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	<title>Propaganda &#8211; Seminare Domande [www.pangeanotizie.it]</title>
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	<description>Seminare domande in ognuno matura e germina risposte: voce e nuovo potere – Danilo Dolci</description>
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	<title>Propaganda &#8211; Seminare Domande [www.pangeanotizie.it]</title>
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		<title>Gli studenti di Comiso a scuola di guerra</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesco Cappello]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 09 May 2026 21:29:07 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[L&#8217;immagine di quegli studenti ammassati intorno a un elicottero militare sulla pista dell&#8217;aeroporto di Comiso non è solo un&#8217;operazione di propaganda, ma un vero e proprio affronto alla memoria storica del nostro territorio e un tradimento della funzione educativa della scuola Vedere adolescenti sorridenti mentre toccano con mano macchine da guerra dimostra quanto sia profonda&#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div style='display:none;' class='shareaholic-canvas' data-app='share_buttons' data-title='Gli studenti di Comiso a scuola di guerra' data-link='https://www.francescocappello.com/2026/05/09/gli-studenti-di-comiso-a-scuola-di-guerra/' data-app-id-name='category_above_content'></div>
<h2 id="l-immagine-di-quegli-studenti-ammassati-intorno-a-un-elicottero-militare-sulla-pista-dell-aeroporto-di-comiso-non-e-solo-un-operazione-di-propaganda-ma-un-vero-e-proprio-affronto-alla-memoria-storica-del-nostro-territorio-e-un-tradimento-della-funzione-educativa-della-scuola">L&#8217;immagine di quegli studenti ammassati intorno a un elicottero militare sulla pista dell&#8217;aeroporto di Comiso non è solo un&#8217;operazione di propaganda, ma un vero e proprio affronto alla memoria storica del nostro territorio e un tradimento della funzione educativa della scuola</h2>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignleft size-large is-resized"><img loading="lazy" src="https://www.francescocappello.com/wp-content/uploads/2026/05/image-1-614x1024.png" alt="" class="wp-image-18593" width="428" height="713" srcset="https://www.francescocappello.com/wp-content/uploads/2026/05/image-1-614x1024.png 614w, https://www.francescocappello.com/wp-content/uploads/2026/05/image-1-180x300.png 180w, https://www.francescocappello.com/wp-content/uploads/2026/05/image-1-640x1067.png 640w, https://www.francescocappello.com/wp-content/uploads/2026/05/image-1.png 768w" sizes="(max-width: 428px) 100vw, 428px" /></figure></div>



<p class="has-medium-font-size">Vedere adolescenti sorridenti mentre toccano con mano macchine da guerra dimostra quanto sia profonda l&#8217;opera di rimozione collettiva messa in atto dalle istituzioni in quello stesso luogo che, solo pochi decenni fa, negli anni della guerra fredda, è stato l&#8217;epicentro del rischio atomico in Europa, dimostra quanto sia profonda l&#8217;opera di rimozione collettiva messa in atto dalle istituzioni. Questo &#8220;corso di cultura aeronautica&#8221; non è altro che una verniciatura di entusiasmo tecnologico stesa sopra una realtà brutale: la trasformazione di un&#8217;area civile in un avamposto bellico.<br>Dobbiamo ricordare che l&#8217;aeroporto &#8220;Pio La Torre&#8221;, oggi teatro di queste gite scolastiche, poggia le sue fondamenta sul vecchio scalo di Magliocco, <strong>che negli anni &#8217;80 divenne la più grande base missilistica della NATO nel Mediterraneo</strong>. Nel 1981, il governo decise unilateralmente di installarvi <strong>112 missili Cruise a testata nucleare</strong>, trasformando la Sicilia in un bersaglio primario per un eventuale olocausto nucleare. In quegli anni, la &#8220;cultura&#8221; che si respirava a Comiso non era quella dei sorrisi e dei crediti formativi, ma quella della paura e della militarizzazione forzata di un intero territorio, sottratto alla sua vocazione civile per servire logiche di sterminio planetario. </p>



<p class="has-medium-font-size">Contro quell&#8217;orrore sorse uno dei movimenti pacifisti più straordinari e trasversali della storia italiana ed europea. Migliaia di donne e uomini, attivisti locali e figure nazionali come Pio La Torre, si schierarono in prima fila per denunciare quella follia. Il &#8220;Campo della Pace&#8221; di Comiso divenne un laboratorio di resistenza nonviolenta, dove obiettori di coscienza e cittadini comuni si opponevano fisicamente ai blocchi della polizia per impedire l&#8217;ingresso dei convogli militari. Quella era la vera pedagogia: l&#8217;educazione alla pace, al dissenso critico e alla difesa della vita contro la logica dei blocchi contrapposti.</p>



<p class="has-medium-font-size">Oggi, invece, la scuola sceglie di portare i ragazzi in quello stesso luogo <strong>non per raccontare la storia di quella resistenza o per spiegare i pericoli del riarmo</strong>, <strong>ma per farli familiarizzare con la gerarchia e la tecnologia militare, presentandola come un&#8217;opportunità di carriera seducente</strong>. È un paradosso amaro che un aeroporto intitolato a Pio La Torre &#8211; che proprio per la sua lotta contro i missili e la mafia venne assassinato &#8211; <strong>venga oggi usato per normalizzare la presenza delle forze armate tra i banchi di scuola</strong>. Invece di stimolare il pensiero critico sui conflitti attuali, si preferisce trasformare gli studenti in spettatori passivi di una potenza bellica che si traveste da orientamento professionale, cancellando con un colpo di spugna decenni di lotte per la smilitarizzazione e la sovranità dei territori. Vedere colonnelli e tenenti parlare di &#8220;valori&#8221; e &#8220;cultura&#8221; in una conferenza stampa presieduta dal sindaco di Comiso è l&#8217;emblema della militarizzazione dei territori che avevamo denunciato. La presenza del sindaco non è solo un atto formale, ma rappresenta la resa della politica civile alla logica delle stellette: l&#8217;amministrazione locale vende come &#8220;crescita per il territorio&#8221; quello che in realtà è il suo asservimento. <strong>La vera pedagogia è l&#8217;educazione alla pace e al dissenso, non l&#8217;ammirazione per i mezzi della Difesa</strong>. È tragicamente ironico che oggi si portino i ragazzi in quello stesso luogo senza menzionare questa storia di resistenza, <strong>vendendo come &#8220;crescita per il territorio&#8221; quello che è in realtà un arruolamento soft di una gioventù privata di prospettive</strong>.</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-2 is-cropped">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="1024" height="583" data-id="18585"  src="https://www.francescocappello.com/wp-content/uploads/2026/05/photo_2026-05-09_20-38-42-1024x583.jpg" alt="" class="wp-image-18585" srcset="https://www.francescocappello.com/wp-content/uploads/2026/05/photo_2026-05-09_20-38-42-1024x583.jpg 1024w, https://www.francescocappello.com/wp-content/uploads/2026/05/photo_2026-05-09_20-38-42-300x171.jpg 300w, https://www.francescocappello.com/wp-content/uploads/2026/05/photo_2026-05-09_20-38-42-768x437.jpg 768w, https://www.francescocappello.com/wp-content/uploads/2026/05/photo_2026-05-09_20-38-42-640x365.jpg 640w, https://www.francescocappello.com/wp-content/uploads/2026/05/photo_2026-05-09_20-38-42.jpg 1280w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="1024" height="586" data-id="18587"  src="https://www.francescocappello.com/wp-content/uploads/2026/05/photo_2026-05-09_20-38-29-1024x586.jpg" alt="" class="wp-image-18587" srcset="https://www.francescocappello.com/wp-content/uploads/2026/05/photo_2026-05-09_20-38-29-1024x586.jpg 1024w, https://www.francescocappello.com/wp-content/uploads/2026/05/photo_2026-05-09_20-38-29-300x172.jpg 300w, https://www.francescocappello.com/wp-content/uploads/2026/05/photo_2026-05-09_20-38-29-768x440.jpg 768w, https://www.francescocappello.com/wp-content/uploads/2026/05/photo_2026-05-09_20-38-29-640x367.jpg 640w, https://www.francescocappello.com/wp-content/uploads/2026/05/photo_2026-05-09_20-38-29.jpg 1280w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="1024" height="586" data-id="18586"  src="https://www.francescocappello.com/wp-content/uploads/2026/05/photo_2026-05-09_20-37-58-1024x586.jpg" alt="" class="wp-image-18586" srcset="https://www.francescocappello.com/wp-content/uploads/2026/05/photo_2026-05-09_20-37-58-1024x586.jpg 1024w, https://www.francescocappello.com/wp-content/uploads/2026/05/photo_2026-05-09_20-37-58-300x172.jpg 300w, https://www.francescocappello.com/wp-content/uploads/2026/05/photo_2026-05-09_20-37-58-768x439.jpg 768w, https://www.francescocappello.com/wp-content/uploads/2026/05/photo_2026-05-09_20-37-58-640x366.jpg 640w, https://www.francescocappello.com/wp-content/uploads/2026/05/photo_2026-05-09_20-37-58.jpg 1280w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>
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<p class="has-medium-font-size">Non a caso nel <a href="https://www.videomediterraneo.it/notizie/attualita/corso-di-2-settimane-al-pio-la-torre-comiso/">servizio di <em>Video Mediterraneo</em></a>, la narrazione insiste su termini come &#8220;<strong>opportunità gratuita</strong>&#8221; e &#8220;<strong>passione</strong>&#8220;, <strong><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-red-color">agendo come un anestetico sociale che presenta l&#8217;Aeronautica Militare come un&#8217;innocua agenzia educativa anziché un corpo d&#8217;armata</mark></strong>. Il video celebra il &#8220;battesimo del volo&#8221; per 180 studenti senza mai interrogarsi sul perché lo Stato investa risorse in punti validi per concorsi militari tra i banchi di scuola, invece di potenziare l&#8217;istruzione civile. </p>



