluppo delle rinnovabili che sia giusto, equo e rispettoso dei territori e delle comunità locali”.</p></blockquote>



<p class="has-medium-font-size"><strong>VERCELLI</strong>. La capitale italiana del riso, produce circa il 50% del riso nazionale fin dal 1600. Tuttavia <a href="https://www.lucascialo.it/riso-vercelli-storia-crisi/">questa produzione è minacciata dalla speculazione &#8220;green&#8221; di banche e multinazionali</a>, che intendono espropriare terreni agricoli per realizzare impianti fotovoltaici. In particolare, JP Morgan, Morgan Stanley, insieme ad altre multinazionali, spingono per l&#8217;esproprio di quei terreni a favore di impianti FER. vedi anche il servizio di Rete 4 &#8211; <a href="https://mediasetinfinity.mediaset.it/video/fuoridalcoro/follie-verdi-le-multinazionali-vogliono-mangiarsi-il-nostro-riso_F312803501018C18?redirected=true">Follie verdi: le multinazionali vogliono &#8220;mangiarsi&#8221; il nostro riso</a>.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignleft is-resized"><img loading="lazy" src="https://www.primonumero.it/photogallery_new/images/2025/01/pannelli-solari-agrivoltaico-274885.large.jpg" alt="Pannelli solari agrivoltaico" width="360" height="270"/></figure></div>



<p class="has-medium-font-size">Campomarino. Molise. <a href="https://www.primonumero.it/2025/01/10mila-pannella-solari-tra-gli-ulivi-la-regione-autorizza-un-impianto-da-65-mw-proteste-dal-territorio/1530846125/">&#8220;Autorizzato un impianto agrivoltaico da 6,5 MW a Campomarino, con pannelli fotovoltaici integrati a un uliveto. La Regione Molise ha escluso la valutazione di impatto ambientale, suscitando critiche da enti e associazioni come Slow Food Basso Molise, che denuncia la perdita di spazi rurali. Il progetto riaccende il dibattito tra tutela del paesaggio e transizione energetica.&#8221;</a></p>



<figure class="wp-block-embed aligncenter is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
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</div></figure>



<p class="has-medium-font-size"><strong>Cagliari</strong>. Agro di Selargius. A <strong>Gianluca Melis, TERNA</strong> (1) ha espropriato un terreno. &#8220;<a href="https://www.ifanews.it/intervista-a-gianluca-melis-che-subisce-lesproprio-della-sua-proprieta-da-terna">Lo ha occupato con totale disinvoltura, ha mandato una squadra di operai per sradicare tutti gli alberi che vi erano piantati</a>&#8221; (2). Non è l&#8217;unico esproprio della zona.<strong> Il territorio di Selargius è infatti uno dei terminali del <a href="https://www.terna.it/it/progetti-territorio/tyrrhenian-link/approfondimenti">Tyrrhenian Link</a>, un doppio cavo sottomarino, un nuovo corridoio elettrico al centro del Mediterraneo che collegherà la Sicilia con la Sardegna e la Campania. Il doppio cavo avrà una lunghezza di 970 chilometri di lunghezza e 1000 MW di potenza</strong>. A Selargius è prevista una stazione di conversione da corrente continua in alternata e una stazione di smistamento. Entrambe le stazioni&nbsp;saranno realizzate&nbsp;a Selargius&nbsp;in aree vicine alla stazione elettrica già esistente. Altri espropri nei Comuni di Sìnnai, Quartu, Monserrato e in tutta la Sardegna. Si parla di più di 4.500 pale, alte più di 200 metri (2).<br>A Quartu/quartucciu sta sorgendo il mega impianto BESS di ENEL. L&#8217;impianto è enorme, probabilmente uno dei più grandi d&#8217;europa e del mondo (vedi <a href="https://youtu.be/POOyhZk29A0?si=emwgpW-QmeckFn0H">https://youtu.be/POOyhZk29A0?si=emwgpW-QmeckFn0H</a>) .</p>



