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	<title>contante &#8211; Seminare Domande [www.pangeanotizie.it]</title>
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	<description>Seminare domande in ognuno matura e germina risposte: voce e nuovo potere – Danilo Dolci</description>
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		<title>Smaterializzazione del contante &#8211; Ragioni e conseguenze</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesco Cappello]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 01 Oct 2019 20:18:13 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style='display:none;' class='shareaholic-canvas' data-app='share_buttons' data-title='Smaterializzazione del contante - Ragioni e conseguenze' data-link='https://www.francescocappello.com/2019/10/01/smaterializzare-il-contante/' data-app-id-name='category_above_content'></div>
<p class="has-drop-cap has-medium-font-size">Il sistema bancario, reso instabile dalla scelta liberista che ha privilegiato l&#8217;attività bancaria volta alla speculazione finanziaria a discapito del suo tradizionale ruolo di supporto all&#8217;economia reale, appare soggetto a grandi crisi sistemiche, come già nel 2007 quando sarebbe dovuto implodere e fu salvato dalle grandi banche centrali (FED, BCE, ecc.). Ignazio Visco, alla seconda conferenza Baffi Carefin ha detto: <strong><em><a href="https://www.bancaditalia.it/pubblicazioni/interventi-governatore/integov2020/Visco-2020.10.22.pdf">“Questo shock senza precedenti potrebbe causare qualche vittima tra le banche”</a></em></strong>. <br><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Crisi_finanziaria_islandese_del_2008-2011">Si ricordi cosa successe agli islandesi</a> che si  videro bloccate carte di credito e bancomat da un giorno all&#8217;altro,  scoprendolo alla cassa di un qualche negozio o supermercato al momento del pagamento degli aquisti. La stessa cosa accadde negli USA dove Lehmann Brothers fu lasciata fallire. Anche negli  Stati Uniti si scatenò la corsa agli sportelli. Ne nacque il movimento <em><strong>Occupy WallStreet</strong></em>. </p>



<p class="has-medium-font-size">In pratica le banche si sono (auto)salvate con <strong><em>denaro fiat </em>di banca centrale</strong> (creato opportunamente dal nulla) che come si sa sono controllate dalle grandi banche d&#8217;affari private. In pratica le cose sono andate come se fosse stato detto loro:  ecco, avete provocato una catastrofe finanziaria, vi salviamo comunque perché siete troppo grosse per fallire &#8211; <em><strong>too big to fail</strong></em> &#8211; nel senso che il loro fallimento sarebbe in grado di innescare una devastante crisi sistemica del settore finanziario e allora si ritiene che conviene lasciarle continuare ad operare come hanno sempre fatto&#8230; </p>



<p class="has-medium-font-size">Se qualcuno pensasse che dopo aver salvato il sistema bancario con la immissione di migliaia di miliardi di dollari ed euro siano state imposte regole diverse alla finanza internazionale, ebbene, si sbaglia di grosso. </p>



<p class="has-medium-font-size">Qualcosa però è cambiato ma non nel senso che ci saremmo aspettati: </p>



<p class="has-medium-font-size">il <strong>bail-in</strong> (se la tua banca fallisce la responsabilità, caro utente, è tua ché non hai saputo ben scegliere) </p>



<p class="has-medium-font-size">ci si avvia con determinazione crescente verso <strong>la smaterializzazione</strong> di tutta quella moneta che ancora conserva forma fisica <strong>in modo da rendere vana qualsiasi corsa agli sportelli</strong>&#8230;  Questo si configura come uno tra i più efficaci <strong>sistemi di controllo della popolazione</strong>. È, infatti, sufficiente un click per impedire l&#8217;accesso a chiunque alle proprie risorse finanziarie.</p>



<p class="has-medium-font-size">L&#8217;abolizione del contante è propagandata quale strumento per combattere l&#8217;<strong>evasione fiscale. Ci si focalizza sui piccoli favorendo multinazionali, fondi di investimento, grandi gruppi bancari e assicurativi</strong>. <br><em>Un Report della Commissione Europea <a rel="noreferrer noopener" href="https://ec.europa.eu/info/sites/info/files/economy-finance/com_2018_483_f1_report_from_commission_en_v4_p1_981536.pdf" target="_blank">(COM(2018) 483 final)</a>, basato su uno studio commissionato, evidenzia come la correlazione percettiva tra evasione e utilizzo di contanti sia indimostrata</em>.</p>



<p class="has-medium-font-size">sulle pagine di Econopoly (sole 24 ore), in un articolo dal titolo <a href="https://www.econopoly.ilsole24ore.com/2020/12/22/contante-diritto-baluardo/">Il contante è un diritto, un presidio di libertà e un baluardo contro i soprusi</a> si legge, tra l&#8217;altro:</p>



<blockquote class="wp-block-quote"><p><strong>Il denaro contante è un’infrastruttura pubblica</strong>, dato che è l’unico mezzo di pagamento tangibile che consente ai cittadini di regolare istantaneamente una transazione in moneta della banca centrale al valore nominale. Al contrario, <strong>tutte le forme di pagamento digitali richiedono una terza parte o un intermediario per il pagamento</strong>. Lo status di denaro contante come <strong>moneta a corso legale</strong> garantisce che sia <strong>universalmente accettato</strong>, <strong>ugualmente accessibile e gratuito per i consumatori</strong>, rendendolo un <strong>bene pubblico</strong> importante e un’infrastruttura pubblica. <strong>Il contante rimane vitale in un mondo digitale a causa della sua forma fisica e distribuita nelle società</strong> come strumento deliberativo per l’attività politica ed economica. <strong>Ciò contrasta con gli account digitali da cui, in teoria, le persone potrebbero essere escluse con la semplice pressione di un interruttore</strong>. La valuta fisica ha quindi un ruolo cruciale e costante da svolgere nel panorama dei pagamenti in rapida evoluzione, ora e in futuro.</p></blockquote>



<p>e ancora</p>



<blockquote class="wp-block-quote"><p>I lavori e gli studi internazionali evidenziano l’<strong>assenza di un rapporto di causalità tra attività illecita ed utilizzo del contante</strong>. In tale contesto il Prof. Razzante (tra i massimi esperti di antiriciclaggio) ha cercato di spiegare che <em>“lo studioso, in questi casi, dovrebbe – come accaduto, e accade, a chi scrive – rimanere esterrefatto, obbligato a chiedersi come faccia il nostro paese ad essere additato quale utilizzatore eccessivo (da criminalizzare) di contante. Il non studioso si aspetterebbe ben altri dati, leggendo <strong>le apocalittiche elucubrazioni di stampa, ma anche di altri studiosi e tecnici.</strong>”</em> La pervicacia narrativa italica continua imperterrita nella sua crociata, infischiandosene di dati, studi e analisi economiche, spacciando un sistema senza contante (<em>cashless</em>) quale soluzione finale: <strong>in realtà costituisce una risposta populista, banale e sbagliata a domande complesse</strong>.</p></blockquote>