<p class="has-medium-font-size">Molti di questi corsi vengono inseriti nei percorsi per le competenze trasversali e l&#8217;orientamento, nonché PCTO &#8211; ex alternanza scuola-lavoro). Quando un&#8217;attività militare permette di accumulare ore necessarie per il diploma, non siamo più davanti a una scelta libera, ma a un incentivo sistemico. È eticamente discutibile che lo Stato<strong> premi con crediti scolastici</strong> l&#8217;apprendimento di &#8220;competenze&#8221; legate alla gerarchia e all&#8217;uso di mezzi militari invece che a settori civili, sociali o umanitari. </p>



<p class="has-medium-font-size">Un&#8217;operazione di marketing istituzionale ufficialmente si traduce in &#8220;Cultura Aeronautica&#8221; ma la scuola non dovrebbe essere un bacino di utenza per la ricerca di personale della Difesa. Utilizzare l&#8217;autorità dell&#8217;istituzione scolastica per dare accesso privilegiato a una Forza Armata <strong>significa fare propaganda politica ed economica, orientando le scelte di vita dei ragazzi verso la carriera militare prima ancora che abbiano sviluppato una piena coscienza critica</strong>.</p>



<p class="has-medium-font-size">La pericolosità di questa normalizzazione è ancora più evidente nel contesto attuale, che vede la Sicilia trasformata in un&#8217;isola-portaerei esposta a conflitti globali su più fronti. Mentre gli ufficiali sorridono in conferenza stampa a Comiso, a pochi chilometri di distanza la base di <strong>Sigonella</strong> opera come hub strategico per droni e operazioni nel Mar Nero e in Medio Oriente, mentre il sistema <strong>MUOS di Niscemi</strong> garantisce le comunicazioni satellitari necessarie per coordinare guerre a migliaia di chilometri di distanza, rendendo il territorio siciliano parte integrante e attiva di ogni lancio di missile o attacco aereo  per coordinare guerre su scala locale e transcontinentale. Contemporaneamente, lo scalo di <strong>Trapani Birgi</strong> è stato convertito nel fulcro per l&#8217;addestramento dei caccia di quinta generazione <strong>F-35</strong>, un potenziamento bellico fortemente voluto dal Ministro Crosetto <strong>che cristallizza pericolosamente il ruolo dell&#8217;isola come piattaforma d&#8217;attacco </strong>nel mediterraneo.<br>Portare le scuole significa voler normalizzare questa presenza ingombrante e pericolosa, <strong>convincendo le nuove generazioni che vivere in un bersaglio sensibile sia un privilegio tecnologico anziché una condanna geopolitica</strong>. È un paradosso amaro che una scuola pubblica, invece di interrogarsi sul ruolo dei sistemi d&#8217;arma attuali che partono dalle nostre coste per alimentare conflitti esterni, scelga di trasformare gli studenti in spettatori passivi della propria militarizzazione, cancellando decenni di lotte per la smilitarizzazione e la sovranità civile.</p>



<p class="has-medium-font-size">La &#8220;pericolosità&#8221; di questa narrazione risiede nella sua capacità di rendere invisibile il rischio geopolitico: si convince la popolazione e gli studenti che la presenza militare sia un fattore di prestigio e sicurezza, mentre <strong>ogni giorno che passa la Sicilia si trasforma in un bersaglio sensibile sempre più esposto alle rappresaglie di una guerra globale su più fronti</strong>. È così che l&#8217;elicottero militare HH-139 diventa un conteso sfondo per selfie, cancellando la memoria dei missili Cruise e delle lotte pacifiste degli anni &#8217;80 <strong>per sostituirla con una lucida e silenziosa accettazione della guerra come orizzonte inevitabile e, addirittura, desiderabile</strong>.</p>



<p class="has-medium-font-size">Analizzare il servizio di <em>Video Mediterraneo</em> attraverso la stessa lente critica significa scoperchiare il meccanismo della &#8220;normalizzazione&#8221; che i media locali, spesso involontariamente, alimentano. Nel video relativo al corso di cultura aeronautica del maggio 2026 a Comiso, assistiamo a un perfetto esempio di propaganda istituzionale travestita da cronaca giornalistica, dove l&#8217;entusiasmo per il &#8220;volo&#8221; oscura completamente la natura bellica dell&#8217;istituzione che lo promuove. La narrazione televisiva, insistendo su termini come &#8220;opportunità gratuita&#8221;, &#8220;passione&#8221; e &#8220;sogno&#8221;, agisce come un anestetico sociale: presenta l&#8217;Aeronautica Militare non come un corpo d&#8217;armata impegnato in teatri di guerra, ma come un&#8217;agenzia educativa o un club sportivo per adolescenti.<br>Il servizio sottolinea con enfasi la partecipazione di 180 studenti provenienti da Ragusa, Modica, Vittoria e Comiso, ma evita accuratamente di interrogarsi sul perché lo Stato investa risorse in &#8220;punti validi per i concorsi militari&#8221; proprio tra i banchi di scuola, invece di potenziare l&#8217;istruzione civile. Vedere il Colonnello Pietropaoli e il Tenente Colonnello Tega parlare di &#8220;valori&#8221; e &#8220;cultura&#8221; in una conferenza stampa presieduta dal sindaco di Comiso è l&#8217;emblema di quella militarizzazione dei territori che avevamo denunciato. La presenza del sindaco Maria Rita Schembari non è solo un atto formale, ma rappresenta la resa della politica civile alla logica delle stellette: l&#8217;amministrazione locale vende come &#8220;crescita per il territorio&#8221; quello che in realtà è l&#8217;arruolamento soft di una gioventù privata di prospettive.<br>È tragicamente ironico che il video venga girato all&#8217;aeroporto &#8220;Pio La Torre&#8221; senza che venga mai menzionato il sangue versato da La Torre proprio per opporsi a quella stessa logica militare. Mentre la giornalista descrive con leggerezza il &#8220;battesimo del volo&#8221; per i sedicenni, il contesto taciuto è quello di una Sicilia che, tra Sigonella e il MUOS di Niscemi, è diventata il braccio operativo di conflitti devastanti in Medio Oriente e nel Mar Nero. Il servizio omette che quegli stessi ufficiali che sorridono ai ragazzi appartengono a una Forza Armata che coordina droni d&#8217;attacco e supporta operazioni logistiche per gli F-35 di Trapani Birgi, mezzi progettati non per &#8220;cultura&#8221; o &#8220;passione&#8221;, ma per la distruzione.</p>



