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	<title>protezionismo &#8211; Seminare Domande [www.pangeanotizie.it]</title>
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	<description>Seminare domande in ognuno matura e germina risposte: voce e nuovo potere – Danilo Dolci</description>
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	<title>protezionismo &#8211; Seminare Domande [www.pangeanotizie.it]</title>
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		<title>L&#8217;Occidente e le sue maggiori istituzioni in un vicolo cieco evolutivo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesco Cappello]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 May 2024 06:05:55 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style='display:none;' class='shareaholic-canvas' data-app='share_buttons' data-title='L&#039;Occidente e le sue maggiori istituzioni in un vicolo cieco evolutivo' data-link='https://www.francescocappello.com/2024/05/16/loccidente-e-le-sue-maggiori-istituzioni-in-un-vicolo-cieco-evolutivo/' data-app-id-name='category_above_content'></div>
<h2 id="la-grande-transizione-indotta-dalla-fine-della-globalizzazione-accelerata-dalla-guerra-nato-ue">La grande transizione in atto verso una riorganizzazione dei rapporti su scala mondiale, indotta dalla fine della globalizzazione, accelerata dalla guerra, potrà comportare il ridimensionamento della NATO e della stessa Ue, se non la loro implosione?<br>Possibile una contesa sull&#8217;Europa che potrebbe assumere i contorni di una vera e propria spartizione dei Paesi europei: quelli (in deficit) nell&#8217;orbita del vecchio mondo, quelli (in surplus) fortemente attratti dal nuovo mondo in costruzione</h2>



<p class="has-drop-cap has-medium-font-size" id="la-grande-transizione-indotta-dalla-fine-della-globalizzazione-accelerata-dalla-guerra-nato-ue">Ovviamente, assisteremo al tentativo del salvatore Draghi, inviato speciale del solito vecchio comando USA-NATO che utilizzando lo spauracchio del &#8220;comune nemico&#8221; russo cinese tenterà di &#8220;salvare&#8221; ancora una volta l&#8217;Europa facendone un superstato minimo iperliberista. Verrà proclamato che solo così l&#8217;Europa avrà speranza di recuperare la competitività perduta.<br>La &#8220;emergenza&#8221;, indotta artificiosamente, sarà utilizzata per spogliare ulteriormente gli stati dell&#8217;Unione della loro residua sovranità. A Draghi fa eco Monti che evoca la necessità di sangue e sacrifici per fare l&#8217;Europa. <br>Ai paesi europei sarà imposto di tenere impegnata la Federazione Russa trasformando le loro economie in economie di guerra, dedite al rafforzamento della sicurezza interna (prevenzione e controllo del conflitto sociale destinato a crescere) e della &#8220;difesa&#8221; comune. Allo scopo sarà dichiarata necessaria e perseguita sistematicamente (almeno nelle intenzioni) la costruzione di un comune sistema militare europeo con comando centralizzato USA, nell&#8217;illusione di abbattere l&#8217;orso russo al fine di sottrargli le risorse di cui l&#8217;Europa ha vitale bisogno. <br>Un tentativo disperato, destinato a fallire – si spera non a causa del fuoco atomico e del fallout radioattivo – che permetterà agli USA, se tutto va bene, di riequilibrare in parte la propria bilancia dei pagamenti continuando a vendere armi ed energia all&#8217;Europa, almeno finché quest&#8217;ultima sarà in grado di pagare il conto. </p>



<p class="has-medium-font-size" id="la-grande-transizione-indotta-dalla-fine-della-globalizzazione-accelerata-dalla-guerra-nato-ue"><strong>La speranza che il vecchio mondo aveva riposto nella guerra</strong>, di riaffermazione del proprio dominio su scala globale, a partire dalla balcanizzazione della Federazione Russa e dalla sua colonizzazione economica, con la conquista di immensi territori, ricchi di riserve di materie prime da parassitare che gli avrebbero portato nuova linfa e nuova vita si sta rivelando un enorme passo falso che rischia di accelerare la transizione verso il mondo nuovo multipolare, ormai concretato, ed in rapida evoluzione su scala globale; per rapidità di descrizione possiamo riferirci a questo universo in rapida formazione, espansione, sintesi e definizione, come a quello dei BRICS plus.   </p>