<p class="has-medium-font-size">Tra i tanti effetti collaterali dell&#8217;abolizione del contante è facile immaginare cosa accadrebbe in caso di <strong>black out energetico</strong> per un qualsiasi motivo così come al destino di quelle persone che trovandosi in condizioni di povertà estrema (in Italia 5 milioni &#8230;  numero in crescita), come i mendicanti, i senza casa, ecc. <br>Si pensa, forse, di dotarle di <em>pos elettronici wireless</em> con annesso conto corrente?  <br><strong>Elemosine, mance, oboli, piccoli prestiti tra amici, diventerebbero di fatto impossibili se, come richiesto da qualcuno, la smaterializzazione divenisse integrale</strong>. Bisogna pensare a cosa accadrebbe nel caso di <strong>guasti/attacchi alle reti elettriche o informatiche</strong>&#8230; meglio, finché sarà possibile, tenere sempre una scorta di contanti in casa per superare tali possibili eventi.  </p>



<p class="has-medium-font-size">Si pensi poi al <strong>destino di tutto quel piccolo commercio locale, di prodotti tradizionali, tipici, biologici, che si svolge necessariamente in contanti in piccoli mercati rionali</strong>, commercio condotto anche da venditori ambulanti che sono spesso anche i produttori delle loro merci e che piuttosto che soddisfare ai vincoli europei, rimangono rispettosi della tradizione italiana, in conflitto con i dettami Ue. <br>Se sino ad oggi abbiamo potuto ovviare utilizzando i contanti per gli scambi di questo genere di prodotti, nel futuro l&#8217;unica forma di resistenza utile consisterà nel trovare altri sistemi di pagamento locale come il baratto in reti di mutuo credito locale o l&#8217;uso di <a href="https://www.francescocappello.com/2020/08/11/moneta-comunale/" data-type="post" data-id="1974">moneta comunale</a>. Vedi il mio &#8220;<a href="https://www.francescocappello.com/2020/07/23/torniamo-al-baratto/" data-type="post" data-id="1924">Torniamo al baratto</a>&#8220;.</p>



<p class="has-medium-font-size">Bisogna domandarsi se è vero che la smaterializzazione del contante riesca ad incidere efficacemente sulla <strong>tassabilità delle grandi multinazionali</strong> operanti nel nostro paese così come su quella piaga globale dei <strong>paradisi fiscali</strong>, legata, come moltissime delle difficoltà che viviamo da decenni, alla liberalizzazione dei flussi finanziari non ostacolati, nelle loro scorribande speculative, da nessun confine.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignleft size-large is-resized"><img loading="lazy" src="https://www.francescocappello.com/wp-content/uploads/2019/10/Schermata-2019-10-01-alle-14.25.00.png" alt="" class="wp-image-590" width="381" height="257" srcset="https://www.francescocappello.com/wp-content/uploads/2019/10/Schermata-2019-10-01-alle-14.25.00.png 477w, https://www.francescocappello.com/wp-content/uploads/2019/10/Schermata-2019-10-01-alle-14.25.00-300x203.png 300w" sizes="(max-width: 381px) 100vw, 381px" /><figcaption>un acquisto con bancomat costa al commerciante circa <strong>l&#8217;1%.</strong> L&#8217;esercente per i pagamenti con le carte di credito può spendere sino al <strong>3%</strong> del valore del bene di cui si appropria il sistema bancario</figcaption></figure></div>



<p class="has-medium-font-size">Infine: poiché la moneta digitale, avente come vettore carte di credito e bancomat, si esaurisce usandola (vedi immagine) <strong>essa sottrae moneta dalla circolazione</strong>. Nella condizione di<strong> rarefazione monetaria</strong> e di <strong>moneta a debito </strong>in cui viviamo bisogna valutare come la tassazione del contante contribuirà alla spinta del sistema economico sempre più verso il baratro della <strong>deflazione</strong> soprattutto in considerazione del fatto che <strong>siamo già tra i paesi al mondo con, sulle spalle, il più alto carico fiscale senza per questo poter godere di corrispondenti servizi</strong>. </p>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignleft size-large is-resized"><a href="https://www.raiplay.it/video/2020/05/petrolio-sistema-di-credito-sociale-in-cina-96ac1b56-ed50-4236-9e11-e473c7b122d5.html"><img loading="lazy" src="https://www.francescocappello.com/wp-content/uploads/2021/05/Schermata-2021-05-13-alle-19.29.37.png" alt="" class="wp-image-4890" width="371" height="200" srcset="https://www.francescocappello.com/wp-content/uploads/2021/05/Schermata-2021-05-13-alle-19.29.37.png 797w, https://www.francescocappello.com/wp-content/uploads/2021/05/Schermata-2021-05-13-alle-19.29.37-300x162.png 300w, https://www.francescocappello.com/wp-content/uploads/2021/05/Schermata-2021-05-13-alle-19.29.37-768x414.png 768w, https://www.francescocappello.com/wp-content/uploads/2021/05/Schermata-2021-05-13-alle-19.29.37-640x345.png 640w" sizes="(max-width: 371px) 100vw, 371px" /></a><figcaption><a href="https://www.raiplay.it/video/2020/05/petrolio-sistema-di-credito-sociale-in-cina-96ac1b56-ed50-4236-9e11-e473c7b122d5.html"><strong>Il sistema di credito sociale in Cina</strong></a></figcaption></figure></div>



<p class="has-medium-font-size"><strong>Abolizione del contante e sperimentazione del credito sociale</strong> sembrano andare di pari passo. <br>La sperimentazione del credito sociale individuale cinese è un programma nazionale basato su intelligenza artificiale, big data, tecnologia della sorveglianza, progettato per il controllo delle scelte dei cittadini e l&#8217;erogazione dei diritti che possono essere all&#8217;occorrenza sospesi. </p>



<p class="has-medium-font-size"><em>Integrazione del 2 novembre 2020</em><br>Con la crisi sanitaria scatenata dalla pandemia <strong>il contante è stato individuato quale presunto vettore di contagio</strong> e questo ha dato un ulteriore pretesto al progetto di digitalizzazione di tutta la moneta. In particolare si pensa ad una nuova moneta digitale della Banca Centrale. Gia nel 2018 la Lagarde, dal FMI, aveva affermato che <em><a href="https://www.cnbc.com/2018/11/14/central-banks-should-consider-issuing-digital-money-imf-boss-lagarde.html">le banche centrali dovrebbero prendere in considerazione l’emissione di moneta digitale</a></em>, moneta quindi non prelevabile in contanti, perché bit digitali di Banca Centrale. <strong>Con un click te la do con un altro te la levo&#8230;</strong></p>