<p class="has-medium-font-size">L&#8217;Articolo 11 della Costituzione Italiana recita che &#8220;L&#8217;Italia ripudia la guerra&#8221; ma la presenza fisica dei militari nelle classi e negli aeroporti come docenti rompe la neutralità che la scuola dovrebbe garantire. <strong>La scuola dovrebbe insegnare a mettere in discussione il concetto di forza, non a celebrarne l&#8217;efficienza tecnologica</strong>. Portare gli studenti di Comiso, un luogo che storicamente ha vissuto tensioni fortissime legate all&#8217;installazione di missili nucleari negli anni &#8217;80, aggiunge un carico di insensibilità storica non indifferente.</p>



<p class="has-medium-font-size">La &#8220;pericolosità&#8221; di questa narrazione risiede nella sua capacità di rendere invisibile il rischio geopolitico: si convince la popolazione e gli studenti che la presenza militare sia un fattore di prestigio e sicurezza, mentre ogni giorno che passa la Sicilia si trasforma in un bersaglio sensibile sempre più esposto alle rappresaglie di una guerra globale su più fronti. </p>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignleft size-large is-resized"><img loading="lazy" src="https://www.francescocappello.com/wp-content/uploads/2026/05/photo_2026-05-09_20-38-07-1024x582.jpg" alt="" class="wp-image-18596" width="468" height="266" srcset="https://www.francescocappello.com/wp-content/uploads/2026/05/photo_2026-05-09_20-38-07-1024x582.jpg 1024w, https://www.francescocappello.com/wp-content/uploads/2026/05/photo_2026-05-09_20-38-07-300x170.jpg 300w, https://www.francescocappello.com/wp-content/uploads/2026/05/photo_2026-05-09_20-38-07-768x436.jpg 768w, https://www.francescocappello.com/wp-content/uploads/2026/05/photo_2026-05-09_20-38-07-640x364.jpg 640w, https://www.francescocappello.com/wp-content/uploads/2026/05/photo_2026-05-09_20-38-07.jpg 1280w" sizes="(max-width: 468px) 100vw, 468px" /></figure></div>



<p class="has-medium-font-size">Tuttavia non disperiamo, sarà bellissimo perché ai primi classificati nella graduatoria finale del corso sarà data in premio la possibilità di vivere l&#8217;esperienza di un volo con la Pattuglia Acrobatica Nazionale, le celebri <strong>Frecce Tricolori</strong> ossia l&#8217;elemento culminante della <strong>strategia di seduzione</strong> messa in atto nelle scuole. L&#8217;evocazione delle Frecce Tricolori funge, infatti, da vera e propria <strong>esca emotiva</strong>. Si utilizza l&#8217;eccellenza acrobatica &#8211; universalmente percepita come uno spettacolo estetico e patriottico &#8211; per trasformare quello che è a tutti gli effetti <strong>un addestramento e una selezione militare in un concorso a premi o in un talent show</strong>. Il &#8220;volo con le Frecce&#8221; diventa il premio finale che acceca gli studenti, impedendo loro di vedere la realtà strutturale della Forza Armata: un&#8217;istituzione gerarchica il cui scopo ultimo non è fare acrobazie colorate, ma esercitare la violenza bellica. </p>



<p class="has-medium-font-size">Le Frecce Tricolori sono il &#8220;reparto marketing&#8221; della Difesa, un velo di bellezza e orgoglio nazionale sopra la realtà cruda dei mezzi operativi. Il fumo tricolore serve a nascondere il fumo delle esplosioni nei teatri di guerra dove l&#8217;Aeronautica è realmente impegnata. È l&#8217;estetica del volo che viene usata per anestetizzare l&#8217;etica della pace: si insegna ai ragazzi ad ammirare la precisione di una manovra acrobatica affinché non si pongano domande sulla precisione chirurgica dei bombardamenti né sui genocidi in corso.</p>



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		<title>BERSAGLI DI GUERRA</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesco Cappello]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 09 May 2026 14:38:24 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[«Se le guerre possono essere iniziate dalle bugie, la Pace può essere iniziata dalla verità» Julian Assange, Trafalgar Square, Londra, 8 ottobre 2011 Il sistema della propaganda di guerra, consistente in sistematica disinformazione istituzionalizzata, è un’arma complementare all’uso strutturale del sistema militare industriale. Esso è atto alla riproduzione delle condizioni che legittimano pubblicamente l’esistenza del&#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div style='display:none;' class='shareaholic-canvas' data-app='share_buttons' data-title='BERSAGLI DI GUERRA' data-link='https://www.francescocappello.com/2026/05/09/bersagli-di-guerra/' data-app-id-name='category_above_content'></div>
<h4 id="se-le-guerre-possono-essere-iniziate-dalle-bugie-la-pace-puo-essere-iniziata-dalla-verita">«Se le guerre possono essere iniziate dalle bugie, la Pace può essere iniziata dalla verità»</h4>



<p class="has-text-align-right">Julian Assange, Trafalgar Square, Londra, 8 ottobre 2011</p>



<p class="has-text-align-justify has-medium-font-size" id="il-sistema-della-propaganda-di-guerra-consistente-in-sistematica-disinformazione-istituzionalizzata-e-un-arma-complementare-all-uso-strutturale-del-sistema-militare-industriale-esso-e-atto-alla-riproduzione-delle-condizioni-che-legittimano-pubblicamente-l-esistenza-del-sistema-di-guerra-ha-tra-gli-altri-il-compito-di-tenere-a-bada-il-potenziale-sollevamento-popolare-contro-di-esso-riaffermandone-le-presunte-ragioni-occultando-nel-contempo-la-costruzione-sistematica-delle-condizioni-che-ne-preparano-e-determinano-ciclicamente-l-avvento-presentato-immancabilmente-come-inevitabilel-eclissi-del-testimone-perche-bersagli-di-guerra-e-il-libro-che-non-potete-ignorare"><br>Il sistema della propaganda di guerra, consistente in sistematica disinformazione istituzionalizzata, è un’arma complementare all’uso strutturale del sistema militare industriale. Esso è atto alla riproduzione delle condizioni che legittimano pubblicamente l’esistenza del ‘sistema di guerra’; ha, tra gli altri, il compito di tenere a bada il potenziale sollevamento popolare contro di esso, riaffermandone le presunte ragioni, occultando nel contempo la costruzione sistematica delle condizioni che ne preparano e determinano ciclicamente l’avvento, presentato immancabilmente come inevitabile. </p>



<p class="has-medium-font-size"><strong>Ecco alcune delle &#8220;verità&#8221; veicolate dalla propaganda a noi più vicina atta a preparare e rendere accettabile la realtà orribile ed inumana della guerra</strong>: </p>



<p class="has-medium-font-size"><em>Draghi ha annuciato la necessità per l&#8217;Italia di schierarsi attivamente con l&#8217;Ucraina difendere i principi democratici dell&#8217;occidente. Non la costruzione della Pace ma l&#8217;ingresso in guerra contro la Russia a fianco dell&#8217;Ucraina</em>. </p>



<p class="has-medium-font-size"><em>Con l’Unione europea “<strong>Mai più guerre</strong>”! Era questa una delle frasi promozionali della bontà dell&#8217;Unione europea. Oggi la Ue usa lo “<strong>Strumento europeo per la pace</strong>” <strong>EPF</strong>, quali fondi per finanziare la guerra in Ucraina Queste le intenzioni originali:<br>“<strong>L&#8217;EPF European Facility Peace</strong> è uno strumento fuori bilancio volto a consolidare la capacità dell&#8217;Unione di: <strong>prevenire i conflitti</strong> &#8211; <strong>costruire la pace</strong> &#8211; <strong>rafforzare la sicurezza internazionale</strong>”.</em></p>



<p class="has-medium-font-size"><em>La NATO non si espanderà di un solo pollice ad Est</em>. </p>



<p class="has-medium-font-size"><em>La Russia ha invaso l&#8217;Ucraina. La guerra è tra Russia e Ucraina &#8211; anche se gli Stati Uniti, il regno della democrazia, hanno coerentemente finanziato con 5 miliardi il colpo di stato nazista a Maidan del 2014 e con più di duecento miliardi ad oggi la guerra alla Russia per interposta Ucraina &#8211; per difenderne l&#8217;integrità territoriale dalle mire espansionistiche russe che ora si si sono estese a tutta l&#8217;Europa</em>. </p>