<p class="has-medium-font-size">Sempre in Sardegna,<a href="https://www.lindipendente.online/2024/04/29/la-cina-si-e-comprata-mille-ettari-di-sardegna-per-costruire-un-mega-parco-fotovoltaico/"> </a><strong>la Chint</strong>, principale produttore cinese di pannelli fotovoltaici, ha acquisito dalla spagnola Enersid il più grande progetto solare europeo, <strong>che interessa 1.000 ettari nel nord della Sardegna</strong> che coinvolgono zone costiere, siti di interesse comunitario e aree protette. Formalizzato il 19 aprile 2023 per oltre 7,2 milioni di euro, il progetto prevede impianti fotovoltaici da 360 MW, batterie di accumulo da 40 MW (82,5 MWh). Cittadini, associazioni e autorità locali si oppongono e promettono battaglia contro i mega-impianti previsti sull&#8217;isola. Negli ultimi anni, la Sardegna è al centro di una mobilitazione per proteggere il suo territorio dall&#8217;espansione massiccia di pale eoliche e pannelli fotovoltaici. Sono state inoltrate <a href="https://www.unionesarda.it/news-sardegna/eolico-e-fotovoltaico-in-sardegna-si-ingigantiscono-i-numeri-dellassalto-mx0tum8o">809 richieste di connessione</a> di impianti di energia rinnovabile alla rete nazionale, che potrebbero generare 57,67 Gigawatt di potenza, interessando l&#8217;intero territorio, incluse ampie zone costiere. <a href="https://www.ansa.it/sardegna/notizie/2024/03/04/csa-200mila-ettari-in-pericolo-per-far-posto-al-fotovoltaico_51310a6c-4490-41e2-95ce-0cbbada3c6d9.html">Il Centro Studi Agricoli ha lanciato un allarme</a>, evidenziando che <strong>fino a 200.000 ettari di terreno agricolo potrebbero essere messi a rischio</strong>. </p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><a href="https://static.unionesarda.it/us/insularita-e-paesaggiodifesa-della-sardegna_001.pdf"><img loading="lazy" width="1024" height="629" src="https://www.francescocappello.com/wp-content/uploads/2025/01/Schermata-2025-01-05-alle-23.11.15-1024x629.png" alt="" class="wp-image-14052" srcset="https://www.francescocappello.com/wp-content/uploads/2025/01/Schermata-2025-01-05-alle-23.11.15-1024x629.png 1024w, https://www.francescocappello.com/wp-content/uploads/2025/01/Schermata-2025-01-05-alle-23.11.15-300x184.png 300w, https://www.francescocappello.com/wp-content/uploads/2025/01/Schermata-2025-01-05-alle-23.11.15-768x472.png 768w, https://www.francescocappello.com/wp-content/uploads/2025/01/Schermata-2025-01-05-alle-23.11.15-640x393.png 640w, https://www.francescocappello.com/wp-content/uploads/2025/01/Schermata-2025-01-05-alle-23.11.15.png 1081w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a><figcaption><a href="https://static.unionesarda.it/us/insularita-e-paesaggiodifesa-della-sardegna_001.pdf">Richieste di connessione in Italia</a></figcaption></figure></div>



<h2 id="l-energia-prodotta-al-sud-alimentera-il-nord">L&#8217;energia prodotta al Sud alimenterà il Nord</h2>



<p class="has-medium-font-size">Sul sito di Terna si legge: <em>&#8220;In Sicilia, in Sardegna e anche in Campania c’è una forte produzione da fonti rinnovabili non programmabili, in particolare solare ed eolico, in costante aumento. <strong><a href="https://www.terna.it/it/progetti-territorio/tyrrhenian-link/approfondimenti">La realizzazione del Tyrrhenian Link rientra in un contesto in cui le due isole maggiori necessitano di un rinforzo di interconnessione verso il continente</a></strong>, anche alla luce dell’evoluzione attesa del <strong>parco termoelettrico in Sicilia e in Sardegna</strong> (es. phase out del carbone e degli impianti maggiormente inquinanti) e del forte aumento di richieste di connessione di nuovi impianti rinnovabili alla rete. È quindi un’infrastruttura strategica per il sistema elettrico italiano, nell’ambito degli obiettivi di transizione energetica fissati dal Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima (PNIEC)&#8221;.  E più avanti: &#8220;<strong>per traguardare gli sfidanti obiettivi climatici fissati a livello nazionale ed europeo entro il 2030 l’Italia dovrà installare circa&nbsp;<mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-red-color">70 GW di nuova capacità rinnovabile</mark></strong>&#8220;</em>, affermazione che contestualizza bene quanto accade nel nostro Paese. </p>