<p class="has-medium-font-size"><em>Integrazione di Mercoledì 25 Novembre 2020</em> <br>Dal profilo FB di Salvatore Cincotta<br>[100 euro spesi con le carte di credito per 60 volte diventano zero e i 100 euro vengono assorbiti totalmente dal sistema bancario]<br>TUTTI FELICI E CONTENTI CHE IL GOVERNO PER LA “PSEUDO” LOTTA ALL’EVASIONE, LIMITA SEMPRE DI PIÙ LA CIRCOLAZIONE DEL CONTANTI.<br>DAL PRIMO GENNAIO SI POTRANNO PAGARE IN CONTANTI MAX 1.000 EURO.<br>MA NON VI RENDETE CONTO CHE <strong>PIAN PIANINO CI STANNO TOGLIENDO LA TITOLARITÀ DEL NOSTRO DENARO</strong>?<br>BASTERÀ UN CLICK PER BLOCCARE IL NOSTRO CONTO CORRENTE I NOSTRI DEPOSITI SENZA POTER PIÙ DISPORRE DEL NOSTRO DENARO, DELLE NOSTRE CARTE DI CREDITO E BANCOMAT.</p>



<p class="has-medium-font-size"><em>Il consiglio di Salvatore Cincotta </em><br>&#8220;<strong>convertire parte dei risparmi in monete auree</strong> (tipo sterline oro) <strong>e detenerle personalmente</strong>, in maniera tale da avere sempre la titolarità del proprio risparmio. <strong>Vanno comprate e rivendute esclusivamente nei Banco metalli ufficialmente autorizzati</strong>, non nei <em>compra oro</em>, dove normalmente le migliori aziende applicano una commistione dell’ 1,5% in compra e 1% in vendita sul valore corrente dell’oro&#8221;</p>



<p class="has-medium-font-size"><em>addendum del 12 dicembre 2020</em><br><em><strong>Cashback direzione cashless</strong></em><br>Scaricando un&#8217;apposita applicazione <strong>l&#8217;APP IO</strong>, a ogni successivo acquisto effettuato con carte di credito o con bancomat (non tutti hanno un bancomat o una carta di credito), dopo essere stati accreditati, si riceverà, a tempo debito, uno <strong>sconto del 10% ma per ogni acquisto ti torneranno indietro (<em>back.</em>.) al massimo 15 euro</strong>. Qualora cioè si spendessero 200 euro non si avrebbe diritto a 20 euro di sconto ma a 15 euro sempreché nel periodo natalizio (<em>extra cashback di natale</em>) tu abbia totalizzato almeno 10 acquisti. Nel seguito la scansione temporale sarà di sei mesi in sei mesi. Nel corso di ogni semestre si dovranno effettuare almeno 50 acquisti. <strong>Lo sconto massimo accumulabile sarà di 150 euro a semestre ossia 300 euro/anno</strong>. Il pieno sfruttamento dei vantaggi offerti porta ad un ritorno di 300 euro nel corso di un anno in cui la spesa effettuata è stata di 3000 euro maturati qualora si siano effettuate almeno 50 acquisti a semestre. Attenzione <strong>non si possono ottenere sconti su acquisti legati alla propria professione</strong>. In pratica saranno esclusi, ad esempio, gli acquisti di forniture di cui necessitano professionisti, artigiani, microimprese,  nell&#8217;espletazione della propria attività. Una strana scelta dato lo scopo dichiarato di lotta all&#8217;evasione fiscale. Pagando il dentista oppure la manutenzione della caldaia, la scelta di pagare in contanti senza fattura per evitare l&#8217;IVA sulla fattura da una parte e le tasse sul reddito dall&#8217;altra, evadendo il fisco, continuerà ad essere quella più conveniente. E&#8217; inoltre previsto il <strong><em>Super Cashback</em> </strong>per ogni semestre ossia un ulteriore rimborso di 1.500€ per i primi 100 mila partecipanti che avessero effettuato il maggior numero di acquisti nei sei mesi, senza tener conto degli importi spesi. Si potranno così ricevere fino a 3.000€ l&#8217;anno. Facile pensare alla induzione di una <strong>inflazione</strong> sui prezzi al dettaglio, indotta dall&#8217;aumentato potere d&#8217;acquisto, seppure più percepito che reale. Oltretutto <strong>l&#8217;attivazione del sistema del cashback costerà agli esercenti una spesa che varia da 100 a 300€ che cercheranno di recuperare in qualche modo</strong>. </p>



<p class="has-medium-font-size">Si noti che <strong>nel caso delle carte di credito con le quali si spende un prestito che ci è stato accreditato si premia una modalità di spesa effettuata con moneta scritturale bancaria a debito</strong>. Le risorse per sostenere il cashback verranno naturalmente dai contribuenti. I benefici saranno distribuiti in modo diseguale poiché non tutti hanno eguale capacità di spesa e sono tanti i cittadini che non possiedono carte. <br>Attenti, nel frattempo, a non sconfinare con le spese perché le nuove norme della <strong>autorità bancaria europea (E.B.A.)</strong> prevedono &#8220;<a href="https://www.unicredit.it/it/info/nuove-regole-di-definizione-di-default.html">che le banche definiscano automaticamente come <strong>inadempiente il cliente che presenta un arretrato</strong> da oltre 90 giorni, il cui importo risulti, allo stesso tempo per i Privati e Piccole e Medie Imprese <strong>superiore ai 100€</strong> e superiore all’1% del totale delle esposizioni verso il Gruppo bancario</a>&#8221; (superiore ai 500€ nel caso di grandi imprese). <strong>Questi sconfinamenti autorizzeranno blocchi dei conti correnti, fidi, domiciliazione bancaria delle bollette ecc.</strong> Attenzione, in particolare, a chi utilizzasse carte con la speranza di incassi a copertura di spese effettuate nel mese precedente e simili&#8230; </p>



<p class="has-medium-font-size"><a href="http://www.cgiamestre.com/cashback-contrastiamo-levasione-dando-47-miliardi-ai-ricchi/">Il coordinatore dell’Ufficio studi della Associazione Artigiani e Piccole Imprese Mestre C.G.I.A.,  Paolo Zabeo, afferma</a>:</p>