<p class="has-medium-font-size"><strong>Il mondo reale è fatto di sfumature, ma la propaganda le cancella per offrire una narrazione binaria dove esiste solo il bene contro il male</strong></p>



<p class="has-medium-font-size">Ogni problema sociale o economico viene semplificato, banalizzato, fino a farlo diventare uno slogan. In questo modo, si offre al pubblico una soluzione rassicurante e immediata che non richiede sforzi cognitivi.</p>



<p class="has-medium-font-size">Un&#8217;idea isolata può essere ignorata, ma un messaggio che viene ripetuto rimbalzando incessantemente tra media, discorsi e conversazioni quotidiane finisce per essere assorbito come un fatto naturale. Le persone sono indotte a confondere la familiarità con la verità: più si sente ripetere una dichiarazione, più essa sembra plausibile.</p>



<p class="has-medium-font-size">Nell’era pandemica così come nell’attuale era bellica è evidente come si parli alla pancia delle persone solleticando la paura (la creazione del nemico), la rabbia o il desiderio di appartenenza. Quando un individuo è spaventato o si sente minacciato, la sua capacità di analisi critica si spegne, lasciando spazio a reazioni viscerali che lo rendono facilmente manovrabile. A questo si aggiunge l&#8217;illusione dell&#8217;unanimità, ovvero la sensazione che &#8220;tutti la pensino così&#8221;.&nbsp;</p>



<p class="has-medium-font-size">Nessuno vuole sentirsi isolato, e vedere una massa che si muove in una direzione spinge anche i più scettici a seguire acriticamente le maggioranze per puro spirito di sopravvivenza sociale.</p>



<p class="has-medium-font-size">Inoltre la propaganda più raffinata non inventa mai tutto di sana pianta, ma manipola elementi di verità. Prende un fatto reale, lo decontestualizza e lo mescola a pregiudizi già radicati nella cultura popolare. In questo modo, il messaggio non appare come un&#8217;imposizione esterna, ma come la conferma di un sapere diffuso. È un meccanismo che non punta a informare, ma a confermare, costruendo una bolla dove il dissenso non viene solo messo a tacere, ma reso invisibile.&nbsp;</p>



<p class="has-medium-font-size"><strong><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-red-color">La prima indispensabile difesa avviene grazie a quei giornalisti a caccia della verità cosa oggi possibile solo se si è disposti a rischiare la propria vita</mark></strong><br></p>



<h2 id="criticita-idee-e-prospettive-per-i-giornalisti-nelle-aree-di-crisi">Criticità, idee e prospettive per i giornalisti nelle aree di crisi</h2>



<h3 id="il-sistema-della-propaganda-di-guerra-consistente-in-sistematica-disinformazione-istituzionalizzata-e-un-arma-complementare-all-uso-strutturale-del-sistema-militare-industriale-esso-e-atto-alla-riproduzione-delle-condizioni-che-legittimano-pubblicamente-l-esistenza-del-sistema-di-guerra-ha-tra-gli-altri-il-compito-di-tenere-a-bada-il-potenziale-sollevamento-popolare-contro-di-esso-riaffermandone-le-presunte-ragioni-occultando-nel-contempo-la-costruzione-sistematica-delle-condizioni-che-ne-preparano-e-determinano-ciclicamente-l-avvento-presentato-immancabilmente-come-inevitabilel-eclissi-del-testimone-perche-bersagli-di-guerra-e-il-libro-che-non-potete-ignorare"><strong>L&#8217;eclissi del testimone: </strong>quella che segue è una recensione del volume &#8220;<a href="https://www.ibs.it/search/?subsearch=true&amp;filterPublisher=Idrovolante+edizioni&amp;filterProduct_type=ITBOOK&amp;query=bersagli%20di%20guerra&amp;format=json&amp;channel=ibs&amp;productsPerPage=25&amp;page=1&amp;filterProduct_type_description=Libri&amp;useAsn=True">Bersagli di guerra</a>&#8220;, un’opera che squarcia il velo sulla condizione del moderno reporter di guerra</h3>



<p class="has-medium-font-size">In un mondo dove le immagini dei conflitti arrivano sui nostri cellulari in tempo reale, circola un’illusione pericolosa: quella di sapere tutto. Ma chi sono gli occhi che ci permettono di vedere? E, soprattutto, quanto costa oggi quegli occhi tenerli aperti? <strong>&#8220;<a href="https://www.ibs.it/search/?subsearch=true&amp;filterPublisher=Idrovolante+edizioni&amp;filterProduct_type=ITBOOK&amp;query=bersagli%20di%20guerra&amp;format=json&amp;channel=ibs&amp;productsPerPage=25&amp;page=1&amp;filterProduct_type_description=Libri&amp;useAsn=True">Bersagli di guerra</a>&#8220;</strong> (Idrovolante Edizioni, 2025) non è semplicemente un libro; <strong>è un’autopsia del giornalismo contemporaneo condotta sul campo di battaglia</strong>. Attraverso le voci di chi ha calpestato il fango delle trincee e ha respirato la polvere delle macerie, il volume denuncia una realtà brutale: la scritta &#8220;PRESS&#8221;, un tempo scudo inviolabile, è diventata la croce di un mirino.<br>Quello che emerge dalle <strong>pagine curate dall&#8217;Associazione Liberamente Umani</strong> è un grido d&#8217;allarme  lanciato da chi il fronte lo vive davvero. La tesi di fondo è tanto semplice quanto agghiacciante: <strong>nell&#8217;era dei droni guidati dall&#8217;intelligenza artificiale e della guerra dell&#8217;informazione totale, il giornalista è passato da osservatore neutrale a &#8220;bersaglio legittimo&#8221; da eliminare per spegnere la luce sulla realtà</strong>. </p>



<p class="has-medium-font-size"><strong>Maria Laura Scifo</strong> apre il volume con una fredda, necessaria <strong>contabilità del dolore</strong>. Se <strong>tra il 1990 e il 2003</strong> le morti tra gli operatori dei media erano state <strong>300</strong>, <strong><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-red-color">il ventennio successivo ha visto un’impennata spaventosa: 1.668 giornalisti uccisi, con una media di 80 all&#8217;anno</mark></strong>. Scifo denuncia come l&#8217;<strong>Articolo 79 della Convenzione di Ginevra</strong>, che dovrebbe tutelare i reporter come civili, sia ormai ridotto a &#8220;carta straccia&#8221;. L&#8217;aspetto più inquietante è <strong>l&#8217;ingresso dell&#8217;Intelligenza Artificiale</strong> nella gestione della morte: <strong>software che identificano i giornalisti come bersagli da eliminare attraverso il riconoscimento facciale, rendendo il testimone un &#8220;obiettivo legittimo&#8221; per le macchine</strong>.</p>



<h4 class="has-medium-font-size" id="nel-solco-delle-grandi"><strong>Nel solco delle grandi</strong></h4>



<p class="has-medium-font-size">Il libro rende omaggio alla nobile stirpe di <strong>Martha Gellhorn, Marie Colvin, Ilaria Alpi e Shireen Abu Akleh</strong>. Sono queste donne ad aver definito l&#8217;essenza del giornalismo di guerra: &#8220;<strong><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-red-color">essere presenti qui e ora</mark></strong>&#8220;. Ed ecco svelata una verità amara: <strong>oggi, quando i reporter non sono usati come megafoni della propaganda, vengono eliminati per impedire che la verità emerga dalle pieghe del &#8220;fake news&#8221; e delle veline ufficiali</strong>.</p>



<h4 id="la-verita-come-scelta-esistenziale"><strong>La verità come scelta esistenziale</strong></h4>



<p class="has-medium-font-size">Eliseo Bertolasi esplora la dimensione esistenziale e antropologica del <strong>corrispondente</strong>. Raccontando la sua esperienza nel Donbass, mette in luce come il giornalismo di guerra non sia solo cronaca, ma una ricerca profonda di senso di fronte alla morte. La sua analisi si sposta sulla necessità di preservare la memoria contro l&#8217;oblio e la propaganda, in un contesto dove la verità è frammentata e profondamente soggettiva. In &#8220;La soggettività irrinunciabile&#8221;, Bertolasi abbatte il mito dell&#8217;imparzialità. Basandosi su dieci anni di esperienza ininterrotta nel Donbass, egli<strong> sostiene che davanti alla distruzione la neutralità è un&#8217;utopia o, peggio, un&#8217;omertà</strong>. Il suo è il racconto di chi ha sofferto e amato insieme alla popolazione civile, <strong>rivendicando il diritto del reporter di essere un essere umano prima che un registratore di fatti</strong>. È una lezione di onestà intellettuale che invita il lettore a prendere posizione.</p>