<p class="has-medium-font-size">A seguire gli <a href="https://va.mite.gov.it/it-IT/Procedure/ViaElenco/27/14">elenchi pubblicati sul sito del MASE</a> di progetti FER in attesa di valutazione ed autorizzazione che potrebbero comportare espropri in tutti quei casi in cui il proponente non sia in possesso della terra su cui iniste il progetto. </p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-full"><a href="https://va.mite.gov.it/it-IT/Procedure/ViaElenco/27/14"><img loading="lazy" width="829" height="832" src="https://www.francescocappello.com/wp-content/uploads/2025/01/Schermata-2025-01-06-alle-00.13.28.png" alt="" class="wp-image-14055" srcset="https://www.francescocappello.com/wp-content/uploads/2025/01/Schermata-2025-01-06-alle-00.13.28.png 829w, https://www.francescocappello.com/wp-content/uploads/2025/01/Schermata-2025-01-06-alle-00.13.28-300x300.png 300w, https://www.francescocappello.com/wp-content/uploads/2025/01/Schermata-2025-01-06-alle-00.13.28-150x150.png 150w, https://www.francescocappello.com/wp-content/uploads/2025/01/Schermata-2025-01-06-alle-00.13.28-768x771.png 768w, https://www.francescocappello.com/wp-content/uploads/2025/01/Schermata-2025-01-06-alle-00.13.28-640x642.png 640w" sizes="(max-width: 829px) 100vw, 829px" /></a><figcaption><a href="https://va.mite.gov.it/it-IT/Procedure/ViaElenco/27/14">1835 progetti in attesa di valutazione e autorizzazione ambientale </a><br><a href="https://va.mite.gov.it/it-IT/Procedure/ViaElenco/27/14">che potrebbero comportare espropri se su terreni non di proprietà del proponente</a>. <br><a href="https://va.mite.gov.it/it-IT/Procedure/ViaElenco/24/11">Qui altri 84</a></figcaption></figure></div>



<p class="has-medium-font-size"><strong>Non è previsto avviso ai proprietari dei terreni selezionati per gli espropri </strong> se non la pubblicazione sul sito. Gli interessati devono scoprirlo da soli o per caso o al momento della visita dei notificatori. Solo  <strong>60/90 giorni per fare opposizione scritta</strong>. La scadenza dei termini senza nessuna opposizione o contro-proposta implica il “<strong>silenzio assenso</strong>” da parte della cittadinanza a vantaggio dei proponenti: <strong>ovvero Società Private e/o Multinazionali interessate allo sfruttamento speculativo e finanziario del territorio</strong>.<br>Molto spesso anche gli enti pubblici vengono a conoscenza di queste opere finché non siano partite e solo quando diventa difficile opporsi a causa dell&#8217;artificioso imprimatur di “<strong>pubblica utilità</strong>”.</p>



<h3 id="il-nuovo-decreto-semplificazioni-3">Il <a href="https://www.ilfattoquotidiano.it/2021/06/09/pnrr-via-libera-agli-espropri-per-gli-impianti-su-aree-agricole-ma-serve-un-approccio-ecologico/6223790/">nuovo decreto semplificazioni</a> (3)</h3>



<p class="has-medium-font-size">Il nuovo Decreto Semplificazioni <strong><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-red-color">ha abrogato una norma del Codice dell&#8217;ambiente che limitava la realizzazione di impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili alle aree non coltivate o degradate</mark></strong>. <strong>In precedenza, la realizzazione di questi impianti era limitata a zone come aree industriali dismesse e aree già impermeabilizzate</strong>. Il nuovo decreto consente l&#8217;utilizzo di aree agricole, parchi e boschi per la costruzione di impianti fotovoltaici, eolici e di altre fonti non fossili.<br>In merito agli espropri il nuovo decreto prevede la possibilità di espropriare i terreni agricoli se i proprietari non intendono venderli o affittarli. <strong>Queste espropriazioni favoriscono imprese spesso estere</strong>. Si favorisce un modello industriale specializzato nella produzione energetica alternativa, a basso contenuto occupazionale e ad altissimo rendimento. La normativa precedente favoriva un modello economico territoriale ad alto contenuto occupazionale basato sull&#8217;agricoltura di qualità, sul turismo e sulla cultura. Si introduce così una maggiore flessibilità nella scelta delle aree per la costruzione di impianti per la produzione di energia rinnovabile, includendo anche aree agricole, insieme alla possibilità di espropriare i terreni per la realizzazione di tali impianti. </p>



<h3 id="un-articolo-cui-appellarsi">Un articolo cui appellarsi?</h3>



<p class="has-medium-font-size">L&#8217;articolo 1, comma 2, del Decreto Legge Ambiente (DL Ambiente – Decreto Legge 17 ottobre 2024, n. 153), un decreto di emendamenti del testo unico 152/2006, richiede ora che chi propone progetti per la produzione di <strong>energia da fonti rinnovabili (FER)</strong> <strong>alleghi alla domanda di Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) una <mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-red-color">dichiarazione che attesti la legittima disponibilità</mark>, a qualsiasi titolo, della superficie e della risorsa necessaria per realizzare il progetto</strong>. </p>