<blockquote class="wp-block-quote"><p><strong>Nei prossimi 2 anni</strong> le risorse necessarie <strong>per finanziare il cashback </strong>ammonteranno a <strong>4,7 miliardi di euro</strong>. Una spesa&nbsp; smisurata che tutti gli italiani saranno chiamati a pagare per incentivare l’utilizzo della moneta elettronica, concorrendo così alla riduzione dei pagamenti in nero effettuati con il contante. Nella pratica, però, sarà un provvedimento che f<strong>avorirà soprattutto coloro che possiedono una elevata capacità di spesa</strong>. Persone che, secondo le statistiche, vivono nelle grandi aree urbane del Nord, dispongono di una condizione professionale e un livello di istruzione medio-alto. Insomma, <strong>una misura a vantaggio dei ricchi, ma pagata con i soldi di tutti</strong>. Un modo veramente molto singolare di combattere l’evasione fiscale.</p></blockquote>



<p class="has-medium-font-size">Sottolinea il segretario della CGIA, Renato Mason:</p>



<blockquote class="wp-block-quote"><p>Rispetto al 2019, quest’anno il nostro erario registrerà, a causa degli effetti negativi provocati dal coronavirus alla nostra economia, una <strong>contrazione del gettito tributario pari a 48 miliardi di euro</strong>, di cui oltre 7 a seguito della riduzione degli incassi dovuti alle attività di contrasto all’evasione fiscale. Ebbene, a fronte delle difficoltà in cui versano le nostre casse pubbliche e il crollo delle entrate, <strong>ha senso aumentare l’indebitamento di quasi 5 miliardi in 2 anni per agevolare chi normalmente spende di più</strong>? Queste risorse, forse, non potevano essere impiegate per aiutare in misura più diretta e incisiva i commercianti e in generale tutti i lavoratori autonomi che utilizzano come sistema di pagamento il Pos?</p></blockquote>



<p class="has-medium-font-size">vedi anche (<a href="https://www.proiezionidiborsa.it/attenzione-a-non-andare-in-rosso-sul-conto-corrente-per-i-clienti-di-questa-banca/">Attenzione a non andare in rosso sul conto corrente per i clienti di questa banca</a>)<br><br>Il Recovery plan <br><a href="https://www.ilsole24ore.com/art/recovery-plan-pole-proroga-superbonus-piano-40-e-meno-tasse-lavoro-ADC2XJp">prevede un Piano cashless, per lo stop all’uso del contante, da 10 miliardi in tre anni</a>.</p>



<p class="has-medium-font-size"><a href="https://www.ilsole24ore.com/art/quanto-ci-costa-l-elusione-fiscale-multinazionali-AED7k0HH">Nel frattempo continua allegramente <strong>il gettito evaso annualmente dalle multinazionali che nei paesi UE ammonta a 160-190 miliardi di euro</strong></a>.</p>



<p class="has-medium-font-size">aggiornamento dell&#8217;1 marzo 2021<br><a href="https://www.ilsole24ore.com/art/texas-gelo-manda-blackout-cuore-energetico-stati-uniti-ADg55aKB">Texas, il gelo manda in blackout il cuore energetico degli Stati Uniti</a><br>Milioni di persone senza luce e riscaldamento, chiuse fabbriche e raffinerie<br>di Marco Valsania<br>Maltempo, gli Usa colpiti da un&#8217;ondata di gelo polare. Almeno 11 morti<br>La morsa del grande freddo polare ha stretto d’assedio gli Stati Uniti. Dal Texas alla North Carolina, ha mietuto decine di vittime e lasciato milioni di persone alla mercè degli elementi. <strong>Ha paralizzato produzione energetica e reti elettriche di intere regioni, bloccato cruciali attività industriali e tecnologiche</strong>. Ha palesato la vulnerabilità di infrastrutture essenziali del Paese, anzitutto nel centro e nel sud, improvvisamente aggravata dai colpi del cambiamento climatico (&#8230;). <br>Chi leggesse l&#8217;articolo integralmente non troverà alcun cenno alle complicazioni in caso di blackout di una moneta del tutto smaterializzata. <br><strong>Si suggerisce di mantenere sempre una scorta di contanti in casa per superare eventuali guasti/attacchi alle reti elettriche o informatiche</strong>.</p>



<p class="has-medium-font-size">addendum maggio 2021</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<iframe class='youtube-player' width='1170' height='659' src='https://www.youtube.com/embed/e-aFVFwyz4w?version=3&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;autohide=2&#038;showsearch=0&#038;showinfo=1&#038;iv_load_policy=1&#038;wmode=transparent' allowfullscreen='true' style='border:0;'></iframe>
</div></figure>



<p class="has-medium-font-size"><br><a href="https://www.stimatrix.it/Blog/Articolo/142">Nel Pnrr l&#8217;accelerazione delle esecuzioni immobiliari</a>. Una sezione è dedicata agli “<em>Interventi sul processo esecutivo e sui procedimenti speciali</em>” prevista dalla riforma del processo civile. L’obiettivo è quello di garantire una <strong>semplificazione delle forme e dei tempi</strong> del processo esecutivo per rendere più rapidi ed efficaci i pignoramenti, la messa all’asta delle abitazioni private, negozi, attività (su cui pendono rate e mutui da pagare), le esecuzioni immobiliari in generale in caso di difficoltà economiche. <strong>In attesa di essere sbloccate dal prossimo 30 giugno circa 120 mila pratiche  per un valore complessivo intorno ai 6-8 miliardi di euro</strong>. </p>



<p class="has-medium-font-size"><strong><em>Euro Elettronico (EE)</em></strong><br>L&#8217;EE sarebbe la <strong>versione digitale della moneta FIAT della BCE</strong> (CBDC: Central Bank <em>Digital</em> Currency è la valuta digitale della BCE) ossia l&#8217;<strong>equivalente elettronico dell&#8217;euro fisico in contanti</strong> (La BCE rassicura che il contante sarebbe integrato dall&#8217;EE senza sostituirlo). <strong>Contante digitale</strong> <strong>che simula parzialmente quello fisico perché potrà essere utilizzato senza l&#8217;intermediazione di un istituto bancario</strong>. Per utilizzarlo, infatti, non sarà necessario essere intestatari di un conto corrente essendo sufficiente essere dotati di un <em>wallet elettronico</em>. Mentre, però, il contante fisico è anonimo, l&#8217;euro elettronico dovrebbe essere tracciabile.<br>Descritta come <strong>moneta virtuale legale in tutta la zona euro</strong>, <strong>parallela alle banconote</strong>. L&#8217;EE <strong>dovrebbe consentire ai cittadini della zona euro il deposito di denaro direttamente presso la BCE scavalcando le banche commerciali</strong>. Esso sarebbe trasferito usando la blockchain [BC] (le transazioni registrate indelebilmente su BC quale registro pubblico a blocchi) e custodito in portafogli digitali assegnati ai singoli utenti (wallet) ma emesso e controllato centralmente dalla BCE. Sarebbe legittimato dalla facilità di tracciamento dei reati finanziari a facilitazione dei pagamenti con un euro digitale al dettaglio per banche, imprese e cittadini. Il sospetto è che si preparino le condizioni per la diminuzione progressiva e la completa sostituzione delle banconote cartacee. L&#8217;idea è che <strong>questi gettoni digitali circolerebbero consentendo l&#8217;anonimato nei confronti della BCE come accade con i contanti</strong>. Si capisce che questa sarebbe la <strong>risposta allo sviluppo di soluzioni di pagamento come le stablecoin globali</strong> da parte di grandi aziende private come FB, Amazon e altre&#8230; vedi i miei <em><a href="http://money so they say">money so they say is the root of all evil today</a> </em>e <em><a href="https://www.francescocappello.com/2019/06/21/tutto-cambia-perche-nulla-cambi/" data-type="post" data-id="341">Tutto cambia perché nulla cambi</a></em>.</p>