<h4 class="has-medium-font-size" id="il-vuoto-di-potere-e-la-morale-etica"><strong>Il vuoto di potere e la morale etica</strong></h4>



<p class="has-medium-font-size">Niccolò Salvioni e Luca Foschi <strong>esplorano le macerie del diritto internazionale</strong>. In un sistema dove non esiste un&#8217;autorità superiore capace di far rispettare le convenzioni,<strong> il diritto viene sostituito da &#8220;principi etici&#8221; fluttuanti e manipolabili</strong>. Qui emerge il concetto di &#8220;<strong>Quinto Potere</strong>&#8220;: le piattaforme digitali che, se da un lato possono documentare violazioni in tempo reale, dall&#8217;altro creano uno spazio di manipolazione e disinformazione che rende la democrazia vulnerabile. La denuncia qui riguarda la crisi del sistema internazionale, incapace di far rispettare i diritti umani di base e sempre più sostituito da una &#8220;morale politica&#8221; fluttuante.</p>



<h4 class="has-medium-font-size" id="nel-labirinto-di-azovstal"><strong>Nel labirinto di Azovstal</strong></h4>



<p class="has-medium-font-size"><strong>Daniele Dell&#8217;Orco</strong> offre una delle testimonianze più vivide ed emblematiche del libro. Racconta il suo ingresso nell&#8217;acciaieria Azovstal a Mariupol, poche settimane dopo la fine di uno degli assedi più violenti della storia moderna. Tra mine antiuomo e trappole esplosive, Dell&#8217;Orco spiega perché <strong>la distinzione legale tra giornalista &#8220;civile&#8221; e &#8220;corrispondente militare&#8221; (embedded) sia spesso puramente teorica</strong>. La sua è una denuncia della &#8220;fluidità&#8221; pericolosa in cui si muovono i freelance: senza le tutele dei grandi network, i giornalisti indipendenti devono spesso muoversi &#8220;embedded&#8221; (aggregati) con gli eserciti per poter testimoniare, diventando però automaticamente obiettivi per la controparte. Dell&#8217;Orco svela una realtà inquietante: spesso sono gli stessi militari a chiedere ai reporter di non identificarsi come tali, perché<strong> la parola &#8220;PRESS&#8221; attira il fuoco dei cecchini e dei droni più di una divisa</strong>.</p>



<h4 class="has-medium-font-size" id="l-era-di-lavender"><strong>L&#8217;era di &#8220;Lavender&#8221;</strong></h4>



<p class="has-medium-font-size">Il volume si chiude affrontando l&#8217;abisso di Gaza. Hanieh Tarkian cita l&#8217;uso di &#8220;Lavender&#8221;, una macchina AI che dirige i bombardamenti identificando bersagli con minima supervisione umana. <strong>La morte di oltre 140 giornalisti in quest&#8217;area</strong> non è vista come un incidente, ma come un &#8220;effetto agghiacciante&#8221; che mira a scoraggiare chiunque voglia raccontare ciò che accade nelle aree di crisi. La prospettiva della presidenza svizzera dell&#8217;OSCE nel 2026 viene indicata come l&#8217;ultima spiaggia per riportare questi temi al centro dell&#8217;agenda globale.</p>



<p class="has-medium-font-size">&#8220;Bersagli di guerra&#8221; non è una lettura consolatoria. Vi farà infuriare per l&#8217;impunità diffusa e vi commuoverà per il coraggio di chi, nonostante tutto, non smette di cercare quel &#8220;piccolo lumicino&#8221; di verità che lotta contro il buio. È un libro per chi non si accontenta delle &#8220;veline&#8221; di propaganda e vuole capire perché, oggi, raccontare la verità sia diventato l&#8217;atto più pericoloso del mondo. Se volete capire perché oggi informarsi correttamente è un atto di resistenza civile, dovete leggere questo libro. È la storia di un diritto fondamentale che sta morendo, e di quegli uomini e donne che sono disposti a morire per non lasciarlo svanire.</p>



<p>© COPYRIGHT Seminare domande<br><em>divieto di riproduzione senza citazione della fonte</em> </p>



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		<title>Canone inverso anche per Valery Gergiev. Firma la Petizione &#8216;NO CENSURE DI GUERRA!&#8217;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesco Cappello]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 21 Jul 2025 14:03:35 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Valery Gergiev]]></category>
		<category><![CDATA[Vincenzo De Luca]]></category>
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					<description><![CDATA[Opponiamoci all&#8217;ennesima campagna di odio anti-russo che alimenta l&#8217;idea malsana di un popolo nemico che ci minaccia, e la legittimazione e la preparazione della guerra contro di esso Firma la petizione NO CENSURE DI GUERRA! Nel film Canone inverso ( a partire da 1,24), una fiction letteraria, basata sul romanzo omonimo di Paolo Maurensig del&#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div style='display:none;' class='shareaholic-canvas' data-app='share_buttons' data-title='Canone inverso anche per Valery Gergiev. Firma la Petizione &#039;NO CENSURE DI GUERRA!&#039;' data-link='https://www.francescocappello.com/2025/07/21/canone-inverso-anche-per-valery-gergiev-firma-la-petizione-si-al-concerto-di-caserta-no-al-suo-annullamento/' data-app-id-name='category_above_content'></div>
<h2 id="opponiamoci-all-ennesima-campagna-di-odio-anti-russo-che-alimenta-l-idea-malsana-di-un-popolo-nemico-che-ci-minaccia-e-la-legittimazione-e-la-preparazione-della-guerra-contro-di-esso-firma-la-petizione-no-censure-di-guerra">Opponiamoci all&#8217;ennesima campagna di odio anti-russo che alimenta l&#8217;idea malsana di un popolo nemico che ci minaccia, e la legittimazione e la preparazione della guerra contro di esso<br>                     Firma la petizione <strong><a href="https://www.petizioni.com/no_censure_di_guerra">NO CENSURE DI GUERRA!</a></strong></h2>



<p class="has-medium-font-size">Nel <a href="https://www.dailymotion.com/video/x8o63po">film <strong><em>Canone inverso</em></strong></a> ( a partire da 1,24), una <strong>fiction letteraria</strong>, basata sul romanzo omonimo di Paolo Maurensig del 1996, durante un concerto nell’accademia musicale di Praga, i nazisti irrompono e <strong>impediscono di suonare a tutti i musicisti di origine ebraica</strong>. In particolare, vengono arrestati la celebre pianista <strong>Sophie Levi</strong>, il violinista <strong>David Blau</strong> (figlio ebreo del barone), e tutti gli altri studenti ebrei presenti — incluso Jeno Varga, che pur non essendo ebreo di nascita, viene espulso dall’accademia per solidarietà e legami con gli studenti colpiti dalle leggi razziali. </p>