<blockquote class="wp-block-quote has-medium-font-size"><p></p><cite>art.1 comma 2. <strong>Per i progetti di produzione energetica da fonte fotovoltaica, solare termodinamica, a biomassa o a biogas, nonche&#8217; di produzione di biometano, <mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-red-color">il proponente del provvedimento di VIA di cui all&#8217;<a href="https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:2006;152~art25">articolo 25 del decreto legislativo n. 152 del 2006</a></mark>, come modificato dal comma 1, lettera e), del presente articolo, <mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-red-color">allega una dichiarazione</mark>, redatta ai sensi degli articoli 46 e 47 del testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di documentazione amministrativa, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445, <mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-red-color">attestante </mark><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-purple-color">la legittima disponibilita</mark><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-red-color">&#8216;, a qualunque titolo, della superficie su cui realizzare l&#8217;impianto, ferme restando la pubblica utilita&#8217; e le procedure conseguenti per le opere connesse</mark></strong>.</cite></blockquote>



<p class="has-medium-font-size"><strong>Questa norma genera qualche preoccupazione tra gli operatori privati del settore</strong> <strong><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-black-color">e</mark><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-red-color"> speranza tra coloro che subiscono le ingiurie della legge n.387/2003</mark></strong>. La preoccupazione è che la norma richiede l&#8217;acquisizione preliminare dei diritti reali sui terreni (tramite acquisto o locazione dei terreni) per avviare la VIA, <strong><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-red-color">escludendo la possibilità di ricorrere all&#8217;esproprio</mark></strong>. Se questa interpretazione fosse corretta, molti progetti per i quali non si raggiunge un accordo con i proprietari dei terreni non potrebbero essere autorizzati. Attualmente, <strong>l&#8217;articolo 12 del D.Lgs. n. 387/2003 consente per gli impianti FER, in assenza di accordi sulle aree, di avviare un procedimento di</strong> <strong><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-red-color">autorizzazione unica</mark></strong> <strong>con la possibilità di esproprio</strong>, tranne per il fotovoltaico e gli impianti a biomassa. <strong>Il DL Ambiente sembra ora contraddire questa possibilità richiedendo la previa disponibilità dell&#8217;area per tutti gli impianti sottoposti a VIA</strong>. <strong><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-red-color">Il Testo Unico FER (in fase di approvazione) definisce il &#8220;soggetto proponente&#8221; come colui che &#8220;dispone legittimamente della superficie e, qualora occorra, della risorsa necessarie per gli impianti&#8221;</mark></strong>. Questa definizione sembra introdurre la necessità di una previa disponibilità delle aree per proporre qualsiasi tipo di impianto FER, inclusi quelli non sottoposti a VIA. La necessità di un accordo restituirebbe ai proprietari un potere negoziale che era stato perduto in ottemperanza all&#8217;emergenza energetica in accordo con l&#8217;obiettivo del Testo Unico FER di assicurare la massima diffusione degli impianti da fonti rinnovabili anche a costo di espropriazioni. <strong><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-red-color">Il Testo Unico FER considera, infatti, tutti gli impianti FER di</mark></strong> <strong><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-red-color">pubblica utilità, indifferibili e urgenti</mark></strong>. Questo implicava la possibilità di esproprio per tutti i progetti FER, a prescindere dalla potenza e dalla tipologia. La definizione di &#8220;soggetto proponente&#8221; sembra ora e per fortuna in contraddizione con la natura pubblica delle opere. <strong><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-red-color">Se il Testo Unico FER venisse approvato nella versione attuale, potrebbe essere messa in discussione la possibilità di ricorrere all&#8217;esproprio per gli impianti FER</mark></strong>. In assenza di modifiche, il tema dovrebbe essere risolto tramite la via giudiziaria.</p>



<p class="has-medium-font-size">Nei casi in cui è richiesta l&#8217;acquisizione di terreni rimane il pericolo che i proponenti <strong>ricorrano all&#8217;espropriazione per pubblica utilità, regolamentata dal D.P.R. n. 327/2001</strong> nel caso in cui non sia possibile raggiungere un accordo con i proprietari (4). </p>



<h3 id="una-strategia-virtuosa-praticabile-da-cittadini-virtuosi">Una strategia virtuosa praticabile da cittadini virtuosi</h3>