<p class="has-medium-font-size">Con la pratica dei tassi negativi, di fatto, <strong>la BCE si ritrova a pagare le banche per prestare dei soldi alle stesse</strong> come nel caso dei piani di rifinanziamento i TLTRO, <em>targeted longer-term refinancing operations</em>, <strong>prestiti quadriennali alle banche dell’Eurozona</strong> e i LTRO (rifinanziamenti a lungo termine &#8211; circa 1000 mld) per implementare, almeno sulla carta, le politiche di espansione monetaria legittimate dalla necessità di finanziare l&#8217;economia reale e gli Stati. A questi si è aggiunto il <strong>Programma di acquisto per l’emergenza pandemica</strong> (PEPP) da 1850 miliardi che continuerà fino a marzo 2022. <br>Ma nella congiuntura pandemica ancor più che in quella precovid <strong>nessuno investe nell&#8217;economia reale. I TLTRO difatti incoraggiano i soliti investimenti nell&#8217;economia finanziaria. </strong><br><strong>I <a href="https://www.francescocappello.com/2019/08/30/sottozero/" data-type="post" data-id="432">tassi negativi</a> sono via via applicati ai conti dei correntisti che si trovano così a sostenere bilanci bancari sempre più incerti </strong>non ultimo a causa di mutui bancari a tasso negativo. In realtà la Banca Centrale riceve obbligazioni governative <strong>o anche titoli privi di valore</strong>, asset vari, utilizzati come collaterali, <strong>che bisogna ritirare dal mercato dei titoli al fine di disintossicarlo mentre se ne alimenta la domanda</strong> (inflazione finanziaria). I risparmi intrappolati nella tela bancaria sono così dirottati verso l&#8217;economia finanziaria e stornati sistematicamente dall&#8217;economia reale. <strong>Il prolungamento della crisi pandemica, che ha paralizzato buona parte delle economie nazionali, si rivela funzionale a prolungare indefinitamente il dirottamento delle risorse finanziarie dei cittadini a supporto del carosello finanziario</strong> con i suoi corsi borsistici continuamente in rialzo nel pieno della depressione che colpisce le economie nazionali. (vedi il mio <a href="https://www.francescocappello.com/2020/08/24/la-depressione-mondiale-puo-far-comodo/">la depressione mondiale può far comodo</a>)</p>



<p class="has-medium-font-size"><strong><em>Pagare per dare la gestione dei propri risparmi alle banche</em></strong><br>Siamo ancora liberi di fare del nostro denaro quel che vogliamo? Sono <strong>ben 34 i miliardi di euro </strong>che le banche dell’Eurozona hanno versato alla Bce dal giugno 2014 come interessi negativi a causa della liquidità proveniente dal rifinanziamento TLTRO detenuta in eccesso nei depositi che non riescono a utilizzare a supporto dell&#8217;economia reale con il risultato di spingere molte di esse a <strong>scaricare gli interessi negativi sui clienti</strong>. Si intende così mobilitare (leggi: spingere) i risparmi &#8220;fermi&#8221; sui conto correnti (circa 1700 mld di euro), verso titoli di stato a interesse negativo (*), gli investimenti finanziari, le obbligazioni, le azioni e altre forme di investimento che comportano comunque commissioni e spese a favore della banca e commissioni sulle giacenze. Naturalmente le ragioni per cui non si investe più nell&#8217;economia reale sono dovute ad <strong>anni di austerity e di pressione fiscale insostenibile</strong> (sino al 70%) sui proventi peraltro sempre più incerti delle imprese. Vedi la <a href="https://www.francescocappello.com/2021/02/13/campagna-per-la-salvezza-economica-dellitalia/">CAMPAGNA PER LA SALVEZZA ECONOMICA DELL’ITALIA di Italia che Lavora</a>. </p>



<p class="has-medium-font-size"><strong><em>Verso la chiusura progressiva degli sportelli bancomat</em></strong><br>Gli appetiti bancari nei confronti dei depositi custoditi nei conto correnti bancari stanno portando alla costruzione di una sorta di trappola per il risparmio (vedi il mio <a href="https://www.francescocappello.com/2019/03/10/attacco-al-risparmio-italiano/" data-type="post" data-id="249">Attacco al risparmio italiano?</a>) fatta di tassi negativi e limitazione progressivo dell&#8217;uso del contante. <strong>Dal 1° Gennaio 2022, infatti, non saranno permessi pagamenti in contanti superiori ai 999 € né si potranno prelevare somme in contanti superiori a quella cifra</strong>. Allo stesso tempo il ritiro di quei contanti sarà reso sempre più difficoltoso dalla <strong>progressiva chiusura degli sportelli bancomat</strong> di molti istituti bancari e dall&#8217;aumento della commissione da applicare al prelievo. Si aggiunga che la generale condizione di rarefazione monetaria è peggiorata dal ritiro dalla circolazione delle banconote da 500 e 200 euro mentre sono sempre più rare quelle da 100 euro.</p>



<p><a href="https://quifinanza.it/soldi/video/banche-ing-contanti-atm-casse-automatiche-prelievo/485141/">Miriam Carraretto su quifinanza</a></p>