<p class="has-medium-font-size">Era già successo: al direttore d’orchestra <strong>Valery Gergiev</strong>, <a href="https://www.huffingtonpost.it/esteri/2022/02/28/news/non_prende_le_distanze_da_putin_sala_esclude_valery_gergiev_dal_podio_della_scala-8857443/">era già stato impedito di dirigere la <em>Dama di picche</em> di Cajkovskij alla Scala di Milano</a>, in programma il 5 marzo del 2022, perché russo e &#8220;putiniano&#8221;. <br>Di recente, Valery Gergiev, il maestro russo, era atteso il 27 luglio 2025 al <em><strong>festival Un’Estate da Re</strong></em> presso la Reggia di Caserta <strong><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-cyan-blue-color">in cui era previsto che suonassero affiancate l&#8217;Orchestra Filarmonica “G. Verdi” di Salerno e i solisti dell’Orchestra del Teatro Mariinskij di San Pietroburgo</mark></strong> [1] <strong>ma oltre 700 intellettuali, premi Nobel, attivisti e parlamentari europei </strong>hanno firmato due<strong> lettere aperte</strong> indirizzate a <strong>Ursula von der Leyen</strong> e al <strong>governatore della Campania Vincenzo De Luca</strong>, <strong><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-red-color">chiedendo e ottenendo la cancellazione del concerto e un’inchiesta sui fondi pubblici eventualmente utilizzati per promuovere eventi legati alla propaganda russa</mark></strong> (vedi <a href="https://www.ansa.it/sito/notizie/cronaca/2025/07/18/lettera-dei-nobel-e-16.000-firme-stop-al-concerto-di-gergiev-a-caserta_0e928135-227f-4e66-af16-650d7a3a5b84.html">Ansa</a>). Allo scopo è stata lanciata una <strong>petizione on line dall’Associazione dei Russi Liberi</strong>. I firmatari propongono, inoltre, <strong>un fondo culturale europeo dedicato agli artisti dissidenti</strong>, in contrasto con la “propaganda culturale” statale russa.<br>Tra i promotori delle proteste figura <strong>Yulia Navalnaya</strong>, vedova di Alexei Navalny (vedi <a href="https://www.francescocappello.com/2024/02/17/navalny-una-vita-finanziata-dagli-usa-per-diffondere-il-nazismo-in-russia/">Navalny, una vita finanziata dagli USA per diffondere il nazismo in Russia</a>), che definisce il concerto un “dono al dittatore” Putin.<br>La vicepresidente del Parlamento Europeo, <strong>l&#8217;immancabile Pina Picierno</strong>, ha denunciato che l’evento potrebbe legittimare simbolicamente il regime russo. In un post su <strong>X</strong> e successivamente in un’intervista al <em>Corriere del Mezzogiorno</em>, Picierno ha definito Gergiev <strong>“fiancheggiatore del Cremlino”</strong>, sottolineando che farlo esibire con <strong>soldi dei contribuenti</strong> equivarrebbe a favoreggiare un regime che considera criminale. Ha perciò chiesto al presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, di <strong>modificare il cartellone</strong> per evitare “che i soldi dei contribuenti finiscano nelle tasche di un fiancheggiatore di un regime criminale” <a href="https://www.ecaserta.com/news/33738362374/direttore-d-orchestra-russo-alla-reggia-la-picierno-e-un-fiancheggiatore-del-cremlino">liberoquotidiano.it</a>. In un&#8217;altra dichiarazione al <em>Corriere del Mezzogiorno</em> ha ribadito: <strong>“Gergiev è, senza dubbio, un grande maestro, ma purtroppo è anche un sostenitore di un dittatore criminale”</strong>, aggiungendo che il concerto rappresenta <strong>“una tattica di propaganda del regime di Putin per manipolare l’opinione pubblica”</strong> <a href="https://elpais.com/cultura/2025-07-15/el-regreso-del-director-de-orquesta-propagandista-de-putin-valery-gergiev-con-un-concierto-en-italia-provoca-una-intensa-polemica.html">elpais.com</a>. Trionfalmente oggi dichiara &#8220;<strong>Abbiamo lottato, abbiamo vinto</strong>&#8221; e rilancia organizzando una manifestazione nel luogo e nel giorno in cui avrebbe dovuto tenersi il concerto mentre nella sala stampa della Camera hanno inscenato una conferenza dal titolo &#8220;<strong>Cultura o propaganda?</strong>&#8220;. </p>



<p class="has-medium-font-size"><strong>La Regione Campania </strong>che aveva inizialmente confermato l’evento e difeso l’iniziativa quale gesto di diplomazia culturale e dialogo ha ora ceduto alle pressioni annunciando l&#8217;annullamento del concerto. Il governo italiano con il vicepremier e ministro degli Esteri Antonino Tajani se ne sono lavate le mani precisando che il concerto era stato organizzato dalla Regione Campania e non dal governo centrale, quindi l’esecutivo nazionale non avrebbe responsabilità dirette sull’evento perché estraneo alla sua organizzazione.</p>



<p class="has-medium-font-size"><strong>Le associazioni ucraine in Italia</strong> avevano minacciato che se l’evento con Valery Gergiev non fosse stato annullato loro avrebbero <strong>acquistato i biglietti per partecipare al concerto trasformandolo in una manifestazione dall’interno</strong>. <strong><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-red-color">La conseguenza reale di questa minaccia avrà certamente contribuito alla decisione di cedere alle richieste di annullamento per il rischio di problemi di sicurezza e di ordine pubblico</mark></strong>. (<a href="https://europaradicale.eu/gergiev-gli-ucraini-si-associano-allappello-di-europa-radicale-chiedendo-di-annullare-il-concerto/">https://europaradicale.eu/gergiev-gli-ucraini-si-associano-allappello-di-europa-radicale-chiedendo-di-annullare-il-concerto/</a>)</p>



<p class="has-medium-font-size">Quello di Gergiev è purtroppo solo uno dei troppi casi di questa ignobile pratica, diventata quasi consuetudine nel nostro paese, e che <strong>non può non far venire in mente i modi e le pratiche nazifasciste della propaganda di guerra contro gli ebrei. Diffondere l&#8217;idea di un popolo nemico e la necessità di prepararsi alla guerra per armarsi sino ai denti e affrontarlo militarmente</strong>.<br>Elenchiamo di seguito alcuni di questi tristi episodi di cui il nostro paese dovrebbe vergognarsi (vedi <a href="https://www.francescocappello.com/2025/01/13/continua-la-russofoba-censura-dellarte-dello-sport-e-della-scienza-russe/">Continua la Russofoba censura dell’arte, dello sport e della scienza russe</a>)</p>



<p><strong>Valentina Lisitsa</strong> (Pianista): Concerti cancellati a Venezia (aprile 2023) e Lerici (luglio 2022).<br><strong>Denis Matsuev</strong> (Pianista): Concerti annullati, incluso quello a Genova (maggio 2023).<br><strong>Sergei Polunin</strong> (Ballerino): Spettacolo annullato al Teatro Arcimboldi di Milano.<br><strong>Anna Netrebko</strong> (Soprano): Concerti e opere annullati, inclusa “Adriana Lecouvreur” alla Scala di Milano.<br><strong>Nikolay Luganskiy</strong> (Pianista): Critiche e richieste di boicottaggio per un concerto programmato a Padova.<br><strong>Anna Netrebko</strong> (Soprano): Concerti annullati alla Scala di Milano.<br><strong>Nikolay Luganskiy</strong> (Pianista): Critiche e richieste di boicottaggio per un concerto programmato a Padova.<br><a href="https://corrieredelveneto.corriere.it/notizie/padova/cronaca/23_dicembre_08/il-pianista-filo-putin-che-suono-sulle-macerie-del-teatro-di-mariupol-sara-in-concerto-a-padova-annullatelo-81e3ab73-9ac3-430a-b2f1-f7164896cxlk.shtml"><strong>Alexander Romanovsky</strong></a> (Pianista): è riuscito a suonare tra mille proteste al conservatorio di Padova. Il Comune ha ritirato il patrocinio all’evento.<br><strong><a href="https://www.francescocappello.com/2025/01/13/continua-la-russofoba-censura-dellarte-dello-sport-e-della-scienza-russe/">Ildar Abdrazakov</a></strong> il prestigioso basso russo escluso dalla produzione del “Don Carlo” di Giuseppe Verdi.</p>



<p class="has-medium-font-size">Come si vede Gergiev è solo la più recente vittima dell&#8217;ormai imperante “<strong>cancel culture</strong>” che attacca gli artisti come forma di propaganda di guerra e che non ha risparmiato la cultura letteraria, la scienza, lo sport, la religione russa (vedi <a href="https://www.francescocappello.com/2025/01/13/continua-la-russofoba-censura-dellarte-dello-sport-e-della-scienza-russe/">Continua la Russofoba censura dell’arte, dello sport e della scienza russe</a>).</p>



<p class="has-medium-font-size">L&#8217;Italia non è sola a promuovere queste operazioni di propaganda bellica atte alla costruzione del nemico e alla conseguente ineluttabilità del riarmo e della guerra. Nel caso di Valery Gergiev, la Filarmonica di Monaco, la Scala di Milano, il Carnegie Hall, il Verbier Festival e il Festival Internazionale di Edimburgo hanno già rifiutato collaborazioni con il direttore d&#8217;orchestra russo. Peter Gelb, direttore generale del Metropolitan Opera di New York, aveva definito la scelta italiana come “propaganda culturale in nome di Putin” e una decisione frutto di «corruzione morale, debolezza e forse ingenuità». </p>