<p class="has-medium-font-size">La <a href="https://www.filierevirtuoseitalia.it/">Associazione Filiere Virtuose</a> AFV propone di reagire all&#8217;esproprio di terreni privati adibiti allo sfruttamento energetico con una controproposta che gli impianti diventino realmente di pubblica utilità essendone titolari i cittadini organizzati piuttosto che società private o multinazionali.<br>Il progetto prevede un investimento collettivo ai costi di realizzazione degli impianti attraverso una quota parte in kilowatt che sarà a disposizione di utenze domestiche (famiglie) e non domestiche (piccole imprese locali). <br>La <strong>contro-proposta</strong> di Filiere Virtuose Italia prevede quindi la <strong>realizzazione di impianti con opportuni riadattamenti e riconfigurazioni ad opera dei Cittadini</strong> che ne diverranno proprietari quale <strong>Comunità Cooperativa a “mutualità prevalente”</strong>(**). In questo modo si potranno estromettere gli speculatori proponenti e si potrà inverare il principio citato di “pubblica utilità”.<br><strong>La partecipazione ai costi di realizzazione sarà garantita attraverso l’acquisizione di una quota-parte in KW</strong>. La <strong>Comunità Coop. garantirà un impianto di produzione a tutte le utenze domestiche per proprio autoconsumo e per la vendita del surplus alle utenze non-domestiche con P.IVA</strong>.<br>La Comunità Coop. realizzando impianti di potenze importanti possono beneficiare di una economia di scala altrettanto importante con un impianto composto di tante singole stringhe (es. min. 3KW/cad.) di “proprietà” di ciascun Socio della Comunità Coop. <br>AFV ha configurato delle modalità di sostegno all’acquisto degli impianti comunitari anche per le utenze meno abbienti.<br>Il risultato sarà che i Cittadini virtuosi acquisiranno completa autosufficienza energetica anche perché la Comunità Coop. puó avere in proprietà più di un impianto o parco e guadagnare sulla vendita dell’elettricità alle utenze non-domestiche se soci della Cooperativa. <br>Tale condizione crea una importante economia<strong> i cui beneficiari sono solo i Cittadini i quali possono anche investire parte dei proventi in nuove attività, sempre cooperative, divenendo azionisti di produzione alimentare, turismo e cultura</strong> o altro. </p>



<p class="has-medium-font-size">I titolari degli impianti che verrebbero realizzati sarebbero così i Cittadini virtuosi e non le multinazionali. Questo per ora inedito stato di cose favorirebbe lo sviluppo di un nuovo Gestore energetico composto da una o piu Comunità Coop. di Cittadini, nuove economie e nuovi sviluppi dove gli azionisti sarebbero i Comitati formati da cittadini virtuosi. AFV ha promosso, tra l&#8217;altro, in quest&#8217;ottica, la produzione di 80 miliardi di m3 annui di biogas con l’uso delle canne selvatiche Arundo coltivabili su 3,5 milioni di terreni incolti. Il consumo annuo di gas in Italia è intorno ai 70 miliardi di metri cubi all&#8217;anno. </p>



<p class="has-normal-font-size">addendum del 12 gennaio 2024<br></p>



<div class="wp-block-media-text alignwide is-stacked-on-mobile"><figure class="wp-block-media-text__media"><img src="https://citynews-udinetoday.stgy.ovh/~media/original-hi/61871806759851/aquileia_foro_romano.jpg" alt=""/></figure><div class="wp-block-media-text__content">
<p class="has-normal-font-size">&#8220;Un <a href="https://www.udinetoday.it/cronaca/progetto-fotovoltaico-parco-archeologico-aquileia.html">mega progetto di impianto fotovoltaico mette a rischio il futuro </a>parco archeologico di Aquileia. L’impianto, di potenza nominale elettrica pari a 9.989 kWp, si estenderebbe su un’ampia superficie complessiva di 210.000 metri quadrati e avrebbe una vita stimata di 30-35 anni ed è previsto in località San Zili-Casa Bianca, a nord-est del centro abitato&#8221;.</p>
</div></div>