<blockquote class="wp-block-quote"><p>Analizzando il nuovo rapporto “Sussidiarietà e… finanza sostenibile” della Fondazione per la Sussidiarietà, si nota come <strong>in 10 anni in Italia siano “spariti” quasi 10mila sportelli bancari</strong>: da 34.036 a inizio 2010 a 24.312 all’inizio del 2020, circa il 30% in meno. Ogni 100mila abitanti adulti ci sono ora 39 filiali, rispetto alle 56 di inizio decennio. La media europea si colloca a 22. Negli ultimi cinque anni le<strong> reti bancarie</strong> continentali hanno subito un <strong>taglio di circa un terzo, mentre in Italia è stata di un quinto.</strong> Il Sud Italia assomiglia di più al resto d’Europa. Le agenzie ogni 100mila abitanti sono 20 in Calabria, 22 in Campania e 25 in Sicilia. Valori elevati, invece, in Trentino Alto Adige (70), Valle d’Aosta (63) ed Emilia Romagna (56). La classifica per province vede in cima Reggio Calabria, Vibo Valentia e Caserta, con 17 filiali ogni 100mila abitanti. In coda Trento (76), Cuneo (72) e Sondrio (71). Fra i grandi capoluoghi, Milano (41) e Roma (35) sono vicine alla media nazionale. Napoli (20) svetta per efficienza. Bologna (58) invece è indietro.</p></blockquote>



<p>aggiornamenti interviste con l&#8217;autore</p>



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<p>aggiornamento del 23 settembre 2021<br><a href="https://www.ilsole24ore.com/art/stop-contante-arriva-card-unica-identita-e-pagamenti-elettronici-ACpgTcl">Stop al contante, arriva la card unica per identità e pagamenti elettronici. Ci saranno carta d’identità, tessera sanitaria, identità digitale e possibilità di attivare un conto di pagamento presso qualsiasi sportello bancario o postale</a></p>



<p>(*) i titoli di Stato rimarranno in zona negativa finché regge il mercato borsistico. Nel momento in cui dovessero verificarsi consistenti ribassi i rendimenti dei TdS crescerebbero di conseguenza a causa di un riorientamento degli investimenti. </p>



<p>© COPYRIGHT Seminare domande<br><em>divieto di riproduzione senza citazione della fonte</em> </p>



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		<title>Liquidità BCE</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesco Cappello]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 22 Sep 2019 09:18:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[#perunmondosenzaguerre]]></category>
		<category><![CDATA[Banche]]></category>
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					<description><![CDATA[nella palude della Ue pubblicato su SovranitàPopolare pubblicato su Iskrae.eu pubblicato da Marx 21 Draghi reimmetterà 20 miliardi al mese (creati dal nulla) nel circuito economicoPer statuto non può immetterli direttamente nell&#8217;economia reale in forma di investimenti pubblici, sostegno alle imprese, alle famiglie ecc… mette quindi delle condizionali nella “speranza“ che stavolta possano raggiungere il&#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div style='display:none;' class='shareaholic-canvas' data-app='share_buttons' data-title='Liquidità BCE' data-link='https://www.francescocappello.com/2019/09/22/liquidita-bce/' data-app-id-name='category_above_content'></div>
<h4 class="has-vivid-red-color has-text-align-center">nella palude della Ue</h4>



<p><a href="https://www.sovranitapopolare.org/2019/09/18/liquidita-bce-nella-palude-ue/">pubblicato su SovranitàPopolare</a></p>



<p><a href="http://www.iskrae.eu/liquidita-bce/">pubblicato su Iskrae.eu</a></p>



<p><a href="http://www.marx21.it/index.php/internazionale/europa/30007-liquidita-bce-nella-palude-ue">pubblicato da Marx 21</a></p>



<p><em>Draghi reimmetterà 20 miliardi al mese (creati dal nulla) nel circuito economico</em><br>Per statuto non può immetterli direttamente nell&#8217;economia reale in forma di investimenti pubblici, sostegno alle imprese, alle famiglie ecc… mette quindi delle condizionali nella “speranza“ che stavolta possano raggiungere il target desiderato. Nella Unione Europea è stata introdotta l’idea criminale che gli investimenti pubblici in deficit siano da evitare perché causerebbero debito. Ne sono conseguite pratiche malsane che stanno portando allo smantellamento della casa comune. Si fa avanzo primario dal ’92. Si spende cioè meno di quanto si incassi sotto forma di tasse così che rimanga sempre qualcosa da destinare al pagamento del servizio al debito. Non si investe nei servizi pubblici, che vengono piuttosto taglieggiati, si risparmia sulla previdenza, le infrastrutture al collasso vengono abbandonate al loro destino, si svende il patrimonio comune nel tentativo di far cassa, i trasferimenti dello Stato ai comuni sono stati ridotti al lumicino viceversa questi ultimi sono stati incoraggiati a diventare esattori delle tasse locali. Si fanno concessioni di sfruttamento coloniale del territorio svenduto, spesso a multinazionali straniere che fanno i loro comodi operando con finalità estrattive di ricchezza. Tali concessioni, compensate con due briciole e tre posti di lavoro… sono generalmente fatte passare per salvifici investimenti stranieri.</p>



<p>È vero che fare investimenti pubblici in deficit crea debito? No. Chi fosse interessato veda qui (1) [Ancora meglio se si riprendesse ad usare, in parallelo all’euro, moneta a non debito come si dirà più avanti]. Sappiamo che nel settore pubblico il vincolo di ideale saldo zero (spese=entrate fiscali) e in generale il Fiscal Compact, che nel 2012 ha sovvertito la costituzione economica (nuovo art. 81), ci impediscono qualsiasi politica fiscale espansiva (1). Non investire, risparmiare denaro pubblico, fare austerity, nel tentativo di far rientrare il debito, sono piuttosto le strategie fallimentari che peggiorano i conti pubblici come è ormai evidente a tutti. Eppure è su di esse che si insiste. La propaganda le promuove incessantemente contro ogni evidenza e argomentazione del sapere economico.</p>