<p class="has-medium-font-size">Ecco alcuni stralci della dichiarazione ufficiale inviata il 13 luglio 2025 dal Congresso Mondiale degli Ucraini (Pavlo Grod) e da <strong>36 associazioni ucraine attive in Italia</strong>, in occasione del Forum delle Comunità Ucraine a Roma: “<strong>Non diventate complici dell’aggressore russo! Non legalizzate la politica criminale del Cremlino!</strong>” «<strong>Questo concerto, finanziato con fondi pubblici, segna il ritorno simbolico di Gergiev sulla scena culturale europea. Non si tratta di un atto neutrale. È un gesto politico, che rischia di legittimare il regime che rappresenta e la violenza che continua a scatenare</strong>» .<br>Il messaggio diretto alle autorità italiane coinvolte: «Valery Gergiev non ha mai preso una distanza pubblica dal regime russo; è un ambasciatore di Putin, un suo sodale; esibirsi alla Reggia di Caserta sarebbe un insulto per le vittime ucraine», «L’evento non è musica, non è arte, non è cultura: è un luccicante biglietto da visita del dittatore del Cremlino, un lasciapassare per le sue atrocità», «Concedere un palcoscenico prestigioso come la Reggia a un simile personaggio è un insulto quotidiano agli ucraini che ogni giorno subiscono attacchi e deportazioni».</p>



<p class="has-medium-font-size">Qualche voce critica, seppur flebile, si era levata anche nel mondo della politica. <strong>Ivan Scalfarotto</strong> (senatore di Italia Viva) aveva dichiarato che pur essendo fermamente contrario a Putin, vietare un artista per ragioni politiche è un errore pericoloso. Secondo lui, Gergiev «<strong>viene per dirigere, non per fare campagna politica</strong>»: <strong>censurare l’arte rischia di renderci simili a ciò che pretendiamo di combattere</strong>. <br><strong>Alfredo Antoniozzi</strong>, deputato e vice‑capogruppo di <strong>Fratelli d’Italia</strong>, ha criticato le richieste di proibire il concerto del direttore d’orchestra <strong>Valery Gergiev</strong> affermando che “se i cittadini russi devono pagare per gli errori del loro presidente, staremmo promuovendo una sorta di genocidio culturale” e ha aggiunto ironicamente che “probabilmente la onorevole Picierno vorrebbe oggi proibire l’ingresso in Italia anche a Fëdor Dostoevskij, se fosse vivo”.<br><strong>Vincenzo De Luca</strong>, presidente della Regione Campania, aveva sostenuto che cultura e politica non dovrebbero mescolarsi: “Non accettiamo logiche di preclusione o interruzione del dialogo, perché non aiuta la pace”. La sua istanza era che il concerto non avesse scopo propagandistico, ma che fosse un atto culturale che avrebbe favorito il dialogo.<br>Il ministro della Cultura <strong>Alessandro Giuli</strong> aveva precisato che «l’arte è libera e non può essere censurata», anche se contemporaneamente aveva espresso preoccupazione sul rischio che l’evento potesse involontariamente servire alla propaganda russa. Per lui, l’arte e la propaganda rimangono ambiti distinti.</p>



<p class="has-medium-font-size"><strong>Il Ministro della Cultura Alessandro Giuli, Presidente Regione Campania Vincenzo De Luca, il Sindaco di Caserta Carlo Marino, il direttore artistico Antonio Marzullo, hanno ora ceduto allineandosi prontamente alle richieste di annullamento del concerto</strong>. </p>



<h4 id="un-momento-in-cui-la-luce-dell-arte-ha-illuminato-l-oscurantismo-della-propaganda-e-compiuto-la-propria-missione-universale-superare-le-divisioni"><strong>Un momento in cui la luce dell’arte ha illuminato l’oscurantismo della propaganda e compiuto la propria missione universale: superare le divisioni</strong></h4>



<p class="has-medium-font-size">Allo stesso esito si era giunti nel caso di <strong>Valentina Lisitsa</strong>, che si sarebbe dovuta esibire a Venezia, presso il teatro La Fenice, che però annunciò, nel dicembre 2022, la cancellazione del suo concerto perché rea di aver suonato sulle macerie della città riconquistata di Mariupol. In quel caso <strong>la decisione di un nutrito gruppo di intellettuali, insieme a Byoblu</strong>, trovò il modo più efficace di opporsi al barbaro ostracismo contattandola ed invitandola ad esibirsi in Italia. Byoblu, in collaborazione con la nostra Pangea Grandangolo, organizzò l’evento musicale che si tenne il 29 aprile e che fu poi trasmesso, in esclusiva, sabato 6 maggio. <a href="https://youtu.be/P8-Nv7u7g-4">Qui la registrazione di quel memorabile evento</a>. Successivamente il comitato organizzatore lavorò al suo ritorno in Italia per “<strong>Ponti di Musica</strong>”, uno straordinario concerto evento, organizzato proprio in quella Venezia che aveva respinto l&#8217;esibizione della celebre pianista russo-ucraina<em>. <br>La musica di Valentina ha costruito un ponte per unire i popoli e abbattere ogni forma di censura dell’arte.  <a href="https://youtu.be/14F6Unnn46w">Qui l&#8217;esibizione di Valentina Lisitsa&nbsp;insieme al maestro Mauro Valli</a>, virtuoso del violoncello, con un repertorio eccezionale che spazia da Bach&nbsp;a Beethoven&nbsp;fino a Liszt.</em> </p>



<p>Ricordiamo infine che se si impedisse al direttore d&#8217;orchestra russo V. Gergiev si configurerebbe una violazione di moltepici diritti sanciti dalla Costituzione italiana, le sue leggi e la Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo:</p>



<p id="art-21-liberta-di-manifestazione-del-pensiero"><strong>Art. 21</strong> – Libertà di manifestazione del pensiero<br>Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero “con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione”. L’arte rientra in questa protezione, e <strong>non può essere sottoposta a censura</strong> preventiva o selettiva.</p>



<p id="art-33-liberta-dell-arte-e-della-scienza"><strong>Art. 33</strong> – Libertà dell’arte e della scienza<br>“L’arte e la scienza sono libere e libero ne è l’insegnamento” sancisce che ogni opera artistica — musicale inclusa — possa essere espressa e presentata senza limitazioni ideologiche o nazionali.</p>



<p id="art-9-promozione-della-cultura"> <strong>Art. 9 </strong>– Promozione della cultura<br>La <strong>Repubblica promuove lo sviluppo della cultura</strong> e tutela il patrimonio artistico come elemento fondamentale di coesione e identità collettiva.<br>Bloccare un concerto del genere significherebbe andare contro il principio secondo cui lo Stato deve favorire l’accesso e la pluralità culturale.</p>



<p id="art-3-uguaglianza"><strong>Art. 3</strong> – Uguaglianza<br>L’art. 3 <strong>prevede uguaglianza formale e sostanziale tra i cittadini</strong>, vietando discriminazioni arbitrarie per nazionalità, opinioni politiche, ecc. Censurare un artista solo per la sua nazionalità rientrerebbe in una discriminazione non ragionevole.<br></p>



<p>Oltre alle violazioni costituzionali già indicate, la censura del concerto di Valery Gergiev <strong>per la nazionalità russa</strong> potrebbe configurare anche responsabilità dal punto di vista <strong>penale</strong>, secondo l’ordinamento italiano:</p>



<hr class="wp-block-separator"/>



<p id="art-604-bis-del-codice-penale-ex-legge-mancino">Art. 604‑bis del Codice Penale (ex Legge Mancino)</p>



<p id="1-propaganda-o-istigazione-a-discriminazione">1. <strong>Propaganda o istigazione a discriminazione</strong></p>



<p>Chiunque propaga idee di superiorità o incita alla discriminazione per motivi nazionali è punito con:</p>



<ul><li>reclusione fino a <strong>1 anno e 6 mesi</strong> oppure</li><li>multa fino a <strong>6 000 €</strong></li></ul>