<p class="has-normal-font-size">addendum del 13 gennaio<br><a href="https://www.ilrestodelcarlino.it/reggio-emilia/cronaca/maxi-campi-fotovoltaici-tar-boccia-ricorsi-jqiar8mo">Maxi campi fotovoltaici, <strong>il Tar boccia i ricorsi.</strong> Il Comune: <strong>“Vincono i cittadini”</strong>. <strong>Bloccati due progetti<br>Il caso a Sant’Ilario</strong>. Non si escludono ricorsi al Consiglio di Stato delle aziende soccombenti: la Sun Gigawatt 1 srl, con sede a Milano; e la bresciana Neoen Renewables Italia srl</a></p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped">
<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.telecolor.net/2025/01/transizione-energetica-ed-espropri-con-cappello/"><img loading="lazy" width="1024" height="760" data-id="14121"  src="https://www.francescocappello.com/wp-content/uploads/2025/01/Schermata-2025-01-13-alle-15.36.33-1024x760.png" alt="" class="wp-image-14121" srcset="https://www.francescocappello.com/wp-content/uploads/2025/01/Schermata-2025-01-13-alle-15.36.33-1024x760.png 1024w, https://www.francescocappello.com/wp-content/uploads/2025/01/Schermata-2025-01-13-alle-15.36.33-300x223.png 300w, https://www.francescocappello.com/wp-content/uploads/2025/01/Schermata-2025-01-13-alle-15.36.33-768x570.png 768w, https://www.francescocappello.com/wp-content/uploads/2025/01/Schermata-2025-01-13-alle-15.36.33-640x475.png 640w, https://www.francescocappello.com/wp-content/uploads/2025/01/Schermata-2025-01-13-alle-15.36.33-120x90.png 120w, https://www.francescocappello.com/wp-content/uploads/2025/01/Schermata-2025-01-13-alle-15.36.33.png 1195w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.youtube.com/watch?v=Z86eqd4S-SU&amp;t=1615s"><img loading="lazy" width="1024" height="553" data-id="14122"  src="https://www.francescocappello.com/wp-content/uploads/2025/01/Schermata-2025-01-10-alle-20.15.41-1024x553.png" alt="" class="wp-image-14122" srcset="https://www.francescocappello.com/wp-content/uploads/2025/01/Schermata-2025-01-10-alle-20.15.41-1024x553.png 1024w, https://www.francescocappello.com/wp-content/uploads/2025/01/Schermata-2025-01-10-alle-20.15.41-300x162.png 300w, https://www.francescocappello.com/wp-content/uploads/2025/01/Schermata-2025-01-10-alle-20.15.41-768x415.png 768w, https://www.francescocappello.com/wp-content/uploads/2025/01/Schermata-2025-01-10-alle-20.15.41-1536x830.png 1536w, https://www.francescocappello.com/wp-content/uploads/2025/01/Schermata-2025-01-10-alle-20.15.41-640x346.png 640w, https://www.francescocappello.com/wp-content/uploads/2025/01/Schermata-2025-01-10-alle-20.15.41.png 1600w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>
</figure>