<p class="has-medium-font-size"><strong>Le sanzioni, i dazi, il sequestro e il congelamento delle riserve valutarie russe</strong> hanno causato il ridimensionamento delle relazioni col mondo orientale, hanno rallentato e persino bloccato la costruzione dei nuovi corridoi commerciali, a partire dalla nuova via della seta, il mar Rosso, il corridoio Nord-Sud russo, ecc.. Essi <strong>hanno rapidamente portato alla divisione del mondo in blocchi sempre meno comunicanti e alla accelerazione della fine della globalizzazione come l&#8217;abbiamo conosciuta e del relativo modello neoliberista che aveva ripreso vigore dopo la seconda metà degli anni &#8217;70</strong>. <br>Il processo di arroccamento dell&#8217;<em>Occidente allargato</em>, rispetto all&#8217;emersione del nuovo mondo, che si sta riorganizzando per autonomizzarsi dalle istituzioni occidentali, sta peraltro accelerando la dedollarizzazione in corso e fors&#8217;anche la costruzione di una nuova moneta dei BRICS (vedi il mio <a href="https://www.francescocappello.com/2023/05/11/un-mondo-nuovo-e-in-costruzione-una-seconda-occasione-che-il-mondo-non-deve-mancare/">Un mondo nuovo è in costruzione. Una seconda occasione che il mondo non deve mancare</a>). </p>



<h3 id="le-origini-geoeconomiche-del-conflitto"><strong>Le origini geoeconomiche del conflitto</strong> </h3>



<p class="has-medium-font-size">Dopo un lungo periodo di impiego del surplus orientale in forma di prestiti agli USA e all&#8217;Europa, tramite investimenti finanziari in titoli di Stato USA e Ue, malgrado l&#8217;innalzamento dei tassi di interesse di dollaro ed Euro, nel tentativo di renderli più appetibili, si assiste alla sostanziale volontà di ricollocamento del surplus orientale (tanti paesi vendono titoli occidentali e comprano oro) in investimenti infrastrutturali nello spazio BRICS in continuo ampliamento, in Medioriente, Africa, Sud America e ultimamente direttamente nello spazio europeo, in <a href="https://www.today.it/mondo/auto-elettriche-polizia-taiwan-viaggio-xi-serbia-ungheria.html">Serbia</a> (1) ed <a href="https://it.euronews.com/2024/05/09/xi-a-budapest-da-orban-cina-e-ungheria-firmano-16-accordi-di-cooperazione-da-ferrovie-al-n">Ungheria</a> (2), dove la Cina, per fare un esempio, intende costruire anche fabbriche per la produzione di auto elettriche e batterie ad alta tecnologia, bypassando così le misure protezionistiche europee (l&#8217;Ungheria essendo un paese dell&#8217;Unione) che tentano di salvare i loro investimenti nello stesso settore ben consci di come i prodotti cinesi risultino ormai di più alta qualità e prezzo assai inferiore rispetto ai corrispettivi europei. <br>Si aggiunga che il sistema produttivo europeo è fortemente penalizzato dagli alti costi delle materie prime, anche energetiche, a causa delle sanzioni alla Russia imposte dagli USA e che viceversa, la Cina ha potuto avvantaggiarsene aumentando enormemente gli scambi nel settore energetico con la Federazione Russa. <br>L’Occidente è in grande difficoltà con la Cina. Non può permettersi di considerarla un “rivale sistemico” e chiederle di interrompere la collaborazione con il suo partner strategico, la Russia, perché l&#8217;abbandono della Cina come partner commerciale implicherebbe la rinuncia a quasi 800 miliardi di dollari di inter scambio e questo comporterebbe un&#8217;ancor più rapido declino dell’economia europea.<br><strong>Il contentino Usa</strong> di imporre, in particolare, le proprie armi e la propria produzione di gas liquefatto (GNL) al mercato europeo (per ricevere la quale l&#8217;Europa ha dovuto sostenere le relative spese di infrastrutturazione di passaggio dal gas russo da tubo a quello da gasiera in prevalenza USA) si rivelerà alla lunga un grosso errore strategico. <strong>L&#8217;uso del dollaro, infatti, già diminuito del 20% negli ultimi anni, è sempre più ostacolato dallo stesso protezionismo aggressivo occidentale che pretende ormai di limitare i propri scambi al cortile di casa occidentale</strong>. </p>