<p>Quello immesso da Draghi è denaro a bassissimo costo che tuttavia, malgrado le buone intenzioni, in condizioni di deflazione e quasi recessione, non verrà chiesto né utilizzato (se non nel mondo della finanza), perché le prospettive per gli imprenditori medio-grandi non sono buone. Ai micro e ai piccoli imprenditori, che ne avrebbero bisogno e lo chiedono, non viene concesso; i criteri di rischio stabiliti dagli accordi di Basilea, infatti, non conferiscono loro un rating sufficientemente buono. Stiamo parlando però della quasi totalità delle imprese private. Si aggiunga la sostanziale disattivazione dell’efficacia dei fondi garanzia e l’eccesso della tassazione (tra le più alte al mondo) a carico delle imprese, che seppure cercano di difendersi, riunendosi in associazione di categoria quali Confapi, Apindustria e simili, rischiano, sempre più, di essere sfruttate e fagocitate dalle multinazionali. Tipico il caso in cui sono costrette ad affidarsi, per le vendite dei loro prodotti, ad Amazon che impone loro condizioni e prezzi di vendita… Oltretutto le regole del gioco sono fortemente squilibrate a favore delle multinazionali che risultano enormemente avvantaggiate dal fisco rispetto alle imprese autoctone. Nel primo trimestre 2019, le chiusure hanno superato le aperture dello 0,4%, rispetto ai tre mesi precedenti (21.659 imprese in meno). Si pensi ora al conteggio di quanti perdono il lavoro e a come di conseguenza si facciano tappeti d’oro a imprese di e-commerce come Zalando. Quest’ultima è in procinto di aprire una nuova sede a Verona, per più di mille posti di lavoro, che saranno retribuiti con stipendi da fame, intorno alle 900 euro mensili. In pratica, si tratta di un ulteriore elemento di accelerazione dei processi di deindustrializzazione in corso ormai da tempo. Ovunque, il tradizionale tessuto, produttivo e finanziario, piccolo e diffuso sul territorio, viene fagocitato dalle grandi multinazionali mentre le grandi banche d’affari estere si insinuano nei consigli di amministrazione del nostro sistema bancario. Persino le piccole banche popolari e di credito cooperativo che in passato erano in rapporto diretto con la micro e piccola impresa, essendo in grado di sostenerle adottando politiche finanziarie anticicliche, oggi subiscono lo stravolgimento della loro natura e funzione. </p>



<p><br> <em>Tutto questo Draghi lo sa bene e allora perché insiste col suo bazooka? </em><br> Il presidente uscente della BCE è costretto, per la seconda volta, a far salti mortali per evitare la disgregazione dell’eurozona, come già nel 2012. Lo spread, lo abbiamo imparato 7 anni fa, è utilizzabile quale strumento di condizionamento e ricatto delle politiche nazionali. Quel che Draghi mette in atto è una forzatura dello statuto della BCE e dei vincoli europei per tentare di contrastare la peste nera della emergente deflazione. Si ricordi che il suo principale mandato è la stabilità dei prezzi (inflazione al 2 %). Nel 2012 riuscì a tenere in piedi l&#8217;euro e il sistema bancario ma l&#8217;inflazione rimase sotto il target del 2%. <br> Le politiche di espansione monetaria, nella forma del Quantitative easing (Qe), gli vengono consentite nel disperato tentativo di tenere in equilibrio l’euro ma se oggi, Weidmann e altri, contestano più decisamente il Qe è perché i tassi negativi (vedi 2) rischiano di mettere ‘ko’ i bilanci delle banche; c’è da pensare che non sia a caso che risulti in corso di perfezionamento il Mes bancario (Bail-in ecc.) insieme ad una decisa accelerazione verso la abolizione dell’uso del contante per prevenire eventuali corse agli sportelli in caso di cedimento delle prime banche come, d&#8217;altronde, lasciano presagire i loro corsi azionari, in picchiata verso lo zero.</p>



<p>La novità, infatti, è che i tassi negativi sui titoli non soccorrono più le banche! Al contrario chiedono loro di finanziare il debito pubblico! <br> Essi si configurano come un sovvertimento del sistema! <br> Basti pensare alle condizioni in cui, in presenza di tassi sottozero, viene a trovarsi un fondo pensione che deve mettere insieme un piano di accumulo finanziario del 5% usando titoli di stato… se questi permangono a tasso negativo, ai fondi sarà impossibile mettere insieme la pensione promessa ai propri sottoscrittori! Quella finta sinistra che aveva accolto l’idea della partecipazione agli utili della finanza anche delle classi lavoratrici invitandole a provare ‘amore fatale’ per fondi di investimento e fondi pensione ha rimosso volutamente il fatto che essi per raggiungere i profitti preventivati, divenuti azionisti di maggioranza, si sarebbero comportati da padroni, procedendo a ristrutturazioni, riduzioni degli investimenti, riduzione del personale impiegato, ecc.  contro gli interessi, divenuti ormai schizofrenici, degli stessi operai e delle imprese in cui lavorano. </p>



<p><br><em> Il sistema capitalistico sta implodendo</em><br>Si direbbe che non sanno più cosa inventarsi. Come si diceva, stanno preventivamente, accelerando il processo che porterà alla digitalizzazione di tutta la moneta. Il terrore che hanno, a fronte dei prossimi, ormai possibili, fallimenti di tante banche, è la corsa agli sportelli ossia il tentativo disperato che gli utenti delle banche metterebbero in opera per riprendersi i propri depositi in forma di banconote (le banconote in circolazione non raggiungono i 200 mld, comprese le monetine). Ovviamente, se i risparmi saranno stati ridotti a bit elettronici, la corsa sarà vana… La completa digitalizzazione facilita, oltretutto, l&#8217;attacco al risparmio italiano (più di 4000 mld di cui 1400 nei conti correnti). Mentre gli ingenui pensano che si tratti di una utile strategia finalizzata alla lotta all’evasione (in realtà in larghissima parte dovuta alle grandi corporations operanti sul territorio italiano), la Unione Bancaria sta perfezionando il &#8220;bail in&#8221; ossia la pratica criminale che addossa al risparmiatore l&#8217;onere del salvataggio della banca di cui è utente (il limite dei 100000 euro? Il solito specchietto per le allodole…), senza contare che, nel caso il progetto criminale, venisse portato a compimento, come si augurano in tanti, sino a far scomparire il contante dalla circolazione, diverrebbe impossibile persino lasciare un obolo, la mancia, o l’elemosina, a meno che i mendicanti, di cui si sta riempendo l’Italia (più di 5 milioni i poveri assoluti), non si dotino di terminali di pagamento pos e relativi conti corrente.Intanto i tedeschi ci copiano (rubano) l&#8217;idea delle miniobbligazioni che sarebbe stata per noi un modo ottimale di impiego dei risparmi privati, mirante alla internalizzazione del debito pubblico, la salvaguardia del risparmio e la sua mobilitazione in investimenti pubblici secondo quanto previsto dall’art. 47 della Costituzione. Si spera che questo governo sappia muoversi in questa direzione ponendo un argine all’ordoliberismo e che non insistano piuttosto fino alle sue conseguenze più estreme (3) tutte previste e prevedibili. Ci si chiede se i danni che la stessa Germania soffre, in misura crescente, li faccia desistere e li induca a ripensamenti sino al punto di fargli cambiare strada. Per conoscere le loro scelte effettive non possiamo far altro che aspettare la manovra autunnale. Nel frattempo però è quanto mai necessario scendere in piazza a dichiarare il rifiuto del popolo italiano, non più disposto ad accettare regole suicide, in nome di chissà quale dio teutonico. </p>