<p class="has-small-font-size">(*) Normativa espropri: <a href="https://www.altalex.com/documents/codici-altalex/2012/03/20/testo-unico-sulle-espropriazioni-per-pubblica-utilita">https://www.altalex.com/documents/codici-altalex/2012/03/20/testo-unico-sulle-espropriazioni-per-pubblica-utilita</a> <br>(1) Terna è la società che gestisce la rete elettrica ad alta e altissima tensione in Italia. È una società per azioni quotata in Borsa. Lo Stato italiano possiede azioni di Terna attraverso Cassa Depositi e Prestiti (CDP), che detiene il 29,85% del suo capitale.<br>(2) dal canale Telegram No furto eolica Sardegna!<br>COSÌ TOLGONO LA TERRA AI SARDI CON LA SCUSA DEL GREEN E TAGLIANO I LORO ALBERI.<br>IL RACCONTO DI UN PROPRIETARIO ESPROPRIATO. Gianluca Melis è un proprietario di una delle tante terre espropriate per far posto a delle gigantesche pale eoliche. La sua storia è la storia di tanti. “4 o 5 mesi fa è iniziato il processo di esproprio del terreno”, racconta. Il nostro terreno, come tutti i terreni limitrofi in quella zona, un’area di 17 ettari, è stato in parte comprato e in parte espropriato da Tyrrhenian Link (Terna) per mettere delle pale eoliche e per creare una centrale di accumulo di energia con inquinanti batterie di grandissime dimensioni, al litio, che tratterranno l’energia prodotta in Sardegna per poi venderla in altre parti d’Italia, collegando il tutto dalla Sardegna alla Sicilia.Tutto parte con un discorso di pubblica utilità, ma la pubblica utilità non c’è, perché sono aziende private che vengono qui in Sardegna a deturpare il territorio e non solo dove sono io a Selargius, ma in tutta la Sardegna. In questi giorni verranno espropriati altri 50 ettari solo nella zona di Selargius, per poi proseguire nei Comuni di Sìnnai, Quartu, Monserrato e in tutta la Sardegna.<br>Si parla di più di 4.500 pale, alte più di 200 metri. Il problema è il modus operandi, perché queste persone arrivano e ti fanno una proposta di acquisto ridicola.<br>Inizialmente, a me è stato proposto 1,80 euro al metro, perché la nostra terra, secondo loro, non vale niente. Eppure avevo piante di olivo della mia famiglia, piante di mandorlo, capperi, che sono un prodotto IGP della terra sarda, piante di frutta: in quei terreni producevo cibo per i Sardi! Dopo la richiesta di esproprio, superati i termini che vengono dati, 3 mesi, non ho venduto, non ho accettato i soldi, e dopo 30 giorni dal mio rifiuto, hanno iniziato l’esproprio. Il 12 luglio 2024 senza nessuna autorizzazione, sono entrati di notte con le ruspe, hanno distrutto tutto, buttato giù gli alberi, portato via gli ulivi senza averli registrati e senza aver seguito le leggi e le prassi che riguardano la Regione Sardegna per poter espiantare le piante di ulivo. Hanno distrutto piante di ginepro, hanno recintato, hanno demolito tutto quello che era l’impianto idrico del mio terreno, dove c’erano coltivate le piante messe da mio nonno e da mio padre. Quando decidono, ti portano via la terra con la forza grazie a leggi ingiuste e Istituzioni compiacenti. Con abitanti da tutta la Sardegna, abbiamo fatto un presidio permanente pacifico chiamato &#8220;La rivolta degli Ulivi&#8221; per 4 mesi per difendere la mia terra, dentro il mio terreno, ma ci hanno denunciato e hanno fatto un ordine di esproprio immediato con l’intervento delle forze dell’ordine. Sono venuti la Forestale, la Polizia di Stato, i Carabinieri, la Guardia di Finanza, la DIGOS, la Polizia Municipale. 400 agenti, con circa una quarantina di pattuglie, compresi gli idranti anti-sommossa, come se stessero mandando via dei terroristi. Un dispiego di energie pagato da noi con le tasse, i terreni espropriati con i soldi pubblici del PNNR, per far funzionare un lucroso sistema speculativo privato di vendita di energia. Di green non c’è niente. Perché ieri appena ci hanno mandato via, la Forestale ha strappato dalla terra 250 piante che avevamo piantato durante il presidio.<br>Con le ruspe sono entrati e hanno finito di demolire le piante che c’erano nei terreni e hanno iniziato a recintare tutto. Questo è il volere &#8220;green&#8221; dei nostri politici: distruggere le nostre campagne, distruggere la natura, recintare tutto, impedire alla gente di potersi fare anche una passeggiata. Questa zona, a tutt’oggi, è ancora tutta chiusa: ettari di terra circondati dalle forze dell’ordine, finché avranno recintato tutto impedendo alle persone di andare nei propri terreni. Questa è la realtà.Questo è il sistema di operare di questi speculatori: prendere quando non c’è nessuno, di notte, o con le forze dell’ordine e distruggere tutto.<br>(3) Il Decreto Semplificazioni (D.L. 77/2021, successivamente modificato e integrato) prevede, all&#8217;articolo 18, comma 1, lettera (a), paragrafo (1), disposizioni riguardanti la realizzazione di opere e infrastrutture strategiche connesse all&#8217;attuazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) e del Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima (PNIEC).<br>Dettagli della normativa:</p>



<ul class="has-small-font-size"><li>La norma si riferisce esplicitamente alla priorità di implementazione delle opere necessarie per raggiungere gli obiettivi del PNRR e del PNIEC.</li><li>Queste opere vengono identificate come &#8220;strategiche&#8221; e godono di procedure accelerate per l&#8217;approvazione e la realizzazione, con l&#8217;obiettivo di rispettare le scadenze previste a livello nazionale e comunitario.</li></ul>



<h3 class="has-small-font-size" id="collegamento-all-allegato-i-bis-del-regolamento-ue-2018-1999">Collegamento all&#8217;Allegato I bis del Regolamento UE 2018/1999:</h3>