<p class="has-medium-font-size">L&#8217;attacco alla Russia da parte degli USA, nello spazio europeo, che aveva lo scopo di impedire quel virtuoso e crescente connubio politico economico tra Europa e Federazione Russa, in grado, secondo le più ataviche paure angloamericane, di oscurare l&#8217;egemonia unipolare USA, ha sortito l&#8217;effetto di spingere la Federazione Russa verso la Cina, girando le spalle all&#8217;Occidente. <strong>La globalizzazione neoliberale è stata così letteralmente fatta a pezzi</strong>. <strong>I blocchi nel commercio mondiale e la relativa dedollarizzazione che ne consegu</strong>e, <strong>rischiano ora di minare le fondamenta stesse del neoliberismo globale e con esse le loro istituzioni belliche ed economiche</strong> col rischio che si consideri tragicamente di usare le prime quali via di uscita dalla trappola in cui l&#8217;Occidente si è ficcato non accettando la fine dell&#8217;ordine di Yalta e del successivo, necessario, ridimensionamento drastico dell&#8217;egemonia unipolare degli USA, esercitata a partire dal collasso dell&#8217;URSS. </p>



<p class="has-medium-font-size">Nel 1944 si aveva piena consapevolezza di come fosse necessario, dopo che il mondo aveva subito due conflitti mondiali e si trovava al cospetto di un modello di organizzazione socioeconomico alternativo a quello occidentale, quale quello sovietico, <strong>arrivare ad una riforma del sistema dei pagamenti internazionali imponendo la scambiabilità del dollaro con l&#8217;oro</strong>. Ciò sarebbe servito ad evitare grandi surplus e corrispondenti insanabili deficit (3) che immancabilmente conducono a tensioni che sfociano in conflitti tra Paesi il cui esito produce immancabilmente la &#8220;soluzione&#8221; militare. <br>In seguito la moneta americana si liberò dall&#8217;oro divenendo FIAT permettendo così una produzione illimitata di dollari senza più freni. Tale deregolamentazione, post Bretton Woods, consentì agli USA la costruzione dell&#8217;imponente complesso militare industriale e le sue relative politiche di potenza.<br>Molti paesi tra cui il nostro, concepirono Costituzioni antifasciste ed antinaziste, insieme a soluzioni in larga misura keynesiane come nel titolo 3 della nostra Carta economica, che risollevarono l&#8217;Europa dalle macerie della grande guerra. <br>Oggi ci sarebbero tutte le condizioni esterne a consigliare una nuova Bretton Woods con il pungolo dei BRICS+ in sostituzione di quello dell&#8217;URSS magari prima che la guerra possa conoscere un&#8217;ulteriore fatale espansione&#8230; </p>



<p>(1) La Serbia ha firmato un accordo su un “futuro condiviso” con la Cina e intende rafforzare il commercio reciproco in yuan.<br>(2) In una conferenza stampa congiunta con Xi il 9 maggio, Viktor Orban ha annunciato che la Cina investirà in Ungheria in crescita tecnologica e industriale, 6.400 miliardi di fiorini (16,5 miliardi di euro).<br>(3) Il debito estero americano era esigibile in oro. I paesi con cui gli USA si indebitavano erano legittimati a chiedere l&#8217;estinzione del debito in oro. L&#8217;oro USA non era però sufficiente da cui la scelta del 1971 da parte di Nixon di trasformarla in moneta FIAT rendendo possibile la creazione monetaria indipendentemente dall&#8217;esistenza di un corrispettivo in oro. </p>



<p>addendum</p>



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