<p><em>Il capitalismo non riesce più a nascondere la sua crescente impotenza </em><br> Nei settori ad alta redditività, come spesso ripete l’economista Antonino Galloni, la domanda di lavoro è fortemente decrescente a causa delle politiche europee deflazionistiche rispetto a salario e lavoro. L’aumento dei profitti in questi comparti è minore della diminuzione di salari e occupazione. In altre parole il ritmo con cui i profitti aumentano, nei reparti a più alta resa dell’economia, rallenta, tendendo a zero (saggi di profitto tendenti a zero) malgrado la diminuzione del costo del lavoro. I salari diminuiscono a causa della deflazione salariale, a cui ci costringe l’uso di una moneta dal valore troppo alto per la nostra economia. I processi di automazione del lavoro, oltretutto, incorporano lavoro nelle macchine automatizzate contribuendo all’aumento della disoccupazione. Quindi, nemmeno l’aumento degli investimenti in questi settori dell’economia privata è ormai in grado di far crescere il PiL! Si tratta, a ben vedere, del fallimento del sistema capitalistico che, anche per questo, tende sempre più a finanziarizzarsi. Ad assorbire lavoro, allora, oltre che la sua ridistribuzione, tramite abbassamento dell’orario di lavoro, almeno a parità di salario (compresa riduzione dell’età pensionistica), anche la attivazione di milioni di posizioni lavorative in tutti quei settori di cura delle persone e del territorio, scartati dall’impresa capitalistica perché in essi si verifica sistematicamente che il fatturato risulta sempre più basso dei costi. In questi settori il capitalismo è impotente e anzi pericoloso. Se ci dovessimo convincere che non è più possibile il lavoro in questi settori, solo perché non promettono alcun profitto, dovremmo rassegnarci ad abbandonare al suo destino il patrimonio storico artistico o rassegnarci ad un suo sfruttamento estrattivo, così come dovremmo dichiararci impotenti rispetto alle necessità di intervento, mirato ad affrontare il dissesto idrogeologico del nostro territorio, le bonifiche, o rinunciare alla manutenzione delle infrastrutture esistenti se non alla loro implementazione. Dovremmo rinunciare sempre più alla sanità o alla istruzione per tutti. Solo chi avrà risorse finanziarie potrà accedere a cure e istruzione.</p>



<p><br> <em>Come uscire dalla palude</em><br>Non è vero che manca il lavoro come ripete ossessivamente la propaganda. Mancano i soldi per mobilitarlo e consentirgli di generare ricchezza autentica in tutti quei settori dove esso risulta non svolto, incompiuto, seppure necessario. Tutto ciò è realizzabile solo tornando ad utilizzare moneta non a debito, di emissione statale, come le statonote, promosse dal nostro comitato nazionale statonote, moneta legale solo all’interno del circuito nazionale da usare in parallelo alla valuta internazionale, ossia l’euro per gli scambi commerciali con l’estero. Il credo ordoliberista ci costringe a trovare un equilibrio puntando tutto sulle esportazioni. Se riusciamo ad ottenere un surplus, malgrado le condizioni del tutto sfavorevoli in cui si trovano ad operare le nostre imprese, è grazie alla eccezionalità italiana in campo manifatturiero e al made in Italy e ai sempre più frequenti casi di gestione diretta delle aziende da parte di lavoratori che si oppongono alla loro chiusura, ma tutto avviene a costo di una enorme e degradante svalutazione interna. Il sistema mercantilistico europeo costringe ai surplus per sopravvivere. Possiamo però, utilizzando moneta interna non a debito puntare sulla domanda interna, mettere mano a quella enorme quantità di lavoro incompiuto a cui abbiamo accennato sopra, ed esportare soltanto le eccedenze mirando ad una sostanziale e salutare parità della bilancia commerciale con l’estero.    </p>



<p>Il sistema ordoliberista, a sostegno della politica mercantilista europea, fondato in generale sul paradigma economico della liquidità (finanza foriera di guerra), che non permette a debitori e creditori i reciproci saldi, mostra tutte le sue pericolosissime crepe. Urgente, quanto necessaria, la adozione di un paradigma del tutto opposto (una finanza di pace) già prevista da Keynes che fu, purtroppo, rigettata nel &#8217;44 a Bretton woods e che ripasseremo prossimamente nella prospettiva di una sua riedizione su scala nazionale ed europea.  Infine, se vi state chiedendo chi possa avere tanto interesse a che l&#8217;euro rimanga in piedi a qualsiasi costo potete trovare una possibile risposta qui (4).</p>



<p>(1) https://www.francescocappello.com/2019/08/10/debito-pil-sarei-come-tu-mi-vuoi/</p>



<p>(2) https://www.francescocappello.com/2019/08/30/sottozero/</p>



<p>(3) https://www.francescocappello.com/2019/09/06/perche-continuiamo-a-lasciarli-fare/</p>



<p>(4) https://www.francescocappello.com/2019/09/08/miracoli/</p>
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		<title>Benvenuti nell&#8217;incubo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesco Cappello]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 14 Sep 2019 06:22:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Banche]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>
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		<category><![CDATA[Sistema Bancario]]></category>
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<h5 class="has-vivid-red-color">Sett. 2019 &#8211; il futuro possibile in via di preparazione <br>Benvenuti nell&#8217;incubo </h5>



<p><br> Riprendono le privatizzazioni a danno persino dei fattori produttivi del nostro paese <br> nel frattempo stanno velocizzando la corsa verso la eliminazione del contante, tramite una tassa sul prelievo&#8230; <br>  Il terrore che hanno a fronte dei prossimi ormai possibili fallimenti  di tante banche (osservate come sta andando giù il valore delle azioni  bancarie) è la corsa agli sportelli che consiste nel tentativo disperato  di riprendersi i propri risparmi in forma di banconote (le banconote in  circolazione non raggiungono i 200 mld, comprese le monetine). Se i  risparmi saranno stati ridotti a bit elettronici questa sarà una corsa  vana&#8230; <br> Tutto ciò facilita l&#8217;attacco al risparmio italiano (più di  4000 mld di cui 1400 nei conti correnti) mentre gli ingenui pensano si  tratti di sistema per la lotta all&#8217;evasione<br> nel frattempo la unione  bancaria ha introdotto il &#8220;bail in&#8221; ossia la pratica criminale che  addossa al risparmiatore l&#8217;onere del salvataggio della banca di cui è  utente (il limite dei 100000 euro? Il solito specchietto per le  allodole) <br> Intanto i tedeschi ci copiano (rubano) l&#8217;idea delle  miniobbligazioni che sarebbe stata per noi un modo ottimo di impiego dei  risparmi privati   </p>



<p></p>
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