<ul class="has-small-font-size"><li>L&#8217;Allegato I bis di tale Regolamento europeo stabilisce le modalità per il monitoraggio e la comunicazione degli interventi relativi agli obiettivi energetici e climatici a livello europeo.</li><li>Esso prevede una stretta sinergia tra i piani nazionali (come il PNIEC) e le strategie comunitarie, richiedendo che gli Stati membri identifichino le infrastrutture e gli investimenti prioritari per contribuire agli obiettivi di sostenibilità.</li></ul>



<p class="has-small-font-size">In sintesi, questa disposizione normativa facilita la pianificazione e l&#8217;esecuzione delle infrastrutture e opere necessarie per la transizione energetica e climatica, inserendole in un quadro procedurale snello e integrato con gli obiettivi europei.</p>



<p class="has-small-font-size">Le procedure accelerate previste dal <strong>Decreto Semplificazioni</strong> (D.L. 77/2021 e s.m.i.) includono disposizioni relative all&#8217;espropriazione dei terreni necessari per la realizzazione di opere e infrastrutture strategiche legate al PNRR e al PNIEC. Queste disposizioni sono finalizzate a garantire il rispetto delle scadenze e l&#8217;efficace esecuzione dei progetti ritenuti prioritari.</p>



<h3 class="has-small-font-size" id="dettagli-sull-espropriazione">Dettagli sull&#8217;espropriazione:</h3>



<ol class="has-small-font-size"><li><strong>Iter semplificato</strong>:<ul><li>L&#8217;espropriazione per pubblica utilità può essere avviata con procedure più snelle rispetto a quelle ordinarie.</li><li>Le autorizzazioni e i permessi necessari vengono centralizzati o ridotti in termini di tempistiche.</li></ul></li><li><strong>Dichiarazione di pubblica utilità</strong>:<ul><li>Le opere incluse nel PNRR e nel PNIEC, identificate come strategiche, vengono automaticamente considerate di pubblica utilità, urgenza e indifferibilità. Questo status è essenziale per avviare l&#8217;espropriazione.</li></ul></li><li><strong>Modalità di attuazione</strong>:<ul><li>La legge prevede che i terreni possano essere acquisiti temporaneamente o definitivamente per la costruzione di infrastrutture come parchi eolici, fotovoltaici, reti elettriche, gasdotti o altre opere correlate.</li><li>L&#8217;indennizzo ai proprietari viene stabilito secondo i criteri previsti dalla normativa sull&#8217;espropriazione per pubblica utilità.</li></ul></li><li><strong>Riferimenti normativi</strong>:<ul><li>L&#8217;articolo 18 del D.L. 77/2021 disciplina molti aspetti relativi alla semplificazione, tra cui l&#8217;accesso ai terreni.</li><li>Il Testo Unico sulle Espropriazioni (D.P.R. 327/2001) continua a costituire la base normativa, integrato dalle semplificazioni introdotte dal Decreto Semplificazioni.</li></ul></li></ol>



<p class="has-small-font-size">In sintesi, <strong>le procedure accelerate consentono di ricorrere all&#8217;espropriazione dei terreni come strumento necessario per la realizzazione tempestiva delle opere strategiche, garantendo al contempo il rispetto dei diritti dei proprietari attraverso adeguati meccanismi di compensazione</strong>.<br>(4) Il decreto fa riferimento a diverse normative, tra cui: la legge 7 agosto 1990, n. 241, recante «Nuove norme in materia di procedimento amministrativo e di diritto di accesso ai documenti amministrativi», il decreto del Presidente della Repubblica 8 giugno 2001, n. 327, recante «Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di espropriazione per pubblica utilità». La legge 241/1990 è la legge generale che disciplina il procedimento amministrativo e in alcuni casi prevede il silenzio assenso come strumento di semplificazione amministrativa. Il D.P.R. 327/2001 disciplina le espropriazioni per pubblica utilità, e anche in questo caso, a seconda del contesto, potrebbe trovare applicazione la procedura di silenzio assenso. Nel contesto specifico del decreto-legge, si prevede che il Ministero dell&#8217;ambiente e della sicurezza energetica definisca un meccanismo per lo sviluppo di nuova capacità di generazione di energia elettrica da fonti rinnovabili da parte delle imprese energivore. Questo processo potrebbe coinvolgere <strong>procedimenti amministrativi in cui la procedura di silenzio assenso potrebbe trovare applicazione</strong>, in base alla normativa di riferimento.<br>(**) Le coop a mutualità prevalente svolgono la loro attività prevalentemente in favore dei soci, consumatori o utenti di beni e servizi; <br><strong>si</strong> avvalgono prevalentemente, nello svolgimento della loro attività, delle prestazioni lavorative dei soci;</p>



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