<p id="2-istigazione-o-provocazione-alla-violenza">2. <strong>Istigazione o provocazione alla violenza</strong></p>



<p>Chi incita o commette atti di violenza per motivi basati sulla nazionalità è punito con:</p>



<ul><li>reclusione da <strong>6 mesi a 4 anni</strong>.</li></ul>



<p id="3-partecipazione-o-assistenza-a-organizzazioni-discriminatorie">3. <strong>Partecipazione o assistenza a organizzazioni discriminatorie</strong></p>



<p>Chi supporta o partecipa ad associazioni che discriminano per nazionalità può incorrere in:</p>



<ul><li>reclusione da <strong>6 mesi a 4 anni</strong>,</li><li>chi dirige tali organizzazioni da <strong>1 a 6 anni</strong>.</li></ul>



<p id="4-circostanza-aggravante-art-604-ter">4. <strong>Circostanza aggravante (art. 604‑ter)</strong></p>



<p>Ogni reato commesso con finalità discriminatorie o di odio nazionale può essere aggravato con aumento della pena fino alla <strong>metà</strong>.</p>



<hr class="wp-block-separator"/>



<p class="has-medium-font-size">Avevamo cominciato a raccogliere le firme della petizione <strong><a href="https://www.petizioni.com/no_censure_di_guerra">NO CENSURE DI GUERRA!</a></strong> quando è arrivata la notizia del suo annullamento. <strong>A maggior ragione vi chiediamo di aderire firmando</strong> per protestare contro questa barbara e pericolosa operazione di propaganda bellica. Abbiamo bisogno di costruire Ponti di Pace e la musica ha esattamente questo ruolo universale di comunanza e comunicazione alta tra i popoli. <br>Per firmare clicca <a href="https://www.petizioni.com/no_censure_di_guerra">qui</a> <a href="https://www.petizioni.com/no_censure_di_guerra">https://www.petizioni.com/no_censure_di_guerra</a><br><br>A seguire l&#8217;appello della <a href="https://www.petizioni.com/no_censure_di_guerra">petizione</a> <br><br><strong>NO CENSURE DI GUERRA! </strong></p>



<p><strong>L’Arte e la Cultura non accettano censure di guerra</strong><br><br>Mentre era in corso la campagna per cancellare il Concerto del direttore d’orchestra russo Valery Gergiev, programmato per il 27 luglio 2025 nella Reggia di Caserta, abbiamo redatto l’Appello “Sì al Concerto di Caserta” pubblicandolo online la mattina del 21 luglio. Poche ore dopo è stato annunciato che il Concerto era stato annullato dalla Direzione della Reggia di Caserta con la motivazione che “la presenza del direttore d&#8217;orchestra russo, criticato per le sue posizioni ritenute vicine a Putin, aveva suscitato forti polemiche e si temeva per possibili manifestazioni di protesta organizzate da associazioni ucraine per domenica sera.”<br>La Vicepresidente del Parlamento Europeo Pina Picerno, animatrice della campagna, esulta: “Abbiamo vinto! La Campania non ospiterà un ambasciatore di Putin. Ci vediamo domenica sera con le bandiere dell&#8217;Europa, davanti alla Reggia, per celebrare la forza e la bellezza della democrazia”, dopo aver minacciato di interrompere violentemente il Concerto con gruppi ucraini infiltrati nel pubblico, noncurante di violare la stessa Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo (come spiega il nostro Appello).<br>Alla luce di questi fatti, e di altri analoghi che si stanno preparando, è ancora più importante sottoscrivere l’Appello per dare un concreto segnale che esiste un’Italia decisa a difendere i princìpi basilari della nostra Costituzione e della Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo.<br><br>APPELLO<br>Noi sottoscritti denunciamo l’isterica campagna di odio anti-russo, lanciata con una lettera alla Presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen e al Presidente della Campania Vincenzo De Luca, che ha imposto la cancellazione del Concerto del direttore d’orchestra russo Valery Gergiev che avrebbe dovuto tenersi il 27 luglio nella Reggia di Caserta. Gergiev avrebbe diretto l’Orchestra filarmonica del Teatro G. Verdi di Salerno con solisti dell’Orchestra del Teatro Mariinskij di San Pietroburgo, nell’esecuzione di Verdi, Čajkovskij e Ravel.<br>Valery Gergiev, uno dei massimi direttori d’orchestra contemporanei, era stato rimosso nel 2022 dal suo incarico di Direttore della Scala perché non aveva risposto alla lettera con cui il Sindaco di Milano Giuseppe Sala gli imponeva la condizione di prendere posizione contro il suo stesso Paese nel conflitto con l’Ucraina. Proseguendo sulla stessa linea, la Vicepresidente del Parlamento Europeo Pina Picierno(PD) e gli altri firmatari hanno chiesto di cancellare il Concerto di Gergiev a Caserta per “togliere visibilità a una figura che è apertamente connivente e complice di una linea politica che l&#8217;Europa, su altro versante, aborrisce e contrasta”, sottolineando che “l&#8217;Arte non è mai apolitica in tempo di guerra”.<br>Tutto questo viola principi fondamentali della Costituzione Italiana e della Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo: non solo dissacrando il principio che riconosce come l’Arte e la Scienza siano libere (art. 33Cost. e art.10 Cedu) e negando il diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione (art. 21 Cost. e art.9 Cedu), ma soprattutto ponendosi in aperto contrasto con il divieto di discriminazione previsto dall’art.3 della nostra Costituzione e dall’art.14 della Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo che, non ammettendoderoghe, sancisce che il godimento dei diritti e delle libertà riconosciuti nella Convenzione deve essere assicurato senza alcuna discriminazione per le opinioni politiche o per l’origine nazionale.<br>Discriminare un artista, di qualunque Paese sia, in base alla sua appartenenza nazionale e imporgli ricatti politici sostenendo che “l’Arte non è mai apolitica in tempo di guerra”, significa attuare la forma di aggressione più insidiosa: alimentare l’odio verso un intero popolo, verso la sua intera cultura, per diffondere l’idea di un nemico che ci minaccia e giustificare così ogni azione contro di esso.<br>Al contrario di quanto sostengono coloro che hanno imposto la cancellazione del Concerto di Gergiev a Caserta, proprio in tempo di guerra è necessario costruire ponti di dialogo tra i popoli attraverso l’Arte e la Cultura.<br>Per questo ci appelliamo a tutti i cittadini che non vogliono essere travolti da questo sempre più disastroso meccanismo di guerra, perché sottoscrivano questo Appello contro i tentativi, come quelli iin atto, di minare le basi stesse della democrazia sancita dalla nostra Costituzione e dalla Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo a cui ripetutamente ci richiamiamo.</p>



<p class="has-text-align-center has-large-font-size">Firma la petizione <strong><a href="https://www.petizioni.com/si_al_concerto_di_caserta">NO CENSURE DI GUERRA!</a></strong></p>



<p>[1] <strong>Orchestra protagonista:</strong> <strong><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-cyan-blue-color">Orchestra Filarmonica “G. Verdi” di Salerno, affiancata da solisti dell’Orchestra del Teatro Mariinskij di San Pietroburgo</mark></strong>. <strong>Direttore d’orchestra:</strong> <strong>Valery Gergiev</strong> Programma musicale serata: <br><strong>G. Verdi</strong> – <em>Ouverture da “La forza del destino”</em><br><strong>Pëtr Il’ič Čajkovskij</strong> – <em>Sinfonia n. 5 in Mi minore, Op. 64</em><br><strong>Maurice Ravel</strong> – <em>Boléro</em></p>



<p>Addendum del 23 Luglio</p>



<p><a href="https://www.byoblu.com/2025/07/23/censura-di-guerra-il-nemico-russo-non-puo-esibirsi-in-italia-byoblu-origini/">BYOBLU  &#8211; CENSURA DI GUERRA: IL “NEMICO” RUSSO NON PUÒ ESIBIRSI IN ITALIA</a><br>Alla fine i concerti di Gergiev e Romanovsky sono stati annullati. La censura ha vinto, ma è già scattata una contropetizione per togliere il bavaglio alla cultura. Ne abbiamo parlato con Fabrizia Vaccarella, Manlio Dinucci e Berenice Galli.</p>



<p></p>



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